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ATTUALITA’ – Il trenino della speranza nella miniera di Buggerru

22 Maggio 2007


ATTUALITA’

IL TRENINO DELLA SPERANZA NELLA MINIERA DI BUGGERRU

I lavoratori dell’Igea hanno ripristinato il percorso minerario costruito nel cuore della montagna e utilizzato alla fine dell’800 per il trasporto dei minerali. I turisti possono ammirare le bellezze paesaggistiche seduti su comodi vagoni.

DI ANTONIO MARTINELLI

La rinascita del centro dell’Iglesiente, una volta chiamato piccola Parigi, è legata al recupero delle aree dismesse

Il trenino non sbuffa più, come faceva alla fine dell?Ottocento. Bandito il carbone, ora c?è l?energia elettrica pulita. Ma attraversare i 927 metri di quella galleria mineraria che si incunea nel cuore della montagna, anche seduti su di un vagone ferroviario, significa sprofondare in un altro mondo. Un mondo antico fatto di minatori malati di silicosi, di bambini di sette-otto anni ?usati? per raggiungere i filoni dei minerali che si insinuavano in stretti cunicoli, di donne (le cernitici) che sceglievano il materiale ricco di piombo e zinco. Buggerru, la piccola Parigi di una volta (tanti erano i francesi che vi lavoravano) sceglie il turismo per riscattare la dignità. Siamo nel profondo dell’Iglesiente, terra di miniere, di morti, di grandi lotte operaie. Da queste parti, nel 1904 , cominciarono le rivolte nazionali dei lavoratori per chiedere migliori
condizioni di vita e di lavoro. Gli eccidi non mancarono, come a Iglesias ed a Gonnesa. Nel 1880 il paese contava diecimila abitanti. Oggi sono una pattuglia, poco più di mille. E quella galleria Henry (la progettò e la costruì il padrone francese) è il fiore all?occhiello dello sviluppo. Quel trenino costruito ex novo con dieci vagoni è il simbolo del futuro. «Dopo averla sfruttata ? dice l?ex sindaco Gianni Algisi, uno degli artefici del recupero ? quella miniera deve diventare come la locomotiva: trascinare lontane le secche della miseria e della disoccupazione». Si sogna. Ma forse, no. «Perché ? chiosa Renato Cardella, con 23 anni di miniera sulle spalle – ci sono tutte le condizioni per ricominciare. Abbiamo lavorato quasi otto anni, si sono spesi miliardi di lire. Ora è tutto pronto per riaccendere i motori».
GLI STESSI MINATORI hanno ricostruito ciò che era andato perduto: la strada ferrata, il treno, le armature. Tra un po? ci sarà anche un ristorante, proprio dentro la miniera, con vista mare azzurro e faraglioni. E raccontano questi operai la storia di una delle miniere simbolo del parco Geominerario. Pagine di eroismo che aspettano solo chi deve ascoltarle. «I turisti restano affascinati», assicura il minatore-guida. «Ne arrivano tutti i giorni e restano a bocca aperta». Casco giallo, il minatore Cardella guida il trenino raccontando senza fermarsi mai. Un fiume di parole. «Qui ci sono quattro livelli», come fossero quattro piani di un palazzo enorme. «Si parte dal livello zero, cioè dal mare, poi arriviamo a 35, 55 e infine a settanta metri d?altezza». Si lavorava, allora, con picco e paia. Non c?erano certo le ruspe. E neppure la dinamite, solo polvere nera. La calamina veniva caricata sui vagoncini e trasportata sulla spiaggia. «Con i cestini di vimini si saliva sulle barche, le bilancelle carlofortine, le famose vele latine, e così ogni giorno per 10-12 ore». Non mancano i racconti di grandi eroi del lavoro. «Ho conosciuto un anziano che faceva quel lavoro: era piegato su se stesso e sulla spalla una protuberanza ossea indescrivibile». Altri tempi. Oggi ci sono i computer. «La miniera è controllata in tutto e
per tutto
– spiega Carlo Plaisant, ex capo servizio, che ha seguito i lavori – Il pericolo è l?ossido di carbonio: quando i sensori lo segnalano sta per scoppiare un incendio. Ma qui siamo all’avanguardia».

( da IL GIORNALE DI SARDEGNA )

  1. LUCA
    22 Maggio 2007 a 21:41 | #1

    FANTASTICO!AVETE NOTIZIE SU ORARI, VISITE, PREZZI E QUANTALTRO?

  2. Samuele
    22 Maggio 2007 a 22:25 | #2

    http://www.igeaminiere.it per informazioni, orari e prezzi.

  3. Ferruccio Varga
    4 Giugno 2007 a 12:39 | #3

    Ho avuto il piacere di visitare la miniera lo scorso settembre con mia moglie che è rimasta vivamente emozionata ed entusiasta.
    Complimenti, spero che l’albergo in fondo alla gallaria sia ultimato, dovrebbe essere un buon “traino” per il turismo.
    Complimenti anche all’Amministrazione locale per il buon Parcheggio per CAMPER.
    Avanti così.

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