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Archivio 29 Settembre 2006

L’ANGOLO DELL’UOMO NERO – Alcuni pensierini sotto l’ombrellone

29 Settembre 2006 20 commenti


L’ANGOLO DELL’UOMO NERO

ALCUNI PENSIERINI SOTTO L’OMBRELLONE

Quando si vuole coprire o giustificare certo colpevole lassismo, un periodo nel quale non si è fatto granchè per accidia – in verità, nel novero dei solerti osservanti delle leggi di Murphy mi ci metto pur’io – un continuo procrastinare decisioni anche importanti si dice sovente che è stato un periodo di transizione.
E di periodo di transizione si è parlato spesso durante l’estate per giustificare certe prese di posizioni o meglio, certe mancate decisioni che abitualmente sono assunte in periodi dell’anno più freschi: non sia mai che il sole batta in testa di qualcuno e lo induca a passi falsi deleteri in qualche privatissimo affare o in qualche futura campagna elettorale.
Perché ormai l’abbiamo capito tutti, riferendoci alla res politica, ormai siamo persi in un’eterna campagna elettorale.
Nondimeno non sono mancati occasioni di riflessione di una certa importanza durante l’estate.
E poiché un episodio è tale perché isolato dal contesto, due danno sicuramente da pensare, più di due sanno di puzza di bruciato che, per chi ha la vista lunga e l’olfatto fino, presagiscono a nulla di positivo per la lunga stagione invernale che ci aspetta vediamo un po’ quali spunti ci ha riservato la canicola estiva.
Primo pensierino.
Ormai abbiamo appurato che in Italia il concetto di giustizia è relativo, ondivago e questo deplorevole andazzo – elevato a rango d’istituzione dal Governo Berlusconi nel modo che tutti sappiamo – sembra non sia cambiato granché con l’avvento della sinistra al governo.
Tah-da, pronti e via!
Subito l’alibi bipartisan per il super-indultone estivo: le carceri erano superaffollate di poveracci che a lungo andare avrebbero causato grossi problemi sanitari e di ordine pubblico.
Perché allora, se illustri giuristi quali ad esempio il GuardaSigilli Mastella da Ceppaloni proponevano solertemente di svuotare le carceri, hanno escluso dall’indulto molti reati per i quali molti sono detenuti, mentre vi hanno inserito molti reati (quelli contro la pubblica amministrazione, quelli finanziari, societari e fiscali, gli omicidi colposi per le “morti bianche” sul lavoro) per i quali sono detenute poche decine di persone ?
Misteri della fede (cieca) nella dottrina dei partiti e in qualche bacino elettorale da blandire a tutti i costi a costo di sconfinare nell’illegalità istituzionale.
Quindi possiamo evincere che i Nostri benemeriti hanno deciso di dire basta a certa etica piagnucolosa e demodè alla Berlinguer, utilissima in tempi di campagna elettorale ma deleteria se in ballo ci sono grossi interessi bipartisan di grosse lobby economiche.
In altri termini ci dicono neanche tanto tra le righe (felicissimo di essere smentito a breve) che per tenerci buoni il Cavaliere e il suo 49,8% e rotti d’elettori assisteremo ad altri orrori simili.
Una mano lava l’altra quindi: e nuovi Ponzio Pilato, oggi come allora pagati dallo Stato, continueranno imperterriti a fare danni a più di 2000 anni di distanza.
Chiamate il Guiness.
Intanto sembra dimenticata tra la piega di un foglietto stinto sul quale sono vergati i nuovi membri del consiglio d’amministrazione RAI e il tentativo filosofico di capire perché in Iraq no e in Libano sì (io vedo sempre e comunque ragazzi italiani che rischiano la pelle a meno che i vessilli dell’ONU siano a prova di kamikaze ) – argomenti pressanti a onor del vero – l’”accessoria” necessità di modificare-abrogare la legge Biagi e quindi il precariato giovanile con le sue decine di migliaia di nuovi schiavi legalizzati.
Se questo è l’inizio ne vedremo delle belle.
Seconda querelle sotto l?ombrellone.
Sembra, ma la mia può essere solo una semplice sensazione, che la Sardegna abbia finito di essere lo zerbino sul quale molti insolenti continentali si puliscono i piedi durante l’estate: ricordate gli infausti tempi di Pili spernacchiato (PRRRRRRR..E’ arrivato er sardignolo!!!!) mentre faceva anticamera nei Ministeri romani ?
E avete presente la pietra dello scandalo estiva ?
Un signore brizzolato tale Briatore del quale ancora oggi non ho capito i meriti e i talenti, un po’ appesantito e avanti con gli anni alla maniera dei playboy alla Onassis d’annata ma con atteggiamenti alla Al Capone-DeNiro de Gli Intoccabili (sei tutto chiacchiere e distintivo!!) si lamenta delle tasse sul lusso, compra intere pagine di giornali sardi e nazionali per insegnare al mondo cosa sia la sardità, quale bene abbia fatto, Lui e Lui solo, alla Sardegna grazie al suo codazzo di “vipperia” fatto di letterine, veline, costantini vari e quale danno stia facendo Soru – un parvenu milanese qualsiasi mi pare – all’Isola con uno stillicidio di tasse inique che farebbero scappare i turisti a beneficio di Corsica, Croazia, Dalmazia e Grecia.
Nel frattempo un bicchiere d’acqua al Billionaire, lavato dopo l’uso da lavapiatti sardi stagionali costa 50 euro e una bottiglia di champagne – avessi detto spumante – professionalmente servita da camerieri sardi costa quanto la tassa per uno yacht di 16 metri ovvero 15.000 euro.
Per inciso i turisti continuano a venire in frotte in Sardegna anche con le proprie barchette di 20 e passa metri come la maggior parte dei porti turistici sardi possono confermare.
Qui prodest ?
Non certo ai sardi stufi (?) di conquistatori a buon mercato che agitano lustrini e pailettes con gli autoctoni pronti ad abboccare in cambio d’acque smeraldine e scorci di paesaggio incontaminato.
Quindi: Piano Paesaggistico ultra conservatore? Tasse sul lusso ?
Ma ben vengano se servono a far rialzare la schiena ai sardi e a ricordare fuori dall’Isola che c’è un bene non negoziabile, non in locazione e neppure in usufrutto che è la Terra Sarda.
Terzo ed ultimo pensierino: siamo Campioni del Mondo.
Bene, bravi, bis magari tra 24 anni.
Ma non è che tra un tricolore sventolato un po’ troppo allegramente e troppe bollicine che ci obnubilano il cervello stiamo dimenticando troppo frettolosamente il marcio che sta innervando da tempo il nostro Beneamato Calcio: o vogliamo trastullarci nell’illusione che tutto è stato risolto con quella pantomima messa in atto quest’estate dalla FIGC (Palazzi non ti hanno proprio dato retta, eh ?) tra rimandi (a quel paese preferibilmente) tra Giustizia Sportiva e Ordinaria ?
Non è che quasi quasi ci fa un po’ pena quel candido esemplare di essere umano di Moggi che ha perso perfino l’anima, poveraccio (non è che l’ha venduta al diavolo per svariati milioni di euro ?) perché secondo certa cultura italiota doveva essere più furbo di tanti altri furbi e quindi in fin dei conti giustificabile ?
Non è che gattopardescamente tutto è cambiato per ricominciare come prima (una faccia nuova su tutte, Matarrese, ommioddio!) e che presto rivedremo nuovamente le solite furbate burocratico-giuridico-amministrative, le solite simulazioni, le solite contestazioni violente dei tifosi, i soliti processi con annessi appelli e contrappelli vari, agitati dal Biscardi di turno ?
E non è che quel marcio si è trasmesso semplicemente anzi naturalmente, per osmosi da altri ambienti improponibili quali certa politica clientelare, certa burocrazia statale incompetente e pigra, certa imprenditorialità priva di scrupoli ?
Cari amici della GA non vedete come me una diabolica trama comune tra le vicende ?
E tra tanti altri scandali che continuano a scoppiarci in faccia come bubboni violacei in suppurazione (accendete ora la TV e ne sentirete delle belle!!). Non vedete che il sistema sta andando in tilt e noi siamo complici se continueremo ad accettare certo malaffare, certi comportamenti che continuano a rimanere impuniti perché considerati normali poiché “tanto quelli (Previti? Erika? Berlusconi? Moggi? Andreotti? Sofri?) la fanno sempre franca ?”.
La verità è che, in questi casi, dire “cosi fan tutti” equivale a dire “non è successo niente” e ognuno di noi ha le sue colpe in proporzione: e questo vale per il politico che salvaguarda il proprio ciarpame elettorale alla faccia della giusta decisione, come per chi truffa i bilanci per comprare il campione celebrato, come per chi butta a terra il fazzoletto dopo essersi pulito il naso.
E occorre una buona volta ammettere che certe pubbliche gogne come Piazzale Loreto, come Hammamet, come i ciclici cambi del Governo ancora non sono bastate e ancora non bastano per ricostruirci una coscienza immacolata.

L’Uomo Nero