Home > Senza categoria > Il saluto di Mons.Giovanni Paolo Zedda alla Diocesi di Iglesias

Il saluto di Mons.Giovanni Paolo Zedda alla Diocesi di Iglesias

19 Marzo 2007


ATTUALITA’

IL SALUTO DI DON GIOVANNI PAOLO ZEDDA
ALLA DIOCESI DI IGLESIAS

Carissimi Mons. Tarcisio Pillolla, Mons. Giovanni Cogoni, Presbiteri, Diaconi, Religiosi e religiose, Seminaristi, fedeli laici tutti della Chiesa di Iglesias,

dal giorno in cui Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Bertello, Nunzio Apostolico in Italia, mi ha convocato per comunicarmi la decisione del Santo Padre Benedetto XVI siete stati subito presenti nella mia preghiera e nel mio affetto. Ora desidero rivolgervi il mio saluto più cordiale e affettuoso.

L’iniziale sorpresa, mista a momenti di sconcerto e preoccupazione, ha presto lasciato spazio ad una rinnovata serenità interiore, nella consapevolezza, ancor più grande che in passato, della totale gratuità dei doni di Dio e nella ancor più chiara comprensione della parola del Signore: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Parola che nei miei 36 anni di presbiterato ho avuto la grazia di sperimentare come sorgente continua di libertà – senza che annullasse le mie fragilità e i miei limiti – per lasciar trasparire Lui, unico nostro Pastore e Maestro.

Ringrazio Lei, carissimo Mons. Tarcisio, per le fraterne parole di incoraggiamento con cui ha accolto la mia nomina. Grazie per l’impegno nel ministero da Lei generosamente profuso nel Suo servizo pastorale di cui, ne sono certo, la nostra diocesi conserverà sempre feconda memoria. SubentrandoLe nel ministero mi auguro di proseguire nella Sua sapiente opera. Confido che continuerà ad esserci vicino con la Sua cordialità e soprattutto con la Sua preghiera.

Un pensiero filiale a Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Cogoni, cui sono immensamente grato per la promessa di tenermi sempre presente al Signore.

Un abbraccio a tutti voi sacerdoti: siamo i primi inviati, insieme, nella comunione del Presbiterio, per continuare l’annuncio del Vangelo in questa porzione eletta della Chiesa.

Un saluto ai diaconi. Chiedo al Signore che il vostro ministero contribuisca a far crescere il servizio della carità della nostra comunità diocesana verso tutti i fratelli.

Saluto e ringrazio i religiosi e le religiose per la preziosa testimonianza di consacrazione totale per il Regno.

Un caro saluto ai seminaristi: il Signore vi illumini nella comprensione e nell’accoglienza della sua voce.

Il mio pensiero e la mia preghiera per ognuna delle comunità parrocchiali, per tutti i battezzati di ogni età e condizione – particolarmente i giovani e chi è più oppresso dal disagio sociale – per ogni famiglia, per ogni associazione ecclesiale. Portate il mio saluto anche a chi non si riconosce pienamente nella comunità cristiana. Cristo Gesù ci aiuti con il suo Spirito a formare di ogni parrocchia un avera “casa di comunione” accogliente verso tutti, specialmente verso i più piccoli, i più umili e bisognosi.

Un deferente e cordiale saluto a tutte le Autorità civili e militari, ai responsabili sindacali, a tutte le persone impegnate in opere sociali e nel volontariato.
Cresca ancora, nel reciproco rispetto delle responsabilità, la collaborazione che so essere già presente affinchè nel nostro territorio si possano superare le attuali serie difficoltà, nel riconoscimento della dignità di ogni persona e nella giustizia sociale.

Ringrazio tutti per l’atteggiamento di fede con cui avete subito accolto la notizia del mio arrivo tra voi. Ma ne danno buona testimonianza i messaggi augurali ricevuti in questi giorni da varie persone e comunità della nostra diocesi. Mi è di grande consolazione la vostra disponibilità – che vi prego di non abbandonare mai – a vedere in me, al di là di doti e limiti che mi caratterizzano, il centro di unità mandato dal Signore senza alcun mio merito per testimoniare nella comunione ecclesiale l’amore di Dio per ogni uomo.

Confido nella vostra unità di preghiera per me affinchè, come Papa Benedetto ci ha suggerito in questa Quaresima, sappia io per primo “togliere lo sguardo a Colui che hanno traffitto” e abbia la costante volontà di prendere la croce e seguire Lui per avere tutti il dono gioioso della sua Pasqua.

Ci accompagnino il santo martire Antioco nostro patrono, santa Chiara patrona della mia comunità in San Gavino Monreale e della nostra cattedrale di Iglesias, santa Barbara patrona dei minatori, nella cui chiesa ad Ingurtosu ho ricevuto il Battesimo, e tutti i santi e le sante di Dio.

Maria santissima, dataci come Madre del Signore, ci orienti sempre con le sue parole di Cana – “Fate quello che vi dirà” – e ottenga per noi la grazia di poter compiere giorno per giorno la missione affidataci dal Signore come sua Chiesa Sulcitana – Ecclesiense.

San Gavino Monreale, 11 marzo 2007
III domenica di Quaresima.


sac. Giovanni Paolo Zedda
Vescovo eletto di Iglesias

I commenti sono chiusi.