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Archivio Giugno 2006

Appuntamenti ad Iglesias

30 Giugno 2006 Commenti chiusi

APPUNTAMENTI AD IGLESIAS

28a Fiera Campionaria di Iglesias

Sarà inaugurata il 4 Luglio alle ore 19.30 la Ventottesima edizione della Fiera Campionaria di Iglesias che terminerà l’11 Luglio in concomitanza con la festa della Madonna delle Grazie.
Sita nelle Scuole Elementari Femminili in via Roma 61, la Fiera aspetta numerosi visitatori per mostrare le meraviglie della nostra Sardegna.
Un appuntamento annuale, ormai alla 28a edizione, che ritorna dopo un lungo periodo di assenza e che, in passato, aveva dato i natali alla Fiera Campionaria della Sardegna.
Lavorazione dell’oro, dell’argento, del ferro battuto, del legno, della ceramica, della cera, tessitura, cestini, miele, pane, Pasticceria, Gestione del verde, libreria e videoteca sarda…
Nell’Edizione del 2005 furono 6734 i visitatori della Fiera, numerosi che quest’anno l’organizzazione spera di veder aumentare.

Periodo e Orario di Apertura:
dal 04/07/06 al 11/07/06
Mattino: 10 – 12.30
Sera: 19 – 22

Jukebox Dance

Il 5 Luglio, sempre ad Iglesias, presso il Centro Direzionale, alle 21.30 si svolgerà la manifestazione Jukebox Dance.
Un centinaio tra ballerine e ballerini, dai più piccoli ai più grandi, si esibiranno con le canzoni delle 4 più famose cantanti al mondo. Un vera e propria bomba di vitalità e coreografie che accompagneranno la serata di mercoledì. Le allieve dell’istruttrice Milena Perra vi invitano, orgogliose di un lungo periodo di intenso lavoro e divertimento, alla coronazione dell’anno accademico. L’ingresso è gratuito.
Per maggiori informazioni visitare il nuovissimo sito www.iglesiasdanza.it.

www.iglesiasdanza.it
Il sito ha 3 settimane d vita ed è nato per portare online l’impegno che danno le allieve dell’istruttrice Milena Perra. In seguito hanno chiesto di poter vedere all’interno del sito informazioni su altri spettacoli che ci sono nel nostro territorio per potervi partecipare.

Home page: nell’homepage sono raccolte tutte le discipline insegnate dall’istruttrice Milena Perra nella palestra “La Palma Fitness Club”, sita in via G.Deledda 7/a. Apre con una poesia voluta dalla stessa istruttrice, nel quale rispecchia il suo sentimento per la danza, la sua passione, la sua fatica. E’ presente anche “Il Murales”, una sorta di diario dove i ragazzi possono scrivere i loro pensieri. Oltre ai pulsanti inerenti il sito ve ne sono altri di informazione generale come sport e meteo.

I tasti a forma di cappellino delineano i caratteri generali del sito come la descrizione della palestra e delle attrezzature (corredata di foto), il curriculum dell’istruttrice e le informazioni varie per contattarla, le foto dei saggi, le news dove vengono riportati gli eventi, la storia dove si racconterà un pò del passato della palestra (ancora in costruzione), e infine la pagina “iscriviti” dove ci sono gli orari delle varie discipline comprese spinning e body building. Interessante il fatto che si possano fare dei pacchetti famiglia per venire incontro alle esigenge familiari. Le discipline di danza sono : Hip Hop, Modern Jazz, Contemporaneo, Ragga Jam e afro?non diciamo altro cosi vi incuriosiamo! Stesso discorso per il fitness :Total Body, postural Gym, Aereo Box, Pilates e Yogafit!
Le allieve hanno tanta voglia di esibirsi in tutti i locali del Sulcis e non solo in quelli di Iglesias! I locali interessati possono contattarci!
Buona Visione!

Info:
www.iglesiasdanza.it
info@iglesiasdanza.it
Telefono 340.9266758

APPUNTAMENTI – Festa di San Pietro a Carloforte

29 Giugno 2006 Commenti chiusi


APPUNTAMENTI

FESTA DI SAN PIETRO A CARLOFORTE

Comincia oggi, 29 Giugno, giorno di San Pietro, la festa patronale nell’omonima isola del Sulcis. Grande festa dunque a Carloforte che, dopo il Girotonno, vivrà altri giorni di manifestazioni e ricorrenze.
Il nome dell’isola è infatti legato al presunto passaggio del Santo Apostolo che fu trasportato sule coste sulcitane dell’odierna Carloforte da una tempesta, nell’anno 46 d.C.
Il 29 Giugno di ogni anno questa ricorrenza è molto attesa e viene celebrata: giungono così a Carloforte migliaia di fedeli attirati dalla devozione al Santo, primo Papa della Chiesa, e dalla suggestiva sfilata delle barche che trasportano il simulacro del Snto, in una stupenda cornice notturna di luci, bandiere e colori.
Una ricorrenza da non perdere.

Per il programma della manifestazioni cliccate sul seguente link:
FESTA DI SAN PIETRO

ATTUALITA’ – Miniere in vendita: che succederà ?

28 Giugno 2006 1 commento


ATTUALITA’

MINIERE IN VENDITA: CHE SUCCEDERA’ ?

Dopo la decisione presa dalla Regione di mettere in vendita i siti minerari del Sulcis Iglesiente, oltre agli interessi di imprenditori e “affaristi” sono sorte numerose polemiche. Di seguito due articoli apparsi in questi giorni sull’argomento.

L’AGA KHAN VISITA LE MINIERE DI MASUA

Jeans e maglietta, niente seguito né scorta.
Ma l’anonimo visitatore che si aggirava tra i grandi piazzali, i silos, i capannoni, gli edifici della vecchia miniera affacciata sul mare di Masua, era un principe, l’Aga Khan, il re della Costa Smeralda.
È arrivato nel Sulcis per rendersi conto di quello che si favoleggia da qualche mese nell’ambiente delle grandi dinastie finanziarie: la vendita all’asta di vecchie miniere in disuso con ricca dotazione di volumetrie trasformabili in alberghi, piscine, villaggi turistici, saune, ristoranti, beauty farm e quant’altro può fare la felicità di un vip in vacanza.
La visita è di qualche settimana fa ma è passata sotto silenzio: riservatezza assoluta.
Se ne è avuta notizia a cose fatte.
L’Igea aveva messo a disposizione un’équipe di tecnici per accogliere il principe ismailita e accompagnarlo nel tour guidato, tutt’altro che turistico, nella vecchia miniera.
Un sopralluogo durato un paio d’ore, non di più.
Dopo di che sua altezza ha congedato i suoi ospiti ed è ripartito.
Insomma le vecchie miniere con vista sul Pan di Zucchero fanno gola e non soltanto agli americani.
E se si fa avanti l’Aga Khan è inevitabile guardare a quello che è avvenuto in Gallura.
Scontato domandarsi: e se volesse replicare la Costa Smeralda all’altra estremità dell’Isola? La risposta fra dieci giorni quando sul tavolo della Regione arriveranno le “manifestazioni d’interesse” e usciranno allo scoperto i pretendenti.
Due lotti da aggiudicarsi a suon di rialzi: Monte Agruxau – Masua, comune di Iglesias 318 ettari, 160 mila metri cubi, 32 milioni e mezzo di euro il prezzo base.
Ingurtosu Pitzinurri – Naracauli, sulla costa di Arbus, 329 ettari, 100 mila metri cubi, si parte da 11 milioni.
Masua è senz’altro il boccone più ghiotto.
Si è mosso Tom Barrak ma anche Ligresti e Tronchetti Provera, oltre all’Aga Khan.
E anche ieri c’era una spedizione in missione supersegreta tra silos e vecchi magazzini da riciclare.
Chi erano? Discrezione, please.
La vallata che digrada verso la spiaggia di Masua è suggestiva: alle spalle le pareti a strapiombo di Punta Cortis, davanti Pan di Zucchero, ancora calcare circondato dal mare.
Stupendo con un piccolissimo dettaglio: quella è una valle di veleni.
Sono stratificati in secoli di attività mineraria: si estraevano minerari di piombo, zinco, argento.
Che fine hanno fatto le scorie?
Impossibile dirlo, non si conosce esattamente cosa c’è e quanto c’è.
Ma la Regione si è assunta l’onere di realizzare gli interventi, citiamo il bando, “di messa in sicurezza, riqualificazione ambientale e bonifica delle aree interessate”.
Compito affidato, ancora il bando, “ai soggetti istituzionali preposti, quali l’Igea”.
Ci vorranno soldi, tanti soldi.
Qualche giorno fa Franco Manca, presidente dell’Igea, aveva azzardato una stima: bonificare il tutto sarebbe costato più di quanto non avrebbe ricavato la Regione dalla vendita.
Sono seguite polemiche con relativo balletto di cifre al ribasso (25 milioni) e al rialzo (almeno 100).
Ieri lo stesso presidente era più guardingo: “Difficile dire quanto bisognerà spendere, dipende anche dal tipo di risanamento che si vuole compiere”.
Per questo l’Igea sta portando avanti il lavoro di caratterizzazione del sito, che significa accertare, attraverso sondaggi, carotaggi e analisi chimiche cosa si cela nelle discariche di sterile, sotto i grandi piazzali o le spianate.
Poi ci sono gallerie, caverne, cavità da riempire per evitare cedimenti o frane come quella che inghiottito la strada per Buggerru.
“Studieremo con l’Università quale sarà la tecnica più idonea da utilizzare per l’intervento”, precisa Franco Manca.
Comunque la bonifica si farà.
Anche perché Masua, così come Monte Agruxau, sono inclusi nella lista nera dell’Anagrafe nazionale dei siti inquinati.
“La bonifica va fatta in ogni caso, che si privatizzi o meno”, spiega il presidente dell’Igea.
Il fatto che ci sia l’asta colloca Masua e Ingurtosu in pole position.
Anche se si allarga il fronte del dissenso, non tanto per la scelta quanto per il metodo.
“Il presidente della Regione non può continuare a decidere che si vende senza che le parti sociali vengano coinvolte, senza che si stabilisca quale deve essere il ruolo del territorio”, critica Mario Crò, segretario provinciale della Uil.
È una rivendicazione che si sposa con l’ordine del giorno votato avant’ieri sera dalla Provincia per auspicare, appunto, un maggiore coinvolgimento.
Mauro Esu, assessore Ds, ad esempio ha chiesto espressamente che “dopo la manifestazione d’interesse venga realizzato un momento di approfondimento” affinché “si apra un confronto con il territorio”.
Il Sulcis è disposto a vendere, non a farsi svendere.

L’UNIONE SARDA

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SARDEGNA, L’AFFARE D’ORO DELLE MINIERE DISMESSE

La Regione sarda vende all’asta le miniere dismesse che si affacciano sul mare. E scoppia la protesta delle associazioni e una parte dei sindacati che teme eventuali speculazioni o una nuova colata di cemento sulle coste, proprio al posto delle vecchie aree minerarie. Una sorta di gioielli di famiglia lasciati in eredità dalle società minerarie che si potrebbero portare via con alcune decine di milioni di euro. Pochi spiccioli per imprenditori con grosse disponibilità finanziarie. Per essere più precisi, con una quarantina di milioni di euro si possono comprare aree minerarie, inserite nel contesto del Parco Geominerario (il contenitore benedetto dall’Unesco che riunisce e valorizza le aree minerarie dismesse della Sardegna occupandosi anche delle bonifiche delle aree degradate e danneggiate), distribuite tra Masua, Monte Agruxau, Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli situate nella Sardegna sud-occidentale tra il Guspinese e il Sulcis Iglesiente.

L’obiettivo, almeno secondo quanto si legge anche nel bando già pubblicato sul sito internet della Regione, dovrebbe essere quello di valorizzare il patrimonio minerario dismesso e in alcuni casi abbandonato. L’amministrazione regionale ha già pubblicato, sul sito istituzionle sia la delibera con cui si dà il via libera al progetto di affidamento con bando internazionale sia il bando che dovrebbe portare alla vendita di cinque aree particolarmente ambite dagli imprenditori. Con una spesa di 32 milioni di euro si possono acquistare i compendi di Masua e Monte Agruxau, situate nel Sulcis Iglesiente e, la prima delle due, a meno di cinquecento metri dal mare e dal faraglione di Pan di Zucchero, una delle baie più incontaminate e belle dell’isola. Un’area che si estende per 318 mila ettari, e,come si legge nel bando di gara pubblicato anche sul sito della regione “sarà consentito il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo 160 mila metri cubi, divisi in 120 mila per Masua e 40 mila per Monte Agruxau”.

Luoghi diventati famosi soprattutto grazie al film “Il figlio di Bakunin” del regista Gianfranco Cabiddu e punto di riferimento per appassionati di turismo minerario o comunque alternativo. L’altra area in vendita si estende per 329 mila ettari e comprende Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli. Una zona del Guspinese diventata celebre sia per le riprese del film di Cabiddu sia perché raccontata e descritta ampiamente nei romanzi di Giampaolo Pansa. In questo caso, si legge ancora nel bando “sarà consentito il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo di 100mila divisi in 30mila metri cubi per Ingurtosu e 70mila per Pitzinurri e Naracauli”.

“La Regione intende garantire la conservazione del patrimonio paesaggistico e naturalistico dei villaggi operai del Sulcis – si legge ancora nel bando – ma anche la conservazione e la valorizzazione dell’attività mineraria”. Breve premessa per dire che “nella gara, che sarà aggiudicata all’offerta economicamente più vantaggiosa, si terrà conto: della proposta progettuale per il 60 per cento, del tempo e del programma di esecuzione dei lavori per il 15 per cento e dell’offerta economica per il 25 per cento”.

Tra le caratteristiche richieste dal bando anche una proposta di piano urbanistico per la riqualificazione territoriale e paesaggistica e inoltre un progetto economico e gestionale di sviluppo. Progetti, giusto per essere brevi che, come si legge più avanti, dovranno prevedere uno “sviluppo di funzioni turistiche, quali strutture alberghiere ricettive, centri benessere, strutture sportive e per il golf, interventi di miglioramento ambientale e di forestazione, realizzazione di strutture di supporto alla fruizione turistica dei siti di archeologia industriale”. Senza dimenticare poi un progetto “di sviluppo delle infrastrutture viarie e di collegamento e un’offerta economica per l’acquisto degli immobili in dismissione”.

A manifestare interesse per l’operazione, la scadenza del bando è prevista per le ore 13 del 3 luglio, ci sono parecchi imprenditori. I nomi quasi si sprecano. Dal gruppo Pirelli agli investitori della Costa Smeralda che si chiamano Aga Kan e Tom Barrak continuando con Ligresti e altri imprenditori sardi. A confermare le visite nelle aree minerarie dismesse è anche il presidente dell’Igea, la società controllata dalla Regione Sardegna e costituita proprio per la gestione delle aree minerarie. “Ogni tanto – spiega Franco Manca – ci vengono presentate delle richieste per poter visitare le zone di Masua o le e noi acconsentiamo, sempre nel rispetto della sicurezza. Di più non possiamo comunque dire”. Che ci sia un grosso interesse per la partita miniere in vendita lo confermano anche gli uomini dello staff del presidente della Sardegna Renato Soru. “In un caso, quando gli impreditori del gruppo Pirelli sono stati a Cagliari per altri motivi – fanno sapere dallo staff del presidente della giunta regionale, fondatore di Tiscali – è stato lo stesso presidente ad accompagnarli nelle aree che oggi saranno vendute con il bando di gara internazionale”.

Non è comunque l’unico caso. “Qualche mese fa anche l’imprenditore Ligresti è stato accompagnato dal governatore nelle aree di Masua – fanno sapere ancora dallo staff del presidente – mentre è recente l’interessamento di altri imprenditori come l’Aga Kan e Tom Barrak, il patron della Colony Capital, l’azienda che ha rilevato la Costa Smeralda”. Interesse confermato anche dallo staff di Barrak il finanziare libanese che due anni fa ha preso dimora nel nord Sardegna, che, attraverso l’ufficio relazioni esterne chiarisce: “Mister Barrak, in questo momento, preferisce non entrare nel merito, in ogni caso ha manifestato interesse per il bando internazionale delle aree minerarie, però ha mostrato interesse per quell’area”. Cosa poi si potrebbe realizzare nelle volumetrie delle miniere dismesse è ancora un mistero. “Su questo la linea che si adotta è quella del silenzio anche perché non si sa ancora nulla del bando. In ogni caso qualsiasi intervento sarà effettuato nel rispetto della legge e della norma salvacoste varata dal governo Soru che mister Barrak ha, più volte e pubblicamente, manifestato di apprezzare e di voler rispettare”.

Non è tutto. Qualche altro elemento sugli eventuali progetti del finanziare libanese comunque trapela. “L’idea sarebbe quella di realizzare strutture diciamo moderne che valorizzano e recuperano quanto già esiste anche perché una situazione di miniere vicino al mare è forse unica al mondo”. L’operazione promossa dal governatore della Sardegna però non risparmia le polemiche. Le rassicurazioni del governatore che spiega come “con questo intervento non sarranno cancellati o danneggiati monumenti storici e non ci saranno altre colate di cemento o speculazioni”, non placa il fronte dei contestatori.

A criticare duramente l’operazione “soprattutto per la mancata concertazione con gli abitanti delle aree minerarie e con le parti sociali” è la Cisl, che rompendo il fronte sindacale annuncia una mobilitazione a oltranza. “Se si vendono queste aree minerarie che fine fa il Parco geominerario – chiede Fabio Enne, segretario della Cisl – e soprattutto chi dovrà occuparsi delle bonifiche ambientali finanziate dai fondi nazionali?”. Sulla stessa linea o forse ancora più diffidenti anche le associazioni come la rete Lillinet sarda che ha annunciato inziative di protesta, o ancora il Social forum che ha attivato i suoi militanti per promuovere “una serie di iniziative volte a trovare soluzioni alternative”.

E non risparmia critiche al progetto di vendita dell’area neppure il fronte ambientalista. Massimo Manca, ex assessore comunale all’ambiente con la giunta di centrosinistra al Comune di Quartu Sant’Elena per cercare di contrastare l’iniziativa ha realizzato un sito internet e iniziato una campagna di sensibilizzazione con conferenze stampa e iniziative pubbliche. “Si sta vendendo un pezzo di storia e una fetta di territorio che è un paradiso naturale” ripete. A fargli eco anche altri rappresentanti delle associazioni che per il 30 giugno hanno deciso di realizzare una manifestazione di protesta davanti al villaggio minerario di Masua. La protesta comunque continua.

Davide Madeddu – L’UNITA’ ON LINE

POLITICA – Referendum:anche la Sardegna dice NO alle modifiche alla Costituzione

27 Giugno 2006 Commenti chiusi

POLITICA

REFERENDUM: ANCHE LA SARDEGNA DICE NO ALLE MODIFICHE DELLA COSTITUZIONE

Anche nell’Isola prevale il NO alla Riforma della seconda parte della Costituzione. il Referendum confermativo blocca le modifiche introdotte nella scorsa legislatura con la maggioranza di Governo che, all’atto dell’approvazione definitiva, però non era riuscita a superare i due terzi delle preferenze. in Sardegna i contrari sono stati oltre 462 mila (72,3%), mentre i favorevoli oltre 177 mila (27,7%). Meno convinti della riforma i residenti della provincia di Nuoro: 79,9% i NO.

CAGLIARI - Anche in Sardegna, come nel resto d’Italia, vince il partito del NO. La riforma della seconda parte della Costituzione non è piaciuta agli italiani ed ai sardi che si sono espressi in senso negativo al 72,3% (462.931 voti), mentre i SI sono stati 177.058 (27,7 %). Complessivamente nelle 110 province italiane i contrari hanno raggiunto il 61,7 % con 15.474.407 voti, mentre i favorevoli alla Riforma introdotta nella precedente legislatura hanno raggiunto il 38,3 % (9.618.119 voti). Anche se il quorum non era richiesto (essendo un referendum confermativo) si è recato alle urne oltre il 50% degli aventi diritto: 53,7% in Italia, mentre in Sardegna si è arrivati solo al 46,6%.

Il fronte del NO si è fatto sentire soprattutto nella provincia di Nuoro con 49.130 voti (79,8 %) contro i 12.414 del SI (20,2 %). Il distacco minore (se così si può definire) nella Provincia di Olbia-Tempio, dove i contrari alla riforma costituzionale sono stati 30.929 (66,5 %), mentre i favorevoli 15.571 (33,5 % ), a Oristano: 68,8 % NO (43.260 voti) e 19.611 SI (31,2 %) e a Cagliari con 157.670 NO (69,8 %) e 68.166 SI (30,2 %). Quasi simile il risultato nell’Ogliastra (15.583 NO per il 76,9 % delle preferenze e 4.691 SI per il 23,1 % ) e nel Medio Campidano (32.629 NO – 76,5 % e 10.041 SI – 23,5 %). Infine nella provincia di Carbonia Iglesias i NO sono stati 36.040 (72,6 %) , mentre i SI 13.615 (27,4 %) mentre in quella di Sassari il 74,8 % dei votanti si sono espressi contro la riforma della Carta Costituzionale (97.690 voti) ed il 25,2 % si sono, invece, detti favorevoli alle modifiche (32.949).

Secondo il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Luciano Uras, “la Sardegna ha detto NO alla concentrazione dei poteri in un super premierato onnipotente, alla mortificazione del parlamento, ad un governo controllore delle istituzioni rappresentative, anche delle realtà locali e regionali, e della magistratura”.

DA www.sardegnaoggi.it

ATTUALITA’ – Girotonno, il bilancio della rassegna

27 Giugno 2006 Commenti chiusi

ATTUALITA’

GIROTONNO, IL BILANCIO DELLA RASSEGNA

Sei delegazioni di chef internazionali in gara ma, soprattutto, migliaia di turisti, visitatori e appassionati della buona cucina carlofortina. E’ questo il bilancio della quarta edizione di “Girotonno, Uomini, storie e sapori sulle rotte del tonno”, la kermesse internazionale che si è svolta dal 1 al 4 giugno a Carloforte, sull’isola di San Pietro, nel sud-ovest della Sardegna. Accanto agli chef di Libano, Italia, Perù, Tunisia, Giappone e Spagna – Catalunya, in gara per il “Tuna cuisine competition”, è impossibile non citare l’assalto dei turisti all’isola di San Pietro per un giro tra le sue affascinanti coste ma, soprattutto, per gustare un piatto cucinato a base di sua maestà il tonno rosso, padrone assoluto della cucina carlofortina e mondiale a base di pesce.

Nonostante il forte maestrale che ha sferzato l’isola nei primi due giorni, la quarta edizione della manifestazione, incentrata sulla cucina a base di tonno, si è chiusa con un bilancio più che positivo. Alberghi, bed and breakfast e seconde case hanno registrato il tutto esaurito sin dai primi giorni dalla manifestazione e molti turisti hanno deciso di prolungare il soggiorno oltre la durata del “Girotonno”. In ristoranti, trattorie e pizzerie il pienone è stato registrato durante l’intera kermesse. Se nel 2005 sono state distribuite 4 tonnellate di tonno, 400 fusti di birra, 3.500 fritture di pesce, 5.500 piatti di tonno e staccati 65 mila biglietti per il traghetto, l’edizione 2006 non è stata da meno. Dai traghetti della Saremar e della Delcomar, le compagnie di navigazione attive sulle rotte per Portoscuso e Calasetta, sono sbarcate non meno di 45 mila persone. Numeri di tutto rilievo, toccati soprattutto negli ultimi due giorni della manifestazione.

A questi, si aggiungono gli oltre 4.000 chili di tonno distribuiti al “Tuna Village”, variopinto complesso allestito lungo la banchina Mamma Mahon dove, con 10 euro, si sono potute gustare le migliori specialità agroalimentari locali, naturalmente a base di tonno. Oppure i più di 400 fusti di birra, le 4.000 fritture di pesce, e 5.500 piatti a base di tonno consumati, gli oltre 500 gadget (magliette, cappellini, portachiavi e pentole con il simbolo del Girotonno) venduti all’Info point allestito di fronte a piazza Repubblica, oppure gli oltre 100 annulli filatelici speciali delle Poste italiane eseguiti dagli addetti in occasione della manifestazione.
Migliaia, poi, i turisti che hanno partecipato al “Tuna Hours”, gli stand allestiti sul lungomare dove i pescatori di Carloforte hanno mostrato il pescato, la lavorazione e il taglio del tonno in un ideale viaggio dal mare alla tavola e che hanno visitato il “Tunnel degli artigiani”, dove esperti artigiani hanno messo in mostra la propria abilità nella realizzazione di preziosi manufatti in oro, ferro, vetro artistico, ceramiche e modellismo.
Un villaggio multicolore, insomma, composto da oltre 40 stand dove sponsor e artigiani hanno esposto il meglio della loro produzione e il Comune di Camogli ha cucinato il pesce in una gigantesca padella di quattro metri di diametro.

Organizzata dal Comune di Carloforte e la società palermitana Feedback con il contributo di Regione Sardegna, Provincia di Cagliari, Provincia di Carbonia-Iglesias, Provincia di Genova, Marimed – Programma Interreg e Consorzio turistico Carloforte, la manifestazione è stata ancora una volta una vetrina internazione di prestigio per un centro che può vantare una tradizione secolare nella pesca del tonno “di corsa” e l’unica tonnara attiva nel Mediterraneo.

“Un evento che anche quest’anno ha riscosso tanto successo grazie soprattutto al calore delle migliaia di persone che, nonostante il tempo non sempre clemente, hanno scelto Carloforte e il suo Girotonno. Ma, soprattutto, – ha commentato il sindaco di Carloforte Marco Simeone, a chiusura della manifestazione – un risultato che premia i carlofortini, l’organizzazione e i tanti sponsor che hanno creduto e credono nella formula del Girotonno. Un bilancio che ci gratifica e ci fa dire che anche il prossimo anno il Girotonno ci sarà”. Con una sorpresa finale: il marchio del Girotonno (che raffigura un tonno multicolore con al centro la Sardegna e l’isola di San Pietro) è stato donato dall’agenzia di comunicazione palermitana Feedback, ideatrice, depositaria del logo e organizzatrice dell’evento, al Comune di Carloforte.

In occasione dell’evento, a Carloforte sono intervenuti chef internazionali del calibro di Youssef Antoun “Joe” Barza e Kamil Bouloot (Libano), vincitori della gara gastronomica, Pedro Miguel Schiaffino e Toshiro Konishi (Perù), Oriol Blanes Masana, importante chef della scuola catalana e Andreu Bosch (Spagna – Catalunya), Luigi Pomata, chef del ristorante “Da Nicolo” di Carloforte, coadiuvato da Achille Pinna (ristorante Moderno di Sant’Antioco) e Roberto Petza, chef del ristorante “S’Apposentu” di Cagliari, i giapponesi Keitaro Baba e Sumito Ohtake e i tunisini Rafik Tlatli, maitre cuisinier e patron dell’Hotel Le Jasmins e del ristorante Slovenia a Nabeul, e Fethi Kahlaoui, chef dell’hotel Sungraden di Hammamet.
Manipolo di chef che, guidati da Vittorio Castellani, alias chef Kumalé, giornalista gastronomade, hanno proposto le loro migliori ricette a base di tonno cotto e crudo a una giuria internazionale di 14 giornalisti presieduta dal critico enogastronomico Enzo Vizzani, curatore delle guide de L’Espresso. Madrina di tutti gli appuntamenti più importanti Tessa Gelisio, presentatrice di Rete 4 ed esperta di ambiente.
Ma il “Girotonno” è stato anche musica di qualità. Sul palco allestito nel molo centrale si sono infatti alternati gli Almamegretta, Enzo Avitabile e i Bottari di Portico e gli Alibìa per serate all’insegna della migliore musica napoletana e delle sonorità mediterranee.

Ulteriori informazioni sul sito www.girotonno.it

Angela Abbate
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EDITORIALE – Provincia: un anno di attività. E ora ?

24 Giugno 2006 Commenti chiusi


EDITORIALE

PROVINCIA: UN ANNO DI ATTIVITA’. E ORA ?

In questo Giugno del 2006 la Provincia di Carbonia-Iglesias, cioè la provincia del Sulcis Iglesiente, ha “festeggiato” un anno di attività.
Magari molti nemmeno se ne sono accorti, altri ancora nemmeno lo sanno che esiste una provincia di Carbonia-Iglesias, eppure è già passato un anno da quando il nuovo Ente è nato.
Sinceramente, ci troviamo un pò in difficoltà se ci mettiamo ad analizzare quel che è stato fatto fino ad oggi dai rappresentanti del territorio nel Consiglio Provinciale. Ci vengono in mente solo due cose: che la sigla della provincia è CI e che da poco è stato attivato il portale internet ufficiale all’indirizzo www.provincia.carboniaiglesias.it.
Queste due cose possono bastare ?
A nostro avviso ASSOLUTAMENTE NO !
Sia chiaro, non diciamo che siano cose inutili. Il sito, pur se on line con grave ritardo, è strumento essenziale per una amministrazione attiva e interattiva. La sigla è stata più cha altro una formalità.
Per il resto cosa ha fatto la Giunta Provinciale ?
Con tutte le attenuanti dovute al fatto che parliamo comunque di un ente nato dal nulla, con tutti gli inevitabili problemi e le difficoltà che questo comporta, ci pare che qualcosa di più poteva essere fatta.
Ma non vogliamo parlare di ciò che non è stato fatto, ma di ciò che si potrà fare.
Le sfide aperte sono tantissime per la Provincia.
Essenziale, a nostro avviso, il problema di come collegare il nostro territorio al resto della Sardegna e dell’Italia.
Servono strade nuove, meno pericolose di quelle che ci sono, per collegarci al resto dell’Isola. Servono più collegamenti attraverso mezzi di trasporto pubblici: non è il momento di chiudere i collegamenti come pare che le Fms vogliamo fare, ma di incrementarli. Il Sulcis Iglesiente dev’essere collegato alla Sardegna nei migliori modi possibili. Questo problema la Giunta deve affrontarlo…subito.
Ma le sfide da affrontare sono tantissime: infrastrutture, promozione, opportunità di lavoro, turismo, industria sono solo alcuni dei “punti caldi” a cui la Provincia deve dare soluzioni.
La strada da fare è tanta, ma bisogna cominciare subito a dare risposte concrete ai cittadini. Non solo con le parole o con gli spazi comprati nelle televisioni locali per “indorare la pillola amara” ai cittadini.
E’ ora di agire cari Amministratori. Ricordatevi che non siete altro che DIPENDENTI dei cittadini che vi hanno votato e che avete il dovere di lavorare per il bene comune.
Avete avuto un intero anno “di rodaggio” per oliare i meccanismi istituzionali. Ora non è più il tempo dell’attesa ma è giunto il momento di cominciare ad agire.
Altrimenti la Provincia di Carbonia-Iglesias resterà solo un Ente inutile.

SOCIALE – Conferenza stampa dell’Associazione AMANITESE

23 Giugno 2006 Commenti chiusi


SOCIALE

CONFERENZA STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE AMANITESE

Questa mattina, nella sala conferenze dell’Hotel Mediterraneo a Cagliari, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell’Associazione AMANITESE o.n.l.u.s., davanti a giornalisti e televisioni.
Questa Associazione è stata costituita da un gruppo di ragazzi, tra i quali anche alcuni del Sulcis, e si occupa di violenza su donne e minori e di promozione di una cultura non violenta nella società.
Di seguito presentiamo il comunicato stampa diffuso dall’Associazione.

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COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE AMANITESE O.N.L.U.S.
Le donne si organizzano contro la violenza di genere

Oggi nella Sala Conferenze dell’Hotel Mediterraneo di Cagliari, si è tenuta la Conferenza stampa di presentazione dell’Associazione AMANITESE o.n.l.u.s., che si è costituita il 29 Aprile del 2005, con l’obiettivo primario di creare nel territorio di Cagliari o nella sua Provincia, un Centro Antiviolenza, dotato di Centro d’Ascolto e Casa di accoglienza, per donne e minori che subiscono violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica.
Hanno partecipato alla Conferenza:
- Caterina Pisanu, presidente dell’Associazione AMANITESE o.n.l.u.s., che ha sottolineato l’urgenza di creare un Centro Antiviolenza, dotato di Centro d’Ascolto e Casa d’Accoglienza nel territorio di Cagliari, in quanto attualmente non esiste nessuna struttura che preveda questa particolare articolazione. Modello che la Comunità Europea già dal 1997 aveva previsto come urgente e necessario (uno ogni 7.500 abitanti);
- Gianluca Mereu, socio dell’Associazione AMANITESE o.n.l.u.s., il quale ha spiegato le motivazione della presenza maschile in un’Associazione che si occupa di maltrattamenti sulle donne e i minori. Il loro impegno è quello di lavorare per una modifica della cultura predominante maschile che usa il proprio corpo come “un’arma”; iniziando cosi un percorso di uscita dalla cultura patriarcale. Questo progetto si concretizza anche attraverso progetti di aiuto rivolti a uomini violenti, che consapevoli del loro approccio violento, sentono la necessità di cambiare. Tale iniziativa si sta realizzando in collaborazione con altri centri di questo tipo presenti in Francia e Belgio.

Sono intervenute:
- Roberta Gessa componente della segreteria FPCGIL territoriale di Cagliari e socia dell’Associazione, che ha ribadito i valori politici dell’iniziativa e l’impegno della CGIL con i propri saperi alla realizzazione del progetto;
- Debora Amarugi, presidente dell’Associazione Arcidonna La Luna Nera, con cui l’Associazione AMANITESE ha costruito una collaborazione per realizzare il progetto di costruzione del Centro;
- Ivana Dettori, presidente dell’Associazione Amistantzia, che ha posto l’accento in maniera particolare sulla necessità di una legge regionale istitutiva dei Centri Antiviolenza;
- Rossana Dettori, responsabile della formazione dell’Associazione Donne in Genere di Roma, che ha sottolineato l’importanza di costruzioni di reti tra le diverse associazioni, che basandosi sulla solidarietà, la condivisione politica e la politica di genere condividano i diversi saperi per una sempre maggior forza delle donne. Elemento essenziale perché ciò avvenga è la disponibilità ad offrire gli strumenti di cui le donne nel tempo si sono dotate.

Ci battiamo per aprire i Centri Antiviolenza, con l’obiettivo che si modifichi la cultura che porti al non bisogno di strutture di questo genere.

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Per chi volesse più informazioni sull’Associazione AMANITESE può mandare una e-mail all’indirizzo amanitese@tiscali.it
O visitare il sito internet: web.tiscali.it/amanitese

OPINIONE – Storie ordinarie di giustizia all?italiana

21 Giugno 2006 Commenti chiusi

OPINIONE

STORIE DI ORDINARIA GIUSTIZIA ALL’ITALIANA

C’è chi, come vada a finire, di amnistia o indulto non avrà bisogno, perché decide di andarsene, senza attendere i tempi della politica. Carcere di Iglesias, vicino Cagliari: un detenuto di cinquant’anni si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella. L’uomo, si fa sapere, è stato trovato in possesso di un telefono cellulare custodito senza la regolare autorizzazione. E’ notizia importante? C’è una relazione con il suicidio? Non viene detto. Si sa che il suicida due mesi fa era stato trasferito dalla casa circondariale di Mamone, vicino Sassari. A Iglesias era stato sottoposto a regime di isolamento per due mesi. Una volta uscitone, dopo solo due giorni, si è tolto la vita. Avrebbe dovuto scontare solo un altro anno di pena. Evidentemente qualcosa (o qualcuno, chissà) lo ha convinto che 365 giorni di carcere erano troppo pesanti, e che meglio era farla definitivamente finita. La notizia è stata relegata in poche righe, su pochi giornali. E’ normale?

A Palermo, ora. La quarta sezione della Corte d’Assise ha condannato a undici anni per traffico internazionale di droga Matteo Romano. Quasi certamente l’imputato – sul cui capo pendevano accuse che vanno dall’associazione mafiosa al traffico internazionale di droga – è colpevole e merita la pena che gli è stata inflitta. Secondo gli investigatori Romano avrebbe, tra l’altro, fatto parte della cosca che tra la fine degli anni Settanta e l’inizio dei Novanta trasportava fiumi di droga da Palermo agli Stati Uniti. Non è su questo che si vuole richiamare l’attenzione. Il fatto è che Romano era uno dei 1400 presunti boss e gregari messi alla sbarra da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino più di vent’anni fa. Nel frattempo Romano si era rifugiato negli Stati Uniti, dove è stato arrestato, sempre per traffico di droga. Solo che lì sono stati molto più rapidi: processo e condanna, e detenzione che si sta scontando in un carcere della Pennsylvania. Ci saranno senz’altro ottimi motivi per “giustificare” la lentezza dell’iter processuale. Resta il fatto che sono trascorsi vent’anni, e non è finita: l’avvocato di Romano presenterà appello. E’ normale?

E’ normale che il tribunale di Roma vada in tilt perché manca la carta? Chi ha un amico francese, inglese, tedesco, americano, sa che nel tribunale della capitale non si rilasciano certificati e sentenze, si decreta lo stop ai fax, gli avvocati sono costretti a portarsi da casa le risme da studio; e il presidente della Corte d’Appello firma un comunicato dove si legge: “A seguito del mancato rifornimento della carta le cancellerie si trovano nell’impossibilità di proseguire la propria attività”. E i sindacati del personale del tribunale dicono: “Alcuni impiegati non potendo fornire gli atti fotocopiati sono stati minacciati di essere denunciati. La causa di questi disservizi è da ricercare nei tagli insensati del Ministero”. E’ normale?

I familiari di Rita Guzzo, una ragazza che si trovava a bordo del DC-9 Itavia che il 27 giugno 1980 esplose sul cielo di Ustica, saranno risarciti con 123 mila euro. Lo ha deciso il tribunale di Palermo, stabilendo che il ministero alle Infrastrutture e trasporti dovrà pagare. Ci sono voluti ventisei anni. E’ normale?

Sentenza della Corte di Cassazione: è reato dire a qualcuno “impara a lavorare”. La Corte di Cassazione, infatti, equipara l’espressione all’ingiuria e precisa che il termine “ha valore deciso della dignità professionale”. In base alla classificazione che la Cassazione dà al termine, è stata resa definitiva la multa per il reato di ingiuria inflitta a Maria G., una signora di 28 anni di Termini Imprese, che aveva rivolto la frase “impara a lavorare” alla ginecologa incontrata per strada, per redarguirla delle prescrizioni, a suo dire “errate e smentite da un altro medico”, che le aveva dispensato durante la gravidanza. Multata dal tribunale di Termini Imprese, nel febbraio 2005, Maria G. ha protestato arrivando fino alla Cassazione, sostenendo che non aveva fatto altro che esercitare un “legittimo diritto di critica”. La quinta sezione della Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che “la locuzione assume valore lesivo della dignità professionale” della persona a cui è stata indirizzata. Quanto poi al legittimo esercizio del diritto di critica, si rileva che “nei delitti contro l’onore è sufficiente un dolo generico, bastando che chi agisce faccia consapevolmente uso di espressioni interpretabili come ingiuriose”.
Tre gradi di giudizio, magistrati, cancellieri, funzionari a vari livello impegnati per stabilire se “impara a lavorare” sia o no, reato punibile e come. E’ normale?

Vero è che si vive nel paese di Alice: dove tutto è rovesciato, e anche il diritto, ovviamente, è rovescio.

Gualtiero Vecellio
da L’OPINIONE.IT

POLITICA – Carbonia si conferma roccaforte della sinistra

20 Giugno 2006 Commenti chiusi

POLITICA

CARBONIA SI RICONFERMA ROCCAFORTE DELLA SINISTRA

È la città dell’ottanta per cento al primo turno. O meglio, la Bulgaria della Sardegna e forse d’Italia dove il centro destra «non passa». Al massimo riesce a portare a casa il venti per cento dei consensi che vuole dire una manciata di voti. Benvenuti a Carbonia, la città fondata da Mussolini 63 anni fa ma guidata da sempre da giunte comunali di centrosinistra. È qui, nella città dei minatori del carbone, che Tore Cherchi, sindaco uscente del centrosinistra ha sbaragliato un centrodestra alla deriva.

Lui, il candidato dell’Unione, esponente di spicco dei Ds, con un passato da parlamentare nelle file del Pci prima, Pds e Ds poi ha ottenuto l’ottanta per cento dei consensi al primo turno elettorale. Un plebiscito inaspettato per la città ex mineraria che ha comunque viaggiato con percentuali che si attestavano intorno al 58 per cento. Ieri quella che i sostenitori e il popolo del centrosinistra ha definito «la rivoluzione». Ottanta per cento per il sindaco, 48 per i Ds e percentuali fuori misura anche per gli altri sostenitori. Un dato che fa esultare il popolo della quercia e va oltre tutte le previsioni più auspicate. Davanti a “Frammento di Vuoto”, il monumento realizzato due anni fa da Giò Pomodoro e inaugurato meno di dodici mesi fa, il primo cittadino non nasconde l’emozione per una vittoria che, come viene rimarcato anche nelle edizioni dei tg «rappresenta un caso nazionale, non foss’altro perché si tratta comunque di una città che conta trentacinquemila abitanti».

«C’è stato un buon lavoro di squadra che ci ha permesso di dare nuovi servizi ai cittadini – commenta – e poi il centrosinistra si è presentato unito e quando ci si presenta con un progetto politico valido, e con uno schieramento unito e solido si vince». Per capire come abbiano agito gli elettori di questa città capoluogo di provincia che conta 35mila abitanti e un tasso di disoccupazione elevato (nell’intero territorio provinciale su 130 mila abitanti ci sono 30 mila disoccupati), basta vedere i risultati dei seggi elettorali.

Il dato più basso, quello registrato in sezioni notoriamente «bianche» parla di vittoria per il centrosinistra con il 76 per cento. Poi è tutto un crescendo sino all’87 per cento nelle zone notoriamente rosse dove votano i vecchi minatori ma anche i loro figli, nella maggior parte dei casi laureati o diplomati ma con lavori saltuari e precari. «Gli elettori ci hanno dato fiducia – prosegue ancora il primo cittadino – e questa è sicuramente una grande responsabilità». La speranza della città capoluogo di provincia si chiama lavoro, sviluppo e soprattutto Parco Geominerario. Ossia quel contenitore benedetto dall’Unesco che riunisce e valorizza tutti i siti minerari della Sardegna. Tra questi sono compresi, naturalmente, i numerosi siti di Carbonia, la città del carbone che vive soprattutto grazie alle rendite della silicosi che ricevono i minatori in pensione e oggi spera di vincere la sua sfida con il turismo e con l’industria. «Quella ecocompatibile che lavori nel rispetto dell’ambiente – prosegue ancora Cherchi – perché è questo ciò che gli abitanti chiedono, lavoro, soprattutto per i propri figli». La sfida per questo nuovo cambiamento è già iniziata. E in Sardegna la sfida del centrosinistra passa per Carbonia città del carbone e di rivoluzione.

Davide Maddeddu
da L’Unità online

Intervista ad Armandino Corona

20 Giugno 2006 15 commenti


INTERVISTA AD ARMANDINO CORONA

Oristano,
Esile, 85 anni, voce pacata, camminata lenta e portamento nobile e fiero come sempre; non gli manca la voglia di scherzare, anche in sardo.
Da queste parti capita spesso ospite del figlio Maurizio sulla costa oristanese, per un periodo di riposo. L’ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1982 al 1991 Armandino Corona di passaggio a Oristano ci concede una breve intervista, parla dell’attuale situazione politica in Italia dopo le recenti elezioni, del nuovo Presidente della Repubblica, di Oristano, della Massoneria in Sardegna.

La nuova situazione politica dopo le recenti elezioni che hanno portato la sinistra al potere in Italia ? : “E’ semplice, loro si sono uniti per tentare una novità. Una novità che non porta a niente, il processo politico che era in atto precedentemente col Governo Berlusconi aveva un senso; adesso la cosa si è complicata, ed è tutto difficile e privo di significato, e non è detto che presto mollino, anzi…”.
La recente nomina del Presidente della Repubblica ?: “Non mi pare adatto”.
E continua sul discorso politico: “Purtroppo non c’è nessuno in giro che porti i giovani a capire parole e significati”, e la situazione in Sardegna ? “Ho ricevuto del carteggio in cui mi chiedevano un parere sulla lista di alcuni nomi. C’è molta gente in gamba e questo fa ben sperare anche perché non dobbiamo sentirci secondi a nessuno, nonostante siamo stati umiliati dal governo regionale, particolarmente nel campo della sanità”.
Cosa ne pensa della Provincia di Oristano ? : “E’ molto povera, e ai politici mancano le idee chiare su cosa devono fare; a Cagliari la situazione mi sembra più seria e funzionale”.
Conosce il Presidente della Regione Renato Soru ? : “Chi è ?, non lo conosco, me ne parli lei”.
Riguardo un suo giudizio sulla Massoneria in Sardegna: “Attualmente la situazione è pessima, molti vengono da me, anche da Oristano, per chiedermi dei consigli, questo capita sovente, ma ogni volta rilevo una mancanza di ideali e principi di fondo, ed è per questo che la Massoneria, non solo in Sardegna, sta perdendo un importante numero di iscritti, il popolo massonico non riconosce spesso nei suoi vertici chi possa essere capace di guidarlo verso una meta importante”.
“Ad esempio quale meta?”
“Con la scarsa maturità di fondo che spesso riscontro è impossibile raggiungere gli ideali che per esempio hanno guidato Garibaldi e Mazzini a porre le fondamenta dello Stato Italiano. Per fare la Massoneria occorre fare un lavoro interiore, come si faceva in passato, cioè, per esempio, puntare sui giovani, che oggi sono trascurati da altre associazioni quali per esempio i partiti politici; e quindi provarli, fargli sperimentare questi principi che hanno sorretto la Massoneria per oltre un millennio e infine verificare le loro capacità. Oggi purtroppo i giovani sono molto lontani da questi ideali; ai miei tempi era molto differente, anche se tanti erano convinti di ben altre cose che poi non hanno dato frutti. A Cagliari la Massoneria ha portato avanti l’immagine che ho cercato di darle e gli ideali che ho propugnato in Sardegna e fuori, compreso in stati importanti massonicamente come Stati Uniti e Gran Bretagna, perché mi hanno conosciuto e hanno apprezzato la sincerità e la forza con cui ho condotto, quasi da solo, la Massoneria Italiana per quei lunghi otto anni; e questo riconoscimento in Sardegna mi viene anche dalla gente comune, da quelli che chiamiamo <>, e da pochi altri come per esempio i massoni di Rito Scozzese, che contano in Sardegna un numero importante di aderenti, e in tutta Italia circa nove mila fratelli e sorelle, attualmente sono legati a piazza del Gesù, non ci sono però grandi preoccupazioni per il futuro. Bisogna tornare ai miei tempi, nonostante la Massoneria abbia vissuto proprio negli anni ’80 un momento delicato con la questione Gelli, che con la autentica Massoneria non aveva proprio niente a che fare, ed è grazie al mio forte intervento a salvaguardia della Massoneria, che si è potuta salvare, e debbo dire di più: in quel momento tutte le altre comunioni italiane [così si chiamano le diverse organizzazioni massoniche nazionali] hanno rispettato e favorito il mio lavoro, perché la bufera P2 non ha colpito solo una comunione, ma l’immagine di tutta la Massoneria italiana, e non solo. Ripeto: il mio consiglio è quello di tornare alle cose semplici, all’essenza dell’ideale massonico”.
Appena finita l’intervista chiedo a che livello è la Massoneria in America e in Gran Bretagna: “Sono molto differenti dalle altre comunioni europee: si incontrano raramente, ma fanno molta beneficenza costruendo scuole e ospedali”.

Ignazio Marceddu

NELLA FOTO: Armandino Corona