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Archivio 18 Dicembre 2007

La repubblica autonoma di Carloforte

18 Dicembre 2007 2 commenti

Interventi

La repubblica autonoma di Carloforte, dove sui terreni di tutti è possibile farsi la casa (abusiva)

Quasi un quinto dei poco più di 5.100 ettari dell’isola di San Pietro, territorio comunale di Carloforte, è demanio civico. Per la precisione 9.416.406 metri quadrati, cioè più di 941 ettari, circa il 18,5% della superficie isolana. Terreni ad uso civico, insomma, in varie località: Guidi, Punta delle Oche, il Pulpito, il Lago, Tacche Bianche, Cala Lunga, La Punta, Tacca Rossa, Bricco Napoli, La Borrona, Bricco Nasca, Stea, Le Commende, Guardia Mori, Sant’Anna – Tortoriso, Gioia, Memerosso, Giannuringo, Punta Grossa, Le Tanche, Canale di Sana, Paradiso, Rocchette, Gianchin, Montagne, Bricco Spagnolo, Rombi, Canalfondo, Patella, La Golfa, Piana, Sabina, Pozzino, Pitro, Fontane, Stagnetto, il Giunco, Cimitero, Fonde, Porta Leone. Lo afferma la determinazione del direttore del Servizio Affari legali, controllo, usi civici dell’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale n. 243 del 24 febbraio 2005 (pubblicata sul supplemento ordinario del BURAS n. 2 del 17 gennaio 2006).

La notizia è sconosciuta pressoché a tutti, ma non al Comune di Carloforte, al quale è stata trasmessa (e pubblicata all’albo pretorio). E non sono poche le terre appartenenti al demanio civico carlofortino finite in mani private. Secondo quanto pubblicizzato dall’atto assessoriale dichiarativo, sono oltre 282 ettari (più di 2.826.000 metri quadrati) ceduti illegittimamente a privati e in gran parte edificati ai Guidi, a Tacche Bianche, a Cala Lunga, a Tacca Rossa, a Nasca, a Le Commende, a Gioia, a Memerosso, a Punta Grossa, a Patella, a Paradiso, a Gianchin, a Sabina, a Pitro, allo Stagnetto, alla Porta Leone, al Cimitero, a Fonde, al Giunco.

Gli usi civici sono in generale diritti spettanti ad una collettività, che può essere o meno organizzata in una persona giuridica pubblica (es. università agraria, regole, comunità, ecc.) a sé stante, ma comunque concorrente a formare l’elemento costitutivo di un Comune o di altra persona giuridica pubblica: l’esercizio dei diritti spetta uti cives ai singoli membri che compongono detta collettività.

Gli elementi comuni a tutti i diritti di uso civico sono stati individuati in:

  • esercizio di un determinato diritto di godimento su di un bene fondiario;
  • titolarità del diritto di godimento per una collettività stanziata su un determinato territorio;
  • fruizione dello specifico diritto per soddisfare bisogni essenziali e primari dei singoli componenti della collettività.

L’uso consente, quindi, il soddisfacimento di bisogni essenziali ed elementari in rapporto alle specifiche utilità che la terra gravata dall’uso civico può dare: vi sono, così, i diritti di uso civico di legnatico, di erbatico, di fungatico, di macchiatico, di pesca, di bacchiatico, ecc. Quindi l’uso civico consiste nel godimento a favore della collettività locale e non di un singolo individuo o di singoli che la compongono, i quali, tuttavia, hanno diritti d’uso in quanto appartenenti alla medesima collettività che ne è titolare.

Dopo la legge n. 431/1985 (la nota legge Galasso), i demani civici hanno anche acquisito una funzione di tutela ambientale. Questa funzione è importantissima in particolare in habitat di piccola estensione proprio come l’isola di San Pietro. Boschi, macchia mediterranea, pascoli alberati, coste rocciose sono solo alcuni degli ambienti tipici rientranti nel demanio civico carlofortino. E sarebbe ora di tutelarli efficacemente, in primo luogo recuperando i terreni ad uso civico illegittimamente in mano privata, così come previsto dalle norme (legge n. 1766/1927 e legge regionale n. 12/1994 e successive modifiche ed integrazioni) e reprimendo nei modi di legge lo strisciante abusivismo edilizio, troppe volte denunciato senza successivi provvedimenti concreti.

L’intera isola di San Pietro è, inoltre, tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004, D.M. 25 marzo 1966), rientra in diversi siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE, D.P.R. n. 357/1997, elenco regione biogeografica mediterranea approvato con decisione Commissione europea n. 3261 del 19 luglio 2006) ed è destinata ad area protetta marina (legge n. 394/1991) e terrestre (legge regionale n. 31/1989 – allegato A).

Inoltre, il piano paesaggistico regionale ricomprende l’area interessata nell’ambito di paesaggio costiero numero 6 "Carbonia e Isole Suscitane" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) e la classifica in parte "sistema a baie, promontori, falesie e isole minori", "area naturale e sub naturale" (macchie, dune e aree umide), "area semi-naturale" (prateria, spiagge).

Ora l’Amministrazione comunale di Carloforte e la Regione autonoma della Sardegna hanno davanti a sè un compito importantissimo.

(di Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, tratto da www.altravoce.net)