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Archivio 18 Dicembre 2006

POLITICA – Programmi elettorali

18 Dicembre 2006 Commenti chiusi

POLITICA

PROGRAMMI ELETTORALI

ALLEGATO A DELLA PROPOSTA PROGRAMMATICA DEI PROGRESSISTI

DISTRETTO CULTURALE ISOLA DI SANT?ANTIOCO

L?espressione DISTRETTO CULTURALE viene di solito utilizzata in riferimento all?integrazione sinergica delle varie attività culturali presenti in un dato territorio, a loro volta affiancate a quelle produttive: musei, siti archeologici, percorsi monumentali, istituzioni culturali, ma anche enogastronomia, produzioni artigianali, industrie ricettive. Chiaramente, questo modello di distretto culturale è finalizzato soprattutto ad attirare la domanda turistica, con benefici economici importanti ma che restano tutto sommato abbastanza circoscritti. Il modello di distretto culturale su cui intendiamo puntare, sviluppando gli indirizzi generali presentati dalla Regione Sardegna e dalla Provincia del Sulcis Iglesiente, è diverso. Partiamo infatti dal presupposto che la cultura non sia semplicemente un patrimonio da sfruttare o da vendere ai turisti. Senza rinunciare alla risorsa turistica (si dovrà anzi lavorare per incrementarla), intendiamo proporre diverse prospettive oltre questa dimensione di consumo immediato della cultura, che promettono benefici più durevoli. Si tratta di cambiare e di arricchire il punto di vista, di vedere la cultura come un bene di cui fruire all?interno, e non soltanto da proporre all?esterno.
Puntiamo sulla conoscenza e sulla crescita del capitale umano del territorio, con un progetto che rientra in quello complessivo dell?esecutivo regionale e provinciale di investire prima di tutto nell?istruzione e nella cultura per creare maggiori opportunità di sviluppo economico per la nostra isola. Si tratta di favorire l?esposizione dei cittadini alla cultura in tutte le sue forme, perché siamo convinti che il contatto con la creatività genera a sua volta, in chi lo vive, predisposizione all?innovazione, apertura mentale, curiosità intellettuale, disponibilità al cambiamento. Tutti fattori che sono alla base della crescita economica, elementi che predispongono alla sperimentazione di nuove forme di produzione legate all?economia dell?immateriale e in generale a quella che viene definita knowledge society.
In questo senso, lo sviluppo della domanda culturale diviene una precondizione indispensabile alla formazione di un orientamento sociale diffuso verso l?innovazione, e quindi acquista un carattere di vera e propria politica economica strutturale.
Esistono molti esempi, in Europa e nel mondo, che dimostrano l?efficacia di questo modello operativo e che presentano alcune precondizioni indispensabili all?azione di implementazione di politiche distrettuali per la cultura:
- Attenzione verso una imprenditorialità privata orientata verso l?innovazione
- Conoscenza del capitale naturale che costituisce il patrimonio essenziale di un territorio
- Presenza di una dotazione infrastrutturale minima in termini immobiliari
- Presenza di un sistema scolastico e universitario aperto a nuove discipline
- Azione delle amministrazioni locali diretta a facilitare il finanziamento delle attività culturali e ad orientarne strategicamente le risorse
- Consapevolezza di un?identità aperta alle nuove forme di espressione culturale.
In che modo la nostra isola, ricca di uno straordinario patrimonio culturale, dovrà proporsi all?interno di questo modello innovativo di sviluppo economico?
Economicamente, sempre più spesso, a seguito anche della globalizzazione dei mercati, si asserisce che un serio e ancor di più credibile processo di sviluppo di un determinato territorio, deve essere basato sulle risorse di cui quel territorio è dotato. Sulla base di tale affermazione, un processo di specializzazione territoriale e di valorizzazione economica dei beni culturali e ambientali è per l?isola di Sant?Antioco e per l?intera provincia, una strategia efficace, garantita dalla grande disponibilità di patrimonio storico-culturale ed ambientale. Si tratta di organizzare l?offerta culturale esistente nel territorio per promuovere un modello di sviluppo, sì basato su un settore tradizionale, ma estremamente vantaggioso dal punto di vista della qualità.
Gli impatti positivi di una tale strategia di sviluppo alla macroscala possono essere riassunti come segue:
- richiamo di flussi turistici (specie di segmenti specializzati turistici);
- incremento dell?occupazione;
-acquisiz ione di capitali privati grazie all?attrazione di investimenti in ordine alla valorizzazione dei beni culturali, connessa alla creazione di servizi territoriali per la fruizione.
Tutto quanto fin qui detto richiede, però, l?elaborazione di un modello di sviluppo che consenta il passaggio da strategie indirizzate a promuovere il settore dei beni culturali a strategie dove la valorizzazione delle risorse culturali localizzate attivi processi integrati di sviluppo dell?intero sistema locale. E? necessario, dunque, definire obiettivi condivisi, che concilino gli interessi e le azioni di soggetti diversi fra loro e allo stesso tempo connettere attività finora ritenute proprie del processo di valorizzazione dei beni culturali con attività di settori ?estranei?.
In questo quadro, l?Amministrazione Comunale nel suo complesso si vuole assumere, accanto al compito istituzionale di coordinamento, quello di garante delle condizioni, capaci di stimolare forme organiche di partenariato fra soggetti pubblici e privati, determinando quanto più possibile la partecipazione del settore privato agli investimenti e alla gestione del sistema territoriale dei beni culturali e ambientali.

La valorizzazione delle risorse culturali e ambientali
Tale ?esperimento? a pieno titolo, si potrebbe definire una riscoperta globale del senso di identità delle collettività che gravitano nell?isola; in particolare si evidenzia la necessità di recuperare, tutelare e valorizzare il patrimonio storico, culturale, archeologico e ambientale degli enti pubblici territoriali oggi quanto mai consapevoli del valore autentico ed insostituibile di tali preziose testimonianze del passato e della natura. Conservazione, tutela e riqualificazione in funzione della fruizione e diffusione della cultura nel senso più ampio, della riorganizzazione dei servizi della pubblica amministrazione e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali locali, sono i presupposti sui quali si intende fondare un patto fra i due Comuni dell?isola.

Tipologia di interventi

Già in questa fase è possibile prevedere la tipologia che gli interventi dovrebbero possedere:
- Interventi tesi alla creazione di circuiti culturali per favorire lo sviluppo delle presenze turistiche, aumentando la fruibilità delle risorse del patrimonio storico-culturale e ambientale.
- Interventi di completamento, sistemazione e restauro dei siti archeologici, (sistemazioni esterne, scavi, coperture, acquisizione siti di rilevante interesse).
- Avvio di nuove campagne di scavo nei siti nuragici di notevolissimo interesse storico-scientifico e naturalistico (Grutt?i Acqua, Corongiu Murvonis per citarne solo alcuni, ma si potrebbe cominciare indagando i siti del forte ?Su Pisu?) mediante il coinvolgimento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Soprintendenze Archeologiche, Istituzioni Universitarie ed Enti di Cultura nazionali e stranieri (p.es. accordo Italia-USA 2001 per un progetto integrato per gli scambi culturali che per Sant?Antioco si svilupperebbe nell?ambito degli scavi). Coinvolgimento dei Gruppi di Volontariato Archeologico.
- Interventi finalizzati al miglioramento della fruibilità dei beni culturali e ambientali (segnaletica, materiale informativo, adeguamento e dotazione spazi di servizi e centro visite, creazione di un portale beni culturali).
- Attività di documentazione (catalogazione e riorganizzazione delle emergenze storiche, museali, archivistiche, ecc.)
- Interventi finalizzati alla messa in rete (dotazione di attrezzature informatiche e telematiche, realizzazione dei cataloghi multimediali ecc.)
- Creazione di un Centro di documentazione sulla storia dell?isola e del Santo (valorizzazione della sagra di Aprile e di Agosto, istituzione borse di studio per giovani laureandi e laureati per progetti di ricerca nei diversi fondi documentari che conservano testimonianze sul Santo e sulla sua festa: Iglesias, Cagliari, Musei Vaticani, Torino, Barcellona, Madrid, Simancas, Santiago di Compostela)
- Istituzione del Parco letterario Isola di Sant?Antioco (ricostruire i percorsi dei grandi scrittori viaggiatori che hanno visitato l?isola e istituzione di un premio letterario)
- L?isola del Carignano (recupero del vitigno autoctono, piano particolareggiato del territorio, il vino e la sua antica storia come promozione dell?isola e del suo territorio, creazione di spazi museali, in forte sinergia con la cantina patrimonio economico e sociale di tutta la comunità).
- Le rotte del sale (Su para e Sa mongia così simili ai menhirs bretoni ? gemellaggio con la Bretagna e con le saline di Guerandes, risanamento e recupero produttivo delle lagune, percorsi naturalistici nelle zone umide del basso Sulcis, ecc ).

Recupero e valorizzazione dei beni storico culturali e ambientali
Scopo essenziale dell?azione è la salvaguardia e recupero dei beni suddetti, specie di quelli a ?rischio? di proprietà degli enti pubblici, attraverso la prima fase di ricerca storica ai fini della valorizzazione e diffusione del patrimonio storico culturale locale.
Difatti, è la conoscenza approfondita delle risorse culturali e ambientali lo strumento principale di qualificazione del territorio, di promozione turistica, e diffusione della storia locale oltre il confine provinciale e regionale.

Promozione turistica e informazione
Promozione turistica significa essere consapevoli dell?esistenza di risorse culturali inesplorate; significa, altresì, riuscire ad informare correttamente sulle peculiarità di specifiche aree geografiche; è, inoltre, conoscenza mirata di microcosmi che per la loro storia acquistano un interesse sempre più crescente agli occhi non solo del visitatore, ma anche di quanti vivono quotidianamente in quei contesti.
Recuperare l?identità locale è l?obiettivo cui tendere attraverso: la ricostruzione della storia delle comunità, la riqualificazione di paesi e contesti urbani poco noti o del tutto sconosciuti al visitatore, la pianificazione di collegamenti strutturali e ambientali nell?area, la riscoperta di usi e tradizioni più genuine in via di estinzione, la ricostruzione e diffusione di un passato spesso ignoto e trascurato, la promozione di iniziative che rilancino antiche attività artigianali e commerciali un tempo fiorenti (arte dei vasai, del ferro battuto, del rame, della tessitura, della manifattura locale, ecc.).

Collegamento con il mondo della scuola
Anche il mondo della scuola deve essere partecipe di questi segnali di novità degli orizzonti culturali locali.
Programmare, attraverso la scuola, interventi di recupero del nostro patrimonio culturale è un obiettivo stimolante e rassicurante in quanto garantisce, per il futuro, una maggiore consapevolezza dell?importanza di tali giacimenti culturali.

Distretto culturale istituzionale
Stimolare la Regione Sarda nel promuovere una legge che assegni i diritti di proprietà sui prodotti della tradizione locale. Il diritto alla denominazione di origine, come il copyright, la tutela di un marchio o di un particolare design hanno conseguenze virtuose particolarmente interessanti:
- creando un privilegio monopolistico, consentono un aumento dei prezzi e in definitiva dei redditi, che contribuisce ad una sostanziale accumulazione di capitale;
- la tutela giuridica, di fatto, genera gli incentivi corretti affinché i produttori trovino il loro tornaconto nell’investimento e valorizzazione di prodotti che una lunga tradizione culturale ha selezionato;
- la tutela giuridica e gli incentivi economici portano ad un maggiore controllo dei processi produttivi e distributivi con un notevole aumento della qualità dei prodotti.
Tra gli aspetti culturali spiccano la valorizzazione di fiere e festival legati alle tradizioni culturali; il recupero del patrimonio storico; l’uso del paesaggio come risorsa economica; la diffusione di ecomusei, centri culturali ed enoteche; la creazione di parchi letterari e artistici; lo sviluppo dell’industria turistico-alberghiera; l’istituzione di università dei beni culturali.

La GA intende dare spazio alle elezioni comunali che si terranno a Sant’Antioco nella prossima Primavera. Lo fa pubblicando i programmi elettorali delle varie coalizioni che scenderenno in campo per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio Comunale.
Le coalizioni che vogliono vedere pubblicato sulla GA il proprio programma elettorale possono farlo mandandolo via mail al nostro indirizzo: gazzettantiochense@tiscali.it