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NEWS – Allarme obesità nel Sulcis Iglesiente e in Sardegna

14 Novembre 2008

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NEWS

ALLARME OBESITA’ NEL SULCIS IGLESIENTE E IN SARDEGNA

Il 20 per cento dei bambini sardi è in uno stato di sovrappeso, mentre ben il 7 per cento è obeso. Mentre nel Sulcis Iglesiente il 20 per cento dei bambini tra gli otto e gli undici anni è in sovrappeso e un altro 5 per cento è obeso. Questi sono i preoccupanti dati emersi da due ricerche, una svolta a livello regionale e che ha messo in evidenza la situazione alimentare dei bambini in Sardegna; l’altra a livello provinciale. Tra le cause principali determinanti questa situazione c’è prima di tutto una alimentazione non corretta, spesso accompagnata da una scarsa o inesistente attività fisica dei bambini. La ricerca regionale, che si è svolta tra il 2005 e il 2008, con la collaborazione dell’Assessorato Regionale della Sanità e il coordinamento delle dottoresse Pina Arras e Grazia Cattina, ha portato alla luce dati importanti sullo stato di salute dei bambini nell’Isola. Il campione della ricerca era costituito da oltre duemila bambini in periodo scolare di età compresa fra gli 8 e i 9 anni. I risultati ottenuti in Sardegna non si discostano tuttavia da quelli emersi nelle regioni del centro e del nord Italia, mentre nelle regioni del sud la dimensione del fenomeno è risultata essere ancor più preoccupante. La Sardegna dunque non è tra le regioni italiane più a rischio, ma il dato comunque non consola. A livello europeo, invece, gli ultimi dati raccolti sui più giovani evidenziano come sia la Gran Bretagna ad avere la situazione peggiore (29% di bambini e ragazzi sovrappeso tra i 5 e i 17 anni, sia nei maschi sia nelle femmine). In ogni caso, per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in Europa 1 ragazzo su 5 è in sovrappeso e ogni anno, agli oltre 14 milioni di giovani europei in questo stato, 3 milioni dei quali obesi, si aggiungono  400 mila "nuovi" sovrappeso. Il fenomeno è preoccupante a livello europeo, ma anche mondiale. Ritornando ai dati venuti fuori dalla ricerca svolta nell’Isola, nel mirino finiscono prima di tutto le scorrette abitudini alimentari dei bambini, soprattutto all’interno dei nuclei familiari, ma anche nelle mense scolastiche della regione (anche se, in Sardegna, soltanto il 47 per cento degli istituti scolastici è dotato di una mensa). Altri dati hanno infatti evidenziato come soltanto il 58 per cento dei bambini in Sardegna fa una colazione adeguata al mattino e, tra questi, l’abitudine di saltare la colazione è più alta nei figli di mamme che possiedono un titolo di studio più basso. Mentre i dietologi e gli esperti di alimentazione sostengono oramai da tempo che la prima colazione è assolutamente fondamentale per la nostra salute e fornisce un apporto di calorie pari a ben il 25% del fabbisogno alimentare giornaliero. Inoltre coloro che fanno la colazione al mattino, comparati a quelli che invece la saltano, presentano un rischio ridotto della metà di sviluppare obesità. L’indagine ha evidenziato, inoltre, come durante i pasti principali della giornata e nelle merende il consumo di frutta e verdura sia decisamente troppo basso e anzi continua a diminuire anno dopo anno. Fra gli altri alimenti, stabile e adeguato risulta essere il consumo della carne, mentre il pesce ha sempre una scarsa presenza nel consumo alimentare dei nostri bambini. Preoccupa anche il fatto che soltanto il 2 per cento dei bambini in Sardegna ha l’abitudine di fare una merenda con alimenti qualitativamente nutrienti. Di contro, una percentuale altissima, ben il 96 per cento che consuma alimenti come snack di vario tipo, patatine, panini, piuttosto che frutta o yogurt. Tutti alimenti che certamente  non contribuiscono ad una corretta alimentazione. Come già detto, oltre alla famiglia, nell’alimentazione dei bambini entra naturalmente in maniera fondamentale anche la scuola che, secondo l’indagine può certamente giocare un ruolo decisivo nell’educazione alimentare dei più piccoli, creando le condizioni per una corretta alimentazione degli studenti e favorendo sempre di più l’attività fisica che, come abbiamo visto, rappresenta un’altra delle cause principali del sovrappeso dei bambini sardi. Dallo studio è infatti emerso come solo il 68 per cento dei bambini di età fra gli 8 e i 9 anni in Sardegna può essere definito fisicamente attivo, cioè svolge attività fisica con una certa continuità. Mentre ben il 43 per cento passa come minimo due ore al giorno (ma spesso anche di più) guardando la televisione. Un altro dato che fa riflettere è che il 33 per cento dei bambini dispone di una televisore in camera. Dopo questa ricerca effettuata in Sardegna e commissionata dall’Assessorato Regionale della Sanità, la Regione intende avviare una serie di interventi per contrastare il fenomeno obesità nell’Isola. È prevista la realizzazione di campagne informative rivolte all’intera popolazione, iniziative di sensibilizzazione al fenomeno e la distribuzione di alimenti sani all’interno delle scuole sarde. Tutto ciò sarà messo in pratica attraverso una politica che coinvolgerà nelle varie azioni la famiglia, le istituzioni scolastiche e la Sanità. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica al problema, che diventa sempre più preoccupante, ma anche di agire concretamente per cambiare le abitudini alimentari delle nuove generazioni. Come detto, un’indagine è stata però compiuta anche dalla Provincia di Carbonia Iglesias in collaborazione con l’Università di Cagliari (Dipartimento di Biologia Sperimentale e Corso di Laurea in Scienze Motorie) e il CONI Sardegna, su campioni di scolari delle scuole secondarie di primo grado dei comuni di Carbonia, Iglesias, Gonnesa, Nuxis, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Villaperuccio e Santadi. I risultati sono stati presentati lo scorso 10 Novembre nella Sala Conferenze della Provincia Carbonia Iglesias. E’ così emerso che nella nostra Provincia il venti per cento dei bambini tra gli otto e gli undici anni è sovrappeso, un altro cinque per cento è addirittura obeso. La media dei bambini sovrappeso è leggermente superiore a quella nazionale. Tra i dati preoccupanti è inoltre emerso che oltre il 70% dei bambini praticano poca o nessuna attività fisica. Undato allarmante se si considera che ogni ora in più di movimento fisico è in grado di ridurre di ben il 12% il rischio di obesità. Si tratta di un problema importante, da combattere e prevenire, in considerazione del fatto che un bambino o un adolescente in sovrappeso o obeso ha molte più probabilità di rimanere tali anche da adulti, con tutti i problemi (soprattutto di salute) che questo comporta. Gli sviluppi futuri di questa indagine consisteranno nella rilevazione delle abitudini alimentari dei bambini studiati, per delineare un quadro più preciso sui fattori che influenzano l’incidenza del sovrappeso e dell’obesità. Per cercare di contrastare il fenomeno, causato oltre che dall’alimentazione anche dall’insufficiente attività fisica, verrà anche mobilitato il Coni con una capillare campagna di sensibilizzazione e educazione allo sport nelle scuole.

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