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Il Sulcis-Iglesiente scende in piazza: «Chiediamo occupazione e sviluppo»

19 Ottobre 2006

IL GRANDE SCIOPERO

IL SULCIS-IGLESIENTE SCENDE IN PIAZZA
«CHIEDIAMO OCCUPAZIONE E SVILUPPO»

La manifestazione. In quattromila a Cagliari per protestare contro la Giunta

Nel corteo partito da piazza Matteotti sindaci, amministratori provinciali e consiglieri regionali del territorio.
Ma in provincia l’iniziativa dei confederali si dimostra un flop: poche serrande abbassate, molti uffici aperti.

Il Sulcis incrocia le braccia e scende in piazza nel giorno dello sciopero generale. La disoccupazione crescente, la crisi dell’industria, la mancanza di risposte ai vari problemi che attanagliano il territorio hanno portato ieri a Cagliari circa 4 mila e 500 persone, secondo il sindacato. Tremila secondo la Questura. Si sa: di regola i dati diffusi delle forze dell’ordine e quelli degli organizzatori non coincidono mai.

UN CAMIONCINO, sul quale sventolano le bandiere di Cgil, Cisl e Uil, apre un corteo lungo e chiassoso. Nell’aria le note della canzone popolare ?Procura de moderare barone sa tirannia?. Musica che si mischia a un coro di fischietti e voci al megafono. Bandiere, striscioni e rabbia sfilano per le vie del capoluogo. Gente e slogan rigurgitati verso le 10 del mattino da una decina di autobus, da due treni e dalle automobili arrivate dal sudovest sardo. Solo mezz’ora più tardi la fiumana parte dalla stazione dei treni in piazza Matteotti e si dirige verso piazza del Carmine. In prima fila spiccano i 23 sindaci del Sulcis, armati di fascia tricolore. Tra loro il presidente della Provincia di Carbonia- Iglesias Pierfranco Gaviano, affiancato dalla giunta quasi al completo. Poi i consiglieri regionali Antonio Calledda (Ds), Francesco Sanna (Margherita) e Claudia Lombardo (Fi) e numerosi amministratori comunali. La Uil porta alto un enorme cartellone con la figura del presidente della Regione Renato Soru, vestito da imperatore, sopra il quale si legge: ?Non siamo tuoi sudditi?. In piazza del Carmine il corteo sosta per qualche minuto davanti al palazzo della Rappresentanza del governo, poi passando per viale Trieste, la lunga marcia si ferma definitivamente sotto il palazzo della Regione. Nonostante i vari cori contro il governatore, in molti sottolineano che la manifestazione non è solo un atto di protesta: «Ma soprattutto di proposta», precisa il sindaco di Carbonia, Salvatore Cherchi, neo presidente Anci. «Per rilanciare l’economia sulcitana serve un programma per lo sviluppo e più investimenti».
I sindacati chiedono l?intervento di Regione e Governo nazionale per risolvere il problema degli alti costi dell?energia, del risanamento ambientale e delle infrastrutture che mancano. E che non si dimentichi chi opera nella formazione professionale. Poi ci sono i 400 lavoratori del parco Geominerario che rischiano il posto così come i lavoratori della Ila e della Ali.
Tra la folla si intravede Claudio Giorgi, segretario regionale del Pdci: «Chiede alla giunta di impegnarsi a risolvere i problemi di questi lavoratori». La manifestazione si conclude con i discorsi dei segretari territoriali della Uil Mario Crò e della Cisl Antonello Corda. Poi è la volta del segretario regionale della Cgil, Giampaolo Diana, che esige «più rispetto per chi rappresenta i lavoratori. Siamo stati costretti a scioperare». Se la manifestazione è andata bene, nel Sulcis solo poche serrande sono rimaste abbassate.E molti uffici sono restati aperti.

SORU SNOBBA IL SIT-IN E PARTONO LE UOVA CONTRO I VETRI DEL PALAZZO REGIONALE
Il malumore. Una delegazione è partita per Roma e oggi manifesterà davanti a Palazzo Chigi

Tra i giovani la paura di non trovare un lavoro.
Il presidente Gaviano: puntiamo sull’industria.

Hanno ottenuto un primo risultato i sindacati. Soru incontrerà i rappresentanti dei lavoratori il 26 ottobre alle 16 nella sede della Presidenza. Cgil, Cisl e Uil sono soddisfatte di com’è riuscita la manifestazione a Cagliari. C’era chi si aspettava più partecipazione. Ma tutto sommato è andata bene. «Non è facile mobilitare la gente. Quattromila e passa persone sono un buon risultato» ha affermato Roberto Straullu della segretaria regionale della Uil.
Il malumore di un’intera provincia si è riversato ieri per le vie del capoluogo. E si è scagliato sotto forma di uova, contro i vetri del palazzo della Regione poco prima che il comizio della Triplice terminasse. Il lungo corteo, che ha affollato il tratto finale di viale Trento, per un’ora circa, era partito da piazza Matteotti. Con i sindaci che hanno affiancato i lavoratori, i disoccupati, gli studenti e i rappresentanti della formazione professionale. Alla partenza erano i primi cittadini ad aprire la sfilata, ma pochi minuti dopo l’inizio della marcia, sono stati letteralmente sorpassati dal sindacato. Sorridono due ragazze dell’Ipia. «Speriamo che questa manifestazione porti buoni frutti». Sono preoccupate per il loro futuro Sara Puxeddu e Milena Pinna, 16 anni: «Non vediamo l’ora di diplomarci per trovare un lavoro». Non ci pensano proprio ad andare all’università: «Conosco laureate che puliscono le scale». Giuliano Usai invece è iscritto in Scienze politiche ed è il portavoce regionale degli ?Studenti di sinistra?: «Siamo qui perchè crediamo nella necessità di stimolare la giunta a fare di più. Sono state aperte troppe vertenze e non se n’è chiusa una». Il presidente della Provincia Pierfranco Gaviano è convinto che il futuro non possa prescindere dall’industria: «Bisogna tenerla in vita è il volano dell’economia del Sulcis». Poco distante da lui il presidente del Consorzio industriale Ignazio Cuccu. Più in là alcuni assessori comunali.

RIFONDAZIONE COMUNISTA distribuisce volantini a sostegno dello sciopero. Paolo Dessì sindaco di Sant’Anna Arresi, forzista, cammina affianco a Ignazio Atzori primo cittadino di Portoscuso. Entrambi condividono «la necessità di dare risposte urgenti al territorio». Sfila lo striscione dei disoccupati di Portoscuso, che da due settimane presidiano il municipio. Verso l’una la manifestazione si chiude. Tranne per una trentina di rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Cub che, per far sentire la propria voce, sono partiti per Palazzo Chigi. E oggi insceneranno una nuova protesta.

( Tratto da IL GIORNALE DI SARDEGNA )

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  1. ALDO
    21 Ottobre 2006 a 12:33 | #1

    NEGOZI E UFFICI APERTI!
    CHE SCIOPERO ERA?

I commenti sono chiusi.