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CRONACA – Il Sulcis Iglesiente si ferma per un grande sciopero

18 Ottobre 2006


CRONACA

IL SULCIS IGLESIENTE SI FERMA PER UN GRANDE SCIOPERO
Due treni speciali i manifestanti da Carbonia e Iglesias a Cagliari

Oggi, mercoledì 18 ottobre tutte le attività produttive del Sulcis Iglesiente si fermeranno di 24 ore e il Sulcis Iglesiente scenderà in piazza, a Cagliari, di fronte al palazzo della Regione per un grande sciopero generale.
Stamattina due treni speciali sono partiti dalle stazioni di Iglesias e Carbonia, insieme a numerosi pullman carichi di manifestanti, per raggiungere il capoluogo sardo e protestare contro il governo
e la giunta regionale incapaci e indifferenti di fronte ai numerosi problemi che attanagliano il nostro territorio. La manifestazione è stata promossa dai sindacati.
C’è molta attesa per vedere come sarà la partecipazione a questo sciopero, che i sindacati si augurano numerosa. Si prevedono almeno tremila persone per il raduno in Piazza del Carmine da dove si muoveranno in direzione di viale Trento, dove appunto ha sede il palazzo della Regione. Lì parleranno il segretario regionale della CGIL, Giampaolo Diana, e i segretari territoriali di UIL e CISL, Mario Crò e Antonello Corda. I sindacati hanno ribadito l’importanza di questo sciopero, dovuto all’inerzia della politica nazionale e regionale che da tantissimi anni non ha saputo e voluto dare risposte concrete alle necessità del Sulcis Iglesiente, un territorio che possiede una percentuale di disoccupati tra le più alte d’Italia.
Oggi, almeno nelle intenzioni degli organizzatori dello sciopero, dovrebbe essere l’intero territorio della giovanissima Provincia del Sulcis Iglesiente a fermarsi, in quanto dovrebbero (il condizionale è sempre d’obbligo) aderire i sindaci dei Comuni del territorio, ma anche i commercianti, le associazioni, la Chiesa e gli studenti.
Una protesta contro il disagio, le difficoltà che il Sulcis Iglesiente vive ogni giorno, in tutti i settori. Un’economia ai limiti del collasso che ormai da troppo tempo non decolla, ma anzi continua a peggiorare. Nessuna risposta da parte delle Istituzioni. Nessuno sviluppo.
Una situazione divenuta insostenibile. La politica non ha mai dato risposte o avviato seri progetti di sviluppo per questa zona così depressa e il mondo imprenditoriale non ha programmato piani concreti di consolidamento e di sviluppo di qualsiasi tipo di attività produttiva. A tutto si aggiunge il ritorno della terribile piaga dell’emigrazione delle forze lavoro alla ricerca del miraggio di un lavoro.
Lo sciopero di oggi vuole essere un segnale forte affinchè le Istituzioni, dallo Stato alla Regione, si rendano conto che il Sulcis Iglesiente c’è, vuole svilupparsi e soprattutto vuole risposte.

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  1. blanze
    23 Ottobre 2006 a 21:35 | #1

    dov’era Epifani Pezzotta en company Evviva i sindacati)

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