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CAMPIONI DEL MONDO !!!!

10 Luglio 2006


CALCIO

CAMPIONI DEL MONDO !!!!
L’Italia conquista la sua quarta Coppa del Mondo.
Feste, suoni e caroselli in tutto il Sulcis Iglesiente.

Non sono bastati 90 minuti. E nemmeno 120. Alla fine sono stati decisivi i rigori e, dopo tante delusioni mondiali dal dischetto, questa volta siamo stati noi infallibili…e la gioia immensa di tutta l’Italia è esplosa !
Tutti in strada, per le vie del Sulcis Iglesiente, nelle piazze. A urlare, suonare, esultare. Dopo 24 anni da quella notte di Madrid che i più giovani non hanno potuto vivere, dopo 12 anni dalla delusione, sempre dal dischetto, di USA ’94, ora tocca agli italiani fare festa.
Ed è un tripudio di tricolori, di bandiere, di urla, di cori, di clacson.
Tutti in strada, tutti a far festa, tutti a gridare “CAMPIONI DEL MONDO”, tutti a scandire quel motivetto che pare davvero essere l’inno di questi mondiali: “PO PO PO PO PO PO PO…” !!!
Dopo il rigore decisivo trasformato da Grosso le strade del Sulcis Iglesiente sono state invase da una marea umana di tifosi che hanno sofferto sino alla fine, hanno temuto per un attimo l’ennesima delusione, ma che infine hanno potuto trionfare per questa immensa vittoria.
Da Carbonia a Iglesias, da Carloforte a Sant’Antioco a Portoscuso, dal profondo Sulcis all’Iglesiente, in tutti i paesi della Provincia, dai più grandi fino alle frazioni più piccole, è esplosa la festa…ed è stata festa per tutta la notte.
Carbonia, immersa nel silenzio fino a poco prima, è impazzita quando il pallone calciato da Grosso ha gonfiato la rete. Il centro è stato così invaso da migliaia di persone, uomini, donne, ragazzi, bambini, anziani. Tutti a festeggiare, a sventolare bandiere tricolori. Il centro storico del capoluogo è stato chiuso al traffico ma alla fine le strade di carbonia non hanno potuto contenere la gioia indicibile della folla ed è stato uno sfilare di auto, moto, fuoristrada, apiscedde stracariche.
Stesse scene di giubilo ad Iglesias. Nell’altro capoluogo la statua di Quintino Sella è stata ricoperta dalle bandiere tricolori nella piazza invasa da gente festante tra petardi, qualche fuoco d’artificio, trombe e fumogeni.
Anche a Sant’Antioco tripudio di gente esultante per il trionfo azzurro. Epicentro della festa in una piazza Umberto stracolma di gente, col carosello di macchine e di ogni tipo di altra vettura che passava tra due ali di folla entusiasta.
E scene di grande festa si sono viste dappertutto nel Sulcis Iglesiente, in ogni paese. Fra squilli di trombe, clacson assordanti, sventolio infinito di bandiere tricolori (ma anche dei Quattro Mori), non sono nemmeno mancati i necrologi con l’annuncio della “morte”della Francia e le bare con sopra la bandiera francese.
Insomma un trionfo davvero storico, che non verrà mai dimenticato e che regala grandi soddisfazioni agli italiani e a tutta la gente che ha sofferto e soprattutto gioito con la squadra Nazionale.

LA PARTITA

Era cominciata male, con quel rigore maledetto dopo appena 6 minuti dall’inizio. Un rigore, a nostro avviso, molto più dubbio di quello che i commentatori tv ci han fatto credere. Zidane che lo trasforma con la classe e la nonchalance tipica di un campione immenso.
Peggio non potevamo partire. E gli spettri dell’ennesima delusione cominciano a materializzarsi.
Ci pensa subito Materazzi, già proprio lui, quello che ha causato il rigore, a rimettere le cose a posto. Lo fa con uno stacco imperioso, su Vieira. E noi italiani possiamo esultare e tirare un sospiro di sollievo, quasi ringraziando Nesta per essersi infortunato, altrimenti Materazzi non avrebbe mai giocato.
Il primo tempo è nostro, quasi lo dominiamo, anche se Henry è uno spauracchio e Totti non c’è, annullato da un mastino di nome Makelele. Toni centra in pieno la traversa e fa disperare i cuori azzurri. Finisce il primo tempo con la certezza di aver sprecato troppo.
La ripresa è quasi tutta per la Francia, che gioca, fa pressing, insiste sulle fasce. Ma superare capitan Cannavaro è impossibile, se ne accorgono anche i cugini transalpini. I “bleu” pressano, ci tengono sotto assedio, eppure a gridare al gol siamo noi quando Toni incorna in rete una punizioni dalla trequarti. Tutti a gioire ma stop, tutto inutile, fuorigioco.
Il tempo passa e la Francia perde lentamente i pezzi. E sono pezzi da novanta: prima Vieira, poi Ribery, che pochi secondi prima di uscire sfiora il palo e toglie 10 anni di vita a ogni italiano, infine Henry (anche se entra mister TrezeGoldengolGuet). Da noi entrano Iaquinta, il riabilitato De Rossi e Del Piero.
Cominciano i tempi supplementari. Con la Germania è andata bene (San Grosso), speriamo che la storia si ripeta. Ma è ancora la Francia a dettare i ritmi con un superbo Zinedine Zidane. Il capitano francese vuole lasciare il calcio con l’ennesima impresa e quando colpisce di testa da solo in piena area sta già urlando al gol senza prima aver fatto i conti con Gigi Buffon, uno che prende gol solo su rigore o su autogol. Il portierone italiano manda in angolo e l’Italia intera esulta.
Nel secondo tempo supplementare Zidane il segno lo lascia davvero, ma sul petto di Materazzi, demolito da una tremenda testata di Zizou che viene espulso giustamente. Nessuna provocazione, che di certo c’è stata, può giustificare una tale reazione e l’immenso Zizou, il più grande calciatore francese di tutti i tempi, abbandona il campo mestamente.
Si va ai rigori. 12 anni prima col Brasile andò male, non si può sempre perdere.
Gli italiani sono infallibili dal dischetto. La Francia è tradita proprio da colui che gli aveva regalato l’Europeo, David Trezeguet. Quasi che la sorte voglia restuirci ciò che ci ha strappato a Rotterdam.
Quando Grosso, la nostra più bella rivelazione dei Mondiali, spiazza Barthez e segna il gol della vittoria tutta l’Italia può finalmente impazzire di felicità.
CAMPIONI DEL MONDO !!!!

LE PAGELLE

BUFFON 8
ZAMBROTTA 7
GROSSO 7
CANNAVARO 8
MATERAZZI 8
PIRLO 8
CAMORANESI 6 (DEL PIERO 6,5)
PERROTTA 6 (IAQUINTA 6)
GATTUSO 7
TOTTI 6 (DE ROSSI 6)
TONI 6,5

LIPPI 10

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