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ATTUALITA’ – Il Comune di Iglesias è diventato proprietario del Belvedere di Nebida

4 Ottobre 2007

ATTUALITA’

IL COMUNE DU IGLESIAS E’ DIVENTATO PROPRIETARIO DEL BELVEDERE DI NEBIDA

La bellissima area del Belvedere di Nebida diverrà di proprietà del Comune di Iglesias. La richiesta approvata dal Consiglio Comunale nel mese di luglio è stata accolta, lo scorso 3 settembre, dall’assemblea dell’IGEA che ha deliberato la cessione del Belvedere alla Città di Iglesias.

"Ancora una volta  – scrive il Sindaco Pierluigi Carta – vengono smentite le profezie di sventura della minoranza che durante il consiglio comunale si schierò contro la richiesta di acquisizione del bene ritenendo che sarebbe stata respinta per illegittimità. Questo perchè, inspiegabilmente, tale immobile non venne inserito dalla precedente amministrazione nel primo gruppo dei cespiti minerari da acquisire. Tale situazione determinò molti problemi soprattutto in merito all’utilizzo da parte di privati di tale area per fini imprenditoriali al di fuori delle regole dell’evidenza pubblica. Con questo atto si compie un atto di giustizia e si restituisce alla collettività un luogo straordinario,  a picco sul mare, da cui si possono ammirare il monumento naturale del Pan di Zucchero e i resti della Laveria Lamarmora".

Un ulteriore passo verso l’acquisizione e la valorizzazione di tutti  i beni beni identitari straordinari di cui Iglesias è ricca e che possono concorrere significativamente al rilancio economico del territorio secondo linee e regole trasparenti e condivise. "Per il raggiungimento di tale risultato  – conclude il Sindaco Carta – sono stati alleati preziosi il Presidente di IGEA dott. Franco Manca ma, in particolare il Presidente Soru, essendo la RAS azionista unica della SpA IGEA."

Simone Franceschi, da www.0781.info

  1. 8 Ottobre 2007 a 22:34 | #1

    Bel colpo Carta!
    Senza dubbio un tocco di classe in qualità di (cornice) per la nostra gloriosa provincia!
    Ora: potresti interessarti anche del “quadro”?
    Ti do un paio di indizi;
    Togli quei quindici, venti mila metri quadri di eternit dai tetti di Iglesias,ora che sei riuscito a dare parvenza di “centro storico” al centro storico, togliendo un po di macchine, dai una ripulita a quei cumuli di macerie che fanno da cornice alle meraviglie architettoniche lasciateci dai nostri avi, magari cominciando da quell’obrobio che fronteggia Nostra Signora Delle Grazie!!!
    Poi! Tutti al mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.

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