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Archivio Novembre 2006

EDITORIALE – Il Sulcis Iglesiente al collasso

3 Novembre 2006 3 commenti


EDITORIALE

IL SULCIS IGLESIENTE AL COLLASSO

Negli ultimi mesi la situazione del Sulcis Iglesiente si è fatta davvero tragica, oramai insostenibile. Siamo al collasso ? Se già non ci siamo ci siamo di sicuro molto vicini.
Il 18 Ottobre scorso c’è stato lo sciopero generale per protestare contro l’inerzia della politica nazionale e regionale che da tantissimi anni non ha saputo e voluto dare risposte concrete alle necessità del Sulcis Iglesiente, un territorio che possiede una percentuale di disoccupati altissima, tra le più alte di tutta l’Italia.
Lo sciopero è servito ? Questo non si sa.
Di sicuro molti se ne sono fregati e hanno continuato a fare la loro vita. Negozi e uffici erano aperti, quindi chi il lavoro ce l’ha se ne frega altamente dello sciopero altrui. Alla faccia della solidarietà e dell’unità d’intenti.
Eppure la crisi è profonda. Questoè innegabile.
Dappertutto arrivano lamentele, richieste d’aiuto, proteste, appelli. I lavoratori stanno perdendo il proprio posto di lavoro e protestano.
Che altro possono fare ?
Nel polo industriale di Portovesme la situazione è ormai da tempo gravissima. Lavoratori licenziati, in mobilità, in cassa integrazione. Lavoratori che manifestano, protestano, marciano. Lavoratori in lotta. Sindacati che alzano la voce (ma c’è ancora qualcuno che li ascolta?).
E le risposte ? Pare che di veramente concrete non ce ne siano.
Tutti sono pronti a sfilare. Sindacati, sindaci, enti, associazioni. Ma la risposta a tutte le richieste chi dovrebbe darla ? Solo la Regione Sardegna ? I lavoratori, le uniche vere vittime di questa situazione, vogliono risposte ma soprattutto azioni concrete che fino ad ora non ci sono state. Promesse, queste sì che si sprecano. In continuazione.
Ma i lavoratori sono stanchi delle promesse. Non ce la fanno più.
Siamo sicuri che i Comuni fanno davvero tutto il necessario per aiutare i cittadini, per evitare la crisi, per sviluppare il territorio ?
Siamo sicuri che la tanto voluta nuova Provincia faccia qualcosa per risolvere tutte queste pressanti richieste ?
Ora pare che saranno istituiti dalla Regione tre tavoli tecnici per affrontare le tre questioni centrali per il Sulcis Iglesiente, cioè quella dell’energia e del rilancio dell’industria nel territorio, il tema delle bonifiche e della riconversione delle aree minerarie e infine quello delle infrastrutture materiali e immateriali del territorio.
A cosa porteranno questi tavoli tecnici ? Probabilmente nessuno lo so e nemmeno lo immagina. I buoni propositi magari ci sono tutti…ma basteranno ?
Nel frattempo la situazione precipita. Ogni giorno sui giornali e alla TV le notizie provenienti dal Sulcis Iglesiente per la maggior parte parlano di lavoratori licenziati o in lotta per mantenere il proprio posto di lavoro. Le fabbriche continuano a chiudere. I giovani (ma non solo, ormai vanno via anche gli adulti) continuano ad emigrare, alla ricerca di un posto di lavoro più sicuro. Il turismo, da tanti decantato come panacea per tutti i mali del territorio, continua ad essere di basso livello e a far arricchire pochi “eletti”.
Questa è la fotografia, amara e triste, del Sulcis Iglesiente. Ma la cosa ancor più preoccupante è che, nonostante proteste, appelli, richieste, scioperi e manifestazioni, all’orizzonte soluzioni non se ne intravedono.

POLITICA – Piano Energetico Regionale in Commissione

2 Novembre 2006 Commenti chiusi

POLITICA

PIANO ENERGETICO REGIONALE IN COMMISSIONE

In questi ultimi giorni si è riunita la commissione industria in consiglio regionale per discutere del Piano Energetico Regionale.
I commissari hanno ascoltato le posizioni dei sindacati e dei rappresentanti dei produttori, che sottolineano gli aspetti positivi del Piano ma anche alcune questioni da approfondire meglio e magari da correggere. Tra i vari temi in discussione al primo posto c’è stato naturalmente quello riguardante le tariffe dell’energia, un tema che riguarda da vicino il polo industriale di Portovesme e le sue industrie cosiddette energivore. Altri temi discussi sono stati l’arrivo del metano ed il possibile utilizzo a fini energetici del carbone del Sulcis.
E nei prossimi giorni la VI Commissione, Industria, esprimerà il proprio parere sul Piano.
L’Enel, attraverso i suoi dirigenti Andrea Santucci e Giorgio Porcu, ha fatto notare come “forse il Piano non presta attenzione adeguata in alcune proposte alle reali condizioni di mercato”. Quanto alla questione dell’utlizzo del metano la posizione dell’Enel è che “produrre elettricità con esso costa più che con altre fonti, come ad esempio il carbone”.
Il presidente della Commissione Giovanni Giagu, in apertura dei lavori ha espresso le sue preoccupazioni affermando, come premessa, che il problema dell’energia sta diventando urgentissimo e che l’intero sistema industriale regionale rischia di essere messo in ginocchio a causa degli alti costi energetici. E sono proprio le industrie cosiddette energivore, cioè ad alto consumo di energia, che rischiano di più e sono già oggi in gran parte fuori mercato rispetto agli altri paesi industrializzati.
In questo contesto il Piano energetico regionale, predisposto dall’assessore all’industria Concetta Rau, diviene assolutamente essenziale per il futuro sviluppo industriale in Sardegna.
Giovanni Matta, segretario regionale Cisl, ha espresso con piacere il fatto che finalmente ci sia un documento su cui lavorare, dopo anni di assoluta carenza. Inoltre si è detto favorevole all’arrivo del metano, anche se sempre secondo Matta: “I costi non sono tanto diversi dagli altri combustibili petroliferi. Meglio puntare ad un sistema misto”. Giudizio positivo anche sul cavo sottomarino che collegherà la Sardegna al continente, e sull’intenzione di puntare anche sul carbone Sulcis.
Ignazio Cordeddu, segretario della Uil, ha analizzato la questione dell’utilizzo delle biomasse affermando che “non vediamo possibilità di un vero futuro in Sardegna; non è possibile immaginare una filiera agro-industriale per la produzione di energia”. Sull’eolico il parere è positivo ma, secondo i sindacati, la localizzazione dei parchi nelle aree industriali sarebbe negativa: non c’è abbastanza vento.
Secondo Cordeddu, il Piano ha però trascurato il problema delle infrastrutture, cioè le reti di trasporto. “Nel piano non c’è nulla al riguardo, ma nessuna attività produttiva ha futuro senza un adeguato potenziamento della rete”. Inoltre, c’è una questione di fondo che supera ogni altra: cioè il problema dei tempi. “Anche approvato domani, il Piano ha bisogno di 4 anni almeno. Senza un intervento radicale sui costi l’industria sarà presto, forse a dicembre al collasso”.
Infine Antonio Piludu, segretario della Cgil, ha una visione più positiva. Per lui “il piano è un’ottima base di partenza, ed il nesso fra energia e ambiente è fondamentale”. Piludu giudica positivamente l’attenzione che il piano energetico presta alle fonti rinnovabili ed all’utilizzo delle biomasse, la diversificazione energetica (elettricità-metano), l’impianto di gassificazione e l’attenzione verso il carbone.
Vedremo dunque nei prossimi giorni il parere della Commissione sul Piano Energetico Regionale. Di certo la questione è delicata e molto importante, in quanto da esso dipende il futuro di molte industrie in Sardegna.

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