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CRONACA – Vento di fronda nelle piccole isole della Sardegna

15 Maggio 2006


CRONACA

VENTO DI FRONDA NELLE PICCOLE ISOLE DELLA SARDEGNA

Una sommossa popolare sta covando in questi giorni alla Maddalena e all’isola di San Pietro; una volta tanto il bersaglio non é il governo bensì una compagnia di navigazione.

Il Gruppo Tirrenia gestisce, tramite la SAREMAR ed altre compagnie, i collegamenti tra le isole e la Sardegna e tra la Sardegna e il continente. Tra i doveri dello Stato rientra quello di garantire agli isolani, che pagano copiose tasse, la continuità territoriale, ossia la possibilità di muoversi liberamente entro il territorio dello stato italiano, per cui i traghetti sono indispensabili.

Passando sopra alla vetustà delle navi che compongono questa flotta, al fatto che se spira maestrale o forte scirocco la traversata per Porto Vesme diventa impossibile e bisogna prendere il piccolo traghetto per Calasetta, al fatto degli strani orari che ti obbligano a guidare un sacco di chilometri in più se vuoi viaggiare di sera, agli scioperi fatti senza preavviso il giorno in cui era previsto il maggior afflusso di turisti a causa di una Sagra molto sentita, é successo un fatto gravissimo.

La SAREMAR ha aumentato senza preavviso il prezzo del biglietto: da euro 0,85 a 1,35 per i residenti e da euro 2,20 a 4,20 per i non residenti, per cui una famiglia di 4 residenti carlofortini che volesse recarsi in Sardegna per una gita o per andare dal medico, andrebbe a spendere euro 18 per andata e ritorno invece dei 13 di prima; una famiglia non residente spenderà 51 euro invece di 33.

Inoltre la SAREMAR ha informato che é in programma una diminuizione del numero di corse e un taglio ed una maggior mobilità del personale imbarcato a causa dell’aumento del costo del petrolio. Tutto questo senza alcun preavviso, forse approfittando della “vacatio” dovuta al cambio di governo.

Alla Maddalena ci sono state forti prese di posizione popolari contro queste disposizioni, con cortei e blocchi; all’isola di San Pietro é stata tenuta un’assemblea popolare ed é stata decisa la creazione di un gruppo, formato da autorità comunali, dei partiti politici, delle associazioni di categoria, che seguirà l’evolversi della situazione elaborando le mosse da fare.

Già in passato successe un fatto simile e venne operato il blocco dei traghetti finché la Compagnia non tornò sui suoi passi.

Ci si chiede come il Gruppo Tirrenia possa fare e disfare senza preavviso su una linea che, per legge, oltre che per contratto, deve gestire.

E poi si vuol spingere il turismo …

hyeracon
da www.presspubblica.it

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  1. carla
    16 Maggio 2006 a 2:12 | #1

    E’ vergognoso che per dover fare una traversata di mezz’ora si debba pagare una cifra così esosa:non vogliono il turismo.Vorrà dire che i turisti rimarranno nelle loro citta’.Si può vivere ugualmente.

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