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POLITICA – Piano Energetico Regionale in Commissione

2 Novembre 2006

POLITICA

PIANO ENERGETICO REGIONALE IN COMMISSIONE

In questi ultimi giorni si è riunita la commissione industria in consiglio regionale per discutere del Piano Energetico Regionale.
I commissari hanno ascoltato le posizioni dei sindacati e dei rappresentanti dei produttori, che sottolineano gli aspetti positivi del Piano ma anche alcune questioni da approfondire meglio e magari da correggere. Tra i vari temi in discussione al primo posto c’è stato naturalmente quello riguardante le tariffe dell’energia, un tema che riguarda da vicino il polo industriale di Portovesme e le sue industrie cosiddette energivore. Altri temi discussi sono stati l’arrivo del metano ed il possibile utilizzo a fini energetici del carbone del Sulcis.
E nei prossimi giorni la VI Commissione, Industria, esprimerà il proprio parere sul Piano.
L’Enel, attraverso i suoi dirigenti Andrea Santucci e Giorgio Porcu, ha fatto notare come “forse il Piano non presta attenzione adeguata in alcune proposte alle reali condizioni di mercato”. Quanto alla questione dell’utlizzo del metano la posizione dell’Enel è che “produrre elettricità con esso costa più che con altre fonti, come ad esempio il carbone”.
Il presidente della Commissione Giovanni Giagu, in apertura dei lavori ha espresso le sue preoccupazioni affermando, come premessa, che il problema dell’energia sta diventando urgentissimo e che l’intero sistema industriale regionale rischia di essere messo in ginocchio a causa degli alti costi energetici. E sono proprio le industrie cosiddette energivore, cioè ad alto consumo di energia, che rischiano di più e sono già oggi in gran parte fuori mercato rispetto agli altri paesi industrializzati.
In questo contesto il Piano energetico regionale, predisposto dall’assessore all’industria Concetta Rau, diviene assolutamente essenziale per il futuro sviluppo industriale in Sardegna.
Giovanni Matta, segretario regionale Cisl, ha espresso con piacere il fatto che finalmente ci sia un documento su cui lavorare, dopo anni di assoluta carenza. Inoltre si è detto favorevole all’arrivo del metano, anche se sempre secondo Matta: “I costi non sono tanto diversi dagli altri combustibili petroliferi. Meglio puntare ad un sistema misto”. Giudizio positivo anche sul cavo sottomarino che collegherà la Sardegna al continente, e sull’intenzione di puntare anche sul carbone Sulcis.
Ignazio Cordeddu, segretario della Uil, ha analizzato la questione dell’utilizzo delle biomasse affermando che “non vediamo possibilità di un vero futuro in Sardegna; non è possibile immaginare una filiera agro-industriale per la produzione di energia”. Sull’eolico il parere è positivo ma, secondo i sindacati, la localizzazione dei parchi nelle aree industriali sarebbe negativa: non c’è abbastanza vento.
Secondo Cordeddu, il Piano ha però trascurato il problema delle infrastrutture, cioè le reti di trasporto. “Nel piano non c’è nulla al riguardo, ma nessuna attività produttiva ha futuro senza un adeguato potenziamento della rete”. Inoltre, c’è una questione di fondo che supera ogni altra: cioè il problema dei tempi. “Anche approvato domani, il Piano ha bisogno di 4 anni almeno. Senza un intervento radicale sui costi l’industria sarà presto, forse a dicembre al collasso”.
Infine Antonio Piludu, segretario della Cgil, ha una visione più positiva. Per lui “il piano è un’ottima base di partenza, ed il nesso fra energia e ambiente è fondamentale”. Piludu giudica positivamente l’attenzione che il piano energetico presta alle fonti rinnovabili ed all’utilizzo delle biomasse, la diversificazione energetica (elettricità-metano), l’impianto di gassificazione e l’attenzione verso il carbone.
Vedremo dunque nei prossimi giorni il parere della Commissione sul Piano Energetico Regionale. Di certo la questione è delicata e molto importante, in quanto da esso dipende il futuro di molte industrie in Sardegna.

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