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POLITICA – Programmi elettorali

17 Dicembre 2006

POLITICA

PROGRAMMI ELETTORALI
La GA intende dare spazio alle elezioni comunali che si terranno a Sant’Antioco nella prossima Primavera. Lo fa pubblicando i programmi elettorali delle varie coalizioni che scenderenno in campo per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio Comunale.
Le coalizioni che vogliono vedere pubblicato sulla GA il proprio programma elettorale possono farlo mandandolo via mail al nostro indirizzo: gazzettantiochense@tiscali.it

COMINCIAMO PUBBLICANDO LA PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI.

PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI
PREMESSA
Negli ultimi 15 anni Sant?Antioco è stata governata da Amministrazioni Comunali guidate da coalizioni di centrodestra. Le politiche amministrative avviate da queste amministrazioni hanno comportato per la comunità antiochense un forte degrado politico, culturale ed economico. Al decremento demografico, dovuto in particolar modo alla crescita dell?emigrazione giovanile, si è aggiunta la perdita di posti di lavoro in tutte le attività produttive ? alcune delle quali sono completamente sparite – e questo ha comportato un continuo e progressivo impoverimento dei residenti. Per far fronte a una situazione economica fortemente compromessa i partiti, le formazioni politiche e i cittadini che si richiamano ai valori progressisti del Centro-Sinistra hanno intrapreso un lungo e proficuo percorso comune che ha portato alla definizione di questo programma elettorale per le elezioni amministrative 2007. L?impegno della nuova amministrazione sarà principalmente mirato verso la valorizzazione delle risorse e delle conoscenze esistenti a Sant?Antioco: in primo luogo l?insularità e quindi il mare che la circonda, le risorse agricole, il porto, i beni culturali e paesaggistici, il turismo, alcuni settori dell?artigianato. Le forze politiche e i cittadini che sottoscrivono questo programma sono impegnati a garantire l?assenza di conflitti di interesse con l?attività di pubblico amministratore e la realizzazione di un progetto che sia in grado di coniugare diritti, qualità della vita e sviluppo, i cui valori di riferimento sono la persona, la solidarietà, l?attenzione alle fasce sociali più deboli, anche tramite la redistribuzione dei carichi fiscali, e la salvaguardia ambientale e del territorio. Le forze politiche progressiste sono altresì impegnate a garantire l?avvio di una politica amministrativa caratterizzata dall?innovazione e da una forte discontinuità politica, nei metodi, nelle persone e negli obiettivi rispetto alle precedenti amministrazioni comunali. La città di Sant?Antioco è riuscita per molti anni a conservare dimensioni e caratteri urbani a misura di uomo, caratterizzate da edificazioni contenute in altezza e densità. Fino a pochi anni fa ? grazie anche alla mobilitazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste – la nostra isola è riuscita a conservare un assetto urbano dignitoso e un territorio comunale ben conservato sotto l?aspetto paesaggistico e naturalistico. Uno degli obiettivi del nostro programma amministrativo è proprio quello di arginare la pressione insediativa ? che negli ultimi anni sta compromettendo il territorio – e difendere l?isola preservandola, valorizzandola, conservandola, attraverso politiche di pianificazione urbanistica basate sulle necessità della comunità antiochense e non su quelle della speculazione immobiliare.
Grande attenzione verrà riservata ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza. Conosciamo le situazioni di difficoltà in cui versano tante famiglie a causa delle politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà. Sappiamo anche che si tratta di problemi di difficile soluzione a livello comunale. Consapevoli che con le risorse di un bilancio comunale non potremo arrivare a tutte le persone, opereremo per costruire e condividere il progetto di una rete di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, col terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli.

ISTITUZIONI
Nell?ultima legislatura il ruolo dell?Istituzione Comunale è stato gravemente svilito da una politica accentratrice e poco rispettosa dei poteri degli organi comunali: il Consiglio Comunale è stato fortemente immiserito e trasformato in luogo di rissa.
Compito della nuova maggioranza sarà quello di rendere dignità ai vari organi comunali e in particolar modo al Consiglio che dovrà assumere il suo compito istituzionale di indirizzo, pianificazione e controllo, nonché riprendere il ruolo di assemblea aperta al dialogo e al confronto. Il Consiglio Comunale sarà chiamato a riprendere il dibattito politico ormai interrotto da troppi anni. In questo contesto va inserita la ?riabilitazione? della Conferenza dei Capi Gruppo e delle Commissioni Consiliari che dovranno assumere il ruolo di controllo e di indirizzo al fine di snellire e agevolare l?attività del Consiglio Comunale.
Nel regolamento del Consiglio Comunale sarà inserito il question time al fine di garantire una corretta e puntuale informazione ai Consiglieri Comunali sull?operato della Giunta. Le varie amministrazioni comunali che si sono succedute a Sant?Antioco dagli anni ?80 ad oggi, fatta eccezione per le amministrazioni di sinistra che hanno governato Sant?Antioco negli anni 1984-90, sono cadute a causa dell?intervento della magistratura (penale o amministrativa) o a causa dei forti interessi personali degli stessi amministratori.
Conflitto di interessi
Al fine di moralizzare la politica amministrativa di Sant?Antioco, in sintonia col programma dell?Unione presentato in occasione delle elezioni politiche del 2006, è necessario inserire nel Regolamento del Consiglio Comunale una norma sul conflitto di interesse di Sindaco, Assessori e Consiglieri al fine di garantire certezza e parità di diritti a tutti i cittadini e impedire qualsiasi forma di clientela, di favoritismo e di nepotismo. Dal programma dell?Unione: ?La norma dovrà prevedere che tutti i titolari di cariche pubbliche non potranno ricoprire direttamente o per interposta persona attività imprenditoriali in imprese o società private, o a prevalente partecipazione pubblica, oppure che abbiano rapporti di concessione con pubbliche amministrazioni, con esclusione delle attività non profit e delle attività di modesta entità. Non potranno neppure svolgere funzioni o incarichi, a qualsiasi titolo e comunque denominati, compresi gli incarichi arbitrali di qualsiasi natura, per tali enti ed imprese. Sarà fonte di conflitto di interessi il possesso, diretto o per interposta persona, di partecipazioni rilevanti in alcuni specifici settori economici nei quali tale possesso determina di norma e quasi inevitabilmente un condizionamento del libero svolgimento della funzione pubblica. I beni e le attività non rilevanti ai fini delle incompatibilità e quelli derivanti dalla liquidazione di beni e attività rilevanti dovranno essere conferiti a una gestione fiduciaria ?cieca? (blind trust) che provvederà ad amministrarli con l?obbligo di rendiconto alla fine del mandato politico del titolare, ma con il divieto di fornirgli in corso di mandato qualsiasi informazione sulle operazioni effettuate e sul suo asset patrimoniale. Non risolveranno il conflitto di interessi , invece, le cessioni al coniuge o ai parenti e affini entro il secondo grado o a persona interposta allo scopo di eludere l?obbligo. I titolari di cariche pubbliche avranno l?obbligo di dichiarare le proprie attività e la propria condizione patrimoniale – nonché quelle dei familiari e degli affini entro il 4° grado e dei conviventi delle quali siano a conoscenza – che possano causare il sorgere di un conflitto di interessi.?
La norma prevederà inoltre il divieto di svolgere attività professionale anche indiretta col comune e per, la durata del mandato politico, i tecnici non potranno presentare progetti per opere o attività da realizzare nel territorio comunale.
I terreni e le proprietà degli amministratori pubblici non potranno essere alienati al comune e non potranno essere valorizzati, attraverso modifiche della destinazione urbanistica o dell?indice di edificazione, da varianti al PUC. Le uniche variazioni consentite saranno quelle inserite all?interno della pianificazione territoriale comunale generale.
Democrazia e Partecipazione
La revisione dello statuto comunale sarà l?occasione per modificare la norma sul referendum consultivo che, prevedendo un quorum del 50% degli elettori, vanifica l?uso della consultazione popolare quale momento di democrazia partecipata.
La coalizione progressista intende recuperare il rapporto dialettico con le forze sociali e con i cittadini anche attraverso forme di discussione, di partecipazione e di democrazia diretta quali il ricorrere al bilancio partecipativo, partendo dalla quote di bilancio non destinate e dal programma delle opere pubbliche, coinvolgere il Consiglio Comunale dei Ragazzi per le scelte amministrative che riguardano l?infanzia e istituire l?Osservatorio dei Giovani che collabori e si confronti con l?Amministrazione sui bisogni della popolazione giovanile. È necessario individuare forme di comunicazione e momenti di confronto tra l?Amministrazione e i cittadini. Il sito internet del Comune, se adeguatamente valorizzato, potrà trasformarsi in un portale verso l?esterno aperto anche al dibattito politico e ai suggerimenti dei cittadini. Dovrà perdere la funzione di strumento di comunicazione unilaterale e autoreferenziale, per lasciare spazio all?informazione istituzionale compresa quella delle forze politiche di opposizione.
Saranno previsti nell?arco dell?anno incontri monotematici tra gli amministratori e la comunità, al fine di consentire ai cittadini di discutere con i propri rappresentanti e di proporre soluzioni e agli amministratori di comunicare, spiegare le scelte effettuate e ascoltare il parere della comunità sui vari argomenti e sull?operato della Giunta.
Le risorse dell?Ufficio dell?Addetto Stampa, che sarà smantellato, saranno utilizzate per garantire maggior informazione alla comunità.
Un nuovo Municipio
È necessario porsi come obiettivo la realizzazione di un nuovo municipio che sia la vera Casa di tutti i cittadini (elettori e non elettori, piccoli e grandi, poveri e ricchi). In cui siano banditi favori ed amicizie e possano davvero prevalere i diritti di ciascuno. I cittadini attendono da questo Ente eguaglianza e certezza dei diritti, giuste ed eque tassazioni, servizi pubblici e sociali efficienti, coinvolgimento e partecipazione alle scelte di governo della città.
Questo obiettivo può essere raggiunto solo se si riuscirà ad avviare una reale ristrutturazione dell?apparato amministrativo comunale adeguandolo alle esigenze di una azienda moderna. È pertanto necessario:
1. Riconsiderare la struttura organizzativa per metterla in condizione di rispondere alle richieste di servizio dei cittadini in maniera efficace e col migliore impiego delle risorse, rendendo più rapidi i procedimenti e più certi i responsabili, ed evitando duplicazioni di ruoli. Creare una effettiva divisione delle competenze e responsabilità tra organi elettivi ed apparato burocratico, che preveda tra l?altro uno staff di supporto per gli amministratori;
2. Regolamentare le modalità di conferimento degli incarichi, interni ed esterni all?amministrazione, attraverso assunzioni o contratti a tempo determinato e per periodi non superiori al mandato del Sindaco – Prevedere adeguate risorse per garantire una continua formazione e aggiornamento del personale al fine di valorizzare le risorse interne affinché il ricorso alle consulenze esterne sia limitato a figure professionali non presenti all?interno del Comune;
3. Modificare la Pianta Organica del comune rendendola più funzionale alle nuove esigenze della comunità;
4. Riorganizzare lo strumento dell?incentivazione economica al personale rendendolo strettamente connesso alla realizzazione dei progetti dell’amministrazione mediante verifica costante dei risultati raggiunti;
5. Favorire l?inserimento e l?utilizzo delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione attraverso un pool di supporto e assistenza e avviare, anche in collaborazione con gli altri Enti Locali presenti del territorio, la progressiva introduzione del software libero nel sistema informativo della Pubblica Amministrazione;
6. Creare una rete di servizi informativi integrati e interattivi (portali civici);
7. Avviare il Controllo di gestione attraverso la programmazione degli obiettivi e la verifica e la pubblicizzazione periodica dei risultati,
8. Rendere finalmente operativo ed efficiente lo Sportello Unico delle Imprese.
Autonomia impositiva e agevolazioni fiscali
Le leggi finanziarie del Governo Berlusconi, e in parte anche la prima finanziaria Prodi, hanno pesantemente condizionato la capacità di spesa delle Autonomie Locali, penalizzando le spese correnti, la capacità di accedere agli investimenti e la possibilità di potenziare le risorse umane. È all?interno di questo desolante quadro economico-finanziario che la nuova Amministrazione dovrà governare: sarà quindi fondamentale mettere in campo le migliori professionalità, l?esperienza, la competenza su cui possono contare le forze politiche del centro sinistra di Sant?Antioco per far fronte a questa criticità e per individuare un nuovo modo di gestire le risorse.
È necessario realizzare economie contenendo le spese non strategiche attraverso un?attenta analisi dei bisogni e delle procedure di acquisizione e avviare da subito un?attenta cernita delle voci di spesa per individuare le spese comprimibili tuttora esistenti tra le pieghe del bilancio Comunale . Sarà il primo segnale nella direzione di lotta agli sprechi che la nuova Amministrazione dovrà lanciare.
Per quanto riguarda le gare e le acquisizioni l?Amministrazione si impegna a individuare metodi di attribuzione che favoriscano la finanza etica e solidale.
Il secondo segnale sarà quello di ridurre le indennità degli amministratori e contestualmente di rimodulare la spesa per l?amministrazione ripartendo le risorse affinché venga riconosciuta l?attività dei Consiglieri che operano all?interno delle Commissioni Comunali.
Il continuo taglio delle rimesse dello stato verso i Comuni ha di fatto trasformato l?autonomia impositiva degli enti locali in un obbligo ad imporre le tasse, lasciando ai comuni una risicata discrezionalità. Parlare quindi di riduzione della tassazione comunale significa semplicemente fare della demagogia o peggio ancora scegliere di ridurre lo stato sociale e di non fornire servizi ai cittadini, penalizzando quindi le fasce più deboli che non possono permettersi di ?acquistare? i servizi in privato. Per cui, se il Comune non vuole ridursi ad essere un semplice esattore, deve scegliere di essere un ente capace di fare scelte politiche anche nell?organizzazione delle entrate.
La nuova amministrazione dovrà quindi rivedere la tassazione scegliendo in primo luogo di far pagare tutti, di far pagare chi possiede di più, e in particolare quelli che traggono reddito e ricchezza dai beni collettivi.
Garantire quindi la giustizia ed equità fiscale per consentire a ciascun cittadino di contribuire in maniera equa e proporzionalmente al proprio reddito a rendere funzionali ed efficienti i servizi comunali.
È fondamentale:
a) la creazione dell?anagrafe tributaria;
b) l?integrazione dei dati tributari con un sistema informativo di rete che consenta la comunicazione tra gli Uffici interni (demografico, edilizio, commerciale, tributario) e tra questi e gli altri Enti;
c) la rescissione del contratto con le società di esazione e un maggior coinvolgimento dell?apparato comunale nella gestione dei tributi.
Un impegno massiccio deve essere dedicato al reperimento delle risorse esterne (Regione, Governo, Comunità Europea) che deve essere articolato attraverso uno staff tecnico-politico coordinato dall?Assessore alla Programmazione e Finanze.
Un?altra scelta importante sarà quella di premiare, attraverso agevolazioni fiscali, i cittadini virtuosi, quelli cioè che nel loro piccolo partecipano alla sostenibilità della vita quotidiana e dello sviluppo attraverso atti concreti nella riduzione dei costi (raccolta differenziata dei rifiuti), attraverso l?utilizzo delle biotecnologie e delle energie rinnovabili, attraverso forme di miglioramento del decoro urbano (eliminazione delle pompe di calore dalle facciate principali, dei serbatoi di riserva idrica dai tetti, inserimento armonico di antenne e panelli solari nel tetto etc?).
Il comune avrà un importante ruolo nella predisposizione del Piano del Colore che interesserà, a partire dal centro urbano, l?intero territorio comunale, e nel rivolgere una particolare attenzione nella ricerca del massimo risparmio energetico negli edifici comunali, anche attraverso l?utilizzo di fonti di energia rinnovabile.
L?amministrazione dal canto suo si impegna ad avviare la raccolta differenziata dei rifiuti, a lanciare una campagna di pubblicizzazione e di sensibilizzazione, a favorire l?uso delle compostiere e a fornire tutte le informazioni utili affinché la raccolta sia efficace e consenta alla comunità antiochense di recuperare il tempo perduto e di raggiungere i dati di raccolta dei comuni più virtuosi.
Anche sulla tassazione degli immobili è necessario inserire una diversificazione tra abitazioni dei residenti e quelle possedute da non residenti.
Sarà avviata una campagna di pubblicizzazione dei servizi a domanda individuale e saranno previsti degli incentivi per l?utilizzo dei pubblici servizi (sconti per giovani e anziani che usano il mezzo pubblico di trasporto, carta verde per utilizzare determinati altri servizi etc?)

IDENTITA? è INNOVAZIONE
Sant?Antioco ha bisogno di un progetto e questo progetto non può che partire dalla sua identità.
Non un?identità autoreferenziale e chiusa verso l?esterno ma dialogante, aperta al confronto e alla conoscenza capace di far valere le proprie caratteristiche e la propria diversità. Dobbiamo essere abitanti di un?isola senza che questo significhi chiuderci nella nostra insularità, senza che la chiusura in noi stessi ci faccia morire di asfissia.
La conoscenza di quello che c?è oltre l?isola è fondamentale perché possiamo (ri)prendere coscienza dell?enorme patrimonio che custodiamo: un patrimonio di saperi, bellezze, silenzi e spazi, paesaggi incontaminati, colori e profumi, sapori e tradizioni, che in un mondo sempre più globalizzato e appiattito sull?uniformità vede il proprio valore moltiplicato. Nel mercato mondiale vince chi si diversifica, chi propone qualcosa di altro, nel senso di diverso: i saperi millenari della Sardegna e quelli della nostra isola in particolare, le specificità della nostra agricoltura, del nostro mare, del nostro artigianato, dei nostri modi di produrre, sono ciò che di diverso, antico e nuovo assieme, possiamo offrire al mercato del mondo, coscienti che è una offerta valida, forte, che può vincere. Viaggiare, vedere, conoscere, studiare e innovarsi, comunicare col mondo: se saremo capaci di amministrare muovendoci in questa direzione, senza rinunciare alle peculiarità della nostra isola, a ciò che essa può dare di antico e bello, allora la sfida economica e sociale dello sviluppo potrà essere vinta. L?innovazione è l?altro fondamento di una politica coraggiosa: studio, innovazione, sperimentazione sono le sfide su cui investire, perché le ricchezze dell?isola non vengano sfruttate da altri, come troppo spesso succede, perché venire da lontano, da una storia secolare, non voglia dire, semplicemente, immobilizzarsi nell?attesa di aiuti da parte dello Stato, dell?Europa o della Regione. L?identità è soprattutto fatta di coesione, di valori condivisi, di scambi, di forme di socialità, di tradizioni di vita civile, di continuità fra le generazioni. Essa vive e si alimenta in un contesto territoriale profondamente connotato da questa rete di rapporti. Nella nostra piccola realtà custodiamo risorse e saperi preziosi, che sono il frutto del lento stratificarsi delle relazioni nel territorio. Su queste si devono fondare le infrastrutture immateriali indispensabili a uno sviluppo autonomo. Ci sono due rischi che l?azione pubblica deve evitare: uno è la mitizzazione sterile della tradizione e delle appartenenze locali, l?altro, speculare al primo, di considerare tradizioni e appartenenze locali come un freno allo sviluppo.
Riconoscersi nella dimensione locale, vivere questa identità come identità positiva, costituisce in sé un valore aggiunto, un capitale sociale e, come è stato detto, un ?fattore produttivo?. Così come, su un piano più ampio, costituisce una ricchezza e una risorsa il nostro sentimento di appartenenza. Vi è una stretta continuità tra l?identità, intesa come fattore d?integrazione culturale, e ambiente naturale. Non solo perché l?ambiente porta i segni delle comunità che lo abitano (in un certo senso ne racconta la storia) ma anche perché, in quanto paesaggio, è uno degli elementi che danno forma, attraverso il succedersi delle generazioni e il vincolo che le lega, al sentimento di appartenenza a una terra. Cura dell?ambiente significa anche cura del paesaggio, dei centri storici, del patrimonio architettonico, dell?arredo urbano: la nostra isola deve sapere custodire, per se stessa e per i suoi ospiti, un?immagine che ne restituisca tutta la bellezza. L?ambiente, d?altra parte, costituisce uno dei presupposti dello sviluppo e rappresenta esso stesso una ricchezza. Sant?Antioco ha nell?ambiente (che non è solo natura, ma natura e storia) la principale carta da giocare per il suo sviluppo. Al di là delle singole bellezze naturalistiche o storico-artistiche, è l?insieme del suo territorio che va considerato. C?è un?evidente continuità tra la difesa dell?ambiente e la tutela del patrimonio culturale (materiale e immateriale: dalla lingua, alle testimonianze fenice, ai nuraghi, ai muretti a secco, alla produzione di tappeti e alla lavorazione del bisso).
Partiamo quindi dalla consapevolezza che il patrimonio culturale è un elemento costitutivo dell?identità dei sardi e che le risorse investite per la sua tutela non vanno rapportate agli introiti immediati ma alle ricadute positive che generano nel tessuto sociale. Una continuità fisica e ideale lega gli uni agli altri beni culturali e paesaggio, saperi locali e cultura materiale, storia, patrimonio archeologico e artistico: tutti elementi che si intrecciano nel definire la nostra identità, se per identità si intende non solo il sentimento della propria autonomia ma anche un sistema di valori condivisi.
Occorre quindi definire un progetto di sviluppo che parta dalla consapevolezza della nostra identità, di quella attuale e di quella che vogliamo costruire. Questa stretta relazione tra identità, ambiente, capacità di innovare è oggi messa in pericolo da un governo del territorio disatteso distratto e inadeguato. Occorre interrompere al più presto il processo incontrollato dello spopolamento dell?isola offrendo un?alternativa all?emigrazione alle giovani generazioni. Non è solo occupazione ma anche spazi di divertimento, di iniziative culturali e di associazioni, mezzi di trasporto che favoriscano gli spostamenti.
Più in generale, è necessario un grande impegno politico, sociale, istituzionale per valorizzare il senso civico e comunitario anche come presupposto della legalità della sicurezza. Allo stesso tempo è necessario recuperare la nostra identità, rilanciarne il ruolo di porto, quindi di accesso, che Sant?Antioco ha rappresentato nei secoli per il Sulcis Iglesiente.
Per questo è necessario riqualificare e fare funzionare al meglio le infrastrutture storiche, indispensabili per lo sviluppo e per la competitività.
Dopo decenni di scelte amministrative prive di qualità, dopo decenni di decadimento economico e sociale, dopo decenni di decremento demografico, emerge un bisogno di rilanciare Sant?Antioco come luogo della comunicazione, delle intelligenze, delle competenze, dell?integrazione e della solidarietà, della progettazione di nuove forme di impresa, di lavoro e di relazioni sociali.

BENI CULTURALI
La politica culturale (valorizzazione, promozione, salvaguardia etc…) di Sant?Antioco è attualmente gestita in maniera disordinata e confusa, è necessario mettere ordine al settore creando un coordinamento tra le varie attività del settore, al fine di garantire interventi finalizzati e di riuscire a cogliere tutte le opportunità offerte dalle leggi e dai bandi riguardanti il settore culturale.
È necessario fare un salto di qualità e abbandonare il fattore estemporaneo creando un organismo consultivo (Consulta Culturale) che indirizzi e programmi gli eventi culturali antiochensi attraverso il coinvolgimento delle associazioni culturali, dei gruppi e dei singoli che intendono contribuire alla crescita culturale della comunità.
L?entità dei Beni Culturali presenti nell?isola necessita di adeguata valorizzazione attraverso la realizzazione di un Parco Archeologico Museale di rilievo. Tutte le zone di particolare interesse culturale dovranno essere collegate con la struttura museale e valorizzate attraverso supporti didattici e sistemi dimostrativi multimediali.
È necessario che la nostra cittadina si riappropri del ruolo che ha rivestito negli anni quale località ?ludico-ricreativa? della provincia di Carbonia Iglesias. Pertanto è necessario saper spendere il ruolo di Sant?Antioco come futuro punto di riferimento culturale per la nuova provincia del Sulcis-Iglesiente e trasformare quella che è stata la moda di vivere Sant?Antioco in un progetto di lunga durata attraverso la realizzazione di iniziative culturali permanenti. Alcune di queste iniziative dovranno diventare vere e proprie rassegne in grado di caratterizzare e di promuovere Sant?Antioco al di là dei confini sulcitani.
Le iniziative culturali più significative devono essere condotte in rete con le amministrazioni comunali del territorio promuovendo unioni, consorzi e iniziative tendenti ad aggregare i Comuni interessati ad avviare progetti di valorizzazione dei BB.CC.: Distretti Culturali, campagne di scavo, facoltà di archeologia etc.
Operare con le altre amministrazioni sarà una garanzia contro la dispersione delle risorse, e potrà consentire alla nostra isola di rivendicare il ruolo di capoluogo culturale della nuova provincia.

TERRITORIO E AMBIENTE
Pianificazione Territoriale
Una corretta pianificazione urbanistica è condizione indispensabile per un futuro sviluppo economico certo e duraturo. Un?economia basata sul turismo, sul mare che circonda l?isola e sulle zone umide, sui beni culturali e paesaggistici necessita di una pianificazione territoriale attenta ai bisogni della comunità, dell?intera comunità. L?economia antiochense ha bisogno di strutture ricettive, oggi quasi inesistenti, per potersi imporre sul mercato turistico, così come necessita di una rigida tutela del paesaggio – oggi fortemente compromesso da interventi immobiliari privi di prospettive e realizzati senza alcun criterio – per conservare la sua peculiarità di isola sarda del mediterraneo. Il settore della pesca necessita di interventi di valorizzazione, di protezione e di tutela, di infrastrutture e di innovazione per essere supportato e rilanciato. Una politica sulla valorizzazione dei beni culturali abbisogna di un attento studio del territorio e del centro urbano. La pianificazione urbanistica è chiamata oggi a dare risposte concrete a questi bisogni, liberandosi definitivamente delle prospettive di breve termine basate esclusivamente sul soddisfacimento degli interessi immediati di pochi operatori immobiliari che stanno suddividendo l?isola di Sant?Antioco in lotti e vendendola al miglior offerente.
L?intera isola di Sant?Antioco è diventata negli ultimi anni terra di conquista per costruttori senza scrupoli e speculatori edilizi. Nelle more di approvazione del PPR, Sant?Antioco e le altre isole sarde si sono trasformate in una sorta di zona franca in cui si sono scaricati gli interessi della speculazione immobiliare; un errore di pianificazione che ha danneggiato ecosistemi sensibili quale quello delle isole minori della Sardegna. Negli ultimi anni contro il territorio agricolo dell?isola di Sant?Antioco si è scatenata un?aggressione senza precedenti che ha stravolto in maniera irreversibile gli ultimi lembi di terra fertile presente nell?isola e l?intero paesaggio agricolo. La costruzione su tutto il territorio agricolo di ville e di seconde case rappresenta ormai una vera e propria emergenze ambientale e anche il discutibile recupero dei vecchi ?medaus?, si è trasformato in un ulteriore elemento di degrado del territorio con la distruzione dei muretti a secco e dei precedenti insediamenti per realizzare enormi edifici che cancellano completamente le precedenti testimonianze dell?attività agricola. Grazie alla complicità della pubblica amministrazione, nelle aree agricole sono sorte delle vere e proprie lottizzazioni illegittimamente autorizzate, che creano un danno irreversibile al territorio, al paesaggio, alla legalità e alle stesse casse comunali. Rispetto ad una popolazione residente di 11.830 abitanti, ed in presenza di un progressivo decremento demografico, il PUC del comune di Sant?Antioco prevede le realizzazione di volumi per 35 mila abitanti nel centro urbano e di 16 mila (corrispondenti a quasi un milione di mc di cemento) nella fascia costiera per un totale di 51 mila abitanti.
Complessivamente nell?isola di Sant?Antioco pur essendo presente una popolazione residente di poco superiore alle 14 mila unità sono previsti volumi per oltre 80 mila abitanti! Senza contare i volumi realizzati a fini turistici nelle zone agricole! Triste risultato dovuto a leggi e norme urbanistiche regionali eccessivamente permissive per le isole minori rispetto alle norme di tutela applicate al resto della Sardegna.
La nuova Amministrazione Comunale sarà chiamata ad adeguare l?attuale strumento urbanistico alle norme del Piano Paesaggistico Regionale, provvidenzialmente approvato lo scorso settembre dalla Giunta Regionale, e sarà quella l?occasione utile per adottare un nuovo PUC che in primo luogo dia risposte concrete ai bisogni della comunità antiochense.
La nuova pianificazione urbanistica, concordemente con gli indirizzi del PPR, sarà funzionale alle seguenti finalità:
1. preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l?identità ambientale, storica, culturale e insediativa dell?isola di Sant?Antioco e del territorio sardo;
2. proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità;
3. assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile, al fine di conservarne e migliorarne le qualità;
4. promuovere il corretto inserimento degli interventi di trasformazione del territorio nel contesto paesaggistico, cui devono attenersi le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile dell?intera isola;
5. garantire un rapporto equilibrato tra i bisogni sociali, l?attività economica e l?ambiente, in coerenza con la Convenzione Europea del Paesaggio e con lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo;
6. localizzare i Beni Identitari e Paesaggistici e delimitare le aree finalizzate alla salvaguardia per la migliore riconoscibilità delle specificità storiche e culturali che caratterizzano l?isola.
Per raggiungere questi obbiettivi è necessario individuare i settori e le prospettive economiche del futuro sviluppo economico, e successivamente pianificare il territorio in funzione di questi e naturalmente dell?incremento demografico proiettato nel prossimo decennio.
Un importante processo della pianificazione sarà rappresentato dal centro urbano consolidato col suo centro storico che dovrà essere riperimetrato ? prevedendo di ampliare l?attuale zona omogenea ?A? riportandola al perimetro urbano esistente nella seconda metà dell?800 – e preservato da ?discutibili? interventi di recupero. Tale obbiettivo potrà essere raggiunto attraverso l?adozione di un nuovo Piano Particolareggiato che, oltre al recupero degli immobili, all?individuazione degli spazi per i parcheggi e i servizi inserisca norme cogenti per garantire il decoro dell?area e l?uso del colore affinché i cittadini ricevano valide indicazioni e il centro urbano sia finalmente liberato dall?anarchia ?cromatica? che lo contraddistingue.
Il Piano Particolareggiato proporrà forme di riuso del Centro Storico che siano compatibili con la sua costituzione intrinseca e non distruttive della sua identità culturale. Il piano dovrà prevedere in particolare il mantenimento o il ripristino delle funzioni residenziali, nonché le attività compatibili necessarie per la vitalità economica e sociale del centro storico, e connesse alla funzione abitativa, quali gli esercizi commerciali al minuto, l?artigianato di beni e servizi alle famiglie, i pubblici esercizi, gli uffici e studi privati, le strutture associative, sanitarie, sociali e religiose. È necessario avviare un serio risanamento di tutto il tessuto urbano promuovendo politiche urbanistiche che incentivino il decoro e nel contempo salvaguardino le tipologie urbane di Sant?Antioco. Lo scopo si può raggiungere attraverso politiche fiscali che premino i cittadini interessati al recupero estetico degli immobili o l?utilizzo delle tecniche edilizie che favoriscono il risparmio energetico e le bioarchitetture.
All?interno del nuovo Centro Storico dovrà essere privilegiata una politica urbanistica che miri alla riduzione e/o eliminazione del traffico veicolare privato, specie quello di attraversamento dei non residenti, con la costituzione di spazi pedonali, o ZTL, capaci di ricostruire la originaria fruizione del centro urbano. Così come dovranno essere eliminati tutti gli elementi incongrui della cartellonistica e delle insegne pubblicitarie.
Ma il futuro sviluppo economico di Sant?Antioco si potrà costruire solo attraverso un?attenta e coraggiosa valorizzazione delle risorse ambientali e culturali il cui fulcro sarà rappresentato dalla creazione di un Parco Integrato archeologico-naturalistico-marino esteso prevalentemente lungo la costa sud-occidentale, che comprenda anche le zone umide e i Siti di Importanza Comunitaria presenti nell?isola.
Presupposto essenziale per individuare le aree marine, le zone umide e i litorali da proteggere sarà quello di sottoporre a un attento studio il mare che circonda l?isola – utile anche ad avviare un costante monitoraggio della qualità delle acque del Golfo e della Laguna – e elaborare un Piano del Mare che preveda destinazioni diversificate per il mare. Sarà interessante sperimentare il processo di Agenda 21 nella elaborazione delle proposte e nell?individuazione degli spazi da destinare a Zona Protetta attraverso quindi il coinvolgimento dei cittadini, delle categorie professionali interessate e dei portatori di interesse. La pianificazione del mare risulterà di grande utilità nella prospettiva di svincolo delle zone interessate dalle servitù militari.
Un importante risorsa su cui basare il futuro sviluppo economico sarà rappresentata dalla aree industriali dismesse, comprese le aree degradate dall?attività estrattiva, e dalla destinazione che la pianificazione territoriale saprà assegnare a questi siti. Queste aree rappresentano il sito ideale dove realizzare strutture turistiche, ricettive, per l?istruzione e il tempo libero, ma anche attività cantieristica e similari. Trattandosi di aree di proprietà regionale, si richiederà di seguire la stesso percorso delle aree minerarie dismesse: bando di gara internazionale per la realizzazione di un progetto e di un relativo intervento di riqualificazione territoriale, ambientale, paesaggistica, urbanistica ed edilizia, collegato ad un piano di sviluppo e valorizzazione economica, culturale, turistica, naturalistica e ricettiva delle aree interessate. Condizione prioritaria per l?assegnazione sarà rappresentata dalla qualità del progetto, la sua specificità, la tipologia, l?integrazione con il sistema territoriale con riguardo alle prospettive di sviluppo locale, dei livelli di ricaduta occupazionale e di sviluppo economico, della sostenibilità paesistico-ambientale, oltre naturalmente al coinvolgimento del Comune in tutte le fasi, dall?elaborazione del bando all?accordo di programma. È proprio da un progetto integrato – che partendo dall?area portuale, attraversi l?area ex sardamag, la laguna di Is Pruinis e l?area umida vicina, compreso il Sito di Importanza Comunitaria adiacente, l?intero arenile di Is Pruinis per arrivare all?area ex palmas cave – che si attende una risposta al bisogno di ricettività turistica e un impulso al futuro sviluppo economico dell?isola. Ulteriori aree possono essere individuate per la realizzazione di volumetrie turistiche, limitandole alla ricettività alberghiera, esclusivamente in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e in presenza di progetti in grado di garantire positive, durature e certe ricadute occupazionali. Un progetto di tali dimensioni non può prescindere da una riorganizzazione dei collegamenti dell?isola con il centro intermodale che sta per essere realizzato a Carbonia e che deve completarsi con una connessione tra i due porti della provincia del Sucis-Iglesiente. Una citazione particolare merita l?arenile di Is Pruinis, zona completamente degradata a causa dei reflui Sardamag e dagli scarichi del depuratore. È necessario potenziare la capacità di depurazione dell?impianto, che consentirebbe tra l?altro il recupero a fini irrigui delle acque di scarico, e liberare l?area dall?impianto di acquicoltura frutto di una sciagurata scelta amministrativa dello scorso decennio. L?Amministrazione dovrà perseguire questo obiettivo con priorità per restituire alla comunità e alla fruizione turistica uno spazio in grado di raddoppiare la ricettività balneare del litorale. Il Pruinis è infatti la spiaggia ideale: la più estesa di Sant?Antioco (oltre 2 km), e la più vicina al centro urbano e gode di fondali bassi e di assenza di correnti. Parallelamente al recupero dei litorali è necessario riprendere in mano e realizzare il Piano per gli accessi a mare per garantire la fruizione dell?intero perimetro costiero impedita, in molti tratti, dalla chiusura dei sentieri da parte di privati con qualche compiacenza, purtroppo, della pubblica amministrazione;
L?adeguamento del PUC al PPR sarà un utile occasione per rivalutare il ruolo delle aree agricole che da zone considerate residuali devono riassumere il ruolo originario di aree produttive, di bene identitario e di testimonianza storica e culturale. D?intesa col PPR, per queste aree, dovrà essere varato un regolamento ad hoc che normalizzi l?attività e la tipologia edilizia e la manutenzione, ristrutturazione e realizzazione di manufatti che caratterizzano il paesaggio storico-culturale, considerati anche nella loro valenza ecologica, che comprendono: recinzioni storiche (principalmente in pietre murate a secco), siepi (di fico d?india, rovo, lentisco, ginestra o altre specie spontanee) e colture storiche specializzate (vigneti, agrumeti, frutteti, oliveti, etc?), costruzioni temporanee, ricoveri rurali, baracche e simili, fattorie, ovili, magazzini, stalle depositi, dispense. L?adeguamento al PPR facilita l?impegno a liberarsi definitivamente dalla giungla di pali elettrici e telefonici che ha invaso le campagne dell?agro. Sarà necessario inoltre apportare importanti modifiche al Regolamento Edilizio al fine di regolamentare l?attività edilizia imponendo norme a tutela del decoro urbano e incentivi per favorire l?uso delle energie rinnovabili, il risparmio energetico e idrico e delle biotecnologie.
Vivibilità della città
Nel precedente capitolo si è accennato alla necessità di eliminare il traffico di attraversamento all?interno del centro storico, ma l?obbiettivo deve essere quello di ridurre drasticamente quel tipo di traffico in tutto il centro urbano. La conformazione urbanistica dell?abitato di Sant?Antioco e la totale assenza di arterie stradali esterne rendono questo obiettivo ambizioso. L?amministrazione intende operare su due fronti:
- Ricercare i finanziamenti per realizzare la circonvallazione a monte del centro urbano per ridurre il traffico di attraversamento;
- Realizzare un Piano Viario del centro urbano di Sant?Antioco che riporti il centro urbano verso una dimensione umana riducendo il traffico veicolare privato, in particolare quello dei non residenti anche attraverso l?istituzione di ZTL.
Le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 15 anni hanno prodigato un notevole impegno per trasformare le piazze di Sant?Antioco da luogo di incontro e di socializzazione in spazio ostile, estraneo e difficilmente fruibile: Piazza Umberto, Piazza De Gasperi, Piazza Ferralasco, Piazza Italia sono testimoni di questa assurda metamorfosi. Prima degli interventi di ?abbrutimento? queste piazze rappresentavano dei luoghi vissuti in particolare da anziani, giovani e bambini. Gli interventi di rifacimento hanno eliminato i motivi di attrazione: panchine, alberi, giochi per bambini, pavimentazione agevole. È quindi necessario riconsiderare e ri-attrezzare questi luoghi perché i cittadini che sono ne sono stati allontanati possano tornare a viverli. L?impegno inoltre è quello di creare degli altri spazi per la gente e non contro la gente. Il recupero del Corso Vittorio Emanuele e del Lungomare alla fruizione collettiva potrà essere il banco di prova dell?Amministrazione. Si tratterà di far convivere le attività commerciali con ciò che questi luoghi rappresentano e hanno rappresentato storicamente per la comunità antiochense: luoghi di incontro, di socializzazione e di svago. Partendo da questo concetto il Corso può rappresentare inoltre una grande opportunità economica per l?intera comunità, se adeguatamente valorizzato. Esso può diventare una valida e interessante alternativa al dilagare degli anonimi centri commerciali presenti nelle periferie di città e comuni. Il Corso opportunamente attrezzato deve diventare un Centro Commerciale Storico formato non già dalla grande distribuzione, ma da una serie di piccole botteghe e negozi che sapranno proporsi sul mercato attraverso l?unicità e la qualità dei prodotti in vendita. La politica di rivitalizzazione del centro storico ? ottenuta attraverso la leva fiscale (agevolazioni e penalizzazioni) e un importante impegno dell?amministrazione – accompagnata da una seria politica di valorizzazione dei Beni Ambientali, può contribuire a trasformare l?isola in un luogo in cui sarà piacevole vivere per residenti e non. L?Amministrazione dovrà prevedere di destinare risorse significative per attrezzare aree a verde pubblico e per rendere fruibili gli spazi verdi esistenti e oggi inaccessibili (arena fenicia, pineta montecresia) e per realizzare spazi fruibili dai cittadini non motorizzati: progettare e realizzare per lotti una pista ciclabile lungo il perimetro dell?isola e nelle zone umide, che dovrà raccordarsi a quella provinciale da realizzarsi nei tratti dimessi dalle ferrovie meridionali, attualmente in fase di avanzata progettazione; rendere fruibili ai mezzi non motorizzati dei canali navigabili esistenti in particolare nelle zone umide; realizzare dentro e in prossimità del centro urbano e lungo la fascia costiera piste e spazi pedonali.
Santa Caterina Porta della Città
Abbiamo accennato alla possibilità di individuare le frazioni come sito ideale per realizzare ricettività turistica, ma è necessario che questi piccoli centri diventino luoghi altrettanto vivibili al pari del centro urbano. Per quanto riguarda la frazione di Santa Caterina bisogna avviare la Valorizzazione della foce del Rio Sassu (per la parte che compete al comune di Sant?Antioco), recuperare, risanare e attrezzare l?intera area del ponte di Santa Caterina (riposizionando la targa commemorativa della battaglia dei sette miliziani sardi contro i francesi), e dell?istmo curando il recupero estetico, informativo (cartellonistica con la toponomastica degli isolotti, ecc.) e archeologico (acquisizione area dei menhirs ?Su Para e Sa Mongia? e percorso di fruibilità, recupero strada romana). Proporre un accordo di programma al Comune di San Giovanni Suergiu per la gestione integrata delle aree umide – anche nella prospettiva del recupero per attività turistiche della Centrale a carbone e della realizzazione di un centro termale ? e della laguna di Sant?Antioco prevedendo il suo risanamento e recupero produttivo
Isola di Sant?Antioco
Un analogo discorso deve essere affrontato con l?altro comune che insiste nell?isola di Sant?Antioco prevedendo accordi con Calasetta per progetti ambientali per la salvaguardia dell?isola (depurazione acque, raccolta differenziata), progetti naturalistici e di valorizzazione del territorio (percorsi naturalistici ai confini tra i due comuni tra il rio Calalunga e Stan?e Cirdu) e progetti culturali (circuito museale che comprenda il museo d?arte contemporanea e biglietto unico), iniziative per la promozione della storia dell?isola.

LAVORO E ATTIVITA? PRODUTTIVE
È fondamentale avviare al più presto politiche in grado di dare speranza di lavoro alle giovani generazioni e ai meno giovani che hanno perso il lavoro e di favorire il rientro degli emigrati.
Nella consapevolezza che gli Enti Locali non sono aziende in grado di garantire l?occupazione per tutti, siamo altresì convinti della necessità di impegnare molte risorse per valorizzare le attività economiche compatibili con le ricchezze e le peculiarità della nostra isola investendo in servizi e infrastrutture necessari ad attirare e capaci di attivare nel nostro territorio aziende ed attività che possano garantire occupazione.
Il nostro impegno per il lavoro tende a stimolare la nascita di progetti, piani e politiche atti a generare una nuova economia sociale fondata sulla valorizzazione delle risorse locali. Il nostro obiettivo è quello di trasformare i vincoli che gravano sulla nostra isola in opportunità di crescita economica attraverso l?adesione alle iniziative internazionali per uno sviluppo durevole e sostenibile e l?utilizzo dei finanziamenti previsti a tale scopo dalla Regione Sardegna, dal Ministero dell?Ambiente, e dall?Unione Europea.
Una scelta importante, e in contrasto con la politica della precedente amministrazione, sarà quella di destinare i fondi della LR 37 prevalentemente alle quote di cofinanziamento dei progetti, al fine di poter avviare un meccanismo che consenta di decuplicare i progetti e le iniziative economiche, infrastrutturali e di conseguenza occupazionali nei vari settori.
Turismo
Il nostro obiettivo è quello di favorire un turismo moderno ed efficiente, che offra un?alternativa alle vacanza solo mare che durano lo spazio di poche settimane, che valorizzi i beni culturali e ambientali e le potenzialità climatiche del Mediterraneo e nel contempo contribuisca alla crescita dell?imprenditoria locale.
Le peculiarità dell?isola consentono di attrarre i flussi turistici interessati a visitare la Sardegna per ragioni riconducibili al fattore ambientale (mare pulito, clima mediterraneo), e nello stesso tempo di avvicinare la crescente quota di turisti (circa il 7%) che sceglie la Sardegna per motivi legati alle attrattive di tipo culturale.
Un freno al settore è invece rappresentato da alcune criticità: assenza quasi totale di strutture ricettive, utilizzo veramente ridotto delle poche strutture presenti, presenza eccessiva di seconde case anch?esse sottoutilizzate. Per superare queste criticità è necessario in primo luogo ultimare i lavori dell?Ostello della Gioventù, arredarlo, bandire l?appalto per la gestione – privilegiando la miglior offerta sotto il profilo occupazionale e in termini di ricaduta economica sul territorio – e mettere finalmente la struttura al servizio del settore turistico e culturale. L?ostello della gioventù, oltre che una struttura ricettiva, dovrà rappresentare un importante centro di aggregazione e di attrazione turistica oltrechè nucleo di promozione di iniziative ed eventi culturali. Con l?apertura dell?aeroporto di Cagliari ai volo low cost è fondamentale saper offrire sistemazioni ricettive alternative al target del turismo scolastico e culturale, ai giovani, alla terza età e a quanti privilegiano questo tipo di strutture.
Ma la risposta reale al fabbisogno di ricettività proviene dall?individuazione delle aree da destinare a ricettività alberghiera ed extra-alberghiera in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e all?interno dei siti da recuperare a seguito delle compromissioni causate dall?attività industriale o estrattiva. Questa soluzione – percorribile anche nel rispetto delle norme del PPR in quanto garantisce la salvaguardia delle risorse ambientali e culturali dell?isola che rappresentano una notevole potenzialità di offerta nel settore del turismo sostenibile – oltre a consentire un reale allargamento della stagione turistica, permette un utilizzo razionale delle strutture e un notevole risparmio economico e ambientale sulla realizzazione delle infrastrutture.
Oltre alla ricettività tradizionale una particolare attenzione dovrà essere spesa per favorire tutte le forme di ricettività diffusa in grado di garantire valore aggiunto alla comunità residente e di recuperare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente. Saranno favoriti i tanti settori turistici compatibili con il territorio (turismo all?aria aperta, turismo nautico, turismo culturale, quello giovanile e della terza età, turismo escursionistico, balneare etc?) realizzando infrastrutture in grado di attrarre i visitatori (aree attrezzate per camper e roulotte, porto turistico accessibile anche ai grossi natanti nel golfo di Palmas, migliorare la qualità e la quantità dell?offerta culturale e la professionalità degli addetti, segnalare sentieri a basso impatto nel territorio comunale, creare un info-point turistico professionalizzato) e individuando strumenti normativi che favoriscano i privati interessati ad investire nel settore.
È necessario favorire e regolamentare l?attività ricreativa, ludica e di attrazione turistica nel centro urbano, nelle frazioni e, di concerto con l?autorità marittima, negli arenili.
Con la nascita dei Sistemi Turistici Locali le amministrazioni devono saper coordinare l?attività turistica all?interno del contesto territoriale provinciale, e Sant?Antioco può rappresentare uno dei comuni trainanti del nuovo sistema turistico diventando il centro di coordinamento e una vetrina verso l?esterno dell?intero territorio provinciale.
Area Portuale
Un fattore di successo essenziale per qualsiasi porto, e in particolare per un porto ormai in via di dismissione come quello di Ponti, è quello di dotarlo di un adeguamento infrastrutturale che lo integri maggiormente con il centro urbano e con il tessuto economico esistente.
L?intero settore marittimo portuale, negli ultimi trent?anni, è stato interessato da profonde innovazioni tecnologiche e trasformazioni produttive che, connesse ai processi di liberalizzazione dei mercati e all?apertura concorrenziale, hanno modificato sostanzialmente le funzioni portuali. Da centro di movimentazione delle attività industriali e commerciali si sono trasformati in piattaforme logistiche in grado di offrire moderni servizi e di consentire ad un territorio di connettersi e quindi di commerciare con il resto del mondo. Purtroppo queste innovazioni non hanno interessato la struttura portuale antiochense a causa dell?assenza di investimenti e di un territorio che produce sempre meno e che poco ha da scambiare con l?esterno.
È necessario quindi ripensare il ruolo della struttura portuale partendo da queste considerazioni e rimodellando il perimetro portuale affinché possa rispondere ? assieme alle aree industriali dimesse- alle nuove esigenze della comunità: porto commerciale, porto pescherecci, zona cantieristica attrezzata e porto da diporto
L?area portuale di Sant?Antioco da zona delimitata e stabile su cui il porto ha agito per decenni in regime di monopolio dovrà diventare punto di riferimento di una più vasta area che coinvolge il territorio circostante.
Lo strumento da utilizzare può essere quello di una pianificazione strategica dell?intera area prospiciente il mare: golfo e laguna. Esistono diverse esperienze positive in Italia e all?estero, i cosiddetti water front di Città del Capo, Palermo, Barcellona che partendo dal fronte mare hanno avviato un processo di riqualificazione, sviluppo e promozione delle città.
Sant?Antioco, pur essendo un piccolo centro, ha in comune con queste realtà maggiori, aree dimesse da recuperare, una struttura portuale sottoutilizzata, la necessità di avviare un processo di trasformazione di una vasta area adiacente il mare attraverso azioni mirate al risanamento ambientale e alla rivitalizzazione economica, e che sia capace di funzionare da motore dello sviluppo e della competitività della città.
A questo va aggiunto un contesto urbano caratterizzato da uno specifico tessuto che necessita di recupero architettonico ed urbano.
L?individuazione di un punto franco all?interno o in prossimità dell?area portuale può rappresentare l?elemento di attrazione di attività produttive necessarie a rivitalizzare l?economia locale.
Questo progetto sarà inoltre l?elemento in grado di dare reali risposte alla più importante esigenza del settore ittico: un vero e proprio porto pescherecci (approdo per piccole barche con annessi locali di rimessaggio delle attrezzature ? approdo per i pescherecci d?alto mare con impianti di conservazione e di trasformazione dei prodotti).
Sant?Antioco non può naturalmente rinunciare al suo porto storico, per cui una parte del porto dovrà essere messa in condizioni di proseguire la sua attività di porto commerciale.
Sant?Antioco Isola della vela
Il turismo velico conoscerà nei prossimi anni uno sviluppo straordinario. Con la realizzazione di alcune infrastrutture Sant?Antioco potrà diventare un valido punto di riferimento nel settore. Con la segnalazione del canale navigabile Ponte Nuovo – Punt?e Trettu, anche notturna (usando l?illuminazione con lampade ad energia solare), il canale può diventare un?autostrada del mare per chi arriva dal canale di Carloforte e una cartolina d?ingresso per chi arriva dall?istmo.
Un porto per grosse imbarcazioni da diporto deve necessariamente essere ubicato nel golfo a causa della ridotta altezza del ponte e del pescaggio dei natanti, anche per questa struttura l?area può dare una valida opportunità. Con un adeguato numero di posti barca il Golfo di Palmas potrebbe diventare il PARCO DELLA VELA da promuovere in particolare nel nord Europa. Tra i primi grandi estimatori dei nostri mari segnaliamo l?Ammiraglio Orazio Nelson (morto Il 21 ottobre 1805 dopo la vittoria di Trafalgar, a Londra la sua statua troneggia a Trafalgar Square) che scriveva dalla nave ammiraglia Victory ancorata nel Golfo di Palmas nel periodo 1803 ? 1805.
?Dio sa che se ci fosse un?isola da possedere questa sarebbe la Sardegna, né Malta né nessun?altra. Essa é la più bella isola del Mediterraneo, possiede porti adatti a contenere gli arsenali e tutta la nostra flotta?l?eccessivo cattivo tempo ci ha costretto a proseguire verso il Golfo di Palmas, dove siamo arrivati alle 11. E? una baia eccellente e comoda, con approdi buoni e sicuri per tutti i tipi di nave e in qualunque numero?? [Diario di bordo. Lunedì, 19 dicembre.]
Attività tradizionali
Il Comune si impegna a favorire e a promuovere gli antichi mestieri e a custodirne la memoria, a rilanciare le produzioni tradizionali (agricole. ittiche, artigianali, etc..), sapendo che molte di queste attività possono rappresentare ancora un?importante fonte di reddito se sostenute da incisive azioni amministrative
Il settore agroalimentare è stato per anni la più importante fonte di sostentamento della comunità antiochense, rivestendo fino a pochi anni fa un ruolo di particolare rilievo, non solo dal punto di vista economico. È stato tradizionalmente il primo comparto per entità di valore aggiunto, oltre ad aver contribuito in modo determinante a definire l?immagine della nostra isola, si pensi al carignano, ma anche alle colture cerealicole della piana di Canai.
La sfida a cui siamo chiamati, assieme agli operatori del settore, è quella di dare un futuro a un?attività che ha caratterizzato il nostro passato e la nostra identità culturale. Nello stesso tempo dobbiamo riuscire ad applicare le giuste sinergie tra agricoltura e turismo per favorire la commercializzazione dei prodotti locali, in particolare quelli agricoli.
La nostra isola non possiede grandi estensioni agricole per cui anche la quantità delle produzioni è limitata, e non in grado di far fronte in termini di quantità e di costi alla crescente globalizzazione dei mercati. È necessario quindi proporre un?offerta fortemente caratterizzata dalla qualità e dalla tipicità del prodotto che sia quindi in grado di rispondere più efficacemente alle tendenze emergenti nel consumo che premiano la ricerca del gusto, della genuinità, del valore nutrizionale.
Tra le prime iniziative di supporto è necessario disporre di una mappa dei suoli aggiornata che indichi la vocazione della tipologia agricola delle diverse località dell?isola e le tuteli da tutti gli interventi che ne possano compromettere la fruibilità.
È necessario quindi individuare tutti gli strumenti normativi per supportare, promuovere e difendere l?attività agricola isolana anche attraverso l?individuazione di marchi che garantiscano qualità e provenienza dei prodotti e l?avvio di iniziative tendenti a rivendicare deroghe nell?applicazione delle norme comunitarie per le produzioni, in particolare agricole, proveniente dalle isole minori del mediterraneo.
Una particolare attenzione verso l?attività agricola attraverso incentivi e stimoli, per sostenere e supportare le aziende che intendono avviare l?agricoltura biologica nel nostro territorio, verso la Cantina Sociale affinché assuma l?impegno di indirizzo e supporto alle aziende che intendono rilanciare le produzioni agricole e valorizzare i prodotti locali
Analoghe iniziative devono essere rivolte verso le cooperative dei pescatori interessate a superare l?attuale fase critica che attraversa il settore. La presenza a Sant?Antioco della più importante marineria sarda che pratica la piccola pesca ci impone di supportare con impegno questa rilevante attività produttiva attraverso strumenti normativi e operativi che consentano di superare l?attuale crisi che attraversa il settore.
La necessità di un porto pescherecci (e non di un semplice approdo) e di rendere disponibili nuove aree alla pesca, e nel contempo di limitare l?attività in quelle più sensibili in modo da creare zone di ripopolamento ittico, devono impegnare l?amministrazione in un?azione tesa a progettare e realizzare nuove infrastrutture, a rivendicare l?area interessata dalle servitù militari a fini più pacifici e a creare un?Area Marina Protetta per consentire l?interazione tra pesca, turismo e salvaguardia del territorio.
È necessario reperire le risorse per avviare la salvaguardia ambientale e la valorizzazione a fini produttivi della laguna di Sant?Antioco concordandone gli interventi con i comuni limitrofi e con le marinerie locali. Uno studio e un contestuale piano di fattibilità per la coltivazione della Pinna Nobilis deve rappresentare un importante avvio per la salvaguardia e la promozione della nostra identità e dei nostri saperi e dei prodotti che appartengono alla nostra cultura. Il bisso è una delle grandi opportunità che il nostro territorio deve saper cogliere.

ATTIVITA? SOCIALI
Meno assistenza più welfare
Le politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà, la mancanza di posti di lavoro, la presenza nel nostro territorio di una forte popolazione appartenente alla terza età che vive con pensioni al limite della sussistenza rappresentano la causa del disagio economico e sociale in cui versa una rilevante quota di popolazione.
La nuova amministrazione dovrà dedicare una particolare attenzione ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza.
Per far fronte a questa emergenza è necessario costruire e condividere una rete di servizi e di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, con il terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli. Unico modo per trasformare le attuali prestazioni rigide e predefinite in prestazioni flessibili e diversificate, basate anche su progetti personalizzati (uno sportello per l?inserimento lavorativo di persone svantaggiate, un utilizzo mirato della legge 162/98 riservata alle persone con disabilità grave); per affermare il diritto all’inserimento sociale e per avviare una nuova politica che promuova l’inclusione sociale.
Occorre ottimizzare l?applicazione sul territorio della legge quadro delle politiche sociali, la 328/2000, saper integrare le politiche sociali con quelle sanitarie, seguendo anche le indicazioni del nuovo Piano Sanitario Regionale in via di approvazione da parte del Consiglio Regionale.
Lo slogan ?meno assistenza più welfare? deve diventare il motivo conduttore delle attività sociali del Comune di Sant?Antioco. Al fine di garantire una oculata gestione e distribuzione degli interventi assistenziali è fondamentale il superamento dell?assistenzialismo, eliminando i sussidi a pioggia per sostituirli con reali servizi alle persone e ai soggetti più svantaggiati. Solo nei caso eccezionali si può pensare di sostituire i contributi straordinari con piccoli prestiti per superare le emergenze familiari.
L?assessorato all?urbanistica dovrà avviare iniziative di sensibilizzazione per progettisti, operatori di servizi pubblici e funzionari della amministrazione pubblica al fine di favorire il l?abbattimento delle barriere architettoniche e di eliminare alla radice eventuali storture di applicazione pratica della normativa in materia.
È importante valorizzare il ruolo degli anziani nella società affinché ritornino protagonisti attivi nel proprio territorio di residenza.
assieme ai luoghi dove si organizzano attività ricreative, come gite, feste sociali, giochi e manifestazioni culturali, che permettono all?anziano di non rimanere e di non sentirsi isolato è necessario ampliare le iniziative e le attività in cui l?anziano può avere un ruolo socialmente utili, magari affiancando il Comune nello svolgimento delle sue mansioni.
Curare il verde pubblico, custodire e occuparsi della manutenzione di spazi verdi, contribuire alla sorveglianza nelle scuole, prendersi cura di anziani non autosufficienti o di disabili, sono solo alcuni esempi di attività in cui gli anziani possono impegnarsi attraverso una collaborazione attiva col comune.
Politiche giovanili e dell?infanzia
L?assenza di tanti giovani obbligati ad abbandonare la città a causa della mancanza di posti di lavoro sta trasformando Sant?Antioco in un paese sempre meno attivo e sempre più assistito. Per arginare questo fenomeno è necessaria una politica di prevenzione che supporti i giovani nella conoscenza delle eventuali opportunità che il territorio può offrire (l?informa giovani che informa, lo sportello unico che supporta, un?attività di orientamento continua e qualificata). Si tratta di coordinare queste attività affinché siano in grado di fornire informazioni per minori, giovani e famiglie sulla tematica giovanile.
Parallelamente è necessario attivare nelle scuole superiori, in collaborazione con l?azienda sanitaria, dei corsi di educazione sessuale al fine di prevenire l?espandersi di malattie sessualmente trasmissibile e le gravidanze non volute. Saranno inoltre previste delle agevolazioni fiscali per i pubblici esercizi che parteciperanno a questa campagna di prevenzione installando distributori di preservativi a basso costo, per garantire l?accessibilità reale di questo strumento di tutela della salute.
Sarà prioritario individuare uno strumento istituzionale che coinvolga i giovani e consenta loro di partecipare attivamente alla vita sociale: l?Osservatorio dei Giovani.
Questo strumento garantirà ai giovani un adeguato potere decisionale e all?amministrazione un continuo e proficuo confronto con le giovani generazioni. Anche in un ottica di un utilizzo razionale degli spazi e delle risorse e delle strutture pubbliche è necessario individuare spazi fisici da riservare alle attività tipiche dei giovani: un Centro di Aggregazione Sociale, una sala musica a loro disposizione (chiedendo in cambio agli artisti in erba di garantire serate gratuite per la comunità antiochense), laboratori attrezzati etc?
Considerata l?esiguità degli edifici pubblici sarà fondamentale razionalizzare l?utilizzo degli spazi e delle strutture comunali per renderle disponibili ai bisogni dei cittadini singoli e associati e aprire e utilizzare il complesso delle strutture e delle attrezzature scolastiche. Si tratta di un grande progetto di ottimizzazione delle strutture e delle risorse della comunità potenziandole e indirizzandole a svolgere precipue funzioni di socializzazione e di incontro per giovani, adolescenti, ragazzi, bambini, ma anche iniziative per promuovere l?alfabetizzazione informatica dei giovani e degli anziani finalizzata alla riduzione del ?digital divide? culturale estendendo l?accesso alla rete internet e, in particolare, ai servizi forniti dalla pubblica amministrazione sul web, anche alle categorie svantaggiate sul piano sociale ed economico.
La nuova amministrazione intende dedicare una particolare attenzione verso le nuove generazioni come primo significativo passo rinominerà l?assessorato che si interessa di problemi sociali e della questione giovanile in ?Assessorato alle Attività Sociali e alle Politiche Giovanili?
Il consiglio comunale dei ragazzi, finalmente istituzionalizzato dovrà avere un importante ruolo nelle scelte che riguardano le politiche sociali dei più giovani.
Questo organismo sarà chiamato ad organizzare, coinvolgendo associazioni ed educatori, attività per i bambini con precisi scopi educativi e per promuovere ideali e valori importanti quali l?uguaglianza, la pace, solidarietà, la libertà, il sogno, l?amore etc?
Servizi sociali
È necessario riorganizzare l?intero settore con una particolare attenzione ai servizi alla persona attraverso un dialogo costante tra famiglie ed ente locale, rendendo alla famiglia un ruolo pubblico capace di confrontasi col terzo settore (dal volontariato alle imprese sociali).
Utilizzando le leggi di settore è oggi possibile progettare interventi non assistenzialistici, talvolta individualizzati e specifici per casi particolari.
Si pone inoltre con forza la necessità di decentrare i servizi comunali per raggiungere il maggior numero di persone.
La richiesta sempre più pressante dei cittadini che vivono nell?area di Monte Cresia di avere una farmacia vicina, deve essere accolta chiedendo alla regione l?autorizzazione e eventualmente creando una società mista pubblica e privata per la sua gestione.
Casa e famiglia
La politica della casa è un altro dei punti dolenti della nostra comunità. Assistiamo ad uno strano paradosso: il bisogno di case per i residenti sale proporzionalmente alle nuove abitazioni che si costruiscono a Sant?Antioco. È necessario avviare una politica mirata verso la realizzazione di abitazioni che soddisfino il fabbisogno dei residenti. Il Comune dovrà, in tempi ragionevoli, alienare parte del proprio patrimonio abitativo per costruire nuovi edifici in grado di rispondere ai bisogni dei meno abbienti.
Il comune attuerà tutte le azione amministrative per applicare fattivamente il disposto del punto 12) art. 1 dello Statuto Comunale affinché si realizzi concretamente nel proprio territorio la pari dignità tra tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, di appartenenza a famiglie ?regolarmente? costituite o meno.
Il Comune si impegna a creare un servizio di pronto intervento sociale a supporto di situazioni di improvviso aggravato disagio dei soggetti, con contestuale snellimento delle procedure di intervento.
Sport
E? nostro compito dare ad ogni individuo la possibilità di praticare sport, in particolare ai giovani, ed è pertanto necessario facilitare l?accesso agli impianti sportivi esistenti e nel contempo verificare tutte le opportunità per la realizzazione di nuovi impianti. Il ruolo della Pubblica Amministrazione deve essere complementare all?azione delle società sportive, dell?associazionismo e dei movimenti sportivi, nella convinzione che il diffondersi di una regolare pratica sportiva contribuisca ad innalzare la qualità dei comportamenti individuali e gli stili di vita della comunità.
Impiantistica
Agli impianti attualmente in uso (ormai insufficienti e alcuni anche obsoletti), e alle strutture esistenti negli edifici scolastici dovranno, nel tempo, essere affiancati altri impianti al fine di favorire un ulteriore avvicinamento alla pratica sportiva di un numero più consistente di cittadini. Tale obiettivo potrà essere conseguito sia cercando di recuperare i finanziamenti destinati per la costruzione del nuovo palazzetto dello sport (individuando immediatamente l?area per la costruzione), sia realizzando nuove strutture e valorizzando le opportunità che strumenti quali il ?project financing? possono assicurare ? ossia la realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione, un modello per il finanziamento e la realizzazione di opere pubbliche del tutto nuovo nella disciplina di settore che potrebbe porre rimedio alla cronica scarsità di fondi pubblici – . Questo sistema potrebbe essere impiegato per la costruzione di una piscina riscaldata con le energie rinovabili.
Lo sport come promozione della società e delle società
Compito primario di ogni Amministrazione è fornire alle Società Sportive impianti e palestre che siano agibili, funzionali ed igienicamente conformi alle normative di legge utilizzando i i finanziamenti di settore per la messa a norma degli impianti.
Le società dal canto loro per poter accedere ai contributi comunali dovranno essere iscritte all?Albo Comunale e Regionale.
Sport e Scuola: progetto Attività Motoria e Sport nella Scuola
Si intende promuovere la crescita culturale dei cittadini, il senso e l?esercizio delle responsabilità degli operatori scolastici, comunali e delle associazioni sportive costruendo un sistema integrato di coordinamento delle politiche per la lotta alla dispersione scolastica, per l?orientamento e la valorizzazione della cultura e della creatività degli studenti, dei genitori, degli operatori scolastici, degli operatori delle associazioni del territorio.
Realizzare un percorso educativo nel quale la cultura e la pratica sportiva possano diventare:
- percorso del benessere psicofisico da utilizzare per tutti i soggetti, compresi quelli diversamente abili, in ogni momento della vita scolastica;
- momento di confronto sportivo;
- strumento di attrazione per i giovani e di valorizzazione delle capacità individuali;
- momento di sensibilizzazione e di prevenzione nei confronti dei fenomeni legati al doping;
- strumento di diffusione dei valori positivi dello Sport e di integrazione fra giovani di diversa provenienza culturale e geografica;
- strumento di prevenzione della dispersione scolastica;
Favorire lo sviluppo delle Associazioni Sportive Scolastiche che potranno occuparsi di iniziative culturali e del tempo libero, di pratica sportiva e dell?orientamento sportivo degli studenti oltre che della definizioni di accordi, consorzi con le associazioni sportive del territorio di concerto e sulla base di intese con gli Organi Collegiali e con gli Organi del Municipio.
Favorire lo sviluppo delle Associazioni sportive, perché queste rappresentano un concreto punto di riferimento per la definizione di rapporti e progetti tra Scuola e Municipio.
Promuovere uno ?sviluppo compatibile? e programmato dal punto di vista culturale ed educativo di tutte le discipline sportive;
Favorire e regolamentare l’uso degli impianti sportivi scolastici e comunali per attuare pienamente il diritto allo Sport per tutti.

PIANO DELLE OPERE PUBBLICHE
Meno improvvisazione e maggior programmazione
Eliminare l?improvvisazione nella realizzazione delle opere pubbliche significa avviare una stagione di programmazione affinché la comunità possa disporre di opere utili e venga definitivamente abbandonata l?idea di realizzare ?monumenti? inutili e spesso dannosi, per il solo fatto che si è trovato un finanziamento. Programmare significa stabilire tempi e modi e saper scegliere privilegiando quindi la realizzazione di opere che favoriscono la vivibilità della città, garantendo l?accesso da parte dei diversamente abili ed eliminando gli interventi dispendiosi ed inutili
Affinché si avvii una reale condivisione delle opere è necessario sottoporre a VIA strategica tutte le opere pubbliche rilevanti, quelle a forte impatto ambientale e qualsiasi intervento che apporti sostanziali modifiche al centro urbano (piazze, luoghi di incontro, edifici storici etc?) e ai siti che rappresentano testimonianza della storia e della cultura locale. Per consentire un margine di manovra finanziaria, nella realizzazione delle opere pubbliche si seguirà la buona norma di destinare tutti i finanziamenti disponibili e compatibili con la realizzazione di opere pubbliche al cofinanziamento dei progetti. Purtroppo la nuova amministrazione dovrà pagare una forte penalizzazione derivante dalla mancanza di programmazione della precedente giunta che non avendo avviato le opere pubbliche nonostante esistesse la copertura finanziaria, per alcune derivante da finanziamenti ascrivibili alle precedenti amministrazioni, ha perduto la possibilità di realizzare le opere (in questa situazione potrebbero trovarsi il palazzetto dello sport, l?ampliamento del depuratore, l?escavo del canale di accesso al porto).
Inoltre, la scarsa partecipazione di Sant?Antioco alla progettazione integrata, dovuta alla mancanza di lungimiranza della precedente amministrazione, sarà un forte vincolo che condizionerà negativamente la possibilità di accedere ai fondi dei bandi POR che verranno banditi nei prossimi anni. Sarà comunque impegno della prossima amministrazione fare quanto sarà possibile per recuperare i finanziamenti chiesti indietro dalla regione e dallo Stato.

ALLEGATO A

LA SINISTRA PROGRESSISTA

  1. parole
    18 Dicembre 2006 a 12:26 | #1

    parole parole parole….

  2. giuseppe
    18 Dicembre 2006 a 13:37 | #2

    …soltanto parole,parole tra noi.

  3. thesea
    18 Dicembre 2006 a 13:47 | #3

    Prima delle elezioni si possono giudicare solo le parole,oltre alle persone che le dicono…Poi giudicheremo i fatti caro “parole”!

  4. Annibale
    18 Dicembre 2006 a 14:03 | #4

    Chi davvero parla di rinnovamento e progresso, e tiene alle sorti della comunità antiochense, non si presenta con una coalizione nella quale più giovane dei suoi componenti è come un arredo della casa comunale. Che belle parole, non c’è che dire, (mi associo al commento laconico di chi mi ha preceduto), peccato però che sono state pronunciate da chi è stato prima in maggiorandza e poi in silenzio, fra i banchi dell’opposizione fino a ieri, all’ombra di un certo ex sindaco, ex presidente della regione, poi deputato, poi sottosegretario, poi di nuovo senatore, che ancora vorrebbe condizionare la politica di Sant’Antioco con il suo esercito di burattini come si faceva un tempo. Siete uguali a tutti gli altri, nel solito vostro programma elettorale, non ci sono altro che parole, parole, parole.

  5. Asdrubale
    18 Dicembre 2006 a 14:12 | #5

    Annibbale sabato hanno parlato un bel pò di giovani con cognizione di causa:forse eri un pò distratto.
    Ma ti capisco non posso aspettarmi molto di più da un elettore di centro destra: distratto come è stato eusebio per 5 anni…
    Distratto, distratto,distratto
    0 furfante?

  6. Gewalt
    19 Dicembre 2006 a 18:59 | #6

    Perchè esistono programmi che fanno direttamente i fatti?? A quanto ne so io TUTTI i programmi sono parole scritte nero su bianco. E questo vale da una parte che dall’altra. Se conoscete qualche partito che non rientra in questa categoria e che agisce esponendo il proprio programma bene… allora dite chi così lo votiamo subito.
    A parte che io non avevo mai sentito di formazioni politiche che esponevano il proprio programma con la gente comune!??!
    Ho leggiucchiato questo programma e da quel poco che ho letto lo trovo molto interessante. Me gusta muchos.. Stasera lo finirò di leggere…
    Bieusu…

  7. Medioman
    20 Dicembre 2006 a 10:46 | #7

    Gewalt invece questi qui l’hanno fatto per la gente comune..strano no?

  8. Gewalt
    20 Dicembre 2006 a 17:06 | #8

    A me non interessa per cosa l’hanno fatto. Fatto sta che mi hanno dato l’occasione ( io non c’ero ma avrò modo di sapere qualcosa in più a riguardo) di conoscere e COMPRENDERE il loro programma; è matematicamente impossibile che riescano a realizzare tutti questi progetti perchè le difficoltà sono enormi.quindi non aspettiamoci mago merlino&company ma si noterà subito se questa nuova formazione politica è riuscita o no a gettare una bozza o dare sta spinta ( ihih ).
    Con l’ultima amministr. comunale abbiamo visto com’è andata perchè non sperimentarne una nuova?
    Sant’ Antioco sta male dentro.Ne convenite?
    A me il programma piace.

  9. annibale
    20 Dicembre 2006 a 20:36 | #9

    Non c’ero sabato, ma solo oggi ho appreso che l’ombra di Cabras si è materializzata quasi per magia, fagocitando i volti di tutti i giovani che hanno parlato credendo di essere uomini liberi. Asdrubale ti sei distratto per vent’anni, ma Cabras e Baghino hanno sempre barattato la città di Sant’Antioco per interessi personali e di partito, chiedilo ai tuoi concittadini. In ogni caso una proposta politica onesta, dovrebbe saper prescindere da questi brutti ceffi! Una sola precisazione; sono un elettore di sinistra!

  10. L’Uomo Nero
    22 Dicembre 2006 a 12:08 | #10

    Annibale io sabato c’ero e ho esposto parte del programma: devo dirti sinceramente che non mi son sentito così “fagocitato” da Cabras e co. come sostieni tu.
    La libertà è un concetto aleatorio e personalizzabile ad libitum, soprattutto in certi contesti: per quanto mi riguarda sta nel poter dire delle cose che mi stanno a cuore, pubblicamente, senza strumentalizzazioni di alcuno.
    E che tu ci creda o no è quanto è successo sabato.
    E’una parvenza di libertà la mia, secondo te?
    Fino a prova contraria: ma che la tale tua enunciazione di principio non venga da un pulpito troppo alto per essere verosimile…
    L

  11. fabrizio
    23 Dicembre 2006 a 3:59 | #11

    Per migliorare e fare l’interesse della comunita’ bisognerebbe formare una nuova lista di candidati scelti dal popolo magari di persone che non sono mai state in politica. Di sicuro ognuno di noi stima una persona che certamente gode della stima di molte altre per motivi di correttezza e moralità. Se si facesse una lista di una decina di persone CORRETTE sarebbe un plebiscito.

  12. spartacus
    1 Gennaio 2007 a 15:57 | #12

    annibale per come scrive e per i pregiudizi che lo animano è quasi certamente uno “sconfitto” o se si vuole un “perdente”. La storia amministrativa di s.antioco letta con occhiali adeguati non è sempre stata così buia e triste come la dipinge, forse non sopporta che un gruppo di giovani sia animato dalla volontà di riprendere con gli opportuni aggiustamenti idee e programmi che avevano già dato alcuni risultati. In politica bisogna avere determinazione e pazienza prima o poi i conti tornano, un pò più di fiducia nel prossimo non guasta.

  13. annibale
    2 Gennaio 2007 a 19:27 | #13

    Spartacus, parli come un raccomandato (il che è tutt’altro inverosimile con i tempi che corrono)che a spada tratta, difende il suo benefattore. Non si tratta di essere più o meno pessimisti sul futuro di Sant’Antioco, si tratta solo di prendere atto che i protagonisti della prossima campagna elettorale, quelli che conteranno, in altre parole, quelli che muoveranno le fila, saranno sempre gli stessi personaggi che da vent’anni scelgono di barattare i diritti delle persone con la carriera politica ai vertici dei partiti (Cabras compreso, ovviamente).
    Quanto a te Uomo Nero, sono certo della tua buona fede e non discuto che tu ti senta libero come nessun altro, ma credimi, qualcuno ha chiesto il permesso per candidarti e farti parlare all’incontro di sabato. Per il bene del paese, dunque, non basta sentirsi liberi, bisogna esserlo veramente!

  14. spartacus
    3 Gennaio 2007 a 11:10 | #14

    nel lessico di annibale ricorrono sempre “diritti”, “benefattore”, mai “doveri”, “capacità”, “successo” temo di avere colto un problema : una difficoltà a credere che il futuro si costruisca con il talento, il lavoro e la determinazione di ognuno di noi, i benefattori intervengono quando manca tutto questo. Il mio dubbio è, nel caso di annibale, se manca il talento o il benefattore.Preferisco pensare ci sia il primo e ancora non sia riuscito ad emergere, ma perchè questo avvenga non aiuta parlare male degli altri. Insisto occorre più fiducia nel futuro e nel prossimo.

  15. L’Uomo Nero
    3 Gennaio 2007 a 11:46 | #15

    Caro Annibale anche tu chiedi il permesso al tuo medico per usufruire delle cure sanitarie; chiedi il permesso per passare in una strada affollata o in una coda stradale se hai un’urgenza; chiedi il permesso di parlare in un assemblea pubblica o condominiale se pensi di poter dire delle cose importanti per un corretto vivere civile o per difendere un tuo diritto; chiedevi il permesso per uscire o fare un pò più tardi del solito ai tuoi genitori quando eri un giovincello scapestrato: in quel periodo chiedevi il permesso ai tuoi amici per giocare a pallone, se arrivavi in ritardo.
    Ti senti e ti sentivi meno libero o indipendente facendo ciò?
    Hai bisogno di mecenati o mentori finanche politici perchè la tua liberta’ e i tuoi pensieri vengano tutelati o espressi?
    Credo non ci sia bisogno di suggerirti la risposta.
    Con stima.
    L

  16. annibale
    4 Gennaio 2007 a 19:47 | #16

    Spartacus, sono sempre più convinto che tu sia un raccomandato, in altre parole lo stereotipo di un uomo che non si è mai conquistato il suo ruolo sociale, ma lo ha ottenuto bussando alla porta delle stesse persone che oggi si trova costretto a difendre dalla pubblica gogna elettorale.
    Uomo nero, quando la maestra alla prima lezione di educazione civica mi disse che in democrazia comandano i cittadini, io pensai che quelle affermazioni non fossero completamente sincere, perchè quando a scegliere i candidati sono sempre le stesse persone, significa che solo queste comandano veramente e che per loro la democrazia e la rappresetatività politica, non hanno nessun valore; mi meraviglia che ancora non te ne sia reso conto!? Se facessi un sondaggio vero, non taroccato come quello di Gaviano, ti renderesti conto che Cabras, ovvero il tuo magnate, il tuo padre eterno, chiamalo come ti pare, di voti a San’Antioco, ne ha veramente pochi, ma ciononostante continua, non si sa bene come, a rinnovare i suoi mandati parlamentari, evidentemente solo con il voto di persone che non lo conoscono, o con le strategie e le distorsioni di sistemi elettortali quasi o completamente proporzionali. Mi spighi dove sta il limite tra la normalità e la presa per il culo in tutto questo? Mi spieghi dove sta la democrazia se uno non lo caga nessuno e te lo ritrovi sempre eletto e per candidarti o prendere la parola, devi perfino scomodare qualcuno per chiedergli il permesso?
    Continua a bussare e a chiedere il permesso al capezzale di chi comanda, magari insieme a spartacus, io proverò a cercare qualcuno meno rassegnato e sconfitto di voi che ancora creda che il mondo sia di tutti gli uomini, nessuno escluso!

  17. L’Uomo Nero
    5 Gennaio 2007 a 11:09 | #17

    Annibale non c’è nulla di peggiore che cercare di parlare con un muro, con chi non si smuove dalle proprie convinzioni manco a colpi di mortaio.
    Probabilmente dal tuo punto di vista l’unica cosa da fare e il tuo cinismo probabilmente l’aveva già notato la tua professoressa di educazione civica.
    Non è mia intenzione cambiare la tua visione del mondo, non rientra nel mio modo di pensare cercare di convincerti quanto pio sia Cabras e quanto demoniaco sia Baghino: il peso specifico delle persone si commenta sa solo, basta fare un giro per le rovine di S.Antioco.
    E pesare: a meno che non si abbia una ventina di chili di prosciutto sopra gli occhi.
    Questo non ti permette, e scusami la franchezza, di stare attento ai particolari (questo nel rispetto dei tuoi convincimenti ma permettendomi una difesa incera dei miei, visto che non conosco Cabras se non di fama quindi figurati se puoi affermare che è il mio “magnate”, come dici tu, o il mio Padre Eterno!): al di là di una legge elettorale che anch’io considero una porcata, Cabras è uno dei più influenti dirigenti dei DS, uno dei più importanti partiti italiano: capisci quindi che con tali presupposti è inevitabile essere eletti.
    E sarebbe stato eletto anche se non lo avessero candidato in Sardegna:era pronta alla bisogna una candidatura in un’altra regione d’Italia (hai presente la storia del figlio di Cossiga eletto con i voti dei sardi?).
    Quindi per concludere il nostro colloquio – direi abbastanza sterile perchè tanto ognuno rimane sulle sue posizioni – ti posso assicurare che per impegnarmi con gli amici della sinistra non ho bussato in nessuna porta, non ho alzato nessuna mano per poter parlare, non ho leccato nessun nobile deretano: mi è stata chiesta una forma d’impegno, fattiva, concreta alla quale ho risposto con entusiasmo.
    Questo è quanto: nessun artificio machiavellico, nessuna rito segreto da massoneria da supermercato, nessuna richiesta ai Piani Alti.
    Tutto alla luce del sole.
    Che tu ci creda o no.
    L

  18. annibale
    9 Gennaio 2007 a 19:35 | #18

    Uomo nero hai ragione la nostra conversazione è sterile, sarebbe più utile guardarsi intorno per evitare di incappare nelle rovine della nostra storia recente e magari ogni tanto leggere qualche intervista come quella che qualche giorno fa (4 Gennaio) è apparsa sull’Unione Sarda. In questa occasione, lo statista Senatore Cabras rivelava con la laconicità che contraddistingue gli uomini di potere (che a quanto pare fanno ancora pisciare le mutande a qualcuno), che secondo lui il futuro della sardegna si cela dietro l’industria chimica ed energivora e poi dopo, naturalmente, anche sul turismo. Lascio a voi ogni commento su chi ha pronunziato questa bagianata,(perdonami, avevi ragione, continuerò a pensare da uomo libero) ma non senza ricordare che si tratta della stessa persona che qualche anno fa, aveva fatto il diavolo in quattro per mantenere in piedi uno stabilimento con il quale a Sant’Antioco, si era barattato il lavoro con il cancro per continuare a restare ai vertici della politica e guardarci tutti dall’alto. Stai attento a non farti male con quelle macerie, perchè anche in casa degli amici di sinistra se ne sono prodotte tante per causa degli stessi burattinai che ancora oggi tengono saldamente in mano i loro fili. Tu naturalmente non ne sai niente di tutto questo, non hai mai mai bussato sommessamente alla porta del capo, ne tanto meno annusato il deretano di nessuno, io ti credo, ci mancherebbe altro, ma non posso nasconderti che se fosse vero quello che dici, saresti l’unico minchione a non sapere come da sempre vanno le cose tra gli amici di sinistra di Sant’Antioco. Al di là di tutto, non preoccuparti, di burattini come te se ne sono candidati tanti, non sarai ne il primo ne l’ultimo. In bocca al lupo!?

  19. L’Uomo Nero
    10 Gennaio 2007 a 10:27 | #19

    Annibale, Annibale “uomolibero” quante stupidaggini qualunquiste stai sparando. Tra l’altro hai anche sbagliato persona per raccontare le tue fregnacce simil-ambientaliste: stai parlando con il figlio di un ex-lavoratore della Sardamag che si è fatto le fiaccolate e tanto altro per tenerla aperta.
    Quindi le sciocchezze del tipo Cabras ha barattato il cancro con il lavoro per un futuro da politico valle a raccontare alle 300 persone che li dentro ci lavoravano e non la rimpiangeranno mai abbastanza: se hai studiato abbastanza in quel periodo il Nostro era Presidente della Regione, ergo…
    Inoltre permettimi un ragionamento semplice, semplice che capirebbe pure un indottrinato come te: non credi che se le cose tra gli amici di sinistra andassero in modo così idilliaco come dici tu, se quegli stessi amici di sinistra avessero tutto quel potere decisionale che pensi tu in paese- senatore Cabras compreso – non credi che ci saremmo risparmiati 15 anni di calamitose giunte di centro-destra nelle quali, mi pare di capire, tu ti ci sei trovato assai bene?
    Quindi risparmiami gli attacchi al centrosinistra:l’alternativa sarebbe assai peggiore.
    In questo, ma solo in questo, hai proprio ragione tu: vai a farti un giro per le rovine di S.Antioco e guardati attorno…
    Ora scusami che devo accordare i miei fili da burattino: tu intanto continua a difendere l’indifendibile come quel giapponese che negli anni ’90 continuava a combattere la Seconda Guerra Mondiale.
    L

  20. Ex-Sardamag
    10 Gennaio 2007 a 15:12 | #20

    Barattare l’industria col cancro?
    Ma sei stupido o cieco Annibale?
    Hai mai visto i dati (quelli veri non quelli inventati da gente come Steri) sulle malattie di S.Antioco? Esattamente nella media.
    Prova a farti un giro tra gli ex lavoratori della Sardamag e le loro famiglie. Ti accorgerai che nessuno è malato di cancro. Non avrai confuso la Sardamag con quel polo infermale che è Portovesme?Lì sì che i dati sono VERAMENTE ALLARMANTI…eppure non ho visto nessuno sfilare per la chiusura di quelle industrie. Forse inquinano meno della ex Sardamag? Non penso che sei così scemo da dire questo. Eppure sono ancora lì, a sputare veleno su S.Antioco (quando il vento lo spinge qua). Dov’è Steri? Perchè non sfila più? Forse a Portovesmi ci son troppi interessi?
    Sei proprio un imbecille!

  21. annibale
    11 Gennaio 2007 a 19:19 | #21

    Uomo nero ti rammento che l’unico che cerca di difendere l’indifendibile sei proprio tu, io non ho mai difeso nessuno; d’altra parte con tante macerie ci vorrebbe davvero coraggio a difendere personaggi come Cabras e Baghino che ne hanno causato una buona parte. A sentirti parlare cercando di accampare delle difese per l’illustre senatore, sembri il candidato più vecchio di tutta la prossima campagna elettorale. Finiranno per non votarti (io non ne ho mai dubitato) perfino gli amici della sinistra!
    Quanto a te Ex Sardamag, io sarò scemo, ma la conferma che tu sei un coglione e bugiardo, la possono trovare tutti i cittadini di Sant’Antioco nei dati che l’Università di Cagliari aveva raccolto su incarico della provincia di Cagliari, a metà degli anni ottanta, tutti pubblicati su i maggiori quotidiani Sardi; avevamo il più alto tasso di mortalità di cancro in Sardegna e uno dei più alti d’Italia; non se ne sono accorte soltanto le persone più fortunate, credimi. Con i dipendenti Sardamag Cabras ha organizzato con successo un paio di campagne elettorali e anche oggi come ai vecchi tempi, con il compare Eusebio, sta facendo altrettanto.
    Ok, Sig. Uomo nero e Sig. Ex Sardamag, passi tutto quello che avete detto, ma abbiate almeno il coraggio di fare la vostra proposta concreta: “riapriamo la Sardamag”!?

  22. L’Uomo Nero
    12 Gennaio 2007 a 11:10 | #22

    A botta corrisponde risposta.
    A frase corrisponde pensiero.
    Ma il pensiero che è celato dentro la frase non è detto che debba interpretarlo il primo che passa e decide di fare campagna elettorale per conto terzi.
    Ora ripeto piano, piano ciò che ho detto in vari interventi così magari capisci meglio.
    1) Ho solo detto che Cabras a suo tempo era Presidente della RAS e di fronte agli appelli di persone che chiedevano “solo” la conservazione del posto di lavoro ha acquisito con la finanziaria regionale la proprietà della fabbrica:guarda caso il medesimo passo che sta facendo Soru con la Legler e con altre fabbriche di Ottana.
    Non mi pare difesa di parte di Cabras ma Storia.
    2) Mai chiesto di riaprire la Sardamag-Seamag:quello industriale è un modello di sviluppo che ha fatto il suo tempo e che, se andave bene negli anni ’60 è deleterio ai giorni nostri.
    Ho solo detto che a suo tempo avrei fatto di tutto per tenerla aperta:è sotto gli occhi di tutti che il declino economico del paese (al di la’ del declino morale e culturale iniziato con la Giunta Baghino) è iniziato quando la Seamag ha chiuso.
    Non mi pare difesa della Sardamag ma Storia.
    3) Se devi fare campagna elettorale almeno falla in modo decente e con la schiena dritta: dicci perlomeno chi è il ventriloquo che ti fa sragionare, dicci quali sono le proposte del tuo Grande Vecchio (Magnate lo chiamasti un tempo, impropriamente) e bando alle menate senza costrutto.
    Quindi se vuoi chiaccherare e confrontarti veramente, sul serio, senza paura di nessuno, con la coscienza che quello che stai dicendo è condivisibile da altri vieni pure mio blog http://uomonero.blog.tiscali.it.
    Altrimenti continua a vivere nel tuo personalissimo modello di sviluppo economico alternativo che vede in S.Antioco il nuovo paradiso tropicale che vive di carignano, turismo di massa e fiori di lilla’(questa è del Carax)!
    L

  23. L’Uomo Nero
    12 Gennaio 2007 a 11:59 | #23

    Per ciò che concerne la questione del voto (non hai dubitato di che? Pensa un pò te che ho 3 fratelli.
    Mio padre 9 con relativa prole maggiorenne:e siamo a S.Antioco non a Bombay!!!Dunque…):il sogno di ogni persona che si candida non è tanto prendere voti tra quelli che la pensano come te -sarebbe come rubare le caramelle a un bimbo – ma soprattutto convincere quelli dell’”altra sponda” che è il caso di voltare pagina…
    Dunque…
    Ti aspetto nel blog per parlare di cose serie, và…
    L

  24. giovanni
    15 Gennaio 2007 a 14:30 | #24

    il programma dei progressisti che ho appena letto,lo reputo in linea con le esigenze di sant’antioco,bisognera’ vedere poi la sua attuazione in tutto, oppure in parte da parte dei
    progressisti eletti,fermo restando lo’ scetticismo vigente, io abito in questa bellissima cittadina da quarant’anni e sè pur non essendo nato qui mi sento sant’antiochese d’adozione,auspico a chi verra’ eletto una grande fermezza e determinazione all’attuazione del programma, visto che la quarta isola piu bella del mediterraneo meriti una classe dirigenteche lavora per i cittadini e non contro di essi.

  25. Ex-Sardamag
    15 Gennaio 2007 a 17:28 | #25

    Rispondo solo a una cosa: parli di quegli stessi dati dell’Università di Cagliari che furono clamorosamente smentiti perchè NON ATTENDIBILI???
    Se dici le cose devi dirle tutte carissimo. Scoppiò un putiferio quando venne fuori che quei dati erano stati mezzo inventati…però nessuno questo l’ha mai ricordato ai cari cittadini antiochensi! E con questo ti saluto!

  26. annibale
    16 Gennaio 2007 a 12:41 | #26

    Caro Ex Sardamag ti segnalo anche se non vorrai sentirlo, che fu smentito perchè non dimostrato, soltanto il nesso eziologico tra la polvere bianca che gli antiochensi ogni giorno ritrovavano sui davanzali e balconi delle proprie case, e le morti per cancro, ma non il dato statistico tratto da tutti i presidi ospedalieri della provincia di Cagliari. In pratica le morti di quegli anni ci sono state davvero e si sono consumate tutte concentrate a Sant’Antioco come mai prima di allora era accaduto, all’ombra dei camini della Sardamag; provate a smentirlo… Quanto a te uomo nero, diventi sempre meno convincente e appari sempre più propenso a pronunciare le parole che chi ti ha candidato vorrebbe sentirsi dire ogni giorno. Vorrei precisare poche cose:
    Io non sono candidato (tu lo sei e usi il blog per fare campagna elettorale, non solo da oggi, ma da sempre), ne tanto meno faccio capagna elettorale per qualcuno
    Sono contro Eusebio, Corongiu, Gianni Locci, e soprattutto Antonello Cabras che tu oggi rappresenti.Sprofonderemo ancora nel medioevo, a presto

  27. Ex-Sardamag
    16 Gennaio 2007 a 15:47 | #27

    No carissimo…quello che fu smentito fu che A S.ANTIOCO CI FOSSERO PIU’ MORTI DI CANCRO DEGLI ALTRI PAESI…ecco quello che fu smentito, ma che stranamente non venne fuori forse per non far fare brutta figura a qualcuno. Poi tu continua pure a credere alla storia della “polvere bianca”.

  28. L’Uomo Nero
    16 Gennaio 2007 a 16:32 | #28

    Annibale te l’ho già detto non intendo convincere nessuno.Tanto me chi come te difende l’indifendibile.
    Quello che scrivo e dico lo penso autonomamente.
    Non ho burattinai che mi muovono.
    Metto la mia faccia e il mio pensiero, che può essere o meno condiviso.
    Semplice e molto democratico.
    In democrazia puoi dire le stupidaggini più grandi del mondo tipo che la Sardamag ha causato uno scatafascio di persone malate di cancro.
    Considero rispettabile la tua opinione ma ciò non vuol dire che non la possa reputare una solenne minchiata.
    L

  29. annibale
    16 Gennaio 2007 a 18:39 | #29

    In realtà una posizione in questa campagna elettorale mi piacerebbe prenderla, benchè non nutra alcuna fiducia verso tutti i prossimi candidati a Sindaco, nessuno escluso. Sono contro l’ipocrisia di chi non ha il coraggio lottare contro chi ha usato la nostra città per fare carriera politica, contro chi non ha esitato a tenere in piedi la baracca fottendosene dello sviluppo del paese, semplicemente perchè rinunciare a mantenere gli ex dipendenti della Palmas Scave senza fare niente, avrebbe voluto significare perdere i loro voti. Gli hanno sfruttati, soltanto sfruttati, senza mai pensare lontanamente che avrebbero potuto dare molto allo sviluppo della città di Sant’Antioco.Nessuno di questi bastardi vostri protettori, a cui continuate a leccare il culo, oggi può vantare di avere messo in atto una iniziativa per il bene del paese, per il suo sviluppo economico e occupazionale. Si sono limitati tutti a elargire clientele in vista delle campagne elettorali. Il loro fine non era e non è il bene del paesee, ma soltanto restare in sella. I maggiori responsabili della nostra condizione di
    sfascio economico, sono dunque i Cabras i Baghino, i Locci, ma anche tutti i vecchi e giovani ceffi che ancora gli stanno attorno, come te, come Steri (ho appreso da poco della sua candidatura con Cabras il suo più accerrimo nemico se non ricordo male, cioè con la sinistra, confermami se è vero perchè ancora non ci credo) che non esitano ad entrare nella casa del mafioso pur di avre un po di quella visibilità che altrimenti non avrebbero.
    La mia unica posizione è che voterò soltanto il nuovo se ci sarà, altrimenti nella schedea elettorale, disegnerò una minchia e la dedicherò all’uomo nero, il più ingenuo o forse il più ipocrita fra tutti i candidati.

  30. antonello
    16 Gennaio 2007 a 18:45 | #30

    no dedicala a graziano

  31. Ex Palmas Cave
    16 Gennaio 2007 a 22:20 | #31

    Povero coglione Annibale sei come quelli che fanni i gay col kulo degli altri….
    Che cacchio vuoi che facciano per il bene del paese persone che hanno lavorato 30 anni nella Palmas Cave, dove vuoi che vadano a finire persono di 50 anni, chi vuoi che li prende?
    Si chiamano ammortizatori sociali e li avrebbbe dati qualunque politico non solo Cabras ,stronzo qualunquista.
    Spero che l’Uomo Nero non ti risponda come sicuramente fara’ perchè è troppo signore ma ti rispondo io da parte sua:quella m…..a ficcatela dove sai tu, idiota!!!!

  32. Luca
    17 Gennaio 2007 a 9:39 | #32

    Clap, clap, clap, clap… (standing ovation per Annibale, l’uomo libero)

  33. giovanni smimmo
    17 Gennaio 2007 a 15:24 | #33

    egregio signori mi rivolgo a quei signori che dalle pagine di questo blog, stanno discutendo dei danni ho dei privilegi che ha portato la costruzione dello stabilimento della sardamag,e sicuramente la verita’come in tutte le cose della vita sta’ in mezzo.sicuramente ci sara’ stata speculazione politica, quella cè sempre in tutte le cose che ci danno,come sicuramente la fabbrica ha portato inquinamento,ma ha portato anche un pizzico di benessere alla realta occupazionale locale.
    pero io leggendovi denoto in voi molta dialettica e incisivita’politica, denoto la vostra conoscenza profonda della realta locale passata attraverso gli anni e vi chiedo, seppur con idee diverse e con cultura diversa, non sarebbe piu opportuno confrontarvi dialetticamente in modo piu costruttivo sulle problematiche del paese, vista la vostra conoscenza dei problemi? certamente anchio che vivo da tanti anni la realta di sant’antioco ho visto secondo me chi ha contribuito al degrado, della nostra cittadina e chi a cercato di porvi rimedio ed è su questo che bisogna confrontarsi far si che si voti chi vive la nostra realta e non chi la vive standosene lontano, vorrei scusarmi con voi sè in modo inopportuno mi sono permesso di apportare un mio piccolo contributo al dibattito in corso un saluto giovanni smimmo

  34. Ex-Sardamag
    23 Gennaio 2007 a 15:26 | #34

    Annibale con le tue parole hai dimostrato quanto vali: MENO DI ZERO!!!
    Poveretto!

  35. Annibale
    23 Gennaio 2007 a 20:02 | #35

    Ex Sardamag, il punto non è quanto valgo io, ma quanto valgono le proposte politiche per il futuro della nostra città e della nostra isola. Chiamali come ti pare, anche ammortizzatori sociali, io preferisco chiamarli assistenzialismo, perchè si può contribuire al progresso della comunità anche a cinquant’anni, come fanno gli operai del parco geominerario che ancora stanno lottando (e lavorando) per conquistarsi un futuro migliore. Guidano dignitosamente i visitatori nelle viscere della terra, provvedono alla manutenzione e alla custodia dei siti minerari, non fanno le “scialle” come di solito si fa in quel di “Is Pruinis” a spese dei contribuenti. Non è colpa degli operai Palmas Scave se i soldi pubblici si spendono e non si investono, loro non hanno avuto alternative, ovviamente, in altre circostanze forse, anch’io come te, avrei partecipato al banchetto, chi lo può dire. La responsabilità è di chi gli ha parcheggiati in una cava dismessa, privandoli di un futuro per i propri figli. La colpa è anche di chi come te si accontenta di fare il servo, parando il culo al cospetto del padrone e fottendosene del fatto che ci sono più giovani antiochensi emigrati che giovani antiochensi residenti. Continuate a scegliere Cabras (Testa e Uomo Nero), Baghino, Locci, forse Corongiu (per questo non posso pronunciarmi non è classificabile), continuerete a scegliere politiche economiche e sociali fallimentari.
    Smimmo ti ringrazio per la pacatezza dell’intervento, sono certo che tutti raccoglieranno il tuo invito, io voglio provarci da adesso. La peggiore amministrazione del secolo è stata quella di Baghino, forse questo un giorno, potrà unirci tutti!
    Uomo Nero, non mi hai risposto alla indiscrezione su Steri con il Candidato Testa (e quindi anche con te) Non ho nulla da commentare, credimi,forse è il meno peggio, anche se mi fa sorridere pensare il nemico della sardamag e l’amico della sardamag dormano nello stesso letto.

  36. Annibale
    25 Gennaio 2007 a 19:42 | #36

    ….allora Uomo nero, tutto tace, da quando ti ho chiesto informazioni su Steri con il centro sinistra hai perso la lingua?

  37. vergonia
    28 Gennaio 2007 a 1:29 | #37

    basta con le critiche e nomi BAGHINO CABRAS ecc…

  38. scarpetta
    28 Gennaio 2007 a 1:41 | #38

    e facile fare delle critiche quando non si capisce nulla di politica, io ho tutto il mio tempo per visualizzare certe stupidaggini cambiate argomento forse sarà meglio partire al Nord e cercare lavoro manuale esempio la raccolta differenziata non sarebbe vergogna e non sbaglio

  39. L’Uomo Nero
    29 Gennaio 2007 a 17:51 | #39

    No devo proprio ammetterlo mi hai proprio messo in difficoltà Annibale, con le tue conclusioni stringenti e inattaccabili dal punto di vista logico.
    Però, suvvia, non montarti la testa, non stavo certo pensando a te e a continuare la stucchevole diatriba sui massimi sistemi:ricordi quando ti dissi che è preferibile parlare con un muro?
    Il mio pensiero non è mutato a differenza del tuo che definisco un pò ondivago,va’.
    Tra l’altro mi hai anche dedicato una bella minchia in bella posta dunque che cacchio devo stare a perdere del tempo con te.
    Un’ultima cosetta però te la vorrei dire.
    Dire che Steri è stato deus ex-machina dietro la chiusura della Sardamag è esattamente come dire che tale Annibale è dotato di intelligenza fulgida e splendente.
    Si rischia di confondere le cause con gli effetti.
    Fare casino, dare fiato alla bocca tanto per fare gazzosa è tanto gratificante ma confonde le idee e rischia di creare falsi convincimenti.
    Quindi così come la Sardamag ha chiuso perchè poco competitiva per ciò che concerne il mercato del magnesio (non certo per i tuoi dossier farlocchi sull’incredibile numeri di tumori a S.Antioco!!!), tant’è che si è deciso di lasciare aperta la fabbrica gemella di Priolo in Sicilia, così spero che tu possa spegnere per un attimo quella boccuccia infiorata e riattivare il cervellino.
    Va bene come risposta Annibale “uomo libero”?

  40. L’Uomo Nero
    29 Gennaio 2007 a 18:15 | #40

    Poi magari si può discutere sugli ammortizzatori sociali che vanno bene all’Igea (ma veramente vuoi prendermi per il culo raccontandomi la storiella di quanto si lavora e quanto è bello il Parco Geominerario, ho una decina di amici che erano in cassa integrazione, e mi pare che si faccia a casa!!!) ma non alla Palmas Cave: tipica mentalità dell’antiochense medio, la critica senza un minimo di buon senso e visione globale delle cose.
    Signorilità e buon tatto del quale sei sprovvisto imporrebbero di non parlare del modo in cui vengono impegnati signori di 50 anni con prole a carico che all’improvviso si ritrovano in mezzo alla strada. Poi se vuoi continuare a fare la guerra ex-Sardamag&figli di ex-Sardamag contro coloro che “avrebbero fatto chiudere la Sardamag”- riedizione in salsa santantioghese degli vecchi scontri guelfi/ghibellini – puoi continuare a farlo. Nessuno te lo vieta.
    A differenza tua però io ho memoria storica tale che mi permette di non voltarmi continuamente per sottolineare sempre e comunque i peccati del passato e vivere di quei ricordi ascrivendoli a questo o a quella persona.
    La scelta è semplice: Testa, Baghino, Corongiu o Locci: io ho le mie idee e convinzioni più o meno condivisibili e per quelle mi sto esponendo, Tu invece Annibale “uomo libero” parli, parli, scavi nel passato, rivanghi e tiri fuori presunti scheletri nell’armadio…

  41. L’Uomo Nero
    29 Gennaio 2007 a 18:17 | #41

    MA A CHI GIOVA?

  42. roberto
    25 Marzo 2007 a 10:21 | #42

    perchè tutti hanno nei loro programmi il settore urbanistica? Ma il puc non dovrebbe essere redatto ogni 20 anni, al limite ogni 15? Vi prego rispondetemi… ciao

  43. roberto
    2 Aprile 2007 a 7:55 | #43

    programma di roberto per le elezioni comunali di sant’ antioco!!!
    punto primo: se si punta allo sviluppo turistico:
    a) non potendo più definire delle zone di espansione( vedi nota http://www.sardegnaterritorio.it/documenti/6_83_20060221101641.pdf) dovremmo almeno sapere in quale assetto territoriale si debbano poter creare risorse.
    b)conflitto di interessi: chi agirà in nome e per conto della comunità non potrà essere colui che si controlla…( già è così)
    c)democrazia e partecipazione: non modificare il quorum per il referendum consultivo.. perchè se lo porto al 30% se siamo in cento( partecipanti) e dieci sono miei amici faccio quello che voglio io tanto gli altri al voto non vanno!!!!
    d)regolamentare gli incarichi in base a progetti effettivamente esecutivi( cioè comune incassa ed attiva e porta a termine il progetto e tu professionista incassi) regola bancaria del pay off o stato avanzamento lavori.
    e) spiegare che la finanza etica e solidale non esiste perchè i soldi che paghiamo a tre non li possiamo dare a due!!!Proporre magari essendo un comune un gruppo di spesa.
    f)la creazione di anonimi associati( in contrapposizione ad un’ anagrafe tributaria) come già si stanno muovendo nell’ associazzione qualcosa antiochensi! é un’ elusione d’ imposta ma meglio risparmiare noi e fare irpef a sant’ antioco che farla fare da qualche altra parte!
    :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Altra parte seguirà quando sarò abbastanza storto da perder tempo ad esaminare questi campi anche senza una ipotetica carica!!! cia00

  44. uomonegro il ritorno senza password
    15 Giugno 2007 a 22:35 | #44

    pezzo di merda calloni rontu strunzu de merda impestau facce caghinu purescira….luca mereu merdaccia

  45. uomonegro
    15 Giugno 2007 a 22:36 | #45

    GA – La Gazzettantiochense
    Giornale on-line del Sulcis Iglesiente

    POLITICA – Programmi elettorali

    postato da GA – Politica

    Domenica 17 Dicembre 2006 ore 15:13:31
    POLITICA

    PROGRAMMI ELETTORALI
    La GA intende dare spazio alle elezioni comunali che si terranno a Sant’Antioco nella prossima Primavera. Lo fa pubblicando i programmi elettorali delle varie coalizioni che scenderenno in campo per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio Comunale.
    Le coalizioni che vogliono vedere pubblicato sulla GA il proprio programma elettorale possono farlo mandandolo via mail al nostro indirizzo: gazzettantiochense@tiscali.it

    COMINCIAMO PUBBLICANDO LA PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI.

    PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI
    PREMESSA
    Negli ultimi 15 anni Sant?Antioco è stata governata da Amministrazioni Comunali guidate da coalizioni di centrodestra. Le politiche amministrative avviate da queste amministrazioni hanno comportato per la comunità antiochense un forte degrado politico, culturale ed economico. Al decremento demografico, dovuto in particolar modo alla crescita dell?emigrazione giovanile, si è aggiunta la perdita di posti di lavoro in tutte le attività produttive ? alcune delle quali sono completamente sparite – e questo ha comportato un continuo e progressivo impoverimento dei residenti. Per far fronte a una situazione economica fortemente compromessa i partiti, le formazioni politiche e i cittadini che si richiamano ai valori progressisti del Centro-Sinistra hanno intrapreso un lungo e proficuo percorso comune che ha portato alla definizione di questo programma elettorale per le elezioni amministrative 2007. L?impegno della nuova amministrazione sarà principalmente mirato verso la valorizzazione delle risorse e delle conoscenze esistenti a Sant?Antioco: in primo luogo l?insularità e quindi il mare che la circonda, le risorse agricole, il porto, i beni culturali e paesaggistici, il turismo, alcuni settori dell?artigianato. Le forze politiche e i cittadini che sottoscrivono questo programma sono impegnati a garantire l?assenza di conflitti di interesse con l?attività di pubblico amministratore e la realizzazione di un progetto che sia in grado di coniugare diritti, qualità della vita e sviluppo, i cui valori di riferimento sono la persona, la solidarietà, l?attenzione alle fasce sociali più deboli, anche tramite la redistribuzione dei carichi fiscali, e la salvaguardia ambientale e del territorio. Le forze politiche progressiste sono altresì impegnate a garantire l?avvio di una politica amministrativa caratterizzata dall?innovazione e da una forte discontinuità politica, nei metodi, nelle persone e negli obiettivi rispetto alle precedenti amministrazioni comunali. La città di Sant?Antioco è riuscita per molti anni a conservare dimensioni e caratteri urbani a misura di uomo, caratterizzate da edificazioni contenute in altezza e densità. Fino a pochi anni fa ? grazie anche alla mobilitazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste – la nostra isola è riuscita a conservare un assetto urbano dignitoso e un territorio comunale ben conservato sotto l?aspetto paesaggistico e naturalistico. Uno degli obiettivi del nostro programma amministrativo è proprio quello di arginare la pressione insediativa ? che negli ultimi anni sta compromettendo il territorio – e difendere l?isola preservandola, valorizzandola, conservandola, attraverso politiche di pianificazione urbanistica basate sulle necessità della comunità antiochense e non su quelle della speculazione immobiliare.
    Grande attenzione verrà riservata ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza. Conosciamo le situazioni di difficoltà in cui versano tante famiglie a causa delle politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà. Sappiamo anche che si tratta di problemi di difficile soluzione a livello comunale. Consapevoli che con le risorse di un bilancio comunale non potremo arrivare a tutte le persone, opereremo per costruire e condividere il progetto di una rete di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, col terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli.

    ISTITUZIONI
    Nell?ultima legislatura il ruolo dell?Istituzione Comunale è stato gravemente svilito da una politica accentratrice e poco rispettosa dei poteri degli organi comunali: il Consiglio Comunale è stato fortemente immiserito e trasformato in luogo di rissa.
    Compito della nuova maggioranza sarà quello di rendere dignità ai vari organi comunali e in particolar modo al Consiglio che dovrà assumere il suo compito istituzionale di indirizzo, pianificazione e controllo, nonché riprendere il ruolo di assemblea aperta al dialogo e al confronto. Il Consiglio Comunale sarà chiamato a riprendere il dibattito politico ormai interrotto da troppi anni. In questo contesto va inserita la ?riabilitazione? della Conferenza dei Capi Gruppo e delle Commissioni Consiliari che dovranno assumere il ruolo di controllo e di indirizzo al fine di snellire e agevolare l?attività del Consiglio Comunale.
    Nel regolamento del Consiglio Comunale sarà inserito il question time al fine di garantire una corretta e puntuale informazione ai Consiglieri Comunali sull?operato della Giunta. Le varie amministrazioni comunali che si sono succedute a Sant?Antioco dagli anni ?80 ad oggi, fatta eccezione per le amministrazioni di sinistra che hanno governato Sant?Antioco negli anni 1984-90, sono cadute a causa dell?intervento della magistratura (penale o amministrativa) o a causa dei forti interessi personali degli stessi amministratori.
    Conflitto di interessi
    Al fine di moralizzare la politica amministrativa di Sant?Antioco, in sintonia col programma dell?Unione presentato in occasione delle elezioni politiche del 2006, è necessario inserire nel Regolamento del Consiglio Comunale una norma sul conflitto di interesse di Sindaco, Assessori e Consiglieri al fine di garantire certezza e parità di diritti a tutti i cittadini e impedire qualsiasi forma di clientela, di favoritismo e di nepotismo. Dal programma dell?Unione: ?La norma dovrà prevedere che tutti i titolari di cariche pubbliche non potranno ricoprire direttamente o per interposta persona attività imprenditoriali in imprese o società private, o a prevalente partecipazione pubblica, oppure che abbiano rapporti di concessione con pubbliche amministrazioni, con esclusione delle attività non profit e delle attività di modesta entità. Non potranno neppure svolgere funzioni o incarichi, a qualsiasi titolo e comunque denominati, compresi gli incarichi arbitrali di qualsiasi natura, per tali enti ed imprese. Sarà fonte di conflitto di interessi il possesso, diretto o per interposta persona, di partecipazioni rilevanti in alcuni specifici settori economici nei quali tale possesso determina di norma e quasi inevitabilmente un condizionamento del libero svolgimento della funzione pubblica. I beni e le attività non rilevanti ai fini delle incompatibilità e quelli derivanti dalla liquidazione di beni e attività rilevanti dovranno essere conferiti a una gestione fiduciaria ?cieca? (blind trust) che provvederà ad amministrarli con l?obbligo di rendiconto alla fine del mandato politico del titolare, ma con il divieto di fornirgli in corso di mandato qualsiasi informazione sulle operazioni effettuate e sul suo asset patrimoniale. Non risolveranno il conflitto di interessi , invece, le cessioni al coniuge o ai parenti e affini entro il secondo grado o a persona interposta allo scopo di eludere l?obbligo. I titolari di cariche pubbliche avranno l?obbligo di dichiarare le proprie attività e la propria condizione patrimoniale – nonché quelle dei familiari e degli affini entro il 4° grado e dei conviventi delle quali siano a conoscenza – che possano causare il sorgere di un conflitto di interessi.?
    La norma prevederà inoltre il divieto di svolgere attività professionale anche indiretta col comune e per, la durata del mandato politico, i tecnici non potranno presentare progetti per opere o attività da realizzare nel territorio comunale.
    I terreni e le proprietà degli amministratori pubblici non potranno essere alienati al comune e non potranno essere valorizzati, attraverso modifiche della destinazione urbanistica o dell?indice di edificazione, da varianti al PUC. Le uniche variazioni consentite saranno quelle inserite all?interno della pianificazione territoriale comunale generale.
    Democrazia e Partecipazione
    La revisione dello statuto comunale sarà l?occasione per modificare la norma sul referendum consultivo che, prevedendo un quorum del 50% degli elettori, vanifica l?uso della consultazione popolare quale momento di democrazia partecipata.
    La coalizione progressista intende recuperare il rapporto dialettico con le forze sociali e con i cittadini anche attraverso forme di discussione, di partecipazione e di democrazia diretta quali il ricorrere al bilancio partecipativo, partendo dalla quote di bilancio non destinate e dal programma delle opere pubbliche, coinvolgere il Consiglio Comunale dei Ragazzi per le scelte amministrative che riguardano l?infanzia e istituire l?Osservatorio dei Giovani che collabori e si confronti con l?Amministrazione sui bisogni della popolazione giovanile. È necessario individuare forme di comunicazione e momenti di confronto tra l?Amministrazione e i cittadini. Il sito internet del Comune, se adeguatamente valorizzato, potrà trasformarsi in un portale verso l?esterno aperto anche al dibattito politico e ai suggerimenti dei cittadini. Dovrà perdere la funzione di strumento di comunicazione unilaterale e autoreferenziale, per lasciare spazio all?informazione istituzionale compresa quella delle forze politiche di opposizione.
    Saranno previsti nell?arco dell?anno incontri monotematici tra gli amministratori e la comunità, al fine di consentire ai cittadini di discutere con i propri rappresentanti e di proporre soluzioni e agli amministratori di comunicare, spiegare le scelte effettuate e ascoltare il parere della comunità sui vari argomenti e sull?operato della Giunta.
    Le risorse dell?Ufficio dell?Addetto Stampa, che sarà smantellato, saranno utilizzate per garantire maggior informazione alla comunità.
    Un nuovo Municipio
    È necessario porsi come obiettivo la realizzazione di un nuovo municipio che sia la vera Casa di tutti i cittadini (elettori e non elettori, piccoli e grandi, poveri e ricchi). In cui siano banditi favori ed amicizie e possano davvero prevalere i diritti di ciascuno. I cittadini attendono da questo Ente eguaglianza e certezza dei diritti, giuste ed eque tassazioni, servizi pubblici e sociali efficienti, coinvolgimento e partecipazione alle scelte di governo della città.
    Questo obiettivo può essere raggiunto solo se si riuscirà ad avviare una reale ristrutturazione dell?apparato amministrativo comunale adeguandolo alle esigenze di una azienda moderna. È pertanto necessario:
    1. Riconsiderare la struttura organizzativa per metterla in condizione di rispondere alle richieste di servizio dei cittadini in maniera efficace e col migliore impiego delle risorse, rendendo più rapidi i procedimenti e più certi i responsabili, ed evitando duplicazioni di ruoli. Creare una effettiva divisione delle competenze e responsabilità tra organi elettivi ed apparato burocratico, che preveda tra l?altro uno staff di supporto per gli amministratori;
    2. Regolamentare le modalità di conferimento degli incarichi, interni ed esterni all?amministrazione, attraverso assunzioni o contratti a tempo determinato e per periodi non superiori al mandato del Sindaco – Prevedere adeguate risorse per garantire una continua formazione e aggiornamento del personale al fine di valorizzare le risorse interne affinché il ricorso alle consulenze esterne sia limitato a figure professionali non presenti all?interno del Comune;
    3. Modificare la Pianta Organica del comune rendendola più funzionale alle nuove esigenze della comunità;
    4. Riorganizzare lo strumento dell?incentivazione economica al personale rendendolo strettamente connesso alla realizzazione dei progetti dell’amministrazione mediante verifica costante dei risultati raggiunti;
    5. Favorire l?inserimento e l?utilizzo delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione attraverso un pool di supporto e assistenza e avviare, anche in collaborazione con gli altri Enti Locali presenti del territorio, la progressiva introduzione del software libero nel sistema informativo della Pubblica Amministrazione;
    6. Creare una rete di servizi informativi integrati e interattivi (portali civici);
    7. Avviare il Controllo di gestione attraverso la programmazione degli obiettivi e la verifica e la pubblicizzazione periodica dei risultati,
    8. Rendere finalmente operativo ed efficiente lo Sportello Unico delle Imprese.
    Autonomia impositiva e agevolazioni fiscali
    Le leggi finanziarie del Governo Berlusconi, e in parte anche la prima finanziaria Prodi, hanno pesantemente condizionato la capacità di spesa delle Autonomie Locali, penalizzando le spese correnti, la capacità di accedere agli investimenti e la possibilità di potenziare le risorse umane. È all?interno di questo desolante quadro economico-finanziario che la nuova Amministrazione dovrà governare: sarà quindi fondamentale mettere in campo le migliori professionalità, l?esperienza, la competenza su cui possono contare le forze politiche del centro sinistra di Sant?Antioco per far fronte a questa criticità e per individuare un nuovo modo di gestire le risorse.
    È necessario realizzare economie contenendo le spese non strategiche attraverso un?attenta analisi dei bisogni e delle procedure di acquisizione e avviare da subito un?attenta cernita delle voci di spesa per individuare le spese comprimibili tuttora esistenti tra le pieghe del bilancio Comunale . Sarà il primo segnale nella direzione di lotta agli sprechi che la nuova Amministrazione dovrà lanciare.
    Per quanto riguarda le gare e le acquisizioni l?Amministrazione si impegna a individuare metodi di attribuzione che favoriscano la finanza etica e solidale.
    Il secondo segnale sarà quello di ridurre le indennità degli amministratori e contestualmente di rimodulare la spesa per l?amministrazione ripartendo le risorse affinché venga riconosciuta l?attività dei Consiglieri che operano all?interno delle Commissioni Comunali.
    Il continuo taglio delle rimesse dello stato verso i Comuni ha di fatto trasformato l?autonomia impositiva degli enti locali in un obbligo ad imporre le tasse, lasciando ai comuni una risicata discrezionalità. Parlare quindi di riduzione della tassazione comunale significa semplicemente fare della demagogia o peggio ancora scegliere di ridurre lo stato sociale e di non fornire servizi ai cittadini, penalizzando quindi le fasce più deboli che non possono permettersi di ?acquistare? i servizi in privato. Per cui, se il Comune non vuole ridursi ad essere un semplice esattore, deve scegliere di essere un ente capace di fare scelte politiche anche nell?organizzazione delle entrate.
    La nuova amministrazione dovrà quindi rivedere la tassazione scegliendo in primo luogo di far pagare tutti, di far pagare chi possiede di più, e in particolare quelli che traggono reddito e ricchezza dai beni collettivi.
    Garantire quindi la giustizia ed equità fiscale per consentire a ciascun cittadino di contribuire in maniera equa e proporzionalmente al proprio reddito a rendere funzionali ed efficienti i servizi comunali.
    È fondamentale:
    a) la creazione dell?anagrafe tributaria;
    b) l?integrazione dei dati tributari con un sistema informativo di rete che consenta la comunicazione tra gli Uffici interni (demografico, edilizio, commerciale, tributario) e tra questi e gli altri Enti;
    c) la rescissione del contratto con le società di esazione e un maggior coinvolgimento dell?apparato comunale nella gestione dei tributi.
    Un impegno massiccio deve essere dedicato al reperimento delle risorse esterne (Regione, Governo, Comunità Europea) che deve essere articolato attraverso uno staff tecnico-politico coordinato dall?Assessore alla Programmazione e Finanze.
    Un?altra scelta importante sarà quella di premiare, attraverso agevolazioni fiscali, i cittadini virtuosi, quelli cioè che nel loro piccolo partecipano alla sostenibilità della vita quotidiana e dello sviluppo attraverso atti concreti nella riduzione dei costi (raccolta differenziata dei rifiuti), attraverso l?utilizzo delle biotecnologie e delle energie rinnovabili, attraverso forme di miglioramento del decoro urbano (eliminazione delle pompe di calore dalle facciate principali, dei serbatoi di riserva idrica dai tetti, inserimento armonico di antenne e panelli solari nel tetto etc?).
    Il comune avrà un importante ruolo nella predisposizione del Piano del Colore che interesserà, a partire dal centro urbano, l?intero territorio comunale, e nel rivolgere una particolare attenzione nella ricerca del massimo risparmio energetico negli edifici comunali, anche attraverso l?utilizzo di fonti di energia rinnovabile.
    L?amministrazione dal canto suo si impegna ad avviare la raccolta differenziata dei rifiuti, a lanciare una campagna di pubblicizzazione e di sensibilizzazione, a favorire l?uso delle compostiere e a fornire tutte le informazioni utili affinché la raccolta sia efficace e consenta alla comunità antiochense di recuperare il tempo perduto e di raggiungere i dati di raccolta dei comuni più virtuosi.
    Anche sulla tassazione degli immobili è necessario inserire una diversificazione tra abitazioni dei residenti e quelle possedute da non residenti.
    Sarà avviata una campagna di pubblicizzazione dei servizi a domanda individuale e saranno previsti degli incentivi per l?utilizzo dei pubblici servizi (sconti per giovani e anziani che usano il mezzo pubblico di trasporto, carta verde per utilizzare determinati altri servizi etc?)

    IDENTITA? è INNOVAZIONE
    Sant?Antioco ha bisogno di un progetto e questo progetto non può che partire dalla sua identità.
    Non un?identità autoreferenziale e chiusa verso l?esterno ma dialogante, aperta al confronto e alla conoscenza capace di far valere le proprie caratteristiche e la propria diversità. Dobbiamo essere abitanti di un?isola senza che questo significhi chiuderci nella nostra insularità, senza che la chiusura in noi stessi ci faccia morire di asfissia.
    La conoscenza di quello che c?è oltre l?isola è fondamentale perché possiamo (ri)prendere coscienza dell?enorme patrimonio che custodiamo: un patrimonio di saperi, bellezze, silenzi e spazi, paesaggi incontaminati, colori e profumi, sapori e tradizioni, che in un mondo sempre più globalizzato e appiattito sull?uniformità vede il proprio valore moltiplicato. Nel mercato mondiale vince chi si diversifica, chi propone qualcosa di altro, nel senso di diverso: i saperi millenari della Sardegna e quelli della nostra isola in particolare, le specificità della nostra agricoltura, del nostro mare, del nostro artigianato, dei nostri modi di produrre, sono ciò che di diverso, antico e nuovo assieme, possiamo offrire al mercato del mondo, coscienti che è una offerta valida, forte, che può vincere. Viaggiare, vedere, conoscere, studiare e innovarsi, comunicare col mondo: se saremo capaci di amministrare muovendoci in questa direzione, senza rinunciare alle peculiarità della nostra isola, a ciò che essa può dare di antico e bello, allora la sfida economica e sociale dello sviluppo potrà essere vinta. L?innovazione è l?altro fondamento di una politica coraggiosa: studio, innovazione, sperimentazione sono le sfide su cui investire, perché le ricchezze dell?isola non vengano sfruttate da altri, come troppo spesso succede, perché venire da lontano, da una storia secolare, non voglia dire, semplicemente, immobilizzarsi nell?attesa di aiuti da parte dello Stato, dell?Europa o della Regione. L?identità è soprattutto fatta di coesione, di valori condivisi, di scambi, di forme di socialità, di tradizioni di vita civile, di continuità fra le generazioni. Essa vive e si alimenta in un contesto territoriale profondamente connotato da questa rete di rapporti. Nella nostra piccola realtà custodiamo risorse e saperi preziosi, che sono il frutto del lento stratificarsi delle relazioni nel territorio. Su queste si devono fondare le infrastrutture immateriali indispensabili a uno sviluppo autonomo. Ci sono due rischi che l?azione pubblica deve evitare: uno è la mitizzazione sterile della tradizione e delle appartenenze locali, l?altro, speculare al primo, di considerare tradizioni e appartenenze locali come un freno allo sviluppo.
    Riconoscersi nella dimensione locale, vivere questa identità come identità positiva, costituisce in sé un valore aggiunto, un capitale sociale e, come è stato detto, un ?fattore produttivo?. Così come, su un piano più ampio, costituisce una ricchezza e una risorsa il nostro sentimento di appartenenza. Vi è una stretta continuità tra l?identità, intesa come fattore d?integrazione culturale, e ambiente naturale. Non solo perché l?ambiente porta i segni delle comunità che lo abitano (in un certo senso ne racconta la storia) ma anche perché, in quanto paesaggio, è uno degli elementi che danno forma, attraverso il succedersi delle generazioni e il vincolo che le lega, al sentimento di appartenenza a una terra. Cura dell?ambiente significa anche cura del paesaggio, dei centri storici, del patrimonio architettonico, dell?arredo urbano: la nostra isola deve sapere custodire, per se stessa e per i suoi ospiti, un?immagine che ne restituisca tutta la bellezza. L?ambiente, d?altra parte, costituisce uno dei presupposti dello sviluppo e rappresenta esso stesso una ricchezza. Sant?Antioco ha nell?ambiente (che non è solo natura, ma natura e storia) la principale carta da giocare per il suo sviluppo. Al di là delle singole bellezze naturalistiche o storico-artistiche, è l?insieme del suo territorio che va considerato. C?è un?evidente continuità tra la difesa dell?ambiente e la tutela del patrimonio culturale (materiale e immateriale: dalla lingua, alle testimonianze fenice, ai nuraghi, ai muretti a secco, alla produzione di tappeti e alla lavorazione del bisso).
    Partiamo quindi dalla consapevolezza che il patrimonio culturale è un elemento costitutivo dell?identità dei sardi e che le risorse investite per la sua tutela non vanno rapportate agli introiti immediati ma alle ricadute positive che generano nel tessuto sociale. Una continuità fisica e ideale lega gli uni agli altri beni culturali e paesaggio, saperi locali e cultura materiale, storia, patrimonio archeologico e artistico: tutti elementi che si intrecciano nel definire la nostra identità, se per identità si intende non solo il sentimento della propria autonomia ma anche un sistema di valori condivisi.
    Occorre quindi definire un progetto di sviluppo che parta dalla consapevolezza della nostra identità, di quella attuale e di quella che vogliamo costruire. Questa stretta relazione tra identità, ambiente, capacità di innovare è oggi messa in pericolo da un governo del territorio disatteso distratto e inadeguato. Occorre interrompere al più presto il processo incontrollato dello spopolamento dell?isola offrendo un?alternativa all?emigrazione alle giovani generazioni. Non è solo occupazione ma anche spazi di divertimento, di iniziative culturali e di associazioni, mezzi di trasporto che favoriscano gli spostamenti.
    Più in generale, è necessario un grande impegno politico, sociale, istituzionale per valorizzare il senso civico e comunitario anche come presupposto della legalità della sicurezza. Allo stesso tempo è necessario recuperare la nostra identità, rilanciarne il ruolo di porto, quindi di accesso, che Sant?Antioco ha rappresentato nei secoli per il Sulcis Iglesiente.
    Per questo è necessario riqualificare e fare funzionare al meglio le infrastrutture storiche, indispensabili per lo sviluppo e per la competitività.
    Dopo decenni di scelte amministrative prive di qualità, dopo decenni di decadimento economico e sociale, dopo decenni di decremento demografico, emerge un bisogno di rilanciare Sant?Antioco come luogo della comunicazione, delle intelligenze, delle competenze, dell?integrazione e della solidarietà, della progettazione di nuove forme di impresa, di lavoro e di relazioni sociali.

    BENI CULTURALI
    La politica culturale (valorizzazione, promozione, salvaguardia etc…) di Sant?Antioco è attualmente gestita in maniera disordinata e confusa, è necessario mettere ordine al settore creando un coordinamento tra le varie attività del settore, al fine di garantire interventi finalizzati e di riuscire a cogliere tutte le opportunità offerte dalle leggi e dai bandi riguardanti il settore culturale.
    È necessario fare un salto di qualità e abbandonare il fattore estemporaneo creando un organismo consultivo (Consulta Culturale) che indirizzi e programmi gli eventi culturali antiochensi attraverso il coinvolgimento delle associazioni culturali, dei gruppi e dei singoli che intendono contribuire alla crescita culturale della comunità.
    L?entità dei Beni Culturali presenti nell?isola necessita di adeguata valorizzazione attraverso la realizzazione di un Parco Archeologico Museale di rilievo. Tutte le zone di particolare interesse culturale dovranno essere collegate con la struttura museale e valorizzate attraverso supporti didattici e sistemi dimostrativi multimediali.
    È necessario che la nostra cittadina si riappropri del ruolo che ha rivestito negli anni quale località ?ludico-ricreativa? della provincia di Carbonia Iglesias. Pertanto è necessario saper spendere il ruolo di Sant?Antioco come futuro punto di riferimento culturale per la nuova provincia del Sulcis-Iglesiente e trasformare quella che è stata la moda di vivere Sant?Antioco in un progetto di lunga durata attraverso la realizzazione di iniziative culturali permanenti. Alcune di queste iniziative dovranno diventare vere e proprie rassegne in grado di caratterizzare e di promuovere Sant?Antioco al di là dei confini sulcitani.
    Le iniziative culturali più significative devono essere condotte in rete con le amministrazioni comunali del territorio promuovendo unioni, consorzi e iniziative tendenti ad aggregare i Comuni interessati ad avviare progetti di valorizzazione dei BB.CC.: Distretti Culturali, campagne di scavo, facoltà di archeologia etc.
    Operare con le altre amministrazioni sarà una garanzia contro la dispersione delle risorse, e potrà consentire alla nostra isola di rivendicare il ruolo di capoluogo culturale della nuova provincia.

    TERRITORIO E AMBIENTE
    Pianificazione Territoriale
    Una corretta pianificazione urbanistica è condizione indispensabile per un futuro sviluppo economico certo e duraturo. Un?economia basata sul turismo, sul mare che circonda l?isola e sulle zone umide, sui beni culturali e paesaggistici necessita di una pianificazione territoriale attenta ai bisogni della comunità, dell?intera comunità. L?economia antiochense ha bisogno di strutture ricettive, oggi quasi inesistenti, per potersi imporre sul mercato turistico, così come necessita di una rigida tutela del paesaggio – oggi fortemente compromesso da interventi immobiliari privi di prospettive e realizzati senza alcun criterio – per conservare la sua peculiarità di isola sarda del mediterraneo. Il settore della pesca necessita di interventi di valorizzazione, di protezione e di tutela, di infrastrutture e di innovazione per essere supportato e rilanciato. Una politica sulla valorizzazione dei beni culturali abbisogna di un attento studio del territorio e del centro urbano. La pianificazione urbanistica è chiamata oggi a dare risposte concrete a questi bisogni, liberandosi definitivamente delle prospettive di breve termine basate esclusivamente sul soddisfacimento degli interessi immediati di pochi operatori immobiliari che stanno suddividendo l?isola di Sant?Antioco in lotti e vendendola al miglior offerente.
    L?intera isola di Sant?Antioco è diventata negli ultimi anni terra di conquista per costruttori senza scrupoli e speculatori edilizi. Nelle more di approvazione del PPR, Sant?Antioco e le altre isole sarde si sono trasformate in una sorta di zona franca in cui si sono scaricati gli interessi della speculazione immobiliare; un errore di pianificazione che ha danneggiato ecosistemi sensibili quale quello delle isole minori della Sardegna. Negli ultimi anni contro il territorio agricolo dell?isola di Sant?Antioco si è scatenata un?aggressione senza precedenti che ha stravolto in maniera irreversibile gli ultimi lembi di terra fertile presente nell?isola e l?intero paesaggio agricolo. La costruzione su tutto il territorio agricolo di ville e di seconde case rappresenta ormai una vera e propria emergenze ambientale e anche il discutibile recupero dei vecchi ?medaus?, si è trasformato in un ulteriore elemento di degrado del territorio con la distruzione dei muretti a secco e dei precedenti insediamenti per realizzare enormi edifici che cancellano completamente le precedenti testimonianze dell?attività agricola. Grazie alla complicità della pubblica amministrazione, nelle aree agricole sono sorte delle vere e proprie lottizzazioni illegittimamente autorizzate, che creano un danno irreversibile al territorio, al paesaggio, alla legalità e alle stesse casse comunali. Rispetto ad una popolazione residente di 11.830 abitanti, ed in presenza di un progressivo decremento demografico, il PUC del comune di Sant?Antioco prevede le realizzazione di volumi per 35 mila abitanti nel centro urbano e di 16 mila (corrispondenti a quasi un milione di mc di cemento) nella fascia costiera per un totale di 51 mila abitanti.
    Complessivamente nell?isola di Sant?Antioco pur essendo presente una popolazione residente di poco superiore alle 14 mila unità sono previsti volumi per oltre 80 mila abitanti! Senza contare i volumi realizzati a fini turistici nelle zone agricole! Triste risultato dovuto a leggi e norme urbanistiche regionali eccessivamente permissive per le isole minori rispetto alle norme di tutela applicate al resto della Sardegna.
    La nuova Amministrazione Comunale sarà chiamata ad adeguare l?attuale strumento urbanistico alle norme del Piano Paesaggistico Regionale, provvidenzialmente approvato lo scorso settembre dalla Giunta Regionale, e sarà quella l?occasione utile per adottare un nuovo PUC che in primo luogo dia risposte concrete ai bisogni della comunità antiochense.
    La nuova pianificazione urbanistica, concordemente con gli indirizzi del PPR, sarà funzionale alle seguenti finalità:
    1. preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l?identità ambientale, storica, culturale e insediativa dell?isola di Sant?Antioco e del territorio sardo;
    2. proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità;
    3. assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile, al fine di conservarne e migliorarne le qualità;
    4. promuovere il corretto inserimento degli interventi di trasformazione del territorio nel contesto paesaggistico, cui devono attenersi le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile dell?intera isola;
    5. garantire un rapporto equilibrato tra i bisogni sociali, l?attività economica e l?ambiente, in coerenza con la Convenzione Europea del Paesaggio e con lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo;
    6. localizzare i Beni Identitari e Paesaggistici e delimitare le aree finalizzate alla salvaguardia per la migliore riconoscibilità delle specificità storiche e culturali che caratterizzano l?isola.
    Per raggiungere questi obbiettivi è necessario individuare i settori e le prospettive economiche del futuro sviluppo economico, e successivamente pianificare il territorio in funzione di questi e naturalmente dell?incremento demografico proiettato nel prossimo decennio.
    Un importante processo della pianificazione sarà rappresentato dal centro urbano consolidato col suo centro storico che dovrà essere riperimetrato ? prevedendo di ampliare l?attuale zona omogenea ?A? riportandola al perimetro urbano esistente nella seconda metà dell?800 – e preservato da ?discutibili? interventi di recupero. Tale obbiettivo potrà essere raggiunto attraverso l?adozione di un nuovo Piano Particolareggiato che, oltre al recupero degli immobili, all?individuazione degli spazi per i parcheggi e i servizi inserisca norme cogenti per garantire il decoro dell?area e l?uso del colore affinché i cittadini ricevano valide indicazioni e il centro urbano sia finalmente liberato dall?anarchia ?cromatica? che lo contraddistingue.
    Il Piano Particolareggiato proporrà forme di riuso del Centro Storico che siano compatibili con la sua costituzione intrinseca e non distruttive della sua identità culturale. Il piano dovrà prevedere in particolare il mantenimento o il ripristino delle funzioni residenziali, nonché le attività compatibili necessarie per la vitalità economica e sociale del centro storico, e connesse alla funzione abitativa, quali gli esercizi commerciali al minuto, l?artigianato di beni e servizi alle famiglie, i pubblici esercizi, gli uffici e studi privati, le strutture associative, sanitarie, sociali e religiose. È necessario avviare un serio risanamento di tutto il tessuto urbano promuovendo politiche urbanistiche che incentivino il decoro e nel contempo salvaguardino le tipologie urbane di Sant?Antioco. Lo scopo si può raggiungere attraverso politiche fiscali che premino i cittadini interessati al recupero estetico degli immobili o l?utilizzo delle tecniche edilizie che favoriscono il risparmio energetico e le bioarchitetture.
    All?interno del nuovo Centro Storico dovrà essere privilegiata una politica urbanistica che miri alla riduzione e/o eliminazione del traffico veicolare privato, specie quello di attraversamento dei non residenti, con la costituzione di spazi pedonali, o ZTL, capaci di ricostruire la originaria fruizione del centro urbano. Così come dovranno essere eliminati tutti gli elementi incongrui della cartellonistica e delle insegne pubblicitarie.
    Ma il futuro sviluppo economico di Sant?Antioco si potrà costruire solo attraverso un?attenta e coraggiosa valorizzazione delle risorse ambientali e culturali il cui fulcro sarà rappresentato dalla creazione di un Parco Integrato archeologico-naturalistico-marino esteso prevalentemente lungo la costa sud-occidentale, che comprenda anche le zone umide e i Siti di Importanza Comunitaria presenti nell?isola.
    Presupposto essenziale per individuare le aree marine, le zone umide e i litorali da proteggere sarà quello di sottoporre a un attento studio il mare che circonda l?isola – utile anche ad avviare un costante monitoraggio della qualità delle acque del Golfo e della Laguna – e elaborare un Piano del Mare che preveda destinazioni diversificate per il mare. Sarà interessante sperimentare il processo di Agenda 21 nella elaborazione delle proposte e nell?individuazione degli spazi da destinare a Zona Protetta attraverso quindi il coinvolgimento dei cittadini, delle categorie professionali interessate e dei portatori di interesse. La pianificazione del mare risulterà di grande utilità nella prospettiva di svincolo delle zone interessate dalle servitù militari.
    Un importante risorsa su cui basare il futuro sviluppo economico sarà rappresentata dalla aree industriali dismesse, comprese le aree degradate dall?attività estrattiva, e dalla destinazione che la pianificazione territoriale saprà assegnare a questi siti. Queste aree rappresentano il sito ideale dove realizzare strutture turistiche, ricettive, per l?istruzione e il tempo libero, ma anche attività cantieristica e similari. Trattandosi di aree di proprietà regionale, si richiederà di seguire la stesso percorso delle aree minerarie dismesse: bando di gara internazionale per la realizzazione di un progetto e di un relativo intervento di riqualificazione territoriale, ambientale, paesaggistica, urbanistica ed edilizia, collegato ad un piano di sviluppo e valorizzazione economica, culturale, turistica, naturalistica e ricettiva delle aree interessate. Condizione prioritaria per l?assegnazione sarà rappresentata dalla qualità del progetto, la sua specificità, la tipologia, l?integrazione con il sistema territoriale con riguardo alle prospettive di sviluppo locale, dei livelli di ricaduta occupazionale e di sviluppo economico, della sostenibilità paesistico-ambientale, oltre naturalmente al coinvolgimento del Comune in tutte le fasi, dall?elaborazione del bando all?accordo di programma. È proprio da un progetto integrato – che partendo dall?area portuale, attraversi l?area ex sardamag, la laguna di Is Pruinis e l?area umida vicina, compreso il Sito di Importanza Comunitaria adiacente, l?intero arenile di Is Pruinis per arrivare all?area ex palmas cave – che si attende una risposta al bisogno di ricettività turistica e un impulso al futuro sviluppo economico dell?isola. Ulteriori aree possono essere individuate per la realizzazione di volumetrie turistiche, limitandole alla ricettività alberghiera, esclusivamente in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e in presenza di progetti in grado di garantire positive, durature e certe ricadute occupazionali. Un progetto di tali dimensioni non può prescindere da una riorganizzazione dei collegamenti dell?isola con il centro intermodale che sta per essere realizzato a Carbonia e che deve completarsi con una connessione tra i due porti della provincia del Sucis-Iglesiente. Una citazione particolare merita l?arenile di Is Pruinis, zona completamente degradata a causa dei reflui Sardamag e dagli scarichi del depuratore. È necessario potenziare la capacità di depurazione dell?impianto, che consentirebbe tra l?altro il recupero a fini irrigui delle acque di scarico, e liberare l?area dall?impianto di acquicoltura frutto di una sciagurata scelta amministrativa dello scorso decennio. L?Amministrazione dovrà perseguire questo obiettivo con priorità per restituire alla comunità e alla fruizione turistica uno spazio in grado di raddoppiare la ricettività balneare del litorale. Il Pruinis è infatti la spiaggia ideale: la più estesa di Sant?Antioco (oltre 2 km), e la più vicina al centro urbano e gode di fondali bassi e di assenza di correnti. Parallelamente al recupero dei litorali è necessario riprendere in mano e realizzare il Piano per gli accessi a mare per garantire la fruizione dell?intero perimetro costiero impedita, in molti tratti, dalla chiusura dei sentieri da parte di privati con qualche compiacenza, purtroppo, della pubblica amministrazione;
    L?adeguamento del PUC al PPR sarà un utile occasione per rivalutare il ruolo delle aree agricole che da zone considerate residuali devono riassumere il ruolo originario di aree produttive, di bene identitario e di testimonianza storica e culturale. D?intesa col PPR, per queste aree, dovrà essere varato un regolamento ad hoc che normalizzi l?attività e la tipologia edilizia e la manutenzione, ristrutturazione e realizzazione di manufatti che caratterizzano il paesaggio storico-culturale, considerati anche nella loro valenza ecologica, che comprendono: recinzioni storiche (principalmente in pietre murate a secco), siepi (di fico d?india, rovo, lentisco, ginestra o altre specie spontanee) e colture storiche specializzate (vigneti, agrumeti, frutteti, oliveti, etc?), costruzioni temporanee, ricoveri rurali, baracche e simili, fattorie, ovili, magazzini, stalle depositi, dispense. L?adeguamento al PPR facilita l?impegno a liberarsi definitivamente dalla giungla di pali elettrici e telefonici che ha invaso le campagne dell?agro. Sarà necessario inoltre apportare importanti modifiche al Regolamento Edilizio al fine di regolamentare l?attività edilizia imponendo norme a tutela del decoro urbano e incentivi per favorire l?uso delle energie rinnovabili, il risparmio energetico e idrico e delle biotecnologie.
    Vivibilità della città
    Nel precedente capitolo si è accennato alla necessità di eliminare il traffico di attraversamento all?interno del centro storico, ma l?obbiettivo deve essere quello di ridurre drasticamente quel tipo di traffico in tutto il centro urbano. La conformazione urbanistica dell?abitato di Sant?Antioco e la totale assenza di arterie stradali esterne rendono questo obiettivo ambizioso. L?amministrazione intende operare su due fronti:
    - Ricercare i finanziamenti per realizzare la circonvallazione a monte del centro urbano per ridurre il traffico di attraversamento;
    - Realizzare un Piano Viario del centro urbano di Sant?Antioco che riporti il centro urbano verso una dimensione umana riducendo il traffico veicolare privato, in particolare quello dei non residenti anche attraverso l?istituzione di ZTL.
    Le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 15 anni hanno prodigato un notevole impegno per trasformare le piazze di Sant?Antioco da luogo di incontro e di socializzazione in spazio ostile, estraneo e difficilmente fruibile: Piazza Umberto, Piazza De Gasperi, Piazza Ferralasco, Piazza Italia sono testimoni di questa assurda metamorfosi. Prima degli interventi di ?abbrutimento? queste piazze rappresentavano dei luoghi vissuti in particolare da anziani, giovani e bambini. Gli interventi di rifacimento hanno eliminato i motivi di attrazione: panchine, alberi, giochi per bambini, pavimentazione agevole. È quindi necessario riconsiderare e ri-attrezzare questi luoghi perché i cittadini che sono ne sono stati allontanati possano tornare a viverli. L?impegno inoltre è quello di creare degli altri spazi per la gente e non contro la gente. Il recupero del Corso Vittorio Emanuele e del Lungomare alla fruizione collettiva potrà essere il banco di prova dell?Amministrazione. Si tratterà di far convivere le attività commerciali con ciò che questi luoghi rappresentano e hanno rappresentato storicamente per la comunità antiochense: luoghi di incontro, di socializzazione e di svago. Partendo da questo concetto il Corso può rappresentare inoltre una grande opportunità economica per l?intera comunità, se adeguatamente valorizzato. Esso può diventare una valida e interessante alternativa al dilagare degli anonimi centri commerciali presenti nelle periferie di città e comuni. Il Corso opportunamente attrezzato deve diventare un Centro Commerciale Storico formato non già dalla grande distribuzione, ma da una serie di piccole botteghe e negozi che sapranno proporsi sul mercato attraverso l?unicità e la qualità dei prodotti in vendita. La politica di rivitalizzazione del centro storico ? ottenuta attraverso la leva fiscale (agevolazioni e penalizzazioni) e un importante impegno dell?amministrazione – accompagnata da una seria politica di valorizzazione dei Beni Ambientali, può contribuire a trasformare l?isola in un luogo in cui sarà piacevole vivere per residenti e non. L?Amministrazione dovrà prevedere di destinare risorse significative per attrezzare aree a verde pubblico e per rendere fruibili gli spazi verdi esistenti e oggi inaccessibili (arena fenicia, pineta montecresia) e per realizzare spazi fruibili dai cittadini non motorizzati: progettare e realizzare per lotti una pista ciclabile lungo il perimetro dell?isola e nelle zone umide, che dovrà raccordarsi a quella provinciale da realizzarsi nei tratti dimessi dalle ferrovie meridionali, attualmente in fase di avanzata progettazione; rendere fruibili ai mezzi non motorizzati dei canali navigabili esistenti in particolare nelle zone umide; realizzare dentro e in prossimità del centro urbano e lungo la fascia costiera piste e spazi pedonali.
    Santa Caterina Porta della Città
    Abbiamo accennato alla possibilità di individuare le frazioni come sito ideale per realizzare ricettività turistica, ma è necessario che questi piccoli centri diventino luoghi altrettanto vivibili al pari del centro urbano. Per quanto riguarda la frazione di Santa Caterina bisogna avviare la Valorizzazione della foce del Rio Sassu (per la parte che compete al comune di Sant?Antioco), recuperare, risanare e attrezzare l?intera area del ponte di Santa Caterina (riposizionando la targa commemorativa della battaglia dei sette miliziani sardi contro i francesi), e dell?istmo curando il recupero estetico, informativo (cartellonistica con la toponomastica degli isolotti, ecc.) e archeologico (acquisizione area dei menhirs ?Su Para e Sa Mongia? e percorso di fruibilità, recupero strada romana). Proporre un accordo di programma al Comune di San Giovanni Suergiu per la gestione integrata delle aree umide – anche nella prospettiva del recupero per attività turistiche della Centrale a carbone e della realizzazione di un centro termale ? e della laguna di Sant?Antioco prevedendo il suo risanamento e recupero produttivo
    Isola di Sant?Antioco
    Un analogo discorso deve essere affrontato con l?altro comune che insiste nell?isola di Sant?Antioco prevedendo accordi con Calasetta per progetti ambientali per la salvaguardia dell?isola (depurazione acque, raccolta differenziata), progetti naturalistici e di valorizzazione del territorio (percorsi naturalistici ai confini tra i due comuni tra il rio Calalunga e Stan?e Cirdu) e progetti culturali (circuito museale che comprenda il museo d?arte contemporanea e biglietto unico), iniziative per la promozione della storia dell?isola.

    LAVORO E ATTIVITA? PRODUTTIVE
    È fondamentale avviare al più presto politiche in grado di dare speranza di lavoro alle giovani generazioni e ai meno giovani che hanno perso il lavoro e di favorire il rientro degli emigrati.
    Nella consapevolezza che gli Enti Locali non sono aziende in grado di garantire l?occupazione per tutti, siamo altresì convinti della necessità di impegnare molte risorse per valorizzare le attività economiche compatibili con le ricchezze e le peculiarità della nostra isola investendo in servizi e infrastrutture necessari ad attirare e capaci di attivare nel nostro territorio aziende ed attività che possano garantire occupazione.
    Il nostro impegno per il lavoro tende a stimolare la nascita di progetti, piani e politiche atti a generare una nuova economia sociale fondata sulla valorizzazione delle risorse locali. Il nostro obiettivo è quello di trasformare i vincoli che gravano sulla nostra isola in opportunità di crescita economica attraverso l?adesione alle iniziative internazionali per uno sviluppo durevole e sostenibile e l?utilizzo dei finanziamenti previsti a tale scopo dalla Regione Sardegna, dal Ministero dell?Ambiente, e dall?Unione Europea.
    Una scelta importante, e in contrasto con la politica della precedente amministrazione, sarà quella di destinare i fondi della LR 37 prevalentemente alle quote di cofinanziamento dei progetti, al fine di poter avviare un meccanismo che consenta di decuplicare i progetti e le iniziative economiche, infrastrutturali e di conseguenza occupazionali nei vari settori.
    Turismo
    Il nostro obiettivo è quello di favorire un turismo moderno ed efficiente, che offra un?alternativa alle vacanza solo mare che durano lo spazio di poche settimane, che valorizzi i beni culturali e ambientali e le potenzialità climatiche del Mediterraneo e nel contempo contribuisca alla crescita dell?imprenditoria locale.
    Le peculiarità dell?isola consentono di attrarre i flussi turistici interessati a visitare la Sardegna per ragioni riconducibili al fattore ambientale (mare pulito, clima mediterraneo), e nello stesso tempo di avvicinare la crescente quota di turisti (circa il 7%) che sceglie la Sardegna per motivi legati alle attrattive di tipo culturale.
    Un freno al settore è invece rappresentato da alcune criticità: assenza quasi totale di strutture ricettive, utilizzo veramente ridotto delle poche strutture presenti, presenza eccessiva di seconde case anch?esse sottoutilizzate. Per superare queste criticità è necessario in primo luogo ultimare i lavori dell?Ostello della Gioventù, arredarlo, bandire l?appalto per la gestione – privilegiando la miglior offerta sotto il profilo occupazionale e in termini di ricaduta economica sul territorio – e mettere finalmente la struttura al servizio del settore turistico e culturale. L?ostello della gioventù, oltre che una struttura ricettiva, dovrà rappresentare un importante centro di aggregazione e di attrazione turistica oltrechè nucleo di promozione di iniziative ed eventi culturali. Con l?apertura dell?aeroporto di Cagliari ai volo low cost è fondamentale saper offrire sistemazioni ricettive alternative al target del turismo scolastico e culturale, ai giovani, alla terza età e a quanti privilegiano questo tipo di strutture.
    Ma la risposta reale al fabbisogno di ricettività proviene dall?individuazione delle aree da destinare a ricettività alberghiera ed extra-alberghiera in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e all?interno dei siti da recuperare a seguito delle compromissioni causate dall?attività industriale o estrattiva. Questa soluzione – percorribile anche nel rispetto delle norme del PPR in quanto garantisce la salvaguardia delle risorse ambientali e culturali dell?isola che rappresentano una notevole potenzialità di offerta nel settore del turismo sostenibile – oltre a consentire un reale allargamento della stagione turistica, permette un utilizzo razionale delle strutture e un notevole risparmio economico e ambientale sulla realizzazione delle infrastrutture.
    Oltre alla ricettività tradizionale una particolare attenzione dovrà essere spesa per favorire tutte le forme di ricettività diffusa in grado di garantire valore aggiunto alla comunità residente e di recuperare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente. Saranno favoriti i tanti settori turistici compatibili con il territorio (turismo all?aria aperta, turismo nautico, turismo culturale, quello giovanile e della terza età, turismo escursionistico, balneare etc?) realizzando infrastrutture in grado di attrarre i visitatori (aree attrezzate per camper e roulotte, porto turistico accessibile anche ai grossi natanti nel golfo di Palmas, migliorare la qualità e la quantità dell?offerta culturale e la professionalità degli addetti, segnalare sentieri a basso impatto nel territorio comunale, creare un info-point turistico professionalizzato) e individuando strumenti normativi che favoriscano i privati interessati ad investire nel settore.
    È necessario favorire e regolamentare l?attività ricreativa, ludica e di attrazione turistica nel centro urbano, nelle frazioni e, di concerto con l?autorità marittima, negli arenili.
    Con la nascita dei Sistemi Turistici Locali le amministrazioni devono saper coordinare l?attività turistica all?interno del contesto territoriale provinciale, e Sant?Antioco può rappresentare uno dei comuni trainanti del nuovo sistema turistico diventando il centro di coordinamento e una vetrina verso l?esterno dell?intero territorio provinciale.
    Area Portuale
    Un fattore di successo essenziale per qualsiasi porto, e in particolare per un porto ormai in via di dismissione come quello di Ponti, è quello di dotarlo di un adeguamento infrastrutturale che lo integri maggiormente con il centro urbano e con il tessuto economico esistente.
    L?intero settore marittimo portuale, negli ultimi trent?anni, è stato interessato da profonde innovazioni tecnologiche e trasformazioni produttive che, connesse ai processi di liberalizzazione dei mercati e all?apertura concorrenziale, hanno modificato sostanzialmente le funzioni portuali. Da centro di movimentazione delle attività industriali e commerciali si sono trasformati in piattaforme logistiche in grado di offrire moderni servizi e di consentire ad un territorio di connettersi e quindi di commerciare con il resto del mondo. Purtroppo queste innovazioni non hanno interessato la struttura portuale antiochense a causa dell?assenza di investimenti e di un territorio che produce sempre meno e che poco ha da scambiare con l?esterno.
    È necessario quindi ripensare il ruolo della struttura portuale partendo da queste considerazioni e rimodellando il perimetro portuale affinché possa rispondere ? assieme alle aree industriali dimesse- alle nuove esigenze della comunità: porto commerciale, porto pescherecci, zona cantieristica attrezzata e porto da diporto
    L?area portuale di Sant?Antioco da zona delimitata e stabile su cui il porto ha agito per decenni in regime di monopolio dovrà diventare punto di riferimento di una più vasta area che coinvolge il territorio circostante.
    Lo strumento da utilizzare può essere quello di una pianificazione strategica dell?intera area prospiciente il mare: golfo e laguna. Esistono diverse esperienze positive in Italia e all?estero, i cosiddetti water front di Città del Capo, Palermo, Barcellona che partendo dal fronte mare hanno avviato un processo di riqualificazione, sviluppo e promozione delle città.
    Sant?Antioco, pur essendo un piccolo centro, ha in comune con queste realtà maggiori, aree dimesse da recuperare, una struttura portuale sottoutilizzata, la necessità di avviare un processo di trasformazione di una vasta area adiacente il mare attraverso azioni mirate al risanamento ambientale e alla rivitalizzazione economica, e che sia capace di funzionare da motore dello sviluppo e della competitività della città.
    A questo va aggiunto un contesto urbano caratterizzato da uno specifico tessuto che necessita di recupero architettonico ed urbano.
    L?individuazione di un punto franco all?interno o in prossimità dell?area portuale può rappresentare l?elemento di attrazione di attività produttive necessarie a rivitalizzare l?economia locale.
    Questo progetto sarà inoltre l?elemento in grado di dare reali risposte alla più importante esigenza del settore ittico: un vero e proprio porto pescherecci (approdo per piccole barche con annessi locali di rimessaggio delle attrezzature ? approdo per i pescherecci d?alto mare con impianti di conservazione e di trasformazione dei prodotti).
    Sant?Antioco non può naturalmente rinunciare al suo porto storico, per cui una parte del porto dovrà essere messa in condizioni di proseguire la sua attività di porto commerciale.
    Sant?Antioco Isola della vela
    Il turismo velico conoscerà nei prossimi anni uno sviluppo straordinario. Con la realizzazione di alcune infrastrutture Sant?Antioco potrà diventare un valido punto di riferimento nel settore. Con la segnalazione del canale navigabile Ponte Nuovo – Punt?e Trettu, anche notturna (usando l?illuminazione con lampade ad energia solare), il canale può diventare un?autostrada del mare per chi arriva dal canale di Carloforte e una cartolina d?ingresso per chi arriva dall?istmo.
    Un porto per grosse imbarcazioni da diporto deve necessariamente essere ubicato nel golfo a causa della ridotta altezza del ponte e del pescaggio dei natanti, anche per questa struttura l?area può dare una valida opportunità. Con un adeguato numero di posti barca il Golfo di Palmas potrebbe diventare il PARCO DELLA VELA da promuovere in particolare nel nord Europa. Tra i primi grandi estimatori dei nostri mari segnaliamo l?Ammiraglio Orazio Nelson (morto Il 21 ottobre 1805 dopo la vittoria di Trafalgar, a Londra la sua statua troneggia a Trafalgar Square) che scriveva dalla nave ammiraglia Victory ancorata nel Golfo di Palmas nel periodo 1803 ? 1805.
    ?Dio sa che se ci fosse un?isola da possedere questa sarebbe la Sardegna, né Malta né nessun?altra. Essa é la più bella isola del Mediterraneo, possiede porti adatti a contenere gli arsenali e tutta la nostra flotta?l?eccessivo cattivo tempo ci ha costretto a proseguire verso il Golfo di Palmas, dove siamo arrivati alle 11. E? una baia eccellente e comoda, con approdi buoni e sicuri per tutti i tipi di nave e in qualunque numero?? [Diario di bordo. Lunedì, 19 dicembre.]
    Attività tradizionali
    Il Comune si impegna a favorire e a promuovere gli antichi mestieri e a custodirne la memoria, a rilanciare le produzioni tradizionali (agricole. ittiche, artigianali, etc..), sapendo che molte di queste attività possono rappresentare ancora un?importante fonte di reddito se sostenute da incisive azioni amministrative
    Il settore agroalimentare è stato per anni la più importante fonte di sostentamento della comunità antiochense, rivestendo fino a pochi anni fa un ruolo di particolare rilievo, non solo dal punto di vista economico. È stato tradizionalmente il primo comparto per entità di valore aggiunto, oltre ad aver contribuito in modo determinante a definire l?immagine della nostra isola, si pensi al carignano, ma anche alle colture cerealicole della piana di Canai.
    La sfida a cui siamo chiamati, assieme agli operatori del settore, è quella di dare un futuro a un?attività che ha caratterizzato il nostro passato e la nostra identità culturale. Nello stesso tempo dobbiamo riuscire ad applicare le giuste sinergie tra agricoltura e turismo per favorire la commercializzazione dei prodotti locali, in particolare quelli agricoli.
    La nostra isola non possiede grandi estensioni agricole per cui anche la quantità delle produzioni è limitata, e non in grado di far fronte in termini di quantità e di costi alla crescente globalizzazione dei mercati. È necessario quindi proporre un?offerta fortemente caratterizzata dalla qualità e dalla tipicità del prodotto che sia quindi in grado di rispondere più efficacemente alle tendenze emergenti nel consumo che premiano la ricerca del gusto, della genuinità, del valore nutrizionale.
    Tra le prime iniziative di supporto è necessario disporre di una mappa dei suoli aggiornata che indichi la vocazione della tipologia agricola delle diverse località dell?isola e le tuteli da tutti gli interventi che ne possano compromettere la fruibilità.
    È necessario quindi individuare tutti gli strumenti normativi per supportare, promuovere e difendere l?attività agricola isolana anche attraverso l?individuazione di marchi che garantiscano qualità e provenienza dei prodotti e l?avvio di iniziative tendenti a rivendicare deroghe nell?applicazione delle norme comunitarie per le produzioni, in particolare agricole, proveniente dalle isole minori del mediterraneo.
    Una particolare attenzione verso l?attività agricola attraverso incentivi e stimoli, per sostenere e supportare le aziende che intendono avviare l?agricoltura biologica nel nostro territorio, verso la Cantina Sociale affinché assuma l?impegno di indirizzo e supporto alle aziende che intendono rilanciare le produzioni agricole e valorizzare i prodotti locali
    Analoghe iniziative devono essere rivolte verso le cooperative dei pescatori interessate a superare l?attuale fase critica che attraversa il settore. La presenza a Sant?Antioco della più importante marineria sarda che pratica la piccola pesca ci impone di supportare con impegno questa rilevante attività produttiva attraverso strumenti normativi e operativi che consentano di superare l?attuale crisi che attraversa il settore.
    La necessità di un porto pescherecci (e non di un semplice approdo) e di rendere disponibili nuove aree alla pesca, e nel contempo di limitare l?attività in quelle più sensibili in modo da creare zone di ripopolamento ittico, devono impegnare l?amministrazione in un?azione tesa a progettare e realizzare nuove infrastrutture, a rivendicare l?area interessata dalle servitù militari a fini più pacifici e a creare un?Area Marina Protetta per consentire l?interazione tra pesca, turismo e salvaguardia del territorio.
    È necessario reperire le risorse per avviare la salvaguardia ambientale e la valorizzazione a fini produttivi della laguna di Sant?Antioco concordandone gli interventi con i comuni limitrofi e con le marinerie locali. Uno studio e un contestuale piano di fattibilità per la coltivazione della Pinna Nobilis deve rappresentare un importante avvio per la salvaguardia e la promozione della nostra identità e dei nostri saperi e dei prodotti che appartengono alla nostra cultura. Il bisso è una delle grandi opportunità che il nostro territorio deve saper cogliere.

    ATTIVITA? SOCIALI
    Meno assistenza più welfare
    Le politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà, la mancanza di posti di lavoro, la presenza nel nostro territorio di una forte popolazione appartenente alla terza età che vive con pensioni al limite della sussistenza rappresentano la causa del disagio economico e sociale in cui versa una rilevante quota di popolazione.
    La nuova amministrazione dovrà dedicare una particolare attenzione ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza.
    Per far fronte a questa emergenza è necessario costruire e condividere una rete di servizi e di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, con il terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli. Unico modo per trasformare le attuali prestazioni rigide e predefinite in prestazioni flessibili e diversificate, basate anche su progetti personalizzati (uno sportello per l?inserimento lavorativo di persone svantaggiate, un utilizzo mirato della legge 162/98 riservata alle persone con disabilità grave); per affermare il diritto all’inserimento sociale e per avviare una nuova politica che promuova l’inclusione sociale.
    Occorre ottimizzare l?applicazione sul territorio della legge quadro delle politiche sociali, la 328/2000, saper integrare le politiche sociali con quelle sanitarie, seguendo anche le indicazioni del nuovo Piano Sanitario Regionale in via di approvazione da parte del Consiglio Regionale.
    Lo slogan ?meno assistenza più welfare? deve diventare il motivo conduttore delle attività sociali del Comune di Sant?Antioco. Al fine di garantire una oculata gestione e distribuzione degli interventi assistenziali è fondamentale il superamento dell?assistenzialismo, eliminando i sussidi a pioggia per sostituirli con reali servizi alle persone e ai soggetti più svantaggiati. Solo nei caso eccezionali si può pensare di sostituire i contributi straordinari con piccoli prestiti per superare le emergenze familiari.
    L?assessorato all?urbanistica dovrà avviare iniziative di sensibilizzazione per progettisti, operatori di servizi pubblici e funzionari della amministrazione pubblica al fine di favorire il l?abbattimento delle barriere architettoniche e di eliminare alla radice eventuali storture di applicazione pratica della normativa in materia.
    È importante valorizzare il ruolo degli anziani nella società affinché ritornino protagonisti attivi nel proprio territorio di residenza.
    assieme ai luoghi dove si organizzano attività ricreative, come gite, feste sociali, giochi e manifestazioni culturali, che permettono all?anziano di non rimanere e di non sentirsi isolato è necessario ampliare le iniziative e le attività in cui l?anziano può avere un ruolo socialmente utili, magari affiancando il Comune nello svolgimento delle sue mansioni.
    Curare il verde pubblico, custodire e occuparsi della manutenzione di spazi verdi, contribuire alla sorveglianza nelle scuole, prendersi cura di anziani non autosufficienti o di disabili, sono solo alcuni esempi di attività in cui gli anziani possono impegnarsi attraverso una collaborazione attiva col comune.
    Politiche giovanili e dell?infanzia
    L?assenza di tanti giovani obbligati ad abbandonare la città a causa della mancanza di posti di lavoro sta trasformando Sant?Antioco in un paese sempre meno attivo e sempre più assistito. Per arginare questo fenomeno è necessaria una politica di prevenzione che supporti i giovani nella conoscenza delle eventuali opportunità che il territorio può offrire (l?informa giovani che informa, lo sportello unico che supporta, un?attività di orientamento continua e qualificata). Si tratta di coordinare queste attività affinché siano in grado di fornire informazioni per minori, giovani e famiglie sulla tematica giovanile.
    Parallelamente è necessario attivare nelle scuole superiori, in collaborazione con l?azienda sanitaria, dei corsi di educazione sessuale al fine di prevenire l?espandersi di malattie sessualmente trasmissibile e le gravidanze non volute. Saranno inoltre previste delle agevolazioni fiscali per i pubblici esercizi che parteciperanno a questa campagna di prevenzione installando distributori di preservativi a basso costo, per garantire l?accessibilità reale di questo strumento di tutela della salute.
    Sarà prioritario individuare uno strumento istituzionale che coinvolga i giovani e consenta loro di partecipare attivamente alla vita sociale: l?Osservatorio dei Giovani.
    Questo strumento garantirà ai giovani un adeguato potere decisionale e all?amministrazione un continuo e proficuo confronto con le giovani generazioni. Anche in un ottica di un utilizzo razionale degli spazi e delle risorse e delle strutture p

  46. uomonegro
    15 Giugno 2007 a 22:36 | #46

    GA – La Gazzettantiochense
    Giornale on-line del Sulcis Iglesiente

    POLITICA – Programmi elettorali

    postato da GA – Politica

    Domenica 17 Dicembre 2006 ore 15:13:31
    POLITICA

    PROGRAMMI ELETTORALI
    La GA intende dare spazio alle elezioni comunali che si terranno a Sant’Antioco nella prossima Primavera. Lo fa pubblicando i programmi elettorali delle varie coalizioni che scenderenno in campo per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio Comunale.
    Le coalizioni che vogliono vedere pubblicato sulla GA il proprio programma elettorale possono farlo mandandolo via mail al nostro indirizzo: gazzettantiochense@tiscali.it

    COMINCIAMO PUBBLICANDO LA PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI.

    PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI
    PREMESSA
    Negli ultimi 15 anni Sant?Antioco è stata governata da Amministrazioni Comunali guidate da coalizioni di centrodestra. Le politiche amministrative avviate da queste amministrazioni hanno comportato per la comunità antiochense un forte degrado politico, culturale ed economico. Al decremento demografico, dovuto in particolar modo alla crescita dell?emigrazione giovanile, si è aggiunta la perdita di posti di lavoro in tutte le attività produttive ? alcune delle quali sono completamente sparite – e questo ha comportato un continuo e progressivo impoverimento dei residenti. Per far fronte a una situazione economica fortemente compromessa i partiti, le formazioni politiche e i cittadini che si richiamano ai valori progressisti del Centro-Sinistra hanno intrapreso un lungo e proficuo percorso comune che ha portato alla definizione di questo programma elettorale per le elezioni amministrative 2007. L?impegno della nuova amministrazione sarà principalmente mirato verso la valorizzazione delle risorse e delle conoscenze esistenti a Sant?Antioco: in primo luogo l?insularità e quindi il mare che la circonda, le risorse agricole, il porto, i beni culturali e paesaggistici, il turismo, alcuni settori dell?artigianato. Le forze politiche e i cittadini che sottoscrivono questo programma sono impegnati a garantire l?assenza di conflitti di interesse con l?attività di pubblico amministratore e la realizzazione di un progetto che sia in grado di coniugare diritti, qualità della vita e sviluppo, i cui valori di riferimento sono la persona, la solidarietà, l?attenzione alle fasce sociali più deboli, anche tramite la redistribuzione dei carichi fiscali, e la salvaguardia ambientale e del territorio. Le forze politiche progressiste sono altresì impegnate a garantire l?avvio di una politica amministrativa caratterizzata dall?innovazione e da una forte discontinuità politica, nei metodi, nelle persone e negli obiettivi rispetto alle precedenti amministrazioni comunali. La città di Sant?Antioco è riuscita per molti anni a conservare dimensioni e caratteri urbani a misura di uomo, caratterizzate da edificazioni contenute in altezza e densità. Fino a pochi anni fa ? grazie anche alla mobilitazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste – la nostra isola è riuscita a conservare un assetto urbano dignitoso e un territorio comunale ben conservato sotto l?aspetto paesaggistico e naturalistico. Uno degli obiettivi del nostro programma amministrativo è proprio quello di arginare la pressione insediativa ? che negli ultimi anni sta compromettendo il territorio – e difendere l?isola preservandola, valorizzandola, conservandola, attraverso politiche di pianificazione urbanistica basate sulle necessità della comunità antiochense e non su quelle della speculazione immobiliare.
    Grande attenzione verrà riservata ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza. Conosciamo le situazioni di difficoltà in cui versano tante famiglie a causa delle politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà. Sappiamo anche che si tratta di problemi di difficile soluzione a livello comunale. Consapevoli che con le risorse di un bilancio comunale non potremo arrivare a tutte le persone, opereremo per costruire e condividere il progetto di una rete di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, col terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli.

    ISTITUZIONI
    Nell?ultima legislatura il ruolo dell?Istituzione Comunale è stato gravemente svilito da una politica accentratrice e poco rispettosa dei poteri degli organi comunali: il Consiglio Comunale è stato fortemente immiserito e trasformato in luogo di rissa.
    Compito della nuova maggioranza sarà quello di rendere dignità ai vari organi comunali e in particolar modo al Consiglio che dovrà assumere il suo compito istituzionale di indirizzo, pianificazione e controllo, nonché riprendere il ruolo di assemblea aperta al dialogo e al confronto. Il Consiglio Comunale sarà chiamato a riprendere il dibattito politico ormai interrotto da troppi anni. In questo contesto va inserita la ?riabilitazione? della Conferenza dei Capi Gruppo e delle Commissioni Consiliari che dovranno assumere il ruolo di controllo e di indirizzo al fine di snellire e agevolare l?attività del Consiglio Comunale.
    Nel regolamento del Consiglio Comunale sarà inserito il question time al fine di garantire una corretta e puntuale informazione ai Consiglieri Comunali sull?operato della Giunta. Le varie amministrazioni comunali che si sono succedute a Sant?Antioco dagli anni ?80 ad oggi, fatta eccezione per le amministrazioni di sinistra che hanno governato Sant?Antioco negli anni 1984-90, sono cadute a causa dell?intervento della magistratura (penale o amministrativa) o a causa dei forti interessi personali degli stessi amministratori.
    Conflitto di interessi
    Al fine di moralizzare la politica amministrativa di Sant?Antioco, in sintonia col programma dell?Unione presentato in occasione delle elezioni politiche del 2006, è necessario inserire nel Regolamento del Consiglio Comunale una norma sul conflitto di interesse di Sindaco, Assessori e Consiglieri al fine di garantire certezza e parità di diritti a tutti i cittadini e impedire qualsiasi forma di clientela, di favoritismo e di nepotismo. Dal programma dell?Unione: ?La norma dovrà prevedere che tutti i titolari di cariche pubbliche non potranno ricoprire direttamente o per interposta persona attività imprenditoriali in imprese o società private, o a prevalente partecipazione pubblica, oppure che abbiano rapporti di concessione con pubbliche amministrazioni, con esclusione delle attività non profit e delle attività di modesta entità. Non potranno neppure svolgere funzioni o incarichi, a qualsiasi titolo e comunque denominati, compresi gli incarichi arbitrali di qualsiasi natura, per tali enti ed imprese. Sarà fonte di conflitto di interessi il possesso, diretto o per interposta persona, di partecipazioni rilevanti in alcuni specifici settori economici nei quali tale possesso determina di norma e quasi inevitabilmente un condizionamento del libero svolgimento della funzione pubblica. I beni e le attività non rilevanti ai fini delle incompatibilità e quelli derivanti dalla liquidazione di beni e attività rilevanti dovranno essere conferiti a una gestione fiduciaria ?cieca? (blind trust) che provvederà ad amministrarli con l?obbligo di rendiconto alla fine del mandato politico del titolare, ma con il divieto di fornirgli in corso di mandato qualsiasi informazione sulle operazioni effettuate e sul suo asset patrimoniale. Non risolveranno il conflitto di interessi , invece, le cessioni al coniuge o ai parenti e affini entro il secondo grado o a persona interposta allo scopo di eludere l?obbligo. I titolari di cariche pubbliche avranno l?obbligo di dichiarare le proprie attività e la propria condizione patrimoniale – nonché quelle dei familiari e degli affini entro il 4° grado e dei conviventi delle quali siano a conoscenza – che possano causare il sorgere di un conflitto di interessi.?
    La norma prevederà inoltre il divieto di svolgere attività professionale anche indiretta col comune e per, la durata del mandato politico, i tecnici non potranno presentare progetti per opere o attività da realizzare nel territorio comunale.
    I terreni e le proprietà degli amministratori pubblici non potranno essere alienati al comune e non potranno essere valorizzati, attraverso modifiche della destinazione urbanistica o dell?indice di edificazione, da varianti al PUC. Le uniche variazioni consentite saranno quelle inserite all?interno della pianificazione territoriale comunale generale.
    Democrazia e Partecipazione
    La revisione dello statuto comunale sarà l?occasione per modificare la norma sul referendum consultivo che, prevedendo un quorum del 50% degli elettori, vanifica l?uso della consultazione popolare quale momento di democrazia partecipata.
    La coalizione progressista intende recuperare il rapporto dialettico con le forze sociali e con i cittadini anche attraverso forme di discussione, di partecipazione e di democrazia diretta quali il ricorrere al bilancio partecipativo, partendo dalla quote di bilancio non destinate e dal programma delle opere pubbliche, coinvolgere il Consiglio Comunale dei Ragazzi per le scelte amministrative che riguardano l?infanzia e istituire l?Osservatorio dei Giovani che collabori e si confronti con l?Amministrazione sui bisogni della popolazione giovanile. È necessario individuare forme di comunicazione e momenti di confronto tra l?Amministrazione e i cittadini. Il sito internet del Comune, se adeguatamente valorizzato, potrà trasformarsi in un portale verso l?esterno aperto anche al dibattito politico e ai suggerimenti dei cittadini. Dovrà perdere la funzione di strumento di comunicazione unilaterale e autoreferenziale, per lasciare spazio all?informazione istituzionale compresa quella delle forze politiche di opposizione.
    Saranno previsti nell?arco dell?anno incontri monotematici tra gli amministratori e la comunità, al fine di consentire ai cittadini di discutere con i propri rappresentanti e di proporre soluzioni e agli amministratori di comunicare, spiegare le scelte effettuate e ascoltare il parere della comunità sui vari argomenti e sull?operato della Giunta.
    Le risorse dell?Ufficio dell?Addetto Stampa, che sarà smantellato, saranno utilizzate per garantire maggior informazione alla comunità.
    Un nuovo Municipio
    È necessario porsi come obiettivo la realizzazione di un nuovo municipio che sia la vera Casa di tutti i cittadini (elettori e non elettori, piccoli e grandi, poveri e ricchi). In cui siano banditi favori ed amicizie e possano davvero prevalere i diritti di ciascuno. I cittadini attendono da questo Ente eguaglianza e certezza dei diritti, giuste ed eque tassazioni, servizi pubblici e sociali efficienti, coinvolgimento e partecipazione alle scelte di governo della città.
    Questo obiettivo può essere raggiunto solo se si riuscirà ad avviare una reale ristrutturazione dell?apparato amministrativo comunale adeguandolo alle esigenze di una azienda moderna. È pertanto necessario:
    1. Riconsiderare la struttura organizzativa per metterla in condizione di rispondere alle richieste di servizio dei cittadini in maniera efficace e col migliore impiego delle risorse, rendendo più rapidi i procedimenti e più certi i responsabili, ed evitando duplicazioni di ruoli. Creare una effettiva divisione delle competenze e responsabilità tra organi elettivi ed apparato burocratico, che preveda tra l?altro uno staff di supporto per gli amministratori;
    2. Regolamentare le modalità di conferimento degli incarichi, interni ed esterni all?amministrazione, attraverso assunzioni o contratti a tempo determinato e per periodi non superiori al mandato del Sindaco – Prevedere adeguate risorse per garantire una continua formazione e aggiornamento del personale al fine di valorizzare le risorse interne affinché il ricorso alle consulenze esterne sia limitato a figure professionali non presenti all?interno del Comune;
    3. Modificare la Pianta Organica del comune rendendola più funzionale alle nuove esigenze della comunità;
    4. Riorganizzare lo strumento dell?incentivazione economica al personale rendendolo strettamente connesso alla realizzazione dei progetti dell’amministrazione mediante verifica costante dei risultati raggiunti;
    5. Favorire l?inserimento e l?utilizzo delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione attraverso un pool di supporto e assistenza e avviare, anche in collaborazione con gli altri Enti Locali presenti del territorio, la progressiva introduzione del software libero nel sistema informativo della Pubblica Amministrazione;
    6. Creare una rete di servizi informativi integrati e interattivi (portali civici);
    7. Avviare il Controllo di gestione attraverso la programmazione degli obiettivi e la verifica e la pubblicizzazione periodica dei risultati,
    8. Rendere finalmente operativo ed efficiente lo Sportello Unico delle Imprese.
    Autonomia impositiva e agevolazioni fiscali
    Le leggi finanziarie del Governo Berlusconi, e in parte anche la prima finanziaria Prodi, hanno pesantemente condizionato la capacità di spesa delle Autonomie Locali, penalizzando le spese correnti, la capacità di accedere agli investimenti e la possibilità di potenziare le risorse umane. È all?interno di questo desolante quadro economico-finanziario che la nuova Amministrazione dovrà governare: sarà quindi fondamentale mettere in campo le migliori professionalità, l?esperienza, la competenza su cui possono contare le forze politiche del centro sinistra di Sant?Antioco per far fronte a questa criticità e per individuare un nuovo modo di gestire le risorse.
    È necessario realizzare economie contenendo le spese non strategiche attraverso un?attenta analisi dei bisogni e delle procedure di acquisizione e avviare da subito un?attenta cernita delle voci di spesa per individuare le spese comprimibili tuttora esistenti tra le pieghe del bilancio Comunale . Sarà il primo segnale nella direzione di lotta agli sprechi che la nuova Amministrazione dovrà lanciare.
    Per quanto riguarda le gare e le acquisizioni l?Amministrazione si impegna a individuare metodi di attribuzione che favoriscano la finanza etica e solidale.
    Il secondo segnale sarà quello di ridurre le indennità degli amministratori e contestualmente di rimodulare la spesa per l?amministrazione ripartendo le risorse affinché venga riconosciuta l?attività dei Consiglieri che operano all?interno delle Commissioni Comunali.
    Il continuo taglio delle rimesse dello stato verso i Comuni ha di fatto trasformato l?autonomia impositiva degli enti locali in un obbligo ad imporre le tasse, lasciando ai comuni una risicata discrezionalità. Parlare quindi di riduzione della tassazione comunale significa semplicemente fare della demagogia o peggio ancora scegliere di ridurre lo stato sociale e di non fornire servizi ai cittadini, penalizzando quindi le fasce più deboli che non possono permettersi di ?acquistare? i servizi in privato. Per cui, se il Comune non vuole ridursi ad essere un semplice esattore, deve scegliere di essere un ente capace di fare scelte politiche anche nell?organizzazione delle entrate.
    La nuova amministrazione dovrà quindi rivedere la tassazione scegliendo in primo luogo di far pagare tutti, di far pagare chi possiede di più, e in particolare quelli che traggono reddito e ricchezza dai beni collettivi.
    Garantire quindi la giustizia ed equità fiscale per consentire a ciascun cittadino di contribuire in maniera equa e proporzionalmente al proprio reddito a rendere funzionali ed efficienti i servizi comunali.
    È fondamentale:
    a) la creazione dell?anagrafe tributaria;
    b) l?integrazione dei dati tributari con un sistema informativo di rete che consenta la comunicazione tra gli Uffici interni (demografico, edilizio, commerciale, tributario) e tra questi e gli altri Enti;
    c) la rescissione del contratto con le società di esazione e un maggior coinvolgimento dell?apparato comunale nella gestione dei tributi.
    Un impegno massiccio deve essere dedicato al reperimento delle risorse esterne (Regione, Governo, Comunità Europea) che deve essere articolato attraverso uno staff tecnico-politico coordinato dall?Assessore alla Programmazione e Finanze.
    Un?altra scelta importante sarà quella di premiare, attraverso agevolazioni fiscali, i cittadini virtuosi, quelli cioè che nel loro piccolo partecipano alla sostenibilità della vita quotidiana e dello sviluppo attraverso atti concreti nella riduzione dei costi (raccolta differenziata dei rifiuti), attraverso l?utilizzo delle biotecnologie e delle energie rinnovabili, attraverso forme di miglioramento del decoro urbano (eliminazione delle pompe di calore dalle facciate principali, dei serbatoi di riserva idrica dai tetti, inserimento armonico di antenne e panelli solari nel tetto etc?).
    Il comune avrà un importante ruolo nella predisposizione del Piano del Colore che interesserà, a partire dal centro urbano, l?intero territorio comunale, e nel rivolgere una particolare attenzione nella ricerca del massimo risparmio energetico negli edifici comunali, anche attraverso l?utilizzo di fonti di energia rinnovabile.
    L?amministrazione dal canto suo si impegna ad avviare la raccolta differenziata dei rifiuti, a lanciare una campagna di pubblicizzazione e di sensibilizzazione, a favorire l?uso delle compostiere e a fornire tutte le informazioni utili affinché la raccolta sia efficace e consenta alla comunità antiochense di recuperare il tempo perduto e di raggiungere i dati di raccolta dei comuni più virtuosi.
    Anche sulla tassazione degli immobili è necessario inserire una diversificazione tra abitazioni dei residenti e quelle possedute da non residenti.
    Sarà avviata una campagna di pubblicizzazione dei servizi a domanda individuale e saranno previsti degli incentivi per l?utilizzo dei pubblici servizi (sconti per giovani e anziani che usano il mezzo pubblico di trasporto, carta verde per utilizzare determinati altri servizi etc?)

    IDENTITA? è INNOVAZIONE
    Sant?Antioco ha bisogno di un progetto e questo progetto non può che partire dalla sua identità.
    Non un?identità autoreferenziale e chiusa verso l?esterno ma dialogante, aperta al confronto e alla conoscenza capace di far valere le proprie caratteristiche e la propria diversità. Dobbiamo essere abitanti di un?isola senza che questo significhi chiuderci nella nostra insularità, senza che la chiusura in noi stessi ci faccia morire di asfissia.
    La conoscenza di quello che c?è oltre l?isola è fondamentale perché possiamo (ri)prendere coscienza dell?enorme patrimonio che custodiamo: un patrimonio di saperi, bellezze, silenzi e spazi, paesaggi incontaminati, colori e profumi, sapori e tradizioni, che in un mondo sempre più globalizzato e appiattito sull?uniformità vede il proprio valore moltiplicato. Nel mercato mondiale vince chi si diversifica, chi propone qualcosa di altro, nel senso di diverso: i saperi millenari della Sardegna e quelli della nostra isola in particolare, le specificità della nostra agricoltura, del nostro mare, del nostro artigianato, dei nostri modi di produrre, sono ciò che di diverso, antico e nuovo assieme, possiamo offrire al mercato del mondo, coscienti che è una offerta valida, forte, che può vincere. Viaggiare, vedere, conoscere, studiare e innovarsi, comunicare col mondo: se saremo capaci di amministrare muovendoci in questa direzione, senza rinunciare alle peculiarità della nostra isola, a ciò che essa può dare di antico e bello, allora la sfida economica e sociale dello sviluppo potrà essere vinta. L?innovazione è l?altro fondamento di una politica coraggiosa: studio, innovazione, sperimentazione sono le sfide su cui investire, perché le ricchezze dell?isola non vengano sfruttate da altri, come troppo spesso succede, perché venire da lontano, da una storia secolare, non voglia dire, semplicemente, immobilizzarsi nell?attesa di aiuti da parte dello Stato, dell?Europa o della Regione. L?identità è soprattutto fatta di coesione, di valori condivisi, di scambi, di forme di socialità, di tradizioni di vita civile, di continuità fra le generazioni. Essa vive e si alimenta in un contesto territoriale profondamente connotato da questa rete di rapporti. Nella nostra piccola realtà custodiamo risorse e saperi preziosi, che sono il frutto del lento stratificarsi delle relazioni nel territorio. Su queste si devono fondare le infrastrutture immateriali indispensabili a uno sviluppo autonomo. Ci sono due rischi che l?azione pubblica deve evitare: uno è la mitizzazione sterile della tradizione e delle appartenenze locali, l?altro, speculare al primo, di considerare tradizioni e appartenenze locali come un freno allo sviluppo.
    Riconoscersi nella dimensione locale, vivere questa identità come identità positiva, costituisce in sé un valore aggiunto, un capitale sociale e, come è stato detto, un ?fattore produttivo?. Così come, su un piano più ampio, costituisce una ricchezza e una risorsa il nostro sentimento di appartenenza. Vi è una stretta continuità tra l?identità, intesa come fattore d?integrazione culturale, e ambiente naturale. Non solo perché l?ambiente porta i segni delle comunità che lo abitano (in un certo senso ne racconta la storia) ma anche perché, in quanto paesaggio, è uno degli elementi che danno forma, attraverso il succedersi delle generazioni e il vincolo che le lega, al sentimento di appartenenza a una terra. Cura dell?ambiente significa anche cura del paesaggio, dei centri storici, del patrimonio architettonico, dell?arredo urbano: la nostra isola deve sapere custodire, per se stessa e per i suoi ospiti, un?immagine che ne restituisca tutta la bellezza. L?ambiente, d?altra parte, costituisce uno dei presupposti dello sviluppo e rappresenta esso stesso una ricchezza. Sant?Antioco ha nell?ambiente (che non è solo natura, ma natura e storia) la principale carta da giocare per il suo sviluppo. Al di là delle singole bellezze naturalistiche o storico-artistiche, è l?insieme del suo territorio che va considerato. C?è un?evidente continuità tra la difesa dell?ambiente e la tutela del patrimonio culturale (materiale e immateriale: dalla lingua, alle testimonianze fenice, ai nuraghi, ai muretti a secco, alla produzione di tappeti e alla lavorazione del bisso).
    Partiamo quindi dalla consapevolezza che il patrimonio culturale è un elemento costitutivo dell?identità dei sardi e che le risorse investite per la sua tutela non vanno rapportate agli introiti immediati ma alle ricadute positive che generano nel tessuto sociale. Una continuità fisica e ideale lega gli uni agli altri beni culturali e paesaggio, saperi locali e cultura materiale, storia, patrimonio archeologico e artistico: tutti elementi che si intrecciano nel definire la nostra identità, se per identità si intende non solo il sentimento della propria autonomia ma anche un sistema di valori condivisi.
    Occorre quindi definire un progetto di sviluppo che parta dalla consapevolezza della nostra identità, di quella attuale e di quella che vogliamo costruire. Questa stretta relazione tra identità, ambiente, capacità di innovare è oggi messa in pericolo da un governo del territorio disatteso distratto e inadeguato. Occorre interrompere al più presto il processo incontrollato dello spopolamento dell?isola offrendo un?alternativa all?emigrazione alle giovani generazioni. Non è solo occupazione ma anche spazi di divertimento, di iniziative culturali e di associazioni, mezzi di trasporto che favoriscano gli spostamenti.
    Più in generale, è necessario un grande impegno politico, sociale, istituzionale per valorizzare il senso civico e comunitario anche come presupposto della legalità della sicurezza. Allo stesso tempo è necessario recuperare la nostra identità, rilanciarne il ruolo di porto, quindi di accesso, che Sant?Antioco ha rappresentato nei secoli per il Sulcis Iglesiente.
    Per questo è necessario riqualificare e fare funzionare al meglio le infrastrutture storiche, indispensabili per lo sviluppo e per la competitività.
    Dopo decenni di scelte amministrative prive di qualità, dopo decenni di decadimento economico e sociale, dopo decenni di decremento demografico, emerge un bisogno di rilanciare Sant?Antioco come luogo della comunicazione, delle intelligenze, delle competenze, dell?integrazione e della solidarietà, della progettazione di nuove forme di impresa, di lavoro e di relazioni sociali.

    BENI CULTURALI
    La politica culturale (valorizzazione, promozione, salvaguardia etc…) di Sant?Antioco è attualmente gestita in maniera disordinata e confusa, è necessario mettere ordine al settore creando un coordinamento tra le varie attività del settore, al fine di garantire interventi finalizzati e di riuscire a cogliere tutte le opportunità offerte dalle leggi e dai bandi riguardanti il settore culturale.
    È necessario fare un salto di qualità e abbandonare il fattore estemporaneo creando un organismo consultivo (Consulta Culturale) che indirizzi e programmi gli eventi culturali antiochensi attraverso il coinvolgimento delle associazioni culturali, dei gruppi e dei singoli che intendono contribuire alla crescita culturale della comunità.
    L?entità dei Beni Culturali presenti nell?isola necessita di adeguata valorizzazione attraverso la realizzazione di un Parco Archeologico Museale di rilievo. Tutte le zone di particolare interesse culturale dovranno essere collegate con la struttura museale e valorizzate attraverso supporti didattici e sistemi dimostrativi multimediali.
    È necessario che la nostra cittadina si riappropri del ruolo che ha rivestito negli anni quale località ?ludico-ricreativa? della provincia di Carbonia Iglesias. Pertanto è necessario saper spendere il ruolo di Sant?Antioco come futuro punto di riferimento culturale per la nuova provincia del Sulcis-Iglesiente e trasformare quella che è stata la moda di vivere Sant?Antioco in un progetto di lunga durata attraverso la realizzazione di iniziative culturali permanenti. Alcune di queste iniziative dovranno diventare vere e proprie rassegne in grado di caratterizzare e di promuovere Sant?Antioco al di là dei confini sulcitani.
    Le iniziative culturali più significative devono essere condotte in rete con le amministrazioni comunali del territorio promuovendo unioni, consorzi e iniziative tendenti ad aggregare i Comuni interessati ad avviare progetti di valorizzazione dei BB.CC.: Distretti Culturali, campagne di scavo, facoltà di archeologia etc.
    Operare con le altre amministrazioni sarà una garanzia contro la dispersione delle risorse, e potrà consentire alla nostra isola di rivendicare il ruolo di capoluogo culturale della nuova provincia.

    TERRITORIO E AMBIENTE
    Pianificazione Territoriale
    Una corretta pianificazione urbanistica è condizione indispensabile per un futuro sviluppo economico certo e duraturo. Un?economia basata sul turismo, sul mare che circonda l?isola e sulle zone umide, sui beni culturali e paesaggistici necessita di una pianificazione territoriale attenta ai bisogni della comunità, dell?intera comunità. L?economia antiochense ha bisogno di strutture ricettive, oggi quasi inesistenti, per potersi imporre sul mercato turistico, così come necessita di una rigida tutela del paesaggio – oggi fortemente compromesso da interventi immobiliari privi di prospettive e realizzati senza alcun criterio – per conservare la sua peculiarità di isola sarda del mediterraneo. Il settore della pesca necessita di interventi di valorizzazione, di protezione e di tutela, di infrastrutture e di innovazione per essere supportato e rilanciato. Una politica sulla valorizzazione dei beni culturali abbisogna di un attento studio del territorio e del centro urbano. La pianificazione urbanistica è chiamata oggi a dare risposte concrete a questi bisogni, liberandosi definitivamente delle prospettive di breve termine basate esclusivamente sul soddisfacimento degli interessi immediati di pochi operatori immobiliari che stanno suddividendo l?isola di Sant?Antioco in lotti e vendendola al miglior offerente.
    L?intera isola di Sant?Antioco è diventata negli ultimi anni terra di conquista per costruttori senza scrupoli e speculatori edilizi. Nelle more di approvazione del PPR, Sant?Antioco e le altre isole sarde si sono trasformate in una sorta di zona franca in cui si sono scaricati gli interessi della speculazione immobiliare; un errore di pianificazione che ha danneggiato ecosistemi sensibili quale quello delle isole minori della Sardegna. Negli ultimi anni contro il territorio agricolo dell?isola di Sant?Antioco si è scatenata un?aggressione senza precedenti che ha stravolto in maniera irreversibile gli ultimi lembi di terra fertile presente nell?isola e l?intero paesaggio agricolo. La costruzione su tutto il territorio agricolo di ville e di seconde case rappresenta ormai una vera e propria emergenze ambientale e anche il discutibile recupero dei vecchi ?medaus?, si è trasformato in un ulteriore elemento di degrado del territorio con la distruzione dei muretti a secco e dei precedenti insediamenti per realizzare enormi edifici che cancellano completamente le precedenti testimonianze dell?attività agricola. Grazie alla complicità della pubblica amministrazione, nelle aree agricole sono sorte delle vere e proprie lottizzazioni illegittimamente autorizzate, che creano un danno irreversibile al territorio, al paesaggio, alla legalità e alle stesse casse comunali. Rispetto ad una popolazione residente di 11.830 abitanti, ed in presenza di un progressivo decremento demografico, il PUC del comune di Sant?Antioco prevede le realizzazione di volumi per 35 mila abitanti nel centro urbano e di 16 mila (corrispondenti a quasi un milione di mc di cemento) nella fascia costiera per un totale di 51 mila abitanti.
    Complessivamente nell?isola di Sant?Antioco pur essendo presente una popolazione residente di poco superiore alle 14 mila unità sono previsti volumi per oltre 80 mila abitanti! Senza contare i volumi realizzati a fini turistici nelle zone agricole! Triste risultato dovuto a leggi e norme urbanistiche regionali eccessivamente permissive per le isole minori rispetto alle norme di tutela applicate al resto della Sardegna.
    La nuova Amministrazione Comunale sarà chiamata ad adeguare l?attuale strumento urbanistico alle norme del Piano Paesaggistico Regionale, provvidenzialmente approvato lo scorso settembre dalla Giunta Regionale, e sarà quella l?occasione utile per adottare un nuovo PUC che in primo luogo dia risposte concrete ai bisogni della comunità antiochense.
    La nuova pianificazione urbanistica, concordemente con gli indirizzi del PPR, sarà funzionale alle seguenti finalità:
    1. preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l?identità ambientale, storica, culturale e insediativa dell?isola di Sant?Antioco e del territorio sardo;
    2. proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità;
    3. assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile, al fine di conservarne e migliorarne le qualità;
    4. promuovere il corretto inserimento degli interventi di trasformazione del territorio nel contesto paesaggistico, cui devono attenersi le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile dell?intera isola;
    5. garantire un rapporto equilibrato tra i bisogni sociali, l?attività economica e l?ambiente, in coerenza con la Convenzione Europea del Paesaggio e con lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo;
    6. localizzare i Beni Identitari e Paesaggistici e delimitare le aree finalizzate alla salvaguardia per la migliore riconoscibilità delle specificità storiche e culturali che caratterizzano l?isola.
    Per raggiungere questi obbiettivi è necessario individuare i settori e le prospettive economiche del futuro sviluppo economico, e successivamente pianificare il territorio in funzione di questi e naturalmente dell?incremento demografico proiettato nel prossimo decennio.
    Un importante processo della pianificazione sarà rappresentato dal centro urbano consolidato col suo centro storico che dovrà essere riperimetrato ? prevedendo di ampliare l?attuale zona omogenea ?A? riportandola al perimetro urbano esistente nella seconda metà dell?800 – e preservato da ?discutibili? interventi di recupero. Tale obbiettivo potrà essere raggiunto attraverso l?adozione di un nuovo Piano Particolareggiato che, oltre al recupero degli immobili, all?individuazione degli spazi per i parcheggi e i servizi inserisca norme cogenti per garantire il decoro dell?area e l?uso del colore affinché i cittadini ricevano valide indicazioni e il centro urbano sia finalmente liberato dall?anarchia ?cromatica? che lo contraddistingue.
    Il Piano Particolareggiato proporrà forme di riuso del Centro Storico che siano compatibili con la sua costituzione intrinseca e non distruttive della sua identità culturale. Il piano dovrà prevedere in particolare il mantenimento o il ripristino delle funzioni residenziali, nonché le attività compatibili necessarie per la vitalità economica e sociale del centro storico, e connesse alla funzione abitativa, quali gli esercizi commerciali al minuto, l?artigianato di beni e servizi alle famiglie, i pubblici esercizi, gli uffici e studi privati, le strutture associative, sanitarie, sociali e religiose. È necessario avviare un serio risanamento di tutto il tessuto urbano promuovendo politiche urbanistiche che incentivino il decoro e nel contempo salvaguardino le tipologie urbane di Sant?Antioco. Lo scopo si può raggiungere attraverso politiche fiscali che premino i cittadini interessati al recupero estetico degli immobili o l?utilizzo delle tecniche edilizie che favoriscono il risparmio energetico e le bioarchitetture.
    All?interno del nuovo Centro Storico dovrà essere privilegiata una politica urbanistica che miri alla riduzione e/o eliminazione del traffico veicolare privato, specie quello di attraversamento dei non residenti, con la costituzione di spazi pedonali, o ZTL, capaci di ricostruire la originaria fruizione del centro urbano. Così come dovranno essere eliminati tutti gli elementi incongrui della cartellonistica e delle insegne pubblicitarie.
    Ma il futuro sviluppo economico di Sant?Antioco si potrà costruire solo attraverso un?attenta e coraggiosa valorizzazione delle risorse ambientali e culturali il cui fulcro sarà rappresentato dalla creazione di un Parco Integrato archeologico-naturalistico-marino esteso prevalentemente lungo la costa sud-occidentale, che comprenda anche le zone umide e i Siti di Importanza Comunitaria presenti nell?isola.
    Presupposto essenziale per individuare le aree marine, le zone umide e i litorali da proteggere sarà quello di sottoporre a un attento studio il mare che circonda l?isola – utile anche ad avviare un costante monitoraggio della qualità delle acque del Golfo e della Laguna – e elaborare un Piano del Mare che preveda destinazioni diversificate per il mare. Sarà interessante sperimentare il processo di Agenda 21 nella elaborazione delle proposte e nell?individuazione degli spazi da destinare a Zona Protetta attraverso quindi il coinvolgimento dei cittadini, delle categorie professionali interessate e dei portatori di interesse. La pianificazione del mare risulterà di grande utilità nella prospettiva di svincolo delle zone interessate dalle servitù militari.
    Un importante risorsa su cui basare il futuro sviluppo economico sarà rappresentata dalla aree industriali dismesse, comprese le aree degradate dall?attività estrattiva, e dalla destinazione che la pianificazione territoriale saprà assegnare a questi siti. Queste aree rappresentano il sito ideale dove realizzare strutture turistiche, ricettive, per l?istruzione e il tempo libero, ma anche attività cantieristica e similari. Trattandosi di aree di proprietà regionale, si richiederà di seguire la stesso percorso delle aree minerarie dismesse: bando di gara internazionale per la realizzazione di un progetto e di un relativo intervento di riqualificazione territoriale, ambientale, paesaggistica, urbanistica ed edilizia, collegato ad un piano di sviluppo e valorizzazione economica, culturale, turistica, naturalistica e ricettiva delle aree interessate. Condizione prioritaria per l?assegnazione sarà rappresentata dalla qualità del progetto, la sua specificità, la tipologia, l?integrazione con il sistema territoriale con riguardo alle prospettive di sviluppo locale, dei livelli di ricaduta occupazionale e di sviluppo economico, della sostenibilità paesistico-ambientale, oltre naturalmente al coinvolgimento del Comune in tutte le fasi, dall?elaborazione del bando all?accordo di programma. È proprio da un progetto integrato – che partendo dall?area portuale, attraversi l?area ex sardamag, la laguna di Is Pruinis e l?area umida vicina, compreso il Sito di Importanza Comunitaria adiacente, l?intero arenile di Is Pruinis per arrivare all?area ex palmas cave – che si attende una risposta al bisogno di ricettività turistica e un impulso al futuro sviluppo economico dell?isola. Ulteriori aree possono essere individuate per la realizzazione di volumetrie turistiche, limitandole alla ricettività alberghiera, esclusivamente in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e in presenza di progetti in grado di garantire positive, durature e certe ricadute occupazionali. Un progetto di tali dimensioni non può prescindere da una riorganizzazione dei collegamenti dell?isola con il centro intermodale che sta per essere realizzato a Carbonia e che deve completarsi con una connessione tra i due porti della provincia del Sucis-Iglesiente. Una citazione particolare merita l?arenile di Is Pruinis, zona completamente degradata a causa dei reflui Sardamag e dagli scarichi del depuratore. È necessario potenziare la capacità di depurazione dell?impianto, che consentirebbe tra l?altro il recupero a fini irrigui delle acque di scarico, e liberare l?area dall?impianto di acquicoltura frutto di una sciagurata scelta amministrativa dello scorso decennio. L?Amministrazione dovrà perseguire questo obiettivo con priorità per restituire alla comunità e alla fruizione turistica uno spazio in grado di raddoppiare la ricettività balneare del litorale. Il Pruinis è infatti la spiaggia ideale: la più estesa di Sant?Antioco (oltre 2 km), e la più vicina al centro urbano e gode di fondali bassi e di assenza di correnti. Parallelamente al recupero dei litorali è necessario riprendere in mano e realizzare il Piano per gli accessi a mare per garantire la fruizione dell?intero perimetro costiero impedita, in molti tratti, dalla chiusura dei sentieri da parte di privati con qualche compiacenza, purtroppo, della pubblica amministrazione;
    L?adeguamento del PUC al PPR sarà un utile occasione per rivalutare il ruolo delle aree agricole che da zone considerate residuali devono riassumere il ruolo originario di aree produttive, di bene identitario e di testimonianza storica e culturale. D?intesa col PPR, per queste aree, dovrà essere varato un regolamento ad hoc che normalizzi l?attività e la tipologia edilizia e la manutenzione, ristrutturazione e realizzazione di manufatti che caratterizzano il paesaggio storico-culturale, considerati anche nella loro valenza ecologica, che comprendono: recinzioni storiche (principalmente in pietre murate a secco), siepi (di fico d?india, rovo, lentisco, ginestra o altre specie spontanee) e colture storiche specializzate (vigneti, agrumeti, frutteti, oliveti, etc?), costruzioni temporanee, ricoveri rurali, baracche e simili, fattorie, ovili, magazzini, stalle depositi, dispense. L?adeguamento al PPR facilita l?impegno a liberarsi definitivamente dalla giungla di pali elettrici e telefonici che ha invaso le campagne dell?agro. Sarà necessario inoltre apportare importanti modifiche al Regolamento Edilizio al fine di regolamentare l?attività edilizia imponendo norme a tutela del decoro urbano e incentivi per favorire l?uso delle energie rinnovabili, il risparmio energetico e idrico e delle biotecnologie.
    Vivibilità della città
    Nel precedente capitolo si è accennato alla necessità di eliminare il traffico di attraversamento all?interno del centro storico, ma l?obbiettivo deve essere quello di ridurre drasticamente quel tipo di traffico in tutto il centro urbano. La conformazione urbanistica dell?abitato di Sant?Antioco e la totale assenza di arterie stradali esterne rendono questo obiettivo ambizioso. L?amministrazione intende operare su due fronti:
    - Ricercare i finanziamenti per realizzare la circonvallazione a monte del centro urbano per ridurre il traffico di attraversamento;
    - Realizzare un Piano Viario del centro urbano di Sant?Antioco che riporti il centro urbano verso una dimensione umana riducendo il traffico veicolare privato, in particolare quello dei non residenti anche attraverso l?istituzione di ZTL.
    Le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 15 anni hanno prodigato un notevole impegno per trasformare le piazze di Sant?Antioco da luogo di incontro e di socializzazione in spazio ostile, estraneo e difficilmente fruibile: Piazza Umberto, Piazza De Gasperi, Piazza Ferralasco, Piazza Italia sono testimoni di questa assurda metamorfosi. Prima degli interventi di ?abbrutimento? queste piazze rappresentavano dei luoghi vissuti in particolare da anziani, giovani e bambini. Gli interventi di rifacimento hanno eliminato i motivi di attrazione: panchine, alberi, giochi per bambini, pavimentazione agevole. È quindi necessario riconsiderare e ri-attrezzare questi luoghi perché i cittadini che sono ne sono stati allontanati possano tornare a viverli. L?impegno inoltre è quello di creare degli altri spazi per la gente e non contro la gente. Il recupero del Corso Vittorio Emanuele e del Lungomare alla fruizione collettiva potrà essere il banco di prova dell?Amministrazione. Si tratterà di far convivere le attività commerciali con ciò che questi luoghi rappresentano e hanno rappresentato storicamente per la comunità antiochense: luoghi di incontro, di socializzazione e di svago. Partendo da questo concetto il Corso può rappresentare inoltre una grande opportunità economica per l?intera comunità, se adeguatamente valorizzato. Esso può diventare una valida e interessante alternativa al dilagare degli anonimi centri commerciali presenti nelle periferie di città e comuni. Il Corso opportunamente attrezzato deve diventare un Centro Commerciale Storico formato non già dalla grande distribuzione, ma da una serie di piccole botteghe e negozi che sapranno proporsi sul mercato attraverso l?unicità e la qualità dei prodotti in vendita. La politica di rivitalizzazione del centro storico ? ottenuta attraverso la leva fiscale (agevolazioni e penalizzazioni) e un importante impegno dell?amministrazione – accompagnata da una seria politica di valorizzazione dei Beni Ambientali, può contribuire a trasformare l?isola in un luogo in cui sarà piacevole vivere per residenti e non. L?Amministrazione dovrà prevedere di destinare risorse significative per attrezzare aree a verde pubblico e per rendere fruibili gli spazi verdi esistenti e oggi inaccessibili (arena fenicia, pineta montecresia) e per realizzare spazi fruibili dai cittadini non motorizzati: progettare e realizzare per lotti una pista ciclabile lungo il perimetro dell?isola e nelle zone umide, che dovrà raccordarsi a quella provinciale da realizzarsi nei tratti dimessi dalle ferrovie meridionali, attualmente in fase di avanzata progettazione; rendere fruibili ai mezzi non motorizzati dei canali navigabili esistenti in particolare nelle zone umide; realizzare dentro e in prossimità del centro urbano e lungo la fascia costiera piste e spazi pedonali.
    Santa Caterina Porta della Città
    Abbiamo accennato alla possibilità di individuare le frazioni come sito ideale per realizzare ricettività turistica, ma è necessario che questi piccoli centri diventino luoghi altrettanto vivibili al pari del centro urbano. Per quanto riguarda la frazione di Santa Caterina bisogna avviare la Valorizzazione della foce del Rio Sassu (per la parte che compete al comune di Sant?Antioco), recuperare, risanare e attrezzare l?intera area del ponte di Santa Caterina (riposizionando la targa commemorativa della battaglia dei sette miliziani sardi contro i francesi), e dell?istmo curando il recupero estetico, informativo (cartellonistica con la toponomastica degli isolotti, ecc.) e archeologico (acquisizione area dei menhirs ?Su Para e Sa Mongia? e percorso di fruibilità, recupero strada romana). Proporre un accordo di programma al Comune di San Giovanni Suergiu per la gestione integrata delle aree umide – anche nella prospettiva del recupero per attività turistiche della Centrale a carbone e della realizzazione di un centro termale ? e della laguna di Sant?Antioco prevedendo il suo risanamento e recupero produttivo
    Isola di Sant?Antioco
    Un analogo discorso deve essere affrontato con l?altro comune che insiste nell?isola di Sant?Antioco prevedendo accordi con Calasetta per progetti ambientali per la salvaguardia dell?isola (depurazione acque, raccolta differenziata), progetti naturalistici e di valorizzazione del territorio (percorsi naturalistici ai confini tra i due comuni tra il rio Calalunga e Stan?e Cirdu) e progetti culturali (circuito museale che comprenda il museo d?arte contemporanea e biglietto unico), iniziative per la promozione della storia dell?isola.

    LAVORO E ATTIVITA? PRODUTTIVE
    È fondamentale avviare al più presto politiche in grado di dare speranza di lavoro alle giovani generazioni e ai meno giovani che hanno perso il lavoro e di favorire il rientro degli emigrati.
    Nella consapevolezza che gli Enti Locali non sono aziende in grado di garantire l?occupazione per tutti, siamo altresì convinti della necessità di impegnare molte risorse per valorizzare le attività economiche compatibili con le ricchezze e le peculiarità della nostra isola investendo in servizi e infrastrutture necessari ad attirare e capaci di attivare nel nostro territorio aziende ed attività che possano garantire occupazione.
    Il nostro impegno per il lavoro tende a stimolare la nascita di progetti, piani e politiche atti a generare una nuova economia sociale fondata sulla valorizzazione delle risorse locali. Il nostro obiettivo è quello di trasformare i vincoli che gravano sulla nostra isola in opportunità di crescita economica attraverso l?adesione alle iniziative internazionali per uno sviluppo durevole e sostenibile e l?utilizzo dei finanziamenti previsti a tale scopo dalla Regione Sardegna, dal Ministero dell?Ambiente, e dall?Unione Europea.
    Una scelta importante, e in contrasto con la politica della precedente amministrazione, sarà quella di destinare i fondi della LR 37 prevalentemente alle quote di cofinanziamento dei progetti, al fine di poter avviare un meccanismo che consenta di decuplicare i progetti e le iniziative economiche, infrastrutturali e di conseguenza occupazionali nei vari settori.
    Turismo
    Il nostro obiettivo è quello di favorire un turismo moderno ed efficiente, che offra un?alternativa alle vacanza solo mare che durano lo spazio di poche settimane, che valorizzi i beni culturali e ambientali e le potenzialità climatiche del Mediterraneo e nel contempo contribuisca alla crescita dell?imprenditoria locale.
    Le peculiarità dell?isola consentono di attrarre i flussi turistici interessati a visitare la Sardegna per ragioni riconducibili al fattore ambientale (mare pulito, clima mediterraneo), e nello stesso tempo di avvicinare la crescente quota di turisti (circa il 7%) che sceglie la Sardegna per motivi legati alle attrattive di tipo culturale.
    Un freno al settore è invece rappresentato da alcune criticità: assenza quasi totale di strutture ricettive, utilizzo veramente ridotto delle poche strutture presenti, presenza eccessiva di seconde case anch?esse sottoutilizzate. Per superare queste criticità è necessario in primo luogo ultimare i lavori dell?Ostello della Gioventù, arredarlo, bandire l?appalto per la gestione – privilegiando la miglior offerta sotto il profilo occupazionale e in termini di ricaduta economica sul territorio – e mettere finalmente la struttura al servizio del settore turistico e culturale. L?ostello della gioventù, oltre che una struttura ricettiva, dovrà rappresentare un importante centro di aggregazione e di attrazione turistica oltrechè nucleo di promozione di iniziative ed eventi culturali. Con l?apertura dell?aeroporto di Cagliari ai volo low cost è fondamentale saper offrire sistemazioni ricettive alternative al target del turismo scolastico e culturale, ai giovani, alla terza età e a quanti privilegiano questo tipo di strutture.
    Ma la risposta reale al fabbisogno di ricettività proviene dall?individuazione delle aree da destinare a ricettività alberghiera ed extra-alberghiera in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e all?interno dei siti da recuperare a seguito delle compromissioni causate dall?attività industriale o estrattiva. Questa soluzione – percorribile anche nel rispetto delle norme del PPR in quanto garantisce la salvaguardia delle risorse ambientali e culturali dell?isola che rappresentano una notevole potenzialità di offerta nel settore del turismo sostenibile – oltre a consentire un reale allargamento della stagione turistica, permette un utilizzo razionale delle strutture e un notevole risparmio economico e ambientale sulla realizzazione delle infrastrutture.
    Oltre alla ricettività tradizionale una particolare attenzione dovrà essere spesa per favorire tutte le forme di ricettività diffusa in grado di garantire valore aggiunto alla comunità residente e di recuperare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente. Saranno favoriti i tanti settori turistici compatibili con il territorio (turismo all?aria aperta, turismo nautico, turismo culturale, quello giovanile e della terza età, turismo escursionistico, balneare etc?) realizzando infrastrutture in grado di attrarre i visitatori (aree attrezzate per camper e roulotte, porto turistico accessibile anche ai grossi natanti nel golfo di Palmas, migliorare la qualità e la quantità dell?offerta culturale e la professionalità degli addetti, segnalare sentieri a basso impatto nel territorio comunale, creare un info-point turistico professionalizzato) e individuando strumenti normativi che favoriscano i privati interessati ad investire nel settore.
    È necessario favorire e regolamentare l?attività ricreativa, ludica e di attrazione turistica nel centro urbano, nelle frazioni e, di concerto con l?autorità marittima, negli arenili.
    Con la nascita dei Sistemi Turistici Locali le amministrazioni devono saper coordinare l?attività turistica all?interno del contesto territoriale provinciale, e Sant?Antioco può rappresentare uno dei comuni trainanti del nuovo sistema turistico diventando il centro di coordinamento e una vetrina verso l?esterno dell?intero territorio provinciale.
    Area Portuale
    Un fattore di successo essenziale per qualsiasi porto, e in particolare per un porto ormai in via di dismissione come quello di Ponti, è quello di dotarlo di un adeguamento infrastrutturale che lo integri maggiormente con il centro urbano e con il tessuto economico esistente.
    L?intero settore marittimo portuale, negli ultimi trent?anni, è stato interessato da profonde innovazioni tecnologiche e trasformazioni produttive che, connesse ai processi di liberalizzazione dei mercati e all?apertura concorrenziale, hanno modificato sostanzialmente le funzioni portuali. Da centro di movimentazione delle attività industriali e commerciali si sono trasformati in piattaforme logistiche in grado di offrire moderni servizi e di consentire ad un territorio di connettersi e quindi di commerciare con il resto del mondo. Purtroppo queste innovazioni non hanno interessato la struttura portuale antiochense a causa dell?assenza di investimenti e di un territorio che produce sempre meno e che poco ha da scambiare con l?esterno.
    È necessario quindi ripensare il ruolo della struttura portuale partendo da queste considerazioni e rimodellando il perimetro portuale affinché possa rispondere ? assieme alle aree industriali dimesse- alle nuove esigenze della comunità: porto commerciale, porto pescherecci, zona cantieristica attrezzata e porto da diporto
    L?area portuale di Sant?Antioco da zona delimitata e stabile su cui il porto ha agito per decenni in regime di monopolio dovrà diventare punto di riferimento di una più vasta area che coinvolge il territorio circostante.
    Lo strumento da utilizzare può essere quello di una pianificazione strategica dell?intera area prospiciente il mare: golfo e laguna. Esistono diverse esperienze positive in Italia e all?estero, i cosiddetti water front di Città del Capo, Palermo, Barcellona che partendo dal fronte mare hanno avviato un processo di riqualificazione, sviluppo e promozione delle città.
    Sant?Antioco, pur essendo un piccolo centro, ha in comune con queste realtà maggiori, aree dimesse da recuperare, una struttura portuale sottoutilizzata, la necessità di avviare un processo di trasformazione di una vasta area adiacente il mare attraverso azioni mirate al risanamento ambientale e alla rivitalizzazione economica, e che sia capace di funzionare da motore dello sviluppo e della competitività della città.
    A questo va aggiunto un contesto urbano caratterizzato da uno specifico tessuto che necessita di recupero architettonico ed urbano.
    L?individuazione di un punto franco all?interno o in prossimità dell?area portuale può rappresentare l?elemento di attrazione di attività produttive necessarie a rivitalizzare l?economia locale.
    Questo progetto sarà inoltre l?elemento in grado di dare reali risposte alla più importante esigenza del settore ittico: un vero e proprio porto pescherecci (approdo per piccole barche con annessi locali di rimessaggio delle attrezzature ? approdo per i pescherecci d?alto mare con impianti di conservazione e di trasformazione dei prodotti).
    Sant?Antioco non può naturalmente rinunciare al suo porto storico, per cui una parte del porto dovrà essere messa in condizioni di proseguire la sua attività di porto commerciale.
    Sant?Antioco Isola della vela
    Il turismo velico conoscerà nei prossimi anni uno sviluppo straordinario. Con la realizzazione di alcune infrastrutture Sant?Antioco potrà diventare un valido punto di riferimento nel settore. Con la segnalazione del canale navigabile Ponte Nuovo – Punt?e Trettu, anche notturna (usando l?illuminazione con lampade ad energia solare), il canale può diventare un?autostrada del mare per chi arriva dal canale di Carloforte e una cartolina d?ingresso per chi arriva dall?istmo.
    Un porto per grosse imbarcazioni da diporto deve necessariamente essere ubicato nel golfo a causa della ridotta altezza del ponte e del pescaggio dei natanti, anche per questa struttura l?area può dare una valida opportunità. Con un adeguato numero di posti barca il Golfo di Palmas potrebbe diventare il PARCO DELLA VELA da promuovere in particolare nel nord Europa. Tra i primi grandi estimatori dei nostri mari segnaliamo l?Ammiraglio Orazio Nelson (morto Il 21 ottobre 1805 dopo la vittoria di Trafalgar, a Londra la sua statua troneggia a Trafalgar Square) che scriveva dalla nave ammiraglia Victory ancorata nel Golfo di Palmas nel periodo 1803 ? 1805.
    ?Dio sa che se ci fosse un?isola da possedere questa sarebbe la Sardegna, né Malta né nessun?altra. Essa é la più bella isola del Mediterraneo, possiede porti adatti a contenere gli arsenali e tutta la nostra flotta?l?eccessivo cattivo tempo ci ha costretto a proseguire verso il Golfo di Palmas, dove siamo arrivati alle 11. E? una baia eccellente e comoda, con approdi buoni e sicuri per tutti i tipi di nave e in qualunque numero?? [Diario di bordo. Lunedì, 19 dicembre.]
    Attività tradizionali
    Il Comune si impegna a favorire e a promuovere gli antichi mestieri e a custodirne la memoria, a rilanciare le produzioni tradizionali (agricole. ittiche, artigianali, etc..), sapendo che molte di queste attività possono rappresentare ancora un?importante fonte di reddito se sostenute da incisive azioni amministrative
    Il settore agroalimentare è stato per anni la più importante fonte di sostentamento della comunità antiochense, rivestendo fino a pochi anni fa un ruolo di particolare rilievo, non solo dal punto di vista economico. È stato tradizionalmente il primo comparto per entità di valore aggiunto, oltre ad aver contribuito in modo determinante a definire l?immagine della nostra isola, si pensi al carignano, ma anche alle colture cerealicole della piana di Canai.
    La sfida a cui siamo chiamati, assieme agli operatori del settore, è quella di dare un futuro a un?attività che ha caratterizzato il nostro passato e la nostra identità culturale. Nello stesso tempo dobbiamo riuscire ad applicare le giuste sinergie tra agricoltura e turismo per favorire la commercializzazione dei prodotti locali, in particolare quelli agricoli.
    La nostra isola non possiede grandi estensioni agricole per cui anche la quantità delle produzioni è limitata, e non in grado di far fronte in termini di quantità e di costi alla crescente globalizzazione dei mercati. È necessario quindi proporre un?offerta fortemente caratterizzata dalla qualità e dalla tipicità del prodotto che sia quindi in grado di rispondere più efficacemente alle tendenze emergenti nel consumo che premiano la ricerca del gusto, della genuinità, del valore nutrizionale.
    Tra le prime iniziative di supporto è necessario disporre di una mappa dei suoli aggiornata che indichi la vocazione della tipologia agricola delle diverse località dell?isola e le tuteli da tutti gli interventi che ne possano compromettere la fruibilità.
    È necessario quindi individuare tutti gli strumenti normativi per supportare, promuovere e difendere l?attività agricola isolana anche attraverso l?individuazione di marchi che garantiscano qualità e provenienza dei prodotti e l?avvio di iniziative tendenti a rivendicare deroghe nell?applicazione delle norme comunitarie per le produzioni, in particolare agricole, proveniente dalle isole minori del mediterraneo.
    Una particolare attenzione verso l?attività agricola attraverso incentivi e stimoli, per sostenere e supportare le aziende che intendono avviare l?agricoltura biologica nel nostro territorio, verso la Cantina Sociale affinché assuma l?impegno di indirizzo e supporto alle aziende che intendono rilanciare le produzioni agricole e valorizzare i prodotti locali
    Analoghe iniziative devono essere rivolte verso le cooperative dei pescatori interessate a superare l?attuale fase critica che attraversa il settore. La presenza a Sant?Antioco della più importante marineria sarda che pratica la piccola pesca ci impone di supportare con impegno questa rilevante attività produttiva attraverso strumenti normativi e operativi che consentano di superare l?attuale crisi che attraversa il settore.
    La necessità di un porto pescherecci (e non di un semplice approdo) e di rendere disponibili nuove aree alla pesca, e nel contempo di limitare l?attività in quelle più sensibili in modo da creare zone di ripopolamento ittico, devono impegnare l?amministrazione in un?azione tesa a progettare e realizzare nuove infrastrutture, a rivendicare l?area interessata dalle servitù militari a fini più pacifici e a creare un?Area Marina Protetta per consentire l?interazione tra pesca, turismo e salvaguardia del territorio.
    È necessario reperire le risorse per avviare la salvaguardia ambientale e la valorizzazione a fini produttivi della laguna di Sant?Antioco concordandone gli interventi con i comuni limitrofi e con le marinerie locali. Uno studio e un contestuale piano di fattibilità per la coltivazione della Pinna Nobilis deve rappresentare un importante avvio per la salvaguardia e la promozione della nostra identità e dei nostri saperi e dei prodotti che appartengono alla nostra cultura. Il bisso è una delle grandi opportunità che il nostro territorio deve saper cogliere.

    ATTIVITA? SOCIALI
    Meno assistenza più welfare
    Le politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà, la mancanza di posti di lavoro, la presenza nel nostro territorio di una forte popolazione appartenente alla terza età che vive con pensioni al limite della sussistenza rappresentano la causa del disagio economico e sociale in cui versa una rilevante quota di popolazione.
    La nuova amministrazione dovrà dedicare una particolare attenzione ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza.
    Per far fronte a questa emergenza è necessario costruire e condividere una rete di servizi e di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, con il terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli. Unico modo per trasformare le attuali prestazioni rigide e predefinite in prestazioni flessibili e diversificate, basate anche su progetti personalizzati (uno sportello per l?inserimento lavorativo di persone svantaggiate, un utilizzo mirato della legge 162/98 riservata alle persone con disabilità grave); per affermare il diritto all’inserimento sociale e per avviare una nuova politica che promuova l’inclusione sociale.
    Occorre ottimizzare l?applicazione sul territorio della legge quadro delle politiche sociali, la 328/2000, saper integrare le politiche sociali con quelle sanitarie, seguendo anche le indicazioni del nuovo Piano Sanitario Regionale in via di approvazione da parte del Consiglio Regionale.
    Lo slogan ?meno assistenza più welfare? deve diventare il motivo conduttore delle attività sociali del Comune di Sant?Antioco. Al fine di garantire una oculata gestione e distribuzione degli interventi assistenziali è fondamentale il superamento dell?assistenzialismo, eliminando i sussidi a pioggia per sostituirli con reali servizi alle persone e ai soggetti più svantaggiati. Solo nei caso eccezionali si può pensare di sostituire i contributi straordinari con piccoli prestiti per superare le emergenze familiari.
    L?assessorato all?urbanistica dovrà avviare iniziative di sensibilizzazione per progettisti, operatori di servizi pubblici e funzionari della amministrazione pubblica al fine di favorire il l?abbattimento delle barriere architettoniche e di eliminare alla radice eventuali storture di applicazione pratica della normativa in materia.
    È importante valorizzare il ruolo degli anziani nella società affinché ritornino protagonisti attivi nel proprio territorio di residenza.
    assieme ai luoghi dove si organizzano attività ricreative, come gite, feste sociali, giochi e manifestazioni culturali, che permettono all?anziano di non rimanere e di non sentirsi isolato è necessario ampliare le iniziative e le attività in cui l?anziano può avere un ruolo socialmente utili, magari affiancando il Comune nello svolgimento delle sue mansioni.
    Curare il verde pubblico, custodire e occuparsi della manutenzione di spazi verdi, contribuire alla sorveglianza nelle scuole, prendersi cura di anziani non autosufficienti o di disabili, sono solo alcuni esempi di attività in cui gli anziani possono impegnarsi attraverso una collaborazione attiva col comune.
    Politiche giovanili e dell?infanzia
    L?assenza di tanti giovani obbligati ad abbandonare la città a causa della mancanza di posti di lavoro sta trasformando Sant?Antioco in un paese sempre meno attivo e sempre più assistito. Per arginare questo fenomeno è necessaria una politica di prevenzione che supporti i giovani nella conoscenza delle eventuali opportunità che il territorio può offrire (l?informa giovani che informa, lo sportello unico che supporta, un?attività di orientamento continua e qualificata). Si tratta di coordinare queste attività affinché siano in grado di fornire informazioni per minori, giovani e famiglie sulla tematica giovanile.
    Parallelamente è necessario attivare nelle scuole superiori, in collaborazione con l?azienda sanitaria, dei corsi di educazione sessuale al fine di prevenire l?espandersi di malattie sessualmente trasmissibile e le gravidanze non volute. Saranno inoltre previste delle agevolazioni fiscali per i pubblici esercizi che parteciperanno a questa campagna di prevenzione installando distributori di preservativi a basso costo, per garantire l?accessibilità reale di questo strumento di tutela della salute.
    Sarà prioritario individuare uno strumento istituzionale che coinvolga i giovani e consenta loro di partecipare attivamente alla vita sociale: l?Osservatorio dei Giovani.
    Questo strumento garantirà ai giovani un adeguato potere decisionale e all?amministrazione un continuo e proficuo confronto con le giovani generazioni. Anche in un ottica di un utilizzo razionale degli spazi e delle risorse e delle strutture p

  47. uomonegro piu voglioso
    15 Giugno 2007 a 22:37 | #47

    GA – La Gazzettantiochense
    Giornale on-line del Sulcis Iglesiente

    POLITICA – Programmi elettorali

    postato da GA – Politica

    Domenica 17 Dicembre 2006 ore 15:13:31
    POLITICA

    PROGRAMMI ELETTORALI
    La GA intende dare spazio alle elezioni comunali che si terranno a Sant’Antioco nella prossima Primavera. Lo fa pubblicando i programmi elettorali delle varie coalizioni che scenderenno in campo per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio Comunale.
    Le coalizioni che vogliono vedere pubblicato sulla GA il proprio programma elettorale possono farlo mandandolo via mail al nostro indirizzo: gazzettantiochense@tiscali.it

    COMINCIAMO PUBBLICANDO LA PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI.

    PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI
    PREMESSA
    Negli ultimi 15 anni Sant?Antioco è stata governata da Amministrazioni Comunali guidate da coalizioni di centrodestra. Le politiche amministrative avviate da queste amministrazioni hanno comportato per la comunità antiochense un forte degrado politico, culturale ed economico. Al decremento demografico, dovuto in particolar modo alla crescita dell?emigrazione giovanile, si è aggiunta la perdita di posti di lavoro in tutte le attività produttive ? alcune delle quali sono completamente sparite – e questo ha comportato un continuo e progressivo impoverimento dei residenti. Per far fronte a una situazione economica fortemente compromessa i partiti, le formazioni politiche e i cittadini che si richiamano ai valori progressisti del Centro-Sinistra hanno intrapreso un lungo e proficuo percorso comune che ha portato alla definizione di questo programma elettorale per le elezioni amministrative 2007. L?impegno della nuova amministrazione sarà principalmente mirato verso la valorizzazione delle risorse e delle conoscenze esistenti a Sant?Antioco: in primo luogo l?insularità e quindi il mare che la circonda, le risorse agricole, il porto, i beni culturali e paesaggistici, il turismo, alcuni settori dell?artigianato. Le forze politiche e i cittadini che sottoscrivono questo programma sono impegnati a garantire l?assenza di conflitti di interesse con l?attività di pubblico amministratore e la realizzazione di un progetto che sia in grado di coniugare diritti, qualità della vita e sviluppo, i cui valori di riferimento sono la persona, la solidarietà, l?attenzione alle fasce sociali più deboli, anche tramite la redistribuzione dei carichi fiscali, e la salvaguardia ambientale e del territorio. Le forze politiche progressiste sono altresì impegnate a garantire l?avvio di una politica amministrativa caratterizzata dall?innovazione e da una forte discontinuità politica, nei metodi, nelle persone e negli obiettivi rispetto alle precedenti amministrazioni comunali. La città di Sant?Antioco è riuscita per molti anni a conservare dimensioni e caratteri urbani a misura di uomo, caratterizzate da edificazioni contenute in altezza e densità. Fino a pochi anni fa ? grazie anche alla mobilitazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste – la nostra isola è riuscita a conservare un assetto urbano dignitoso e un territorio comunale ben conservato sotto l?aspetto paesaggistico e naturalistico. Uno degli obiettivi del nostro programma amministrativo è proprio quello di arginare la pressione insediativa ? che negli ultimi anni sta compromettendo il territorio – e difendere l?isola preservandola, valorizzandola, conservandola, attraverso politiche di pianificazione urbanistica basate sulle necessità della comunità antiochense e non su quelle della speculazione immobiliare.
    Grande attenzione verrà riservata ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza. Conosciamo le situazioni di difficoltà in cui versano tante famiglie a causa delle politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà. Sappiamo anche che si tratta di problemi di difficile soluzione a livello comunale. Consapevoli che con le risorse di un bilancio comunale non potremo arrivare a tutte le persone, opereremo per costruire e condividere il progetto di una rete di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, col terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli.

    ISTITUZIONI
    Nell?ultima legislatura il ruolo dell?Istituzione Comunale è stato gravemente svilito da una politica accentratrice e poco rispettosa dei poteri degli organi comunali: il Consiglio Comunale è stato fortemente immiserito e trasformato in luogo di rissa.
    Compito della nuova maggioranza sarà quello di rendere dignità ai vari organi comunali e in particolar modo al Consiglio che dovrà assumere il suo compito istituzionale di indirizzo, pianificazione e controllo, nonché riprendere il ruolo di assemblea aperta al dialogo e al confronto. Il Consiglio Comunale sarà chiamato a riprendere il dibattito politico ormai interrotto da troppi anni. In questo contesto va inserita la ?riabilitazione? della Conferenza dei Capi Gruppo e delle Commissioni Consiliari che dovranno assumere il ruolo di controllo e di indirizzo al fine di snellire e agevolare l?attività del Consiglio Comunale.
    Nel regolamento del Consiglio Comunale sarà inserito il question time al fine di garantire una corretta e puntuale informazione ai Consiglieri Comunali sull?operato della Giunta. Le varie amministrazioni comunali che si sono succedute a Sant?Antioco dagli anni ?80 ad oggi, fatta eccezione per le amministrazioni di sinistra che hanno governato Sant?Antioco negli anni 1984-90, sono cadute a causa dell?intervento della magistratura (penale o amministrativa) o a causa dei forti interessi personali degli stessi amministratori.
    Conflitto di interessi
    Al fine di moralizzare la politica amministrativa di Sant?Antioco, in sintonia col programma dell?Unione presentato in occasione delle elezioni politiche del 2006, è necessario inserire nel Regolamento del Consiglio Comunale una norma sul conflitto di interesse di Sindaco, Assessori e Consiglieri al fine di garantire certezza e parità di diritti a tutti i cittadini e impedire qualsiasi forma di clientela, di favoritismo e di nepotismo. Dal programma dell?Unione: ?La norma dovrà prevedere che tutti i titolari di cariche pubbliche non potranno ricoprire direttamente o per interposta persona attività imprenditoriali in imprese o società private, o a prevalente partecipazione pubblica, oppure che abbiano rapporti di concessione con pubbliche amministrazioni, con esclusione delle attività non profit e delle attività di modesta entità. Non potranno neppure svolgere funzioni o incarichi, a qualsiasi titolo e comunque denominati, compresi gli incarichi arbitrali di qualsiasi natura, per tali enti ed imprese. Sarà fonte di conflitto di interessi il possesso, diretto o per interposta persona, di partecipazioni rilevanti in alcuni specifici settori economici nei quali tale possesso determina di norma e quasi inevitabilmente un condizionamento del libero svolgimento della funzione pubblica. I beni e le attività non rilevanti ai fini delle incompatibilità e quelli derivanti dalla liquidazione di beni e attività rilevanti dovranno essere conferiti a una gestione fiduciaria ?cieca? (blind trust) che provvederà ad amministrarli con l?obbligo di rendiconto alla fine del mandato politico del titolare, ma con il divieto di fornirgli in corso di mandato qualsiasi informazione sulle operazioni effettuate e sul suo asset patrimoniale. Non risolveranno il conflitto di interessi , invece, le cessioni al coniuge o ai parenti e affini entro il secondo grado o a persona interposta allo scopo di eludere l?obbligo. I titolari di cariche pubbliche avranno l?obbligo di dichiarare le proprie attività e la propria condizione patrimoniale – nonché quelle dei familiari e degli affini entro il 4° grado e dei conviventi delle quali siano a conoscenza – che possano causare il sorgere di un conflitto di interessi.?
    La norma prevederà inoltre il divieto di svolgere attività professionale anche indiretta col comune e per, la durata del mandato politico, i tecnici non potranno presentare progetti per opere o attività da realizzare nel territorio comunale.
    I terreni e le proprietà degli amministratori pubblici non potranno essere alienati al comune e non potranno essere valorizzati, attraverso modifiche della destinazione urbanistica o dell?indice di edificazione, da varianti al PUC. Le uniche variazioni consentite saranno quelle inserite all?interno della pianificazione territoriale comunale generale.
    Democrazia e Partecipazione
    La revisione dello statuto comunale sarà l?occasione per modificare la norma sul referendum consultivo che, prevedendo un quorum del 50% degli elettori, vanifica l?uso della consultazione popolare quale momento di democrazia partecipata.
    La coalizione progressista intende recuperare il rapporto dialettico con le forze sociali e con i cittadini anche attraverso forme di discussione, di partecipazione e di democrazia diretta quali il ricorrere al bilancio partecipativo, partendo dalla quote di bilancio non destinate e dal programma delle opere pubbliche, coinvolgere il Consiglio Comunale dei Ragazzi per le scelte amministrative che riguardano l?infanzia e istituire l?Osservatorio dei Giovani che collabori e si confronti con l?Amministrazione sui bisogni della popolazione giovanile. È necessario individuare forme di comunicazione e momenti di confronto tra l?Amministrazione e i cittadini. Il sito internet del Comune, se adeguatamente valorizzato, potrà trasformarsi in un portale verso l?esterno aperto anche al dibattito politico e ai suggerimenti dei cittadini. Dovrà perdere la funzione di strumento di comunicazione unilaterale e autoreferenziale, per lasciare spazio all?informazione istituzionale compresa quella delle forze politiche di opposizione.
    Saranno previsti nell?arco dell?anno incontri monotematici tra gli amministratori e la comunità, al fine di consentire ai cittadini di discutere con i propri rappresentanti e di proporre soluzioni e agli amministratori di comunicare, spiegare le scelte effettuate e ascoltare il parere della comunità sui vari argomenti e sull?operato della Giunta.
    Le risorse dell?Ufficio dell?Addetto Stampa, che sarà smantellato, saranno utilizzate per garantire maggior informazione alla comunità.
    Un nuovo Municipio
    È necessario porsi come obiettivo la realizzazione di un nuovo municipio che sia la vera Casa di tutti i cittadini (elettori e non elettori, piccoli e grandi, poveri e ricchi). In cui siano banditi favori ed amicizie e possano davvero prevalere i diritti di ciascuno. I cittadini attendono da questo Ente eguaglianza e certezza dei diritti, giuste ed eque tassazioni, servizi pubblici e sociali efficienti, coinvolgimento e partecipazione alle scelte di governo della città.
    Questo obiettivo può essere raggiunto solo se si riuscirà ad avviare una reale ristrutturazione dell?apparato amministrativo comunale adeguandolo alle esigenze di una azienda moderna. È pertanto necessario:
    1. Riconsiderare la struttura organizzativa per metterla in condizione di rispondere alle richieste di servizio dei cittadini in maniera efficace e col migliore impiego delle risorse, rendendo più rapidi i procedimenti e più certi i responsabili, ed evitando duplicazioni di ruoli. Creare una effettiva divisione delle competenze e responsabilità tra organi elettivi ed apparato burocratico, che preveda tra l?altro uno staff di supporto per gli amministratori;
    2. Regolamentare le modalità di conferimento degli incarichi, interni ed esterni all?amministrazione, attraverso assunzioni o contratti a tempo determinato e per periodi non superiori al mandato del Sindaco – Prevedere adeguate risorse per garantire una continua formazione e aggiornamento del personale al fine di valorizzare le risorse interne affinché il ricorso alle consulenze esterne sia limitato a figure professionali non presenti all?interno del Comune;
    3. Modificare la Pianta Organica del comune rendendola più funzionale alle nuove esigenze della comunità;
    4. Riorganizzare lo strumento dell?incentivazione economica al personale rendendolo strettamente connesso alla realizzazione dei progetti dell’amministrazione mediante verifica costante dei risultati raggiunti;
    5. Favorire l?inserimento e l?utilizzo delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione attraverso un pool di supporto e assistenza e avviare, anche in collaborazione con gli altri Enti Locali presenti del territorio, la progressiva introduzione del software libero nel sistema informativo della Pubblica Amministrazione;
    6. Creare una rete di servizi informativi integrati e interattivi (portali civici);
    7. Avviare il Controllo di gestione attraverso la programmazione degli obiettivi e la verifica e la pubblicizzazione periodica dei risultati,
    8. Rendere finalmente operativo ed efficiente lo Sportello Unico delle Imprese.
    Autonomia impositiva e agevolazioni fiscali
    Le leggi finanziarie del Governo Berlusconi, e in parte anche la prima finanziaria Prodi, hanno pesantemente condizionato la capacità di spesa delle Autonomie Locali, penalizzando le spese correnti, la capacità di accedere agli investimenti e la possibilità di potenziare le risorse umane. È all?interno di questo desolante quadro economico-finanziario che la nuova Amministrazione dovrà governare: sarà quindi fondamentale mettere in campo le migliori professionalità, l?esperienza, la competenza su cui possono contare le forze politiche del centro sinistra di Sant?Antioco per far fronte a questa criticità e per individuare un nuovo modo di gestire le risorse.
    È necessario realizzare economie contenendo le spese non strategiche attraverso un?attenta analisi dei bisogni e delle procedure di acquisizione e avviare da subito un?attenta cernita delle voci di spesa per individuare le spese comprimibili tuttora esistenti tra le pieghe del bilancio Comunale . Sarà il primo segnale nella direzione di lotta agli sprechi che la nuova Amministrazione dovrà lanciare.
    Per quanto riguarda le gare e le acquisizioni l?Amministrazione si impegna a individuare metodi di attribuzione che favoriscano la finanza etica e solidale.
    Il secondo segnale sarà quello di ridurre le indennità degli amministratori e contestualmente di rimodulare la spesa per l?amministrazione ripartendo le risorse affinché venga riconosciuta l?attività dei Consiglieri che operano all?interno delle Commissioni Comunali.
    Il continuo taglio delle rimesse dello stato verso i Comuni ha di fatto trasformato l?autonomia impositiva degli enti locali in un obbligo ad imporre le tasse, lasciando ai comuni una risicata discrezionalità. Parlare quindi di riduzione della tassazione comunale significa semplicemente fare della demagogia o peggio ancora scegliere di ridurre lo stato sociale e di non fornire servizi ai cittadini, penalizzando quindi le fasce più deboli che non possono permettersi di ?acquistare? i servizi in privato. Per cui, se il Comune non vuole ridursi ad essere un semplice esattore, deve scegliere di essere un ente capace di fare scelte politiche anche nell?organizzazione delle entrate.
    La nuova amministrazione dovrà quindi rivedere la tassazione scegliendo in primo luogo di far pagare tutti, di far pagare chi possiede di più, e in particolare quelli che traggono reddito e ricchezza dai beni collettivi.
    Garantire quindi la giustizia ed equità fiscale per consentire a ciascun cittadino di contribuire in maniera equa e proporzionalmente al proprio reddito a rendere funzionali ed efficienti i servizi comunali.
    È fondamentale:
    a) la creazione dell?anagrafe tributaria;
    b) l?integrazione dei dati tributari con un sistema informativo di rete che consenta la comunicazione tra gli Uffici interni (demografico, edilizio, commerciale, tributario) e tra questi e gli altri Enti;
    c) la rescissione del contratto con le società di esazione e un maggior coinvolgimento dell?apparato comunale nella gestione dei tributi.
    Un impegno massiccio deve essere dedicato al reperimento delle risorse esterne (Regione, Governo, Comunità Europea) che deve essere articolato attraverso uno staff tecnico-politico coordinato dall?Assessore alla Programmazione e Finanze.
    Un?altra scelta importante sarà quella di premiare, attraverso agevolazioni fiscali, i cittadini virtuosi, quelli cioè che nel loro piccolo partecipano alla sostenibilità della vita quotidiana e dello sviluppo attraverso atti concreti nella riduzione dei costi (raccolta differenziata dei rifiuti), attraverso l?utilizzo delle biotecnologie e delle energie rinnovabili, attraverso forme di miglioramento del decoro urbano (eliminazione delle pompe di calore dalle facciate principali, dei serbatoi di riserva idrica dai tetti, inserimento armonico di antenne e panelli solari nel tetto etc?).
    Il comune avrà un importante ruolo nella predisposizione del Piano del Colore che interesserà, a partire dal centro urbano, l?intero territorio comunale, e nel rivolgere una particolare attenzione nella ricerca del massimo risparmio energetico negli edifici comunali, anche attraverso l?utilizzo di fonti di energia rinnovabile.
    L?amministrazione dal canto suo si impegna ad avviare la raccolta differenziata dei rifiuti, a lanciare una campagna di pubblicizzazione e di sensibilizzazione, a favorire l?uso delle compostiere e a fornire tutte le informazioni utili affinché la raccolta sia efficace e consenta alla comunità antiochense di recuperare il tempo perduto e di raggiungere i dati di raccolta dei comuni più virtuosi.
    Anche sulla tassazione degli immobili è necessario inserire una diversificazione tra abitazioni dei residenti e quelle possedute da non residenti.
    Sarà avviata una campagna di pubblicizzazione dei servizi a domanda individuale e saranno previsti degli incentivi per l?utilizzo dei pubblici servizi (sconti per giovani e anziani che usano il mezzo pubblico di trasporto, carta verde per utilizzare determinati altri servizi etc?)

    IDENTITA? è INNOVAZIONE
    Sant?Antioco ha bisogno di un progetto e questo progetto non può che partire dalla sua identità.
    Non un?identità autoreferenziale e chiusa verso l?esterno ma dialogante, aperta al confronto e alla conoscenza capace di far valere le proprie caratteristiche e la propria diversità. Dobbiamo essere abitanti di un?isola senza che questo significhi chiuderci nella nostra insularità, senza che la chiusura in noi stessi ci faccia morire di asfissia.
    La conoscenza di quello che c?è oltre l?isola è fondamentale perché possiamo (ri)prendere coscienza dell?enorme patrimonio che custodiamo: un patrimonio di saperi, bellezze, silenzi e spazi, paesaggi incontaminati, colori e profumi, sapori e tradizioni, che in un mondo sempre più globalizzato e appiattito sull?uniformità vede il proprio valore moltiplicato. Nel mercato mondiale vince chi si diversifica, chi propone qualcosa di altro, nel senso di diverso: i saperi millenari della Sardegna e quelli della nostra isola in particolare, le specificità della nostra agricoltura, del nostro mare, del nostro artigianato, dei nostri modi di produrre, sono ciò che di diverso, antico e nuovo assieme, possiamo offrire al mercato del mondo, coscienti che è una offerta valida, forte, che può vincere. Viaggiare, vedere, conoscere, studiare e innovarsi, comunicare col mondo: se saremo capaci di amministrare muovendoci in questa direzione, senza rinunciare alle peculiarità della nostra isola, a ciò che essa può dare di antico e bello, allora la sfida economica e sociale dello sviluppo potrà essere vinta. L?innovazione è l?altro fondamento di una politica coraggiosa: studio, innovazione, sperimentazione sono le sfide su cui investire, perché le ricchezze dell?isola non vengano sfruttate da altri, come troppo spesso succede, perché venire da lontano, da una storia secolare, non voglia dire, semplicemente, immobilizzarsi nell?attesa di aiuti da parte dello Stato, dell?Europa o della Regione. L?identità è soprattutto fatta di coesione, di valori condivisi, di scambi, di forme di socialità, di tradizioni di vita civile, di continuità fra le generazioni. Essa vive e si alimenta in un contesto territoriale profondamente connotato da questa rete di rapporti. Nella nostra piccola realtà custodiamo risorse e saperi preziosi, che sono il frutto del lento stratificarsi delle relazioni nel territorio. Su queste si devono fondare le infrastrutture immateriali indispensabili a uno sviluppo autonomo. Ci sono due rischi che l?azione pubblica deve evitare: uno è la mitizzazione sterile della tradizione e delle appartenenze locali, l?altro, speculare al primo, di considerare tradizioni e appartenenze locali come un freno allo sviluppo.
    Riconoscersi nella dimensione locale, vivere questa identità come identità positiva, costituisce in sé un valore aggiunto, un capitale sociale e, come è stato detto, un ?fattore produttivo?. Così come, su un piano più ampio, costituisce una ricchezza e una risorsa il nostro sentimento di appartenenza. Vi è una stretta continuità tra l?identità, intesa come fattore d?integrazione culturale, e ambiente naturale. Non solo perché l?ambiente porta i segni delle comunità che lo abitano (in un certo senso ne racconta la storia) ma anche perché, in quanto paesaggio, è uno degli elementi che danno forma, attraverso il succedersi delle generazioni e il vincolo che le lega, al sentimento di appartenenza a una terra. Cura dell?ambiente significa anche cura del paesaggio, dei centri storici, del patrimonio architettonico, dell?arredo urbano: la nostra isola deve sapere custodire, per se stessa e per i suoi ospiti, un?immagine che ne restituisca tutta la bellezza. L?ambiente, d?altra parte, costituisce uno dei presupposti dello sviluppo e rappresenta esso stesso una ricchezza. Sant?Antioco ha nell?ambiente (che non è solo natura, ma natura e storia) la principale carta da giocare per il suo sviluppo. Al di là delle singole bellezze naturalistiche o storico-artistiche, è l?insieme del suo territorio che va considerato. C?è un?evidente continuità tra la difesa dell?ambiente e la tutela del patrimonio culturale (materiale e immateriale: dalla lingua, alle testimonianze fenice, ai nuraghi, ai muretti a secco, alla produzione di tappeti e alla lavorazione del bisso).
    Partiamo quindi dalla consapevolezza che il patrimonio culturale è un elemento costitutivo dell?identità dei sardi e che le risorse investite per la sua tutela non vanno rapportate agli introiti immediati ma alle ricadute positive che generano nel tessuto sociale. Una continuità fisica e ideale lega gli uni agli altri beni culturali e paesaggio, saperi locali e cultura materiale, storia, patrimonio archeologico e artistico: tutti elementi che si intrecciano nel definire la nostra identità, se per identità si intende non solo il sentimento della propria autonomia ma anche un sistema di valori condivisi.
    Occorre quindi definire un progetto di sviluppo che parta dalla consapevolezza della nostra identità, di quella attuale e di quella che vogliamo costruire. Questa stretta relazione tra identità, ambiente, capacità di innovare è oggi messa in pericolo da un governo del territorio disatteso distratto e inadeguato. Occorre interrompere al più presto il processo incontrollato dello spopolamento dell?isola offrendo un?alternativa all?emigrazione alle giovani generazioni. Non è solo occupazione ma anche spazi di divertimento, di iniziative culturali e di associazioni, mezzi di trasporto che favoriscano gli spostamenti.
    Più in generale, è necessario un grande impegno politico, sociale, istituzionale per valorizzare il senso civico e comunitario anche come presupposto della legalità della sicurezza. Allo stesso tempo è necessario recuperare la nostra identità, rilanciarne il ruolo di porto, quindi di accesso, che Sant?Antioco ha rappresentato nei secoli per il Sulcis Iglesiente.
    Per questo è necessario riqualificare e fare funzionare al meglio le infrastrutture storiche, indispensabili per lo sviluppo e per la competitività.
    Dopo decenni di scelte amministrative prive di qualità, dopo decenni di decadimento economico e sociale, dopo decenni di decremento demografico, emerge un bisogno di rilanciare Sant?Antioco come luogo della comunicazione, delle intelligenze, delle competenze, dell?integrazione e della solidarietà, della progettazione di nuove forme di impresa, di lavoro e di relazioni sociali.

    BENI CULTURALI
    La politica culturale (valorizzazione, promozione, salvaguardia etc…) di Sant?Antioco è attualmente gestita in maniera disordinata e confusa, è necessario mettere ordine al settore creando un coordinamento tra le varie attività del settore, al fine di garantire interventi finalizzati e di riuscire a cogliere tutte le opportunità offerte dalle leggi e dai bandi riguardanti il settore culturale.
    È necessario fare un salto di qualità e abbandonare il fattore estemporaneo creando un organismo consultivo (Consulta Culturale) che indirizzi e programmi gli eventi culturali antiochensi attraverso il coinvolgimento delle associazioni culturali, dei gruppi e dei singoli che intendono contribuire alla crescita culturale della comunità.
    L?entità dei Beni Culturali presenti nell?isola necessita di adeguata valorizzazione attraverso la realizzazione di un Parco Archeologico Museale di rilievo. Tutte le zone di particolare interesse culturale dovranno essere collegate con la struttura museale e valorizzate attraverso supporti didattici e sistemi dimostrativi multimediali.
    È necessario che la nostra cittadina si riappropri del ruolo che ha rivestito negli anni quale località ?ludico-ricreativa? della provincia di Carbonia Iglesias. Pertanto è necessario saper spendere il ruolo di Sant?Antioco come futuro punto di riferimento culturale per la nuova provincia del Sulcis-Iglesiente e trasformare quella che è stata la moda di vivere Sant?Antioco in un progetto di lunga durata attraverso la realizzazione di iniziative culturali permanenti. Alcune di queste iniziative dovranno diventare vere e proprie rassegne in grado di caratterizzare e di promuovere Sant?Antioco al di là dei confini sulcitani.
    Le iniziative culturali più significative devono essere condotte in rete con le amministrazioni comunali del territorio promuovendo unioni, consorzi e iniziative tendenti ad aggregare i Comuni interessati ad avviare progetti di valorizzazione dei BB.CC.: Distretti Culturali, campagne di scavo, facoltà di archeologia etc.
    Operare con le altre amministrazioni sarà una garanzia contro la dispersione delle risorse, e potrà consentire alla nostra isola di rivendicare il ruolo di capoluogo culturale della nuova provincia.

    TERRITORIO E AMBIENTE
    Pianificazione Territoriale
    Una corretta pianificazione urbanistica è condizione indispensabile per un futuro sviluppo economico certo e duraturo. Un?economia basata sul turismo, sul mare che circonda l?isola e sulle zone umide, sui beni culturali e paesaggistici necessita di una pianificazione territoriale attenta ai bisogni della comunità, dell?intera comunità. L?economia antiochense ha bisogno di strutture ricettive, oggi quasi inesistenti, per potersi imporre sul mercato turistico, così come necessita di una rigida tutela del paesaggio – oggi fortemente compromesso da interventi immobiliari privi di prospettive e realizzati senza alcun criterio – per conservare la sua peculiarità di isola sarda del mediterraneo. Il settore della pesca necessita di interventi di valorizzazione, di protezione e di tutela, di infrastrutture e di innovazione per essere supportato e rilanciato. Una politica sulla valorizzazione dei beni culturali abbisogna di un attento studio del territorio e del centro urbano. La pianificazione urbanistica è chiamata oggi a dare risposte concrete a questi bisogni, liberandosi definitivamente delle prospettive di breve termine basate esclusivamente sul soddisfacimento degli interessi immediati di pochi operatori immobiliari che stanno suddividendo l?isola di Sant?Antioco in lotti e vendendola al miglior offerente.
    L?intera isola di Sant?Antioco è diventata negli ultimi anni terra di conquista per costruttori senza scrupoli e speculatori edilizi. Nelle more di approvazione del PPR, Sant?Antioco e le altre isole sarde si sono trasformate in una sorta di zona franca in cui si sono scaricati gli interessi della speculazione immobiliare; un errore di pianificazione che ha danneggiato ecosistemi sensibili quale quello delle isole minori della Sardegna. Negli ultimi anni contro il territorio agricolo dell?isola di Sant?Antioco si è scatenata un?aggressione senza precedenti che ha stravolto in maniera irreversibile gli ultimi lembi di terra fertile presente nell?isola e l?intero paesaggio agricolo. La costruzione su tutto il territorio agricolo di ville e di seconde case rappresenta ormai una vera e propria emergenze ambientale e anche il discutibile recupero dei vecchi ?medaus?, si è trasformato in un ulteriore elemento di degrado del territorio con la distruzione dei muretti a secco e dei precedenti insediamenti per realizzare enormi edifici che cancellano completamente le precedenti testimonianze dell?attività agricola. Grazie alla complicità della pubblica amministrazione, nelle aree agricole sono sorte delle vere e proprie lottizzazioni illegittimamente autorizzate, che creano un danno irreversibile al territorio, al paesaggio, alla legalità e alle stesse casse comunali. Rispetto ad una popolazione residente di 11.830 abitanti, ed in presenza di un progressivo decremento demografico, il PUC del comune di Sant?Antioco prevede le realizzazione di volumi per 35 mila abitanti nel centro urbano e di 16 mila (corrispondenti a quasi un milione di mc di cemento) nella fascia costiera per un totale di 51 mila abitanti.
    Complessivamente nell?isola di Sant?Antioco pur essendo presente una popolazione residente di poco superiore alle 14 mila unità sono previsti volumi per oltre 80 mila abitanti! Senza contare i volumi realizzati a fini turistici nelle zone agricole! Triste risultato dovuto a leggi e norme urbanistiche regionali eccessivamente permissive per le isole minori rispetto alle norme di tutela applicate al resto della Sardegna.
    La nuova Amministrazione Comunale sarà chiamata ad adeguare l?attuale strumento urbanistico alle norme del Piano Paesaggistico Regionale, provvidenzialmente approvato lo scorso settembre dalla Giunta Regionale, e sarà quella l?occasione utile per adottare un nuovo PUC che in primo luogo dia risposte concrete ai bisogni della comunità antiochense.
    La nuova pianificazione urbanistica, concordemente con gli indirizzi del PPR, sarà funzionale alle seguenti finalità:
    1. preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l?identità ambientale, storica, culturale e insediativa dell?isola di Sant?Antioco e del territorio sardo;
    2. proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità;
    3. assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile, al fine di conservarne e migliorarne le qualità;
    4. promuovere il corretto inserimento degli interventi di trasformazione del territorio nel contesto paesaggistico, cui devono attenersi le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile dell?intera isola;
    5. garantire un rapporto equilibrato tra i bisogni sociali, l?attività economica e l?ambiente, in coerenza con la Convenzione Europea del Paesaggio e con lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo;
    6. localizzare i Beni Identitari e Paesaggistici e delimitare le aree finalizzate alla salvaguardia per la migliore riconoscibilità delle specificità storiche e culturali che caratterizzano l?isola.
    Per raggiungere questi obbiettivi è necessario individuare i settori e le prospettive economiche del futuro sviluppo economico, e successivamente pianificare il territorio in funzione di questi e naturalmente dell?incremento demografico proiettato nel prossimo decennio.
    Un importante processo della pianificazione sarà rappresentato dal centro urbano consolidato col suo centro storico che dovrà essere riperimetrato ? prevedendo di ampliare l?attuale zona omogenea ?A? riportandola al perimetro urbano esistente nella seconda metà dell?800 – e preservato da ?discutibili? interventi di recupero. Tale obbiettivo potrà essere raggiunto attraverso l?adozione di un nuovo Piano Particolareggiato che, oltre al recupero degli immobili, all?individuazione degli spazi per i parcheggi e i servizi inserisca norme cogenti per garantire il decoro dell?area e l?uso del colore affinché i cittadini ricevano valide indicazioni e il centro urbano sia finalmente liberato dall?anarchia ?cromatica? che lo contraddistingue.
    Il Piano Particolareggiato proporrà forme di riuso del Centro Storico che siano compatibili con la sua costituzione intrinseca e non distruttive della sua identità culturale. Il piano dovrà prevedere in particolare il mantenimento o il ripristino delle funzioni residenziali, nonché le attività compatibili necessarie per la vitalità economica e sociale del centro storico, e connesse alla funzione abitativa, quali gli esercizi commerciali al minuto, l?artigianato di beni e servizi alle famiglie, i pubblici esercizi, gli uffici e studi privati, le strutture associative, sanitarie, sociali e religiose. È necessario avviare un serio risanamento di tutto il tessuto urbano promuovendo politiche urbanistiche che incentivino il decoro e nel contempo salvaguardino le tipologie urbane di Sant?Antioco. Lo scopo si può raggiungere attraverso politiche fiscali che premino i cittadini interessati al recupero estetico degli immobili o l?utilizzo delle tecniche edilizie che favoriscono il risparmio energetico e le bioarchitetture.
    All?interno del nuovo Centro Storico dovrà essere privilegiata una politica urbanistica che miri alla riduzione e/o eliminazione del traffico veicolare privato, specie quello di attraversamento dei non residenti, con la costituzione di spazi pedonali, o ZTL, capaci di ricostruire la originaria fruizione del centro urbano. Così come dovranno essere eliminati tutti gli elementi incongrui della cartellonistica e delle insegne pubblicitarie.
    Ma il futuro sviluppo economico di Sant?Antioco si potrà costruire solo attraverso un?attenta e coraggiosa valorizzazione delle risorse ambientali e culturali il cui fulcro sarà rappresentato dalla creazione di un Parco Integrato archeologico-naturalistico-marino esteso prevalentemente lungo la costa sud-occidentale, che comprenda anche le zone umide e i Siti di Importanza Comunitaria presenti nell?isola.
    Presupposto essenziale per individuare le aree marine, le zone umide e i litorali da proteggere sarà quello di sottoporre a un attento studio il mare che circonda l?isola – utile anche ad avviare un costante monitoraggio della qualità delle acque del Golfo e della Laguna – e elaborare un Piano del Mare che preveda destinazioni diversificate per il mare. Sarà interessante sperimentare il processo di Agenda 21 nella elaborazione delle proposte e nell?individuazione degli spazi da destinare a Zona Protetta attraverso quindi il coinvolgimento dei cittadini, delle categorie professionali interessate e dei portatori di interesse. La pianificazione del mare risulterà di grande utilità nella prospettiva di svincolo delle zone interessate dalle servitù militari.
    Un importante risorsa su cui basare il futuro sviluppo economico sarà rappresentata dalla aree industriali dismesse, comprese le aree degradate dall?attività estrattiva, e dalla destinazione che la pianificazione territoriale saprà assegnare a questi siti. Queste aree rappresentano il sito ideale dove realizzare strutture turistiche, ricettive, per l?istruzione e il tempo libero, ma anche attività cantieristica e similari. Trattandosi di aree di proprietà regionale, si richiederà di seguire la stesso percorso delle aree minerarie dismesse: bando di gara internazionale per la realizzazione di un progetto e di un relativo intervento di riqualificazione territoriale, ambientale, paesaggistica, urbanistica ed edilizia, collegato ad un piano di sviluppo e valorizzazione economica, culturale, turistica, naturalistica e ricettiva delle aree interessate. Condizione prioritaria per l?assegnazione sarà rappresentata dalla qualità del progetto, la sua specificità, la tipologia, l?integrazione con il sistema territoriale con riguardo alle prospettive di sviluppo locale, dei livelli di ricaduta occupazionale e di sviluppo economico, della sostenibilità paesistico-ambientale, oltre naturalmente al coinvolgimento del Comune in tutte le fasi, dall?elaborazione del bando all?accordo di programma. È proprio da un progetto integrato – che partendo dall?area portuale, attraversi l?area ex sardamag, la laguna di Is Pruinis e l?area umida vicina, compreso il Sito di Importanza Comunitaria adiacente, l?intero arenile di Is Pruinis per arrivare all?area ex palmas cave – che si attende una risposta al bisogno di ricettività turistica e un impulso al futuro sviluppo economico dell?isola. Ulteriori aree possono essere individuate per la realizzazione di volumetrie turistiche, limitandole alla ricettività alberghiera, esclusivamente in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e in presenza di progetti in grado di garantire positive, durature e certe ricadute occupazionali. Un progetto di tali dimensioni non può prescindere da una riorganizzazione dei collegamenti dell?isola con il centro intermodale che sta per essere realizzato a Carbonia e che deve completarsi con una connessione tra i due porti della provincia del Sucis-Iglesiente. Una citazione particolare merita l?arenile di Is Pruinis, zona completamente degradata a causa dei reflui Sardamag e dagli scarichi del depuratore. È necessario potenziare la capacità di depurazione dell?impianto, che consentirebbe tra l?altro il recupero a fini irrigui delle acque di scarico, e liberare l?area dall?impianto di acquicoltura frutto di una sciagurata scelta amministrativa dello scorso decennio. L?Amministrazione dovrà perseguire questo obiettivo con priorità per restituire alla comunità e alla fruizione turistica uno spazio in grado di raddoppiare la ricettività balneare del litorale. Il Pruinis è infatti la spiaggia ideale: la più estesa di Sant?Antioco (oltre 2 km), e la più vicina al centro urbano e gode di fondali bassi e di assenza di correnti. Parallelamente al recupero dei litorali è necessario riprendere in mano e realizzare il Piano per gli accessi a mare per garantire la fruizione dell?intero perimetro costiero impedita, in molti tratti, dalla chiusura dei sentieri da parte di privati con qualche compiacenza, purtroppo, della pubblica amministrazione;
    L?adeguamento del PUC al PPR sarà un utile occasione per rivalutare il ruolo delle aree agricole che da zone considerate residuali devono riassumere il ruolo originario di aree produttive, di bene identitario e di testimonianza storica e culturale. D?intesa col PPR, per queste aree, dovrà essere varato un regolamento ad hoc che normalizzi l?attività e la tipologia edilizia e la manutenzione, ristrutturazione e realizzazione di manufatti che caratterizzano il paesaggio storico-culturale, considerati anche nella loro valenza ecologica, che comprendono: recinzioni storiche (principalmente in pietre murate a secco), siepi (di fico d?india, rovo, lentisco, ginestra o altre specie spontanee) e colture storiche specializzate (vigneti, agrumeti, frutteti, oliveti, etc?), costruzioni temporanee, ricoveri rurali, baracche e simili, fattorie, ovili, magazzini, stalle depositi, dispense. L?adeguamento al PPR facilita l?impegno a liberarsi definitivamente dalla giungla di pali elettrici e telefonici che ha invaso le campagne dell?agro. Sarà necessario inoltre apportare importanti modifiche al Regolamento Edilizio al fine di regolamentare l?attività edilizia imponendo norme a tutela del decoro urbano e incentivi per favorire l?uso delle energie rinnovabili, il risparmio energetico e idrico e delle biotecnologie.
    Vivibilità della città
    Nel precedente capitolo si è accennato alla necessità di eliminare il traffico di attraversamento all?interno del centro storico, ma l?obbiettivo deve essere quello di ridurre drasticamente quel tipo di traffico in tutto il centro urbano. La conformazione urbanistica dell?abitato di Sant?Antioco e la totale assenza di arterie stradali esterne rendono questo obiettivo ambizioso. L?amministrazione intende operare su due fronti:
    - Ricercare i finanziamenti per realizzare la circonvallazione a monte del centro urbano per ridurre il traffico di attraversamento;
    - Realizzare un Piano Viario del centro urbano di Sant?Antioco che riporti il centro urbano verso una dimensione umana riducendo il traffico veicolare privato, in particolare quello dei non residenti anche attraverso l?istituzione di ZTL.
    Le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 15 anni hanno prodigato un notevole impegno per trasformare le piazze di Sant?Antioco da luogo di incontro e di socializzazione in spazio ostile, estraneo e difficilmente fruibile: Piazza Umberto, Piazza De Gasperi, Piazza Ferralasco, Piazza Italia sono testimoni di questa assurda metamorfosi. Prima degli interventi di ?abbrutimento? queste piazze rappresentavano dei luoghi vissuti in particolare da anziani, giovani e bambini. Gli interventi di rifacimento hanno eliminato i motivi di attrazione: panchine, alberi, giochi per bambini, pavimentazione agevole. È quindi necessario riconsiderare e ri-attrezzare questi luoghi perché i cittadini che sono ne sono stati allontanati possano tornare a viverli. L?impegno inoltre è quello di creare degli altri spazi per la gente e non contro la gente. Il recupero del Corso Vittorio Emanuele e del Lungomare alla fruizione collettiva potrà essere il banco di prova dell?Amministrazione. Si tratterà di far convivere le attività commerciali con ciò che questi luoghi rappresentano e hanno rappresentato storicamente per la comunità antiochense: luoghi di incontro, di socializzazione e di svago. Partendo da questo concetto il Corso può rappresentare inoltre una grande opportunità economica per l?intera comunità, se adeguatamente valorizzato. Esso può diventare una valida e interessante alternativa al dilagare degli anonimi centri commerciali presenti nelle periferie di città e comuni. Il Corso opportunamente attrezzato deve diventare un Centro Commerciale Storico formato non già dalla grande distribuzione, ma da una serie di piccole botteghe e negozi che sapranno proporsi sul mercato attraverso l?unicità e la qualità dei prodotti in vendita. La politica di rivitalizzazione del centro storico ? ottenuta attraverso la leva fiscale (agevolazioni e penalizzazioni) e un importante impegno dell?amministrazione – accompagnata da una seria politica di valorizzazione dei Beni Ambientali, può contribuire a trasformare l?isola in un luogo in cui sarà piacevole vivere per residenti e non. L?Amministrazione dovrà prevedere di destinare risorse significative per attrezzare aree a verde pubblico e per rendere fruibili gli spazi verdi esistenti e oggi inaccessibili (arena fenicia, pineta montecresia) e per realizzare spazi fruibili dai cittadini non motorizzati: progettare e realizzare per lotti una pista ciclabile lungo il perimetro dell?isola e nelle zone umide, che dovrà raccordarsi a quella provinciale da realizzarsi nei tratti dimessi dalle ferrovie meridionali, attualmente in fase di avanzata progettazione; rendere fruibili ai mezzi non motorizzati dei canali navigabili esistenti in particolare nelle zone umide; realizzare dentro e in prossimità del centro urbano e lungo la fascia costiera piste e spazi pedonali.
    Santa Caterina Porta della Città
    Abbiamo accennato alla possibilità di individuare le frazioni come sito ideale per realizzare ricettività turistica, ma è necessario che questi piccoli centri diventino luoghi altrettanto vivibili al pari del centro urbano. Per quanto riguarda la frazione di Santa Caterina bisogna avviare la Valorizzazione della foce del Rio Sassu (per la parte che compete al comune di Sant?Antioco), recuperare, risanare e attrezzare l?intera area del ponte di Santa Caterina (riposizionando la targa commemorativa della battaglia dei sette miliziani sardi contro i francesi), e dell?istmo curando il recupero estetico, informativo (cartellonistica con la toponomastica degli isolotti, ecc.) e archeologico (acquisizione area dei menhirs ?Su Para e Sa Mongia? e percorso di fruibilità, recupero strada romana). Proporre un accordo di programma al Comune di San Giovanni Suergiu per la gestione integrata delle aree umide – anche nella prospettiva del recupero per attività turistiche della Centrale a carbone e della realizzazione di un centro termale ? e della laguna di Sant?Antioco prevedendo il suo risanamento e recupero produttivo
    Isola di Sant?Antioco
    Un analogo discorso deve essere affrontato con l?altro comune che insiste nell?isola di Sant?Antioco prevedendo accordi con Calasetta per progetti ambientali per la salvaguardia dell?isola (depurazione acque, raccolta differenziata), progetti naturalistici e di valorizzazione del territorio (percorsi naturalistici ai confini tra i due comuni tra il rio Calalunga e Stan?e Cirdu) e progetti culturali (circuito museale che comprenda il museo d?arte contemporanea e biglietto unico), iniziative per la promozione della storia dell?isola.

    LAVORO E ATTIVITA? PRODUTTIVE
    È fondamentale avviare al più presto politiche in grado di dare speranza di lavoro alle giovani generazioni e ai meno giovani che hanno perso il lavoro e di favorire il rientro degli emigrati.
    Nella consapevolezza che gli Enti Locali non sono aziende in grado di garantire l?occupazione per tutti, siamo altresì convinti della necessità di impegnare molte risorse per valorizzare le attività economiche compatibili con le ricchezze e le peculiarità della nostra isola investendo in servizi e infrastrutture necessari ad attirare e capaci di attivare nel nostro territorio aziende ed attività che possano garantire occupazione.
    Il nostro impegno per il lavoro tende a stimolare la nascita di progetti, piani e politiche atti a generare una nuova economia sociale fondata sulla valorizzazione delle risorse locali. Il nostro obiettivo è quello di trasformare i vincoli che gravano sulla nostra isola in opportunità di crescita economica attraverso l?adesione alle iniziative internazionali per uno sviluppo durevole e sostenibile e l?utilizzo dei finanziamenti previsti a tale scopo dalla Regione Sardegna, dal Ministero dell?Ambiente, e dall?Unione Europea.
    Una scelta importante, e in contrasto con la politica della precedente amministrazione, sarà quella di destinare i fondi della LR 37 prevalentemente alle quote di cofinanziamento dei progetti, al fine di poter avviare un meccanismo che consenta di decuplicare i progetti e le iniziative economiche, infrastrutturali e di conseguenza occupazionali nei vari settori.
    Turismo
    Il nostro obiettivo è quello di favorire un turismo moderno ed efficiente, che offra un?alternativa alle vacanza solo mare che durano lo spazio di poche settimane, che valorizzi i beni culturali e ambientali e le potenzialità climatiche del Mediterraneo e nel contempo contribuisca alla crescita dell?imprenditoria locale.
    Le peculiarità dell?isola consentono di attrarre i flussi turistici interessati a visitare la Sardegna per ragioni riconducibili al fattore ambientale (mare pulito, clima mediterraneo), e nello stesso tempo di avvicinare la crescente quota di turisti (circa il 7%) che sceglie la Sardegna per motivi legati alle attrattive di tipo culturale.
    Un freno al settore è invece rappresentato da alcune criticità: assenza quasi totale di strutture ricettive, utilizzo veramente ridotto delle poche strutture presenti, presenza eccessiva di seconde case anch?esse sottoutilizzate. Per superare queste criticità è necessario in primo luogo ultimare i lavori dell?Ostello della Gioventù, arredarlo, bandire l?appalto per la gestione – privilegiando la miglior offerta sotto il profilo occupazionale e in termini di ricaduta economica sul territorio – e mettere finalmente la struttura al servizio del settore turistico e culturale. L?ostello della gioventù, oltre che una struttura ricettiva, dovrà rappresentare un importante centro di aggregazione e di attrazione turistica oltrechè nucleo di promozione di iniziative ed eventi culturali. Con l?apertura dell?aeroporto di Cagliari ai volo low cost è fondamentale saper offrire sistemazioni ricettive alternative al target del turismo scolastico e culturale, ai giovani, alla terza età e a quanti privilegiano questo tipo di strutture.
    Ma la risposta reale al fabbisogno di ricettività proviene dall?individuazione delle aree da destinare a ricettività alberghiera ed extra-alberghiera in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e all?interno dei siti da recuperare a seguito delle compromissioni causate dall?attività industriale o estrattiva. Questa soluzione – percorribile anche nel rispetto delle norme del PPR in quanto garantisce la salvaguardia delle risorse ambientali e culturali dell?isola che rappresentano una notevole potenzialità di offerta nel settore del turismo sostenibile – oltre a consentire un reale allargamento della stagione turistica, permette un utilizzo razionale delle strutture e un notevole risparmio economico e ambientale sulla realizzazione delle infrastrutture.
    Oltre alla ricettività tradizionale una particolare attenzione dovrà essere spesa per favorire tutte le forme di ricettività diffusa in grado di garantire valore aggiunto alla comunità residente e di recuperare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente. Saranno favoriti i tanti settori turistici compatibili con il territorio (turismo all?aria aperta, turismo nautico, turismo culturale, quello giovanile e della terza età, turismo escursionistico, balneare etc?) realizzando infrastrutture in grado di attrarre i visitatori (aree attrezzate per camper e roulotte, porto turistico accessibile anche ai grossi natanti nel golfo di Palmas, migliorare la qualità e la quantità dell?offerta culturale e la professionalità degli addetti, segnalare sentieri a basso impatto nel territorio comunale, creare un info-point turistico professionalizzato) e individuando strumenti normativi che favoriscano i privati interessati ad investire nel settore.
    È necessario favorire e regolamentare l?attività ricreativa, ludica e di attrazione turistica nel centro urbano, nelle frazioni e, di concerto con l?autorità marittima, negli arenili.
    Con la nascita dei Sistemi Turistici Locali le amministrazioni devono saper coordinare l?attività turistica all?interno del contesto territoriale provinciale, e Sant?Antioco può rappresentare uno dei comuni trainanti del nuovo sistema turistico diventando il centro di coordinamento e una vetrina verso l?esterno dell?intero territorio provinciale.
    Area Portuale
    Un fattore di successo essenziale per qualsiasi porto, e in particolare per un porto ormai in via di dismissione come quello di Ponti, è quello di dotarlo di un adeguamento infrastrutturale che lo integri maggiormente con il centro urbano e con il tessuto economico esistente.
    L?intero settore marittimo portuale, negli ultimi trent?anni, è stato interessato da profonde innovazioni tecnologiche e trasformazioni produttive che, connesse ai processi di liberalizzazione dei mercati e all?apertura concorrenziale, hanno modificato sostanzialmente le funzioni portuali. Da centro di movimentazione delle attività industriali e commerciali si sono trasformati in piattaforme logistiche in grado di offrire moderni servizi e di consentire ad un territorio di connettersi e quindi di commerciare con il resto del mondo. Purtroppo queste innovazioni non hanno interessato la struttura portuale antiochense a causa dell?assenza di investimenti e di un territorio che produce sempre meno e che poco ha da scambiare con l?esterno.
    È necessario quindi ripensare il ruolo della struttura portuale partendo da queste considerazioni e rimodellando il perimetro portuale affinché possa rispondere ? assieme alle aree industriali dimesse- alle nuove esigenze della comunità: porto commerciale, porto pescherecci, zona cantieristica attrezzata e porto da diporto
    L?area portuale di Sant?Antioco da zona delimitata e stabile su cui il porto ha agito per decenni in regime di monopolio dovrà diventare punto di riferimento di una più vasta area che coinvolge il territorio circostante.
    Lo strumento da utilizzare può essere quello di una pianificazione strategica dell?intera area prospiciente il mare: golfo e laguna. Esistono diverse esperienze positive in Italia e all?estero, i cosiddetti water front di Città del Capo, Palermo, Barcellona che partendo dal fronte mare hanno avviato un processo di riqualificazione, sviluppo e promozione delle città.
    Sant?Antioco, pur essendo un piccolo centro, ha in comune con queste realtà maggiori, aree dimesse da recuperare, una struttura portuale sottoutilizzata, la necessità di avviare un processo di trasformazione di una vasta area adiacente il mare attraverso azioni mirate al risanamento ambientale e alla rivitalizzazione economica, e che sia capace di funzionare da motore dello sviluppo e della competitività della città.
    A questo va aggiunto un contesto urbano caratterizzato da uno specifico tessuto che necessita di recupero architettonico ed urbano.
    L?individuazione di un punto franco all?interno o in prossimità dell?area portuale può rappresentare l?elemento di attrazione di attività produttive necessarie a rivitalizzare l?economia locale.
    Questo progetto sarà inoltre l?elemento in grado di dare reali risposte alla più importante esigenza del settore ittico: un vero e proprio porto pescherecci (approdo per piccole barche con annessi locali di rimessaggio delle attrezzature ? approdo per i pescherecci d?alto mare con impianti di conservazione e di trasformazione dei prodotti).
    Sant?Antioco non può naturalmente rinunciare al suo porto storico, per cui una parte del porto dovrà essere messa in condizioni di proseguire la sua attività di porto commerciale.
    Sant?Antioco Isola della vela
    Il turismo velico conoscerà nei prossimi anni uno sviluppo straordinario. Con la realizzazione di alcune infrastrutture Sant?Antioco potrà diventare un valido punto di riferimento nel settore. Con la segnalazione del canale navigabile Ponte Nuovo – Punt?e Trettu, anche notturna (usando l?illuminazione con lampade ad energia solare), il canale può diventare un?autostrada del mare per chi arriva dal canale di Carloforte e una cartolina d?ingresso per chi arriva dall?istmo.
    Un porto per grosse imbarcazioni da diporto deve necessariamente essere ubicato nel golfo a causa della ridotta altezza del ponte e del pescaggio dei natanti, anche per questa struttura l?area può dare una valida opportunità. Con un adeguato numero di posti barca il Golfo di Palmas potrebbe diventare il PARCO DELLA VELA da promuovere in particolare nel nord Europa. Tra i primi grandi estimatori dei nostri mari segnaliamo l?Ammiraglio Orazio Nelson (morto Il 21 ottobre 1805 dopo la vittoria di Trafalgar, a Londra la sua statua troneggia a Trafalgar Square) che scriveva dalla nave ammiraglia Victory ancorata nel Golfo di Palmas nel periodo 1803 ? 1805.
    ?Dio sa che se ci fosse un?isola da possedere questa sarebbe la Sardegna, né Malta né nessun?altra. Essa é la più bella isola del Mediterraneo, possiede porti adatti a contenere gli arsenali e tutta la nostra flotta?l?eccessivo cattivo tempo ci ha costretto a proseguire verso il Golfo di Palmas, dove siamo arrivati alle 11. E? una baia eccellente e comoda, con approdi buoni e sicuri per tutti i tipi di nave e in qualunque numero?? [Diario di bordo. Lunedì, 19 dicembre.]
    Attività tradizionali
    Il Comune si impegna a favorire e a promuovere gli antichi mestieri e a custodirne la memoria, a rilanciare le produzioni tradizionali (agricole. ittiche, artigianali, etc..), sapendo che molte di queste attività possono rappresentare ancora un?importante fonte di reddito se sostenute da incisive azioni amministrative
    Il settore agroalimentare è stato per anni la più importante fonte di sostentamento della comunità antiochense, rivestendo fino a pochi anni fa un ruolo di particolare rilievo, non solo dal punto di vista economico. È stato tradizionalmente il primo comparto per entità di valore aggiunto, oltre ad aver contribuito in modo determinante a definire l?immagine della nostra isola, si pensi al carignano, ma anche alle colture cerealicole della piana di Canai.
    La sfida a cui siamo chiamati, assieme agli operatori del settore, è quella di dare un futuro a un?attività che ha caratterizzato il nostro passato e la nostra identità culturale. Nello stesso tempo dobbiamo riuscire ad applicare le giuste sinergie tra agricoltura e turismo per favorire la commercializzazione dei prodotti locali, in particolare quelli agricoli.
    La nostra isola non possiede grandi estensioni agricole per cui anche la quantità delle produzioni è limitata, e non in grado di far fronte in termini di quantità e di costi alla crescente globalizzazione dei mercati. È necessario quindi proporre un?offerta fortemente caratterizzata dalla qualità e dalla tipicità del prodotto che sia quindi in grado di rispondere più efficacemente alle tendenze emergenti nel consumo che premiano la ricerca del gusto, della genuinità, del valore nutrizionale.
    Tra le prime iniziative di supporto è necessario disporre di una mappa dei suoli aggiornata che indichi la vocazione della tipologia agricola delle diverse località dell?isola e le tuteli da tutti gli interventi che ne possano compromettere la fruibilità.
    È necessario quindi individuare tutti gli strumenti normativi per supportare, promuovere e difendere l?attività agricola isolana anche attraverso l?individuazione di marchi che garantiscano qualità e provenienza dei prodotti e l?avvio di iniziative tendenti a rivendicare deroghe nell?applicazione delle norme comunitarie per le produzioni, in particolare agricole, proveniente dalle isole minori del mediterraneo.
    Una particolare attenzione verso l?attività agricola attraverso incentivi e stimoli, per sostenere e supportare le aziende che intendono avviare l?agricoltura biologica nel nostro territorio, verso la Cantina Sociale affinché assuma l?impegno di indirizzo e supporto alle aziende che intendono rilanciare le produzioni agricole e valorizzare i prodotti locali
    Analoghe iniziative devono essere rivolte verso le cooperative dei pescatori interessate a superare l?attuale fase critica che attraversa il settore. La presenza a Sant?Antioco della più importante marineria sarda che pratica la piccola pesca ci impone di supportare con impegno questa rilevante attività produttiva attraverso strumenti normativi e operativi che consentano di superare l?attuale crisi che attraversa il settore.
    La necessità di un porto pescherecci (e non di un semplice approdo) e di rendere disponibili nuove aree alla pesca, e nel contempo di limitare l?attività in quelle più sensibili in modo da creare zone di ripopolamento ittico, devono impegnare l?amministrazione in un?azione tesa a progettare e realizzare nuove infrastrutture, a rivendicare l?area interessata dalle servitù militari a fini più pacifici e a creare un?Area Marina Protetta per consentire l?interazione tra pesca, turismo e salvaguardia del territorio.
    È necessario reperire le risorse per avviare la salvaguardia ambientale e la valorizzazione a fini produttivi della laguna di Sant?Antioco concordandone gli interventi con i comuni limitrofi e con le marinerie locali. Uno studio e un contestuale piano di fattibilità per la coltivazione della Pinna Nobilis deve rappresentare un importante avvio per la salvaguardia e la promozione della nostra identità e dei nostri saperi e dei prodotti che appartengono alla nostra cultura. Il bisso è una delle grandi opportunità che il nostro territorio deve saper cogliere.

    ATTIVITA? SOCIALI
    Meno assistenza più welfare
    Le politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà, la mancanza di posti di lavoro, la presenza nel nostro territorio di una forte popolazione appartenente alla terza età che vive con pensioni al limite della sussistenza rappresentano la causa del disagio economico e sociale in cui versa una rilevante quota di popolazione.
    La nuova amministrazione dovrà dedicare una particolare attenzione ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza.
    Per far fronte a questa emergenza è necessario costruire e condividere una rete di servizi e di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, con il terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli. Unico modo per trasformare le attuali prestazioni rigide e predefinite in prestazioni flessibili e diversificate, basate anche su progetti personalizzati (uno sportello per l?inserimento lavorativo di persone svantaggiate, un utilizzo mirato della legge 162/98 riservata alle persone con disabilità grave); per affermare il diritto all’inserimento sociale e per avviare una nuova politica che promuova l’inclusione sociale.
    Occorre ottimizzare l?applicazione sul territorio della legge quadro delle politiche sociali, la 328/2000, saper integrare le politiche sociali con quelle sanitarie, seguendo anche le indicazioni del nuovo Piano Sanitario Regionale in via di approvazione da parte del Consiglio Regionale.
    Lo slogan ?meno assistenza più welfare? deve diventare il motivo conduttore delle attività sociali del Comune di Sant?Antioco. Al fine di garantire una oculata gestione e distribuzione degli interventi assistenziali è fondamentale il superamento dell?assistenzialismo, eliminando i sussidi a pioggia per sostituirli con reali servizi alle persone e ai soggetti più svantaggiati. Solo nei caso eccezionali si può pensare di sostituire i contributi straordinari con piccoli prestiti per superare le emergenze familiari.
    L?assessorato all?urbanistica dovrà avviare iniziative di sensibilizzazione per progettisti, operatori di servizi pubblici e funzionari della amministrazione pubblica al fine di favorire il l?abbattimento delle barriere architettoniche e di eliminare alla radice eventuali storture di applicazione pratica della normativa in materia.
    È importante valorizzare il ruolo degli anziani nella società affinché ritornino protagonisti attivi nel proprio territorio di residenza.
    assieme ai luoghi dove si organizzano attività ricreative, come gite, feste sociali, giochi e manifestazioni culturali, che permettono all?anziano di non rimanere e di non sentirsi isolato è necessario ampliare le iniziative e le attività in cui l?anziano può avere un ruolo socialmente utili, magari affiancando il Comune nello svolgimento delle sue mansioni.
    Curare il verde pubblico, custodire e occuparsi della manutenzione di spazi verdi, contribuire alla sorveglianza nelle scuole, prendersi cura di anziani non autosufficienti o di disabili, sono solo alcuni esempi di attività in cui gli anziani possono impegnarsi attraverso una collaborazione attiva col comune.
    Politiche giovanili e dell?infanzia
    L?assenza di tanti giovani obbligati ad abbandonare la città a causa della mancanza di posti di lavoro sta trasformando Sant?Antioco in un paese sempre meno attivo e sempre più assistito. Per arginare questo fenomeno è necessaria una politica di prevenzione che supporti i giovani nella conoscenza delle eventuali opportunità che il territorio può offrire (l?informa giovani che informa, lo sportello unico che supporta, un?attività di orientamento continua e qualificata). Si tratta di coordinare queste attività affinché siano in grado di fornire informazioni per minori, giovani e famiglie sulla tematica giovanile.
    Parallelamente è necessario attivare nelle scuole superiori, in collaborazione con l?azienda sanitaria, dei corsi di educazione sessuale al fine di prevenire l?espandersi di malattie sessualmente trasmissibile e le gravidanze non volute. Saranno inoltre previste delle agevolazioni fiscali per i pubblici esercizi che parteciperanno a questa campagna di prevenzione installando distributori di preservativi a basso costo, per garantire l?accessibilità reale di questo strumento di tutela della salute.
    Sarà prioritario individuare uno strumento istituzionale che coinvolga i giovani e consenta loro di partecipare attivamente alla vita sociale: l?Osservatorio dei Giovani.
    Questo strumento garantirà ai giovani un adeguato potere decisionale e all?amministrazione un continuo e proficuo confronto con le giovani generazioni. Anche in un ottica di un utilizzo razionale degli spazi e delle risorse e delle strutture p

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    15 Giugno 2007 a 22:39 | #48

    GA – La Gazzettantiochense
    Giornale on-line del Sulcis Iglesiente

    POLITICA – Programmi elettorali

    postato da GA – Politica

    Domenica 17 Dicembre 2006 ore 15:13:31
    POLITICA

    PROGRAMMI ELETTORALI
    La GA intende dare spazio alle elezioni comunali che si terranno a Sant’Antioco nella prossima Primavera. Lo fa pubblicando i programmi elettorali delle varie coalizioni che scenderenno in campo per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio Comunale.
    Le coalizioni che vogliono vedere pubblicato sulla GA il proprio programma elettorale possono farlo mandandolo via mail al nostro indirizzo: gazzettantiochense@tiscali.it

    COMINCIAMO PUBBLICANDO LA PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI.

    PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI
    PREMESSA
    Negli ultimi 15 anni Sant?Antioco è stata governata da Amministrazioni Comunali guidate da coalizioni di centrodestra. Le politiche amministrative avviate da queste amministrazioni hanno comportato per la comunità antiochense un forte degrado politico, culturale ed economico. Al decremento demografico, dovuto in particolar modo alla crescita dell?emigrazione giovanile, si è aggiunta la perdita di posti di lavoro in tutte le attività produttive ? alcune delle quali sono completamente sparite – e questo ha comportato un continuo e progressivo impoverimento dei residenti. Per far fronte a una situazione economica fortemente compromessa i partiti, le formazioni politiche e i cittadini che si richiamano ai valori progressisti del Centro-Sinistra hanno intrapreso un lungo e proficuo percorso comune che ha portato alla definizione di questo programma elettorale per le elezioni amministrative 2007. L?impegno della nuova amministrazione sarà principalmente mirato verso la valorizzazione delle risorse e delle conoscenze esistenti a Sant?Antioco: in primo luogo l?insularità e quindi il mare che la circonda, le risorse agricole, il porto, i beni culturali e paesaggistici, il turismo, alcuni settori dell?artigianato. Le forze politiche e i cittadini che sottoscrivono questo programma sono impegnati a garantire l?assenza di conflitti di interesse con l?attività di pubblico amministratore e la realizzazione di un progetto che sia in grado di coniugare diritti, qualità della vita e sviluppo, i cui valori di riferimento sono la persona, la solidarietà, l?attenzione alle fasce sociali più deboli, anche tramite la redistribuzione dei carichi fiscali, e la salvaguardia ambientale e del territorio. Le forze politiche progressiste sono altresì impegnate a garantire l?avvio di una politica amministrativa caratterizzata dall?innovazione e da una forte discontinuità politica, nei metodi, nelle persone e negli obiettivi rispetto alle precedenti amministrazioni comunali. La città di Sant?Antioco è riuscita per molti anni a conservare dimensioni e caratteri urbani a misura di uomo, caratterizzate da edificazioni contenute in altezza e densità. Fino a pochi anni fa ? grazie anche alla mobilitazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste – la nostra isola è riuscita a conservare un assetto urbano dignitoso e un territorio comunale ben conservato sotto l?aspetto paesaggistico e naturalistico. Uno degli obiettivi del nostro programma amministrativo è proprio quello di arginare la pressione insediativa ? che negli ultimi anni sta compromettendo il territorio – e difendere l?isola preservandola, valorizzandola, conservandola, attraverso politiche di pianificazione urbanistica basate sulle necessità della comunità antiochense e non su quelle della speculazione immobiliare.
    Grande attenzione verrà riservata ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza. Conosciamo le situazioni di difficoltà in cui versano tante famiglie a causa delle politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà. Sappiamo anche che si tratta di problemi di difficile soluzione a livello comunale. Consapevoli che con le risorse di un bilancio comunale non potremo arrivare a tutte le persone, opereremo per costruire e condividere il progetto di una rete di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, col terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli.

    ISTITUZIONI
    Nell?ultima legislatura il ruolo dell?Istituzione Comunale è stato gravemente svilito da una politica accentratrice e poco rispettosa dei poteri degli organi comunali: il Consiglio Comunale è stato fortemente immiserito e trasformato in luogo di rissa.
    Compito della nuova maggioranza sarà quello di rendere dignità ai vari organi comunali e in particolar modo al Consiglio che dovrà assumere il suo compito istituzionale di indirizzo, pianificazione e controllo, nonché riprendere il ruolo di assemblea aperta al dialogo e al confronto. Il Consiglio Comunale sarà chiamato a riprendere il dibattito politico ormai interrotto da troppi anni. In questo contesto va inserita la ?riabilitazione? della Conferenza dei Capi Gruppo e delle Commissioni Consiliari che dovranno assumere il ruolo di controllo e di indirizzo al fine di snellire e agevolare l?attività del Consiglio Comunale.
    Nel regolamento del Consiglio Comunale sarà inserito il question time al fine di garantire una corretta e puntuale informazione ai Consiglieri Comunali sull?operato della Giunta. Le varie amministrazioni comunali che si sono succedute a Sant?Antioco dagli anni ?80 ad oggi, fatta eccezione per le amministrazioni di sinistra che hanno governato Sant?Antioco negli anni 1984-90, sono cadute a causa dell?intervento della magistratura (penale o amministrativa) o a causa dei forti interessi personali degli stessi amministratori.
    Conflitto di interessi
    Al fine di moralizzare la politica amministrativa di Sant?Antioco, in sintonia col programma dell?Unione presentato in occasione delle elezioni politiche del 2006, è necessario inserire nel Regolamento del Consiglio Comunale una norma sul conflitto di interesse di Sindaco, Assessori e Consiglieri al fine di garantire certezza e parità di diritti a tutti i cittadini e impedire qualsiasi forma di clientela, di favoritismo e di nepotismo. Dal programma dell?Unione: ?La norma dovrà prevedere che tutti i titolari di cariche pubbliche non potranno ricoprire direttamente o per interposta persona attività imprenditoriali in imprese o società private, o a prevalente partecipazione pubblica, oppure che abbiano rapporti di concessione con pubbliche amministrazioni, con esclusione delle attività non profit e delle attività di modesta entità. Non potranno neppure svolgere funzioni o incarichi, a qualsiasi titolo e comunque denominati, compresi gli incarichi arbitrali di qualsiasi natura, per tali enti ed imprese. Sarà fonte di conflitto di interessi il possesso, diretto o per interposta persona, di partecipazioni rilevanti in alcuni specifici settori economici nei quali tale possesso determina di norma e quasi inevitabilmente un condizionamento del libero svolgimento della funzione pubblica. I beni e le attività non rilevanti ai fini delle incompatibilità e quelli derivanti dalla liquidazione di beni e attività rilevanti dovranno essere conferiti a una gestione fiduciaria ?cieca? (blind trust) che provvederà ad amministrarli con l?obbligo di rendiconto alla fine del mandato politico del titolare, ma con il divieto di fornirgli in corso di mandato qualsiasi informazione sulle operazioni effettuate e sul suo asset patrimoniale. Non risolveranno il conflitto di interessi , invece, le cessioni al coniuge o ai parenti e affini entro il secondo grado o a persona interposta allo scopo di eludere l?obbligo. I titolari di cariche pubbliche avranno l?obbligo di dichiarare le proprie attività e la propria condizione patrimoniale – nonché quelle dei familiari e degli affini entro il 4° grado e dei conviventi delle quali siano a conoscenza – che possano causare il sorgere di un conflitto di interessi.?
    La norma prevederà inoltre il divieto di svolgere attività professionale anche indiretta col comune e per, la durata del mandato politico, i tecnici non potranno presentare progetti per opere o attività da realizzare nel territorio comunale.
    I terreni e le proprietà degli amministratori pubblici non potranno essere alienati al comune e non potranno essere valorizzati, attraverso modifiche della destinazione urbanistica o dell?indice di edificazione, da varianti al PUC. Le uniche variazioni consentite saranno quelle inserite all?interno della pianificazione territoriale comunale generale.
    Democrazia e Partecipazione
    La revisione dello statuto comunale sarà l?occasione per modificare la norma sul referendum consultivo che, prevedendo un quorum del 50% degli elettori, vanifica l?uso della consultazione popolare quale momento di democrazia partecipata.
    La coalizione progressista intende recuperare il rapporto dialettico con le forze sociali e con i cittadini anche attraverso forme di discussione, di partecipazione e di democrazia diretta quali il ricorrere al bilancio partecipativo, partendo dalla quote di bilancio non destinate e dal programma delle opere pubbliche, coinvolgere il Consiglio Comunale dei Ragazzi per le scelte amministrative che riguardano l?infanzia e istituire l?Osservatorio dei Giovani che collabori e si confronti con l?Amministrazione sui bisogni della popolazione giovanile. È necessario individuare forme di comunicazione e momenti di confronto tra l?Amministrazione e i cittadini. Il sito internet del Comune, se adeguatamente valorizzato, potrà trasformarsi in un portale verso l?esterno aperto anche al dibattito politico e ai suggerimenti dei cittadini. Dovrà perdere la funzione di strumento di comunicazione unilaterale e autoreferenziale, per lasciare spazio all?informazione istituzionale compresa quella delle forze politiche di opposizione.
    Saranno previsti nell?arco dell?anno incontri monotematici tra gli amministratori e la comunità, al fine di consentire ai cittadini di discutere con i propri rappresentanti e di proporre soluzioni e agli amministratori di comunicare, spiegare le scelte effettuate e ascoltare il parere della comunità sui vari argomenti e sull?operato della Giunta.
    Le risorse dell?Ufficio dell?Addetto Stampa, che sarà smantellato, saranno utilizzate per garantire maggior informazione alla comunità.
    Un nuovo Municipio
    È necessario porsi come obiettivo la realizzazione di un nuovo municipio che sia la vera Casa di tutti i cittadini (elettori e non elettori, piccoli e grandi, poveri e ricchi). In cui siano banditi favori ed amicizie e possano davvero prevalere i diritti di ciascuno. I cittadini attendono da questo Ente eguaglianza e certezza dei diritti, giuste ed eque tassazioni, servizi pubblici e sociali efficienti, coinvolgimento e partecipazione alle scelte di governo della città.
    Questo obiettivo può essere raggiunto solo se si riuscirà ad avviare una reale ristrutturazione dell?apparato amministrativo comunale adeguandolo alle esigenze di una azienda moderna. È pertanto necessario:
    1. Riconsiderare la struttura organizzativa per metterla in condizione di rispondere alle richieste di servizio dei cittadini in maniera efficace e col migliore impiego delle risorse, rendendo più rapidi i procedimenti e più certi i responsabili, ed evitando duplicazioni di ruoli. Creare una effettiva divisione delle competenze e responsabilità tra organi elettivi ed apparato burocratico, che preveda tra l?altro uno staff di supporto per gli amministratori;
    2. Regolamentare le modalità di conferimento degli incarichi, interni ed esterni all?amministrazione, attraverso assunzioni o contratti a tempo determinato e per periodi non superiori al mandato del Sindaco – Prevedere adeguate risorse per garantire una continua formazione e aggiornamento del personale al fine di valorizzare le risorse interne affinché il ricorso alle consulenze esterne sia limitato a figure professionali non presenti all?interno del Comune;
    3. Modificare la Pianta Organica del comune rendendola più funzionale alle nuove esigenze della comunità;
    4. Riorganizzare lo strumento dell?incentivazione economica al personale rendendolo strettamente connesso alla realizzazione dei progetti dell’amministrazione mediante verifica costante dei risultati raggiunti;
    5. Favorire l?inserimento e l?utilizzo delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione attraverso un pool di supporto e assistenza e avviare, anche in collaborazione con gli altri Enti Locali presenti del territorio, la progressiva introduzione del software libero nel sistema informativo della Pubblica Amministrazione;
    6. Creare una rete di servizi informativi integrati e interattivi (portali civici);
    7. Avviare il Controllo di gestione attraverso la programmazione degli obiettivi e la verifica e la pubblicizzazione periodica dei risultati,
    8. Rendere finalmente operativo ed efficiente lo Sportello Unico delle Imprese.
    Autonomia impositiva e agevolazioni fiscali
    Le leggi finanziarie del Governo Berlusconi, e in parte anche la prima finanziaria Prodi, hanno pesantemente condizionato la capacità di spesa delle Autonomie Locali, penalizzando le spese correnti, la capacità di accedere agli investimenti e la possibilità di potenziare le risorse umane. È all?interno di questo desolante quadro economico-finanziario che la nuova Amministrazione dovrà governare: sarà quindi fondamentale mettere in campo le migliori professionalità, l?esperienza, la competenza su cui possono contare le forze politiche del centro sinistra di Sant?Antioco per far fronte a questa criticità e per individuare un nuovo modo di gestire le risorse.
    È necessario realizzare economie contenendo le spese non strategiche attraverso un?attenta analisi dei bisogni e delle procedure di acquisizione e avviare da subito un?attenta cernita delle voci di spesa per individuare le spese comprimibili tuttora esistenti tra le pieghe del bilancio Comunale . Sarà il primo segnale nella direzione di lotta agli sprechi che la nuova Amministrazione dovrà lanciare.
    Per quanto riguarda le gare e le acquisizioni l?Amministrazione si impegna a individuare metodi di attribuzione che favoriscano la finanza etica e solidale.
    Il secondo segnale sarà quello di ridurre le indennità degli amministratori e contestualmente di rimodulare la spesa per l?amministrazione ripartendo le risorse affinché venga riconosciuta l?attività dei Consiglieri che operano all?interno delle Commissioni Comunali.
    Il continuo taglio delle rimesse dello stato verso i Comuni ha di fatto trasformato l?autonomia impositiva degli enti locali in un obbligo ad imporre le tasse, lasciando ai comuni una risicata discrezionalità. Parlare quindi di riduzione della tassazione comunale significa semplicemente fare della demagogia o peggio ancora scegliere di ridurre lo stato sociale e di non fornire servizi ai cittadini, penalizzando quindi le fasce più deboli che non possono permettersi di ?acquistare? i servizi in privato. Per cui, se il Comune non vuole ridursi ad essere un semplice esattore, deve scegliere di essere un ente capace di fare scelte politiche anche nell?organizzazione delle entrate.
    La nuova amministrazione dovrà quindi rivedere la tassazione scegliendo in primo luogo di far pagare tutti, di far pagare chi possiede di più, e in particolare quelli che traggono reddito e ricchezza dai beni collettivi.
    Garantire quindi la giustizia ed equità fiscale per consentire a ciascun cittadino di contribuire in maniera equa e proporzionalmente al proprio reddito a rendere funzionali ed efficienti i servizi comunali.
    È fondamentale:
    a) la creazione dell?anagrafe tributaria;
    b) l?integrazione dei dati tributari con un sistema informativo di rete che consenta la comunicazione tra gli Uffici interni (demografico, edilizio, commerciale, tributario) e tra questi e gli altri Enti;
    c) la rescissione del contratto con le società di esazione e un maggior coinvolgimento dell?apparato comunale nella gestione dei tributi.
    Un impegno massiccio deve essere dedicato al reperimento delle risorse esterne (Regione, Governo, Comunità Europea) che deve essere articolato attraverso uno staff tecnico-politico coordinato dall?Assessore alla Programmazione e Finanze.
    Un?altra scelta importante sarà quella di premiare, attraverso agevolazioni fiscali, i cittadini virtuosi, quelli cioè che nel loro piccolo partecipano alla sostenibilità della vita quotidiana e dello sviluppo attraverso atti concreti nella riduzione dei costi (raccolta differenziata dei rifiuti), attraverso l?utilizzo delle biotecnologie e delle energie rinnovabili, attraverso forme di miglioramento del decoro urbano (eliminazione delle pompe di calore dalle facciate principali, dei serbatoi di riserva idrica dai tetti, inserimento armonico di antenne e panelli solari nel tetto etc?).
    Il comune avrà un importante ruolo nella predisposizione del Piano del Colore che interesserà, a partire dal centro urbano, l?intero territorio comunale, e nel rivolgere una particolare attenzione nella ricerca del massimo risparmio energetico negli edifici comunali, anche attraverso l?utilizzo di fonti di energia rinnovabile.
    L?amministrazione dal canto suo si impegna ad avviare la raccolta differenziata dei rifiuti, a lanciare una campagna di pubblicizzazione e di sensibilizzazione, a favorire l?uso delle compostiere e a fornire tutte le informazioni utili affinché la raccolta sia efficace e consenta alla comunità antiochense di recuperare il tempo perduto e di raggiungere i dati di raccolta dei comuni più virtuosi.
    Anche sulla tassazione degli immobili è necessario inserire una diversificazione tra abitazioni dei residenti e quelle possedute da non residenti.
    Sarà avviata una campagna di pubblicizzazione dei servizi a domanda individuale e saranno previsti degli incentivi per l?utilizzo dei pubblici servizi (sconti per giovani e anziani che usano il mezzo pubblico di trasporto, carta verde per utilizzare determinati altri servizi etc?)

    IDENTITA? è INNOVAZIONE
    Sant?Antioco ha bisogno di un progetto e questo progetto non può che partire dalla sua identità.
    Non un?identità autoreferenziale e chiusa verso l?esterno ma dialogante, aperta al confronto e alla conoscenza capace di far valere le proprie caratteristiche e la propria diversità. Dobbiamo essere abitanti di un?isola senza che questo significhi chiuderci nella nostra insularità, senza che la chiusura in noi stessi ci faccia morire di asfissia.
    La conoscenza di quello che c?è oltre l?isola è fondamentale perché possiamo (ri)prendere coscienza dell?enorme patrimonio che custodiamo: un patrimonio di saperi, bellezze, silenzi e spazi, paesaggi incontaminati, colori e profumi, sapori e tradizioni, che in un mondo sempre più globalizzato e appiattito sull?uniformità vede il proprio valore moltiplicato. Nel mercato mondiale vince chi si diversifica, chi propone qualcosa di altro, nel senso di diverso: i saperi millenari della Sardegna e quelli della nostra isola in particolare, le specificità della nostra agricoltura, del nostro mare, del nostro artigianato, dei nostri modi di produrre, sono ciò che di diverso, antico e nuovo assieme, possiamo offrire al mercato del mondo, coscienti che è una offerta valida, forte, che può vincere. Viaggiare, vedere, conoscere, studiare e innovarsi, comunicare col mondo: se saremo capaci di amministrare muovendoci in questa direzione, senza rinunciare alle peculiarità della nostra isola, a ciò che essa può dare di antico e bello, allora la sfida economica e sociale dello sviluppo potrà essere vinta. L?innovazione è l?altro fondamento di una politica coraggiosa: studio, innovazione, sperimentazione sono le sfide su cui investire, perché le ricchezze dell?isola non vengano sfruttate da altri, come troppo spesso succede, perché venire da lontano, da una storia secolare, non voglia dire, semplicemente, immobilizzarsi nell?attesa di aiuti da parte dello Stato, dell?Europa o della Regione. L?identità è soprattutto fatta di coesione, di valori condivisi, di scambi, di forme di socialità, di tradizioni di vita civile, di continuità fra le generazioni. Essa vive e si alimenta in un contesto territoriale profondamente connotato da questa rete di rapporti. Nella nostra piccola realtà custodiamo risorse e saperi preziosi, che sono il frutto del lento stratificarsi delle relazioni nel territorio. Su queste si devono fondare le infrastrutture immateriali indispensabili a uno sviluppo autonomo. Ci sono due rischi che l?azione pubblica deve evitare: uno è la mitizzazione sterile della tradizione e delle appartenenze locali, l?altro, speculare al primo, di considerare tradizioni e appartenenze locali come un freno allo sviluppo.
    Riconoscersi nella dimensione locale, vivere questa identità come identità positiva, costituisce in sé un valore aggiunto, un capitale sociale e, come è stato detto, un ?fattore produttivo?. Così come, su un piano più ampio, costituisce una ricchezza e una risorsa il nostro sentimento di appartenenza. Vi è una stretta continuità tra l?identità, intesa come fattore d?integrazione culturale, e ambiente naturale. Non solo perché l?ambiente porta i segni delle comunità che lo abitano (in un certo senso ne racconta la storia) ma anche perché, in quanto paesaggio, è uno degli elementi che danno forma, attraverso il succedersi delle generazioni e il vincolo che le lega, al sentimento di appartenenza a una terra. Cura dell?ambiente significa anche cura del paesaggio, dei centri storici, del patrimonio architettonico, dell?arredo urbano: la nostra isola deve sapere custodire, per se stessa e per i suoi ospiti, un?immagine che ne restituisca tutta la bellezza. L?ambiente, d?altra parte, costituisce uno dei presupposti dello sviluppo e rappresenta esso stesso una ricchezza. Sant?Antioco ha nell?ambiente (che non è solo natura, ma natura e storia) la principale carta da giocare per il suo sviluppo. Al di là delle singole bellezze naturalistiche o storico-artistiche, è l?insieme del suo territorio che va considerato. C?è un?evidente continuità tra la difesa dell?ambiente e la tutela del patrimonio culturale (materiale e immateriale: dalla lingua, alle testimonianze fenice, ai nuraghi, ai muretti a secco, alla produzione di tappeti e alla lavorazione del bisso).
    Partiamo quindi dalla consapevolezza che il patrimonio culturale è un elemento costitutivo dell?identità dei sardi e che le risorse investite per la sua tutela non vanno rapportate agli introiti immediati ma alle ricadute positive che generano nel tessuto sociale. Una continuità fisica e ideale lega gli uni agli altri beni culturali e paesaggio, saperi locali e cultura materiale, storia, patrimonio archeologico e artistico: tutti elementi che si intrecciano nel definire la nostra identità, se per identità si intende non solo il sentimento della propria autonomia ma anche un sistema di valori condivisi.
    Occorre quindi definire un progetto di sviluppo che parta dalla consapevolezza della nostra identità, di quella attuale e di quella che vogliamo costruire. Questa stretta relazione tra identità, ambiente, capacità di innovare è oggi messa in pericolo da un governo del territorio disatteso distratto e inadeguato. Occorre interrompere al più presto il processo incontrollato dello spopolamento dell?isola offrendo un?alternativa all?emigrazione alle giovani generazioni. Non è solo occupazione ma anche spazi di divertimento, di iniziative culturali e di associazioni, mezzi di trasporto che favoriscano gli spostamenti.
    Più in generale, è necessario un grande impegno politico, sociale, istituzionale per valorizzare il senso civico e comunitario anche come presupposto della legalità della sicurezza. Allo stesso tempo è necessario recuperare la nostra identità, rilanciarne il ruolo di porto, quindi di accesso, che Sant?Antioco ha rappresentato nei secoli per il Sulcis Iglesiente.
    Per questo è necessario riqualificare e fare funzionare al meglio le infrastrutture storiche, indispensabili per lo sviluppo e per la competitività.
    Dopo decenni di scelte amministrative prive di qualità, dopo decenni di decadimento economico e sociale, dopo decenni di decremento demografico, emerge un bisogno di rilanciare Sant?Antioco come luogo della comunicazione, delle intelligenze, delle competenze, dell?integrazione e della solidarietà, della progettazione di nuove forme di impresa, di lavoro e di relazioni sociali.

    BENI CULTURALI
    La politica culturale (valorizzazione, promozione, salvaguardia etc…) di Sant?Antioco è attualmente gestita in maniera disordinata e confusa, è necessario mettere ordine al settore creando un coordinamento tra le varie attività del settore, al fine di garantire interventi finalizzati e di riuscire a cogliere tutte le opportunità offerte dalle leggi e dai bandi riguardanti il settore culturale.
    È necessario fare un salto di qualità e abbandonare il fattore estemporaneo creando un organismo consultivo (Consulta Culturale) che indirizzi e programmi gli eventi culturali antiochensi attraverso il coinvolgimento delle associazioni culturali, dei gruppi e dei singoli che intendono contribuire alla crescita culturale della comunità.
    L?entità dei Beni Culturali presenti nell?isola necessita di adeguata valorizzazione attraverso la realizzazione di un Parco Archeologico Museale di rilievo. Tutte le zone di particolare interesse culturale dovranno essere collegate con la struttura museale e valorizzate attraverso supporti didattici e sistemi dimostrativi multimediali.
    È necessario che la nostra cittadina si riappropri del ruolo che ha rivestito negli anni quale località ?ludico-ricreativa? della provincia di Carbonia Iglesias. Pertanto è necessario saper spendere il ruolo di Sant?Antioco come futuro punto di riferimento culturale per la nuova provincia del Sulcis-Iglesiente e trasformare quella che è stata la moda di vivere Sant?Antioco in un progetto di lunga durata attraverso la realizzazione di iniziative culturali permanenti. Alcune di queste iniziative dovranno diventare vere e proprie rassegne in grado di caratterizzare e di promuovere Sant?Antioco al di là dei confini sulcitani.
    Le iniziative culturali più significative devono essere condotte in rete con le amministrazioni comunali del territorio promuovendo unioni, consorzi e iniziative tendenti ad aggregare i Comuni interessati ad avviare progetti di valorizzazione dei BB.CC.: Distretti Culturali, campagne di scavo, facoltà di archeologia etc.
    Operare con le altre amministrazioni sarà una garanzia contro la dispersione delle risorse, e potrà consentire alla nostra isola di rivendicare il ruolo di capoluogo culturale della nuova provincia.

    TERRITORIO E AMBIENTE
    Pianificazione Territoriale
    Una corretta pianificazione urbanistica è condizione indispensabile per un futuro sviluppo economico certo e duraturo. Un?economia basata sul turismo, sul mare che circonda l?isola e sulle zone umide, sui beni culturali e paesaggistici necessita di una pianificazione territoriale attenta ai bisogni della comunità, dell?intera comunità. L?economia antiochense ha bisogno di strutture ricettive, oggi quasi inesistenti, per potersi imporre sul mercato turistico, così come necessita di una rigida tutela del paesaggio – oggi fortemente compromesso da interventi immobiliari privi di prospettive e realizzati senza alcun criterio – per conservare la sua peculiarità di isola sarda del mediterraneo. Il settore della pesca necessita di interventi di valorizzazione, di protezione e di tutela, di infrastrutture e di innovazione per essere supportato e rilanciato. Una politica sulla valorizzazione dei beni culturali abbisogna di un attento studio del territorio e del centro urbano. La pianificazione urbanistica è chiamata oggi a dare risposte concrete a questi bisogni, liberandosi definitivamente delle prospettive di breve termine basate esclusivamente sul soddisfacimento degli interessi immediati di pochi operatori immobiliari che stanno suddividendo l?isola di Sant?Antioco in lotti e vendendola al miglior offerente.
    L?intera isola di Sant?Antioco è diventata negli ultimi anni terra di conquista per costruttori senza scrupoli e speculatori edilizi. Nelle more di approvazione del PPR, Sant?Antioco e le altre isole sarde si sono trasformate in una sorta di zona franca in cui si sono scaricati gli interessi della speculazione immobiliare; un errore di pianificazione che ha danneggiato ecosistemi sensibili quale quello delle isole minori della Sardegna. Negli ultimi anni contro il territorio agricolo dell?isola di Sant?Antioco si è scatenata un?aggressione senza precedenti che ha stravolto in maniera irreversibile gli ultimi lembi di terra fertile presente nell?isola e l?intero paesaggio agricolo. La costruzione su tutto il territorio agricolo di ville e di seconde case rappresenta ormai una vera e propria emergenze ambientale e anche il discutibile recupero dei vecchi ?medaus?, si è trasformato in un ulteriore elemento di degrado del territorio con la distruzione dei muretti a secco e dei precedenti insediamenti per realizzare enormi edifici che cancellano completamente le precedenti testimonianze dell?attività agricola. Grazie alla complicità della pubblica amministrazione, nelle aree agricole sono sorte delle vere e proprie lottizzazioni illegittimamente autorizzate, che creano un danno irreversibile al territorio, al paesaggio, alla legalità e alle stesse casse comunali. Rispetto ad una popolazione residente di 11.830 abitanti, ed in presenza di un progressivo decremento demografico, il PUC del comune di Sant?Antioco prevede le realizzazione di volumi per 35 mila abitanti nel centro urbano e di 16 mila (corrispondenti a quasi un milione di mc di cemento) nella fascia costiera per un totale di 51 mila abitanti.
    Complessivamente nell?isola di Sant?Antioco pur essendo presente una popolazione residente di poco superiore alle 14 mila unità sono previsti volumi per oltre 80 mila abitanti! Senza contare i volumi realizzati a fini turistici nelle zone agricole! Triste risultato dovuto a leggi e norme urbanistiche regionali eccessivamente permissive per le isole minori rispetto alle norme di tutela applicate al resto della Sardegna.
    La nuova Amministrazione Comunale sarà chiamata ad adeguare l?attuale strumento urbanistico alle norme del Piano Paesaggistico Regionale, provvidenzialmente approvato lo scorso settembre dalla Giunta Regionale, e sarà quella l?occasione utile per adottare un nuovo PUC che in primo luogo dia risposte concrete ai bisogni della comunità antiochense.
    La nuova pianificazione urbanistica, concordemente con gli indirizzi del PPR, sarà funzionale alle seguenti finalità:
    1. preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l?identità ambientale, storica, culturale e insediativa dell?isola di Sant?Antioco e del territorio sardo;
    2. proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale e la relativa biodiversità;
    3. assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile, al fine di conservarne e migliorarne le qualità;
    4. promuovere il corretto inserimento degli interventi di trasformazione del territorio nel contesto paesaggistico, cui devono attenersi le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile dell?intera isola;
    5. garantire un rapporto equilibrato tra i bisogni sociali, l?attività economica e l?ambiente, in coerenza con la Convenzione Europea del Paesaggio e con lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo;
    6. localizzare i Beni Identitari e Paesaggistici e delimitare le aree finalizzate alla salvaguardia per la migliore riconoscibilità delle specificità storiche e culturali che caratterizzano l?isola.
    Per raggiungere questi obbiettivi è necessario individuare i settori e le prospettive economiche del futuro sviluppo economico, e successivamente pianificare il territorio in funzione di questi e naturalmente dell?incremento demografico proiettato nel prossimo decennio.
    Un importante processo della pianificazione sarà rappresentato dal centro urbano consolidato col suo centro storico che dovrà essere riperimetrato ? prevedendo di ampliare l?attuale zona omogenea ?A? riportandola al perimetro urbano esistente nella seconda metà dell?800 – e preservato da ?discutibili? interventi di recupero. Tale obbiettivo potrà essere raggiunto attraverso l?adozione di un nuovo Piano Particolareggiato che, oltre al recupero degli immobili, all?individuazione degli spazi per i parcheggi e i servizi inserisca norme cogenti per garantire il decoro dell?area e l?uso del colore affinché i cittadini ricevano valide indicazioni e il centro urbano sia finalmente liberato dall?anarchia ?cromatica? che lo contraddistingue.
    Il Piano Particolareggiato proporrà forme di riuso del Centro Storico che siano compatibili con la sua costituzione intrinseca e non distruttive della sua identità culturale. Il piano dovrà prevedere in particolare il mantenimento o il ripristino delle funzioni residenziali, nonché le attività compatibili necessarie per la vitalità economica e sociale del centro storico, e connesse alla funzione abitativa, quali gli esercizi commerciali al minuto, l?artigianato di beni e servizi alle famiglie, i pubblici esercizi, gli uffici e studi privati, le strutture associative, sanitarie, sociali e religiose. È necessario avviare un serio risanamento di tutto il tessuto urbano promuovendo politiche urbanistiche che incentivino il decoro e nel contempo salvaguardino le tipologie urbane di Sant?Antioco. Lo scopo si può raggiungere attraverso politiche fiscali che premino i cittadini interessati al recupero estetico degli immobili o l?utilizzo delle tecniche edilizie che favoriscono il risparmio energetico e le bioarchitetture.
    All?interno del nuovo Centro Storico dovrà essere privilegiata una politica urbanistica che miri alla riduzione e/o eliminazione del traffico veicolare privato, specie quello di attraversamento dei non residenti, con la costituzione di spazi pedonali, o ZTL, capaci di ricostruire la originaria fruizione del centro urbano. Così come dovranno essere eliminati tutti gli elementi incongrui della cartellonistica e delle insegne pubblicitarie.
    Ma il futuro sviluppo economico di Sant?Antioco si potrà costruire solo attraverso un?attenta e coraggiosa valorizzazione delle risorse ambientali e culturali il cui fulcro sarà rappresentato dalla creazione di un Parco Integrato archeologico-naturalistico-marino esteso prevalentemente lungo la costa sud-occidentale, che comprenda anche le zone umide e i Siti di Importanza Comunitaria presenti nell?isola.
    Presupposto essenziale per individuare le aree marine, le zone umide e i litorali da proteggere sarà quello di sottoporre a un attento studio il mare che circonda l?isola – utile anche ad avviare un costante monitoraggio della qualità delle acque del Golfo e della Laguna – e elaborare un Piano del Mare che preveda destinazioni diversificate per il mare. Sarà interessante sperimentare il processo di Agenda 21 nella elaborazione delle proposte e nell?individuazione degli spazi da destinare a Zona Protetta attraverso quindi il coinvolgimento dei cittadini, delle categorie professionali interessate e dei portatori di interesse. La pianificazione del mare risulterà di grande utilità nella prospettiva di svincolo delle zone interessate dalle servitù militari.
    Un importante risorsa su cui basare il futuro sviluppo economico sarà rappresentata dalla aree industriali dismesse, comprese le aree degradate dall?attività estrattiva, e dalla destinazione che la pianificazione territoriale saprà assegnare a questi siti. Queste aree rappresentano il sito ideale dove realizzare strutture turistiche, ricettive, per l?istruzione e il tempo libero, ma anche attività cantieristica e similari. Trattandosi di aree di proprietà regionale, si richiederà di seguire la stesso percorso delle aree minerarie dismesse: bando di gara internazionale per la realizzazione di un progetto e di un relativo intervento di riqualificazione territoriale, ambientale, paesaggistica, urbanistica ed edilizia, collegato ad un piano di sviluppo e valorizzazione economica, culturale, turistica, naturalistica e ricettiva delle aree interessate. Condizione prioritaria per l?assegnazione sarà rappresentata dalla qualità del progetto, la sua specificità, la tipologia, l?integrazione con il sistema territoriale con riguardo alle prospettive di sviluppo locale, dei livelli di ricaduta occupazionale e di sviluppo economico, della sostenibilità paesistico-ambientale, oltre naturalmente al coinvolgimento del Comune in tutte le fasi, dall?elaborazione del bando all?accordo di programma. È proprio da un progetto integrato – che partendo dall?area portuale, attraversi l?area ex sardamag, la laguna di Is Pruinis e l?area umida vicina, compreso il Sito di Importanza Comunitaria adiacente, l?intero arenile di Is Pruinis per arrivare all?area ex palmas cave – che si attende una risposta al bisogno di ricettività turistica e un impulso al futuro sviluppo economico dell?isola. Ulteriori aree possono essere individuate per la realizzazione di volumetrie turistiche, limitandole alla ricettività alberghiera, esclusivamente in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e in presenza di progetti in grado di garantire positive, durature e certe ricadute occupazionali. Un progetto di tali dimensioni non può prescindere da una riorganizzazione dei collegamenti dell?isola con il centro intermodale che sta per essere realizzato a Carbonia e che deve completarsi con una connessione tra i due porti della provincia del Sucis-Iglesiente. Una citazione particolare merita l?arenile di Is Pruinis, zona completamente degradata a causa dei reflui Sardamag e dagli scarichi del depuratore. È necessario potenziare la capacità di depurazione dell?impianto, che consentirebbe tra l?altro il recupero a fini irrigui delle acque di scarico, e liberare l?area dall?impianto di acquicoltura frutto di una sciagurata scelta amministrativa dello scorso decennio. L?Amministrazione dovrà perseguire questo obiettivo con priorità per restituire alla comunità e alla fruizione turistica uno spazio in grado di raddoppiare la ricettività balneare del litorale. Il Pruinis è infatti la spiaggia ideale: la più estesa di Sant?Antioco (oltre 2 km), e la più vicina al centro urbano e gode di fondali bassi e di assenza di correnti. Parallelamente al recupero dei litorali è necessario riprendere in mano e realizzare il Piano per gli accessi a mare per garantire la fruizione dell?intero perimetro costiero impedita, in molti tratti, dalla chiusura dei sentieri da parte di privati con qualche compiacenza, purtroppo, della pubblica amministrazione;
    L?adeguamento del PUC al PPR sarà un utile occasione per rivalutare il ruolo delle aree agricole che da zone considerate residuali devono riassumere il ruolo originario di aree produttive, di bene identitario e di testimonianza storica e culturale. D?intesa col PPR, per queste aree, dovrà essere varato un regolamento ad hoc che normalizzi l?attività e la tipologia edilizia e la manutenzione, ristrutturazione e realizzazione di manufatti che caratterizzano il paesaggio storico-culturale, considerati anche nella loro valenza ecologica, che comprendono: recinzioni storiche (principalmente in pietre murate a secco), siepi (di fico d?india, rovo, lentisco, ginestra o altre specie spontanee) e colture storiche specializzate (vigneti, agrumeti, frutteti, oliveti, etc?), costruzioni temporanee, ricoveri rurali, baracche e simili, fattorie, ovili, magazzini, stalle depositi, dispense. L?adeguamento al PPR facilita l?impegno a liberarsi definitivamente dalla giungla di pali elettrici e telefonici che ha invaso le campagne dell?agro. Sarà necessario inoltre apportare importanti modifiche al Regolamento Edilizio al fine di regolamentare l?attività edilizia imponendo norme a tutela del decoro urbano e incentivi per favorire l?uso delle energie rinnovabili, il risparmio energetico e idrico e delle biotecnologie.
    Vivibilità della città
    Nel precedente capitolo si è accennato alla necessità di eliminare il traffico di attraversamento all?interno del centro storico, ma l?obbiettivo deve essere quello di ridurre drasticamente quel tipo di traffico in tutto il centro urbano. La conformazione urbanistica dell?abitato di Sant?Antioco e la totale assenza di arterie stradali esterne rendono questo obiettivo ambizioso. L?amministrazione intende operare su due fronti:
    - Ricercare i finanziamenti per realizzare la circonvallazione a monte del centro urbano per ridurre il traffico di attraversamento;
    - Realizzare un Piano Viario del centro urbano di Sant?Antioco che riporti il centro urbano verso una dimensione umana riducendo il traffico veicolare privato, in particolare quello dei non residenti anche attraverso l?istituzione di ZTL.
    Le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 15 anni hanno prodigato un notevole impegno per trasformare le piazze di Sant?Antioco da luogo di incontro e di socializzazione in spazio ostile, estraneo e difficilmente fruibile: Piazza Umberto, Piazza De Gasperi, Piazza Ferralasco, Piazza Italia sono testimoni di questa assurda metamorfosi. Prima degli interventi di ?abbrutimento? queste piazze rappresentavano dei luoghi vissuti in particolare da anziani, giovani e bambini. Gli interventi di rifacimento hanno eliminato i motivi di attrazione: panchine, alberi, giochi per bambini, pavimentazione agevole. È quindi necessario riconsiderare e ri-attrezzare questi luoghi perché i cittadini che sono ne sono stati allontanati possano tornare a viverli. L?impegno inoltre è quello di creare degli altri spazi per la gente e non contro la gente. Il recupero del Corso Vittorio Emanuele e del Lungomare alla fruizione collettiva potrà essere il banco di prova dell?Amministrazione. Si tratterà di far convivere le attività commerciali con ciò che questi luoghi rappresentano e hanno rappresentato storicamente per la comunità antiochense: luoghi di incontro, di socializzazione e di svago. Partendo da questo concetto il Corso può rappresentare inoltre una grande opportunità economica per l?intera comunità, se adeguatamente valorizzato. Esso può diventare una valida e interessante alternativa al dilagare degli anonimi centri commerciali presenti nelle periferie di città e comuni. Il Corso opportunamente attrezzato deve diventare un Centro Commerciale Storico formato non già dalla grande distribuzione, ma da una serie di piccole botteghe e negozi che sapranno proporsi sul mercato attraverso l?unicità e la qualità dei prodotti in vendita. La politica di rivitalizzazione del centro storico ? ottenuta attraverso la leva fiscale (agevolazioni e penalizzazioni) e un importante impegno dell?amministrazione – accompagnata da una seria politica di valorizzazione dei Beni Ambientali, può contribuire a trasformare l?isola in un luogo in cui sarà piacevole vivere per residenti e non. L?Amministrazione dovrà prevedere di destinare risorse significative per attrezzare aree a verde pubblico e per rendere fruibili gli spazi verdi esistenti e oggi inaccessibili (arena fenicia, pineta montecresia) e per realizzare spazi fruibili dai cittadini non motorizzati: progettare e realizzare per lotti una pista ciclabile lungo il perimetro dell?isola e nelle zone umide, che dovrà raccordarsi a quella provinciale da realizzarsi nei tratti dimessi dalle ferrovie meridionali, attualmente in fase di avanzata progettazione; rendere fruibili ai mezzi non motorizzati dei canali navigabili esistenti in particolare nelle zone umide; realizzare dentro e in prossimità del centro urbano e lungo la fascia costiera piste e spazi pedonali.
    Santa Caterina Porta della Città
    Abbiamo accennato alla possibilità di individuare le frazioni come sito ideale per realizzare ricettività turistica, ma è necessario che questi piccoli centri diventino luoghi altrettanto vivibili al pari del centro urbano. Per quanto riguarda la frazione di Santa Caterina bisogna avviare la Valorizzazione della foce del Rio Sassu (per la parte che compete al comune di Sant?Antioco), recuperare, risanare e attrezzare l?intera area del ponte di Santa Caterina (riposizionando la targa commemorativa della battaglia dei sette miliziani sardi contro i francesi), e dell?istmo curando il recupero estetico, informativo (cartellonistica con la toponomastica degli isolotti, ecc.) e archeologico (acquisizione area dei menhirs ?Su Para e Sa Mongia? e percorso di fruibilità, recupero strada romana). Proporre un accordo di programma al Comune di San Giovanni Suergiu per la gestione integrata delle aree umide – anche nella prospettiva del recupero per attività turistiche della Centrale a carbone e della realizzazione di un centro termale ? e della laguna di Sant?Antioco prevedendo il suo risanamento e recupero produttivo
    Isola di Sant?Antioco
    Un analogo discorso deve essere affrontato con l?altro comune che insiste nell?isola di Sant?Antioco prevedendo accordi con Calasetta per progetti ambientali per la salvaguardia dell?isola (depurazione acque, raccolta differenziata), progetti naturalistici e di valorizzazione del territorio (percorsi naturalistici ai confini tra i due comuni tra il rio Calalunga e Stan?e Cirdu) e progetti culturali (circuito museale che comprenda il museo d?arte contemporanea e biglietto unico), iniziative per la promozione della storia dell?isola.

    LAVORO E ATTIVITA? PRODUTTIVE
    È fondamentale avviare al più presto politiche in grado di dare speranza di lavoro alle giovani generazioni e ai meno giovani che hanno perso il lavoro e di favorire il rientro degli emigrati.
    Nella consapevolezza che gli Enti Locali non sono aziende in grado di garantire l?occupazione per tutti, siamo altresì convinti della necessità di impegnare molte risorse per valorizzare le attività economiche compatibili con le ricchezze e le peculiarità della nostra isola investendo in servizi e infrastrutture necessari ad attirare e capaci di attivare nel nostro territorio aziende ed attività che possano garantire occupazione.
    Il nostro impegno per il lavoro tende a stimolare la nascita di progetti, piani e politiche atti a generare una nuova economia sociale fondata sulla valorizzazione delle risorse locali. Il nostro obiettivo è quello di trasformare i vincoli che gravano sulla nostra isola in opportunità di crescita economica attraverso l?adesione alle iniziative internazionali per uno sviluppo durevole e sostenibile e l?utilizzo dei finanziamenti previsti a tale scopo dalla Regione Sardegna, dal Ministero dell?Ambiente, e dall?Unione Europea.
    Una scelta importante, e in contrasto con la politica della precedente amministrazione, sarà quella di destinare i fondi della LR 37 prevalentemente alle quote di cofinanziamento dei progetti, al fine di poter avviare un meccanismo che consenta di decuplicare i progetti e le iniziative economiche, infrastrutturali e di conseguenza occupazionali nei vari settori.
    Turismo
    Il nostro obiettivo è quello di favorire un turismo moderno ed efficiente, che offra un?alternativa alle vacanza solo mare che durano lo spazio di poche settimane, che valorizzi i beni culturali e ambientali e le potenzialità climatiche del Mediterraneo e nel contempo contribuisca alla crescita dell?imprenditoria locale.
    Le peculiarità dell?isola consentono di attrarre i flussi turistici interessati a visitare la Sardegna per ragioni riconducibili al fattore ambientale (mare pulito, clima mediterraneo), e nello stesso tempo di avvicinare la crescente quota di turisti (circa il 7%) che sceglie la Sardegna per motivi legati alle attrattive di tipo culturale.
    Un freno al settore è invece rappresentato da alcune criticità: assenza quasi totale di strutture ricettive, utilizzo veramente ridotto delle poche strutture presenti, presenza eccessiva di seconde case anch?esse sottoutilizzate. Per superare queste criticità è necessario in primo luogo ultimare i lavori dell?Ostello della Gioventù, arredarlo, bandire l?appalto per la gestione – privilegiando la miglior offerta sotto il profilo occupazionale e in termini di ricaduta economica sul territorio – e mettere finalmente la struttura al servizio del settore turistico e culturale. L?ostello della gioventù, oltre che una struttura ricettiva, dovrà rappresentare un importante centro di aggregazione e di attrazione turistica oltrechè nucleo di promozione di iniziative ed eventi culturali. Con l?apertura dell?aeroporto di Cagliari ai volo low cost è fondamentale saper offrire sistemazioni ricettive alternative al target del turismo scolastico e culturale, ai giovani, alla terza età e a quanti privilegiano questo tipo di strutture.
    Ma la risposta reale al fabbisogno di ricettività proviene dall?individuazione delle aree da destinare a ricettività alberghiera ed extra-alberghiera in prossimità del centro urbano consolidato e delle frazioni e all?interno dei siti da recuperare a seguito delle compromissioni causate dall?attività industriale o estrattiva. Questa soluzione – percorribile anche nel rispetto delle norme del PPR in quanto garantisce la salvaguardia delle risorse ambientali e culturali dell?isola che rappresentano una notevole potenzialità di offerta nel settore del turismo sostenibile – oltre a consentire un reale allargamento della stagione turistica, permette un utilizzo razionale delle strutture e un notevole risparmio economico e ambientale sulla realizzazione delle infrastrutture.
    Oltre alla ricettività tradizionale una particolare attenzione dovrà essere spesa per favorire tutte le forme di ricettività diffusa in grado di garantire valore aggiunto alla comunità residente e di recuperare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente. Saranno favoriti i tanti settori turistici compatibili con il territorio (turismo all?aria aperta, turismo nautico, turismo culturale, quello giovanile e della terza età, turismo escursionistico, balneare etc?) realizzando infrastrutture in grado di attrarre i visitatori (aree attrezzate per camper e roulotte, porto turistico accessibile anche ai grossi natanti nel golfo di Palmas, migliorare la qualità e la quantità dell?offerta culturale e la professionalità degli addetti, segnalare sentieri a basso impatto nel territorio comunale, creare un info-point turistico professionalizzato) e individuando strumenti normativi che favoriscano i privati interessati ad investire nel settore.
    È necessario favorire e regolamentare l?attività ricreativa, ludica e di attrazione turistica nel centro urbano, nelle frazioni e, di concerto con l?autorità marittima, negli arenili.
    Con la nascita dei Sistemi Turistici Locali le amministrazioni devono saper coordinare l?attività turistica all?interno del contesto territoriale provinciale, e Sant?Antioco può rappresentare uno dei comuni trainanti del nuovo sistema turistico diventando il centro di coordinamento e una vetrina verso l?esterno dell?intero territorio provinciale.
    Area Portuale
    Un fattore di successo essenziale per qualsiasi porto, e in particolare per un porto ormai in via di dismissione come quello di Ponti, è quello di dotarlo di un adeguamento infrastrutturale che lo integri maggiormente con il centro urbano e con il tessuto economico esistente.
    L?intero settore marittimo portuale, negli ultimi trent?anni, è stato interessato da profonde innovazioni tecnologiche e trasformazioni produttive che, connesse ai processi di liberalizzazione dei mercati e all?apertura concorrenziale, hanno modificato sostanzialmente le funzioni portuali. Da centro di movimentazione delle attività industriali e commerciali si sono trasformati in piattaforme logistiche in grado di offrire moderni servizi e di consentire ad un territorio di connettersi e quindi di commerciare con il resto del mondo. Purtroppo queste innovazioni non hanno interessato la struttura portuale antiochense a causa dell?assenza di investimenti e di un territorio che produce sempre meno e che poco ha da scambiare con l?esterno.
    È necessario quindi ripensare il ruolo della struttura portuale partendo da queste considerazioni e rimodellando il perimetro portuale affinché possa rispondere ? assieme alle aree industriali dimesse- alle nuove esigenze della comunità: porto commerciale, porto pescherecci, zona cantieristica attrezzata e porto da diporto
    L?area portuale di Sant?Antioco da zona delimitata e stabile su cui il porto ha agito per decenni in regime di monopolio dovrà diventare punto di riferimento di una più vasta area che coinvolge il territorio circostante.
    Lo strumento da utilizzare può essere quello di una pianificazione strategica dell?intera area prospiciente il mare: golfo e laguna. Esistono diverse esperienze positive in Italia e all?estero, i cosiddetti water front di Città del Capo, Palermo, Barcellona che partendo dal fronte mare hanno avviato un processo di riqualificazione, sviluppo e promozione delle città.
    Sant?Antioco, pur essendo un piccolo centro, ha in comune con queste realtà maggiori, aree dimesse da recuperare, una struttura portuale sottoutilizzata, la necessità di avviare un processo di trasformazione di una vasta area adiacente il mare attraverso azioni mirate al risanamento ambientale e alla rivitalizzazione economica, e che sia capace di funzionare da motore dello sviluppo e della competitività della città.
    A questo va aggiunto un contesto urbano caratterizzato da uno specifico tessuto che necessita di recupero architettonico ed urbano.
    L?individuazione di un punto franco all?interno o in prossimità dell?area portuale può rappresentare l?elemento di attrazione di attività produttive necessarie a rivitalizzare l?economia locale.
    Questo progetto sarà inoltre l?elemento in grado di dare reali risposte alla più importante esigenza del settore ittico: un vero e proprio porto pescherecci (approdo per piccole barche con annessi locali di rimessaggio delle attrezzature ? approdo per i pescherecci d?alto mare con impianti di conservazione e di trasformazione dei prodotti).
    Sant?Antioco non può naturalmente rinunciare al suo porto storico, per cui una parte del porto dovrà essere messa in condizioni di proseguire la sua attività di porto commerciale.
    Sant?Antioco Isola della vela
    Il turismo velico conoscerà nei prossimi anni uno sviluppo straordinario. Con la realizzazione di alcune infrastrutture Sant?Antioco potrà diventare un valido punto di riferimento nel settore. Con la segnalazione del canale navigabile Ponte Nuovo – Punt?e Trettu, anche notturna (usando l?illuminazione con lampade ad energia solare), il canale può diventare un?autostrada del mare per chi arriva dal canale di Carloforte e una cartolina d?ingresso per chi arriva dall?istmo.
    Un porto per grosse imbarcazioni da diporto deve necessariamente essere ubicato nel golfo a causa della ridotta altezza del ponte e del pescaggio dei natanti, anche per questa struttura l?area può dare una valida opportunità. Con un adeguato numero di posti barca il Golfo di Palmas potrebbe diventare il PARCO DELLA VELA da promuovere in particolare nel nord Europa. Tra i primi grandi estimatori dei nostri mari segnaliamo l?Ammiraglio Orazio Nelson (morto Il 21 ottobre 1805 dopo la vittoria di Trafalgar, a Londra la sua statua troneggia a Trafalgar Square) che scriveva dalla nave ammiraglia Victory ancorata nel Golfo di Palmas nel periodo 1803 ? 1805.
    ?Dio sa che se ci fosse un?isola da possedere questa sarebbe la Sardegna, né Malta né nessun?altra. Essa é la più bella isola del Mediterraneo, possiede porti adatti a contenere gli arsenali e tutta la nostra flotta?l?eccessivo cattivo tempo ci ha costretto a proseguire verso il Golfo di Palmas, dove siamo arrivati alle 11. E? una baia eccellente e comoda, con approdi buoni e sicuri per tutti i tipi di nave e in qualunque numero?? [Diario di bordo. Lunedì, 19 dicembre.]
    Attività tradizionali
    Il Comune si impegna a favorire e a promuovere gli antichi mestieri e a custodirne la memoria, a rilanciare le produzioni tradizionali (agricole. ittiche, artigianali, etc..), sapendo che molte di queste attività possono rappresentare ancora un?importante fonte di reddito se sostenute da incisive azioni amministrative
    Il settore agroalimentare è stato per anni la più importante fonte di sostentamento della comunità antiochense, rivestendo fino a pochi anni fa un ruolo di particolare rilievo, non solo dal punto di vista economico. È stato tradizionalmente il primo comparto per entità di valore aggiunto, oltre ad aver contribuito in modo determinante a definire l?immagine della nostra isola, si pensi al carignano, ma anche alle colture cerealicole della piana di Canai.
    La sfida a cui siamo chiamati, assieme agli operatori del settore, è quella di dare un futuro a un?attività che ha caratterizzato il nostro passato e la nostra identità culturale. Nello stesso tempo dobbiamo riuscire ad applicare le giuste sinergie tra agricoltura e turismo per favorire la commercializzazione dei prodotti locali, in particolare quelli agricoli.
    La nostra isola non possiede grandi estensioni agricole per cui anche la quantità delle produzioni è limitata, e non in grado di far fronte in termini di quantità e di costi alla crescente globalizzazione dei mercati. È necessario quindi proporre un?offerta fortemente caratterizzata dalla qualità e dalla tipicità del prodotto che sia quindi in grado di rispondere più efficacemente alle tendenze emergenti nel consumo che premiano la ricerca del gusto, della genuinità, del valore nutrizionale.
    Tra le prime iniziative di supporto è necessario disporre di una mappa dei suoli aggiornata che indichi la vocazione della tipologia agricola delle diverse località dell?isola e le tuteli da tutti gli interventi che ne possano compromettere la fruibilità.
    È necessario quindi individuare tutti gli strumenti normativi per supportare, promuovere e difendere l?attività agricola isolana anche attraverso l?individuazione di marchi che garantiscano qualità e provenienza dei prodotti e l?avvio di iniziative tendenti a rivendicare deroghe nell?applicazione delle norme comunitarie per le produzioni, in particolare agricole, proveniente dalle isole minori del mediterraneo.
    Una particolare attenzione verso l?attività agricola attraverso incentivi e stimoli, per sostenere e supportare le aziende che intendono avviare l?agricoltura biologica nel nostro territorio, verso la Cantina Sociale affinché assuma l?impegno di indirizzo e supporto alle aziende che intendono rilanciare le produzioni agricole e valorizzare i prodotti locali
    Analoghe iniziative devono essere rivolte verso le cooperative dei pescatori interessate a superare l?attuale fase critica che attraversa il settore. La presenza a Sant?Antioco della più importante marineria sarda che pratica la piccola pesca ci impone di supportare con impegno questa rilevante attività produttiva attraverso strumenti normativi e operativi che consentano di superare l?attuale crisi che attraversa il settore.
    La necessità di un porto pescherecci (e non di un semplice approdo) e di rendere disponibili nuove aree alla pesca, e nel contempo di limitare l?attività in quelle più sensibili in modo da creare zone di ripopolamento ittico, devono impegnare l?amministrazione in un?azione tesa a progettare e realizzare nuove infrastrutture, a rivendicare l?area interessata dalle servitù militari a fini più pacifici e a creare un?Area Marina Protetta per consentire l?interazione tra pesca, turismo e salvaguardia del territorio.
    È necessario reperire le risorse per avviare la salvaguardia ambientale e la valorizzazione a fini produttivi della laguna di Sant?Antioco concordandone gli interventi con i comuni limitrofi e con le marinerie locali. Uno studio e un contestuale piano di fattibilità per la coltivazione della Pinna Nobilis deve rappresentare un importante avvio per la salvaguardia e la promozione della nostra identità e dei nostri saperi e dei prodotti che appartengono alla nostra cultura. Il bisso è una delle grandi opportunità che il nostro territorio deve saper cogliere.

    ATTIVITA? SOCIALI
    Meno assistenza più welfare
    Le politiche economiche neoliberiste che legano la produzione della ricchezza a una corrispondente produzione di povertà, la mancanza di posti di lavoro, la presenza nel nostro territorio di una forte popolazione appartenente alla terza età che vive con pensioni al limite della sussistenza rappresentano la causa del disagio economico e sociale in cui versa una rilevante quota di popolazione.
    La nuova amministrazione dovrà dedicare una particolare attenzione ai bisogni delle persone, in particolare di quelle che sono in difficoltà per problemi economici, di salute, di handicap, di età o di qualsiasi altra natura, consapevoli che esistono nuove forme di povertà, sempre più diffuse, magari meno visibili, che richiedono ugualmente grande impegno. I cittadini hanno il diritto di vivere in un contesto di garanzie, non di precarietà, hanno diritto ai servizi e non alla semplice assistenza.
    Per far fronte a questa emergenza è necessario costruire e condividere una rete di servizi e di solidarietà, che sia la più efficiente possibile, in collaborazione con le associazioni di volontariato sociale, laiche e cattoliche, con il terzo settore e con quanti hanno a cuore i bisogni dei più deboli. Unico modo per trasformare le attuali prestazioni rigide e predefinite in prestazioni flessibili e diversificate, basate anche su progetti personalizzati (uno sportello per l?inserimento lavorativo di persone svantaggiate, un utilizzo mirato della legge 162/98 riservata alle persone con disabilità grave); per affermare il diritto all’inserimento sociale e per avviare una nuova politica che promuova l’inclusione sociale.
    Occorre ottimizzare l?applicazione sul territorio della legge quadro delle politiche sociali, la 328/2000, saper integrare le politiche sociali con quelle sanitarie, seguendo anche le indicazioni del nuovo Piano Sanitario Regionale in via di approvazione da parte del Consiglio Regionale.
    Lo slogan ?meno assistenza più welfare? deve diventare il motivo conduttore delle attività sociali del Comune di Sant?Antioco. Al fine di garantire una oculata gestione e distribuzione degli interventi assistenziali è fondamentale il superamento dell?assistenzialismo, eliminando i sussidi a pioggia per sostituirli con reali servizi alle persone e ai soggetti più svantaggiati. Solo nei caso eccezionali si può pensare di sostituire i contributi straordinari con piccoli prestiti per superare le emergenze familiari.
    L?assessorato all?urbanistica dovrà avviare iniziative di sensibilizzazione per progettisti, operatori di servizi pubblici e funzionari della amministrazione pubblica al fine di favorire il l?abbattimento delle barriere architettoniche e di eliminare alla radice eventuali storture di applicazione pratica della normativa in materia.
    È importante valorizzare il ruolo degli anziani nella società affinché ritornino protagonisti attivi nel proprio territorio di residenza.
    assieme ai luoghi dove si organizzano attività ricreative, come gite, feste sociali, giochi e manifestazioni culturali, che permettono all?anziano di non rimanere e di non sentirsi isolato è necessario ampliare le iniziative e le attività in cui l?anziano può avere un ruolo socialmente utili, magari affiancando il Comune nello svolgimento delle sue mansioni.
    Curare il verde pubblico, custodire e occuparsi della manutenzione di spazi verdi, contribuire alla sorveglianza nelle scuole, prendersi cura di anziani non autosufficienti o di disabili, sono solo alcuni esempi di attività in cui gli anziani possono impegnarsi attraverso una collaborazione attiva col comune.
    Politiche giovanili e dell?infanzia
    L?assenza di tanti giovani obbligati ad abbandonare la città a causa della mancanza di posti di lavoro sta trasformando Sant?Antioco in un paese sempre meno attivo e sempre più assistito. Per arginare questo fenomeno è necessaria una politica di prevenzione che supporti i giovani nella conoscenza delle eventuali opportunità che il territorio può offrire (l?informa giovani che informa, lo sportello unico che supporta, un?attività di orientamento continua e qualificata). Si tratta di coordinare queste attività affinché siano in grado di fornire informazioni per minori, giovani e famiglie sulla tematica giovanile.
    Parallelamente è necessario attivare nelle scuole superiori, in collaborazione con l?azienda sanitaria, dei corsi di educazione sessuale al fine di prevenire l?espandersi di malattie sessualmente trasmissibile e le gravidanze non volute. Saranno inoltre previste delle agevolazioni fiscali per i pubblici esercizi che parteciperanno a questa campagna di prevenzione installando distributori di preservativi a basso costo, per garantire l?accessibilità reale di questo strumento di tutela della salute.
    Sarà prioritario individuare uno strumento istituzionale che coinvolga i giovani e consenta loro di partecipare attivamente alla vita sociale: l?Osservatorio dei Giovani.
    Questo strumento garantirà ai giovani un adeguato potere decisionale e all?amministrazione un continuo e proficuo confronto con le giovani generazioni. Anche in un ottica di un utilizzo razionale degli spazi e delle risorse e delle strutture p

  49. uomonegro incazzato negro
    16 Giugno 2007 a 19:54 | #49

    nn ti sei accorto che sto commentando le tue cazzate uomo nero dei miei coglioni….

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