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Archivio 11 Giugno 2008

NEWS – Giancarlo Sulas tenta il record di permanenza in una grotta

11 Giugno 2008 2 commenti

 

 

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GIANCARLO SULAS TENTA IL RECORD DI PERMANENZA IN UNA GROTTA

Una prova di forza, contro sé stesso e contro il tempo. È quella che si appresta a compiere Giancarlo Sulas, 51 anni, speleologo di Santadi che a partire da sabato 14 giugno cercherà di battere il record di permanenza all’interno di una grotta. L’obiettivo di Sulas è quello di trascorrere almeno un anno e un giorno nel sottosuolo. Lo speleologo sulcitano sarà naturalmente monitorato in maniera costante nelle sue funzioni fisiche, per riuscire così a battere il record ma anche a contribuire al progresso scientifico. La grotta scelta da Giancarlo Sulas per la sua audace impresa è la grotta del Campanaccio, nella collina di Monte Meana, la stessa che a poche centinaia di metri più in là ospita le ben più conosciute e meravigliose grotte di Is Zuddas, nel Basso Sulcis.

Giancarlo Sulas, che fa parte dello Speleo Club Santadese, ha dedicato la sua vita alla speleologia, dopo una lunga preparazione psico-fisica è ormai pronto ad affrontare il lungo periodo sotto terra, dove si troverà completamente isolato dal mondo esterno. A monitorare lo speleologo di Santadi ci penseranno i medici del policlinico universitario di Monserrato che lo seguiranno nella sua impresa e che hanno già provveduto ad impiantargli nel petto un dispositivo di controllo, un reveal cardiaco più piccolo di un accendino, che consentirà di registrare, durante l’intero periodo di permanenza nelle viscere della terra di Sulas, l’andamento del suo battito cardiaco, 24 ore su 24, in modo da verificare costantemente i cambiamenti che il corpo umano subisce in una situazione così particolare. Lo speleologo, aspirante recordman, avrà a disposizione un telecomando che gli consentirà di interagire con il dispositivo impiantato sotto la sua pelle, in modo da registrare quando vorrà i battiti in modo più accurato nel caso avvertisse segnali di cambiamento nelle sue funzioni vitali. Infatti, una delle alterazioni più conosciute e interessanti nei bioritmi umani in situazioni di prolungato isolamento spazio-temporale e di assenza di luce solare è quella dei cosiddetti ritmi circadiani, cioè la durata del ciclo sonno-veglia, il quale subisce un progressivo allungamento sino a situazioni in cui si può dormire anche per 24 ore consecutive e stare svegli per altrettante ore.

C’è da dire che Sulas non è nuovo ad esperimenti del genere, in passato aveva infatti già collaborato con l’università di Cagliari. Sarà anche possibile seguirà l’avventura dello speleologo santadese attraverso un sito web che fornirà tutti gli aggiornamenti in tempo reale. Un grosso in bocca al lupo a Giancarlo per la sua impresa.
 

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