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POLITICA – Regione: 3 tavoli tecnici per salvare il Sulcis

30 Ottobre 2006


POLITICA

REGIONE: 3 TAVOLI TECNICI PER SALVARE IL SULCIS

La Regione istituirà tre tavoli tecnici per affrontare nei prossimi giorni le tre questioni centrali per il Sulcis, quella dell?energia e del rilancio dell?industria, il tema delle bonifiche e della riconversione delle aree minerarie, e quello delle infrastrutture materiali e immateriali del territorio. E? l’esito dell?incontro fra gli amministratori locali del Sulcis e i sindacati territoriali con il Presidente della Regione, Renato Soru, e l?assessore all?Industria Concetta Rau. All?incontro erano presenti fra gli altri il presidente della provincia di Carbonia e Iglesias, i sindaci delle due città, Tore Cherchi e Pierluigi Carta, il consigliere regionale Francesco Sanna.

CAGLIARI - Un lavoro di alcuni giorni, in vista dell?incontro del 31 ottobre a Roma con il ministro Bersani, al quale la Regione, i sindaci e le organizzazioni sindacali arriveranno con una posizione unitaria sulla prima delle tre questioni, quella dell?energia, alla quale sono state dedicate molte ore del lungo incontro di ieri sera.

Il Presidente Soru ha fatto il punto del lavoro che si sta compiendo, a livello del governo, per allargare il fronte a difesa dell?industria energivora europea, alla quale sembra legata la sorte di quella sarda. ?Si sta facendo forte anche in altri governi europei la convinzione che se se non si vuole smantellare una parte importante dell?industria, bisogna tenere conto dell?industria energivora, e delle esigenze che essa pone in relazione alle tariffe elettriche. Per noi, la Sardegna e il Sulcis, è una cosa impellente, per altri comincia a diventare un problema del quale stanno prendendo consapevolezza – ha detto Soru, informando gli amministratori e i sindacati degli incontri avuti nelle ultime settimane non solo con il ministro Bersani, ma anche con il vicepresidente D?Alema e con il ministro Emma Bonino, per chiedere loro un impegno che renda forte la posizione italiana a Bruxelles. Soru ha ricordato anche che la soluzione strutturale alla quale la Regione lavora senza indugi, passa attraverso l?Europa e per il bando internazionale della centrale a carbone, che è possibile che possa essere varato nelle prossime settimane e al quale hanno assicurato recentemente di partecipare sia l?Enel che Endesa. Da queste due stesse società il Presidente della Regione e l?assessore Rau hanno avuto conferma per la disponibilità ad accordi bilaterali che favoriscano in via transitoria l?energia per l?industria sarda a prezzi vicini al costo marginale. ?Una soluzione temporanea che ci permetta di arrivare vivi a quella strutturale – ha osservato – Non abbiamo perso un giorno nel preparare il bando, e se qualche giorno è stato perso ? ha aggiunto il Presidente della Regione ? è perché a qualcuno era venuto in mente di cedere i terreni dei quali faticosamente stiamo tornando in possesso, condizione imprescindibile per fare il bando?.

A proposito delle bonifiche, la Regione ha confermato tutto il proprio impegno innanzitutto perché l?Eni assuma tutta la propria responsabilità nei danni all?ambiente, per le aree abbandonate, e per le operazioni di privatizzazione sbagliate, come per la Scaini e Montefibre, e dove è stato lasciato un deserto da bonificare in termini ambientali e vaste zone della Sardegna in stato di crisi e senza prospettive di sviluppo e occupazione. ?Ma anche noi siamo disposti a fare sforzi importanti, e investire somme nelle bonifiche. Nelle bonifiche però ? ha detto Soru ? che vuol dire garantire sbocchi occupazionali ai giovani del Sulcis ma in un?attività reale della quale non si può più fare a meno. Che non è quella di continuare a mettere soldi pubblici in un pozzo senza fondo e senza che le bonifiche si facciano e nemmeno comincino. C?è bisogno che tutti noi abbiamo ciascuno per la parte che gli compete, un alto senso delle cose da fare. Un pezzettino di responsabilità ce l?abbiamo tutti – ha concluso il Presidente della Regione toccando il tema dei lavoratori socialmente utili e del mancato obiettivo della loro stabilizzazione, dopo anni di intervento pubblico.

Tratto da SARDEGNA OGGI NEWS

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