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Archivio 17 Febbraio 2008

La nostra Provincia tra quelle col più alto tasso di mortalità negli incidenti stradali

17 Febbraio 2008 2 commenti

La nostra Provincia tra quelle col più alto tasso di mortalità negli incidenti stradali

 

Non è certo un primato di cui andare fieri quello che vede la provincia di Carbonia-Iglesias tra i primi posti in tutta Italia fra le province col più alto tasso di mortalità causata dagli incidenti stradali. Un dato che non fa certo onore al nostro territorio ma che non sorprende più di tanto vista anche la situazione delle vie di comunicazione stradali del Sulcis Iglesiente.

Per quel che riguarda la Sardegna più in generale, secondo i dati dell’ISTAT, la Strada Statale 131 è la più pericolosa della Sardegna. Lo rivela appunto l’indagine "Aci Istat-Localizzazione degli incidenti stradali 2006", che mostra la situazione degli incidenti stradali in tutta la Penisola e elenca appunto quali sono le Regioni e le Province a più alto rischio di mortalità dovuta agli incidenti sulle strade.

Osservando i dati nazionali, ricavati tenendo conto della densità degli incidenti stradali (incidenti/chilometro) e della loro pericolosità (morti/incidenti) si può così osservare che nei piani alti della classifica, tra le prime province italiane a detenere il più alto tasso di mortalità negli incidenti stradali, ci sono ben due sono province sarde: quella del Medio Campidano (95,24) e appunto la nostra provincia, quella di Carbonia Iglesias (77,67).

A livello nazionale la Sardegna ha fatto registrare 5034 incidenti che hanno causato ben 180 morti e 7633 feriti, cifre davvero impressionanti. Ai primi posti in Italia per numero di incidenti ci sono Lombardia (877 morti), Lazio (575 morti) ed Emilia Romagna (539 morti). I dati però vanno letti e interpretati con più precisione: in generale se si considera il tasso di mortalità sono le regioni del Mezzogiorno quelle più a rischio. Basilicata (64,06), Molise (57,45) e Calabria (49,77) risultano, infatti, essere le Regioni più a rischio, quelle nelle quali si verificano gli incidenti più gravi. Poi ci sono ai primi sette posti, dopo queste tre, altre regioni del sud, Sardegna, Abruzzo, Puglia e Campania, seguono, infatti, le prime tre). Le Regioni del Nord, invece, che risultano in cima alla classifica in quanto a numero di incidenti, sono ultime (e, quindi, meno pericolose) se si considera il tasso di mortalità.

Quando si vanno a leggere i dati provincia per provincia arrivano le note ancor più dolenti per il sud e, in particolare, per la nostra Provincia. Sono infatti tutte al Sud e sono tutte città medio-piccole, le dieci Province italiane che fanno registrare il più alto tasso di mortalità (rapporto numero di incidenti/numero di morti) negli incidenti stradali. A comandare è proprio una provincia sarda, quella del Medio Campidano (95.24), seguita da Potenza (90.23), Crotone (81.48), Isernia (80.88) e appunto Carbonia-Iglesias (77.67). La nostra Provincia è quindi al quinto posto in tutta Italia, un dato davvero sconcertante.

E del resto gli abitanti del Sulcis Iglesienti lo sanno da tempo che le strade del territorio non sono per nulla sicure. Ora però sono arrivate anche le conferme suffragate dai dati ufficiali. Carreggiate strette, assenza di banchine, incroci a raso, attraversamenti di nuclei abitati, bestiame vagante, curve e dossi. La Provincia di Carbonia-Iglesias ha le strade fra le più pericolose d’Italia. Basti pensare all’arteria principale del territorio, la statale 126, una vera e propria trappola per gli automobilisti.

Dati veramente allarmanti, dunque, quelli emersi dall’indagine "Aci Istat", che richiedono delle considerazioni serie e un’attenta analisi soprattutto da parte delle istituzioni politiche locali e regionali. A livello di Provincia di Carbonia-Iglesias urgono interventi immediati per mettere in sicurezza le arterie del territorio, per far diminuire questa vera e propria piaga. Ma interventi immediati sono necessari anche a livello regionale, la Sardegna, infatti, come abbiamo visto, occupa la quarta posizione tra le regioni per tasso di mortalità. Per ridurre il numero di morti sulle strade isolane è però necessario uno sforzo di tutti, è utile una maggiore educazione stradale soprattutto tra i giovani. Tra le varie proposte fatte vi è anche quella di far diventare l’autodromo di Mores un centro pilota per i corsi di guida sicura.

Per quanto riguarda il nostro territorio le istituzioni innanzitutto devono intervenire, a tutti i livelli, per far sì che la nostra Provincia abbandoni il prima possibile questo triste primato a livello nazionale. Anche perché a pagarne il prezzo sono tutti gli automobilisti che ogni giorno percorrono le strade del Sulcis Iglesiente.