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NEWS – Iglesias, un sindaco da solo al comando

10 Settembre 2008

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NEWS

IGLESIAS, UN SINDACO DA SOLO AL COMANDO

Continua la crisi politica all’interno della Giunta Comunale di Iglesias. Una crisi che ormai dura da tempo ma che pare non si risolverà in tempi brevi, anzi. Le dimissioni a catena di tutti gli assessori della Giunta del sindaco Pierluigi Carta (nella foto) hanno fatto esplodere una situazione che era latente da mesi; la crisi insomma era nell’aria e per tutti gli iglesienti non è certo stata una sorpresa. Un po’ di storia: il sindaco iglesiente Pierluigi Carta proviene da Progetto Sardegna, la creatura politica del presidente della Regione, Renato Soru, e fu eletto nella primavera del 2005 all’interno di una ampia coalizione che portò di nuovo al centrosinistra la guida della città di Iglesias. Ma Carta ebbe quasi subito dei rapporti di conflitto con alcuni membri della sua maggioranza, soprattutto con gli ormai ex Democratici di Sinistra. Carta tentò anche di tenerli fuori dalla sua Giunta, senza tuttavia riuscirci e anzi si vide "costretto" ad assegnar ai DS ben due assessorati importanti. La nascita del Partito Democratico pareva dover placare i conflitti, in virtù del fatto che molti esponenti prima divisi dalla fede partitica confluivano in un nuovo schieramento comune. Ma così non fu. Addirittura anche alcuni membri della minoranza confluirono nel PD, ma a Iglesias continuarono nonostante ciò ad opporsi al sindaco Carta, come l’ex senatore PSI Paolo Fogu ad esempio. Per Carta insomma non c’è mai stata tregua all’interno della sua Giunta. Le recenti vicissitudini del PD regionale hanno anzi dato il colpo di grazia e la Giunta Carta ha perso pian piano tutti i suoi pezzi: prima hanno lasciato due ex DS, Paola Fadda e Sandro Ciccu, poi anche gli ultimi due assessori che erano rimasti fino ad allora fedeli al sindaco, Cinzia Guaita e Carlo Saragat, i quali hanno tuttavia assicurato un sostegno tecnico per non lasciare il capoluogo dell’iglesiente allo sbando. Anche se a dir la verità pare che allo sbando la città mineraria ci sia già (a livello politico si intende) e a pagarne le conseguenze sono naturalmente i cittadini che devono assistere a questo assurdo teatrino che non porta certamente a nulla di buono per la cittadina capoluogo. Nel frattempo il sindaco Carta non molla e, seppur rimasto praticamente da solo a condurre una maggioranza che non esiste più, tenta di ricucire gli strappi e magari di stringere nuove alleanze per evitare la definitiva caduta. Certamente un compito difficile per il primo cittadino del capoluogo, perché deve far fronte, come abbiamo visto, non soltanto ai contrasti all’interno della sua Giunta ma, di rimbalzo, anche a quelli che provengono dal Partito Democratico a livello regionale, che vive ormai da tempo anch’esso di profonde divisioni interne che si ripercuotono nelle amministrazioni comunali. Per il momento non si sa ancora come finirà questa storia. Vedremo.
 

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  1. 12 Settembre 2008 a 18:20 | #1

    QUALCUNO PENSA REALMENTE AD IGLESIAS?

    E’ sconcertante vedere come nessuno della classe politica iglesiente, pensi realmente al bene della propria città.

    Esprimo le mie riflessioni sia come rappresentante politico sia come giovane cittadino sbalordito dall’incuria della pseudo classe politica vigente.

    Siamo tutti consapevoli che l’amministrazione Carta avrebbe dovuto avere il coraggio di dimettersi ad inizio legislatura, quando il suo tormentato cammino, e la palese incapacità amministrativa, faceva prevedere il crollo della Città.

    Ma i veri politici sanno che dove non arriva un amministrazione incapace, arriva la Politica stessa.

    Tra pochi mesi ci saranno le elezioni regionali e se L’amministrazione Carta, come spero per la città, resterà in carica, le elezioni comunali saranno ormai tra poco più di un anno.

    Si sa che in periodo di elezioni le varie amministrazioni si muovono velocemente, cercando di stupire con spettacoli pirotecnici gli elettori sfiduciati. Insomma, nell’unico anno dove per forza della politica, Iglesias potrebbe raggiungere degli obbiettivi, far andar avanti dei progetti, ed avere dei cambiamenti grazie al momento da campagna elettorale, le forze politiche di Destra e di Sinistra, chiedono il commissario?

    I cittadini chiedono all’attuale amministrazione di restare in quella sella sdrucita e consunta.

    E’ follia pensare al proprio tornaconto personale, mentre la città avrebbe dopo 4 anni di nulla, un anno di campagna elettorale per poter godere di nuove infrastrutture e servizi da spot pubblicitario.

    La confusione porta a spostare l’attenzione da ciò che in realtà sta succedendo, cosicché passino in secondo piano gli interessi personali che palesemente traspaiono dai commenti politici di ambo le parti.

    C’è fretta di andar a elezioni perché molti dei pseudo politici attuali non sanno se tra un anno, avranno ancora quei pochi voti rimasti, e se la gente ricorderà ancora il loro nome. E’ palese la situazione di personalismo che investe la nostra città.

    Iglesias in questo momento ha bisogno non di nuove elezioni, ma di un amministrazione che continui il suo percorso e porti ad Iglesias le agevolazioni che si intravedono per queste tornate elettorali.

    Non resto scandalizzato sulla proposta di inciucio, anzi ottima intuizione politica in teoria dell’ on. Oppi, ma mi spaventa la pratica, mi turba che l’inciucio sia stato subito morso da vecchi pseudo politici incapaci che hanno immediatamente sollevato il braccio per far vedere al deputato Oppi la loro presenza ed urlato a gran voce: “Onorevole mi porta con lei senò sparisco dalla scena?”

    La democrazia sta scomparendo, l’oligarchia vigente ad Iglesias inizia a preoccupare anche colui che fino a questo momento pensava di poter vivere o sopravvivere senza occuparsi di ciò che accadeva intorno a lui.

    La sinistra galleggia in un fiume di acqua sporca sempre a pochi centimetri dal fondo, galleggia, fa finta ma non tocca il fondo con un opposizione poco politica, molto polemica e funambolica; nel frattempo Iglesias scopre che si può andar sempre più in basso, che gli interessi personali e l’incapacità non hanno fondo.

    Perché alimentare questo senso di aggressione di rivalità? Il duello si fa per ferire, la politica è fatta di contraddittori, dibattiti, come si chiama nella sua locuzione per dire che ci sarà uno scambio di vedute di opinioni e di programmi.

    Iglesias non vuole godersi la zuffa; tutto ciò fa scadere la politica perché la porta ad un livello inferiore a quello che dovrebbe esigere la sua attività.

    Il popolo vuole una nuova classe politica giovane preparata che trascini Iglesias in pochissimo tempo verso un nuovo splendore. E la città la merita e l’avrà.

    Amministrare è difficile, implica molta responsabilità e visione futura, anche far opposizione è difficile, soprattutto quando la bramosia di potere si scontra con la veritiera paura di scomparire;

    Ma per la città è ora di smettere di giocare a Sasso, Forbice e CARTA.

  2. 12 Settembre 2008 a 18:21 | #2

    QUALCUNO PENSA REALMENTE AD IGLESIAS?

    E’ sconcertante vedere come nessuno della classe politica iglesiente, pensi realmente al bene della propria città.

    Esprimo le mie riflessioni sia come rappresentante politico sia come giovane cittadino sbalordito dall’incuria della pseudo classe politica vigente.

    Siamo tutti consapevoli che l’amministrazione Carta avrebbe dovuto avere il coraggio di dimettersi ad inizio legislatura, quando il suo tormentato cammino, e la palese incapacità amministrativa, faceva prevedere il crollo della Città.

    Ma i veri politici sanno che dove non arriva un amministrazione incapace, arriva la Politica stessa.

    Tra pochi mesi ci saranno le elezioni regionali e se L’amministrazione Carta, come spero per la città, resterà in carica, le elezioni comunali saranno ormai tra poco più di un anno.

    Si sa che in periodo di elezioni le varie amministrazioni si muovono velocemente, cercando di stupire con spettacoli pirotecnici gli elettori sfiduciati. Insomma, nell’unico anno dove per forza della politica, Iglesias potrebbe raggiungere degli obbiettivi, far andar avanti dei progetti, ed avere dei cambiamenti grazie al momento da campagna elettorale, le forze politiche di Destra e di Sinistra, chiedono il commissario?

    I cittadini chiedono all’attuale amministrazione di restare in quella sella sdrucita e consunta.

    E’ follia pensare al proprio tornaconto personale, mentre la città avrebbe dopo 4 anni di nulla, un anno di campagna elettorale per poter godere di nuove infrastrutture e servizi da spot pubblicitario.

    La confusione porta a spostare l’attenzione da ciò che in realtà sta succedendo, cosicché passino in secondo piano gli interessi personali che palesemente traspaiono dai commenti politici di ambo le parti.

    C’è fretta di andar a elezioni perché molti dei pseudo politici attuali non sanno se tra un anno, avranno ancora quei pochi voti rimasti, e se la gente ricorderà ancora il loro nome. E’ palese la situazione di personalismo che investe la nostra città.

    Iglesias in questo momento ha bisogno non di nuove elezioni, ma di un amministrazione che continui il suo percorso e porti ad Iglesias le agevolazioni che si intravedono per queste tornate elettorali.

    Non resto scandalizzato sulla proposta di inciucio, anzi ottima intuizione politica in teoria dell’ on. Oppi, ma mi spaventa la pratica, mi turba che l’inciucio sia stato subito morso da vecchi pseudo politici incapaci che hanno immediatamente sollevato il braccio per far vedere al deputato Oppi la loro presenza ed urlato a gran voce: “Onorevole mi porta con lei senò sparisco dalla scena?”

    La democrazia sta scomparendo, l’oligarchia vigente ad Iglesias inizia a preoccupare anche colui che fino a questo momento pensava di poter vivere o sopravvivere senza occuparsi di ciò che accadeva intorno a lui.

    La sinistra galleggia in un fiume di acqua sporca sempre a pochi centimetri dal fondo, galleggia, fa finta ma non tocca il fondo con un opposizione poco politica, molto polemica e funambolica; nel frattempo Iglesias scopre che si può andar sempre più in basso, che gli interessi personali e l’incapacità non hanno fondo.

    Perché alimentare questo senso di aggressione di rivalità? Il duello si fa per ferire, la politica è fatta di contraddittori, dibattiti, come si chiama nella sua locuzione per dire che ci sarà uno scambio di vedute di opinioni e di programmi.

    Iglesias non vuole godersi la zuffa; tutto ciò fa scadere la politica perché la porta ad un livello inferiore a quello che dovrebbe esigere la sua attività.

    Il popolo vuole una nuova classe politica giovane preparata che trascini Iglesias in pochissimo tempo verso un nuovo splendore. E la città la merita e l’avrà.

    Amministrare è difficile, implica molta responsabilità e visione futura, anche far opposizione è difficile, soprattutto quando la bramosia di potere si scontra con la veritiera paura di scomparire;

    Ma per la città è ora di smettere di giocare a Sasso, Forbice e CARTA.

  3. 12 Settembre 2008 a 18:22 | #3

    QUALCUNO PENSA REALMENTE AD IGLESIAS?

    E’ sconcertante vedere come nessuno della classe politica iglesiente, pensi realmente al bene della propria città.

    Esprimo le mie riflessioni sia come rappresentante politico sia come giovane cittadino sbalordito dall’incuria della pseudo classe politica vigente.

    Siamo tutti consapevoli che l’amministrazione Carta avrebbe dovuto avere il coraggio di dimettersi ad inizio legislatura, quando il suo tormentato cammino, e la palese incapacità amministrativa, faceva prevedere il crollo della Città.

    Ma i veri politici sanno che dove non arriva un amministrazione incapace, arriva la Politica stessa.

    Tra pochi mesi ci saranno le elezioni regionali e se L’amministrazione Carta, come spero per la città, resterà in carica, le elezioni comunali saranno ormai tra poco più di un anno.

    Si sa che in periodo di elezioni le varie amministrazioni si muovono velocemente, cercando di stupire con spettacoli pirotecnici gli elettori sfiduciati. Insomma, nell’unico anno dove per forza della politica, Iglesias potrebbe raggiungere degli obbiettivi, far andar avanti dei progetti, ed avere dei cambiamenti grazie al momento da campagna elettorale, le forze politiche di Destra e di Sinistra, chiedono il commissario?

    I cittadini chiedono all’attuale amministrazione di restare in quella sella sdrucita e consunta.

    E’ follia pensare al proprio tornaconto personale, mentre la città avrebbe dopo 4 anni di nulla, un anno di campagna elettorale per poter godere di nuove infrastrutture e servizi da spot pubblicitario.

    La confusione porta a spostare l’attenzione da ciò che in realtà sta succedendo, cosicché passino in secondo piano gli interessi personali che palesemente traspaiono dai commenti politici di ambo le parti.

    C’è fretta di andar a elezioni perché molti dei pseudo politici attuali non sanno se tra un anno, avranno ancora quei pochi voti rimasti, e se la gente ricorderà ancora il loro nome. E’ palese la situazione di personalismo che investe la nostra città.

    Iglesias in questo momento ha bisogno non di nuove elezioni, ma di un amministrazione che continui il suo percorso e porti ad Iglesias le agevolazioni che si intravedono per queste tornate elettorali.

    Non resto scandalizzato sulla proposta di inciucio, anzi ottima intuizione politica in teoria dell’ on. Oppi, ma mi spaventa la pratica, mi turba che l’inciucio sia stato subito morso da vecchi pseudo politici incapaci che hanno immediatamente sollevato il braccio per far vedere al deputato Oppi la loro presenza ed urlato a gran voce: “Onorevole mi porta con lei senò sparisco dalla scena?”

    La democrazia sta scomparendo, l’oligarchia vigente ad Iglesias inizia a preoccupare anche colui che fino a questo momento pensava di poter vivere o sopravvivere senza occuparsi di ciò che accadeva intorno a lui.

    La sinistra galleggia in un fiume di acqua sporca sempre a pochi centimetri dal fondo, galleggia, fa finta ma non tocca il fondo con un opposizione poco politica, molto polemica e funambolica; nel frattempo Iglesias scopre che si può andar sempre più in basso, che gli interessi personali e l’incapacità non hanno fondo.

    Perché alimentare questo senso di aggressione di rivalità? Il duello si fa per ferire, la politica è fatta di contraddittori, dibattiti, come si chiama nella sua locuzione per dire che ci sarà uno scambio di vedute di opinioni e di programmi.

    Iglesias non vuole godersi la zuffa; tutto ciò fa scadere la politica perché la porta ad un livello inferiore a quello che dovrebbe esigere la sua attività.

    Il popolo vuole una nuova classe politica giovane preparata che trascini Iglesias in pochissimo tempo verso un nuovo splendore. E la città la merita e l’avrà.

    Amministrare è difficile, implica molta responsabilità e visione futura, anche far opposizione è difficile, soprattutto quando la bramosia di potere si scontra con la veritiera paura di scomparire;

    Ma per la città è ora di smettere di giocare a Sasso, Forbice e CARTA.

  4. Chiara
    13 Settembre 2008 a 14:47 | #4

    E l’hai scritto 3 volte per ribadire il concetto? :)

  5. Anima
    15 Settembre 2008 a 13:35 | #5

    La situazione iglesiente è paradossale della politica sarda, continua divisioni e liti anche fra appartenenti allo stesso partito o schieramento. Tutto finalizzato ad avere poltrone e poltroncine per ingrassare, senza pensare minimamente al benessere della comunità.

    Iglesias è allo sfascio economico e sociale ma pare che a nessuno importi. La città si spopola e la cosa più importante per l’amministrazione è cercare di far cascare il sindachetto che ci ritroviamo.

    Che schifo!

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