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LETTERE ALLA GA – Sulla Provincia

6 Settembre 2006

LETTERE ALLA GA

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SULLA PROVINCIA

C’è un controverso ente politico che in gran parte dei Comuni del Sulcis Iglesiente (esclusa ovviamente Carbonia e neanche tutta Iglesias, forse Portoscuso) quasi non puoi pronunciare senza sentirti scatenare addosso una cascata di improperi e un putiferio di male parole: provincia di Carbonia-Iglesias.
Conosciamo tutti la discussa e discutibile genesi della provincia del Sulcis Iglesiente: essa nacque da una controversa iniziativa referendaria trasversale di qualche anno fa (giugno 2001), che attraverso uno scarsamente partecipato referendum regionale vide l’istituzione popolare di altri 4 enti intermedi.
Operazione chiaramente opinabile non foss’altro per l’esiguità della popolazione sarda e per una densità tra le più basse tra le regioni italiane: naturalmente la classe politica si è ben guardata dal criticare questa strana operazione, allettata anche dalla visione di nuovi incarichi e prebende a portata di mano.
Infatti quando nascono praticamente dal nulla nuovi enti politici creati un po’ forzatamente diciamo la verità (prova ne sia la bassissima affluenza alle urne per eleggere i rappresentanti provinciali come si diceva) si sente sempre puzza di bruciato: alzi la mano chi non ha sempre avuto la sensazione di aver assistito alla nascita di un improbabile carrozzone venuto alla luce per sistemare i trombati alle amministrative di turno: nel caso della Provincia di Carbonia Iglesias una manipolo di ben intenzionati dall’incerto pedigree politico con la tessera di questo o quel partito ma privi di reali competenze.
A ciò si aggiunga l’ulteriore aggravante costituita dallo scetticismo del presidente Soru (e delle più alte cariche del Governo Italiano, ricordate la chiosa di D’Alema secondo la quale le nuove provincie sarde non hanno cittadinanza costituzionale in quanto non esiste una legge nazionale che le legittimi?) che sembrerebbe tentato dal cancellare queste nuove realtà istituzionali, da lui mai molto amate, e la mancanza di fondi nelle casse regionali farebbe veramente propendere per questa soluzione. A perplessità aggiungiamo ulteriore scetticismo con le casse del governo centrale, impegnate nel difficile risanamento dei conti pubblici, che non sono certo disposte a caricarsi un onere annuo così gravoso.
Per dirimere la controversia tra difensori dell’Ente e suoi detrattori basterebbe mettere quindi sul piano della bilancia le cose fatte dalla stessa dopo un anno di lavoro amministrativo (qualcosina si sarebbe dovuto fare).
Per farlo bisognerebbere lasciar perdere gli spot elettorali di Canale 40 fatti di auto-referenziali interviste al presidente Gaviano e la scontata accusa di sperpero di denari pubblici per pagare stipendi di migliaia di euro ai nostri governanti provinciali.
Un utile aiuto può essere il sito della Provincia di Carbonia Iglesias visto che sulle più importanti reti e giornali nazionali la questione non esiste in quanto la Provincia stessa, come dicevamo, è illeggittima per lo stato italiano e su quelli regionali essa è trattata alla stegua di mera notiziola accessoria.
Cosi tra una delibera che prevede pingui rimborsi per le trasferte istituzionali e un piano turistico locale che risulta carta morta per mancanza di fondi; tra un rapporto d’Area ma realizzato dal Centro Regionale di Programmazione e varie iniziative a termine come vari progettini sull’Ambiente e sull’inserimento lavorativo di (pochi) soggetti svantaggiati qual’è alla fin fine la questione la questione più interessante per i giovani disoccupati del Sulcis ?
Ma ovvio: è quella relativa ai concorsi per laureati a tempo determinato banditi dalla Provincia del Sulcis Iglesiente.
Tutto alla luce del sole dunque quindi e tante opportunita lavorative per tutti ?
Ma nulla di tutto ciò perchè siamo stati inondati da una marea di contratti a termine di 6 e 24 mesi che sono un esile palliativo di fronte all’emorragia di giovani sulcitani che continuano ad emigrare e non possono certo aspettare i risultati della Progettazione Integrata.
Inoltre si parla di parole grosse volate tra gli stessi esponenti di maggioranza e/o minoranza sul modo di espletare i concorsi. Si spera quindi che i nostri amministratori non si stiano già adoperando per sistemare i propri personalissimi accoliti in questi tanto agognati posti pubblici.
Non vorremmo assistere all’ennesima fregatura, alla patetica messinscena di vedere ingegneri e/o geometri, psicologi e/o pedagogisti provenienti dai paesi dei nostri amministratori e assessori, alla faccia di coloro che hanno studiato e posseggono un buon curriculum, alla faccia della trasparenza e onestà amministrativa e che rischiano di stare alla finestra di fronte a questa opportunità, seppur a termine.
Se così fosse il futuro prossimo prevede una marea di ricorsi che paralizzerebbe l’attività amministrativa della provincia: almeno questa è la nostra minaccia se tutti i più elementari requisiti di trasparenza non verranno rispettati.
Se questi foschi presagi si avvereranno sarà un duro colpo per una Provincia sorta tra tante perplessità continuerà magari a vivacchiare sotto un cono d’ombra fatto di tanti, troppi sospetti e maldicenze.

Un gruppo di giovani laureati del SULCIS

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  1. Il Laureato
    7 Settembre 2006 a 18:59 | #1

    E di cosa ci stupiamo?
    una banda di inetti che si prendono lo stipendio e si grattono i maroni..
    Io ho fatto la domanda e sono pronto a fare ricorso se sento puzza di bruciato…
    Non gliela faccio passare liscia!!!!!!!!!

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