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ATTUALITA’ – Confindustria: meno barche nei porti turistici sardi

7 Dicembre 2006


ATTUALITA’

CONFINDUSTRIA: MENO BARCHE NEI PORTI TURISTICI SARDI

In calo il numero delle imbarcazioni nei porti sardi. A dirlo è un?indagine, riassunta in un report di dieci pagine, che ha impegnato i ricercatori dell?Osservatorio Industriale della Confindustria della Sardegna meridionale per oltre un mese e mezzo, consentendo di raccogliere i dati in maniera capillare e completa e di ottenere una fotografia della situazione delle infrastrutture per il turismo nautico in Sardegna e dei flussi diportistici nella regione.

CAGLIARI - L?Osservatorio Industriale dell?Associazione Industriali Province della Sardegna Meridionale, Cagliari, Carbonia-Iglesias e Medio Campidano ha portato a termine in questi giorni una indagine comparata dei transiti nei porti turistici della Sardegna nelle stagioni 2005 e 2006. Dall?analisi si rileva che nel 2006, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il numero di imbarcazioni di lunghezza compresa tra i 14 e i 19,99 metri cala del 16,3%, il numero di imbarcazioni di lunghezza superiore ai 19,99 metri diminuisce del 2,8% ed il numero totale si riduce del 5,4%. Un calo più sensibile si registra nel Sud Sardegna. Sempre nello stesso periodo, nei porti della parte meridionale dell?isola, il numero di imbarcazioni di lunghezza compresa tra i 14 e i 19,99 metri è infatti calato del 17,2%, il numero di imbarcazioni di lunghezza superiore ai 19,99 metri è calato del 35,3% e il numero totale è calato del 10,3%. Nel periodo giugno-settembre 2006 risultano infine in calo anche le imbarcazioni di lunghezza inferiore ai 14 metri: – 2,3% nell’intera regione e -13,4% nel solo Sud Sardegna.

Hanno risposto all?indagine, fornendo i dati relativi alle due stagioni considerate, 42 porti turistici (distribuiti omogeneamente su tutto il territorio regionale) per un totale di oltre 11100 posti barca. Sono considerati i porti di Alghero; Arbatax; Baja Sardinia; Bosa marina; Cagliari; Cala Gonone; Cannigione; Carloforte; Castelsardo; Isola Marinella; La Maddalena; Porto massimo; Calasetta; Sant?Antioco; Isola Rossa; Marina di Cugnana; Porto Rotondo; Marina di Puntaldia; Villasimius; Marinelledda; Olbia; Palau; Palumbalza; Polto Cuatu; Porto Cervo; Porto Conte; Porto Corallo; Punta Marana; Porto Torres; Portoscuso; S. Margherita Calaverde; S. Maria Navarrese; S. Teresa di Gallura; La Caletta Siniscola; Stintino; Torregrande.

Nell?indagine si è tenuto conto della tipologia delle infrastrutture, del numero dei posti barca di ciascuna di esse e dei transiti (totali e suddivisi nelle tre categorie: Inferiori a 14 mt., tra i 14 e 19,99 mt. ed oltre i 19,99 mt.) nelle stagioni 2005 e 2006 (periodo giugno-settembre).

( Tratto da SARDEGNA OGGI NEWS )

  1. Max
    7 Dicembre 2006 a 21:25 | #1

    EDITORIALE di http://www.barcheamotore.it

    Con la garanzia di MassimoD’Alema!

    Il Governo ha mandato il vice premier Massimo D?Alema a calmare e tranquillizzare gli animi di un settore in grande crescita che però non incontra consensi tra chi comanda. L?abbinamento tra evasori fiscali e nautica da diporto, così chiaramente espresso in un manifesto promosso e affisso da una parte del Governo, non aveva certamente reso semplici i rapporti con un comparto che ha 18 mila occupati più l?indotto e fornisce al PIL nazionale un contributo di quasi 3 miliardi di euro.

    Il concetto che chi compera una barca non deve essere demonizzato ma trattato al pari di chi acquista una casa, che Massimo D?Alema ha chiarito nella cerimonia d?apertura, ha parzialmente rasserenato gli operatori del settore. D?Alema è stato quindi ?inviato? come ?garante? di un Governo che purtroppo, nonostante i proclami, non ha capito che la nautica italiana è una grande industria e come tale deve essere protetta, incentivata ma soprattutto difesa. Non l?ha certamente capito il ministro Bianchi, che agli operatori di settore ha spiegato, male, quale sia il loro lavoro. Pochi gli applausi, ancora meno i consensi quando il Ministro ha portato il discorso sulle autostrade del mare; tema a lui caro, ma poco sentito dai diportisti.

    Quindi, tutto è ricaduto sulle spalle di un D?Alema velista che, introdotto dal presidente della regione Liguria Burlando, ha parlato bene al popolo dei diportisti e agli operatori del settore affrontando i temi più importanti e strappando alla fine un consenso, anche perché il suo discorso è parso spesso più dettato dalla sua passione per la nautica che dalle linee guida del Governo. Il vice premier è riuscito a dire che ?…siamo un paese poco amichevole per il diportista nautico, in un Mediterraneo che si sta organizzando?. Come dire che il turismo nautico per noi è una sfida importante ma che abbiamo in parte già perso. Il suo intervento è stato comunque apprezzato anche dall?alta finanza italiana. Presente in sala Gabriele Galateri di Genola, presidente di Mediobanca, che ha commentato così il messaggio di D?Alema: ?Chiaro ed efficace, ma soprattutto positivo per un comparto così importante come quello della nautica da diporto italiana?. A noi resta la sensazione che questo discorso dovrebbe essere fatto alle Camere, in modo che questi concetti diventino chiari a tutto il Governo e non a operatori che da anni vanno promuovendoli. Il neo presidente Ucina Albertoni è stato deciso e motivato con le sue richieste ai Ministri presenti e con idee
    ben precise sulla piccola nautica.

    ***

    Lo scorso numero abbiamo titolato il servizio su Genova ?La fiera dei desideri?. Ci siamo sbagliati! Dovevamo usare un superlativo ancora più incisivo. Infatti il Salone quest?anno era veramente bellissimo e incredibile. La nuova marina ha sorpreso tutti, visitatori ed espositori, per le dimensioni e per l?impatto estetico; i disagi non sono mancati, ma certamente perdonabili e in parte rimediati con il passare dei giorni. La nuova collocazione nel padiglione C non ha reso contenti gli operatori del settore degli accessori e dell?attrezzatura nautica.
    Le imposizioni di Ucina in merito agli stand preallestiti, cari e ?intoccabili?, hanno creato non poche polemiche. Il colpo d?occhio era bello, ma in effetti rendeva tutto più ?piatto?
    e quindi poco distinguibili le varie aziende. Ritengo che in una fiera aperta al pubblico sia giusto rendere tutto più personalizzabile.
    Ora i gestori della Fiera di Genova devono lavorare sui padiglioni a terra e sui parcheggi, che restano ancora la parte brutta e poco funzionale di una manifestazione che rappresenta la cantieristica leader nel mondo. Purtroppo, la sensazione che abbiamo avuto è stata quella di uno slittamento dei tempi, soprattutto per quanto riguarda il padiglione B, sia per problemi di reperibilità di fondi che per una contestazione sullo svolgimento della gara d?appalto dei lavori. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi, ma ritengo probabile che nel 2007 tutto resterà invariato.

    Andrea Brambilla
    brambilla@panamaeditore.it

  2. Max
    7 Dicembre 2006 a 21:33 | #2

    Con queste cifre dichiarate dai costruttori italiani mi viene un dubbio:
    ipotesi 1 – Le cifre di confindustria non sono del tutto vere e servono solo a criticare la tassa ideata da Soru sugli yacht di lusso.
    ipotesi 2 – Il caro carburante si è fatto sentire pesantemente sulle barche oltre i 14mt associate a destinazioni non proprio a portata come il sud-ovest sardo (questa ipotesi è avvalorata dal fatto che il sud-ovest sardo ha subito più sensibilmente il calo). Sarebbe interessante sapere come è andata la categoria sotto i 10mt (quindi carrellabili).

  3. Max
    7 Dicembre 2006 a 21:43 | #3

    ?…siamo un paese poco amichevole per il diportista nautico, in un Mediterraneo che si sta organizzando? … se vogliamo continuare così!

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