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Archivio 21 Novembre 2006

CRONACA – Servitù militari in Sardegna via dal Sulcis

21 Novembre 2006 1 commento


CRONACA

SERVITU’ MILITARI VIA DAL SULCIS
Dopo l’addio degli americani alla Maddalena il governo dovrebbe trasferire anche le attività di Capo Teulada

Le servitù militari presenti in maniera così massiccia in Sardegna saranno ridotte notevolmente. E’ questo uno dei risultati raggiunti dalla giunta regionale sarda nel braccio di ferro con il ministero della Difesa.
Dopo lo smantellamento della base militare americana alla Maddalena un’intesa siglata a Roma dal ministro Arturo Parisi e dal Governatore della regione Sardegna, Renato Soru, prevede che le forze armate lasceranno a breve altre tre strutture dislocate a Cagliari: la caserma Ederle, l’area del faro di Sant’Elia e il deposito di carburanti dell’aeronautica a Monte Urpinu.
Questo accordo dovrebbe però essere solo un primo passo verso lo smantellamento della maggior parte delle servitù militari presenti in Sardegna. La nota diffusa dal ministero subito dopo l’incontro Parisi-Soru dice infatti che «Il ministro Parisi ha consegnato al presidente Soru l’elenco degli immobili ubicati a Cagliari per i quali sono immediatamente avviate le procedure di dismissione. Con il prosieguo delle attività del gruppo di lavoro Difesa-Regione, costituito lo scorso giugno, saranno formalizzati gli elenchi relativi agli immobili dislocati nelle restanti aree dell’isola». Vengono anche specificate le contropartite che il ministero della Difesa ha chiesto alla giunta regionale sarda: «La Regione si impegna a bonificare, a proprie spese, i siti militari dismessi e a mettere a disposizione della Difesa, a Cagliari, un numero di alloggi per i militari impegnati nelle strutture dismesse pari a circa settanta, nonché circa 4.000 metri quadrati di magazzini da destinare ad attività logistiche».
L’argomento riguarda naturalmente da vicino anche il nostro territorio, vista la presenza del poligono di Capo Teulada, la grande area che occupa una vastissima porzione del basso Sulcis e un grande tratto di mare fra le coste di Sant’Anna Arresi e quelle di Teulada. In futuro anche il poligono di Capo Teulada dovrebbe essere dismesso, questo si evince dalla politica dell’attuale giunta regionale e dal proficuo incontro tra Parisi e Soru.
Il governatore Soru ha infatti annunciato che il governo italiano sta valutando di trasferire le attività dei poligoni di Capo Teulada appunto, ma anche di Capo Frasca (nella zona di Oristano), mentre resterà solo quello di Perdasdefogu-Quirra, nella Sardegna sud orientale, la più grande area militare d’Europa, centro di sperimentazione di armi top secret e di esercitazioni Nato.
Ma l’accordo Parisi-Soru resta storico: lo Stato comincia infatti a restituire i beni militari dismessi alla nostra Regione. La firma del documento e la consegna del primo elenco di beni è sicuramente un passo importante per la cessione definitiva ai sardi della tantissime zone occupate dalle servitù militari. Sono infatti oltre 35 mila gli ettari di territorio sardo sotto vincolo di servitù militare. Molto soddisfatto Renato Soru: “E’ una questione soprattutto di dignità ? ha detto il governatore della Regione – abbiamo avuto risposte sul riequilibrio delle servitù e attività militari nella Regione nell’ambito di una battaglia che sembrava velleitaria ma che invece sta ponendo le basi per lo sviluppo delle aree urbane”. Un successo per la giunta regionale.
Se davvero il poligono di Capo Teulada sarà dismesso, saranno tanti i risvolti che tale decisione avrà sul nostro territorio. Da questo primo risultato ottenuto da Soru sembra proprio che anche per le servitù militari di Teulada il destino sarà quello di abbandonare il Sulcis.

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