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CULTURA – «I sardi padri degli etruschi»

17 Luglio 2006


CULTURA

«I SARDI PADRI DEGLI ETRUSCHI»

II conduttore di “Gaia” ospite ieri sera di “Mare e Miniere” dice la sua sul mito di Atlantide e appoggia con enfasi le affascinanti teorie dello scrittore Sergio Frau.

Chi è che bolla come voli di fantasia le teorie su Atlantide?
«I bottegai. Quelli che hanno studiato da sempre la Sardegna senza mai analizzare quanto raccontato da Sergio Frau».
Non usa mezzi termini Mario Tozzi, studi da geologo e conduttore televisivo di professione (suo il programma Gaia), che senza troppe parafrasi definisce «beghe da bottega» le prese di posizione volte a negare categoricamente l’attendibilità delle ipotesi che vedrebbero i sardi nei panni dei cittadini di Atlantide. La civiltà perduta, una delle più evolute. Storia che, a dire la verità, oscilla tra leggenda emito.
Ieri sera, a Villamassargia, in occasione della rassegna Mare Miniere, Tozzi ha illustrato con dovizia di particolari quelli che secondo lui, sono i punti forza delle teorie divulgate da Frau, noto giornalista di Repubblica.

PUNTO primo, i testi di Platone dicono che Atlantide era la prima isola che si incontrava attraversando le Colonne d’Ercole». Che erano uno spartiacque geopolitico dell’antichità che divideva il mondo greco da quello fenicio. «Geograficamente queste erano situate tra la punta nordorientale dell’Africa e la Sicilia. L’isola che s’incontra, quella più grande è la Sardegna». Ancora si dice che Atlantide sia stata sommersa dalle acque. «Una cosa curiosa – prosegue il geologo – è che diversi nuraghe siano stati trovati sotto metri e metri di fango. Il motivo potrebbe essere uno tzunami che sommerse l’isola secoli fa».
Come averne la certezza? «Con l’aiuto di studi e finanziamenti. La geologia potrebbe dare una risposta decisiva attraverso sondaggi nella valle del Campidano». Un altro elemento suggestivo, che fa pensare che la civiltà nuragica corrisponda a quella atlantidea, «è la presenza
sull’isola di grosse quantità d’argento, soprattutto nel Sulcis Iglesiente»
. E Atlantide era ricca d’argento, a leggere il buon Platone. «Siamo stati con Sergio Frau a vedere delle tombe etrusche e abbiamo trovato delle coincidenze sorprendenti tra quella civiltà e quella dei popoli nuragici. Solo che i nuragici precedono gli etruschi». Sono forse i sardi, lontani antenati dei romani, i grandi conquistatori del mondo antico? «Volendo fare qualche esempio – continua – in Gallura abbiamo trovato una Domus de Janas, con un toro scolpito nella roccia.

DENTRO, nel tufo, è stato scolpito un tetto di paglia. Lo stesso che a Cerveteri è riprodotto nella necropoli della Banditaccia. Solo che questo ha 700 anni di meno». Dunque sembra plausibile che siano stati i sardi, i costruttori di nuraghe, a portare quei segni. E poi chi ha insegnato agli etruschi a usare il metallo? «In Toscana ci sono le miniere ma sono meno antiche di quelle del Sulcis» argomenta Tozzi. Si tratta di teorie, è tutto da dimostrare. Certo che le teorie promosse sono rivoluzionarie. I sardi non più popolo di dominati ma coloro che hanno dato i natali a un popolo di dominatori come quello romano. «La Sardegna è una terra antica e poco studiata – prosegue il conduttore televisivo – potrebbe riservare, se venissero spese risorse, molte sorprese e nuove chiavi di lettura della storia».

STEFANIA AOI
Tratto da IL GIORNALE DI SARDEGNA

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