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Progetto – Un pozzo in Burundi per un bagno d?amore concreto

9 Aprile 2008

In occasione della ricorrenza del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni della Madonna a Lourdes, nella parrocchia di S.M. Goretti in Sant’Antioco si sta celebrando un Anno Mariano.

Nell’ambito delle celebrazioni si è pensato di realizzare un importante progetto di carattere umanitario e di carità cristiana a favore della popolazione del Burundi in Africa.

Il progetto fa parte di un ampliamento e completamento di un acquedotto in collaborazione con i missionari Saveriani e l’Associazione Volontari dei Nuclei Aziendali di Solidarietà. Una volta ultimato, l’acquedotto (costituito da sorgenti, bacini e fontanelle) darà la possibilità di fornire acqua potabile ad una popolazione di circa 25.000 persone della zona di Tenga.

Il progetto attentamente selezionato dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, è stato scelto tra alcune iniziative (tutte lodevoli di fiducia) presenti in Congo, Tanzania, Madagascar, Burchina Faso e Burundi. È un’iniziativa impegnativa frutto dell’amore di Dio "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il premio preparato per voi fin dall’eternità. Perché ho avuto sete e mi avete dato da bere".
- "Signore, quando mai ti abbiamo veduto assetato e ti abbiamo dato da bere?".
- "In verità io vi dico: Ogni volta che avete fatto questo a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me" – Mt 25,34-35.37.40,
che attraverso la fraternità e il coinvolgimento di quanti vorranno unirsi in questa iniziativa, renderà meno dura e più dignitosa la vita di chi non ha avuto la stessa nostra fortuna.

Si tratta dunque di un elemento di primaria importanza per la normale vita delle persone. La carenza d’acqua infatti e per giunta talvolta malsana, concorre pesantemente alla diffusione di carestie ed epidemie fra la popolazione (4 decessi su 5 sono legati all’uso di acqua contaminata).

Quando questo acquedotto verrà ultimato, la popolazione locale non dovrà più fare ore di cammino per prendere l’acqua utilizzata principalmente per bere, ma servirà anche per tutti quegli usi che normalmente e per grazia ricevuta facciamo quotidianamente anche noi.

Sono le donne e i bambini le persone che si occupano dell’approvvigionamento dell’acqua sottraendo dunque del tempo alle attività didattiche (per i bambini dove esistenti) e di gioco. Come se non bastasse la stanchezza del cammino per il prelievo dell’acqua, delle volte devono subire anche delle file interminabili che creano inevitabili disaggi e conflitti fra le popolazioni.

Ma questo vuole essere un messaggio di speranza, di fraternità perché siamo tutti figli dello stesso Dio, un Dio di Amore che opera sul campo attraverso tanta gente di buona volontà che vuole sporcarsi le mani e agire nel concreto per il fratello (vicino e lontano) in grosse difficoltà di sopravvivenza.

Commuove la grossa sensibilità riscontrata, specialmente quella di una famiglia che pur non disponendo di grosse risorse finanziare, ha deciso di impegnarsi in questo progetto donando quello che può, con la convinta adesione dei figli che compiono qualche rinuncia ogni settimana per offrire con gli occhi colmi di gioia, il loro importante contributo e rivelando così un grande cuore fatto di bontà pura.

Attorno a questa iniziativa "Un pozzo in Burundi per un bagno d’amore concreto" sentiamo una grossa mobilitazione di tutto il territorio senza distinzione di classi, età e paesi. Questo ci fa ben sperare per la riuscita dell’intero progetto e nella grande Provvidenza sempre attenta e presente nel cammino dell’uomo.

(Equipe Pozzo)

 
 


  1. 9 Aprile 2008 a 10:30 | #1

    nei giorni scorsi leggevo che in Italia le falde sono molto inquinate

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