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Archivio 22 Maggio 2006

L’ANGOLO DELL’UOMO NERO – Ciao e buona

22 Maggio 2006 6 commenti


L’ANGOLO DELL’UOMO NERO

CIAO E BUONA

Tic..tac..tic..tac..tic..tac..
Tempo scaduto onorevole Baghino.
Lo ammetto, la paura di un Suo terzo avvento è stata veramente tanta.
La sua ennesima interpretazione da teatrino dell’assurdo e le Sue conseguenti, stucchevoli dimissioni ci hanno costretto a 20 giorni di apnea forzata che neanche Maiorca ai tempi d’oro: con dita incrociate, toccate di parti innominabili, scorta di bamboline voodoo con le Sue fattezze e cornetti rossi alla bisogna.
Quelli che Lei considerava “amici” – assessori, ex-assessori, consiglieri di minoranza-maggioranza, affiliati a cooperative pescatori-ristoratori, addetti stampa, Grandi (in senso anagrafico) Elettori – suppongo le abbiano lavato i piedi con lacrime di contrizione tipo Giovedì Santo o più verosimilmente avranno messo a posto alcuni affari personalissimi in quel del Municipio (come direbbero gli attenti lettori della GA: ma che belle casettine stanno sorgendo a Coaquaddus!!).
Mai visto tanto fervore negli uffici comunali come in quei fatidici 20 giorni: aveste lavorato così alacremente nel quadriennio 2002-2006 avremmo avuto, a Sant’Antioco, una crescita economica pari al P.I.L. della Cina e dell’India messe insieme!!
Quante occasioni perse in un mare di accidiosa inettitudine e di colpevole disinteresse.
Ma vi assicuro che per taluni, non tutto il male è venuto per nuocere: per chi fa l’assessore-assicuratore, per l’allevatore o la vivaista qualificata in vendita di palme, per la disoccupata divenuta assessore, per il pensionato con troppi figli a carico vi assicuro che quei 4 anni non sono passati invano.
Ma alla resa dei conti senza alcun intento di passeggiare sul cadavere del “nemico” caduto, dopo che vi siete assaporati i vostri 15 minuti di gloria vi possiamo dire, come direbbe uno dei tanti diciottenni a cui state facendo schifare il sacrosanto diritto al voto: ciao e buona Dino-Isauro e accoliti.
Per intendere: avete fatto il vostro tempo e a non più rivederci.
Superati dai tempi e dalla situazione drammatica di Sant’Antioco che richiede interventi straordinari si presume non ci potrà più essere spazio in futuro per simili macchiette parodistiche di “politici”.
Sic transeat gloria mundi, sentenzierebbe il mio ex-prof. di latino.
Ma sappiamo benissimo già da ora che il Tuo – vostro – non potrà mai essere un addio dalle scene “che contano”.
Perché le persone mediocri ma con faccia tosta non conoscono vergogna e tendono a ripetere gli stessi sbagli all’infinito.
Perché al peggio non c’è mai fine e certi adorano sguazzare nel fango.
Perché il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
E in un mondo soggetto alla legge della gravità come il nostro i coperchi coprono.
Ciò significa che il più delle volte il coprire ci impedisce di guardare attentamente, di ragionare a mente fredda, di pesare parole ed azioni altrui.
E al momento giusto in una situazione sbagliata probabilmente, ci sentiamo come tanti don Abbondio che chiedono protezione e prebende dal Signorotto di turno al quale si chiede egoisticamente e in modo non del tutto legittimamo un lavoro, di sbloccare un lotto edificabile in modo più o meno regolare, di avere un “contributo” per una attività personalissima.
In saecula saeculorum.
Ma così facendo dimentichiamo che non sono certo gli uomini della Provvidenza di Sant’Antioco che possono risolvere i problemi della collettività antiochense.
Sono palliativi temporanei dall’incerto effetto placebo: crediamo di essere guariti e di aver risolto i nostri problemi ma a chi giova se in realtà tutto gli altri sono in ambasce perché non possono avere accesso alla medesima medicina ?
Per tutti quei motivi vorrei credere che in mondo giusto ad azione corrisponde reazione e una parafrasi scontata di quell’ovvio pensiero mi farebbe dire che ad azione sbagliata si paga il fio conseguente.
In un mondo giusto chi fa il furbo, come avete fatto voi, o non viene rieletto o un Dio non misericordioso con gran senso dell’umorismo farebbe fare loro un giretto turistico tra i barattieri della bolgia quinta all’Inferno dantesco: cioè tra coloro che hanno indebitamente profittato di cariche pubbliche per tornaconto personale.
In un mondo giusto.
Scrivo in calce nomi e cognomi degli ultimi assessori – alcuni colpevoli solo per essere stati conniventi alla passata mala amministrazione – in rigoroso ordine alfabetico, così tanto per ricordarci di chi stiamo parlando (tralasciando per ovvi motivi il deus ex-machina Baghino Dino-Isauro):
Baghino Maria,
Cossu Giovannino,
Esu Mario,
Fois Monica,
Orrù Mario,
Pittau Lucia,
Sanna Adriano.
Per non dimenticare quello che hanno fatto in passato e pensare amorevolmente a loro mentre guardiamo come è ridotto il nostro Paese: ma anche per dimenticarci di loro alle prossime elezioni comunali Anno Domini 2007.

L’Uomo Nero

POLITICA – Domusnovas va alle elezioni ma senza sparare sulle bombe

22 Maggio 2006 Commenti chiusi

POLITICA

DOMUSNOVAS VA ALLE ELEZIONI MA SENZA SPARARE SULLE BOMBE

Il paese si spopola, 6500 abitanti, 900 disoccupati, la fuga di 100 giovani l’anno

C’è una cosa che a Domusnovas mette tutti d’accordo: la fabbrica delle bombe. Ci si potrebbe aspettare che avere in casa una vasta produzione di teste di missile, mine, siluri e altro materiale da guerra, se proprio non riesce a suscitare indignazione morale, almeno non faccia dormire sonni tranquilli. Invece no. I tre candidati sindaco alle prossime elezioni la pensano esattamente allo stesso modo: è una realtà economica importante per il paese, dà buste paga (neppure troppe a dir la verità, ma da queste parti anche una in più è benedetta). Punto.

SI VOTA, e delle tre liste civiche in gara soltanto una è formata esclusivamente da componenti di centrosinistra. Le altre sono un mix di espressioni che un minestrone ha meno varietà. Poco più di 6500 abitanti, 5672 elettori, il paese, quarto centro dell’Iglesiente, nella valle del Cixerri, invecchia e si spopola, nel 2005 sono nati appena 37 bambini(l’anno prima erano 50) l’emorragia di giovani è a quota 100 l’anno, i disoccupati circa 900.
Il vicesindaco attuale, Angelo Deidda, 54 anni, guida la lista che porta il suo nome. Dentro ci sono socialisti, un pezzetto di Forza Italia, Alleanza nazionale, parte dell’Udc di Giorgio Oppi, inoltre «siamo vicini alla Chiesa». Gli obiettivi sono tutti legati «a favorire occupazione». Lavorazione del sughero, centro benessere da 300 posti letto, un’altra struttura ricettiva all’ex villaggio del belgi, riconversione della vecchia cartiera in stabilimento per imbottigliare l’acqua.
L’Unione per Domusnovas (Margherita, Rifondazione, Sdi, Progetto Sardegna, Idv) sostiene invece Mario Cera, ingegnere di 32 anni, attualmente consigliere provinciale. Che punta molto su scuola, cultura, formazione, borse di studio e servizi sociali, promette che si impegnerà per la riqualificazione del centro storico, per valorizzare le splendide grotte di San Giovanni, i siti minerari e il comprensorio naturalistico, snellire (risparmiando parecchi soldi) la macchina burocratica e ripensare la raccolta dei rifiuti. Terzo aspirante è Isacco De Marchi, 41 anni, a capo di “Un’altra Domusnovas”, appoggiata da Ds, Comunisti italiani, iscritti a Forza Italia e a An, Udc. Progetto: ridare al paese un ruolo all’interno della provincia, nei consorzi, nei sistemi turistici locali, al fine di ottenere finanziamenti. Ancora: valorizzazione delle competenze locali, revisione del Piano urbanistico per il centro storico e rilancio del turismo.

I DATI
Patrimonio trascurato

La grotta di San Giovanni è una delle cavità naturali più lunghe d’Europa e una delle 3 al mondo attraversate da un torrente e da una strada carrozzabile. Nel ’99 è stata chiusa al traffico. Ma le concrezioni si sono rovinate e nonostante ci sia un impianto di illuminazione, questo raramente viene acceso.

Cristina Cossu
IL GIORNALE DI SARDEGNA
22 Maggio 2006

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