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Archivio Ottobre 2007

?FIERANDO??TRA COLORI E PAROLE?

31 Ottobre 2007 Commenti chiusi

 

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE

IN COLLABORAZIONE CON

" L’ENTE FIERA DELLA SARDEGNA DI CAGLIARI"

PRESENTANO

"FIERANDO……TRA COLORI E PAROLE"

presso padiglione "I" della Fiera

 

 

Programma

 

Venerdi 02 Novembre ore 10,00

Mostra delle opere del pittore "Pietro Paolo Bessero" fino all’11 novembre

Ore 17,00 Antonello Pellegrino presenta il romanzo "Bronzo" Condaghes editore

Sabato 03 Novembre ore 17,00

-     Prof. Mario Puddu presenta il  "Dizionario della Lingua Sarda"

-      "Condaghes editore"

con nozioni grammaticali sulla lingua Sarda

 

Sa prosa moderna in limba sarda Antoni Arca: narradores de oe

-     introduce l’editore Dott. Franziscu Cheratzu

 

Domenica 04 Novembre ore 17,00

D.ssa Sabrina Sabiu presenta il libro "Rosas….Una miniera tra passato e futuro"

Introduce lo scrittore Claudio Moica

Venerdi 09 novembre, ore 17.00

Presentazione dell’opera postuma di Giovanni Enna

"1409. Fuga sulla Giara"

Presentano:

Gianni Filippini, giornalista

Francesco Enna, scrittore

Sabato 10 Novembre ore 17,00

Lo scrittore Sergio Onnis presenta "Digressioni sull’Anima"

Letture delle sue produzioni letterarie e dibattito

Introduce lo scrittore Claudio Moica

Domenica 11 novembre ore 17,00

Il poeta Claudio Moica presenta "La poesia di pensiero"

Rappresentazione Teatrale tratta dal libro di poesie "Oltre lo sguardo"

Con la partecipazione straordinaria dell’attore Maurizio Anichini

L’ingresso è gratuito

Il Presidente

Cav. Claudio Moica

Via Grazia Deledda 1

09010 – San Giovanni Suergiu (CI)

sito: http://xoomer.alice.it/suergiu

mail: suergiu@virgilio.it

 

I pastori sardi: «Strangolati dalle banche»

26 Ottobre 2007 Commenti chiusi

«Siamo la più grande emergenza economica dopo Parmalat»

I PASTRI SARDI: «STRANGOLATI DALLE BANCHE»

Le Aziende agricole falliscono: un bluff i mutui agevolati. E Beppe Grillo sostiene la protesta


DECIMOPUTZU (Cagliari)
– Maledetta primavera, l’88. Salvatore Murgia e sua moglie un lavoro ce l’avevano, nell’88. Vivevano a Milano. Riparatore di caldaie lui, infermiera lei. Stipendi, tredicesime, qualche sfizio. Anche sei ettari di famiglia giù in Sardegna, a Decimoputzu: «Quella primavera stavamo qui in vacanza e vedevamo le pubblicità: sardi tornate, venite a investire! Un affare, dicevano. Ci siamo cascati». Sembrava facile: l’agricoltura in tutta Europa crollava, ma sull’Isola dei Fumosi soffiavano negli occhi e promettevano che no, qui il futuro era l’aratro. Anzi, le «strutture in ferrovetro ». Che poi erano le serre: da coltivare a fiori, a carciofi, a pomodori, a piacere. Ne spuntavano dappertutto: un metro quadrato, 50 mila lire nette di guadagno. Provare per credere. Salvatore e sua moglie tornarono. Ci provarono. Ci credettero. Con 80 milioni di lire: un prestito agevolato della Regione, bassi tassi, le banche a sfornare studi di fattibilità, e vai con la serra.

Vent’anni dopo, le serre del Cagliaritano sembrano Mostar quando vi passò Mladic: ferro rugginoso, vetri in frantumi, orti di sterpi, dov’erano i roseti abbaiano i cani randagi. I Murgia a occupare la sala comunale di Decimoputzu. Un lenzuolo a spray rosso che penzola dalla finestra: «Blocco delle aste subito!». Una tenda blu nella piazzetta davanti: «Agricoltori e pastori, su la testa!». Lui quasi settantenne in carrozzella, colpa di un’ischemia cerebrale. Lei da venti giorni a fare la squatter e lo sciopero della fame, colpa del crac. Perché il finanziamento della Regione era un bluff. E le banche si sono prese il terreno, 62 mila euro all’asta. E i Murgia, come altre 7.500 aziende che ci hanno provato, come altri 45 mila sardi che ci sono cascati, oggi devono pagare 460 mila euro d’interessi. Una mostruosità: «Mio marito – racconta lei – si vergognava così tanto che per un po’ mi ha nascosto tutto. Voleva separarsi. E non mi diceva il motivo: era l’angoscia di trascinare anche me in questo disastro ». Il popolo dei senzaserra è una bomba sociale. Illusi prima, pignorati poi: 700 milioni di euro da restituire, interessi al 30 per cento, 25 mila famiglie sul lastrico.

Due misteriosi suicidi in una cooperativa di giovani. Emigrati in Germania che rimpatriano e si bruciano una vita di risparmi. Possidenti terrieri che ora cenano a pane e insalata. Pastori che ruminano rabbia. Allevatori che mungono debiti. «Siamo la più grande emergenza economica dopo la Parmalat», dice Riccardo Piras, il portavoce, che aveva una stalla modello e ora ha due milioni di rosso. Sono il Sulcis del 2000: hanno formato un comitato di lotta e invitato la Bbc, la prossima settimana protesteranno a Montecitorio, hanno perfino una dializzata fra i digiunatori a oltranza. Il sindaco di Decimoputzu è un berlusconiano, si chiama Gianfranco Sabiucciu, ma sabato scorso era pure lui a Roma, in corteo con la sinistra radicale: «Il nostro è un paesino di 4 mila abitanti: con assegni da 30 euro al mese, assistiamo 80 famiglie che non sanno cosa mangiare». In prefettura ammettono che «la situazione è esplosiva». Le mani prudono. Nessuno s’è stupito che ci fosse un allevatore di Decimoputzu, qualche settimana fa, nel feroce assalto alle Poste di Pula: le rapine qui sono raddoppiate, dice Piras, e qualcosa vorranno dire le lettere minatorie che lui stesso ha ricevuto, le serre incendiate agli scioperanti, il proiettile trovato in municipio, gli esattori dei crediti con scorta armata, le minacce agli «sciacalli» che si presentano alle aste, le assemblee coi sindacalisti di Soccorso Contadino che invocano «un po’ di piombo per risolvere la faccenda in stile Chiapas».

Non basta un Marcos, a risolvere. Ma nemmeno un Pratolini. Perché ora la fregatura è orfana ed è come nel «Metello », dove tutti scaricano. Qualche tappa va ristabilita, invece. In principio ci fu la legge regionale 44 del 1988, la madre di tutto il disastro, quella che promise mutui agevolati a chi ci cascò. Poi, arrivò la tegola del 1997: la Commissione europea che bocciava la decisione regionale, «illegale», e ordinava ai contadini la restituzione dei soldi. Quindi, seguirono le inerzie dei politici, le ratifiche dimenticate nei cassetti, le banche sorde a ogni accordo. Fino a oggi, a Eugenio Mata che a 60 anni dice «non so più neanche quanto devo d’interessi, perché in banca non ci metto più piede». Antipolitica, antifinanza.

La causa è già benedetta da Beppe Grillo, che ha promesso di venire qui a novembre e d’unirsi allo sciopero per la fame, «sapete che ne ho molto bisogno», con un attacco al «silenzio» del governatore regionale Renato Soru («a cosa servono le Regioni se non tutelano queste battaglie?») e al Banco di Sardegna, che è fra i creditori principali e «di sardo ha ormai solo il nome» (pur essendo amministrato da un amico di Cossiga, dal 2001 è sotto il controllo del Banco Popolare dell’Emilia Romagna). Anche il Pdci – Oliviero Diliberto è di Cagliari – chiede al centrosinistra che interessi ci siano in ballo: «C’è stata in passato una responsabilità della Regione e anch’io ho avuto scarso successo nell’occuparmene – riconosce il governatore Soru -. Però la responsabilità prima non è delle banche: è di un’impresa che non ha funzionato ». Dice Piras: «Ci sono connessioni inquietanti fra banche e politica. Abbiamo fatto un esposto alla magistratura. L’hanno già archiviato. Ci mandino almeno un commissario speciale, come Bertolaso per i rifiuti in Campania. Fermino le aste. Riportino gli interessi al 3 per cento. E sblocchino i 60 milioni d’indennizzo che ci spettano, per farci respirare. Siamo Europa o Far West?». Ballare coi lupi. Ogni tanto ci pensa anche Rudolph, europeo tedesco di Raesfeld che abboccò e in questo Wild West venne a coltivare serre di crisantemi: ha perso cinque milioni d’euro, maledice «una terra dove affari e politica si mischiano in uno schifo ». L’ha presa male. Peggio di mister Hu. L’ultimo arrivato. Che ha chiuso. Ha riaperto. Ha richiuso. E ora lascia che in piazza lo sfottano: «A Decimoputzu non si scappa: falliscono anche i cinesi».

Francesco Battistini

(tratto da http://www.corriere.it/)

 

POLITICA – Nuovo Partito Democratico: tutti gli eletti del Sulcis Iglesiente

19 Ottobre 2007 5 commenti

POLITICA

NUOVO PARTITO DEMOCRATICO: TUTTI GLI ELETTI DEL SULCIS IGLESIENTE

Se la vittoria di Walter Veltroni alla segreteria nazionale del nuovo Partito Democratico era pressoché cosa scontata e ha avuto conferma con la vittoria schiacciante di domenica scorsa sugli altri quattro candidati; ben più equilibrata è stata l’elezione del segretario regionale del PD in Sardegna.

Alla fine a spuntarla, per una manciata di voti e non senza contestazioni e polemiche, è stato il senatore di Sant’Antioco, ormai ex DS, Antonello Cabras, che ha avuto la meglio sull’attuale presidente delle Regione Sardegna, Renato Soru. I dati ufficiali, che hanno confermato quelli ufficiosi, hanno infatti decretato la vittoria del senatore diessino antiochense che con 54.954 preferenze ha conquistato 79 seggi contro i 70 assegnati a Renato Soru, il terzo candidato in gara, l’outsider Filippo Spanu, ha invece guadagnato 3 seggi con 6.839 preferenze. In totale in Sardegna hanno votato 116.739 persone, i voti validi sono stati 113.399, le schede nulle 1.897 e quelle bianche 1.443. L’assemblea regionale del nuovo Partito Democratico sarà dunque composta da 152 componenti, 14 delegati in più rispetto ai 138 originali.

Qui di seguito elenchiamo tutti gli eletti del Sulcis Iglesiente sia per l’Assemblea Costituente del nuovo Partito Democratico a livello nazionale che a livello regionale.

I delegati eletti nel Sulcis Iglesiente per l’Assemblea costituente nazionale del PD

Collegio 9 – Iglesias

Democratici sardi con Veltroni

Cicillonni Carla

Busia Andrea

Pistincu Alessandra

Per Veltroni con Soru

Piredda Alessandra

Zanda Sisinnio

I Democratici per Enrico Letta

Sanna Francesco

Collegio 10 – Carbonia

Democratici sardi con Veltroni

Gaviano Pierfranco

Crobu Livia

Demuru Efisio

Grosso Marinella

Lenzu Emanuele

Per Veltroni con Soru

Flore Antonio Maria

Fonnesu Luigia

I Democratici per Enrico Letta

Medau Carla

 

I delegati del Sulcis Iglesiente eletti nell’Assemblea del PD in Sardegna

Collegio 9 – Iglesias

Democratici sardi con Cabras

Marras Francesco

Deiana Angela

Cuccu Giuseppe

Pintus Giuliana

Calledda Antonio

Porcu Annamaria

Con Soru la politica è di tutti

Castiglione Antonio

Fara Franca

Con Soru la sardegna del cambiamento

Meloni Efisio Luigi

Unida Giuseppa

Virdis Angelo

Collu Maria Franca

Collegio 10 – Carbonia

Democratici sardi con Cabras

Cherchi Salvatore

Zucca M. Cristina

Marongiu Giorgio

Melis Emanuela

Mereu Gianluca

Baghino Maria

Tocco Giovanni

Di Bernardo Elisabetta

Con Soru Sardegna in movimento

Deidda Ignazio

Medau Carla

Con Soru la politica è di tutti

Cocco Pietro

Serra Maria Raffaela

ATTUALITA’ – Operazione di contrasto all’immigrazione clandestina nel Sulcis

17 Ottobre 2007 6 commenti

ATTUALITA’

OPERAZIONE DI CONTRASTO ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA NEL SULCIS 

Ad inizio ottobre ha avuto luogo, nel tratto di mare del Golfo di Palmas, un’operazione internazionale che aveva lo scopo di contrastare e prevenire gli sbarchi degli immigrati clandestini nelle coste del sud della Sardegna e, in particolare, nel Sulcis, nuova meta dell’immigrazione proveniente dal Nord Africa.

L’imponente operazione, supervisionata dall’agenzia europea Frontex (agenzia per la protezione delle frontiere), è stata chiamata Hermes 2007 e ha visto la partecipazione di ben 12 unità delle forze dell’ordine. Col coordinamento della Guardia di Finanza sono entrati infatti in azione circa 300 uomini appartenenti alle Fiamme Gialle, ma anche alla Guardia Costiera e alla Marina Militare, inoltre sono stati utilizzati diversi aerei ed elicotteri. L’operazione non ha tuttavia interessato solo l’Italia, ma anche altre nazioni europee come Francia, Spagna, Grecia e Germania.

L’operazione ha senza dubbio ottenuto risultati positivi visto che nel corso dei numerosi pattugliamenti nelle acque internazionali in prossimità della nostra Regione sono state intercettate molte imbarcazioni di immigrati clandestini che cercavano di raggiungere le coste sarde ma che, vedendo il cospicuo spiegamento di forze di contrasto, hanno deciso di tornare in Algeria. Altre barche sono state invece bloccate al largo del litorale sulcitano, quindi in prossimità della meta sperata. In totale ben 30 nordafricani che stavano a bordo sono stati immediatamente condotti presso i centri di permanenza della Penisola.

Questa grande operazione internazionale è stata conseguenza inevitabile dell’altissimo numero di sbarchi di immigrati clandestini nel Sud Sardegna durante l’ultima estate (quasi 900 solo nei mesi estivi). Con la persistenza del bel tempo poi i tentativi di approdo nelle nostre coste proseguono e il livello di guardia deve continuare ad essere alto.

Si spera dunque che operazioni del genere, che a nostro avviso dovrebbero essere la norma, possano quantomeno essere ripetute con maggiore frequenza in modo da contrastare questo fenomeno che rischia di diventare una ennesima piaga sociale per il territorio del Sulcis già ampiamente penalizzato in altri settori.

ATTUALITA’ – NoVEx: Non Virtual Exhibition

11 Ottobre 2007 Commenti chiusi

ATTUALITA’

NOVEX: NON VIRTUAL EXHIBITION

Lo staff di 135mm.com e APIMMG (Associazione  Periti Industriali Minerari e Minerari Geotecnici) di Iglesias con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Iglesias sono lieti di presentare: NoVEx Non Virtual Exhibition.   NoVEx, acronimo di Non Virtual Exhibition, è un progetto dello staff di 135mm.com che ha come scopo principale quello di permettere ad una selezione di autori di esporre le proprie fotografie nelle sale espositive, in luoghi non virtuali.  

NoVEx è fondamentalmente ricerca e libertà di comunicazione ed è per questo che lo staff di 135mm.com, al fine di evitare un confronto, non ha imposto alcun tema. Ogni autore, secondo noi, è libero di interpretare la fotografia a modo proprio. L’unico filo conduttore che accomuna gli autori è la passione per la fotografia.  

L’inaugurazione avrà luogo Venerdì 19 Ottobre 2007 ore 17:30 presso il Museo dell’Arte Mineraria ad Iglesias – Via Roma, 47. Gli autori presenti saranno: Luca Mula, Alessandro Treglia, Marcello Treglia, Paola Furlan, Francesco Carducci, Stefano Ferrando, Rita Porqueddu, Roberto Contini, Andrea Utzeri, Cristina Collu, Pierpaolo Perra, Fabrizio Taberlet, Luca Marceddu, Monica Floris. Le immagini potranno essere ammirate fino a Domenica 28 Ottobre dal Venerdì alla Domenica dalle 17:30 alle 20:00.   L’ingresso è libero.  
Lo staff di 135mm.com (Alessandro, Monica e Marcello)
e-mail:
info@135mm.com

Per ulteriori informazioni Luca Mula Tel. 338 9221392

SPECIAL OLYMPICS – Mondiali a Shanghai

9 Ottobre 2007 Commenti chiusi

 

SPECIAL OLYMPICS

MONDIALI A SHANGHAI

Sono in corso di svolgimento in Cina, a Shanghai i Mondiali, gli "Special olympics world games" degli atleti speciali.

SEGUI GLI ATLETI DEL SULCIS IGLESIENTE AI MONDIALI

GUARDA GLI AGGIORNAMENTI SULLA GA SPORT

Inizia MARATONARTE: anche Sant’Antioco tra i 7 siti scelti

5 Ottobre 2007 4 commenti

INIZIA MARATONARTE: ANCHE SANT’ANTIOCO TRA I 7 SITI SCELTI

Venerdì 5, Sabato 6 e Domenica 7 Ottobre si svolge sulle tre reti della Rai la maratona televisiva per la raccolta di fondi per valorizzare 7 siti archeologici selezionati fra tutti quelli presenti sul territorio italiano.

Sant’Antioco è uno dei 7 siti scelti con la sua Necropoli Punica di Sulki.

Per due giorni si alterneranno alla normale programmazione RAI servizi e filmati, interviste con ospiti ed approfondimenti sui sette siti artistici.

A questa iniziativa hanno dato il loro contributo sette artisti (Claudio Baglioni, Claudia Cardinale, Gabriella Pession, Michele Placido, Andrea Bocelli, Riccardo Muti, Luca Zingaretti), uno per ogni sito, che, come testimonial d’eccezione si sono prestati a girare brevi filmati per illustrare i siti e i progetti nati per salvarli. La madrina di S.Antioco sarà Claudia Cardinale.

Il progetto per la salvaguardia della necropoli punica di Sulki persegue due obiettivi: definire un circuito di perimetrazione e di percorrenza che consenta la circolazione del pubblico all’interno della necropoli secondo standard adeguati di sicurezza; procedere alla valorizzazione dei due sepolcri più importanti della necropoli.
Il primo obiettivo prevede la realizzazione di un perimetro di recinzione in acciaio, di minimo impatto ambientale, abbinato alla definizione di percorsi pedonali in terra battuta all’interno del sito e integrato dal posizionamento di dieci pannelli didattici.
Il secondo obiettivo prevede il risanamento strutturale delle camere in tufo, risolvendo così i problemi di distacco, fessurazione della pietra e invasione di muffe, il consolidamento delle superfici dipinte e scolpite, l’irregimentazione delle acque meteoriche in modo da preservare i contesti antichi.
Ancora, verranno trattati alcuni legni dei feretri funebri in modo da bloccare la polverizzazione del legno e fissare le parti scolpite e dipinte.

Per saperne di più, conoscere le varie iniziative e poter partecipare con delle donazioni si consulti il sito:
http://www.maratonarte.it

PARTECIPA ANCHE TU A MARATONARTE…FAI UNA DONAZIONE !

DONA CON UN SMS:

SMS al numero 48545 per donare 2€ da tutti i cellulari.
SMS al numero 48558 per donare 5€ (solo per clienti Vodafone).

ATTUALITA’ – Il Comune di Iglesias è diventato proprietario del Belvedere di Nebida

4 Ottobre 2007 1 commento

ATTUALITA’

IL COMUNE DU IGLESIAS E’ DIVENTATO PROPRIETARIO DEL BELVEDERE DI NEBIDA

La bellissima area del Belvedere di Nebida diverrà di proprietà del Comune di Iglesias. La richiesta approvata dal Consiglio Comunale nel mese di luglio è stata accolta, lo scorso 3 settembre, dall’assemblea dell’IGEA che ha deliberato la cessione del Belvedere alla Città di Iglesias.

"Ancora una volta  – scrive il Sindaco Pierluigi Carta – vengono smentite le profezie di sventura della minoranza che durante il consiglio comunale si schierò contro la richiesta di acquisizione del bene ritenendo che sarebbe stata respinta per illegittimità. Questo perchè, inspiegabilmente, tale immobile non venne inserito dalla precedente amministrazione nel primo gruppo dei cespiti minerari da acquisire. Tale situazione determinò molti problemi soprattutto in merito all’utilizzo da parte di privati di tale area per fini imprenditoriali al di fuori delle regole dell’evidenza pubblica. Con questo atto si compie un atto di giustizia e si restituisce alla collettività un luogo straordinario,  a picco sul mare, da cui si possono ammirare il monumento naturale del Pan di Zucchero e i resti della Laveria Lamarmora".

Un ulteriore passo verso l’acquisizione e la valorizzazione di tutti  i beni beni identitari straordinari di cui Iglesias è ricca e che possono concorrere significativamente al rilancio economico del territorio secondo linee e regole trasparenti e condivise. "Per il raggiungimento di tale risultato  – conclude il Sindaco Carta – sono stati alleati preziosi il Presidente di IGEA dott. Franco Manca ma, in particolare il Presidente Soru, essendo la RAS azionista unica della SpA IGEA."

Simone Franceschi, da www.0781.info

“Per lo Stato sono deceduto di cancro tre anni e mezzo fa”

2 Ottobre 2007 2 commenti

ESCLUSIVO / PARLA IL MARESCIALLO DIANA

"Per lo Stato sono deceduto di cancro tre anni e mezzo fa"

Morti da uranio impoverito: il maresciallo figura nell’elenco delle vittime: invece sta combattendo contro il suo male e la burocrazia: "Porterò fiori di campo sulla mia tomba" 

IL MARESCIALLO ordinario Marco Diana (nella foto) è morto da tre anni e mezzo, ma ancora non lo sapeva. E quando gliel’abbiamo comunicato al telefono, dopo aver trovato il suo nome nel dossier che la Direzione generale della sanità militare ha prodotto per la commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, l’ha presa con sarcarsmo. "Vorrei vedere il mio certificato di morte e comunque porterò fiori di campo sulla mia tomba".

"In effetti è vero: per lo Stato e la Difesa sono morto da un pezzo. Vabbè, sono un morto che parla ancora, un morto che spera di essere ascoltato in commissione, un morto che continua a denunciare il silenzio. A onor del vero io sarei ancora un malato terminale: vorrà dire che prenderò tutta questa fretta come un supremo atto di attenzione. Me ne hanno data così poca quando ero in vita…".

Marco Diana, sardo di Villamassargia, è l’86° nell’elenco delle 173 vittime con patologie oncologiche: nato il 7 maggio 1969, morto il 20 maggio 2004, c’è scritto. L’errore grottesco in cui è incorsa la sanità con le stellette è solo l’ultimo capitolo del caso Diana.

«LA MIA PATOLOGIA è una delle cinque forme di cancro all’intestino più rare al mondo. Vivo con quattro centimetri di fegato e mezzo rene, sto sperimentando farmaci nuovi, faccio da cavia, insomma, e i 30 che facevano parte del mio gruppo di sperimentazione col prof. Umberto Veronesi sono morti».

Il calvario di Marco, figlio di un minatore, è iniziato nel ’98 quando è arrivata la diagnosi che non gli lasciava scampo. Poi ci si è messa la burocrazia: due volte gli hanno riconosciuto la causa di servizio per la correlazione tra la missione (in Somalia) e l’insorgenza del tumore. Successivamente, dopo essere stato congedato dall’esercito (era granatiere di Sardegna), un’altra commissione gli ha revocato la pensione minacciando pure di confirscargli l’auto e un podere di famiglia per recuperare le mensilità già erogate.

DECINE di interrogazioni parlamentari e al parlamento regionale, ne hanno fatto «il vessillo dei militari malati», ma ancora oggi «sono in contenzioso col Comitato per la verifica delle pensioni privilegiate perché non mi vogliono riconoscere vittima del dovere. Nonostante ci siano le prove, i pareri favorevoli della Corte dei Conti e dell’Avvocatura dello Stato».

Diana che … «in vita» ha bussato invano a tante porte per essere ascoltato, ha un’idea precisa sull’esplosione di tumori e leucemie tra i nostri soldati.

«LA COMMISSIONE parlamentare indaghi sulle sostanze mutagene e cancerogene, non venga dirottata politicamente soltanto sul discorso uranio impoverito: cosa succede quando i proiettili esplodono ad altissime temperature, quando un missile colpisce un carro armato, su un teatro di guerra ma anche in un poligono d’addestramento? In quelle circostanze – spiega – si sprigiona una nube che contiene nano particelle di metalli pesanti, pericolose almeno quanto l’uranio impoverito. Di tutto hanno trovato nel mio organismo. Chi protegge i ragazzi che si esercitano a Capo Teulada e a Quirra, in Sardegna? O i militari che mandiamo a combattere non si sa bene perché e che crepano di cancro?».

di Lorenzo Sani, tratto da http://qn.quotidiano.net