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LETTERE ALLA GA – Cultura e Mediterraneo:una possibilità di sviluppo

11 Novembre 2006 3 commenti

LETTERE ALLA GA

CULTURA E MEDITERRANEO: UNA POSSIBILITA’ DI SVILUPPO
(di Alberto Murgia)

Mantova è una ridente città della Bassa Lombardia, cinquantamila abitanti, città medievale ispirò poeti e scrittori di ogni tempo. Baudelaire. Dickens. Palazzo Gonzaga, Palazzo Te. Bellissima.
D?inverno nebbia fitta, d?estate sciami di zanzare si alzano dalle zone umide e paludose circostanti per succhiare vene e tempie. Non certo un clima ideale, ma non siamo mica a Sant?Antioco.
Eppure ogni anno riescono ad organizzare uno degli eventi culturali più alti della cultura e della letteratura in Italia: il Festival della Letteratura di Mantova. Ho letto che quest?anno si sono registrate, nell?arco di una settimana, circa 70 mila presenze distribuite negli incontri con gli autori, i laboratori, i readings, gli spettacoli, i concerti che animano il Festival. Con le debite proporzioni, la ricezione turistica di Sant?Antioco non registrerebbe una simile cifra neppure in sei anni (sono esclusi dal campione gli ideatori e i partecipanti del Palio dell?Uovo). Eppure passeggiando per Mantova non si ha la sensazione che la salsedine del mare ti stia entrando nelle narici. Non si ha quel profumo intenso di corbezzolo e mirto che ti inebria i sensi. All?ingresso della città non ho visto neppure dei Fenicotteri Rosa, così riservati ed eleganti. Non ho mai visto colori come il bianco-pietra delle scogliere, turchese, verde intenso acceso, blu-scuro del mare profondo, né pescatori che ritornano al porto dopo una faticosa notte in mare. A Mantova, niente di tutto questo. Eppure, attraverso questo Festival, riesce a diventare una città cosmopolita, viva, fresca, centinaia di volontari animano questa meravigliosa festa della cultura e della vita sociale. Vi giuro che quando ho appreso che il Palio dell?Uovo, evento di punta della programmazione cultura e spettacolo del comune, sarebbe arrivato alla quarta edizione, mi sono vergognato. Buio pesto, come si dice a Carbonia. Quest?estate ho consigliato e mandato sulla mia isola circa una quindicina di turisti, abituati a palcoscenici marini degni di nota, Liguria, Rimini, le Marche: 28 euri due sdraie, spiaggie pubbliche di 4 metri, mucilaggine, acqua grigia metalizzata, parcheggio 5 euri, e ombrellone dritto nel culo. State tranquilli, dico io, fidatevi. Tornano. In trance, come se avessero trovato l?Eldorado, mi dicono mai visto qualcosa di simile, stupendo, meraviglioso.Un mare meraviglioso, un posto stupendo. Li incalzo. Cosa hanno organizzato? Spettacoli? Niente. Concerti? Niente. Ristoranti? Parecchi pessimi. Pro Loco? Ah, c?era la Pro Loco? Giudizio finale bella ma?Sprofondo, buio pesto come dicono a Carbonia. Su 15 solo due torneranno il prossimo anno, credo. Torniamo a Mantova.
Leggo il depliant dell?evento. In bella mostra, lo stemma di Mantova Cultura, poi di seguito MangiareaMantova.com, Provincia di Mantova sezione Turismo, Mantovabedandbreakfast.it, Società per il Palazzo Ducale di Mantova, Mostra Andrea Mantenga 2006. Non mollo, guardo il sito del Comune. Leggo Sistema Culturale, Poli Culturali, Sistema Museale, Accoglienza. In italiano e in Inglese. Concetti a me sconosciuti. L?ultimo depliant informativo sull?Isola di Sant?Antioco, a livello di grafica e di contenuti, faceva cagare. Non oso immaginare le menti bacate che abbiano potuto partorire uno scempio comunicativo di questo genere. Dopo trenta, dico trenta anni, entro nel Museo Archeologico di Sant?Antioco. Bello, vendita gadgets e libri, reperti e testimonianze millenarie che Mantova neppure si sogna. Bene, guida turistica, fenici qua corinzi là, molto competente per carità. Entrano due olandesi. Accompagnati da una coppia del posto. Panico Totale. Inglese. Io poco. Noio voulevons savuar! La guida farfuglia, ma ci pensano i miei concittadini a sbrogliare l?impasse.
Non state a preoccuparvi, già che gli parliamo in sardo già lo capiscono. Ehia dico io, senza qualcuno che parla almeno inglese in un museo, siamo proprio messi a fiori e a pois.
Dopo qualche impressione romanzata veniamo a qualche conclusione bella tosta che mi auguro possa diventare oggetto di dibattito e di discussione per tutti:

1) Contrariamente al nostro comune, Mantova dispone di persone culturalmente preparate, capaci ed intelligenti. Grazie ad un intuizione geniale come il Festival della Letteratura, registrano cifre di presenza che noi possiamo ricevere in sei anni. L?indotto economico che si ricava dall?evento del Festival in una settimana corrisponde al nostro fatturato turistico sviluppabile in tre anni da luglio ad agosto. Competenza, comunicazione, valorizzazione della storia e della cultura locale, hanno reso Mantova città dell?arte della Cultura al pari di Roma e Firenze. Se consideriamo per assurdo che, ogniqualvolta sbronzo, lungo la via Belvedere, camminavo sopra una tomba fenicio-punica sotto l?asfalto, allora qui ragazzi/e i conti non tornano. O qualcuno lavora male e ce lo si dice in onestà. Oppure ci si sta prendendo per il culo. Altro che Sindaco?, che insieme all?amministrazione deve dare l?impronta e l?impulso,..in Comune chiunque non renda un servizio utile e intelligente alla nostra comunità deve levarsi fuori dai coglioni, vada a pescare, a raccogliere vermi a Is Pruinis..ma se ne vada via. Dia le dimissioni. Acchiappi galline e polli. Tutti, dagli amministratori ai politici.

2) Dopo averci sparato nel culo e nel sangue piombo e leucemia, vedi Sardamag, abbiamo capito che per il nostro sistema economico l?industria pesante non sia particolarmente indicata. A fronte poi dei cambiamenti repentini dell?economia globale e quindi lo sviluppo delle attività legate al terziario, ai servizi, alla ricezione culturale e turistica, alla produzione immateriale e culturale mi pare evidente che nel nostro piccolo, l?Ufficio Comunale Cultura e Spettacolo, in un paese che vuole essere un polo culturale e attrattivo, ricopra un ruolo indispensabile e determinate. Ha una potenzialità essenziale di sviluppo economico senza precendenti, più dell?Amministrazione e Bilancio. Con intuizioni e scelte intelligenti può dare l?impulso affinché si creino attività ed esperienze di produzione di reddito legate all?ambiente, all?archeologia, alla cultura, allo spettacolo. Considerate che di tutto questo nella nostra Isola c?è pochissimo significa che siete incompetenti e non fate un cazzo. Andate mano nella mano, stile scolaresca, a Mantova a studiare come dall?arte e dalla cultura dalla storia e dall?archeologia si possa creare reddito, produrre ricchezza in un contesto rispettoso dell?ambiente! Reddito, capito? Non ci sono soldi dalla regione, questo qui questo là, l?assessore va qui va là, è ora che vi leviate dai piedi e veniate sostituiti da giovani, seri e con idee. Avete stufato con la vostra programmazione eventi estate 2007 da vecchi rincoglioniti, terza età, ballo liscio e mazurca con razzi nel culo a Ferragosto. E? ora di cambiare radicalmente. Fuori dalle palle, tutti.

3) Abolire la Pro Loco. Un ufficio che non serve ad un cazzo se non per piazzare qualche appartamento a qualche turista. Quello del posto dà la mancia e ecco che porta a casa il turista da spennare, 1500 euri una bettola due settimane. Neanche nel ventennio fascista esisteva un ente così superato. Ho conosciuto qualcuno in gamba ma avevano le mani legate, lodevoli alcune iniziative, pochi soldi, ma è una struttura che va radicalmente ammodernata e dotata di strumenti di comunicazione validi. Nell?era della comunicazione di internet e del villaggio globale veda di ridisegnarsi in una agenzia di comunicazione turistica, dotata di connessione internet Pc, sito web e brochure informative degne di un paese civile.
Se non sapete dove iniziare, invece di sbolognare costumi sardi e pane e pomodoro ai turisti, contattate e pagate un consulente come Alessandro Mereu (faccio il nome ma non si offenderà) consultate la sua tesi di Laurea ?Aspetti psicologici del Turismo. Una ricerca della zona di Sant?Antioco? oppure il suo geniale lavoro http://www.psicologiaturistica.it/.

4) Un comune , come Sant?Antioco, che individua nel territorio lo strumento attraverso cui sviluppare la propria economia locale, ha nel suo Ufficio Tecnico un potere importante e di vitale importanza. Curare l?aspetto architettonico di un paese a vocazione turistica, un immagine del paese, la salvaguardia del suo ambiente e degli abusivismi. Cosa vediamo?
Un ex responsabile tecnico infangato nello scandalo Mari Biu, una truffa colossale ai danni del Paese, in cui sindaco e amici si sono succhiati milioni per risanare l?area dell?ex Sardamag.
Licenze e permessi per costruire abusi edilizi in tutta l?isola. Via Grazia Deledda, grossa arteria del Paese, ridotta a mulattiera a prova di cingolati guerra Iraq. Un ragazzino, in paradiso, per colpa di una sfottuta buca assassina sull?asfalto. Il poligono di tiro, costruito nei pressi di Is Pruinis per esercitarsi a spararsi nei coglioni. Un albergo con piscina, a Coe Quaddus, costruito in una delle zone più belle dal punto di vista naturalistico e ambientale di tutta l?isola con permessi e licenze dell?Ufficio Tecnico. Tutte queste persone lavorano tranquillamente e con la loro intelligenza e la loro capacità si metteranno a disposizione delle prossime amministrazioni politica. Buio pesto, come si dice a Carbonia. Tabula rasa ragazzi e ragazze. Fino a quando, queste persone e i loro padrini politici continueranno a sedersi in quelle poltrone c?è poco da fare amici miei, nessun futuro, nessun sviluppo. Hanno fatto il loro tempo, hanno sbagliato troppo. È nostro compito metterli da parte, esautorarli da ogni potere decisionale attraverso il voto oppure con qualche ardito che gli colori la finestra dell?ufficio a suon di pomodori e gureu. Cerchiamo di spingere dentro quel sistema vecchio e stantio un giovane intelligente che sappia spezzare quell?ingranaggio di favori e clientelismi che si sono creati. Liberiamoci di quei cazzo di pensionati-politici che invece di sclerotizzare nelle panchine della Piazza girano con fogli e cartacce per il Comune, offrono colazioni in cambio di voti, promettono case popolari. Cari miei, va bene andare al voto. Ma se non abbiamo un momento in cui noi cittadini effettuiamo una verifica politica del loro operato che cazzo andiamo a votare a fare? A pagarli lo stipendio, seduti sulle loro scrivanie mentre noi ci sbattiamo a campare tra disoccupazione e crisi ?

5) Cultura e Mediterraneo. una possibilità di sviluppo. Siamo portatori di cultura e storia da secoli. Siamo immersi nel Mediterraneo da secoli. La materia prima della nostra ricchezza sociale è a portata di mano. Basta girare un po? nuraghi qui, spiagge lì, natura lì, prodotti sani, pesce, ospitalità. Mai usati con intelligenza, ma male e maldestramente. Bisogna cambiare radicalmente la mentalità e questo solo i giovani possono caricarsi il peso di questo cambiamento. Bisogna ideare, sostenere, creare esperienze e iniziative che auto-producano reddito dal nostro territorio. Incentivare e sostenere quelle persone e quei progetti che dalla valorizzazione del territorio possano creare possibilità di reddito, di ricchezza economica e sociale. Ho amici che conoscono l?isola di Sant?Antioco come le proprie tasche: strade, percorsi naturalistici, siti archeologici, luoghi di interesse ambientale. Ma perché non dare gli strumenti a questi ragazzi per auto-costituirsi in una cooperativa e valorizzare il patrimonio storico e archeologico del territorio? Creare cooperative che accompagnino il turista non a sciacquarsi le palle nel feudo di Baghino a Maladroxia ma che gli spieghino che Solki ai tempi dei Fenici era al centro del Mediterraneo? Che gli quegli ammassi di pietra in cima alle colline, i nuraghi, ci stanno lì chissà perché da migliaia di anni. Nessuno gli ha mai spostati. Eppure sono irraggiungibili e inaccessibili perché nessun deficiente ha mai messo un cazzo di cartello con su scritto: Qui c?è un cazzo di nuraghe che esiste da diecimila anni!

6) Recentemente leggo sul Giornale di Sardegna.: i lavoratori dell?Ila alluminio di Portoscuso non ricevono gli stipendi arretrati, si prospetta il blocco della produzione, chiusura aziendale.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione che attanaglia il Sulcis-Iglesiente, come cazzo è possibile che durante lo sciopero generale indetto dai Sindacati, le saracinesche dei negozi sono rimaste sollevate? Dove cazzo erano i disoccupati di Sant?Antioco, di Carbonia e del Sulcis?
Possibile che nessuno sia mai riuscito a censirli, a capire quanti sono e come cazzo fanno a campare? Possibile che in una situazione così tragica non sia mai emerso un cazzo di movimento di disoccupati organizzati che pongano il reddito e il lavoro come premessa indispensabile di sopravvivenza in un territorio sconquassato economicamente come il Sulcis?
Sta cazzo di Provincia è capace soltanto di organizzare sfilate per future galline Miss Sulcis-Iglesiente? O capire il disagio di migliaia di persone senza reddito. Disoccupati di Sant?Antioco, lavoratori saltuari e stagionali, senza reddito, precari/e Domenica 26 Novembre Finalissima Miss Sulcis Iglesiente 2006. Presso Pierre Pub Sant?Antioco. Accorrete tutti. Vogliamo lavoro o reddito per tutti. Uova marce o bulloni. Non importa. Ricchi premi e cotillons.
Saluti.

ALBERTO MURGIA

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