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ATTUALITA’ – Tonni in pericolo per colpa del sushi

1 Agosto 2006


ATTUALITA’

TONNI IN PERICOLO PER COLPA DEL SUSHI

Un rapporto stilato dal Wwf rivela che i tonni rossi stanno scomparendo dal mare Mediterraneo. Negli ultimi due anni, la pesca di questi esemplari è cresciuta notevolemente, superando del 40% le quote previste dalla legge.

La fame di sushi rischia di far sparire per sempre il tonno rosso dal mare Mediterraneo.
L’allarme arriva da un rapporto diffuso qualche giorno fa dal Wwf: la pesca eccessiva e incontrollata del Thunnus thynnus potrebbe portare nel giro di qualche anno alla sua estinzione.
Stando al rapporto, le quote annuali di pescato sono state superate del 40% negli ultimi due anni. La Commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico (Iccat) fissa il limite massimo a 32 mila tonnellate: nel 2004 ne sono state pescate ben 44,948 e 45,547 nel 2005.
Quest’anno, secondo il Wwf, si sarebbe arrivati alle 50 mila tonnellate, con un’eccedenza del 62% rispetto alla quota consentita.
Il pesce è venduto soprattutto al mercato nipponico, goloso del pregiato pesce che si pesca nel Mediterraneo. Per mangiare sushi e sashimi si fanno follie.
L’anno scorso i giapponesi sono arrivati a sborsare 140 mila euro per un esemplare di 200 chili. I responsabili di questo scempio, secondo l’organizzazione ambientalista, sono soprattutto flotte francesi, libiche e turche.
Ormai le tradizionali riserve di pesca nello stretto di Gibilterra e nel Tirreno sono quasi esaurite, si va a pescare nelle ultime zone dove il tonno si riproduce, al largo della Libia, dell’Egitto e di Cipro. Una vera e propria piaga, poi, sono le “fattorie del tonno”, enormi gabbie galleggianti dove i pesci sono catturati a migliaia e fatti ingrassare prima di essere macellati e venduti.
Il problema è che il sistema non è abbastanza selettivo: sono presi anche tonni giovani che non riescono a completare il ciclo riproduttivo. Nel 2005, le “fattorie” erano 49. Quest’anno sono diventate 62.
La strada da seguire, secondo il Wwf, è una brusca limitazione della pesca, controlli più stringenti e un piano di risanamento immediato, in cui dovrebbe impegnarsi anche l’Unione Europea. Intanto, dal nostro Paese è arrivato un contributo che potrebbe essere utile per salvaguardare l’esistenza del tonno rosso: l’Isac (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima) del Cnr di Roma ha appena portato a termine uno studio in cui sono state monitorate le migrazioni dell’animale, attraverso il satellite.
“Per la gestione sostenibile di questa specie – spiega Rossella Santoleri dell’Isac – occorrono maggiori conoscenze sulle condizioni ambientali in cui il tonno vive e si riproduce, a tutt’oggi ancora scarse”.
Purtroppo non è soltanto il prezioso pesce a rischiare di estinguersi. Oltre all’animale, potrebbero sparire anche i pescatori che da secoli perpetuano il rito della tonnara. Già decimati dall’innovazione tecnologica, che ha reso obsoleto l’antico sistema di pesca, da qualche anno i tonnaroti si vedono diminuire i pesci nelle reti. In Spagna, quest’anno, c’è stato un calo dell’80% dei pesci pescati rispetto all’anno scorso, secondo i dati dell’Associazione dei produttori dei tonni.
E in Italia la situazione non è migliore. “Abbiamo assistito a una forte riduzione del pescato, sia in termini numerici, sia nel peso medio dei pesci presi”, spiega Salvatore Obino, della Ligure Sarda Spa, il consorzio delle tonnare sarde di Carloforte e Portoscuso. Per sopravvivere, le tonnare si stanno trasformando in eventi turistici.
A Carloforte, ogni anno si fa il “Girotonno”, una quattro giorni di degustazioni, musica e gare di cucina, molto apprezzata dai visitatori dell’isola. Manifestazioni simili sono organizzate in Sicilia e altrove: i tonnaroti sono sempre meno pescatori e sempre più attrazione per i turisti. Ma è difficile che possano continuare ad esserlo se i tonni spariranno davvero dal nostro mare.

Tratto da PANORAMA.IT

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