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POLITICA – Lombardo (FI) critica il progetto per il recupero delle ex miniere di Monteponi

10 Giugno 2008

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POLITICA

LOMBARDO (FI) CRITICA IL PROGETTO PERIL RECUPERO DELLE EX MINIERE DI MONTEPONI

La coordinatrice di Forza Italia per la Provincia di Carbonia-Iglesias, Claudia Lombardo, ha avanzato numerose perplessità e delle critiche sul progetto di recupero delle ex miniere nell’area di Monteponi ad Iglesias. "Dal 1997 - sostiene appunto la coordinatrice provinciale – esiste uno studio di fattibilità economica e tecnica per il recupero del compendio minerario di Monteponi e Masua, finalizzato alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi e per attività culturali e sociali, come previsto dalla legge n. 221 del 1990. Lo studio è firmato dall’ingegner Luciano Deplano e dall’architetto Felicia Bottino, incaricata dell’organizzazione degli strumenti urbanistici. Il 29 maggio scorso, all’apertura della seconda edizione di FestArch a Cagliari, è stato presentato, invece, il documento conclusivo e la relativa mostra del progetto ‘Monteponi verso un Piano’ redatto dallo studio Herzog & De Meuron. Un progetto che sembra più orientato a creare ‘una vertigine estetica’ – ha continuato la Lombardo – con architetture dell’800 che si fondono e si affiancano a costruzioni ultramoderne provocando veri ‘shock estetici’. Alcune ipotesi proposte, inoltre, sembrano più il frutto di fantasia o di grande incoscienza, come nel caso dell’utilizzo dell’aera dei fanghi rossi. Un progetto che mal si lega con la storia, le tradizioni e la volontà di sviluppo economico e sociale di un territorio incontaminato e di incomparabile bellezza in cui le aree minerarie dismesse rappresentano uno straordinario complesso di archeologia industriale oltre che un paesaggio di grande importanza nella storia e nella memoria collettiva di migliaia di famiglie". L’ex vice presidente del Consiglio Regionale è dunque la prima firmataria di una interrogazione al Presidente della Regione, sul futuro turistico dell’ex polo minerario iglesiente. Fra le numerose perplessità avanzate dall’esponente provinciale di Forza Italia vi è anche la domanda: "Quanto ha speso la Regione per conferire al pool di architetti Herzog & De Meuron l’incarico di uno ‘studio su come articolare l’architettura ed il programma per attività locali e turistiche’ nell’area di Monteponi ad Iglesias?".

Proprio in occasione del recente FestArch a Cagliari il famoso architetto svizzero Jacques Herzog aveva presentato il progetto pensato dal suo studio per l’ex complesso minerario del nostro territorio: un mix di tradizione e modernità, un luogo della memoria e allo stesso tempo un vitale complesso turistico, universitario, residenziale e culturale. Herzog e De Meuron (nella foto), appunto i progettisti del Masterplan presentato al Festarch, vorrebbero riportare il polo minerario ad essere un fiorente centro produttivo e un crocevia per turisti, studenti, congressisti e normali cittadini in cerca di svago tra negozi, locali, centri benessere. Secondo il progetto, per il quale la Regione è pronta a stanziare 40 milioni di euro, saranno numerosi i nuovi edifici che sorgeranno: tre grandi hotel, grandi spazi aperti (la Piazza della Laveria e quella del Minatore), nuove residenze, cinema all’aperto. strutture che ospiteranno servizi e studi professionali, il complesso dell’università, un grande parcheggio. Nel nuovo complesso sono anche previsti naturalmente degli accessi alle vecchie gallerie minerarie, come quella di Villamarina, con ascensori e scalinate che partiranno dalle nuove piazze. Il progetto punta anche, ovviamente, a valorizzare gli edifici storici, come Pozzo Sella, i Magazzini e la Sala elettrolisi. 

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  1. Psyco
    10 Giugno 2008 a 19:50 | #1

    A me pare assurdo criticare un progetto del genere

  2. 13 Giugno 2008 a 12:17 | #2

    Come al solito in Sardegna abbiamo bisogno di professionisti che ci devono suggerire cosa fare della nostra terra. Al di là della validità del progetto e mai possibile che i Sardi non riescano a gestirsi e a progettare senza doversi rivolgere sempre a terzi? E poi insistiamo sull’indipendenza territoriale piuttosto che linguistica o altro. Politici sardi inesistenti sul piano propositivo sia che appartengano a schieramenti di sinistra che di destra, ma interessati piuttosto alla propria poltrona. E noi continuiamo a berci tutto ciò che ci viene detto. “Un popolo di camerieri” come disse il grande poeta Masala e questa mi pare una grande verità!!

    Buona vita!

    Claudio Moica

  3. Gringo
    13 Giugno 2008 a 16:45 | #3

    Ciao Claudio, perdonami ma stavolta non mi trovo d’accordo con te. Ho sempre apprezzato i tuoi interventi, non che non apprezzi anche questo, ma questa volta la vedo in maniera un pò diversa.

    Il discorso su questo progetto non può essere banalizzato semplicemente col “noi Sardi non riusciamo a gestirci e a progettare senza doverci rivolgere sempre a terzi”. Io ribalto la tua posizione: perchè non dovremmo rivolgerci a terzi? Perchè non dovremmo far fare progetti di questa portata a veri professionisti mondiali del settore? Perchè dobbiamo sempre accontentarci giusto per far fare le cose al “nostro vicino”? Un progetto del genere va collocato anche nell’ottica di una visibilità che sarebbe mondiale visto il nome dei due architetti e del loro studio, con incredibili ricadute anche pubblicitarie per il progetto in questione. Ci rendiamo o no conto di questo?

    O vogliamo ancora nasconderci sempre e comunque dietro la presunta indipendenza territoriale, linguistica o altro che spesso è solo facciata e, a volte, come in questo caso secondo me, anche deleteria.

    Ben vengano progetti come questi per il nostro territorio e ben vengano professionisti di questa portata in tutti i campi.

    Io la vedo così. Ciao

  4. 13 Giugno 2008 a 22:00 | #4

    PER DOVEROSA REPLICA A GRINGO.

    Carissimo hai ragione molto probabilmente mi sono espresso male. Lungi da me non accettare i limiti di ogni popolo e sono daccordo su ciò che dici a riguardo di professionisti che hanno idee brillanti e forse capacità dovute ad alte esperienze settoriali. La mia critica era rivolta (in forma allegorica)a tutti coloro che sbandierano continuamente la sardità come confine invalicabile per tutti i continentali o stanieri. Capita spesso che ci siano anche sardi capaci quanto gli altri ma magari boicottati solo per invidia e gelosia,sentimenti molto forti nella nostra terra. Io sono il primo che dialoga appassionatamente con il Prof. Mario Puddu che insiste nel voler parlare solo il sardo, quando invece per poter incuriosire ed avvicinare bisognerebbe avere delle mezze misure. Ma è solo un mio pensiero. Sperodi aver chiarito il malinteso e tutto ciò che fa bene alla Sardegna ben venga! Buona vita!

    Claudio Moica

  5. Michela (Iglesias)
    14 Giugno 2008 a 16:20 | #5

    ì ma io mi chiedo, con quali competenze questa qui si permette di criticare un progetto di questa portata?

    Fa l’ingegnere? Ditemi un pò.

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