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Archivio 5 Giugno 2007

REPORTAGE – Seimila anni di storia, svelato il tesoro di Iglesias

5 Giugno 2007 3 commenti


REPORTAGE

SEIMILA ANNI DI STORIA
SVELATO IL TESORO DI IGLESIAS

Clamorosa rivelazione degli studiosi di archeologia che hanno datato la nascita della città mineraria ricca di immense ricchezze di piombo e zinco ma anche di uno scrigno fatto di antiche testimonianza ancora da scoprire.

Il presidente di Italia Nostra ha avanzato una feroce critica contro gli enti che ancora oggi emarginano il territorio

Tombe dei giganti, villaggi nuragici, necropoli e, sulcis in fundo, anche i nuraghi. Iglesias non è solo terra di miniera, ma anche uno scrigno archeologico con testimonianze antiche di ben seimila anni. Uno scrigno ancora tutto da scoprire. Pochissimi gli scavi effettuati nell?ultimo secolo dalla Soprintendenza alle antichità di Cagliari. Ma di contro moltissimi i ritrovamenti di monete, ceramiche, ossidiana e tanti giacimenti archeologici. Secondo gli esperti l?antica Villa di Chiesa, come veniva chiamata, affonda le radici a sei millenni prima che nascesse Gesù Cristo. Ed ora c?è anche un?ipotesi di come può essere avvenuto il popolamento. A dare la vita al territorio potrebbero essere stati i cacciatori. Lo sostiene Luciano Alba, fiduciario della soprintendenza per il Sulcis, in una recente pubblicazione.
?Le ceramiche – ha scritto l?esperto – ritrovate nella grotta di Su Mrajani di Monte Casula, custodite nella collezione dell?onorevole Carlo Meloni, attestano la presenza in questa cavità naturale di un piccolo gruppo di cacciatori-allevatori nel VI e nel V millennio avanti Cristo?. Poi i ritrovamenti sono continuati nelle aree circostanti. Iglesias appare, in quel tempo, come una vallata circondata di colline lussureggianti con grande abbondanza di acqua e selvaggina. Quattro i colli conosciuti: Buoncammino, Monte Altare, Pizzu ?e Pudda e Cruccueddu. In queste località sono individuabili gli albori della vita e del popolamento. Ma non solo. Attorno alla città mineraria, gli speleologi hanno censito ben 94 siti archeologici, che nell?ambito di un ampio arco cronologico parte dal Neolitico Inferiore (appunto seimila anni fa) sino alla fine del Giudicato di Cagliari (1257). Un lavoro parallelo di ricerche è stato fatto anche dagli speleologi i quali hanno individuato e censito ben 150 grotte. E in un numero considerevole di queste i ritrovamenti hanno consentito di scrivere le pagine di quei millenni. Ma di questo grande tesoro, purtroppo, poco si sa e poco è stato valorizzato.
Stefano Priola, presidente di Italia Nostra, è un ?combattente? che a volte si dispera di fronte all?enorme disinteresse dimostrato dalle autorità. Lui da 30 anni denuncia questo stato di cose. ?Più volte ho criticato la Soprintendenza proprio perché questo territorio è una testimonianza vivente ma che nessuno prende in considerazione?. Gli scavi hanno sempre trovato terreno fertile in altre parti della Sardegna. Ma l?Iglesiente è rimasto una Cenerentola. Di recente il problema è stato sollevato nuovamente durante un convegno che si è svolto nell?archivio storico cittadino, alla presenza di molti esperti. L?archeologo Giancarlo Canino ha denunciato il disinteresse soltanto disegnando un percorso ideale delle ricchezze archeologiche del territorio, partendo dall?alba della vita, e dimostrando come Iglesias, ha le carte in regola per trasformarsi in un grande laboratorio di ricerche. ?Le sorprese ? ha avuto modo di dire Canino ? sarebbero immense?. Lo stesso autore del libro ?L?Alba dei Nuraghi?, Giovanni Ugas, è rimasto stupefatto da questa ricchezza archeologica. Fra l?altro conta molti nuraghi, un altro enigma per gli studiosi.

(di Antonio Martinelli, da IL GIORNALE DI SARDEGNA)