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Archivio 5 Giugno 2006

ATTUALITA’ – In Sardegna ci si ammala di più

5 Giugno 2006 1 commento

ATTUALITA’

IN SARDEGNA CI SI AMMALA DI PIU’

A Portoscuso una mortalità maschile per malattie respiratorie del 64% superiore alla media regionale, a San Gavino i tumori alla vescica sono superiori del 139% per gli uomini e del 112% per le donne, a Sarroch una percentuale di morti per tumore (periodo 1997-2001) superiore del 13% rispetto alla media regionale, con una particolare incidenza dei tumori della pleura (+244% tra gli uomini) e dei melanomi (+198% tra le donne). Sono solo alcuni risultati presentati nel “Rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari, e militari della regione Sardegna”.

CAGLIARI - A Portoscuso ci arrivi da Cagliari attraversando panorami selvaggi che niente lasciano alla retorica da “isola delle vacanze”, tanto cara al premier uscente. Sul finire della strada, si stagliano le sagome dell’area industriale di Portoscuso. Un grande agglomerato che ha prodotto tra 1997 e 2001 (dati ISTAT) una mortalità maschile per malattie respiratorie del 64% superiore alla media regionale. “Qui i bambini si ammalano di asma 3 volte tanto rispetto alla media regionale”, afferma il professor Annibale Biggeri alla presentazione del Rapporto regionale sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree industriali, minerarie e militari. Uno studio del DRIAS, un ente che si occupa dei disturbi respiratori dei bambini sardi, ha scoperto che l’8,9% dei bambini delle elementari di Portoscuso registra sintomi ostruttivi e il 7,2% sintomi bronchitici, contro una media regionale inferiore dell’1%. Tanto da far dire a un “continentale” come l’ex giudice Felice Casson, quello del processo Marghera, che “il problema dei bambini di Portoscuso va affrontato subito”.

A San Gavino non va forte solo la produzione dello zafferano ma anche la mortalità per tumori alla vescica che qui vede percentuali superiori del 139% per gli uomini e del 112% per le donne. E che dire di Porto Torres, “poco ridente” cittadina del sassarese, che ha la sfortuna di avere una mortalità per malattie infettive (nel periodo 1997-2001) superiore del 37% per gli uomini e del 20% per le donne rispetto alla media regionale, e del 12 e del 20% per malattie dell’apparato digerente. Nell’area di Porto Torres c’è anche un eccesso di sarcomi dei tessuti molli (+77% tra gli uomini e +89% tra le donne) e di tumori della tiroide tra le donne (+45% rispetto alla media regionale). Avvicinandoci a Cagliari c’è un’altra grande realtà industriale a Sarroch che, secondo il rapporto, continua a creare danni ingenti alla popolazione. Ricordate i bambini di Portoscuso di cui si diceva poc’anzi? Bene, se lì c’era un 8,9% di bambini che soffriva di sintomi ostruttivi qui la percentuale sale magicamente all’11,8%. Ma su Sarroch occorre citare anche le indagini, svolte nell’ambito del rapporto, che dicono degli alti livelli di concentrazione di anidride solforosa come anche di benzene, toluene o xilene. Ancora la presenza, anche nel 2005, di concentrazioni di anidride solforosa superiori ai limiti di legge. O ancora, ed è il dato più preoccupante, una percentuale di morti per tumore (periodo 1997-2001) superiore del 13% rispetto alla media regionale, con una particolare incidenza dei tumori della pleura (+244% tra gli uomini) e dei melanomi (+198% tra le donne).

Dalle industrie alle basi militari. Il rapporto regionale analizza i dati delle aree militari di Teulada, Quirra, La Maddalena. I dati riguardanti l’area di Teulada devono fare i conti con la scarsezza di dati in possesso degli studiosi, ma è chiaro che un’incidenza così marcata del morbo di Hodgkin, la malattia legata all’uranio impoverito, impone analisi molto più approfondite. Parlando in termini numerici, non è spiegabile come a Teulada si riscontrino 3 casi di questa malattia, considerando solo la diagnosi principale, rispetto ai 0,6 previsti. Una differenza che il prossimo ministro della Difesa dovrebbe spiegare con chiarezza. Così come dovrebbe spiegare perché a La Maddalena, sebbene come dica il rapporto regionale non ci siano cause documentate, ci sia una tale incidenza di linfomi. Tra il 1981 e il 2001 ben 17 casi negli uomini contro i 6 attesi e 8 nelle donne contro i quasi 6 attesi. Troppi, sulla base di ciò che studiosi e opinione pubblica sanno sull’inquinamento nell’area. Che dovrebbe essere pressochè nullo, a meno che? A meno che quelle voci, per la verità mai confermate, sulla base americana di La Maddalena, e sulla presenza di sommergibili nucleari nell’area, qualche fondamento non ce l’abbiano. Ciò che è certo, ha affermato Felice Casson, “sui danni alla salute provocati dalle servitù militari e dall’amianto, le indagini della magistratura devono partire subito perché il materiale su cui lavorare è tantissimo. Per rintracciare i colpevoli e per arrivare a risarcimenti alle popolazioni e agli enti locali”.

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ATTUALITA’ – Stanziati 250 mila euro per gli studenti sardi fuori sede

5 Giugno 2006 Commenti chiusi

ATTUALITA’

STANZIATI 250 MILA EURO PER GLI STUDENTI SARDI FUORI SEDE
Ne avranno diritto gli studenti che frequentano corsi universitari non attivati in Sardegna

Cresce il finanziamento a favore degli studenti che beneficeranno del cosidetto fitto-casa. La Regione ha stanziato ben 250 mila euro per gli studenti che frequentano corsi di laurea nelle Università, pubbliche private, della Penisola. Naturalmente i corsi non deovono essere attivi in Sardegna. Ma possono beneficiarne anche coloro che frequentano corsi in università all’estero con corso corrispondente ad una laurea prevista nell’ordinamento universitario italiano; coloro che frequentano scuole o istituti che fanno parte del sistema dell’Alta formazione e specializzazione artistica e musicale o che frequentano qualsiasi facoltà delle Università Pontificie, con esclusione della facoltà di Teologia.
Sono stati fissati, su proposta dell’Assessore Regionale della Pubblica Istruzione, Elisabetta Pilia, anche nuovi parametri per l’assegnazione dei contributi.
Innanzitutto è stata modificata la soglia massima fissata per l’assegnazione (che viene stabilita in base all’indicatore della situazione economica equivalente universitaria). Passa da 14.350 euro a un massimo di 24 mila euro.
Inoltre, non possono partecipare all’assegnazione dei contributi previsti tutti gli studenti che già beneficiano di borse di studio o di posti-alloggio assegnati dall’Ersu dell’Ateneo dov’è attivato il corso prescelto dallo studente.
Ben 108 mila euro previsti da questo importante stanziamento regionale sono destinati al rinnovo dei 25 studenti già beneficiari nel 2005/2006, mentre i restanti 142 mila euro saranno destinati ai nuovi contributi da assegnare per il prossimo anno accademico. L’Assessorato alla Pubblica Istruzione pubblicherà quindi due bandi differenti.
I candidati verranno selezionati in base al curriculum di studi e al merito scolastico dell’anno precedente. E’ previsto che il 50% della quota di 142 mila euro venga destinato al primo anno di corso di laurea e laurea specialistica a ciclo unico; il 10% al primo anno di un corso di laurea specialistica; il 40% per l’annualità successiva di un corso di laurea, di laurea specialistica o di laurea specialistica a ciclo unico. Il contributo può arrivare a coprire fino all’80% delle spese da sostenere per il fitto-casa durante il periodo di studio e l’importo massimo mensile viene determinato sulla base delle diarie nette di missione all’estero del personale statale, civile e militare, delle università e della scuola, approvate con il Decreto del Ministro del Tesoro del 27 agosto 1998 e commisurato all’area geografica nella quale è situato l’Ateneo prescelto.
Di sicuro un contributo importante per tutti gli studenti sardi che decidono di continuare il proprio percorso di studi fuori dalla Sardegna.