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Archivio 23 Giugno 2008

NEWS – Scuola di scavi a Monte Sirai

23 Giugno 2008 1 commento

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NEWS

SCUOLA DI SCAVI A MONTE SIRAI

È partita, presso la collina di Monte Sirai (nella foto) e in particolare nella bellissima Necropoli punica, la campagna di scavi annuale che durerà un mese, avviata a cura del Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari e coordinata dal professor Piero Bartoloni. La campagna è realizzata in stretta collaborazione con la Sovrintendenza Archeologica, con il contributo dei comuni di Carbonia e Sant’Antioco e dell’Ati Geoparco. Gli scavi sono diretti dal ricercatore universitario Michele Guirguis. L’area oggetto quest’anno dello studio è collocata nello spazio a ridosso del cancello di ingresso del parco archeologico di Monte Sirai, sul fronte estremo della ideale striscia nella cui parte centrale è stata identificata e studiata, con le campagne degli anni scorsi, la Necropoli fenicia. Inutile negare che sono attese anche altre possibili sorprese sotto il profilo scientifico anche in questa nuova area di scavo. Proprio il professor Bartoloni, docente ordinario dell’università di Sassari e direttore del grande museo archeologico di Sant’Antioco, ha illustrato il progetto: "Inizialmente, basandoci sul numero ridotto delle tombe puniche a camera ritrovate ipotizzavamo che in età punica la popolazione del villaggio fosse ridotta. Invece, la scoperta di qeusta area ci ha fatto modificare questa ipotesi. Ed è interessante, peraltro, il fatto che i morti punici appaiono parzialmente bruciacchiati. Ciò significa che l’incinerazione diventa in qualche modo simbolica".

La campagna di scavi di quest’anno porta però con sé anche un’altra rilevante novità, patrocinata, dall’Università di Sassari, dai Comuni di Carbonia e Sant’Antioco, dal Rotary Club e dalla Lutec di Carbonia. Si tratta della «summer school», cioè una scuola a pagamento, alla quale si possono iscrivere appassionati di archeologia e di storia, che possono collaborare materialmente alle operazioni di scavo e partecipare a visite guidate in musei e siti archeologici ma anche a conferenze a tema. In pratica una immersione totale nell’archeologia e nella storia del Sulcis, che rappresenta per il territorio il primo esperimento di questo tipo, ma che invece in altre realtà è presente già da tempo. Si tratta in pratica di una iniziativa a metà tra cultura e turismo, che può certamente inserirsi in un contesto di turismo culturale, fortemente in espansione in tutto il mondo. Del resto, le statistiche degli anni passati testimoniano come durante le settimane della campagna di scavo annuale si concentra anche la maggior presenza di turisti. La speranza è che anche quest’anno vengano fatte delle nuove e importanti scoperte e che questo tipo di iniziative possa moltiplicarsi durante l’anno per far vivere in modo nuovo la storia del territorio e anche il turismo.

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