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CRONACA – A Portovesme arrivano i russi

22 Agosto 2006

CRONACA

A PORTOVESME ARRIVANO I RUSSI
Lo stabilimento Eurallumina nelle mani del gruppo Rusal

Svolta davvero storica per l’Eurallumina, lo stabilimento di Portovesme che produce ossido di alluminio dal trattamento delle bauxiti. Nei giorni scorsi infatti il colosso mondiale Rio Tinto (cioè la multinazionale Comalco) ha ceduto il 56,2 per cento dell’impianto al gruppo russo Rusal, un impianto che ha una capacità produttiva di un milione e trecentomila tonnellate all’anno di allumina.
Al momento però il trasferimento delle azioni dal leader mondiale della metallurgia non ferrosa, cioè la Rio Tinto, a Rusal è stato congelato in quanto la Glencore, che possiede diritto di prelazione sull’acquisto del pacchetto azionario di Comalco, deve prendere una decisione. Tale diritto di prelazione della multinazionale svizzera Glencore scadrà tra 60 giorni, se deciderà di frapporsi nell’operazione, i russi dovranno cedere tutti i diritti sanciti nell’accordo preliminare di vendita a favore di Glencore.
Al di là di ciò, questa importante operazione finanziaria ha suscitato davvero molto scalpore, innanzitutto perchè la Comalco già dispone di ingenti giacimenti di bauxite in Australia ed è quindi in grado di governare da posizione indipendente il mercato dell’ossido di alluminio, ma anche per il fatto che è stata portata avanti con grande riservatezza nei mesi scorsi tra i due colossi mondiali, ed ora in tanti si chiedono quali saranno le ripercussioni di tale operazione nei mercati finanziari ma anche nel territorio del del Sulcis Iglesiente e nel suo sistema industriale.
Ma a spiegare questa complessa e costosa operazione finanziaria c’è prima di tutto l’interesse della multinazionale russa (al terzo posto nella graduatoria mondiale dei produttori di alluminio primario) di disporre di notevoli quantità di allumina per alimentare le celle elettrolitiche degli stabilimenti dell’ex Urss. Lo stabilimento di Portovesme non poteva quindi che far gola ai russi.
Ci sono molte perplessità, tuttavia molti vedono positivamente l’eventuale sbarco dei russi a Portovesme, in quanto potrebbe rivitalizzare il mercato e l’intera attività del polo industriale sulcitano. L’arrivo del gruppo russo in Eurallumina potrebbe infatti avere importanti ripercussioni anche sugli approviggionamenti di allumina da parte di Alcoa, l’impianto dell’altra multinazionale (controllata dagli americani) che opera accanto nel polo di Portovesme e che viene regolarmente rifornita dall’Eurallumina.
Ma soprattutto sembra delinearsi un nuovo scenario sul fronte della questione energetica di cui tanto si è discusso negli ultimi mesi e che hanno persino messo in dubbio il futuro delle fabbriche di Portovesme dopo le recenti inchieste dell’Unione Europea sugli sgravi fiscali sull’olio combustibile concessi alla fabbrica di ossido di alluminio dallo Stato italiano: se infatti un colosso mondiale come Rusal ha avviato le citate operazioni finanziarie per rilevare la maggioranza delle azioni della società Eurallumina, significa che la questione energetica con molta probabilità sarà risolta positivamente.
Messaggi confortanti e beneauguranti arrivano anche dalla portavoce della Rusal, Vera Kurochkina, che ha affermato che la produzione del colosso russo aumenterà di 600 mila tonnellate. Ciò significa che anche i lavoratori non dovranno avere preoccupazioni in quanto i livelli di occupazione saranno mantenuti e, forse, aumentati.
Il futuro dell’Eurallumina e dei suoi lavoratori sembra dunque positivo, l’unica incognita è rappresentata da come si muoverà la Glencore. Per saperlo non rimane che aspettare 60 giorni.

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