Home > Senza categoria > ON THE MAGAZINES – Una regione poco abitata ma ricca di Province

ON THE MAGAZINES – Una regione poco abitata ma ricca di Province

1 Settembre 2006


RUBRICA : ON THE MAGAZINES

“On the Magazines” : la rubrica della GA che vuole ricercare e pubblicare tutti gli interventi sul Sulcis-Iglesiente pubblicati su giornali, riviste, libri, internet o altro.
Per vedere come il nostro territorio viene descritto e fotografato da “quelli che ci vedono da fuori”.

TRATTO DA www.aprileonline.info

UNA REGIONE POCO ABITATA MA RICCA DI PROVINCIE
Sardegna. Mancano i fondi per i quattro enti amministrativi di recente istituzione. Il governatore Soru potrebbe essere tentato di cancellarli.

Durante l’ultimo question time alla Camera il deputato dell’Udeur Antonio Satta ha presentato un’interrogazione al governo sullo stato di emergenza relativo alla ripartizione dei fondi per le nuove province sarde della Gallura, del Sulcis, dell’Ogliastra e del Medio Campidano. Il vicepremier D’Alema ha risposto che l’unica strada per dare sostanza ma soprattutto fondi alle nuove province sarebbe quella di mettere in cantiere una nuova legge nazionale allo scopo di varare un provvedimento ad hoc capace di trasformare in province “statali” quelle che sono state votate solo con una legge “regionale”. Un percorso che potrebbe generare un’attesa di molti anni. D’Alema ha sottolineato la necessità di procedere a un’intesa con la Regione e gli enti locali interessati per mettere a punto una specifica norma di legge per disciplinare la ripartizione dei trasferimenti statali. Sempre il ministro degli Esteri ha voluto ribadire come il governo tenga in grande attenzione i problemi connessi al funzionamento delle nuove Province sarde e gli inevitabili disagi e le incertezze derivanti ai cittadini dall’attuale situazione, e che per questo motivo si sia già allestito un apposito tavolo di confronto tra esecutivo, Regione Sardegna e amministratori delle nuove province che ha già cominciato la discussione. Queste difficoltà in realtà non sono nuove, anche perchè vi sono delle incongruenze derivanti dalle prerogative e dalla potestà legislativa speciale della Sardegna, ribadite anche dalla Corte Costituzionale, che già due volte – nel 2001 e nel 2003 – si è pronunciata contro il Governo, allora con una maggioranza di centrodestra, riconoscendo le ragioni istituzionali della Sardegna su questa materia.

Tutto nacque da una discutibile iniziativa referendaria trasversale di qualche anno fa, che attraverso un referendum regionale (scarsamente partecipato) vide l’istituzione popolare di questi nuovi enti intermedi. Un’operazione chiaramente opinabile non foss’altro per l’esiguità della popolazione sarda e per una densità tra le più basse tra le regioni italiane. E’ accaduto così che, per l’ennesima volta, concetti importanti come quello del decentramento siano stati applicati in maniera approssimativa e senza una evidente logica di utilità. Naturalmente la classe politica si è ben guardata dal criticare questa operazione, allettata anche dalla possibilità di veder distribuiti incarichi e prebende. Non è un caso, forse, che anche per questo la vita politica sarda, se si eccettua un certo dinamismo dell’esecutivo regionale, sta conoscendo una stagione di profondo appannamento, con partiti, compresi quelli del centrosinistra, incapaci di mettere in pratica un’azione politica di ampio respiro che vada al d là delle vicende legate alle varie campagne elettorali.

Il presidente Soru sembrerebbe tentato di cancellare queste nuove realtà istituzionali, da lui mai molto amate, e la mancanza di fondi farebbe veramente propendere per questa soluzione. Le casse del governo centrale, impegnate nel difficile risanamento dei conti pubblici, non sono certo pronte a caricarsi di un onere annuo così gravoso, per non parlare di quelle regionali. L’unica soluzione sembra essere quella di continuare con la spartizione della torta tra tutte le otto province, ma il problema è che nessuno è disposto a cedere il proprio patrimonio di risorse umane e di sedi per venire incontro alle esigenze dei nuovi arrivati. Questo esempio proveniente dalla Sardegna dimostra che per portare questo paese su standard europei servirebbe anche una robusta cura e un forte ridimensionamento di tutte quelle strutture istituzionali e politiche dalla utilità molto discutibile.

Gianluca Scroccu – TRATTO DA www.aprileonline.info

- LEGGI LE NEWS
- DISCUTINE SUL FORUM

SPONSOR
DADA MOBILE
SCEGLI E SCARICA GRATIS LE TUE SUONERIE

I commenti sono chiusi.