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ATTUALITA’ – Una raccolta di firme contro il piano paesistico regionale

5 Aprile 2006


ATTUALITA’

SANT’ANTIOCO

AMBIENTE. Iniziativa di un comitato civico
UNA RACCOLTA DI FIRME CONTRO IL PIANO PAESISTICO REGIONALE

SANT’ANTIOCO. No ai piani paesistici regionali. “Abbiamo raccolto centinaia di firme”, dice Giorgio Fai, segretario cittadino dei Popolari e portavoce del comitato per lo sviluppo economico di Sant’Antioco.
Motivo? “E’ importante che siano le autonomie locali a dover tenere la regia dello sviluppo del paese, non ci devono essere vincoli della Regione. Il nostro Puc è già sufficientemente rispettoso e in alcuni casi anche restrittivo”.
Così Fai, che evidentemente ritiene che sulle coste si possa ancora costruire e che anzi questo possa costituire il motore dello sviluppo economico e sociale. “Le coste non devono essere – sottolinea Fai – imbalsamate sotto l’orpello della protezione dell’ambiente. Sant’Antioco è il comune con la costa meno interessata da fenomeni di degrado. Non ci stiamo ad essere considerati alla pari con i comuni che hanno degradato l’ambiente”. Insomma non si vuole essere come i vicini di Calasetta e di Carloforte che avrebbero consentito, secondo quanto afferma il portavoce del Comitato Civico, un utilizzo massiccio del territorio. Il Comitato rivendica il potere dell’autonomia locale di decidere il proprio destino e le proprie linee di sviluppo, senza che queste siano decise altrove.
“Sant’Antioco vuole decidere da se – dice Fai – la gente vuole lo sviluppo economico e sociale realizzato nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, e per fare questo i cittadini debbono essere protagonisti delle decisioni e non sudditi”. Il Comitato Civico però non si accontenta solo della sospensione dell’articolo 14, chiede anche che il Piano Paesistico Regionale non venga approvato nella sua attuale formulazione ma ripresentato e riformulato secondo il principio della co-pianificazione con il Comune, così come previsto nella Costituzione e nello Statutoi Sardo.

Carlo Floris
LA NUOVA SARDEGNA – 4 Aprile 2006


Riferimenti: LA NUOVA SARDEGNA

  1. sti
    5 Aprile 2006 a 20:16 | #1

    Una raccolta di firme fuoriluogo quelle intraprese dal comitato per lo svilpuppo economico di Sant’Antioco. Fa bene Soru a tutelare coste ed ambiente non a parole ma con il nuovo ptp conosciuto come decreto salva coste. Abbiamo un’isola che, grazie a qualche assessore illuminato e lungimirante di precedenti giunte di centro sinistra, si sono mantenute tutto sommato indenni da colate di cemento. Perchè rovinarle adesso?. Chi costruisce sulle coste consuma l’ambiente compresa la possibilità per i nostri figli di costruirsi una casa

  2. Maraja
    5 Aprile 2006 a 21:06 | #2

    Ottima risposta!!!
    Anche io sono contrario a qualsiasi cementificazione delle coste, gli scempi del passato non devono accadere mai più!!! Non firmerò e cercherò di convincere a non firmare!!!

  3. Trouble
    6 Aprile 2006 a 19:20 | #3

    Lo san loro perchè stan prendendo le firme i furbetti!!!Altro che sviluppo del paese…

  4. luna
    13 Aprile 2006 a 19:14 | #4

    “Le coste non devono essere – sottolinea Fai – imbalsamate sotto l’orpello della protezione dell’ambiente. Sant’Antioco è il comune con la costa meno interessata da fenomeni di degrado. Non ci stiamo ad essere considerati alla pari con i comuni che hanno degradato l’ambiente”.
    Se Il sig. Fai riconosce quanto ha detto, come può chiedere ai cittadini di firmare la petizione? Vuole che si arrivi al degrado dell’ambiente o vuole qualcos’altro? Io opterei per la seconda e voi? Sono certa che tutti sanno cosa vuole il sig. Fai. Io non ho firmato!!

  5. L’Uomo Nero
    14 Aprile 2006 a 11:02 | #5

    Al sigor Fai hanno approvato un lotto in zona F a Is Pruinis.
    Ecco cosa vuole.
    Costruirsi la casetta in riva al mare…
    Perlomeno sia sincero e non si nasconda dietro lo spauracchio dei Piani Paesaggistici…

  6. maraja
    14 Aprile 2006 a 21:34 | #6

    Sardegna da imitare per salvare le coste.
    L’Unep sottolinea il ruolo guida della Sardegna, che con la recente legge varata dalla Giunta regionale per tutelare le coste dallo sfruttamento edilizio, diventa un modello per i 21 paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
    http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=20706&v=2&c=149&t=1

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