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Archivio 12 Maggio 2006

EDITORIALE – Turismo e illusioni

12 Maggio 2006 8 commenti


EDITORIALE

TURISMO E ILLUSIONI

Comincia la bella stagione e ritorna la stagione turistica.
Una stagione che, volenti o nolenti, dalle nostre parti inizia a fine Giugno e finisce intorno all’ultima settimana di Settembre, quando gli ultimi turisti salutano le nostre belle spiagge.
Tre mesi nei quali ci si gioca tutto, tre mesi che sono quasi sempre decisivi per riassestare un “bilancio” fino a quel momento non troppo positivo. A Giugno comincia dunque quella corsa sfrenata ad accaparrarsi il turista, per cullarlo, coccolarlo, aggrapparcisi come ad un ancora di salvataggio.
Questa è la realtà del turismo nel nostro territorio: tre mesi e via. Dopo questi mesi poco o null’altro.
Eppure da più parti sentiamo parlare di organizzazione turistica, di prolungamento della stagione turistica, di apertura verso nuovi mercati, della ricerca di nuove forme di turismo e di quell’espressione tanto utilizzata ma quasi sempre senza cognizione di causa: vocazione turistica.
Avete mai sentito qualcuno che desse una spiegazione esaustiva di questa espressione ?
Vocazione turistica.
Proviamo a pensarci…vocazione turistica…che significa ?
Forse he il Sulcis Iglesiente possiede una innata propensione all’attività turistica.
Se così fosse però dovremmo essere invasi da frotte di turisti, durante tutto l’anno. Dato che la realtà è ben diversa mi sa proprio che questa propensione non ce l’abbiamo. Magari nelle parole, ma nei fatti assolutamente no.
O forse vocazione turistica sta a significare che siamo proiettati verso un futuro dove il turismo assumerà il ruolo portante della nostra economia. Magari risolvendo quel “piccolo” problema chiamato disoccupazione, che si sta portando via tutti i giovani (e non solo) della nostra provincia e li conduce verso altre regioni e altri lidi economicamente più vantaggiosi.
Neanche questa seconda definizione rispecchia la realtà. Assolutamente.
Una adeguata politica turistica, diciamolo chiaramente, in realtà è quasi del tutto assente nel Sulcis Iglesiente.
Tutto o quasi è lasciato alle iniziative dei singoli, senza alcuna progettazione, pianificazione o coordinamento ad un livello più generale, magari istituzionale.
E allora siamo ancora sicuri che questa tanto declamata vocazione turistica ci sia davvero ?
La verità è che c’è ancora tanto da fare per arrivare a livelli quantomeno accettabili di organizzazione turistica.
Pensiamo solo alle cose più basilari.
Nel Sulcis Iglesiente mancano prima di tutto degli adeguati collegamenti che ci congiungano ai principali punti di arrivo dei turisti in Sardegna (non solo Cagliari, ma anche Olbia). Le strade sono in una situazione disastrosa, malridotte, vecchie e in molti trattai del tutto inesistenti. Non è agevole arrivare nel nostro territorio e, tenete conto, spesso quando un turista organizza la sua vacanza il modo e la facilità con cui arrivare nella località scelta sono elementi che prende in seria considerazione.
Parliamo poi di strutture turistiche. È quantomeno evidente anche all’occhio meno attento la forte carenza di strutture nel nostro territorio.
La pluralità dell’offerta è invece uno degli aspetti fondamentali che al giorno d?’oggi i grandi tour operator e le grandi agenzie di viaggi prendono in considerazione nell’organizzazione dei pacchetti turistici.
Nel Sulcis Iglesiente non c’è gran possibilità di scelta. Non c’è la possibilità di diversificare le offerte per meglio soddisfare le richieste del mercato. Non c’è la possibilità di offrire differenti proposte di viaggio a seconda della tipologia di turista. Eppure questi sono, attualmente, degli aspetti fondamentali dell’organizzazione turistica.
Infine parliamo di promozione turistica.
Senza la promozione del territorio non possiamo nemmeno lontanamente pensare di essere una zona a “vocazione turistica”.
Avete per caso visto della pubblicità sul Sulcis Iglesiente in qualche giornale, televisione o altro mezzo di comunicazione ?
Lasciamo stare. Non aggiungiamo altro. Il discorso sulla promozione è meglio concluderlo qui.
Per concludere, alcune considerazioni.
Innanzitutto, tenete conto che in questo breve editoriale abbiamo preso in considerazione solo gli aspetti basilari dai quali dovrebbe partire una adeguata politica turistica. E la fotografia del Sulcis Iglesiente che ne vien fuori non è molto positiva.
Le cose da fare poi sarebbero tante altre. Dai fattori più generali fino agli aspetti più minuziosi tutti comunque utili per progettare l’attività turistica di un territorio.
Mancano soprattutto figure professionali adeguate, che sappiano costruire un progetto di turismo nel territorio.
Allora la prossima volta che sentite qualcuno parlare di “vocazione turistica” provate a mettere sul tavolo del discorso queste poche considerazioni, magari il discorso si farà più interessante. Che dite ?
Nel frattempo la bella stagione è iniziata, si “affilano le armi” per affrontare i tre mesi di fuoco. Sperando che anche quest’anno i conti più o meno tornino. Almeno per gli interessati.

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