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POLITICA – Domusnovas va alle elezioni ma senza sparare sulle bombe

22 Maggio 2006

POLITICA

DOMUSNOVAS VA ALLE ELEZIONI MA SENZA SPARARE SULLE BOMBE

Il paese si spopola, 6500 abitanti, 900 disoccupati, la fuga di 100 giovani l’anno

C’è una cosa che a Domusnovas mette tutti d’accordo: la fabbrica delle bombe. Ci si potrebbe aspettare che avere in casa una vasta produzione di teste di missile, mine, siluri e altro materiale da guerra, se proprio non riesce a suscitare indignazione morale, almeno non faccia dormire sonni tranquilli. Invece no. I tre candidati sindaco alle prossime elezioni la pensano esattamente allo stesso modo: è una realtà economica importante per il paese, dà buste paga (neppure troppe a dir la verità, ma da queste parti anche una in più è benedetta). Punto.

SI VOTA, e delle tre liste civiche in gara soltanto una è formata esclusivamente da componenti di centrosinistra. Le altre sono un mix di espressioni che un minestrone ha meno varietà. Poco più di 6500 abitanti, 5672 elettori, il paese, quarto centro dell’Iglesiente, nella valle del Cixerri, invecchia e si spopola, nel 2005 sono nati appena 37 bambini(l’anno prima erano 50) l’emorragia di giovani è a quota 100 l’anno, i disoccupati circa 900.
Il vicesindaco attuale, Angelo Deidda, 54 anni, guida la lista che porta il suo nome. Dentro ci sono socialisti, un pezzetto di Forza Italia, Alleanza nazionale, parte dell’Udc di Giorgio Oppi, inoltre «siamo vicini alla Chiesa». Gli obiettivi sono tutti legati «a favorire occupazione». Lavorazione del sughero, centro benessere da 300 posti letto, un’altra struttura ricettiva all’ex villaggio del belgi, riconversione della vecchia cartiera in stabilimento per imbottigliare l’acqua.
L’Unione per Domusnovas (Margherita, Rifondazione, Sdi, Progetto Sardegna, Idv) sostiene invece Mario Cera, ingegnere di 32 anni, attualmente consigliere provinciale. Che punta molto su scuola, cultura, formazione, borse di studio e servizi sociali, promette che si impegnerà per la riqualificazione del centro storico, per valorizzare le splendide grotte di San Giovanni, i siti minerari e il comprensorio naturalistico, snellire (risparmiando parecchi soldi) la macchina burocratica e ripensare la raccolta dei rifiuti. Terzo aspirante è Isacco De Marchi, 41 anni, a capo di “Un’altra Domusnovas”, appoggiata da Ds, Comunisti italiani, iscritti a Forza Italia e a An, Udc. Progetto: ridare al paese un ruolo all’interno della provincia, nei consorzi, nei sistemi turistici locali, al fine di ottenere finanziamenti. Ancora: valorizzazione delle competenze locali, revisione del Piano urbanistico per il centro storico e rilancio del turismo.

I DATI
Patrimonio trascurato

La grotta di San Giovanni è una delle cavità naturali più lunghe d’Europa e una delle 3 al mondo attraversate da un torrente e da una strada carrozzabile. Nel ’99 è stata chiusa al traffico. Ma le concrezioni si sono rovinate e nonostante ci sia un impianto di illuminazione, questo raramente viene acceso.

Cristina Cossu
IL GIORNALE DI SARDEGNA
22 Maggio 2006

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