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Archivio 20 Giugno 2006

POLITICA – Carbonia si conferma roccaforte della sinistra

20 Giugno 2006 Commenti chiusi

POLITICA

CARBONIA SI RICONFERMA ROCCAFORTE DELLA SINISTRA

È la città dell’ottanta per cento al primo turno. O meglio, la Bulgaria della Sardegna e forse d’Italia dove il centro destra «non passa». Al massimo riesce a portare a casa il venti per cento dei consensi che vuole dire una manciata di voti. Benvenuti a Carbonia, la città fondata da Mussolini 63 anni fa ma guidata da sempre da giunte comunali di centrosinistra. È qui, nella città dei minatori del carbone, che Tore Cherchi, sindaco uscente del centrosinistra ha sbaragliato un centrodestra alla deriva.

Lui, il candidato dell’Unione, esponente di spicco dei Ds, con un passato da parlamentare nelle file del Pci prima, Pds e Ds poi ha ottenuto l’ottanta per cento dei consensi al primo turno elettorale. Un plebiscito inaspettato per la città ex mineraria che ha comunque viaggiato con percentuali che si attestavano intorno al 58 per cento. Ieri quella che i sostenitori e il popolo del centrosinistra ha definito «la rivoluzione». Ottanta per cento per il sindaco, 48 per i Ds e percentuali fuori misura anche per gli altri sostenitori. Un dato che fa esultare il popolo della quercia e va oltre tutte le previsioni più auspicate. Davanti a “Frammento di Vuoto”, il monumento realizzato due anni fa da Giò Pomodoro e inaugurato meno di dodici mesi fa, il primo cittadino non nasconde l’emozione per una vittoria che, come viene rimarcato anche nelle edizioni dei tg «rappresenta un caso nazionale, non foss’altro perché si tratta comunque di una città che conta trentacinquemila abitanti».

«C’è stato un buon lavoro di squadra che ci ha permesso di dare nuovi servizi ai cittadini – commenta – e poi il centrosinistra si è presentato unito e quando ci si presenta con un progetto politico valido, e con uno schieramento unito e solido si vince». Per capire come abbiano agito gli elettori di questa città capoluogo di provincia che conta 35mila abitanti e un tasso di disoccupazione elevato (nell’intero territorio provinciale su 130 mila abitanti ci sono 30 mila disoccupati), basta vedere i risultati dei seggi elettorali.

Il dato più basso, quello registrato in sezioni notoriamente «bianche» parla di vittoria per il centrosinistra con il 76 per cento. Poi è tutto un crescendo sino all’87 per cento nelle zone notoriamente rosse dove votano i vecchi minatori ma anche i loro figli, nella maggior parte dei casi laureati o diplomati ma con lavori saltuari e precari. «Gli elettori ci hanno dato fiducia – prosegue ancora il primo cittadino – e questa è sicuramente una grande responsabilità». La speranza della città capoluogo di provincia si chiama lavoro, sviluppo e soprattutto Parco Geominerario. Ossia quel contenitore benedetto dall’Unesco che riunisce e valorizza tutti i siti minerari della Sardegna. Tra questi sono compresi, naturalmente, i numerosi siti di Carbonia, la città del carbone che vive soprattutto grazie alle rendite della silicosi che ricevono i minatori in pensione e oggi spera di vincere la sua sfida con il turismo e con l’industria. «Quella ecocompatibile che lavori nel rispetto dell’ambiente – prosegue ancora Cherchi – perché è questo ciò che gli abitanti chiedono, lavoro, soprattutto per i propri figli». La sfida per questo nuovo cambiamento è già iniziata. E in Sardegna la sfida del centrosinistra passa per Carbonia città del carbone e di rivoluzione.

Davide Maddeddu
da L’Unità online

Intervista ad Armandino Corona

20 Giugno 2006 15 commenti


INTERVISTA AD ARMANDINO CORONA

Oristano,
Esile, 85 anni, voce pacata, camminata lenta e portamento nobile e fiero come sempre; non gli manca la voglia di scherzare, anche in sardo.
Da queste parti capita spesso ospite del figlio Maurizio sulla costa oristanese, per un periodo di riposo. L’ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1982 al 1991 Armandino Corona di passaggio a Oristano ci concede una breve intervista, parla dell’attuale situazione politica in Italia dopo le recenti elezioni, del nuovo Presidente della Repubblica, di Oristano, della Massoneria in Sardegna.

La nuova situazione politica dopo le recenti elezioni che hanno portato la sinistra al potere in Italia ? : “E’ semplice, loro si sono uniti per tentare una novità. Una novità che non porta a niente, il processo politico che era in atto precedentemente col Governo Berlusconi aveva un senso; adesso la cosa si è complicata, ed è tutto difficile e privo di significato, e non è detto che presto mollino, anzi…”.
La recente nomina del Presidente della Repubblica ?: “Non mi pare adatto”.
E continua sul discorso politico: “Purtroppo non c’è nessuno in giro che porti i giovani a capire parole e significati”, e la situazione in Sardegna ? “Ho ricevuto del carteggio in cui mi chiedevano un parere sulla lista di alcuni nomi. C’è molta gente in gamba e questo fa ben sperare anche perché non dobbiamo sentirci secondi a nessuno, nonostante siamo stati umiliati dal governo regionale, particolarmente nel campo della sanità”.
Cosa ne pensa della Provincia di Oristano ? : “E’ molto povera, e ai politici mancano le idee chiare su cosa devono fare; a Cagliari la situazione mi sembra più seria e funzionale”.
Conosce il Presidente della Regione Renato Soru ? : “Chi è ?, non lo conosco, me ne parli lei”.
Riguardo un suo giudizio sulla Massoneria in Sardegna: “Attualmente la situazione è pessima, molti vengono da me, anche da Oristano, per chiedermi dei consigli, questo capita sovente, ma ogni volta rilevo una mancanza di ideali e principi di fondo, ed è per questo che la Massoneria, non solo in Sardegna, sta perdendo un importante numero di iscritti, il popolo massonico non riconosce spesso nei suoi vertici chi possa essere capace di guidarlo verso una meta importante”.
“Ad esempio quale meta?”
“Con la scarsa maturità di fondo che spesso riscontro è impossibile raggiungere gli ideali che per esempio hanno guidato Garibaldi e Mazzini a porre le fondamenta dello Stato Italiano. Per fare la Massoneria occorre fare un lavoro interiore, come si faceva in passato, cioè, per esempio, puntare sui giovani, che oggi sono trascurati da altre associazioni quali per esempio i partiti politici; e quindi provarli, fargli sperimentare questi principi che hanno sorretto la Massoneria per oltre un millennio e infine verificare le loro capacità. Oggi purtroppo i giovani sono molto lontani da questi ideali; ai miei tempi era molto differente, anche se tanti erano convinti di ben altre cose che poi non hanno dato frutti. A Cagliari la Massoneria ha portato avanti l’immagine che ho cercato di darle e gli ideali che ho propugnato in Sardegna e fuori, compreso in stati importanti massonicamente come Stati Uniti e Gran Bretagna, perché mi hanno conosciuto e hanno apprezzato la sincerità e la forza con cui ho condotto, quasi da solo, la Massoneria Italiana per quei lunghi otto anni; e questo riconoscimento in Sardegna mi viene anche dalla gente comune, da quelli che chiamiamo <>, e da pochi altri come per esempio i massoni di Rito Scozzese, che contano in Sardegna un numero importante di aderenti, e in tutta Italia circa nove mila fratelli e sorelle, attualmente sono legati a piazza del Gesù, non ci sono però grandi preoccupazioni per il futuro. Bisogna tornare ai miei tempi, nonostante la Massoneria abbia vissuto proprio negli anni ’80 un momento delicato con la questione Gelli, che con la autentica Massoneria non aveva proprio niente a che fare, ed è grazie al mio forte intervento a salvaguardia della Massoneria, che si è potuta salvare, e debbo dire di più: in quel momento tutte le altre comunioni italiane [così si chiamano le diverse organizzazioni massoniche nazionali] hanno rispettato e favorito il mio lavoro, perché la bufera P2 non ha colpito solo una comunione, ma l’immagine di tutta la Massoneria italiana, e non solo. Ripeto: il mio consiglio è quello di tornare alle cose semplici, all’essenza dell’ideale massonico”.
Appena finita l’intervista chiedo a che livello è la Massoneria in America e in Gran Bretagna: “Sono molto differenti dalle altre comunioni europee: si incontrano raramente, ma fanno molta beneficenza costruendo scuole e ospedali”.

Ignazio Marceddu

NELLA FOTO: Armandino Corona