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Archivio 17 Ottobre 2007

ATTUALITA’ – Operazione di contrasto all’immigrazione clandestina nel Sulcis

17 Ottobre 2007 6 commenti

ATTUALITA’

OPERAZIONE DI CONTRASTO ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA NEL SULCIS 

Ad inizio ottobre ha avuto luogo, nel tratto di mare del Golfo di Palmas, un’operazione internazionale che aveva lo scopo di contrastare e prevenire gli sbarchi degli immigrati clandestini nelle coste del sud della Sardegna e, in particolare, nel Sulcis, nuova meta dell’immigrazione proveniente dal Nord Africa.

L’imponente operazione, supervisionata dall’agenzia europea Frontex (agenzia per la protezione delle frontiere), è stata chiamata Hermes 2007 e ha visto la partecipazione di ben 12 unità delle forze dell’ordine. Col coordinamento della Guardia di Finanza sono entrati infatti in azione circa 300 uomini appartenenti alle Fiamme Gialle, ma anche alla Guardia Costiera e alla Marina Militare, inoltre sono stati utilizzati diversi aerei ed elicotteri. L’operazione non ha tuttavia interessato solo l’Italia, ma anche altre nazioni europee come Francia, Spagna, Grecia e Germania.

L’operazione ha senza dubbio ottenuto risultati positivi visto che nel corso dei numerosi pattugliamenti nelle acque internazionali in prossimità della nostra Regione sono state intercettate molte imbarcazioni di immigrati clandestini che cercavano di raggiungere le coste sarde ma che, vedendo il cospicuo spiegamento di forze di contrasto, hanno deciso di tornare in Algeria. Altre barche sono state invece bloccate al largo del litorale sulcitano, quindi in prossimità della meta sperata. In totale ben 30 nordafricani che stavano a bordo sono stati immediatamente condotti presso i centri di permanenza della Penisola.

Questa grande operazione internazionale è stata conseguenza inevitabile dell’altissimo numero di sbarchi di immigrati clandestini nel Sud Sardegna durante l’ultima estate (quasi 900 solo nei mesi estivi). Con la persistenza del bel tempo poi i tentativi di approdo nelle nostre coste proseguono e il livello di guardia deve continuare ad essere alto.

Si spera dunque che operazioni del genere, che a nostro avviso dovrebbero essere la norma, possano quantomeno essere ripetute con maggiore frequenza in modo da contrastare questo fenomeno che rischia di diventare una ennesima piaga sociale per il territorio del Sulcis già ampiamente penalizzato in altri settori.