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Archivio Settembre 2006

L’ANGOLO DELL’UOMO NERO – Alcuni pensierini sotto l’ombrellone

29 Settembre 2006 20 commenti


L’ANGOLO DELL’UOMO NERO

ALCUNI PENSIERINI SOTTO L’OMBRELLONE

Quando si vuole coprire o giustificare certo colpevole lassismo, un periodo nel quale non si è fatto granchè per accidia – in verità, nel novero dei solerti osservanti delle leggi di Murphy mi ci metto pur’io – un continuo procrastinare decisioni anche importanti si dice sovente che è stato un periodo di transizione.
E di periodo di transizione si è parlato spesso durante l’estate per giustificare certe prese di posizioni o meglio, certe mancate decisioni che abitualmente sono assunte in periodi dell’anno più freschi: non sia mai che il sole batta in testa di qualcuno e lo induca a passi falsi deleteri in qualche privatissimo affare o in qualche futura campagna elettorale.
Perché ormai l’abbiamo capito tutti, riferendoci alla res politica, ormai siamo persi in un’eterna campagna elettorale.
Nondimeno non sono mancati occasioni di riflessione di una certa importanza durante l’estate.
E poiché un episodio è tale perché isolato dal contesto, due danno sicuramente da pensare, più di due sanno di puzza di bruciato che, per chi ha la vista lunga e l’olfatto fino, presagiscono a nulla di positivo per la lunga stagione invernale che ci aspetta vediamo un po’ quali spunti ci ha riservato la canicola estiva.
Primo pensierino.
Ormai abbiamo appurato che in Italia il concetto di giustizia è relativo, ondivago e questo deplorevole andazzo – elevato a rango d’istituzione dal Governo Berlusconi nel modo che tutti sappiamo – sembra non sia cambiato granché con l’avvento della sinistra al governo.
Tah-da, pronti e via!
Subito l’alibi bipartisan per il super-indultone estivo: le carceri erano superaffollate di poveracci che a lungo andare avrebbero causato grossi problemi sanitari e di ordine pubblico.
Perché allora, se illustri giuristi quali ad esempio il GuardaSigilli Mastella da Ceppaloni proponevano solertemente di svuotare le carceri, hanno escluso dall’indulto molti reati per i quali molti sono detenuti, mentre vi hanno inserito molti reati (quelli contro la pubblica amministrazione, quelli finanziari, societari e fiscali, gli omicidi colposi per le “morti bianche” sul lavoro) per i quali sono detenute poche decine di persone ?
Misteri della fede (cieca) nella dottrina dei partiti e in qualche bacino elettorale da blandire a tutti i costi a costo di sconfinare nell’illegalità istituzionale.
Quindi possiamo evincere che i Nostri benemeriti hanno deciso di dire basta a certa etica piagnucolosa e demodè alla Berlinguer, utilissima in tempi di campagna elettorale ma deleteria se in ballo ci sono grossi interessi bipartisan di grosse lobby economiche.
In altri termini ci dicono neanche tanto tra le righe (felicissimo di essere smentito a breve) che per tenerci buoni il Cavaliere e il suo 49,8% e rotti d’elettori assisteremo ad altri orrori simili.
Una mano lava l’altra quindi: e nuovi Ponzio Pilato, oggi come allora pagati dallo Stato, continueranno imperterriti a fare danni a più di 2000 anni di distanza.
Chiamate il Guiness.
Intanto sembra dimenticata tra la piega di un foglietto stinto sul quale sono vergati i nuovi membri del consiglio d’amministrazione RAI e il tentativo filosofico di capire perché in Iraq no e in Libano sì (io vedo sempre e comunque ragazzi italiani che rischiano la pelle a meno che i vessilli dell’ONU siano a prova di kamikaze ) – argomenti pressanti a onor del vero – l’”accessoria” necessità di modificare-abrogare la legge Biagi e quindi il precariato giovanile con le sue decine di migliaia di nuovi schiavi legalizzati.
Se questo è l’inizio ne vedremo delle belle.
Seconda querelle sotto l?ombrellone.
Sembra, ma la mia può essere solo una semplice sensazione, che la Sardegna abbia finito di essere lo zerbino sul quale molti insolenti continentali si puliscono i piedi durante l’estate: ricordate gli infausti tempi di Pili spernacchiato (PRRRRRRR..E’ arrivato er sardignolo!!!!) mentre faceva anticamera nei Ministeri romani ?
E avete presente la pietra dello scandalo estiva ?
Un signore brizzolato tale Briatore del quale ancora oggi non ho capito i meriti e i talenti, un po’ appesantito e avanti con gli anni alla maniera dei playboy alla Onassis d’annata ma con atteggiamenti alla Al Capone-DeNiro de Gli Intoccabili (sei tutto chiacchiere e distintivo!!) si lamenta delle tasse sul lusso, compra intere pagine di giornali sardi e nazionali per insegnare al mondo cosa sia la sardità, quale bene abbia fatto, Lui e Lui solo, alla Sardegna grazie al suo codazzo di “vipperia” fatto di letterine, veline, costantini vari e quale danno stia facendo Soru – un parvenu milanese qualsiasi mi pare – all’Isola con uno stillicidio di tasse inique che farebbero scappare i turisti a beneficio di Corsica, Croazia, Dalmazia e Grecia.
Nel frattempo un bicchiere d’acqua al Billionaire, lavato dopo l’uso da lavapiatti sardi stagionali costa 50 euro e una bottiglia di champagne – avessi detto spumante – professionalmente servita da camerieri sardi costa quanto la tassa per uno yacht di 16 metri ovvero 15.000 euro.
Per inciso i turisti continuano a venire in frotte in Sardegna anche con le proprie barchette di 20 e passa metri come la maggior parte dei porti turistici sardi possono confermare.
Qui prodest ?
Non certo ai sardi stufi (?) di conquistatori a buon mercato che agitano lustrini e pailettes con gli autoctoni pronti ad abboccare in cambio d’acque smeraldine e scorci di paesaggio incontaminato.
Quindi: Piano Paesaggistico ultra conservatore? Tasse sul lusso ?
Ma ben vengano se servono a far rialzare la schiena ai sardi e a ricordare fuori dall’Isola che c’è un bene non negoziabile, non in locazione e neppure in usufrutto che è la Terra Sarda.
Terzo ed ultimo pensierino: siamo Campioni del Mondo.
Bene, bravi, bis magari tra 24 anni.
Ma non è che tra un tricolore sventolato un po’ troppo allegramente e troppe bollicine che ci obnubilano il cervello stiamo dimenticando troppo frettolosamente il marcio che sta innervando da tempo il nostro Beneamato Calcio: o vogliamo trastullarci nell’illusione che tutto è stato risolto con quella pantomima messa in atto quest’estate dalla FIGC (Palazzi non ti hanno proprio dato retta, eh ?) tra rimandi (a quel paese preferibilmente) tra Giustizia Sportiva e Ordinaria ?
Non è che quasi quasi ci fa un po’ pena quel candido esemplare di essere umano di Moggi che ha perso perfino l’anima, poveraccio (non è che l’ha venduta al diavolo per svariati milioni di euro ?) perché secondo certa cultura italiota doveva essere più furbo di tanti altri furbi e quindi in fin dei conti giustificabile ?
Non è che gattopardescamente tutto è cambiato per ricominciare come prima (una faccia nuova su tutte, Matarrese, ommioddio!) e che presto rivedremo nuovamente le solite furbate burocratico-giuridico-amministrative, le solite simulazioni, le solite contestazioni violente dei tifosi, i soliti processi con annessi appelli e contrappelli vari, agitati dal Biscardi di turno ?
E non è che quel marcio si è trasmesso semplicemente anzi naturalmente, per osmosi da altri ambienti improponibili quali certa politica clientelare, certa burocrazia statale incompetente e pigra, certa imprenditorialità priva di scrupoli ?
Cari amici della GA non vedete come me una diabolica trama comune tra le vicende ?
E tra tanti altri scandali che continuano a scoppiarci in faccia come bubboni violacei in suppurazione (accendete ora la TV e ne sentirete delle belle!!). Non vedete che il sistema sta andando in tilt e noi siamo complici se continueremo ad accettare certo malaffare, certi comportamenti che continuano a rimanere impuniti perché considerati normali poiché “tanto quelli (Previti? Erika? Berlusconi? Moggi? Andreotti? Sofri?) la fanno sempre franca ?”.
La verità è che, in questi casi, dire “cosi fan tutti” equivale a dire “non è successo niente” e ognuno di noi ha le sue colpe in proporzione: e questo vale per il politico che salvaguarda il proprio ciarpame elettorale alla faccia della giusta decisione, come per chi truffa i bilanci per comprare il campione celebrato, come per chi butta a terra il fazzoletto dopo essersi pulito il naso.
E occorre una buona volta ammettere che certe pubbliche gogne come Piazzale Loreto, come Hammamet, come i ciclici cambi del Governo ancora non sono bastate e ancora non bastano per ricostruirci una coscienza immacolata.

L’Uomo Nero

SPORT – CALCIO: Esordio senza reti per il Carbonia

27 Settembre 2006 Commenti chiusi

GA SPORT

CALCIO

CARBONIA – MURAVERA = 0 – 0

ESORDIO SENZA RETI PER IL CARBONIA
La squadra di Murroni ancora in ritardo di condizione

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SPORT – CALCIO: Pareggio nel derby che apre la stagione

27 Settembre 2006 Commenti chiusi

GA SPORT

CALCIO

CARLOFORTE – MONTEPONI IGLESIAS = 2 – 2

PAREGGIO NEL DERBY CHE APRE LA STAGIONE
Il Carloforte scappa ma viene ripreso nel secondo tempo dagli iglesienti

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CULTURA – Sant’Antioco. Un tocco d?arte sui muri della ex-Sardamag

26 Settembre 2006 3 commenti


CULTURA

SANT’ANTIOCO
UN TOCCO D’ARTE SUI MURI DELLA EX-SARDAMAG
Grande successo per il “Santiago Writing”

E’ stata un successo la manifestazione “Santiago Writing”, che ha riunito nella zona industriale di Sant’Antioco una trentina di writers, provenienti da tutta la Sardegna. L’obiettivo dell’evento, unire sullo stesso muro, in un bel fine settimana, una buona parte degli artisti della bomboletta della scena sarda, è stato perfettamente raggiunto. Oltre che da Sant’Antioco, si sono ritrovati nella zona industriale della cittadina lagunare, writers provenienti da Cagliari, Sassari, Nuoro,Quartu, Selargius, Dolianova e Monastir, che hanno accolto a braccia aperte l’invito dell’organizzatore Mario: “ormai di questi eventi non se ne occupa più nessuno, tutti pensano ad organizzare live stupendi con gruppi famosi, tralasciando altre arti dell’hip hop come il writing. La grande partecipazione che ha riscontrato Santiago Writing è la nostra rivincita>”.
In effetti, oltre all’alto numero di partecipanti, sono stati molti i passanti che, incuriositi, hanno sostato dinanzi ai muri per uno sguardo e qualche fotografia: “spesso la nostra categoria è criminalizzata eccessivamente per via dei muri imbrattati, ma non è giusto fare di tutta l’erba un fascio, alla fine il writer pratica un’arte che può essere considerata come l’evoluzione della pittura, una rivoluzione stilistica a questo metodo>”. Insomma per fare un graffito, non basta una semplice bomboletta, ma si ricorre sempre più spesso ai vecchi pennelli e le classiche tinte, come d’altronde è stato a Sant’Antioco, lungo i 120 metri disponibili: “questo tipo di manifestazioni sono molto importanti perché permettono ai più scettici nei confronti del writing di ricredersi, entrare a conoscenza di questo mondo, nato si nell’illegalità e nell’oscurità delle yard (depositi treni), ma che sta diventano sempre più una corrente artistica”. L’augurio è che occasioni del genere si verifichino più di frequente, anche se ciò non è facile vista la carenza nel reperire spazi adatti ad accogliere un grande numero di writers: “ci vuole diverso tempo per l’organizzazione, da destinare soprattutto alla pubblicià dell’evento, che deve essere effettuato in tempi tali da permettere a coloro che aderiscono di organizzarsi – continua Mario – per la prossima occasione si cercherà di trovare una location diversa”. D’altronde non sono poche le zone squallide e cupe che caratterizzano le periferie di molte città, dare un toccata di colore non guasta. Se poi tutto ciò avviene nella legalità, grazie all’organizzazione di eventi come il Santiago Writing, ancora meglio “se qualcuno ha muri a disposizione si faccia sentire in qualche modo, è a disposizione l’e-mail iayabalia@tiscali.it”. Anche una mano da parte dei cittadini può contribuire alla riuscita di questi eventi che, come lo scorso 23 Settembre, permettono a coloro che aderiscono anche di conoscere nuovi posti come, in questo caso, Sant’Antioco.

Giuseppe Pintus

NELLA FOTO: I writers al Santiago Writing

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I Vostri Messaggi

25 Settembre 2006 Commenti chiusi

GA

I VOSTRI MESSAGGI

La Gazzettantiochense dà spazio a chiunque voglia lasciare un messaggio ma non si assume alcuna responsabilità di quanto scritto dai lettori.

PER INVIARE I MESSAGGI
E-mail: gazzettantiochense@tiscali.it

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Un plauso al sindaco Cherchi per tutto quello che sta facendo per Carbonia. Ma vorrei si decidesse a dare più risposte ai tanti giovani che cercano lavoro. (Una mamma)

Si decidono o no a fare aprire i centri commerciali anche nei giorni festivi?!? DOBBIAMO LAVORARE!!! (UN DIPENDENTE INFURIATO)

È incredibile che un paese come Sant’Antioco, che pretende di vivere di turismo, non organizzi niente per animare la sua estate. Non basta un viale alberato per attirare le persone, ci vuole organizzazione. (Una lettrice)

Avete così tanto nel vostro territorio…ma lo sfruttate così male ! (Un turista)

Bonjour, Bravo pour votre site qui donne un éclairage juste de la vie à Sant’Antioco. Après y avoir passé quelques jours, je suis sûr qu’il y a de l’avenir pour des jeunes comme vous dans ce qui ressemble à un petit paradis quand on y passe quelques jours en touriste, mais qui au quotidien peut apparaitre comme une impasse pour ceux qui y vivent. Je voudrais vous envoyer un message d’encouragement. Continuez à prendre votre destin en main, misez sur votre connaissance du web pour mieux valoriser la presqu’ile, misez sur l’eco-développement (il est encore temps à Sant’Antiocco) pour préserver et mettre en valeur votre territoire, misez sur votre connaissance des langues pour faire entrer l’ile dans le 21 siècle, investissez-vous plus encore dans l’action locale pour faire avancer vos idées. Vos projets trouverons leur chemin. (Stéphane)

Non possiamo andare avanti così. Nel sulcis abbiamo bisogno di lavoro e sviluppo, invece non c’è proprio nulla. Non si può più andare avanti così. Siamo allo sbando e i politici se ne fregano. (Anonimo, Giba)

Quanta disorganizzazione a Calasetta…ma che turismo è ? (Una famiglia in vacanza)

Destra, centro, sinistra…quando ci sono da fare leggi per i loro porci comodi non ci sono differenze, ricordatelo. Pur di depenalizzare i loro furti sono riusciti a tirare fuori dal carcere assassini e ladri. Questa è l’Italia! (Anonimo di Iglesias)

Non avevo mai visto un cinema estivo dove si pagasse ben 5 euro per vedere film usciti da mesi. Bene, a Sant’Antioco l’ho visto! Ma state certi che non ci andrò. (Un turista)

3000 euro a tutti i detenuti che escono dal carcere mentre i nostri giovani continuano ad andare via alla ricerca del miraggio di un lavoro. Un altro capolavoro della politica! (Sergio, Gonnesa)

Avete delle spiagge stupende, un mare stupendo, gente stupenda. Peccato che la disorganizzazione sia pressochè totale! Il turismo non si fa così! (Un turista)

Ma è mai possibile che a Sant’Antioco i commercianti del corso possano fare quello che volgiono? Questa estate non si poteva passare perchè o c’era il karaoke (ma lo sanno che è passato di moda 10 anni fa?) o c’erano gli spettacoli di Cossu e Zara (sempre loro…che palle!). E la gente dove dovrebbe passare? Possibile che nessuno controlli autorizzazioni e permessi? E i vigili dove sono? (Lettrice infuriata)

Incredibile la legge sull’indulto! Fuori tutti! Solo in Italia succedono queste cose. Ma vi rendete conto dove siamo arrivati? Con tutta la crisi che c’è nel Sulcis e in Sardegna si vogliono dare 3000 euro a ogni detenuto uscito dal carcere. VERGOGNA!!! (Lettore di Carbonia)

Quale sarebbe il turismo tanto decantato di Sant’Antioco? Quello dei tavolini del corso o del lungomare? Complimenti…proprio un gran turismo! Per carità! (Lettore antiochense)

Cinema all’aperto a 5 euro. Film nuovi? Ma quando mai…questo sì che è spillare quattrini alla gente. Complimenti agli organizzatori del cinema all’aperto di Sant’Antioco per l’onestà! (Turista milanese)

Forse devo farmi arrestare per avere qualcosa dallo Stato Italiano. Dato che non sanno far nulla per dare un lavoro a me e a tanti giovani come me, almeno 3000 euro me li farei. Che dite? (Gigi, Carbonia)

Sono un frequentatore della spiaggia le Saline di Calasetta. Mio figlio, dopo una giornata trascorsa al mare, ha rischiato di esser punto dalle zecche: per fortuna ce ne siamo accorti subito. Poi ci si domanda perché i turisti scappano. Naturalmente consiglierò ai vacanzieri di andare altrove, dove le zecche non vanno al mare. (Lello, da IL GIORNALE DI SARDEGNA)

Vorrei complimentarmi con tutti gli amministratori di Calasetta per le serate di intrattenimento che hanno organizzato, per la pulizia del paese e delle spiagge! Se continuate così i turisti non metteranno più piede da noi. Calasetta paese del turismo? Non fatemi ridere! (Un giovane calasettano, da IL GIORNALE DI SARDEGNA)

Peccato che il Comune di Buggerru non si preoccupi di pulire la spiaggia e il mare di Cala Domestica, perla di rara bellezza della costa del Sulcis, ridotta a discarica… Vari rifiuti galleggianti… Non è giusto segnalare sulle guide Turistiche una località e poi abbandonarla al degrado! (Acquamarina, da IL GIORNALE DI SARDEGNA)

Siamo andati al concerto di Jova, bellissimo! Ma il palco era basso e noi piccoli di statura non vedevamo niente! (Marina, da IL GIORNALE DI SARDEGNA)

Perché il sindaco di Iglesias fa rispettare la legge, consentendo il riposo domenicale, mentre gli altri sindaci, no? (Un lettore, da IL GIORNALE DI SARDEGNA)

Ho sentito al tg che Soru vuole abolire le Province: sarebbe fantastico! Basta con questi carrozzoni mangiasoldi utili solo ai partiti per spartirsi le poltrone! (Un lettore, da IL GIORNALE DI SARDEGNA)

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SPORT – CALCIO: Tutti i risultati della prima giornata stagionale

25 Settembre 2006 Commenti chiusi

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CALCIO

TUTTI I RISULTATI DELLA PRIMA GIORNATA STAGIONALE

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ATTUALITA’ – I binari verdi del Sulcis

22 Settembre 2006 1 commento


ATTUALITA’

I BINARI VERDI DEL SULCIS

Benjamin Piercy sarebbe stato contento? Forse no, perché asfaltare una ferrovia non è mai un bel vedere per chi ama treni e binari. Ma più probabilmente la reazione dell’uomo che per primo progettò le ferrovie in Sardegna sarebbe stata positiva. Col magone addosso, ma positiva. Perché il programma di riconvertire le linee ferrate in piste ciclabili è una delle ultime opportunità di sottrarre al cemento i tracciati delle ferrovie dello Stato che collegavano tutto il Sulcis-Iglesiente ai tempi delle miniere.
I primi tratti della rete ferroviaria sulcitana, la Pantaleo-Santadi-Portobotte e la Monteponi-Portovesme, vennero realizzati alla fine dell’Ottocento. Negli anni Venti la rete venne completata con le tratte Siliqua-Calasetta e Iglesias-San Giovanni Suergiu. Si trattava del progetto Cugnasca, preferito – con poca lungimiranza – a quello Vanini che prevedeva la partenza da Cagliari e il passaggio, via Capoterra (che occasione persa), verso Pantaleo, Santadi, sino a Calasetta. La chiusura delle miniere combinata a incomprensibili scelte concorrenziali delle Ferrovie dello Stato (tipo l’apertura della Carbonia-Villamassargia) determinarono nel settembre 1974 la chiusura di tutte le tratte che per quasi cinquant’anni avevano rappresentato la più moderna ed efficace forma di collegamento tra le località sulcitane.
L’iniziativa del Comune di Carbonia, che riprende quella realizzata con successo dalla Fondazione delle Ferrovie dello Stato spagnole, non è forse delle migliori (non si è mai esplorata davvero la possibilità di utilizzare i collegamenti di un tempo per avviare un progetto di metropolitana leggera o un trenino verde che replicasse sulla costa occidentale sarda il successo avuto in quella orientale) ma è senza dubbio un passo avanti rispetto all’incuria e al disinteresse cui da anni è relegata la storica rete ferroviaria isolana. (E anche quella tutt’ora in uso non beneficia di maggiori attenzioni, tranne qualche sporadico intervento di maquillage).
Per quanto riguarda il recupero delle aree e la salvaguardia dei paesaggi, il modello spagnolo è incoraggiante. A partire dal 1993 oltre 1500 (su 7000) chilometri di ferrovie inutilizzate, sono stati ripresi e trasformati in “Vias verdes”: piste ciclabili o dedicate al trekking. Un progetto da 50 milioni di euro portato avanti con il finanziamento del ministero dell’Ambiente spagnolo, interessato a salvaguardare i percorsi ma ancor di più i paesaggi e la natura circostante. Le “Vias verdes” si caratterizzano per una vera riconversione: anche i cartelli e le recinzioni sono state realizzate con il legno delle traversine utilizzate in passato lungo i binari.
Il progetto di trasformazione dei binari sulcitani in “percorsi naturalistici” aspira ad ottenere i finanziamenti concessi dall’Unione europea nell’ambito del programma SportUrban: un piano triennale (2004-2007) che coinvolge ben 24 organizzazioni e che mira, attraverso la realizzazione o ristrutturazione di strutture sportive, al “recupero e allo sviluppo delle aree urbane più degradate o problematiche”. Si tratta di una delle tante opportunità di salvagaurdia del proprio passato guardando in avanti disponibili a livello comunitario. La speranza è che queste iniziative capaci di coniugare salvaguardia dell’ambiente e – in parte – del proprio passato, rappresentino uno stimolo anche per altri amministratori nel resto della Sardegna, dove troppo spesso la propria storia è stata messa da parte per far posto a una novità brutta quanto inutile.

(red. is) TRATTO DA www.isinsardegna.it

NELLA FOTO: Un immagine della stazione di Palmas (archivio FMS)

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POLITICA – Le nuove province saranno abolite ?

21 Settembre 2006 3 commenti


POLITICA

LE NUOVE PROVINCE SARANNO ABOLITE ?
Pare che sia già pronto un piano per la modifica dei nuovi enti intermedi

Le quattro nuove province sarde, compresa quella del Sulcis Iglesiente, forse non avranno lunga vita. E’ passato appena un anno dalla nascita ufficiale dei quattro nuovi enti intermedi, eppure sono ancora tante le incognite legate alla loro attività e al loro riconoscimento ufficiale.
Di sicuro è cosa nota che il governatore della regione Sardegna, Renato Soru, non ha mai visto di buon occhio le nuove provincie e, paradossalmente, nemmeno le vecchie. Il presidente della regione da tempo ormai ha posto di fronte all’opinione pubblica e ai partitti il problema dei costi troppo elevati delle Province.
Il governatore ha deciso che tutte queste microaree rappresentate dalle nuove province sono inutili. Il Sulcis Iglesiente, la Gallura, l’Ogliastra e il Medio Campidano, che si sono aggiunte alle altre quattro già esistenti (Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari), sembrano perciò destinate a sparire.
Si è svolto così una sorta di summit per capire come è possibile abolire le province nuove e vecchie. Un tavolo, con il direttore generale della presidenza della Regione, Fulvio Dettori, nel quale è emersa un’idea che a quanto sembra è stata partorita proprio da Soru: gli enti saranno aboliti e sostituiti da un’assemblea dove siederanno i primi cittadini delle varie province. Con questa nuova rivoluzione che prevvede dunque un ennesimo riassetto del territorio isolano si dovrebbe ottimizzare meglio la spesa pubblica e le risorse economiche regionali.
Soru non pensa che gli enti locali siano inutili ma reputa sbagliato il loro
utilizzo e il modo di operare che, nelle sue intenzioni, è da rivedere con l’obiettivo di razionalizzare i costi e snellire molti passaggi intermedi e burocatrici. Le funzioni e i funzionari delle otto province sarde potrebbero passare attraverso un unico soggetto: la Regione appunto.
Per studiare una soluzione definitiva, Soru avrebbe appunto programmato per metà ottobre un tavolo tecnico con eminenti esperti di affari costituzionali che dovrebbe riunirsi a Su Gologone (Nuoro) e che comprende Fulvio Dettori, direttore generale della Regione Sardegna e docente di diritto costituzionale regionale, Valerio Onida, Paolo Corazza e Luciano Vandelli, esperto e maestro del diritto degli enti locali. Insieme a Soru, questo pool di esperti dovrà creare questa proposta alternativa alle province sarde.
Naturalmente la proposta non piace ai consiglieri di opposizione. In una interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata al presidente della Regione Soru e all’assessore regionale agli Affari generali, Massimo Dadea, i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale hanno chiesto “Se rispondono a verità le indiscrezioni riportate sulla stampa, in merito all’esistenza di un progetto finalizzato all’abolizione delle Province o dei Consigli provinciali, quali siano le motivazioni alla base di tale progetto, se e come si intende rimodulare le competenze attribuite alle Province dalla Lr 9/2006 e quali misure la Giunta intende adottare al fine di tutelare il diritto alla rappresentanza democratica delle popolazioni delle Province sarde”.
Mentre, dall’altra parte, Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione, sottolinea come il suo partito sia favorevole all’abolizione delle Province, affermando che “Sardigna Natzione Indipendentzia (Sni), prende netta posizione a favore della proposta, formulata da Soru, di abolire l’inutile Ente Locale Provincia, e propone che al suo posto venga istituita “Sa Corona De Sas Comunas” (La corona dei comuni), formata dall’assemblea dei sindaci delle comunità che fanno parte delle zone storiche della Sardegna”.
Si preannuncia quindi una nuova battaglia all’interno del Consiglio Regionale. Oggetto del contendere: le province della Sardegna e, quindi, anche la Provincia del Sulcis Iglesiente.

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SPORT: CALCIO – Coppa Italia: Carbonia ancora avanti

18 Settembre 2006 Commenti chiusi

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CALCIO

COPPA ITALIA

CARBONIA ANCORA AVANTI
Rigori ancora favorevoli alla squadra di Murroni

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INTERVENTI – Emergenza Sulcis. Serve una convergenza di forze

15 Settembre 2006 1 commento

INTERVENTI

EMERGENZA SULCIS. SERVE UNA CONVERGENZA DI FORZE
(Tore Cherchi, Sindaco di Carbonia)

Siamo in mezzoal guado. Per uscire dalla crisi sono necessarie più risorse, più investimenti, per esempio nella cultura e formazione.

La crisi del Sulcis è riassunta dal fatto che abbiamo il tasso di riduzione della popolazione più elevato della Sardegna. Un chiaro indicatore di malessere sociale. Vi è un saldo negativo in percentuale per quanto riguarda il flusso migratorio. È un indicatore che persiste da diversi anni e deve far preoccupare non solo gli amministratori locali ma anche quelli regionali. Anche se credo che sia un elemento non riconosciuto a sufficienza. Per affrontare la crisi penso dunque sia necessaria una convergenza di forze. Serve un tavolo di lavoro. Ora viviamo una fase di transizione. Il Sulcis ha un modello di sviluppo imperniato sull’industria, ma le grandi fabbriche non sono più in grado di rispondere alle esigenze del territorio: non creano nuova occupazione. Al massimo la mantengono. Come uscirne? Abbiamo grandi potenzialità, ma usando una metafora aviatoria, bisogna tenere acceso il motore dell’industria perchè se si spegnesse ci sarebbe una caduta in picchiata. Nel frattempo si deve potenziare il terziario. Se consideriamo i servizi di mercato, esclusi quelli commerciali (supermercati, negozi), nel Sulcis siamo sotto del 25%. Significa che abbiamo spazi di crescita in questo settore. Lo stesso vale per il turismo, per l’agroindustria. Ma per passare a una situazione nella quale il modello di sviluppo sia corretto, è necessario che la Regione riconosca che occorrono risorse straordinarie da investire per esempio nella cultura, nella formazione. Per ritornare all’industria, una sua caduta, porterebbe all’impoverimento di tutta l’economia sarda. Infatti, da solo, il settore industriale di Portovesme vale molto di più di tutto il comparto agricolo regionale. Perciò bisogna risolvere la questione energetica. Penso si possa fare, affrontando il problema sul piano politico. In passato l’abbiamo risolto per l’Alumix. C’è poi il precedente Spagna. Gli sgravi energetici però servono per un transitorio. Poi si deve dare una soluzione strutturale con il progetto energetico sul carbone. Ed è positivo che la Regione abbia annunciato che il bando è in rampa di lancio.

Tore Cherchi, Sindaco di Carbonia
IL GIORNALE DI SARDEGNA – 15 Settembre 2006

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