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INTERVENTI – Moriamo sempre più di tumore, in particolare nelle aree industriali

8 Giugno 2007


INTERVENTI

MORIAMO SEMPRE PIU? DI TUMORE,
IN PARTICOLARE NELLE AREE INDUSTRIALI

di Graziano Alderighi

L?inquinamento è fattore scatenante e concausa del cancro. A dimostrarlo dati epidemiologici: in un decennio aumenti dal 10 al 40% di linfomi e leucemie negli adulti e fino al 70% nei bambini. I pesticidi nel piatto sono quindi meno pericolosi dello smog e degli scarichi di fabbriche, auto e impianti di riscaldamento
(26 Maggio 2007 TN 20 Anno 5)

Aree siderurgiche e chimiche, porti e raffinerie: qui si concentrano gli eccessi di mortalità per malattie respiratorie, per tumori alla laringe e ai polmoni, al fegato, alla vescica, leucemia e linfomi. Lo raccontano gli studi sempre più numerosi sulle acciaierie di Genova, Piombino e Taranto, sui petrolchimici siciliani di Gela, Priolo e Augusta così come sulle raffinerie di Sarroch, Porto Torres e Portoscuso in Sardegna.
In un articolo de L?Espresso, un?analisi critica della crescita dei tumori nel nostro Paese e i dati sono sconfortanti. In Italia la crescita dei casi di tumori è a livelli da epidemia. Basta guardare i numeri e confrontare i dati degli anni Ottanta con le analisi più recenti. Tra il 15 e il 20% in più i casi di linfomi e leucemie; i mesoteliomi che esplodono (più 37% nelle donne e più 10 negli uomini); poi la mammella (più 27), il cervello (tra l’8 e il 10), il fegato (tra il 14 e il 20). Se si guarda ai bambini, la statistica diventa angosciante- aggiunge L’Espresso- il confronto tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta mostra risultati spietati. Usando come campione la Regione Piemonte si scopre un’impennata del 72% del neuroblastoma, del 49% nei tumori del sistema nervoso centrale, del 23% per le leucemie.

Dati sicuramente allarmanti ma il rapporto più inquietante è stato presentato l’anno scorso dall’Ufficio ambientale dell’Organizzazione mondiale della sanità di Roma, che nelle 13 città più grandi d’Italia ha stimato 8 mila morti all’anno per gli effetti cronici dell’inquinamento atmosferico, di cui una parte non irrilevante viene giocata dai tumori ai polmoni (750 casi all’anno) e alle vie respiratorie, leucemie da benzene e linfomi.

Sul banco degli imputati quindi gli scarichi delle industrie, il traffico automobilistico e gli impianti di riscaldamento, oltre alla devastazione dei suoli provocata da discariche clandestine immette nella catena alimentare sostanze nocive che finiscono sulla tavola degli italiani.

Assolta, quindi, l?agricoltura che, almeno in quest?inchiesta, viene dipinta come vittima del crescente inquinamento e sfruttamento delle risorse naturali.

Anche dal recente rapporto di Legambiente, ?Pesticidi nel piatto 2007?, emergono dati confortanti per il settore primario.
Solo il 3,6% del campione del frutto più ?inquinato?, la mela, risulta irregolare. Numeri addirittura ben inferiori per il resto della frutta e soprattutto della verdura. Oltre l’84% delle verdure analizzate risulta priva di residui chimici, il 15% presenta uno o più residui, sotto comunque le soglie stabilite per legge, e l’1% è irregolare.
In generale, la percentuale dei campioni irregolari di prodotti ortofrutticoli, cioè fuori legge per superamento dei limiti di concentrazione di residuo chimico o per uso di pesticidi non autorizzati, rimane invariata rispetto allo scorso anno (1,3%), e i campioni con più di un residuo diminuiscono leggermente, con un calo del 1,7 % rispetto alle percentuali dell’indagine del 2006.
Il rapporto registra quindi un lento ma graduale miglioramento della situazione, a testimonianza della maggiore attenzione da parte degli operatori agricoli alla salubrità dei cibi e alle richieste dei consumatori, sempre più favorevoli ai prodotti provenienti da un’agricoltura di qualità.

( di Graziano Alderighi )

  1. ov
    8 Giugno 2007 a 20:42 | #1

    ma chi se ne frega….tanto c’è alcoa fundation che fa l’elemosina per comprare le amministrazioni locali del sulcis…complici dello sterminio.
    drogare l’opinione pubblica con opere meritorie…per fottere tutti sulla questione dell’energia e dell’inquinamento.
    grazie america!!!!

  2. fata turchina
    8 Giugno 2007 a 23:47 | #2

    L’articolo non dice nulla che gia’non sapessi. Il fatto e’ che se anche ci informate non cambia mica la morte di cui moriremo, scusa ma adesso che so le percentuali dei tumori piu’ diffusi a causa dell’inquinamento mi cambia qualcosa? Dipendesse da me avrei lasciato le fabbriche ma ne avrei modificato la produzione ma siccome cio’ non e’ possibile e’ perfettamente inutile mettermi al corrente non del rischio che corro ma di un sicuro destino… Questo male forse e’ gia in circolo nelle vene di molte persone ancora ignare. Io addirittura ho sentito dire che di notte a Portoscuso risparmiano in filtri cosi’ ci cucchiamo il piombo bene bene e allora? E’un triste destino che ci e’ stato imposto: essere esposti a dei mali che giovano solo alle tasche di coloro che lavorano in tali impianti e chi non ci lavora non solo non ci guadagna nulla ma subisce sulla propria pelle gli effetti devastanti delle scorie cancerogene che 24 ore al giorno respiriamo tutti e che il sangue porta in giro per l’organismo…

  3. Nano
    9 Giugno 2007 a 12:06 | #3

    ok fata turchina allora non scriviamo nulla, non denunciamo nulla, freghiamocene, tanto quel che deve succedere è già scritto…ma come ragioni?
    Io chiedo solo una cosa: dove sono finiti tutti quelli che hanno sfilato per far chiudere la Sardamag?

  4. fata turchina
    9 Giugno 2007 a 15:43 | #4

    Nano, ma tu hai frainteso…Non ho mica detto che dobbimo infischiarcene dell’ambientee dell’informazione, semplicemente ho contestato le percentuali che trasformano in valore numerico il rischio concreto e tangibile che noi del Sulcis corriamo. Un simile articolo mi fa precipitare nella piu’ totale depressione.
    Hai mai sentito parlare di “sviluppo sostenibile”?Ecco esso consiste nel usufruire (da parte dell’uomo) delle risorse dell’ambiente in modo tale da poter soddifare i propri bisogni e contemporaneamente impegnarsi a salvaguardare o a ripristinare le stesse risorse ambientali per il bene delle generazioni future… Intendo dire, tornado all’articolo, che e’ inutile citarmi percentuali fini a se stesse in quanto non producono nulla di concreto oltre ad avermi resa cosapevole che mi posso prendere la leucemia da un momento all’altro. In altre parole, non sto insinuando che l’informazione sia cosa sbagliata, semplicemente che l’informazione, in questo caso, va associata a qualche consiglio preventivo o a qualche campagna che promuova il recupero ambientale. Mi riferisco ad un maggior controllo dei filtri che dovrebbero essere sempre efficenti alle scorie abusive nel mare e poi, perche’ no suggerire di piantare alberi in quantita’ per permettere una maggiore produzione di ossigeno… Se ho offeso l’autore chiedo scusa, non era mia intenzione…Ciao

  5. fata turchina
    10 Giugno 2007 a 14:49 | #5

    nell’usufruire, altro errore

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