Archivio

Archivio Gennaio 2007

EDITORIALE – Strade senza senso

30 Gennaio 2007 45 commenti


EDITORIALE

STRADE SENZA SENSO

Parliamo di strade.
I numerosi incidenti causati dalle condizioni della rete stradale nel Sulcis Iglesiente hanno riportato in auge un problema che, passato in secondo piano o meglio trascurato per lungo tempo, si è riproposto in tutta la sua drammaticità negli ultimi tempi. E, come sempre, per riprendere a parlare di un problema deve succedere il fatto tragico.
Bè, fatti tragici purtroppo ne sono accaduti diversi. Numerose vite sono state stroncate da paurosi incidenti in auto o in moto, causati dall?incuria in cui versano i manti stradali del nostro territorio.
La situazione oramai è divenuta davvero tragica e insostenibile. Sia all?interno dei centri urbani che nelle strade extraurbane che nelle strade statali le condizioni dell?asfalto (o meglio di quello che è rimasto) sono spesso penose e ai limiti della praticabilità. E diversi incidenti sono stati causati dal pessimo stato delle carreggiate.
Pensiamo alla Strada Statale 126 che rappresenta in pratica la spina dorsale del Sulcis Iglesiente.
In alcuni tratti questa strada si fa realmente pericolosa. Sono tantissimi gli incidenti registrati su questo tratto ogni anno, eppure le cose non sono mai cambiate. Quante persone dovranno ancora perdere la vita prima che questa strada venga messa in sicurezza?
Sentiamo parlare di sviluppo della nuova Provincia. Ma questo sviluppo dovrebbe partire innanzitutto dalle cose più essenziali per un territorio, e cosa c?è di più basilare di avere delle strade decenti, percorribili e in buono stato?
Per questo ci pare giusto segnalare questo problema. La 126 ha bisogno di nuova e più adeguata segnaletica, di luci che ne segnalino i pericoli, le curve, i dossi, di essere allargata in alcuni tratti davvero pericolosi per gli automobilisti.
Da tempo ci chiediamo perché non si fa nulla per dotare la strada statale di 4 corsie: è davvero un?impresa impossibile? A noi pare di no. In un mondo dove si costruiscono strade e città persino nel deserto ci pare paradossale che non si possa allargare una strada già esistente.
Pensate solo al beneficio che ne avrebbe la circolazione nel Sulcis Iglesiente se la strada che da Iglesias va a Sant?Antioco, passando per Carbonia, fosse a 4 corsie. Tempi di percorrenza più brevi, diminuzione degli incidenti stradali e quindi più sicurezza per gli automobilisti, migliori comunicazioni tra paesi e finalmente si vedrebbe qualcosa di concreto e utile per i cittadini di questa nuova Provincia.
La 126 si sta sgretolando, giorno dopo giorno, sotto il peso dei mezzi pesanti che costituiscono un pericolo per la circolazione, un rallentamento del traffico e, diciamolo pure, una noia per gli automobilisti costretti a procedere a passo d?uomo e incolonnati ogni qualvolta ci si trovi davanti un camion per l?impossibilità di effettuare un sorpasso in sicurezza.
Ecco un altro motivo per cui le 4 corsie sarebbero davvero la soluzione ideale. È chiedere tanto? A noi non sembra.
A onor del vero l?amministrazione provinciale ha previsto degli interventi su numerose strade del Sulcis Iglesiente, compresa la Statale 126. Interventi che saranno senz?altro utilissimi e sono un primo concreto passo verso quel miglioramento delle vie di comunicazione nel territorio.
Ci sembra però che non si faccia abbastanza per migliorare la sicurezza e la circolazione. Nel 2007 pensiamo che una strada almeno a 4 corsie sia dovuta agli abitanti del Sulcis Iglesiente. Migliorerebbe lo sviluppo della zona, ne beneficerebbe il turismo e, soprattutto, avremmo meno vittime causate da incidenti stradali. Vi pare poco?
La situazione non è rosea nemmeno all?interno dei centri abitati della Provincia.
Prendiamo come esempi lampanti una cittadina come Sant?Antioco, la terza del Sulcis Iglesiente. Le condizioni in cui versano le vie della cittadina lagunare sono pessime, al punto che in alcune strade, anche in pieno centro storico, è quasi divenuto impossibile transitare. Enormi buche e mancanza di manto asfaltato mettono continuamente a rischio la vita di chi vi transita, soprattutto in moto. Pensate che lo scorso anno una arteria centralissima come via Garibaldi è stata asfaltata solo dopo che un giovane ragazzo ha perso la vita in un tragico incidente in scooter. Cosa hanno fatto gli amministratori fino ad ora? È chiedere tanto se i cittadini pretendono almeno strade asfaltate e sicure? La manutenzione dei manti stradali non dovrebbe essere un servizio abituale per qualsiasi amministrazione comunale?
Un secondo esempio è la situazione della piccola frazione di Barega. Da tempo ormai i cittadini di questo piccolo centro chiedono un intervento delle amministrazioni competenti, cioè i comuni capoluogo di Iglesias e Carbonia, affinché vengano sistemate, asfaltate e messe in sicurezza le strade, diventate ormai intransitabili e pericolose a causa delle enormi buche nascoste da tratti di vegetazione che ne impediscono la visibilità.
Ma questi sono solo due esempi lampanti delle pessime condizioni in cui si trovano le strade di tutto il Sulcis Iglesiente. Basterebbe una presa di coscienza generale, dalla amministrazione provinciale a quelle comunali, per cominciare a lavorare per il miglioramento di tutta la rete stradale della Provincia, sia all?interno dei paesi che nelle principali arterie che li collegano.
Per favore, non aspettiamo l?ennesimo incidente prima di intervenire.

Dì la tua sul FORUM !

ATTUALITÀ ? Ifold, anche nel Sulcis Iglesiente i corsi di formazione non partono

26 Gennaio 2007 7 commenti


ATTUALITÀ

IFOLD, ANCHE NEL SULCIS IGLESIENTE I CORSI DI FORMAZIONE NON PARTONO
Sarebbero dovuti iniziare a Dicembre

Il 18 Dicembre scorso sarebbero dovuti cominciare in tutta la Sardegna i corsi di qualificazione professionale del programma ?Parnaso? per operatori museali, promossi dall?istituto di formazione professionale Ifold. Tra le sedi prescelte per la svolgimento di uno dei corsi c?è anche Carbonia, nella sede dell?Ifold in via Mazzini. Ma ancora i corsi non hanno avuto inizio.
La nuova legge sui beni culturali e archeologici, varata dal Consiglio Regionale, si pone come obiettivo il riordino del sistema museale nell?Isola, con la dotazione di strumenti adeguati e di personale altamente qualificato e specializzato. Secondo questa legge, ogni museo dovrà avere al suo interno professionalità riconosciute e con incarichi precisi come quelle di direttore, curatore, responsabile delle attività formative e didattiche, addetto alla manutenzione e ai sistemi di sicurezza. Tutte figure che allo stato attuale delle cose oggi mancano nei musei sardi e nei siti archeologici, oppure questi incarichi sono affidati alla volontà di figure non qualificate (spesso dipendenti comunali senza alcuna qualifica e non retribuiti).
Il Programma Parnaso per il POR Sardegna 2000-2006 prevede così l?avvio di corsi per la formazione di queste nuove figure professionali, per un totale di 900 corsisti divisi esattamente a metà tra qualificazione professionale di personale del tutto nuovo e riqualificazione di personale già operante nel settore dei beni culturali. Dai corsi dovranno quindi uscire ben 450 nuovi posti di lavoro per giovani disoccupati sardi in possesso di laurea. I profili da formare sono numerosi, divisi in varie schede, e i corsi dovranno conferire alla fine due importanti qualifiche previste dalla nuova legge: ?tecnico dei servizi educativi nei musei? e ?tecnico con funzioni di promozione esterna? Inoltre, la legge regionale prevede anche l?apertura di nuovi poli museali in tutta l?Isola, dove queste nuove figure professionali sarebbero state con tutta probabilità inserite.
I corsi prevedono 600 ore ciascuno di attività didattica, con l?obbligo di partecipazione a uno stage al di fuori della Sardegna, in Umbria o nel Veneto, dove ci sono già realtà molto avanzate nel settore dei beni culturali e dove i corsisti potranno fare esperienza diretta dei loro futuri ruoli all?interno delle strutture sarde.
Il bando per la partecipazione ai corsi è uscito nel Settembre 2006 sul sito dell?Ifold, uno degli istituti di formazione professionali con maggiore esperienza e anzianità in Sardegna, e il 6 ottobre scorso è scaduto il termine per la presentazione delle domande. Alla fine l?Ifold ha ricevuto circa 3000 domande di partecipazione ai corsi.
Nel mese di Novembre 2006 escono le graduatorie con i prescelti per la partecipazione ai corsi che, secondo calendario pubblicato sul sito dell?Ifold, avrebbero dovuto avere inizio il 18 Dicembre scorso.
Ma i corsi non sono mai iniziati. Vengono improvvisamente congelati e poi sospesi in mezzo a polemiche sulle graduatorie, prima definitive e poi divenute improvvisamente provvisorie. L’Ifold si difende chiamando in causa la Regione e chiedendo ufficialmente di rivedere i criteri di accesso ai corsi.
Ma in realtà ancora non si capisce bene il perché della sospensione dei corsi.
Pare che la sospensione sia dovuta all?esclusione, quanto mai paradossale, dalle graduatorie dei possessori di laurea in Operatori culturali per il turismo, in quanto il Miur non considera tale laurea ?umanistica? (come appunto previsto nel bando) bensì ?sociale?. Scoppiano le polemiche e l?Ifold decide di rimandare la partenza dei corsi in attesa che la Regione faccia chiarezza sui criteri di accesso ai corsi di formazione.
Così tutti i giovani inseriti nelle prime graduatorie sono in attesa di avere spiegazioni sul perché questi corsi ancora non sono partiti. Il silenzio dell’assessorato regionale al Lavoro, infatti, fa regnare l’incertezza sulle domande presentate dai tremila ragazzi sardi, aspiranti corsisti.
Anche a Carbonia, nella sede prescelta per il corso di formazione nel Sulcis Iglesiente, una quindicina di ragazzi, in possesso di laurea e dei requisiti richiesti dal bando, aspettano di sapere qualcosa.
Quando avranno inizio i corsi? Le prime graduatorie, nelle quali erano stati inseriti, sono ancora valide? Perché le graduatorie, prima pubblicate nel sito web dell?Ifold, ora sono scomparse?
Un corso che, per una volta, poteva davvero portare nuovi posti di lavoro in tutta la Sardegna e per alcuni giovani del Sulcis Iglesiente, rimane ancora fermo al palo, stoppato dalle polemiche e da beghe burocratiche che ancora non sono state risolte. Queste nuove figure professionali sarebbero infatti davvero indispensabili in un territorio come quello della nostra Provincia, ricco di siti archeologici e di alcuni dei musei più belli di tutta la Sardegna e d?Italia. Nuove professionalità sono assolutamente indispensabili per lo sviluppo del turismo legato ai beni culturali e per la promozione dei numerosi siti archeologici del nostro territorio. La formazione di questi giovani potrebbe quindi rispondere a queste esigenze.
Invece è passato più di un mese dal 18 Dicembre, data in cui avrebbero dovuto iniziare i corsi, e ancora non si sa nulla. Sul sito dell?Ifold delle graduatorie definitive non vi è nemmeno l?ombra e tutti i giovani sardi, in particolare quelli che già erano pronti a partire con la formazione, devono ancora attendere che la situazione si sblocchi.
Sarebbe davvero ora che la Regione facesse sapere qualcosa al riguardo. Perché tantissimi giovani attendono ed è giusto che sappiano se parteciperanno o no a questi ambitissimi corsi.

- LEGGI LE NEWS
- DISCUTINE SUL FORUM

SPONSOR
SHOP @
FAI SHOPPING CON LA GA
VAI ALLE OFFERTISSIME

POLITICA – Il bando per l’area Palmas Cave

25 Gennaio 2007 3 commenti


POLITICA

IL BANDO PER L’AREA PALMAS CAVE
E’ già uscito il bando per l’affitto dell’area dell’Isola di Sant’Antioco

DAL SITO DELLA REGIONE SARDEGNA:

Scadono il 16 aprile 2007 i termini per la presentazione delle offerte per l’affitto per cinquant’anni di un compendio immobiliare di particolare interesse paesaggistico, sito in località “Su monte de su Sennori” (270 ettari) nel Comune di Sant’Antioco (Provincia Carbonia-Iglesias), a fini della sua valorizzazione economica, turistica, naturalistica e ricettiva.

Cagliari, 19 gennaio 2007 - La Regione Autonoma della Sardegna – su procura della Società Palmas Cave Srl in liquidazione – intende procedere tramite gara all’affitto per cinquant’anni di un compendio immobiliare di particolare interesse paesaggistico, sito in località “Su monte de su Sennori” (270 ettari) nel Comune di Sant’Antioco (Provincia Carbonia-Iglesias), a fini della sua valorizzazione economica, turistica, naturalistica e ricettiva.
Le volumetrie consentite a questo scopo sono di 60mila metri cubi, consentiti nell’area interessata all’attività di cava.

La gara si svolgerà secondo le regole previste per le procedure aperte, in un’unica fase e sarà aggiudicata all’offerta economicamente più vantaggiosa.
L’importo a base d’asta è di Euro 7.500.000,00 – pari al valore del canone annuo di Euro 150.000,00 moltiplicato per cinquanta annualità.
Saranno ammessi a partecipare i soggetti aventi i requisiti indicati ai punti 7, 8 e 9 del bando di gara e che abbiano preso parte alla procedura informativa (due diligence) di cui al punto 6) del citato bando.
Le offerte dovranno pervenire, a pena di esclusione, entro le ore 13.00 del 16 aprile 2007.

Consulta il Bando di Gara

- LEGGI LE NEWS
- DISCUTINE SUL FORUM

CRONACA ? Barega, una frazione dimenticata

23 Gennaio 2007 1 commento


CRONACA

BAREGA, UNA FRAZIONE DIMENTICATA
Istituzioni sorde a tutti gli appelli dei cittadini

Barega, la piccola frazione sospesa a metà strada tra i due capoluoghi della Provincia del Sulcis Iglesiente, Carbonia e Iglesias, chiede da tempo aiuto. E sembra proprio che nessuno abbia realmente intenzione di offrire questo aiuto a questo piccolo agglomerato di case.
Ormai da due anni infatti gli abitanti di questa piccola frazione portano avanti una personalissima battaglia per segnalare le gravissime condizioni di carenza e di pericolo in cui si trovano le strade rurali che portano al borgo agricolo. Gli abitanti vanno così avanti fra assemblee, riunioni, petizioni e lettere alle varie amministrazioni e al Prefetto, ma finora nulla è servito per dare alla frazione strade più decenti e servizi migliori.
In sostanza, gli abitanti chiedono un intervento d?urgenza che possa mettere in sicurezza le strade sterrate diventate davvero molto pericolose a causa delle profonde cunette che sono divenute invisibili perché coperte da una folta vegetazione che ne impedisce la vista, un?insidia per chi circola in queste strade.
La mancanza di opere idriche ha invece causato, lo scorso anno, in concomitanza con le forti piogge, ingenti danni alle coltivazioni e ad alcune serre. Nulla è stato fatto. E se le piogge insistenti dovessero tornare anche quest?anno il pericolo che questi danni si ripetano è concreto.
Inizialmente la protesta era stata rivolta verso le amministrazioni di Iglesias e di Carbonia, in quanto il piccolo borgo è dal punto di vista amministrativo diviso tra le due cittadine-capoluogo del Sulcis Iglesiente, che tuttavia al di là di un interessamento verbale sono sempre rimaste indifferenti di fronte alle condizioni in cui versa la frazione.
I reclami sono poi stati diretti al Prefetto, che ha invitato le amministrazioni competenti di Iglesias e Carbonia ad attivarsi per occuparsi della faccenda-Barega. Ma anche questa presa di posizione da parte del Prefetto di Cagliari, Efisio Orrù, non ha sortito alcun effetto.
E anche il gruppo ?Progetto per Carbonia? recentemente aveva presentato in aula una interrogazione per rammentare al sindaco Cherchi e al consiglio comunale la situazione di disagio dei cittadini di Barega.
Così, l?ultima azione intrapresa dai rappresentanti della frazione è stata quella di inoltrare un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Cagliari, per segnalare le gravi condizioni in cui viene a trovarsi questo piccolo agglomerato, che pare davvero essere stato dimenticato dagli amministratori competenti e lasciato al suo destino.
Quello che più fa discutere è che il comune di Carbonia ha messo a disposizione un fondo di ben 70 mila euro per i lavori nelle zone della frazione di propria competenza. Ma a tutt?oggi gli interventi non sono ancora stati avviati e gli abitanti di Barega si sentono doppiamente presi in giro e naturalmente si chiedono il perché questi lavori ancora non abbiano avuto inizio.
Da parte dell?amministrazione comunale di Iglesias invece tutto tace.
Rimangono così i disagi e i problemi per gli abitanti di questa piccola frazione che, dopo due anni dalla segnalazione di questi disagi, ancora non hanno visto alcun intervento da parte degli organi competenti per porre rimedio a questa assurda situazione.
Adesso si spera che almeno la segnalazione alla Procura della Repubblica di Cagliari riesca a smuovere le acque e a far partire i lavori.

- LEGGI LE NEWS
- DISCUTINE SUL FORUM

SPONSOR
SHOP @
FAI SHOPPING CON LA GA
VAI ALLE OFFERTISSIME

POLITICA ? Piano sanitario regionale approvato tra le polemiche

22 Gennaio 2007 Commenti chiusi


POLITICA

PIANO SANITARIO REGIONALE APPROVATO TRA LE POLEMICHE
L?ospedale Fratelli Crobu di Iglesias è destinato alla chiusura

Il Piano Sanitario Regionale è stato approvato.
Le novità sulla sanità in Sardegna stanno tutte in un documento di 160 pagine approvato dalla Giunta regionale dopo mesi di scontri e polemiche. Alla fine però l?approvazione è arrivata dopo una seduta del Consiglio piuttosto accesa, che ha visto in aula diversi scontri piuttosto animati. E mentre i rappresentanti della maggioranza esultano per il risultato raggiunto, gli ?avversari? politici dell?opposizione parlano di devastazione e di smantellamento della Sanità e in particolare della rete ospedaliera della Sardegna.
Ma vediamolo più nel dettaglio questo contestatissimo Piano Sanitario proposto dall?assessore regionale alla Sanità, Nerina Dirindin.
Il Piano individua cinque obiettivi prioritari da raggiungere.
Il primo obiettivo riguarda la cura delle malattie ad ?alta specificità? per la Sardegna (diabete mellito, sclerosi multipla, celiachia, talassemia). Il secondo riguarda la cura delle patologie di ?particolare rilevanza sociale? (Alzheimer, demenze, disturbi reumatici, autoimmunitari e endocrini). Terzo obiettivo è la cura delle patologie ?con maggiore incidenza epidemiologica? (disturbi vascolari, respiratori, circolatori, asma e patologie allergiche). Il quarto riguarda la cura delle malattie oncologiche (che sono la seconda causa di morte nell?Isola). Il quinto è rivolto agli interventi per la cura mentale.
Ma le polemiche sono sorte soprattutto per la riorganizzazione dei posti letto e della rete degli ospedali in Sardegna e a Cagliari in particolare. Il piano prevede, entro il 2009, un taglio del 10 per cento dei posti letto totali nell?Isola, per adeguarsi ai parametri nazionali che prevedono 4,5 posti letto ogni 1000 abitanti (si passerà dagli attuali 7824 posti tra pubblico e privato a 7102 posti). Mentre i posti letto ?per acuti? saranno ridotti del 20 per cento (si passerà dagli attuali 7643 posti a un totale di 6075 posti letto). Sarà inoltre potenziata la radioterapia e ridotta la lungodegenza, compensata però con un ricorso maggiore ai ricoveri in day-hospital e day-surgery.
Il Piano prevede la costruzione di un nuovo grande ospedale nell?area di Cagliari dove a tutt?oggi operano l?ospedale Marino e il Santissima Trinità, che sono considerati obsoleti e destinati alla chiusura totale. Nuovi ospedali sono previsti anche a Sassari, San Gavino e Alghero. A Olbia sarà completato quello in costruzione, ma sorgerà anche il San Raffaele (ospedale privato). Verranno ridimensionate le strutture ospedaliere di Ittiri, Thiesi, Isili, Sorgono e Muravera.
Ma quel che più riguarda da vicino la nostra Provincia è il provvedimento nei confronti dell?ospedale Fratelli Crobu che, come già anticipato più volte, è destinato alla chiusura totale.
L?ospedale di Iglesias, che pareva destinato a divenire struttura di eccellenza per alcune malattie particolari e ad accogliere alcuni reparti specifici, sarà invece chiuso del tutto. Questa è la decisione della Giunta regionale nei confronti della struttura iglesiente.
Il Sulcis Iglesiente vedrà quindi ridotta ancora di più la propria offerta sanitaria.
Un Piano Sanitario che è destinato a far discutere ancora a lungo e ad alimentare ancora molte polemiche, anche perché i tagli previsti porteranno inevitabilmente anche a numerosi tagli di personale.

NELLA FOTO: L’Assessore regionale alla Sanità, Nerina Dirindin

ATTUALITA’ – Presto nascerà la "Strada del Carignano"

18 Gennaio 2007 Commenti chiusi


ATTUALITA’

PRESTO NASCERA’ LA “STRADA DEL CARIGNANO”
La Provincia promuove il Carignano del Sulcis Doc

E’ in fase di partenza la “Strada del Carignano”.
Il famoso vino che nasce dai vigneti del Sulcis Iglesiente e che possiede il prestigioso riconoscimento di vino DOC verrà valorizzato attraverso un progetto che la Regione Sardegna ha intenzione di realizzare al più presto e che deriva dalla delibera n. 45/14 del 7.11.2006, contenente le direttive di attuazione e il relativo programma di spesa della legge 27 Luglio 1999. Una delibera che appunto disciplina ?le strade del vino? e promuove la loro fruizione in quanto importante strumento di marketing territoriale in varie zone della Sardegna e, fra queste, anche il Sulcis Iglesiente.
Secondo quanto previsto dalla giunta regionale si tratta di itinerari turistici che saranno identificati da un apposito logo e da segnaletica distintiva, lungo i quali verranno evidenziati quei valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole, singole o associate, aperte al pubblico, e che sono inseriti in una cornice naturalistica e culturale fortemente caratterizzante.
Le “strade del vino” proposte dalla Regione Sardegna costituiscono un importante strumento di marketing territoriale in quanto, attraverso la promozione del vino e delle produzioni tradizionali di qualità, si facilita la conoscenza del territorio e del connubio territorio ? prodotto e nella nostra regione saranno cinque per la valorizzazione di cinque famosi vini sardi: il Canonau, il Vermentino, la Malvasia e la Vernaccia, il Nuragus e naturalmente il Carignano.
La Provincia di Carbonia Iglesias al fine di promuovere la costituzione del comitato promotore per la creazione della ?Strada del Carignano? ha così organizzato, lunedì 15 Gennaio, una riunione dove sono state invitate le aziende di ricezione turistica, le aziende agricole ed altre aziende di trasformazione di prodotti tipici, le enoteche e le botteghe del vino, le aziende agrituristiche, le aziende di ristorazione, operanti nei comuni della Provincia che comprendono l?areale di produzione del Carignano del Sulcis Doc e cioè Calasetta, Carbonia, Carloforte, Giba, Masainas, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant?Anna Arresi, Sant?Antioco, Tratalias e Villaperuccio.
Durante questa riunione sono appunto state illustrate le finalità ed i contenuti del progetto ?Le Strade del Vino in Sardegna?. La partecipazione alla riunione è stata piuttosto numerosa e sono così state gettate le basi per la costituzione del Comitato Promotore che avrà il compito in concreto di creare la “Strada del Carignano”, la quale comprenderà una segnaletica specifica riferita alle strade del vino e di altri prodotti agroalimentari del territorio, la creazione di centri di accoglienza e di informazione, l’istituzione di musei della vite e del vino e di enoteche territoriali, attività di formazione e di promozione.
La “Strada del Carignano” potrà dunque rappresentare un’occasione di sviluppo e di marketing per tutto il territorio del Sulcis Iglesiente, che vanta sicuramente una tradizione vinicola d’eccellenza con prodotti di prima qualità e che potrà trarre ampio beneficio da questa iniziativa se opportunamente organizzata e gestita.

- LEGGI LE NEWS
- DISCUTINE SUL FORUM

SPONSOR
SHOP @
FAI SHOPPING CON LA GA
VAI ALLE OFFERTISSIME

GA – I Vostri Messaggi

16 Gennaio 2007 18 commenti


GA

I VOSTRI MESSAGGI

La Gazzettantiochense dà spazio a chiunque voglia lasciare un messaggio ma non si assume alcuna responsabilità su quanto scritto dai lettori.

PER INVIARE I MESSAGGI
E-mail: gazzettantiochense@tiscali.it
_________________________________________________

GENNAIO 2007

Finché continueranno ad accadere cose come quelle successe la notte di Capodanno all?hotel di Coequaddus a Sant?Antioco continueremo a rimanere al nostro squallido livello. Imbroglioni che vogliono solo far soldi approfittandosi della gente. Complimenti a chi ha organizzato questo ?bel? cenone. Poi ci chiediamo perché i turisti non tornano più? (Un lettore)

Complimenti ai dirigenti e ai giocatori del Gonnesa per il loro comportamento nel derby col Sant?Antioco. Avete proprio dato un esempio di antisportività unica. E tutte le bugie che vi siete inventati? Vergognatevi! (Antiochense)

La strada da Calasetta fino a Iglesias deve diventare a 4 corsie. Basta con tutte queste vittime di incidenti stradali. (Una lettrice)

Mentre il Governo, questo come quello precedente, continua a chiedere soldi le condizioni in cui versano gli ospedali e la sanità in Sardegna e in particolare qui nel Sulcis Iglesiente sono ormai pietose. Intanto hanno inserito questa ?bella novità? della tassa della finanziaria sulle ricette, proprio una bella trovata. 10 euro ogni ricetta. È uno scandalo! (Franco, Carbonia)

Perché Antonello Murroni ha lasciato la guida del Carbonia? Nessuno si è sprecato a spiegare le vere motivazioni. Intanto abbiamo comprato tanti nuovi giocatori e la squadra va sempre peggio. Bravi bravi, continuate così! (Un tifoso deluso)

Perché non parlate più di aeroporto e università nel Sulcis Iglesiente? (Giovanna di Iglesias)

Ma possibile che a Sant?Antioco non ci sia un cinema vero? Siamo costretti ad andare a Carbonia o ancora meglio al Cineworld di Iglesias per assistere a delle programmazioni e a dei servizi decenti. O volete dirmi che quel buco in via Eleonora è un cinema? (Stefano, Sant?Antioco)

Avete visto in che condizioni sono le scuole di Carbonia? Perché non venite a farvi un giro e poi fate un bell?articolo. Chissà, magari così qualcuno si sveglia. (Una studentessa)

Finalmente si è mossa la Regione per sfruttare le aree della Sardamag e della Palmas Cave, se le avessero lasciate in mano ai soliti furbi del paese avremmo avuto solo altre ruberie. Spero davvero che questo bando porti a uno sviluppo per queste aree che tanto possono dare all?economia di Sant?Antioco. E spero che quelli che danno aria alla bocca, come certi politichetti o ex sindaci da quattro soldi, se ne stiano al loro posto e non si intromettono in faccende con non sono di loro competenza. Un plauso a Soru e alla Regione. (Alberto)

Ma è possibile che nelle case di via Matteotti a Sant?Antioco, quelle che stanno dietro la strada principale, ancora non ci sia l?illuminazione pubblica? Forse questi abitanti non ne hanno diritto? Abbiamo fatto domande su domande alle amministrazioni del paese e mai uno straccio di risposta. Dobbiamo continuare a vivere al buio? Per quanto ancora? (Una lettrice)

Sono stata in vacanza nel Sulcis, un territorio davvero stupendo, e ho visto la piazza di Carbonia. Devo dire che la piazza è bella ma quella scultura di Pomodoro è proprio un obbrobrio. (Una turista)

Vorrei denunciare la situazione dei marciapiedi di Carbonia ormai ricoperti di escrementi di cani. I maleducati però sono i padroni che non hanno alcun rispetto per gli altri e per la propria città. Complimenti! (Angela)

Anche io, come tanti altri messaggi che ho letto sulla GA, voglio denunciare lo stato pietoso delle strade del Sulcis. La statale 126 è una trappola mortale. Quante persone ancora dovranno morire prima di capire cha va allargata a quattro corsie? (Stefano di Carbonia)

Avete ragione quando scrivete che il nostro territorio sta lentamente morendo. Non c?è lavoro per nessuno, le infrastrutture fanno pena, i giovani stanno andando via, la popolazione continua a diminuire e nessuno fa nulla per rimediare a questa situazione. E la cosa più triste è che hanno fatto la nuova provincia solo per dare da mangiare a nuovi amministratori che pensano solo a scaldare le loro poltrone. Dove andremo a finire? (Laura, Carbonia)

Quante persone e quanti ragazzi ancora dovranno perdere la vita prima che le strade di Sant?Antioco vengano asfaltate ? (Lettore indignato)

La GA è davvero un blog carino e interessante. Però trovo che parli solo dei paesi più grandi del nostro territorio che invece è molto vasto e comprende anche altri paesi, più piccoli ma non per questo meno importanti. (Francy di Sant?Anna Arresi)

Provate a fare un giro nelle campagne e guardate quanti rottami abbandonati. Almeno questo inquinamento non potremo evitarcelo? (Un lettore)

Non chiediamo molto per i nostri figli, solo un posto di lavoro. Per quanto ancora dovremo vederli andare via da qui? (Una mamma)

Quanta sporcizia per le strade di Iglesias. Soprattutto nelle vie del centro. Possibile che chi ci amministra non se ne accorga? (Una lettrice)

Via i militari dalla base di Teulada! Ridateci la nostra terra! (Lettore di Teulada)

Vorrei chiedere alle autorità competenti: ma è possibile che in tanti paesi come il mio non ci sia ancora la linea Adsl ? Mica siamo nel terzo mondo? Siamo ancora costretti a navigare con la linea lentissima e che viene e va. (Anna, Fluminimaggiore)

INVIATE I VOSTRI MESSAGGI
E-mail: gazzettantiochense@tiscali.it

CRONACA – Clandestini: Sulcis nuova meta ?

10 Gennaio 2007 3 commenti


CRONACA

CLANDESTINI: SULCIS NUOVA META ?
Sempre più frequenti gli sbarchi nelle nostre coste

Tra gli ultimi giorni del 2006 e il primo gennaio 2007 sulle coste della Sardegna sono sbarcati ben 60 immigrati clandestini algerini, arrivati a bordo di piccole imbarcazioni di legno lunghe non più di 5 metri. Soltanto nella serata dell’ultimo giorno del 2006 sono sbarcati in 53, tutti giovani tra i 20 e i 30 anni. L’emergenza è stata ben affrontata dalle forze dell’ordine ed ha coinvolto oltre al personale della Questura di Cagliari e dei commissariati distaccati di Carbonia ed Iglesias, i reparti della Guardia di Finanza, dell?Arma dei Carabinieri e della Capitaneria di Porto. Due degli immigrati, considerati gli scafisti sono stati arrestati, mentre tutti gli altri sono stati trasferiti con un volo charter da Elmas, messo a disposizione dal Ministero dell?Interno, presso il centro di accoglienza di Crotone, in Calabria, dove dopo l?espletamento delle procedure relative al riconoscimento di nazionalità da parte dello stato di origine, saranno rimpatriati.
Gli immigrati sono approdati qui nel Sulcis, nei litorali delle nostre coste, tra tra Teulada e Sant’Anna Arresi, fra Porto Tramatzu e Porto Pino. Non è ancora chiaro se la destinazione finale del loro viaggio fosse la Sardegna o qualche altra regione europea, ma si può supporre che dopo l’intensificazione dei controlli tra la Spagna e Gibilterra e quelli davanti alla Sicilia è possibile immaginare nuovi punti d’approdo per le rotte dell’immigrazione clandestina. Nuova meta, in quanto fra le più vicine alle coste africane, potrebbe proprio essere la Sardegna e in particolare il Sulcis.
Proprio il nostro territorio, così vicino all’Africa, potrebbe rappresentare la nuova rotta della speranza per i clandestini. Un viaggio non troppo lungo e nemmeno troppo difficile dall´Algeria alla coste sulcitane, come prima tappa di un percorso che passa per la Corsica e prosegue nel resto d´Europa. Oppure, perchè no, per fermarsi qui alla ricerca di un lavoro, anche in nero e sottopagati. Un lavoro che è già difficile da trovare per chi qui ci vive ogni giorno.
E lo sbarco degli immigrati negli ultimi giorni dell’anno appena passato rappresenta la chiara dimostrazione di un fenomeno migratorio clandestino che comincia a crescere e prendere piede nella Sardegna e nel Sulcis in particolare. Se ne sono ben presto accorti anche i sindacati che dopo questi ultimi sbarchi cominciano a preoccuparsi. Marco Grecu, segretario della Camera del Lavoro del Sulcis Iglesiente, afferma che “con i dati degli ultimi giorni possiamo dire che si è creata una sorta di rotta della disperazione, con giovani che non raggiungono i trent´anni di età e viaggiano a bordo di piccole barche al limite della resistenza”.
L’allarme è stato lanciato. Ora si spera che al problema venga posto immediato rimedio, intensificando i controlli nelle acque fra la Sardegna e l’Algeria, in modo che il fenomeno non si allarghi a vista d’occhio comme avvenuto in altre parti d’Italia.

- LEGGI LE NEWS
- DISCUTINE SUL FORUM

SPONSOR
SHOP @
FAI SHOPPING CON LA GA
VAI ALLE OFFERTISSIME

POLITICA – La nuova Provincia avrà presto la sua targa automobilistica

9 Gennaio 2007 1 commento


POLITICA

LA NUOVA PROVINCIA AVRA’ PRESTO LA SUA TARGA AUTOMOBILISTICA
Da Febbraio dovrebbero circolare la vetture con la sigla CI

Le quattro nuove Province sarde avranno presto le loro targhe personali per le automobili.
Probabilmente già dal prossimo febbraio le nuove auto nel Sulcis Iglesiente saranno siglate CI, cioè Carbonia-Iglesias, appunto la sigla che identifica la nostra Provincia. Stessa cosa avverrà anche per le altre nuove province sarde: la sigla per la provincia del Medio Campidano sarà VS (Villacidro-Sanluri), per la provincia dell?Ogliastra sarà OG, mentre le la provincia della Gallura la targa sarà OT (Olbia-Tempio).
È stato il dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri a comunicare, attraverso una nota rivolta ai neonati enti, di aver appunto definito le nuove sigle identificative per le Province di recente costituzione. Le nuove diciture sono inoltre già state comunicate anche al Ministero delle Finanze, al Ministero dell’Interno, alla Regione e all’ufficio Anagrafico centrale.
Anche la nuova Provincia di Carbonia-Iglesias avrà dunque la propria targa automobilistica ufficiale.
Grande soddisfazione per i rappresentanti dei nuovi enti che vedono in questa decisione un importante riconoscimento politico, soprattutto dopo le tante polemiche degli ultimi mesi sulla reale valenza delle nuove province sarde, polemiche che avevano messo in discussione l’esistenza stessa degli enti di nuova istituzione.
Invece questo riconoscimento del Consiglio dei Ministri giunge per rimarcare che le automobili sulle strade delle nuove Province saranno targate con le sigle definite dallo Stato. Quello che invece non è ancora certo è quando i nuovi acronimi entreranno ufficialmente in circolazione. Per rispondere a ciò, proprio il presidente della nostra Provincia, Pierfranco Gaviano, ha affermato che nello scorso novembre è stata firmata una convenzione con l’ACI per la costituzione del Registro automobilistico nel Sulcis Iglesiente, i cui nuovi uffici dovrebbero essere dislocati a Iglesias entro questo gennaio, quindi in tempi molto brevi. Subito dopo potrebbero già circolare per le strade del Sulcis Iglesiente le prime automobili con le nuove targhe ufficiali.
Ma c?è un?altra importante notizia da segnalare. Già dal primo novembre scorso, infatti, il Sulcis Iglesiente (così come le altre nuove province) sta percependo le entrate dovute alle imposte pagate dai proprietari delle automobili di nuova immatricolazione che dovrebbero portare nelle casse del nuovo ente intermedio circa 2 milioni di euro all?anno. Entrate che fino a poco tempo fa finivano alle altre province e che invece ora faranno certamente comodo alle esigue casse della nostra Provincia. Per i cittadini non dovrebbero esserci oneri aggiuntivi.
Inoltre, gli abitanti delle nuove province potranno ora utilizzare le nuove sigle per inviare lettere o cartoline, sostituendole a quelle che indicavano i vecchi enti. Nel caso della nostra Provincia, la dicitura CA che definiva la vecchia provincia di Cagliari potrà essere definitivamente sostituita con la sigla CI che identifica la nuova Provincia di Carbonia-Iglesias. E anche i pubblici uffici dovranno adattarsi di conseguenza alle nuove disposizioni.

POLITICA – Il bilancio di metà legislatura

5 Gennaio 2007 Commenti chiusi


POLITICA

GIUNTA REGIONALE

IL BILANCIO DI META’ LEGISLATURA

Presentato a Cagliari dal Presidente della Regione, nel corso della conferenza stampa di fine anno, il bilancio di metà mandato dell’attività di governo cominciata a metà 2004. Un libro di cento pagine, destinato ai sardi “perché siano informati e nella condizione di partecipare allo sforzo di cambiamento della Sardegna”.

CAGLIARI, 29 DICEMBRE 2006 – “E’ un momento importante della legislatura: da qui a qualche giorno sono due anni e mezzo che il centrosinistra è al governo della Regione e che la nostra Giunta ha la responsabilità”. Il Presidente Renato Soru ha introdotto così davanti ai giornalisti riuniti nella saletta della Regione in via Roma, la tradizionale conferenza stampa di fine anno. “Sono due anni e mezzo e inizia la seconda parte della legislatura, di uguale durata – ha continuato – e quindi è sicuramente un momento importante di riflessione sull’attività svolta in questo anno, ma anche un momento doveroso di riflessione sull’attività svolta in questa prima parte della legislatura, sulle cose che sono state fatte, le cose che ancora rimangono da fare e che ci impegnano per la seconda parte della legislatura”. Annunciando la diffusione di una pubblicazione sull’attività di due anni e mezzo di governo, e mostrandola alla stampa, il Presidente della Regione ha detto: “Per questo abbiamo ritenuto utile ma anche doveroso, in quella volontà di trasparenza, di apertura, di chiarezza e di rendiconto delle cose che si fanno, presentare questo stampato, dove abbiamo voluto ripercorrere i diversi temi della campagna elettorale e del programma di governo, elencando semplicemente le cose appunto che erano state promesse, che ci eravamo impegnati a fare, e le cose che abbiamo già fatto e che ancora rimangono da fare”.
“Credo che sia stato un anno importante – ha aggiunto Renato Soru – in cui sono state realizzate parecchie cose, e che sia stata una prima parte di legislatura altrettanto importante, segnata dall’entusiasmo, dalla passione, dalla volontà di realizzare e di dare risposta a quella speranza e aspettativa forte che si era manifestata in Sardegna nel corso della ultima campagna elettorale per le regionali”.

“La Sardegna è nel mezzo sicuramente di un processo di cambiamento importante. E se pure – ha continuato il Presidente – in questi primi due anni e mezzo, in questi ultimi mesi di questo 2006 che si sta per concludere, ci sono stati momenti di disagio, momenti di confronto, anche aspro, mi sembra che questi ultimi giorni di questo 2006 segnino sempre di più la consapevolezza che probabilmente la Regione sta cambiando davvero, che sta cambiando nella sua organizzazione, che sta cambiando nel sistema della pubblica amministrazione; sta cambiando nella trasparenza, nella volontà di perseguire in maniera determinata gli interessi generali. Sta cambiando avendo in mente un’idea chiara di un possibile modello di sviluppo per la Sardegna: quello della maggior consapevolezza, della maggior assunzione di responsabilità, di maggior determinazione nel far rispettare i propri diritti. C’è la consapevolezza – ha detto Renato Soru – che un processo che miri al rispetto dei diritti della nostra Regione, e, coerentemente all’assunzione di responsabilità, nell’idea che i problemi della Sardegna debbano essere risolti innanzitutto dalla responsabilità dei suoi cittadini, c’è la consapevolezza che questo effettivamente sta portando dei risultati”.

“Ha portato dei risultati nella rideterminazione delle entrate della Regione, quindi nel suo riequilibrio finanziario; ha portato dei risultati, con un processo ancora in corso, nella diminuzione del peso delle servitù militari; ha portato dei risultati nella tutela dell’ambiente; quindi sta portando dei risultati in quelle categorie fondamentali per la convivenza civile, che stanno alla base della convivenza civile. C’è la consapevolezza che siamo in mezzo a un cambiamento importante nei processi di sviluppo e dell’economia della nostra regione. E la riscoperta nella valorizzazione dei saperi tradizionali, nell’agricoltura, nell’artigianato, nella tutela, nella salvaguardia di quello che rimane della grande industria in Sardegna, nel rafforzamento dei singoli settori produttivi. C’è la consapevolezza di un turismo possibile e sostenibile nel lungo periodo e capace di dare migliori risultati all’economia complessiva e alla società nel suo complesso della nostra regione”.

Il Presidente della Regione ha così continuato: “Credo che sia stato chiaro anche il percorso che è stato fatto anche nelle politiche dell’istruzione, della formazione, della scuola: nel sottolineare in maniera chiara il diritto e il dovere dell’istruzione scolastica fino a una certa età. Anticipando, come si è anticipato in Sardegna, un percorso, una decisione che ormai fa parte anche del nuovo governo nazionale. La Regione è impegnata nel rafforzamento del sistema scolastico, e anche nella prossima legge finanziaria, nei prossimi mesi, nell’interlocuzione con lo Stato, avremo la possibilità di portare a conclusione, di portare a termine delle politiche di rafforzamento sostanziale del sistema della scuola della nostra regione”.

Introducendo il tema della sanità e delle politiche sociali, il Presidente Soru ha continuato: “Credo che sia chiaro quello che si sta cercando di fare nel sistema sanitario della regione. Dopo circa 25 anni è in corso di approvazione in questi giorni, definitivamente, nell’Assemblea regionale, il Piano sanitario. Nelle scorse settimane è stata approvata la legge di riordino del sistema sanitario regionale, e in questi giorni appunto si approva il Piano sanitario: dando chiarezza di un progetto, chiarezza di un sistema che deve fornire il diritto alla sanità e il diritto alle politiche sociali ai nostri cittadini. La Regione – ha detto ancora Renato Soru – è all”interno di un processo di modernizzazione e di cambiamento importante. E a questo cambiamento, a questa modernizzazione vogliamo che partecipino tutti, e vogliamo arrivarci tutti assieme: i più forti ma anche quelli meno forti, quelli che hanno bisogno di un aiuto in più rispetto ad altri. E’ per questo che la Regione ha rafforzato le sue politiche sociali: ha rafforzato l’attenzione verso i più deboli, verso le persone che maggiormente hanno bisogno dell’aiuto degli altri. Sono aumentati gli investimenti nelle politiche di assistenza, nelle politiche sociali, gli investimenti nei piani personalizzati di assistenza, gli investimenti nella politica di far tornare a casa, per quanto possibile, persone che precedentemente venivano assistite in maniera non adeguata lontano da casa.
Sono state investite cifre importanti rilanciando la politica per la casa, rilanciando il diritto essenziale appunto all’abitazione”.

“Io credo che sempre di più nelle prossime settimane, nei prossimi mesi – ha detto il Presidente Soru, parlando degli impegni alla ripresa dell’attività nel nuovo anno – la Regione possa godere dei risultati di queste politiche di cambiamento che sono state messe in atto in questi primi due anni e mezzo e in questo ultimo anno, a cominciare dalla prossima legge finanziaria che verrà discussa nelle prossime settimane in Consiglio regionale appena terminerà la discussione del piano sanitario e della legge statutaria. E nella legge finanziaria, appunto, vedremo riassunte molte delle possibilità che sono state aperte in questi due anni e mezzo di lavoro duro, di lavoro appassionato, coerente con quelle che era il programma di governo, con quello che avevamo promesso ai sardi e con quello che i sardi si aspettavano”.

“E’ per questo che io, la Giunta, credo l’intero centrosinistra – ha concluso il Presidente prima di dare la parola ai giornalisti per le domande – vive questo fine anno in maniera piuttosto serena, con la consapevolezza del lavoro fatto e con la consapevolezza dei risultati che stanno arrivando e dei tanti risultati che continueranno ad arrivare nella prossima metà della legislatura”.

( da www.regione.sardegna.it )

- LEGGI LE NEWS
- DISCUTINE SUL FORUM

SPONSOR
SHOP @
FAI SHOPPING CON LA GA
VAI ALLE OFFERTISSIME