Home > Senza categoria > CRONACA – Miniere all’asta, è scontro. La Cisl: i tesori non si vendono

CRONACA – Miniere all’asta, è scontro. La Cisl: i tesori non si vendono

19 Giugno 2006


CRONACA

MINIERE ALL’ASTA, E’ SCONTRO.
LA CISL: I TESORI NON SI VENDONO

L’affondo. Medde: inutile smentire, nel bando c’è scritto che Masua è in vendita

Altolà del sindacato «Individuare chiaramente le aree, i siti e i manufatti in cessione»

La Giunta faccia chiarezza sul bando per le aree minerarie. Perché, nonostante il presidente della Regione «dica che non sono in vendita le aree archeologiche», attacca il segretario Mario Medde, «nel bando questo c’è scritto».
Insomma, la battaglia continua tra l’esecutivo e il sindacato. «La Cisl sarda – dice Medde – ritiene utile ribadire alcune valutazioni sul problema della cessione, riqualificazione e trasformazione di ambiti di particolari interesse paesaggistico del Parco Geominerario della Sardegna». Anche perché, prosegue, «l’oggetto dell’appalto, nonostante le smentite del presidente Soru, interessa due compendi: l’area di Masua e Monte Agruxiau e il secondo compendio, con l’aera di Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli. Così è scritto a pagina 3 del bando».

LA CISL CHIEDE ALLA GIUNTA «di individuare chiaramente, cosa che nel bando non è stata fatta, le aree, i siti e i manufatti in cessione. Inoltre è indispensabile per fugare le preoccupazioni e i dubbi, ma anche le certezze, che, prima della privatizzazione delle aree, si discuta sul futuro dei lavoratori interessati e coinvolti nei progetti del Geoparco. Inoltre è cosa utile una maggiore trasparenza circa i tempi e le risorse necessarie per il risanamento e la bonifica delle aree e i tempi ei progetti delle privatizzazioni; il ruolo e le risorse del pubblico e il ruolo e le risorse del privato».
Secondo la Cisl «non si contrappone alla valorizzazione, ma anzi ne è un presupposto fondamentale, una maggiore chiarezza, la condivisione delle forze economiche e sociali e delle stesse popolazioni.
Abbiamo ritenuto opportuno dare un giudizio sul problema, con cognizione di causa, sul bando, inviato alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica in data 9 maggio 2006, piuttosto che sull’avviso di fine anno 2005, ritenendo che così come è stato nella prima pubblicazione, si dovessero seguire percorsi più adeguati sul piano formale, comunque sperando che la Regione avviasse, prima del bando, il necessario coinvolgimento di tutti i soggetti interessati»
.
Così, conclude Medde, «non è stato e oggi, di fronte a fatti gravissimi, abbiamo ritenuto importante intervenire su un atto ufficiale, inviato alla pubblicazione circa un mese fa».

IL GIORNALE DI SARDEGNA – 19 Giugno 2006

- LEGGI LE NEWS
- DISCUTINE SUL FORUM

I commenti sono chiusi.