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Archivio Marzo 2007

POLITICA – Scatta la corsa alle amministrative di maggio

30 Marzo 2007 6 commenti


POLITICA

SCATTA LA CORSA ALLE AMMINISTRATIVE DI MAGGIO
Nell’isola sessantasei comuni al voto. Centrodestra in vantaggio

Olbia, Alghero, Oristano e Selargius. Sono questi i quattro grandi centri dell’isola che tornano alle urne per rinnovare i consigli comunali. Si vota il 27 e 28 maggio. Gli eventuali ballottaggi potrebbero essere fissati il 10 e 11 giuno. L’Unione Sarda e Videolina, intanto, hanno commissionato un sondaggio alla Coesis Research Srl. E il centrodestra parte in vantaggio, risulta dalle 1.559 interviste per un totale di 7.206 contatti.

La corsa verso le amministrative 2007 è partita, ma ci sono ancora tante nubi sulle candidature da presentare alle urne. È di pochi giorni fa il decreto ufficiale del presidente della Regione, l’Isola andrà al voto negli stessi giorni fissati per gli altri elettori italiani: domenica 27 e lunedì 28 maggio. Circa trecentomila sardi sono chiamati a ridisegnare 66 consigli comunali. Spicca il rinnovo delle amministrazioni a Olbia, Alghero, Oristano e Selargius: sono i quattro centri dell’Isola con più di quindicimila abitanti in cui si potrebbe profilare il turno di ballottaggio di domenica 10 e lunedì 11 giugno. Eventualità esclusa se un candidato sindaco ottiene al primo turno il cinquanta per cento più uno dei consensi (o se ai nastri di partenza si presentano soltanto due liste).

AL VOTO. Il voto amministrativo di primavera interesserà quasi 12 milioni di italiani: in ballo ci sono 934 comuni e 8 province. Accanto ai quattro centri più importanti, la pattuglia sarda sarà rappresentata dal capoluogo di provincia Lanusei. Da segnalare poi Sant’Antioco, Carloforte, San Sperate, Villasor, Villaputzu, Castiadas, Samassi, Serramanna, Uras, Terralba, Tresnuraghes, Barisardo, Orune, Lula, Calangianus, Palau, Ozieri, Torralba e Stintino. Si voterà un po’ in tutta l’Isola: il record è in provincia di Oristano e in quella di Sassari, dove si andrà alle urne per scegliere 15 comuni. Segue Cagliari con 13 comuni, Nuoro con 7, la Gallura e l’Ogliastra con 5 comuni a testa. Chiudono il Sulcis (4 comuni) e il Medio Campidano (2).

COMMISSARI IN COMUNE. Alla lista dei paesi pronti al rinnovo della fascia tricolore si sono aggiunti quasi in extremis Portoscuso, Loiri Porto San Paolo, e Domus de Maria, dopo il decreto di scioglimento dei consigli comunali firmati dal governatore Renato Soru. Si arriva al voto di fine maggio dopo mesi di gestione prefettizia anche a Castiadas, Torralba e Tinnura, dove i sindaci sono decaduti per l’illegittimità del terzo mandato. C’è anche Lanusei nella lista dei comuni commissariati: il capoluogo ogliastrino è senza guida dall’inizio di ottobre, dopo le dimissioni del primo cittadino Tonino Loddo per i contrasti nel centrosinistra. Situazione simile a pochi chilometri di distanza: le dimissioni del sindaco indipendente di centro Renato Usai hanno spianato la strada al commissario a Barisardo. Anche Sant’Antioco fa la sua parte: arriverà al voto dopo più di un anno di amministrazione senza sindaco: ad aprile del 2006 Eusebio Baghino aveva presentato le proprie dimissioni irrevocabili.

IL SONDAGGIO. Il sondaggio svolto da Coesis Research nel mese di marzo 2007 ha visto coinvolti 5 comuni sardi: Alghero (dove sono state effettuate 320 interviste telefoniche), Lanusei (247 interviste), Olbia (420 interviste), Oristano (305 interviste) e Selargius (267 interviste). Ai residenti di ciascun comune è stato chiesto quanto si sentissero soddisfatti dell’operato svolto sino ad oggi dall’attuale Amministrazione Comunale, utilizzando la classica scala di gradimento a quattro “gradini” (“molto”, “abbastanza”, “poco” e “per nulla”): gli abitanti di Olbia si sono dimostrati i più soddisfatti, infatti la somma delle percentuali relative alle risposte “molto” e “abbastanza” si attesta sul 74%. Al secondo posto di questa graduatoria troviamo il comune di Alghero (dove i cittadini che si definiscono “molto” oppure “abbastanza” soddisfatti sono pari al 54%) e, a seguire, Selargius (36%), Oristano (24%) ed infine Lanusei (14%).

CASO OLBIA. Come abbiamo visto il comune di Olbia è quello in cui gli intervistati si sono mostrati maggiormente soddisfatti dell’Amministrazione comunale uscente. A conferma di questo dato, un piccolo focus condotto sui residenti di questo comune ha messo in luce che buona parte dell’elettorato, il 74% per la precisione, sarebbe propensa a rivotare, se fosse possibile, a favore dell’attuale sindaco Settimo Nizzi per un suo nuovo mandato. La domanda successiva posta agli intervistati riguardava, invece, la propensione di voto concernente la prossima tornata elettorale per eleggere il nuovo sindaco. In questo caso, in tre comuni su cinque si conferma un discreto vantaggio per il centrodestra: la maggior parte degli elettori di Alghero, Olbia e Selargius si è dichiarata infatti propensa a votare un candidato sindaco proprio di centrodestra. A Oristano è invece stata messa in luce una situazione di sostanziale parità tra i due principali schieramenti, mentre nel comune più piccolo, ovvero Lanusei, si è evidenziato un vantaggio del centrosinistra, a fronte tuttavia di una percentuale molto elevata di non rispondenti.

( da L’UNIONE SARDA, Marzo 2007 )

CULTURA – La Settimana Santa Iglesiente

27 Marzo 2007 Commenti chiusi


CULTURA

LA SETTIMANA SANTA IGLESIENTE
Da venerdì iniziano i riti religiosi

Fervono i preparativi ad Iglesias in vista della Settimana Santa Iglesiente.
Presso l?Arciconfraternita della Pietà del Santo Monte, che da secoli organizza ed è la sola custode delle manifestazioni religiose tradizionali, il lavoro in questi giorni è frenetico.
La Confraternita è stata istituita intorno alla metà del 1500. Il 16 Novembre del 1616 ci fu l?aggregazione della stessa alla confraternita del Gonfalone di Roma e, conseguentemente, l?elevazione al rango di Arciconfraternita del Santo Monte. Dalla fine del 1600 l?Arciconfraternita si occupa dell?organizzazione della Settimana Santa ad Iglesias con le sue processioni che vanno dal martedì al venerdì di Passione.
Ogni anno, già da Gennaio, i membri dell?Arciconfraternita cominciano a riunirsi per preparare i riti della settimana che precede la Santa Pasqua. Innanzitutto si procede all?attribuzione fra i confratelli dei vari ruoli e delle cariche da ricoprire durante le processioni; vi è la nomina del direttore interno che coordinerà le operazioni all?interno della chiesa e del direttore esterno che invece ha il compito di far sì che tutto proceda per il meglio all?esterno, durante le processioni per le vie della città. Si procede poi alla scelta degli obrieri, gli operai che si occupano della processione dei Misteri del Martedì Santo; e degli obrieri del descenso che invece si occupano della processione del Venerdì Santo e hanno il compito di togliere Gesù morto dalla croce e adagiarlo sulla lettiga. Gli abiti dei Babalottis sono messi a disposizione dall?organizzazione per la partecipazione della gente.
Tutte le varie cariche tra i confratelli sono rinnovate di anno in anno. Il presidente della Confraternita, attualmente il signor Mario Angioy, è chiamato conservatore. A lui non è conferita nessuna specifica carica in modo che possa svolgere la sua funzione di coordinatore di tutte le attività nel migliore dei modi.
I riti organizzati dall?Arciconfraternita della Pietà del Santo Monte iniziano il venerdì che precede la domenica delle Palme, quindi il prossimo venerdì, con la celebrazione della Santa Messa dedicata alla Vergine della Pietà. Durante questa Messa vi è l?ingresso dei nuovi fratelli all?interno della Confraternita attraverso una funzione molto affascinante nella quale i nuovi confratelli indossano l?abito costituito dalla gonna, la camicia, il cappuccio e il cingolo intorno alla vita. L?abito viene poi benedetto e donato al nuovo confratello, che dopo averlo indossato recita la formula di professione con una candela accesa che sarò poi offerta alla Vergine Addolorata. L?ingresso dei nuovi elementi all?interno della Confraternita deve essere approvato da tutti i membri. Quest?anno i nuovi confratelli saranno Francesco Canino, Stefano Manca e Roberto Orrù.
Qust?anno l?organizzazione vuole proporre una serie di manifestazioni che introducano ai riti della Settimana Santa Iglesiente. Sono attesi molti turisti, attratti dall?aspetto folkloristico e tradizionale, che non devono comunque dimenticare la centralità dell?aspetto religioso di questi bellissimi e millenari riti.

La GA a quota 100.000 contatti

26 Marzo 2007 5 commenti


LA GA A QUOTA 100.000 CONTATTI

LA GAZZETTANTIOCHENSE ha raggiunto quota 100.000 contatti.
Un traguardo davvero importante per il nostro Blog, che è diventato anche il Blog di molte persone del Sulcis Iglesiente.
Un traguardo insperato nel momento in cui siamo partiti, nell’Aprile 2005, quasi due anni fa, ma che ci riempie di gioia e soddisfazione.
E nella speranza di poter continuare ancora a lungo.

Vogliamo ringraziare tutti i nostri lettori abituali, tutte le persone che nel nostro giornale hanno scritto o sono intervenute, tutti quelli che hanno lasciato un messaggio o un commento. Insomma tutti quelli che si sono trovati a passare da queste parti e hanno contribuito a farci crescere.

A TUTTI UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE DA PARTE DELLA REDAZIONE

CRONACA – Portoscuso: Denise, la bimba obesa è un caso nazionale

21 Marzo 2007 2 commenti


CRONACA

PORTOSCUSO: DENISE, LA BIMBA OBESA E’ UN CASO NAZIONALE
Tre anni e una malattia diventata caso nazionale: ingrassa a vista d’occhio. Ora di Denise s’interesserà anche Antonio Cao, uno dei più illustri clinici italiani.

Denise, la bimba di Portoscuso che a 3 anni pesa 61 chili senza che la medicina sia riuscita a identificare il suo male misterioso, sarà visitata dal professor Antonio Cao, professore emerito di Pediatria all’Università di Cagliari, nonché direttore dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia del Cnr di Cagliari. Il professore, contattato dall’Unione Sarda, si è detto disponibile a vedere la bambina. «Ovviamente, solo dopo averla visitata e aver analizzato le diverse ipotesi che sono state avanzate potrò esprimere un parere in merito – dice il professor Cao, un luminare in campo pediatrico, conosciuto e stimatissimo a livello internazionale – è vero che in molti casi di obesità estrema le cause sono da ricercare a livello molecolare, ma è impossibile azzardare spiegazioni senza conoscere il caso nei dettagli». Nei prossimi giorni, il tempo di concordare la visita, il dramma della piccola di Portoscuso sarà preso in esame da Antonio Cao, che sin dall’inizio della sua carriera ha avuto il merito di avviare numerosi studi nell’ambito delle malattie genetiche.

LA FAMIGLIA. «Siamo contenti che un’autorità pediatrica della statura del professor Cao si possa interessare al caso della nostra bambina – dice Valentina, la mamma di Denise – il senso del nostro appello è proprio quello di raccogliere tutte le indicazioni, i pareri e le ipotesi possibili. Noi siamo i suoi genitori, la sua famiglia, abbiamo l’obbligo di fare tutto il possibile per venire a capo di questo rebus».

LA STORIA. Denise viene alla luce nel dicembre 2003, una bimba sana senza alcun problema apparente. Le angosce per mamma e papà cominciano a sette mesi, via alle visite e ai controlli a tutto campo. A un anno Denise pesa già 26 chili, adesso il suo peso è quasi triplicato e non accenna a fermarsi. Il suo caso è un autentico mistero per la medicina: ci sarebbero diverse sindromi con sintomi uguali a quelli della piccola di Portoscuso, ma nessuna sindrome rara calza a pennello con tutti i suoi sintomi. Gli specialisti del Microcitemico di Cagliari seguono da due anni il caso di Denise e sono in stretto contatto con il Bambin Gesù di Roma, ma ancora non esiste un’etichetta scientifica per classificare il dramma della bimba, impossibilitata a muoversi liberamente e a vivere una vita identica a tutti i suoi coetanei. Malata sì, ma senza sapere di cosa.

LE DIFFICOLTA’. Per lei e i suoi familiari le difficoltà si moltiplicano. Ad esempio la strada sterrata, lastricata di pietre e fossi, che conduce ai palazzoni dove abita la famiglia Sechi per chiunque sarebbe la solita incompiuta, non asfaltata, da cittadini di serie B. Per loro è molto di più perchè è l’unico collegamento con il resto di Portoscuso ma è di fatto off limits per la carrozzella di Denise. Come sempre accade, al dramma umano si sommano ostacoli di diversa natura che non semplificano affatto le cose.

LA SOLIDARIETA’. «Non possiamo lasciare soli Denise e la sua famiglia - dice Roberto Corona, dell’associazione Le Ali della vita – c’è bisogno di un sostegno forte perché il caso di questa bambina deve trovare una soluzione». Ora la storia di Denise non è più confinata a Portoscuso ma è già diventata un caso nazionale: poche ore dopo la pubblicazione dell’articolo sull’Unione Sarda, si sono fatti avanti numerosi giornali ed emittenti televisive nazionali che chiedevano ragguagli sulla vicenda. Tra queste, la redazione de La Vita in Diretta, il programma di Rai Uno condotto da Michele Cucuzza, la redazione romana del Tg5, il Tg2. Poi è arrivata anche una sorpresa che di certo sarà molto gradita a Denise, visto che è appassionata dei La Pola e dei personaggi di “Come il calcio sui maccheroni” in onda su Videolina: proprio da questo programma partirà per lei, durante la prossima puntata, un saluto speciale da parte del suo personaggio preferito, Martina Scopa

( di ANTONELLA PANI, tratto da L’UNIONE SARDA )

Il saluto di Mons.Giovanni Paolo Zedda alla Diocesi di Iglesias

19 Marzo 2007 Commenti chiusi


ATTUALITA’

IL SALUTO DI DON GIOVANNI PAOLO ZEDDA
ALLA DIOCESI DI IGLESIAS

Carissimi Mons. Tarcisio Pillolla, Mons. Giovanni Cogoni, Presbiteri, Diaconi, Religiosi e religiose, Seminaristi, fedeli laici tutti della Chiesa di Iglesias,

dal giorno in cui Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Bertello, Nunzio Apostolico in Italia, mi ha convocato per comunicarmi la decisione del Santo Padre Benedetto XVI siete stati subito presenti nella mia preghiera e nel mio affetto. Ora desidero rivolgervi il mio saluto più cordiale e affettuoso.

L’iniziale sorpresa, mista a momenti di sconcerto e preoccupazione, ha presto lasciato spazio ad una rinnovata serenità interiore, nella consapevolezza, ancor più grande che in passato, della totale gratuità dei doni di Dio e nella ancor più chiara comprensione della parola del Signore: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Parola che nei miei 36 anni di presbiterato ho avuto la grazia di sperimentare come sorgente continua di libertà – senza che annullasse le mie fragilità e i miei limiti – per lasciar trasparire Lui, unico nostro Pastore e Maestro.

Ringrazio Lei, carissimo Mons. Tarcisio, per le fraterne parole di incoraggiamento con cui ha accolto la mia nomina. Grazie per l’impegno nel ministero da Lei generosamente profuso nel Suo servizo pastorale di cui, ne sono certo, la nostra diocesi conserverà sempre feconda memoria. SubentrandoLe nel ministero mi auguro di proseguire nella Sua sapiente opera. Confido che continuerà ad esserci vicino con la Sua cordialità e soprattutto con la Sua preghiera.

Un pensiero filiale a Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Cogoni, cui sono immensamente grato per la promessa di tenermi sempre presente al Signore.

Un abbraccio a tutti voi sacerdoti: siamo i primi inviati, insieme, nella comunione del Presbiterio, per continuare l’annuncio del Vangelo in questa porzione eletta della Chiesa.

Un saluto ai diaconi. Chiedo al Signore che il vostro ministero contribuisca a far crescere il servizio della carità della nostra comunità diocesana verso tutti i fratelli.

Saluto e ringrazio i religiosi e le religiose per la preziosa testimonianza di consacrazione totale per il Regno.

Un caro saluto ai seminaristi: il Signore vi illumini nella comprensione e nell’accoglienza della sua voce.

Il mio pensiero e la mia preghiera per ognuna delle comunità parrocchiali, per tutti i battezzati di ogni età e condizione – particolarmente i giovani e chi è più oppresso dal disagio sociale – per ogni famiglia, per ogni associazione ecclesiale. Portate il mio saluto anche a chi non si riconosce pienamente nella comunità cristiana. Cristo Gesù ci aiuti con il suo Spirito a formare di ogni parrocchia un avera “casa di comunione” accogliente verso tutti, specialmente verso i più piccoli, i più umili e bisognosi.

Un deferente e cordiale saluto a tutte le Autorità civili e militari, ai responsabili sindacali, a tutte le persone impegnate in opere sociali e nel volontariato.
Cresca ancora, nel reciproco rispetto delle responsabilità, la collaborazione che so essere già presente affinchè nel nostro territorio si possano superare le attuali serie difficoltà, nel riconoscimento della dignità di ogni persona e nella giustizia sociale.

Ringrazio tutti per l’atteggiamento di fede con cui avete subito accolto la notizia del mio arrivo tra voi. Ma ne danno buona testimonianza i messaggi augurali ricevuti in questi giorni da varie persone e comunità della nostra diocesi. Mi è di grande consolazione la vostra disponibilità – che vi prego di non abbandonare mai – a vedere in me, al di là di doti e limiti che mi caratterizzano, il centro di unità mandato dal Signore senza alcun mio merito per testimoniare nella comunione ecclesiale l’amore di Dio per ogni uomo.

Confido nella vostra unità di preghiera per me affinchè, come Papa Benedetto ci ha suggerito in questa Quaresima, sappia io per primo “togliere lo sguardo a Colui che hanno traffitto” e abbia la costante volontà di prendere la croce e seguire Lui per avere tutti il dono gioioso della sua Pasqua.

Ci accompagnino il santo martire Antioco nostro patrono, santa Chiara patrona della mia comunità in San Gavino Monreale e della nostra cattedrale di Iglesias, santa Barbara patrona dei minatori, nella cui chiesa ad Ingurtosu ho ricevuto il Battesimo, e tutti i santi e le sante di Dio.

Maria santissima, dataci come Madre del Signore, ci orienti sempre con le sue parole di Cana – “Fate quello che vi dirà” – e ottenga per noi la grazia di poter compiere giorno per giorno la missione affidataci dal Signore come sua Chiesa Sulcitana – Ecclesiense.

San Gavino Monreale, 11 marzo 2007
III domenica di Quaresima.


sac. Giovanni Paolo Zedda
Vescovo eletto di Iglesias

GA SONDAGGI – Sondaggio n° 11

15 Marzo 2007 1 commento

GA SONDAGGI

SONDAGGIO n° 11

CHI VOTERAI ALLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI DI SANT’ANTIOCO ?

Questa volta il sondaggio della GA è rivolto esclusivamente agli abitanti di Sant’Antioco.
Nel prossimo mese di Maggio ci saranno le elezioni comunali nella cittadina lagunare ora amministrata dal commissario prefettizio.
Vi chiediamo: chi voterete ?
I candidati dovrebbero essere cinque e sono, in rigoroso ordine alfabetico, Eusebio Baghino, Mario Corongiu, Giovannino Cossu, Gianni Locci e Piergiorgio Testa.
Vi preghiamo di votare solo una volta. Grazie.

SONDAGGIO N° 11

Chi voterai alle prossime elezioni comunali di Sant’Antioco?

- Baghino
- Corongiu
- Cossu
- Locci
- Testa

Rispondete al sondaggio direttamente dal riquadro nella nostra Homepage , oppure nella sezione commenti di questa pagina o inviando un messaggio alla nostra mail: gazzettantiochense@tiscali.it

IL SONDAGGIO DURERA’ FINO A POCHI GIORNI PRIMA DELLE ELEZIONI COMUNALI.

I sondaggi online della GAZZETTANTIOCHENSE non hanno, ovviamente, alcun valore statistico. Si tratta semplicemente di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l’unico scopo di permettere ai nostri lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità proposti.

SONDAGGI PRECEDENTI
Sondaggio 10
Sondaggio 9
Sondaggio 8
Sondaggio 7
Sondaggio 6
Sondaggio 5
Sondaggio 4
Sondaggio 3
Sondaggio 2
Sondaggio 1

POLITICA – Programma elettorale lista "Città Nuova"

13 Marzo 2007 14 commenti

POLITICA

PROGRAMMA ELETTORALE LISTA “CITTA’ NUOVA”

La GA intende dare spazio alle elezioni comunali che si terranno a Sant’Antioco nella prossima Primavera. Lo fa pubblicando i programmi elettorali delle varie coalizioni che scenderenno in campo per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio Comunale.
Le coalizioni che vogliono vedere pubblicato sulla GA il proprio programma elettorale possono farlo mandandolo via mail al nostro indirizzo: gazzettantiochense@tiscali.it

PUBBLICHIAMO IL PROGRAMMA DELLA LISTA CIVICA DI CENTRODESTRA “CITTA’ NUOVA”.
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COMUNE DI SANT?ANTIOCO – PROGRAMMA ELETTORALE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2007
Sant?Antioco Riparte

?chi non ha il coraggio di battersi per le sue idee vale poco lui o valgono poco le sue idee?
?la libertà, l?identità, le pari opportunità, il merito e la solidarietà, sono i nostri principi?
?l?onestà, la lealtà, la coerenza e la giustizia sociale, guideranno ogni nostra azione?
?la politica per noi è capacità di ascolto e di proposta?
?governare per noi significa realizzare concretamente le scelte pianificate?

Il candidato alla carica di Sindaco unitamente ai canditati alla carica di Consigliere Comunale della lista contraddistinta dal simbolo ?cerchio suddiviso in un campo superiore, di colore azzurro, ove si trova la scritta ?Città Nuova? ed un campo inferiore più piccolo, di colore bleu, sui quali è rappresentato ? in basso – il rosone centrale di un anello di origine fenicia? espongono qui di seguito il programma amministrativo per il prossimo quinquennio.

PREMESSA
La politica degli ultimi cinque anni, priva di ideali ed inconcludente, ha gettato la nostra città nella rassegnazione.
Abbiamo assistito al ritorno della vecchia politica, fatta di roboanti promesse, misere clientele, pressappochismo ed immobilismo.
L?assenza di una alternativa politica, solida e credibile, ha diffuso la paura del futuro e la convinzione di non farcela.
Per superare questa buia stagione, abbiamo dato vita alla Lista ?Città Nuova?, con l?aspirazione di interpretare l?ansia di cambiamento e di crescita della nostra città. Siamo convinti che la classe dirigente selezionata, sarà capace di rispondere alle grandi sfide del nostro tempo.
Il Sindaco proposto è un uomo serio, giusto ed onesto, di ottima preparazione, niente affatto sensibile alle vecchie politiche clientelari, libero da qualsiasi condizionamento, di cui Sant?Antioco ha bisogno per tornare a crescere.

L?Isola di Sant?Antioco, è un territorio circondato dal mare di rara bellezza paesaggistica e naturalistica. Il paese trae le sue origini dall?antica città di Solki ed il suo patrimonio storico ed archeologico è di valore inestimabile.
Il nostro programma, muovendo proprio dalle peculiarità dell?isola ed uscendo dai vecchi schematismi delle competenze assessoriali, è stato articolato in otto aree-programma: a) il mare; b) l?urbanistica, il paesaggio e l?ambiente; c) il recupero architettonico del centro storico; d) il patrimonio storico-archeologico; e) il nuovo patto di coesione sociale; f) la partecipazione; g) le politiche intercomunali; h) le politiche di settore.
La prossima amministrazione dovrà gestire – nei primi sei mesi – il bilancio comunale predisposto dal Commissario Straordinario.
Dunque, la vera pianificazione potrà essere intrapresa a decorrere dall?anno successivo.
Tuttavia, pensiamo che Sant?Antioco abbia bisogno di una immediata ?scossa? che faccia ripartire l?economia nella nostra città.
Pertanto, prima di illustrare il programma quinquennale, sentiamo la necessità di fissare gli impegni amministrativi per i primi sessanta giorni.

I primi 60 giorni

Il piano straordinario dell?edilizia
Nei primissimi giorni di amministrazione occorrerà varare un piano straordinario per il rilancio dell?edilizia. Si tratta di chiedere agli uffici competenti un impegno straordinario finalizzato alla definizione di tutte le pratiche edilizie pendenti in 30 giorni. In questo modo, intendiamo riavviare un comparto economico fondamentale per l?economia della città che vede tra i suoi protagonisti tutte le imprese artigiane, i lavoratori ed i professionisti del settore.

Il piano straordinario del lavoro
Contestualmente, occorrerà procedere ad una ricognizione delle risorse di bilancio, effettivamente disponibili, per dare immediato avvio alle opere pubbliche cantierabili. Si tratta di attuare, entro i primi 60 giorni, un piano straordinario del lavoro mediante cantieri occupazionali, al fine di raggiungere due obiettivi:
1. realizzare opere pubbliche;
2. dare occupazione immediata al maggior numero di disoccupati.

Il piano straordinario degli spettacoli
Infine, occorrerà programmare nei primi 30 giorni la stagione degli spettacoli estivi per rilanciare l?immagine della nostra città.
L?effetto di questo piano sarà:
1. attrarre in città migliaia di persone, con conseguente aumento di tutti i consumi;
2. aumentare la capacità di ricchezza di tutti i servizi turistico-ricreativi;
3. generare nuove opportunità di lavoro.

Il mare
Il mare che circonda la nostra isola è senza dubbio uno degli elementi più importanti su cui deve incentrarsi l?attenzione di chi ambisce ad amministrare Sant?Antioco. Esso è il patrimonio ambientale più importante dell?isola, fonte di reddito per circa 400 pescatori, gli operatori della nautica da diporto, i servizi ad essa connessi nonché per il commercio dei prodotti del mare.
Inoltre, il mare rappresenta una risorsa importante la creazione di nuove occasione di lavoro.
Dunque, intendiamo proporre un nuovo modello di sviluppo di tutte le attività.
L?intento è quello di favorire qualsiasi intrapresa economica ? specie se promossa dai nostri giovani – che risulti compatibile e sostenibile con questa risorsa strategica.
Naturalmente, all?interno di un quadro di pianificazione generale.
Gli strumenti che appaiono indispensabili per disciplinare questo comparto, a nostro avviso, sono:
- il piano di utilizzo del mare (pianificazione dell?uso del mare per scopi produttivi)
- il piano di utilizzo dei litorali e della costa (accessi e concessioni).

Il porto di Sant?Antioco
Naturalmente, un progetto di sviluppo che abbia a mente il mare quale elemento centrale, non può non avere un?idea precisa sul ruolo futuro del porto di Sant?Antioco.
Un tempo, lo scalo isolano era uno dei porti più importanti della Sardegna.
La presenza di un secondo porto commerciale a servizio del polo industriale di Portovesme, la scelta di lasciarlo fuori dagli scali individuati porti franchi, adottata dall?intesa Stato-Regione D?Alema-Palomba, i fondali divenuti insufficienti da più di 10 anni, le strutture fatiscenti, lo fanno apparire oramai in disuso e privo di una prospettiva futura.
Pensiamo sia arrivato il momento di dare a questa infrastruttura una nuova destinazione, in coerenza con la vocazione turistica dell?isola.
La sua posizione geografica, gli immensi piazzali e le notevoli volumetrie esistenti ne suggeriscono la complementarietà col porto turistico realizzato davanti al Lungomare cittadino.
E? fin troppo evidente che l?attuale scalo turistico ? a causa del ponte ? non può ospitare il grosso del traffico delle imbarcazioni da diporto, costituito dalle barche a vela e grandi imbarcazioni.
Dunque, l?attuale porto commerciale potrebbe divenire il secondo scalo turistico dell?isola di Sant?Antioco, con a terra tutti i servizi connessi con la portualità e la relativa ricettività.
Una infrastruttura di questo genere potrebbe ambire ad ospitare nello splendido Golfo di Palmas le più importanti competizioni nautiche del mondo nonché le fasi di organizzazione e preparazione delle stesse.
Naturalmente, il nuovo scalo dovrà essere pensato in stretta relazione con le aree della ex Sardamag ed il centro abitato della cittadina.
Sembra perfino inutile aggiungere che questa nuova destinazione darebbe nuove opportunità di intrapresa economica per le aziende già operanti nel settore, con nuove occasioni di lavoro per i nostri giovani disoccupati.

L?accesso alla laguna
L?altro accesso all?isola dal mare è garantito dal canale, che partendo da ?Punt?e Trettu? percorre tutta la laguna per arrivare al porticciolo turistico. Anche questa importante infrastruttura, purtroppo, si mostra in completo stato di abbandono ed inadeguata alla funzione a cui è preposta.
Essa, infatti, oltre garantire la sicurezza della navigazione della marineria locale, costituisce una importantissima arteria del mare per tutte le imbarcazioni che intendono raggiungere l?isola dal versante nord.
E? noto che l?attuale segnalazione del canale deve considerarsi assolutamente inadeguata per chi lo percorre nelle ore diurne mentre è inesistente per la navigazione notturna.
Inoltre, l?attuale stato del fondale è assolutamente insufficiente per il transito delle imbarcazioni di un certo pescaggio.
E? indispensabile, pertanto, provvedere al ripristino della palificazione della laguna con adeguata illuminazione che ne consenta una sicura navigazione, sia diurna che notturna.
Così pure è urgente provvedere al dragaggio dello stesso canale anche in prossimità dei banchinaggi esistenti.
I materiali derivanti dal dragaggio potrebbero essere riutilizzati per ricostituire gli isolotti, già esistenti nella laguna, i quali – nel corso degli anni – hanno subito un fenomeno di erosione visibile da tutti.
Ciò consentirebbe di risolvere il problema dello smaltimento dei materiali derivanti dalle attività di dragaggio, ripristinando l?originario habitat naturale adatto alla nidificazione di numerosissime specie ornitologiche.
Infine, dovrà essere data idonea sistemazione del litorale che va, da un lato, dall?area che va dall?attuale porticciolo turistico fino al ponte, e dall?altra, fino alla zona cantieri.

Le aree della ex Sardamag
Lo sviluppo turistico della nostra città è strettamente legato alla riconversione della aree ex Sardamag.
E? noto che la proprietà appartiene alla Nuova Sardamag S.r.l. il cui capitale è interamente di proprietà della Regione Autonoma della Sardigna.
Dunque, è compito del Comune pianificarne la destinazione in maniera integrata con le ipotesi di sviluppo turistico dell?Isola.
Quelle aree devono essere reintegrate all?interno del tessuto urbano, riportando la città, con la sua rete viaria ed i servizi fino al fronte del mare.
La pianificazione attuativa di quel sito strategico per lo sviluppo della città, non potrà limitarsi all?aspetto urbanistico ma dovrà varare un vero e proprio ?Master Plan? che disciplini gli interventi di interesse pubblico (rete viaria, parcheggi, verde, servizi pubblici, etc.) integrandoli con quelli privati (ricettività, servizi connessi col turismo,con la nautica, ricreativi etc), dando vita ad una nuovo progetto di sviluppo economico e sociale della città.

La Cava de ?Su Monti de Su Sennori?
La cava, originariamente classificata nel P.U.C. zona ?G5?, sarebbe stata riclassificata zona ?H? dall?ultima amministrazione.
La sua valorizzazione con la realizzazione di strutture ricettive, consentirebbe di bonificare e riqualificare quell?area fortemente degradata e, nel contempo, di ?risparmiare? il territorio costiero da ulteriore edificazione.
Per conseguire questo obiettivo, occorrerebbe preliminarmente riclassificare quell?area zona ?F?, da pianificarsi mediante accordo di programma, che vedrebbe i suoi soggetti principali nel Comune, la Regione Sarda e ? naturalmente – gli imprenditori privati..
Gli interventi su questa seconda area, considerato il suo peso e la sua ampiezza, unite in unico progetto di sviluppo alle aree di Is Pruinis e quelle ex Sardamag, sarebbero certamente capaci di determinare un nuovo processo di sviluppo.

Sa punt?e s?aliga – zona P.I.P. lato mare ? depuratore
Altre tre grandi questioni attengono al rapporto dell?isola col mare.
Il disinquinamento dello stagno de ?Sa punt?e S?Aliga?.
La riqualificazione ambientale e la riconversione del litorale sito all?interno del P.I.P. (lato mare) per l?insediamento di attività di servizio connesse col turismo, la nautica e la pesca.
L?adeguamento e/o delocalizzazione del depuratore fognario.

Senza la conversione di questi quattro punti di estrema debolezza in altrettanti punti di forza, diventa difficile pensare allo sviluppo turistico dell?isola.

L?ambiente, il paesaggio e l?urbanistica
Le caratteristiche morfologiche della nostra isola, ne fanno un territorio di rara bellezza ma di straordinaria fragilità.
Il paesaggio e l?ambiente sono la nostra identità, il capitale sul quale fondare la qualità della vita e lo sviluppo.
Non sono beni infiniti e la promozione delle attività umane deve ? quindi – essere con essi compatibile.
Dunque, ogni azione amministrativa dovrà individuare il punto di equilibrio sostenibile tra l?esigenza dell?uomo di utilizzare il territorio ed il mare con quella di tutela e valorizzazione dell?Isola.
La sistemazione idrogeologica del territorio, la tutela delle coste e del mare, il suo naturale rimboschimento ed il recupero ambientale delle aree degradate, la compatibilità paesaggistica delle nuove intraprese economiche, dovranno trovare centralità in tutte le attività pianificatorie dello sviluppo dell?Isola.

Il modello di città turistica e residenziale ha ispirato i padri dello Statuto del Comune di Sant?Antioco.
L?art. 8, comma secondo, recita: ?Sant? Antioco è città turistica, residenziale, sede di attività di servizio, culturali, commerciali e sportive?? Pertanto, la programmazione urbanistica dovrà essere orientata verso questo obiettivo.
L?impianto urbanistico, felicemente condizionato dalla laguna, è attestato sul Lungomare, così come già lo era all?epoca dell?antica fondazione fenicia e romana, e si estende sulle pendici della collina creando un teatro naturale sullo splendido scenario che guarda verso la laguna e l?istmo.
La riqualificazione ed il coordinamento urbano delle aree di ingresso alla città risultano strategiche per il definitivo decollo della scelta turistica dell?isola.
Il porto, le aree della ex Sardamag ed il parco-giardino di ?Su Giunchettu?, da un lato, ed il litorale che dal Porto si estende verso quello contiguo al P.I.P. per arrivare fino al depuratore, dall?altro lato, costituiscono l?immagine della porta d?ingresso della città.
Essi dovranno trovare centralità ed unitarietà nella pianificazione ambientale-urbanistica, integrandosi col tessuto urbano cittadino.
L?impianto e la struttura centrale della città dovrà consolidarsi attorno al perimetro costituito da via XXIV Maggio, il Lungomare, il porto turistico, il Museo archeologico, via Melis Alagna, Piazza De Gasperi, via Belvedere, Piazza Italia, via Roma, Piazza Repubblica, nonché dalla direttrice centrale interna costituita da via Nazionale, Piazza Italia, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Umberto e Piazza De Gasperi.
In questo tratto urbano, dove trovano ubicazione le più importanti testimonianze della nostra identità e della nostra storia: il nuovo Museo archeologico, l?area archeologica scoperta, ?l?arena fenicia?, il villaggio iopogeico, il forte ?Su Pisu?, l?archivio storico, la biblioteca, la Basilica di Sant?Antioco, ?Sa Presonedda?, la
Fonte Romana, dovranno addensarsi le infrastrutture ed i servizi della nuova città turistica.
Questi due tratti del centro hanno e mantengono una forte carica figurativa e di rappresentazione urbana e sono lo scenario della memoria collettiva.
In queste zone si vive sentendosi abitanti di una città ancora a ?misura d?uomo? in cui i rapporti sociali e i servizi sono sufficienti.
Per accrescere la qualità di questo tessuto urbano, occorre pianificare in modo integrato gli interventi di tipo urbanistico, dei lavori pubblici, di arredo urbano e del verde pubblico, con quelli di iniziativa privata.
Tra le opere non più rinviabili, segnaliamo l?urgenza e la necessità di realizzare il completamento del Lungomare col banchinamento del tratto che va dal porto turistico fino al ponte; mentre, dal lato opposto, il completamento del percorso pedonale ? attualmente interrotto alla fine del lungomare ? che dovrà arrivare fino al Museo Archeologico; infine, occorre risanare l?area antistante i cantieri nautici rendendo visibile ? quasi con una vetrina naturale – l?antico mestiere dei nostri maestri d?ascia.
L?importanza strategica di questo tratto urbano, ci ha indotto a dedicare l?intero prossimo capitolo sul tema.

Un altro importante comparto, è costituito dell?area sviluppatasi lungo l?asse esterno della città, contiguo alla via Matteotti.
Quest?area della città, seppure la più nuova, rivela tutte le insufficienze della pianificazione urbanistica di quel quartiere, dove vive oramai circa un terzo dell?intera popolazione di Sant? Antioco.
Anche in questo caso, occorre varare con urgenza un piano integrato per la riqualificazione urbana del comparto cittadino di via Matteotti.
L?approccio alla materia dovrà essere preceduto da una fase di ascolto coi residenti di quella zona, che in passato si sono costituiti in Comitato.
A questo asse esterno dovrà affiancarsene un altro, attuando il collegamento tra la via Carducci e la fine di via Calasetta-innesto SS 126 per il traffico da e per Calasetta e Carloforte.
La frazione di S. Caterina. Innanzitutto occorre razionalizzare l?esigenza della circolazione stradale con l?accesso e la sicurezze degli abitanti del Borgo.
Sarebbe sufficiente la realizzazione di una rotonda per ottenere una diminuzione della velocità delle auto in quel tratto di strada ed accorciare l?attraversamento pedonale della carreggiata tra il Borgo ed il mare.
Sul lato mare sarebbe opportuna la realizzazione di un piccolo approdo per le tradizionali barche da pesca degli abitanti, con una piccolissima struttura (magari riconvertendo quella esistente) per la commercializzazione del pescato.
Inoltre, la riqualificazione del Borgo potrebbe avvenire con la realizzazione di una piccola chiesa e/o un monumento antistante la piazzetta che costituisca il ?cuore? di questo agglomerato, oltre alle altre opere di arredo urbano.
La frazione di Maladroxia. Anche in questo caso sarebbe necessario il varo di un piano particolareggiato di recupero urbano del patrimonio abitativo esistente, da integrarsi con riqualificazione del lungomare e la creazione di un piccolo approdo nautico nella foce del rio Maladoxia.
Infine, trattandosi di una frazione del nostro Comune, sarebbe necessaria la trasformazione urbanistica dell?attuale perimetro del nucleo abitato da zona classificata ?F? a zona ?B?, disciplinata da un relativo piano particolareggiato.
Infine, la riqualificazione dell?edificazione esistente dovrà riguardare sia la parte costiera dell?isola che quella agricola.
Gli interventi realizzati nel corso degli ultimi 40 anni sono la prova evidente dell?inefficacia degli strumenti urbanistici e paesistici adottati nonché della ?cattiva? gestione degli strumenti urbanistici.
Essi, dimostrano il fallimento del modello ?quantitativo? degli standards urbanistici non accompagnato da una disciplina, delle tipologie tradizionali, dei materiali e del colore, dando luogo ? soprattutto ma non solo nelle zone agricole ed in quelle turistiche ? a veri e propri impedimenti dello sviluppo.
Dunque, è urgente ? anche in questo comparto ? un piano avente ad oggetto il patrimonio edilizio esistente sulla costa e nella zona agricola che abbia come obiettivo la sua riqualificazione tipologica, dei materiali e del colore.
Le scelte urbanistiche dovranno passare attraverso una rivisitazione organica del Piano Urbanistico Comunale, superando le esperienze estemporanee dell?ultima legislatura consiliare, talvolta di difficile comprensione.
Si tratta, innanzitutto, di pianificare la nuova città superando i vecchi modelli quantitativi per dare priorità a criteri qualitativi degli interventi.
Naturalmente, per il conseguimento degli obiettivi proposti, è necessario verificare l?idoneità dell?attuale sistema di gestione degli strumenti urbanistici nonché l?efficacia delle procedure amministrative adottate, al fine di garantire il rilascio e/o il diniego dei provvedimenti autorizzavi in tempi che non superino i trenta giorni, almeno per la parte di competenza comunale

Il recupero architettonico del centro storico
L?attuale assetto urbano del centro cittadino risulta privo di omogeneità architettonica, costituendo uno dei punti di debolezza della città.
L?assenza del decoro architettonico degli edifici, sia pubblici che privati, dovuta alla mancanza di un piano attuattivo organico delle tipologie, dei prospetti, dei materiali, del colore e delle funzioni, ha determinato il degrado e la svalorizzazione del patrimonio edilizio urbano.
Al degrado architettonico degli edifici, si affianca l?assenza di un piano delle opere pubbliche e dell?arredo urbano.
Pertanto, la nuova pianificazione generale dovrà disciplinare il decoro architettonico, le tipologie, i prospetti, i materiali, i colori e le funzioni degli edifici, pubblici e privati, nonché il relativo arredo urbano pubblico.
Il piano attuattivo della zona ?A?, già esistente, dovrà integrarsi all?interno del nuovo PIANO ATTUATTIVO DEL CENTRO STORICO costituito dalle zone urbanistiche ?B? situate all?interno del seguente perimetro: via XXIV Maggio, Lungomare, Porto turistico, Museo archeologico, via Melis Alagna, Piazza De Gasperi, via Belvedere, Piazza Italia, via Roma, Piazza Repubblica.
Nel contempo, dovrà vedere la luce IL PIANO DELLO OPERE PUBBLICHE E DELL?ARREDO URBANO DEL CENTRO STORICO che disciplinerà il coordinamento degli interventi pubblici con quelli dei privati.

Il patrimonio storico-archeologico
La capacità attrattiva di un?isola come la nostra non può puntare solo sul mare, che pure costituisce la risorsa fondamentale.
Lo sviluppo economico della città potrà avvenire solo facendo confluire i flussi turistici all?interno del perimetro urbano.
Dunque, alla riqualificazione architettonica di questo tratto della città, occorre affiancare la valorizzazione e la fruizione del nostro patrimonio storico-archeologico già costituito dal museo, la necropoli punica, gli ipogei punici di via Necropoli, il Forte ?Su Pisu?, l?Archivio storico, ?Sa Presonedda?, la Fonte romana, il complesso di grutt?i acqua (attualmente in totale abbandono) etc., a cui vorremmo aggiungere due nuovi elementi di valorizzazione della nostra identità:
Pensiamo alla promozione di due eventi annuali, di respiro internazionale, aventi ad oggetto la rappresentazione ?vivente? di due episodi della nostra storia: uno sulla vita di Sant?Antioco Martire e l?altro sulla nostra storia ?laica?.
Pensiamo a rappresentazioni che avrebbero come ?teatro? le vie pubbliche della città, gli ?attori? sarebbero gli alunni delle scuole locali, sul modello de ?Sa die de sa Sardigna?. Sono previsti importanti interventi anche nel resto del territorio mirati ad ottenere un miglioramento della fruibilità delle bellezze naturali, archeologiche e ambientali. Inoltre, non possiamo continuare ad assistere al degrado che ha investito le più importanti opere realizzate negli anni passati con finanziamenti della Comunità Europea.
Ci riferiamo al programma di valorizzazione turistica, con cui ha visto la luce il Parco archeologico-naturalistico di Grutt?i acqua, la realizzazione della viabilità di accesso da Calasapone fino a Grutt?i acqua, la sistemazione dello stradello di arrivo al laghetto ed alle emergenze nuragiche.
La nuova strada ha consentito l?accesso alle vicine tombe dei giganti ed un migliore accesso alle zone balneari e turistico-residenziali della zona.
Sempre nell?ambito della valorizzazione turistica del territorio, sono in completo abbandono e non hanno trovato continuità di sviluppo, la viabilità di accesso all?ex Semaforo di Caposperone nonché il piazzale circostante la fontana Canai.
Interessante sarebbe la creazione di un circuito di visita ad alcuni importanti nuraghi ed aree archeologiche: S?Ega Marteddu (sulla collina di Maladroxia), Feminedda e S?Uttu de su Para (a Canai), Corongiu Murvonis.
Mentre, il complesso del ?Semaforo? dovrebbe essere acquisito al patrimonio del Comune per essere affidato in concessione per attività connesse col turismo.

Il nuovo patto di coesione sociale
Il presente programma si pone l?obiettivo di far progredire il tessuto sociale, attraverso la riforma dei servizi già esistenti e l?avvio di nuovi progetti.
Occorre una inversione di tendenza netta rispetto al passato.
La politica sociale degli ultimi anni ha offerto essenzialmente assistenzialismo senza preoccuparsi di migliorare ed ampliare i servizi alla persona.
Un?analisi attenta dei bisogni, mediante un monitoraggio costante delle problematiche sociali, per il superamento della logica bisogno-aiuto che ha aumentato i bisogni, generando deviazioni clientelari.
Ci poniamo l?obiettivo di applicare concretamente le finalità della legge 328/2000 (politiche sociali) integrandola col servizio sanitario.
L?utilizzo mirato della legge 162/1998 (riservata a persone con disabilità gravi) al fine di creare più welfare e meno assistenzialismo.
Ci rivolgeremo alle problematiche minorili attraverso iniziative di prevenzione, sostegno, aggregazione e socializzazione (rivolto a minori con problematiche socio-familiari e/o a rischio devianza).
Un ruolo fondamentale dovrà essere svolto dall?asilo nido, rendendolo un servizio educativo a tutti gli effetti.
Inoltre, con interventi in favore dell?infanzia si attueranno servizi di sostegno in ambito familiare.
Per favorire l?integrazione sociale, invece, è necessaria la riapertura dei servizi di socio-educativi (ludoteca), in modo da accogliere nella struttura bambini con problematiche familiari per seguirli nelle attività scolastiche ed extrascolastiche ( attività di laboratorio).
Inoltre, ci rivolgeremo ai giovani con un progetto di integrazione sociale mediante la creazione di un centro sociale ove i giovani possano vivere momenti di incontro e di partecipazione attiva.
Il centro dovrà essere gestito da operatori qualificati (educatori e psicologi) ed all?interno di esso si darà vita ad iniziative rivolte alla formazione dei giovani, con particolare attenzione ai soggetti più deboli.
Attiveremo uno sportello di consulenza psicologica rivolto a tutti i soggetti bisognosi favorendo l?incontro tra le varie parti coinvolte ( famiglia, scuola, operatori sociali).
Infine, favoriremo la creazione di un centro di alfabetizzazione informatica, finalizzata alla riduzione del ?digital divide? culturale, estendendo l?accesso alla rete internet per la fruizione dei servizi della pubblica amministrazione sul web.
Al fine di evitare improvvisazione in questo delicato settore, è nostra intenzione dar vita ad un vero e proprio osservatorio sociale che sia in grado di monitorare costantemente le dinamiche sociali e, dunque, rivolgere interventi mirati ai bisogni individuati.
L?osservatorio dovrà, inoltre, valutare l?efficacia delle azioni amministrative al fine di correggere quelle che si dimostrassero inadeguate in corso di attuazione.
La Comunità Alloggio per anziani ? che nel passato aveva trovato buon equilibrio sotto l?aspetto organizzativo ed economico, necessita di essere ripensata.
La nuova politica sociale per gli anziani deve costituire un?opportunità alternativa al ricovero per soggetti che non possono essere adeguatamente assistiti nell?ambito della famiglia di appartenenza o che vivono soli.
Il servizio di affidamento familiare per gli anziani deve divenire parte di una rete di interventi (cure domiciliari ? assistenza ? telesoccorso) rivolti alla popolazione
anziana finalizzato ad individuare, prevenire, e rimuovere le cause che possono determinare l?isolamento e l?esclusione, consentendo la permanenza nel proprio nucleo familiare o nella propria abitazione, ovvero in altra famiglia ma, comunque, nel proprio contesto sociale. Il servizio di affidamento anziani dovrà basarsi sulla disponibilità offerta da famiglie, singoli o gruppi para-familiari, associazioni o parrocchie, riconosciuti idonei ad assumere l?impegno di rispondere alle esigenze dei soggetti loro affidati. Il servizio dovrà essere attuato da soggetti che abbiano dichiarato la propria disponibilità all?assistenza presso il domicilio dell?anziano ovvero che possano accoglierlo presso la propria abitazione.
Si pensi, ad esempio: ad una famiglia di sani principi, solida negli affetti, ma in una situazione di difficoltà economica, la quale potrebbe ospitare nel suo nucleo familiare un anziano solo, bisognoso di assistenza, il quale metterebbe a disposizione la sua pensione in favore della famiglia ospitante.
Dunque l?istituzionalizzazione dovrebbe divenire necessaria solo per le persone sole, non autosufficienti e non inseribili in contesti familiari (es. soggetti affetti da gravi patologie mentali).
Per l?assistenza domiciliare dovrebbe prevedersi una espansione del servizio mediante l?integrazione nello stesso di operatori sociali comunali, medici ed infermieri dipendenti della locale A.S.L..
Al fine di fornire un ulteriore servizio ai portatori di handicap ed anziani soli si rende indispensabile una risposta immediata ai loro bisogni emergenti mediante un ?Telesoccorso? che potrebbe essere gestito direttamente dai servizi socio-assistenziali locali già esistenti e dalle forze di volontariato.
Verrà realizzato un centro sociale per gli anziani, nel quale oltre ai momenti di aggregazione spontanei saranno privilegiate le attività di gruppo coordinate da un operatore sociale.
E? nostro intendimento far nascere anche in seno al nostro Comune la ?Commissione pari opportunità? attraverso la quale cercheremo di svolgere un ruolo indispensabile finalizzato all?apertura di sempre maggiori spazi di presenza delle donne nel campo economico e sociale e di partecipazione ai processi decisionali.
Le situazioni di disagio, nelle quali versano sempre più numerose famiglie, ci inducono a proporre interventi di carattere economico straordinario o continuativo nonché l?erogazione di buoni alimentari per sopperire a gravissime situazioni di indigenza.
Le diverse associazioni di volontariato proseguiranno in futuro le loro attività, trovando nell?amministrazione un interlocutore privilegiato.
Alcune di queste dovranno riversare le proprie risorse anche verso i portatori di handicap e la stessa associazione che li raggruppa, per far sì che vengano creati anche momenti di integrazione e spunti per la realizzazione di comuni iniziative.

La partecipazione dei cittadini
L?articolo 53 dello Statuto Comunale, recita: ?il Comune di Sant?Antioco garantisce l?effettiva partecipazione democratica di tutti i cittadini all?attività politico-amministrativa, economica e sociale della comunità??.
Il presupposto principale per un?effettiva partecipazione è costituito dalla informazione dei cittadini sui principali atti di indirizzo su cui il Consiglio Comunale è chiamato a pronunciarsi.
Per molti anni la città ha potuto seguire i lavori del Consiglio Comunale in diretta attraverso un?emittente televisiva ed una radiofonica locale, senza commenti, né tagli, né montaggi.
Crediamo che la conoscenza integrale dei lavori del Consiglio senza mediazioni, né commenti, sia uno strumento di democrazia senza il quale non può esercitarsi una corretta partecipazione alla vita amministrativa.
Tuttavia la partecipazione non può esaurirsi nell?attività degli eletti in seno al Consiglio comunale.
Per garantire reali strumenti di partecipazione, occorre promuovere la costituzione delle Consulte cittadine (ad es. anziani, giovani, famiglie, pescatori, commercianti, artigiani, professionisti etc.) a cominciare da quelle di quartiere.
Si tratta di organismi che rappresenteranno le esigenze, i problemi e le proposte attinenti alle varie aree della città.
Potranno esprimersi sui principali atti di programmazione del Comune e partecipare alla sedute dei lavori delle Commissioni Consiliari quando siano iscritti all?ordine del giorno argomenti di loro competenza.
Un vero e proprio raccordo di partecipazione tra il Comune ed i cittadini
Inoltre, occorre garantire l?iniziativa di quei cittadini che intendono presentare proposte, interrogazioni o interpellanze nelle forme e nei modi previsti dall?articolo 59 dello Statuto comunale.
Infine, la Lista ?Città Nuova? promuoverà delle assemblee annuali sullo stato di attuazione del presente programma.

Le politiche intercomunali
La nuova amministrazione si propone di riavviare corretti rapporti di collaborazione con i Comuni vicini (Calasetta, S.Giovanni Suergiu, Carbonia etc.) per una migliore ed economica gestione di servizi che possono essere eseguiti su base intercomunale.
Inoltre, si possono trattare questioni attinenti ad aree che ricadono in più Comuni, suscettibili di creare nuove occasioni di sviluppo economico e nuova occupazione mediante strumenti di pianificazione intercomunale.
In quest?ottica, per esempio, va presa in esame la situazione delle zone umide comprese tra le saline di Sant?Antioco e Porto Pino.
L?adeguamento stradale della SS 126 tra Calasetta ? Sant?Antioco ? S. Giovanni Suergiu e Carbonia.
La verifica di una nuova zona P.I.P. intercomunale.
La complementarietà dei porti turistici del territorio.
Oltre alla costruzione di un nuovo rapporto con la nuova Provincia del Sulcis Iglesiente che, fino ad oggi, ci è parso inesistente.

Le politiche di settore

FINANZE e BILANCIO
Tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni hanno ?tagliato? ingenti risorse ai Comuni inducendo gli amministratori locali ad imporre ai cittadini il pagamento di pesanti tasse comunali.
E? fin troppo ovvio, che l?Amministrazione che si insedierà dovrà essere all?altezza della situazione.
Infatti, l?incapacità amministrativa si tradurrebbe con immediatezza in nuove e più pesanti imposte.
L?impegno della nostra lista è di mantenere il livello di tassazione comunale al di sotto della media nazionale e regionale, senza diminuire la qualità dei servizi comunali.
In particolare, l?aliquota ICI sulla prima casa dovrà essere mantenuta ai livelli attuali per l?intera legislatura consiliare.
La TARSU dovrebbe potersi diminuire varando il piano per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.
Sappiamo, che l?unico modo ?sano? per aumentare il gettito fiscale sia quello legato allo sviluppo economico nonché all?aumento della platea degli occupati.
Al contrario, aumentare le imposte indiscriminatamente in un periodo di crisi economica come questo, significa deprimere ulteriormente i consumi generando l?ulteriore impoverimento del già debole tessuto economico locale.
Dunque, per mantenere i conti in equilibrio, dovremo mantenere la spesa corrente sotto stretto controllo eliminando gli sprechi ed ottimizzando la spese.
Il Comune dovrà divenire uno sportello di servizi reali alle imprese da ?affiancare? a tutti coloro che intendano investire nella nostra isola, promuovendo nuovo sviluppo economico e nuova occupazione.
Solo lo sviluppo economico e la nuova occupazione potranno generare nuovo gettito, consentendo il mantenimento della pressione fiscale in equilibrio rispetto alle reali capacita economiche della nostra gente.

LAVORI PUBBLICI
Uno dei segnali più evidenti del degrado degli ultimo quattro anni, è stato il blocco totale delle opere pubbliche.
Per non parlare della scarsissima qualità di quelle poche realizzate.
S. Antioco ha bisogno di tornare ad essere la ?città dei cantieri? con l?obiettivo di costruire le infrastrutture ed servizi locali di cui ha bisogno.
Si tratta di un grande progetto di ?ricostruzione? del tessuto urbano oramai in completo abbandono.
E? davanti agli occhi di tutti la situazione di Piazza De Gasperi transennata da anni, Piazza Italia anonima ed incompiuta, tutte le strade sono piene di buche e sporche.
L?Anfiteatro realizzato nelle aree archeologiche e l?Ostello della Gioventù sono in totale abbandono.
Le opere di banchinaggio che dal porticciolo turistico avrebbero dovuto raggiungere il ponte non sono mai iniziate.
Il finanziamento del Palazzetto dello sport è andato perduto !!
Tutto appare in un quadro di desolante abbandono.
Nella prossima legislatura consiliare occorrerà porre in essere le seguenti iniziative:
1) Interventi rivolti alla riqualificazione urbana dell?asse Piazza Repubblica- Piazza Italia – Corso Vittorio Emanuele – Piazza Umberto ? Piazza De Gasperi. Sono da recuperare il Teatro Savoia e, in alternativa, la realizzazione di un medio auditorium. In questo asse assume particolare importanza il riassetto urbanistico di Piazza Italia con il recupero e la valorizzazione della Fontana Romana, la riqualificazione e l?arredo del Corso.
2) Piani ed interventi di riqualificazione urbana da indirizzare con normative e interventi pubblici nelle seguenti aree e zone:
- la zona classificata A che ruota attorno all?asse Basilica – Forte Sabaudo – con l?appendice di via Belvedere, prevedendo anche il rifacimento dei sottoservizi;
- la zona che interessa Piazza Umberto ed il tridente di strade che da essa dipartono, fino a Piazza Italia. In particolare si rende necessario sistemare l?antica tomba denominata ?Sa Presonedda? in via E. D?Arborea con l?eliminazione della cancellata esterna e l?illuminazione interna ed esterna del monumento;
- il Lungomare C. Colombo fino all?ex-lavatoio (sa Marina) con parte integrante (culturalmente) di via Cavour (S?arruga ?e Su Conti): sarà completato ed affidato in gestione l?Ostello della Gioventù nel sito dell?ex mattatoio e sistemato e arredato il Lungomare.
E? richiesta da più parti la realizzazione di canile per affrontare con efficacia il fenomeno del randagismo nonché quello relativo all?abbandono.
Infine, occorrerà una nuova pianificazione dell?attuale viabilità e delle aree destinate a parcheggi oramai inadeguate, soprattutto nei principali assi di scorrimento interni della città

CULTURA
Il programma di valorizzazione delle enormi risorse ambientali, archeologiche, artistiche, culturali, religiose ed enogastronomiche, aumenta la vocazione naturale e le potenzialità di uno sviluppo turistico della nostra isola.
Sviluppare un turismo di qualità è infatti la linea che viene proposta.
La strategia di sviluppo dovrà consentire ai diversi settori ?di agire insieme?, creando un?offerta integrata.
Lo sviluppo turistico della nostra isola, in un contesto come quello rappresentato da tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, è fortemente legato alla capacità di caratterizzare la nostra offerta.
Per cogliere quest?obiettivo occorre valorizzare e promuovere tutte le potenzialità presenti nella nostra isola diverse dal sole e dal mare.
Intendiamo riferirci, come già detto, al nostro immenso patrimonio culturale unico al mondo.
Il perseguimento di questo traguardo dovrà cominciare con la gestione o della struttura museale, che dovrà essere dotata di una sala didattica, una sala multimediale, punto vendita di souvenirs, riproduzioni etc., nonché promuovendo le relative attività connesse.
Crediamo di non affermare una banalità se diciamo che il nostro museo può annoverasi tra i più importanti del mondo per le testimonianze fenicie.
Così pure il Museo Etnografico, dove sono presenti le testimonianze legate alle tradizioni locali, le arti ed i mestieri del passato, i costumi tipici nonché le tradizioni popolari legate alla nostra gastronomia, dovrà trovare nuovo slancio nelle programmazioni culturali
E? necessario, inoltre, per valorizzare tutte le aree monumentali cittadine, dotarle di idonea illuminazione al fine di trasformarle in veri e propri musei all?aperto, fruibili anche nelle ore notturne.
Ciò consentirà ?l?allungamento della giornata turistica? offrendo validi itinerari culturali che si integreranno al richiamo turistico legato alla balneazione.
Infine, abbiamo sempre pensato che la vita di Sant?Antioco martire costituisca un immenso patrimonio, oltre che spirituale, culturale e di identità popolare.
Dopo aver reistituito la venerazione del Santo Patrono in occasione della ricorrenza del 1° Agosto, occorrerà verificare la possibilità -di concerto col Rettore della Basilica- di sviluppare il Museo del Santo, già Patrono della Sardegna.
Ciò consentirà di far diventare la vita e la storia del Santo motivo di venerazione e pellegrinaggio per tutti i credenti oltre che meta di sicuro interesse per tutti i turisti.
In questo quadro, pensiamo possa integrasi agevolmente ed utilmente anche la valorizzazione dell?Archivio Storico Comunale che, dopo l?avvenuto trasferimento in locali più adeguati, può svolgere un ruolo importante per la conoscenza del nostro recente passato e, dunque essere inserito negli itinerari di interesse turistico-culturale.
Anche per questa realtà sarebbe opportuno ?concordandole con la gestione, prevedere la realizzazione di una sala didattica, di un programma di pubblicazioni e di mostre tematiche.
Il successo ottenuto dalla Scuola di Musica istituita nel 1996 ci impegna a proseguire su questa esperienza con un progetto di crescita progressiva e costante finalizzata alla eventuale istituzione di una Accademia Musicale.
Il valore di queste proposte, naturalmente, non si ferma allo sviluppo turistico dell?isola ma assume anche un?ulteriore valore: la nostra crescita culturale, la appropriazione della nostra identità culturale e della nostra storia.

TURISMO e ATTIVITA? PRODUTTIVE
L?art. 8 dello Statuto del Comune di S.Antioco, come già detto, recita: ?S.Antioco è città turistica, residenziale, sede di attività di servizio, culturali, commerciali e sportive. Promuove lo sviluppo e la pesca e le attività connesse, e si attiva per la sua regolamentazione?.
Sembra che questo principio fondamentale della nostra Carta Statutaria sia stato completamente scordato dall?ultima amministrazione.
Oltre i fuochi d?artificio a Maladroxia, sulla cui iniziativa ci sarebbe da discutere, non sembra che sia stato dato impulso alla vocazione turistica dell?isola, alle attività produttive nonché al comparto della pesca.
Il paese è rimasto immobile, quasi che sia rimasto per sei lunghi anni sotto gestione commissariale.
La scelta della città turistica, dettata dallo Statuto, va ribadita ed andrà perseguita con nuovo impegno.
La sua realizzazione necessita di una forte integrazione della pubblica amministrazione con tutti gli operatori economici della città.
La città con l?amministrazione devono svolgere un ruolo propulsivo della promozione dell?isola, rispondendo sempre più ad una domanda crescente e di qualità.
Il turismo di qualità deve essere organizzato su percorsi ambientali, culturali, archeologici, religiosi, tradizionali, nautici, di pescaturismo, enogastronomici, integrati con manifestazioni e spettacoli, anche di interesse contemporaneo, in grado di favorire lo sviluppo di tutte le attività commerciali e del terziario presenti in città.
Così come occorrerà promuovere mostre permanenti delle nostre attività artigianali tipiche (pensiamo alla tessitura del bisso o del tappeto sardo locale) anche al fine allungare la stagione turistica.
Infine, appare necessario dotare il Comune di uno sportello di accompagnamento burocratico in favore di tutti coloro che intendano investire in attività compatibili con la vocazione naturale dell?isola.

COMMERCIO
E? sicuramente un settore trainante per l?economia della città che, pur vivendo una crisi generale, appare pronto a cogliere un?opportunità di rilancio.
La professionalità degli operatori, resterà premiata non appena l?Isola riprenderà con convinzione lo sviluppo turistico.
E? comunque intenzione della nostra lista, nei limiti imposti dalla legge, adeguare il piano commerciale alle esigenze che di volta in volta si presenteranno.

AGRICOLTURA
Il settore vive ? oramai da lungo tempo ? una situazione di grave crisi in tutto il territorio circostante.
L?unico comparto che, superata l?errata fase degli espianti, sembra avere reale possibilità di ripresa è quello vitivinicolo, il quale ha avuto nuova crescita negli ultimi anni.
Questo comparto, che trova nella Cantina Sociale di S.Antioco la sua infrastruttura naturale per la trasformazione dell?uva, dovrà trovare nel Comune un punto di riferimento attivo per la promozione del nostro patrimonio viticolo per la valorizzazione del nostro vino, ?Carignano?, oramai conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
La produzione di nicchia di prodotti tipici locali, ad alto valore aggiunto, e di eccellente qualità, devono considerarsi strategici per lo sviluppo del turismo enogastronomico la cui domanda è in forte ascesa nelle preferenze degli utenti.
Lo stesso approccio vale per l?allevamento bovino, suino ed avicolo locale.
Gli agriturismo già presenti nell?isola, costituiscono i primi avamposti di interconnessione tra l?agricoltura di qualità ed il turismo rurale, su cui il Comune dovrà incentrare la sua attenzione.
Sarebbe interessante promuovere una conferenza programmatica promossa dal Comune con tutti gli operatori del settore per pianificare gli interventi necessari per il rilancio definitivo del settore nell?isola.
In ogni caso, per lo sviluppo di questo settore è importante adeguare la viabilità alle numerose esigenze degli operatori.
Occorrerà dunque varare un programma di interventi per la sistemazione delle strade di campagna che possa rendere facilmente percorribili gli attuali tracciati collegando i poderi con i mercati legati a queste attività.
In attesa del varo integrale del programma predetto occorrerà sistemare nell?immediato i punti cosiddetti ?critici?.
Particolare attenzione occorrerà prestare alla manutenzione della strada comunale di ?Triga? soprattutto alla luce del nuovo sviluppo che quella zona potrebbe avere.
Altrettanto impegno occorrerà profondere per il varo di un progetto di elettrificazione rurale nelle zone ancora sprovviste di energia elettrica.
Ciò consentirà una adeguata meccanizzazione degli allevamenti e una più facile vita nelle campagne.
In particolare -tra gli altri- occorre manutenzionare le strade di penetrazione interna nelle zone di ?Canai?, ?Triga?, ?S?Acqua e su Cardu?, ?Su Demaniu? e ?Su de Miai? nonché ?Bega Trotta?, ?S?ega e Bomba?, S?Arriaxiu?, ?Marchiesu?, ed infine ?Su Pranu?.
In coincidenza con i prevedibili periodi di siccità si dovrà provvedere al ripristino ed alla pulizia dei corsi d?acqua, costruire abbeveratoi e prevedere un servizio di trasporto dell?acqua per gli allevatori in difficoltà.
Infine, occorrerà prevedere la costruzione di nuovi pozzi nei punti strategici dell?isola.

PESCA
In attesa di un impegno serio della Regione Sarda, l?unica in grado di affrontare organicamente i problemi relativi a questo settore, il Comune dovrà provvedere alla creazione di un nuovo approdo sicuro per le imbarcazioni dei nostri pescatori, in prossimità delle aree della ex Sardamag
Le immense aree retrostanti, infatti, si prestano alla realizzazione di un mercato ittico all?ingrosso per la vendita del prodotto pescato nonché per la realizzazione di piccole industrie di lavorazione e trasformazione dei prodotti ittici.
Il P.U.C. dovrà tenere conto di tale prospettiva.
Appare interessante, altresì, esaminare ? unitamente agli altri Comuni contigui ? l?attuale situazione tecnica ed economica in cui si trovano gli specchi acquei delle Saline, al fine di verificare se almeno una parte di questi possa essere ?restituita? ai pescatori per la creazione di peschiere naturali.
L?amministrazione dovrà sensibilizzare la categoria per l?utilizzo di attrezzi da pesca sempre più selettivi che garantiscano la salvaguardia del novellame e dunque lo stesso patrimonio ittico esistente.
Inoltre, si dovrà programmare, di concerto con la categoria, ogni iniziativa utile per diminuire lo sforzo di pesca mediante meccanismi di riconversione incentivata.
In quest?ottica, devono essere considerate le nuove iniziative di pescaturismo, ittiturismo, etc. tese ad integrare le attività della pesca con quelle più propriamente turistiche.
Infine, sempre di concerto con la categoria, si rende opportuno studiare tutte quelle attività esercitabili nell?ecosistema marino, in maniera compatibile con l?ambiente, per le quali sono previsti investimenti in favore della pesca e dell?ambiente.

SPORT
Lo sport deve essere posto tra i mezzi più importanti di formazione psicofisica, integrazione ed inserimento sociale.
Occorre: a) creare una cultura sportiva, attraverso un percorso educativo nel quale interagiscano la scuola, i genitori, operatori territoriali e giovani interessati dal problema della dispersione scolastica; b) promuovere seminari informativi per le società, aventi ad oggetto l?educazione e la corretta crescita psicofisica dei bambini; c) favorire lo sport come terapia per i disabili; d) organizzare eventi in collaborazione con le scuole per sensibilizzare i giovani alle attività motorie nell varie discipline.
Si sosterranno le società sportive offrendo loro un miglior utilizzo delle strutture, comprese quelle scolastiche.
Le strutture sportive di ?quartiere? dovranno avere una distribuzione capillare ed omogenea.
Le strutture regolamentari, quali il campo di calcetto ecc. dovranno essere oggetto di intervento per adeguarle alle nuove norme di sicurezza e migliorarle sotto il profilo funzionale.
La nuova Amministrazione, inoltre, dovrà completare l?opera e partecipare alle procedure relative alla gestione del Poligono di tiro a segno.
Resta da verificare se Sant?Antioco possa colmare la lacuna, studiando la possibilità di realizzare una piscina comunale per gli sport acquatici nonché una pista di atletica.
Si dovrà, infine, intervenire migliorando tutte le strutture sportive:
- Campi Sportivi Comunali che comprendono stadio in erba e Campo in terra battuta;
- Gruppo Polivalente Lungomare che comprende due campi da tennis, un campo di pallamano-calcetto, una Palestra coperta (Palasport) e una scoperta;
- Campo di calcio sito nella via Matteotti.
- Pista di pattinaggio;
- Palestra di via XXIV Maggio.

SPETTACOLO
Il fenomeno di alcuni anni fa, che ha visto Sant?Antioco come punto di riferimento nel Sulcis, è scaturito da una serie di fattori che complessivamente hanno offerto condizioni tali da richiamare l?attenzione di migliaia di persone in città.
Questo fatto era divenuto un fattore moltiplicatore del reddito prodotto da tutti i locali pubblici presenti in città nonché fattore di attrazione di nuovi investimenti e, dunque, di nuova occupazione.
L?aspetto ordinato della città, la qualità della vita, le numerose attività nel settore della ristorazione e del terziario erano divenuti elementi importanti dello sviluppo.
Quella esperienza andrà ripresa e dovrà trovare nuovi momenti di concertazione con i pubblici esercenti.
Sarà necessario programmare la stagione degli spettacoli mantenendone alto il livello qualitativo, contemperando tutte le esigenze della città.
L?ubicazione degli spettacoli dovrà seguire la linea del decentramento, contemperando le esigenze culturali e ricreative con quelle delle attività produttive.

POLITICA – Sant?Antioco, presentata la lista civica ?Città Nuova?

13 Marzo 2007 222 commenti


POLITICA

SANT?ANTIOCO, PRESENTATA LA LISTA CIVICA ?CITTÀ NUOVA?
Il candidato sindaco è Gianni Locci

Cominciano a moltiplicarsi gli incontri e le presentazioni delle liste e dei candidati in vista delle prossime elezioni comunali che si terranno a Sant?Antioco presumibilmente nel mese di Maggio.
Sabato scorso è toccato alla lista civica di centrodestra denominata ?Città Nuova? che presso il chiosco del Bar Lungomare di Sant?Antioco, in piazza Ferralasco, davanti ad una platea piuttosto numerosa ha presentato il proprio candidato a sindaco e il simbolo della lista.
Il candidato sindaco, che sfiderà gli altri quattro pretendenti (Eusebio Baghino, Mario Corongiu, Giovannino Cossu e Piergiorgio Testa), è l?avvocato Gianni Locci, ex consigliere regionale nelle fila di Alleanza Nazionale e figlio dell?ex sindaco di Sant?Antioco Virginio Locci (che ha amministrato la cittadina lagunare per due legislature negli anni novanta). Lo stesso Gianni Locci è già stato consigliere comunale a Sant?Antioco.
Lo slogan della lista ?Città Nuova? è ?Il rinascimento di Sant?Antioco?.
Ad aprire i lavori sabato è stato Ignazio Locci, candidato della lista, che ha presentato il proprio gruppo e ha messo l?accento sull?importanza della partecipazione dei giovani alla politica. ?Riteniamo che la partecipazione dei giovani sia importante in un paese come il nostro, vecchio e a corto di idee ? ha detto Ignazio Locci ? ovviamente a prescindere dalla parte politica, quantomeno per ridare entusiasmo ed un minimo di modernità ad una città ammorbata dai tromboni della politica?.
Dopo un intervento di Mario Massa, altro candidato della lista ?Città Nuova?, ha preso la parola il candidato per la poltrona di sindaco Gianni Locci, che ha presentato i candidati che lo sosterranno in questa campagna elettorale e ha illustrato il programma della sua lista.
?Puntiamo su un gruppo di giovani che possano costituire la futura classe dirigente del paese – ha ribadito Gianni Locci – l’ambizione della lista è quella di dare una nuova opportunità alla comunità antiochense. Giovani che vogliono contribuire responsabilmente all?amministrazione della propria città, esaltandone le vocazioni, nel segno della meritocrazia. Stop agli amici degli amici?.
Il programma della lista ?Città Nuova? è stato suddiviso in due parti, la prima parte riguarda i primi 60 giorni dopo l?eventuale elezione e propone interventi che dovranno servire a rimettere in moto il paese bloccato, a detta del candidato sindaco, da cinque anni di paralisi amministrativa.
Di seguito presentiamo i nomi di tutti i candidati della lista ?Città Nuova?: Ignazio Locci, Andrea Carboni, Mario Massa, Gianni Inguscio, Salvatorina Iesu, Eleonora Spiga, Giorgio Zara, Renato Avellino, Antonello Fulgheri, Carlo Piredda, Gianni Cauli, Massimo Martis, Massimo Puddu, Carlo Uras, Pinella Salidu, Giangi Marongiu, Giuseppina Marras, Carlo Dessì, Marco Pintus. Manca solo il ventesimo e ultimo candidato che sarà comunque deciso nei prossimi giorni.

NELLA FOTO: Il candidato sindaco, Gianni Locci

ATTUALITA’ – Mons. Giovanni Paolo Zedda, nuovo Vescovo di Iglesias

12 Marzo 2007 1 commento


ATTUALITA’

Nominato il successore di Mons. Tarcisio Pillolla

MONS. GIOVANNI PAOLO ZEDDA, NUOVO VESCOVO DI IGLESIAS
La nomina è stata ufficializzata, come tradizione, contemporaneamente ad Ales e ad Iglesias

Mons. Tarcisio Pillolla, nell’Aula Magna del Seminario Vescovile, ha comunicato ufficialmente il nome del suo successore quale Vescovo di Iglesias. Si tratta di Mons. Giovanni Paolo Zedda, Vicario Foraneo e Parroco di “Santa Chiara” a San Gavino Monreale. “Giovedì 1° marzo – ha esordito il Vescovo – ho ricevuto una telefonata dal nuovo Nunzio Apostolico in Italia Mons. Giuseppe Bertello in cui mi comunicava che il Santo Padre aveva nominato Don Giovanni Paolo Zedda nuovo Vescovo di Iglesias”.
Il Rev.do Giovanni Paolo Zedda è nato a Ingurtosu, diocesi di Ales-Terralba e provincia di Cagliari, l?8 settembre 1947. Ha frequentato le scuole medie ed il liceo al Seminario Diocesano di Villacidro, filosofia e teologia al Seminario Regionale di Cagliari, conseguendo la licenza in Teologia nel 1970.
È stato ordinato Sacerdote ad Arbus il 28 agosto 1971. Ha svolto gli incarichi di Insegnante di Religione nelle scuole medie-superiori da 1971 al 1992; Viceparroco a Guspuni dal 1971 al 1972; Viceparroco a S. Gavino Monreale dal 1972 al 1983; Rettore del Seminario Diocesano in Villacidro dal 1983 al 1992; Direttore del Centro Diocesano di Pastorale Vocazionale dal 1984 fino ad oggi; Parroco di Santa Barbara in Gonnosfanadiga dal 1991 al 1997. Dal 1992 è Direttore Spirituale del Seminario Diocesano; dal 1997 al 2005 è Parroco di San Sebastiano in Arbus; dal 1999 Vicario Foraneo e dal 2005 è Parroco di “Santa Chiara Vergine” a San Gavino Monreale. Ricopre l?ufficio di Docente all?Istituto di Scienze Religiose, Consultore Diocesano, Membro del Consiglio Presbiterale e di quello Pastorale.
“Già da una settimana – prosegue il Vescovo – ci sentiamo frequentemente per telefono. Mi ha riferito di essere fiducioso per il suo ministero anche se, come è ovvio, sente il peso di questa grande responsabilità. L’ho rassicurato dicendogli che tutti, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e laici della Diocesi, sono brava gente”.
Riguardo la comprensibile curiosità delle prossime scadenze in particolare del suo ingresso in Diocesi il Vescovo ha dichiarato di non poter dire niente di certo.
A questo proposito Mons. Pillolla ha ricordato la norma del Codice di Diritto Canonico che può offrire qualche indicazione abbastanza chiara: “Il Vescovo diocesano deve prendere possesso canonico della sua Diocesi entro quattro mesi a decorrere dalla recezione della lettera apostolica, se non è stato ancora consacrato Vescovo; entro due mesi dalla medesima recezione se è già statao consacrato”.
Il Vescovo ha poi ringraziato la Diocesi e in particolare i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici dell’affetto ricevuto nei sette anni, cinque mesi e 28 giorni in cui ha guidato la diocesi. “In questa significativa circostanza – ha concluso Mons. Pillolla – ripeto ancora una volta che nella Diocesi di Iglesias ho ricevuto molto più diquanto non abbia dato”.
I presenti hanno salutato la nomina di Mons. Giovanni Paolo Zedda a Vescovo di Iglesias con un caloroso applauso.

( da www.diocesidiiglesias.it )

INTERVISTA ? Chiara Vigo. Maestra di un?arte antica

5 Marzo 2007 7 commenti


INTERVISTE GA

CHIARA VIGO
MAESTRA DI UN’ARTE ANTICA

Chiara Vigo nasce a Calasetta nel 1955.
È nipote di Leonilde Mereu, che negli anni ?50 è maestro di bisso. Dalla nonna la giovane Chiara apprende la lavorazione del bisso, scoprendone la bellezza e la passione, ma anche la pazienza, la fatica e la cura per i dettagli.
Oggi Chiara Vigo è l?unica persona al mondo a tessere il bisso e, quindi, a mantenere ancora in vita una tradizione millenaria.
Il bisso deriva dalla cosiddetta Pinna Nobilis, che nel 1992 è dichiarata da una direttiva europea animale in via di estinzione e quindi specie protetta. Ma Chiara Vigo riesce a ideare un nuovo modo di utilizzare la Pinna Nobilis senza danneggiarla. Dopo anni di immersioni nelle quali studia il suo habitat, capisce che ai primi di Maggio i fanghi dello stagno sono più molli e il mollusco può essere tolto e ripiantato senza farlo morire, dopo aver tagliato una parte della seta. In questo modo la Pinna Nobilis è preservata, i filamenti ricrescono e l’animale non viene danneggiato. Anche se gli scarichi in acqua, la pesca a strascico e gli insediamenti di allevamenti ittici continuano a minacciare l?habitat di questo mollusco all?interno del Golfo di Palmas e, in particolare, nei fondali di Stan?e Cirdu.
Chiara Vigo continua a lavorare e le sue meravigliose realizzazioni le permettono di farsi conoscere a livello nazionale e internazionale, attraverso congressi, mostre, riconoscimenti, articoli su riviste o servizi in televisione.
Nel 2002, presso le Scuole Leumann di Torino, tiene una conferenza sulla lavorazione del bisso dal titolo “L’oro del mare incontra i fili della terra”, riscuotendo enorme interesse tra tessitori ed esperti provenienti da tutto il mondo, ma anche fra i rappresentanti delle nuove generazioni, bambini in testa. Da qui nasce l?idea di realizzare una scuola di tessitura del bisso a Sant’Antioco, per tramandare questa meravigliosa arte a chiunque voglia apprenderla.

Gentile signora Chiara Vigo, ci fa molto piacere poter avere questo colloquio con Lei.
Vorremmo cominciare con una domanda semplice ma estremamente importante. Cosa rappresenta il Bisso per Lei ?

- Il Bisso è la cosa che ho scelto di conservare come patrimonio della storia della nostra città.

Che rapporto ha con il Suo paese, Sant?Antioco ?

- Bello. Mi piace per il suo fascino e la sua storia anche se sono nata a Calasetta, ma essendo da sempre vissuta con mia nonna e avendone conservato l?arte ritengo di essere e di appartenere come maestro all?Isola di Sant?Antioco.

Sappiamo che ha avuto diversi problemi a trovare uno spazio a Sant?Antioco per mostrare la Sua arte, poi è riuscita ad avere i locali del Monte Granatico. Come mai tutte queste difficoltà ? E come procede l?attività del Suo Museo del Bisso ?

- Lo spazio è arrivato dopo 20 anni di lotte, ma comunque sono felice di aver perseverato nella richiesta. L?attività ha raggiunto le 20.000 presenze dal mondo e per noi era importante, utilizzare me per creare una parte di indotto utile a tutti.

Ci dia il Suo sincero parere: ritiene che la Sua arte sia attualmente valorizzata come dovrebbe ? Secondo Lei le istituzioni fanno quanto dovrebbero per valorizzare gli antichi mestieri e l?arte tradizionale come la Sua ?

- No credo che ci vorrà ancora tanta pazienza ma prima o poi…chi la dura la vince! E io sono un maestro testardo.

Ha intenzione di tramandare la Sua arte alle generazioni future ? Se sì, in che modo ?

- Per non perdere tempo Io ho già istruito in casa il prossimo maestro e quindi questa Arte non morirà, bisogna tenere conto del fatto che mia figlia vive secondo il suo tempo e potrebbe fare altre scelte. Aspetto da anni la bottega scuola ma credo che…abbiano altri interessi.

La lavorazione del Bisso è un processo complesso e difficile, anche per la difficoltà di reperire la ?materia prima?. Lei come riesce a portare avanti la Sua arte ?

- Ho completato gli studi a Taranto col talassografico e il professor Cosimo Sebastio che ha perfezionato il bisturi sottomarino per il taglio. L?università di Cagliari farà altrettanto in Sardegna a Stagno Cirdu e Punta?e?trettu, per difendere le zone marine dove l?animale ha attualmente una discreta densità: naturalmente la fibra verrà utilizzata solo per la collezione che sarà esposta al pubblico nei musei del mondo. La lavorazione non può essere usata per la commercializzazione, sarebbe un danno per il mare e perderebbe la sua Unicità, per adesso siamo alla fase sperimentale in bacini naturali e protetti sia in Sardegna che a Taranto dentro il parco del mar piccolo.

Ci parli della Sacra Sindone. Forse molte persone non lo sanno perché la notizia ha avuto poco risalto, ma Lei cosa ha scoperto ?

- Il velo di Mannoppello è di Bisso marino costruito su tavola chiodata: l?immagine compare sul velo senza che in esso ci siano tracce di pittura. Gli studi sono ancora in fase esecutiva ma appena avremo finito sarà mia cura ricevere la stampa.

Lei gira il mondo per far conoscere la Sua arte. Che differenze trova, dal punto di vista dell?accoglienza, dell?organizzazione, della promozione, tra le realtà locali e quelle dove si reca per mostrare i Suoi lavori ?

- La differenza è abissale ma tenuto conto che a me piace il mio paese, resterò nella mia terra. E vero che gli Antiochensi sono particolari ma Io li amo come sono…così autentici!

Cosa pensa dell?attuale situazione nel Sulcis Iglesiente e in particolare nel Suo paese dal punto di vista dello sviluppo economico e sociale ? Secondo Lei questa crisi è irreversibile ?

- E? grave purtroppo, ma se siamo coscienti di poter fare qualcosa abbiamo il dovere di guardare al di là del naso.

Secondo Lei l?attività e la promozione del turismo sono organizzati adeguatamente a Sant?Antioco e in generale nel Sulcis Iglesiente ?

- No sarebbe più utile essere meno disfattisti e creare sempre più particelle da utilizzare per il bene comune: Monte Granatico è aperto a chi vuole apportare idee artistiche che colorino il grigio della nostra città.

Il prossimo Maggio a Sant?Antioco sono previste le elezioni comunali. Cosa si aspetta dalla nuova giunta che sarà eletta ?

- Chiunque vada al potere conosce l?argomento, spero solo che chi si appresta a governare non abbia solo idee lottizzative private. Vedete, è inutile continuare a costruire case da vendere a chi passa se non si cura il tessuto Artistico-Storico da poter visitare e se non si anima la vita di mare e terra. Sarebbe proprio da stupidi e diventerebbe una città grande ma morta!

Se qualcuno vuole conoscere la Sua arte e vedere i Suoi lavori, dove può recarsi attualmente ?

- Presso il Monte Granatico a Sant?Antioco dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30 oppure per un appuntamento diverso o festivo può telefonare al 3473302237.

Per finire. Vuole lasciare un messaggio ai nostri lettori ?

- Sì. Cercate di imitarmi facendo bene quello che conoscete, senza cercare di fare me, sarebbe una perdita di tempo che potreste dedicare a cose da aggiungere al Bisso. Auguri a tutti e buon Lavoro.

Signora Vigo, La ringraziamo per averci concesso questa intervista e le auguriamo ogni fortuna per la Sua attività…sperando che il Bisso e la sua lavorazione possano essere tramandati ancora per tante generazioni.

( Alessandro Mereu )