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Archivio Dicembre 2008

BUONE FESTE

23 Dicembre 2008 Commenti chiusi

 

UN SINCERO AUGURO DI

 BUONE FESTE

DALLO STAFF DELLA

GAZZETTANTIOCHENSE

 

BUON NATALE

&

FELICE ANNO NUOVO

 

EVENTI. Natale a Sant’Antioco

19 Dicembre 2008 Commenti chiusi

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EVENTI

NATALE A SANT’ANTIOCO

Il comune di Sant’Antioco, in collaborazione con il Centro Commerciale Naturale "Isola di Sant’Antioco" organizzano "NATALE A SANT’ANTIOCO", una serie di eventi e manifestazioni che avranno luogo nella cittadina lagunare nel periodo delle festività natalizie. Questo il programma ufficiale:

Dal 20  al 30 Dicembre - Fai un regalo a Babbo Natale. Si potrà donare un regalo a Babbo Natale. Presso la sede della Terza Età, Babbo Natale aspetterà i bambini per fare una foto con loro. Il 3 gennaio 2009 verrà organizzato uno spettacolo con i noti cabarettisti "Cossu & Zara" e un banco di beneficienza con gli oggetti ricevuti.

Dal 20 al 22 Dicembre - eventi organizzati dall’assessorato ai Servizi Sociali e Politiche giovanili e Gruppo Insieme Onlus, che si concluderanno con un concerto Gospel, alle ore 21, presso la Basilica di Sant’Antioco Martire.

Dal 20 Dicembre – Presepe in costume sardo organizzato dal gruppo folk "Isola di Sant’Antioco" presso la sede dei Sufeti in piazza De Gasperi.

Domenica 21 Dicembre – Spettacolo di Cabaret con Benito Urgu, Alverio Cau e Carmen. Ore 19, piazza Umberto.

Lunedì 22 Dicembre - Concerto Gospel. Ore 21, Basilica Sant’Antioco Martire.

Martedì 23 Dicembre - Babbo Natale regala musica e dolciumi. La banda musicale Santa Cecilia nelle vesti di Babbo Natale suonerà nelle vie del centro i concerti della scuola civica di musica del comune di Sant’Antioco. Alle ore 20, concerto "Aldebaran Tour", di Simone Onnis, chitarra, presso l’Aula Consiliare.

Domenica 28 Dicembre - Dalle ore 17, Dolce Natale di cioccolata. Gli studenti delle scuole elementari e medie potranno degustare gratuitamente una buona cioccolata nei bar del centro che espongono un simbolo arancione. Per l’occasione verranno consegnati gli appositi buoni presso le scuole locali. Dalle ore 17 alle or 19, proiezione del video "Presepe artistico del maestro Gianni Salidu", presso l’aula consiliare. A seguire "I concerti della scuola civica di musica" di Sant’Antioco. Ore 20, Duo Garcia: Javier Garcia e Luigi Puddu, duo di chitarre. Aula consiliare.

Martedi 30 Dicembre - I concerti della scuola civica di musica di Sant’Antioco. LE GRANDI VOCI DELLA LIRICA, ore 20, concerto straordinario di Katia Ricciarelli, con la partecipazione della Corale Sulcitana. Direttore Lorenzo Zonca. Parrocchia Santa Maria Goretti. Direzione artistica Luigi Puddu.

Sabato 3 Gennaio - Ore 18, banco di beneficienza con i doni ricevuti da Babbo Natale, con l partecipazione del duo "Cossu & Zara", del gruppo musicale Bakkano e di giocolieri di strada. Durante la serata saranno premiati il balcone e la vetrina più bella.

Lunedì 5 Gennaio - Ore 10.30, La Befana va al Museo "gioghendi commenti na borta". I giochi antichi natalizi riproposti ai bambini. Laboratori didattici a cura dell’Archeotur presso il Museo Archeologico Ferruccio Barreca (per una buona riuscita dell’evento è gradita la prenotazione, tel 078182105). Nell’occasione verrà premiata la Befana più brutta.
 

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SPECIALE NATALE SU OCCASIONISSIME BLOG

19 Dicembre 2008 Commenti chiusi

 

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NEWS – A Buggerru potrebbe nascere un Parco Marino

16 Dicembre 2008 Commenti chiusi

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NEWS

A BUGGERRU POTREBBE NASCERE UN PARCO MARINO

Il comune di Buggerru ha iniziato l’iter burocratico per realizzare nel suo territorio e nella propria area di mare un Parco Marino per tutelare l’ambiente e le coste, i diritti dei pescatori e per rendere in tal modo più sicuro il litorale con maggiori controlli e un’attenzione maggiore alle sue meravigliose risorse marine. Il comune dell’iglesiente porterà avanti questa proposta dell’istituzione del Parco insieme alle amministrazioni delle province di Carbonia-Iglesias e del Medio Campidano, ma coinvolgendo anche l’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente. A dare la notizia dello start-up di questo percorso finalizzato all’istituzione del Parco Marino è stato Achille Rombi, l’assessore comunale alle attività produttive del comune di Buggerru, che in qualità di portavoce dell’amminstrazione comunale ha precisato che l’eventuale istituzione del Parco non porterà ad una "marea" di divieti (soprattutto per i pescatori), tuttavia nelle intenzioni comunali il parco marino dovrebbe essere un luogo dove si potrà esercitare la pesca ma nel pieno rispetto delle regole e dell’ambiente circostante. E del resto sono state anche le richieste dei pescatori stessi a spingere l’amministrazione comunale di Buggerru verso l’avvio del progetto Parco Marino; pescatori che da tempo chiedono maggiori controlli e garanzie, in particolare durante i periodi dell’anno di fermo biologico della pesca. Se il progetto alla fine si tramuterà in realtà sarà un grande passo avanti per il territorio comunale di Buggerru e in particolare per il suo litorale e il tratto marino che accarezza le sue coste, sarà certamente una grande speranza per chi ha a cuore e vuole proteggere e curare il mare. Oltre ai benefici dal punto di vista della salute dell’ambiente marino, potranno certamente esserci anche dei riscontri positivi dal punto di vista turistico con l’istituzione del Parco Marino.

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INTERVENTI. SARDEGNA SPEAKS ENGLISH (Giancarlo Melargo)

9 Dicembre 2008 Commenti chiusi

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INTERVENTI

SARDEGNA SPEAKS ENGLISH

In qualità di Assessore al Turismo mi sento  in dovere di informare i cittadini che mentre alcune istituzioni lavorano per mettere a disposizione della popolazione un numero sempre maggiore di servizi, che migliorino la qualità e le condizioni di vita stesse, alcune altre dormono o come preferisce esordire qualcuno, sono troppo impegnate in altri progetti.

Allora mi viene da pensare che un Dirigente scolastico (o chi per lui) che riesce a farsi approvare dalla Regione Sardegna 13 progetti relativi al programma Sardegna Speak English (vedi Istituto Comprensivo di San Giovanni Suergiu e limitrofi) è troppo intelligente, oppure sono gli altri che adagiati sugli allori, si lasciano sfuggire progetti cosi importanti penalizzando tutta la cittadinanza.

Tengo a precisare che i corsi messi a disposizione dalla Regione sono completamente gratuiti per gli utenti, di tutte le fasce di età, di scuola e di occupazione e non.

A maggior ragione mi ha urtato questa mancanza di interesse su un tema cosi importante e di attuale necessità ora più che mai, in un contesto come la SARDEGNA, regione a grande impronta turistica in continua espansione. Eppure vediamo tutti i giorni quanto siamo penalizzati per non avere la padronanza di una lingua straniera che ci apre le porte al mondo intero, quale è appunto l’inglese.

Ma chi di dovere, preso atto che oramai ha perso la prima fase dei finanziamenti relativi al suddetto programma, si sta preoccupando eventualmente di attivarsi per poter aderire alla seconda fase?

E poi ci stupiamo perché qualcuno arriva sempre prima di noi…..

Forse ognuno di noi dovrebbe incominciare a tirarsi su le maniche e iniziare  a lavorare seriamente e di gran lena, se vogliamo recuperare e valorizzare le poche risorse che ci sono rimaste, credendoci noi per primi, e dimostrando anche con i fatti, non solo con le parole, che anche in SARDEGNA si può migliorare il proprio livello di vita, perché ne abbiamo sia le capacità sia le risorse.

L’Assessore al Turismo del comune di Santadi

Giancarlo Melargo

INTERVENTI. Bisso, una scuola dal passato per garantire il futuro

9 Dicembre 2008 1 commento

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INTERVENTI

BISSO, UNA SCUOLA DEL PASSATO PER GARANTIRE IL FUTURO

Con porpora viola e porpora rossa, con scarlatto e bisso fece le vesti liturgiche per officiare nel santuario. Fecero le vesti sacre di Aronne, come il Signore aveva ordinato a Mosè. (Esodo, 28)

Il bisso, seta marina ricavata dal mollusco bivalve pinna nobilis, si intreccia profondamente con la storia millenaria dei popoli mediterranei più di quanto saremmo portati a credere. Una breve ricerca ci porta infatti a scoprire come se ne parli in più parti della Bibbia e dei Vangeli. È un tessuto legato alla storia dei cretesi, dei fenici, degli egizi e di tanti altri popoli del bacino mediterraneo.
In queste antiche civiltà l’uso della cosiddetta seta di mare era destinato soltanto a principi, sovrani e importanti sacerdoti, solo loro infatti potevano permettersi un materiale tanto prezioso e raro.
Si tratta infatti di un tessuto derivante dai filamenti di un mollusco bivalve, la pinna nobilis, utilizzati dall’animale per ancorarsi al fondo marino. La pinna nobilis è stata dichiarata recentemente a rischio estinzione a causa della pesca indiscriminata e dell’inquinamento e per questo protetta. La sua pesca tradizionalmente avviene in apnea con l’ausilio di una lunga asta terminante con un occhiello e la lavorazione è lunga e complessa, una vera e propria arte antica di cui oggi l’unica depositaria è Chiara Vigo.
Siamo andati a farle visita nella sua bottega a Sant’Antioco, nell’edificio dell’ex Monte Granatico, incuriositi dal suo progetto di trasmissione della propria arte a chiunque intenda apprenderla e abbia in sé "lo spirito" adatto per acquisire un’arte tanto affascinante e complessa. Una vera e propria scuola di bisso, come quella che aveva avuto sua nonna Leonilde Mereu, da cui Chiara ha imparato tutte le sue conoscenze sulla seta del mare e sul suo processo di lavorazione. La troviamo intenta a lavorare al telaio, come ci spiega questo è il suo lavoro quotidiano, e la porta è sempre aperta per chiunque voglia ammirare i suoi lavori esposti o intenda osservarla durante tutti i passaggi indispensabili per la realizzazione delle sue opere, l’ultima delle quali è una splendida natività a cui lavora da oltre cinque mesi. Ci sono due cose fondamentali che Chiara precisa subito: innanzitutto lei non è una tessitrice, né un’artigiana, ma un maistu de pannu, un maestro tessitore.
La distinzione, come ci spiega, non è per niente sottile: c’è una grossa differenza tra chi lavora per vendere i propri manufatti specializzandosi in un’unica abilità e chi, come lei, ha dedicato tutta la vita al recupero di un sapere antico approfondendo ogni fase della lavorazione e adoperandosi per fare in modo che queste conoscenze non vadano perse.
Come conseguenza diretta di questa differenza, il maestro di bisso non vende le proprie opere, il frutto di lavori lunghi talvolta anni, perché è legato al mare da un giuramento che vieta qualsiasi mercificazione del proprio lavoro.
Il sogno di Chiara è poter trasmettere il proprio sapere all’interno della sua bottega, per questo da anni cerca di far riconoscere il valore de "is maistusu", ormai pochissimi, le cui conoscenze rischiano di andare perdute senza una precisa volontà da parte delle istituzioni di proteggerle e consentire la loro trasmissione.
E’ amaro constatare come, pur assistendo alla crescita di nuove generazioni sempre più potenzialmente informate grazie alla velocità dei mezzi di comunicazione, la mancata attenzione da parte delle scuole istituzionali rispetto agli antichi mestieri radicati nel territorio, legati alle ricchezze peculiari di ogni zona geografica, porti ad una loro irrimediabile perdita. 
È questo il grosso rischio che oggi si corre: dimenticare le proprie radici e perdere le conoscenze legate ad arti e mestieri antichi che costituiscono un patrimonio inestimabile.  Abbiamo rivolto qualche domanda a Chiara: 

Un maistu de pannu, un maestro di tessuto: che cosa significa precisamente, in cosa consiste l’attività di un maestro di tessuto?  

La differenza di termine  tra maistu de pannu e tessitore sta ad indicare le loro diverse funzioni: maistu de pannu è un soggetto che conosce tutte le applicazioni della materia di tessitura per cui sarebbe auspicabile la formazione di un albo specifico da cui attingere per insegnare e trasmettere tale materia all’interno della bottega dove su maistu può in libertà e senza nessuna costrizione trasmettere quanto ritiene che l’allievo sia capace di recepire. Il termine di tessitore indica invece un soggetto esperto nella sua tessitura specifica, capace di costruire tele per il mercato a vari livelli. Questa persona è quindi in grado di assolvere al solo compito della realizzazione di opere, ma non è necessariamente dotato di capacità  comunicative che gli permettano di insegnare a terzi la materia.

Lei è impegnata nel tentativo di far riconoscere dalla Regione Sardegna il valore di questo sapere antico e di realizzare una scuola per la sua trasmissione, in cosa consiste il suo progetto? A che punto è?

Io credo che sia giunto il tempo di riflettere sulla necessità di creare due albi: albo dei maistusu e albo degli artigiani tessitori. Il mio progetto prevede la separazione delle figure poiché esse hanno funzioni, applicazioni ed esigenze diverse. 

E’ riuscita a trasmettere il suo sapere a qualche allievo?

Tutti mi chiedono se ho allievi. Nessuno ha operato perché avessi la mia bottega scuola. Qualcuno mi ha proposto di insegnare la mia materia secondo canoni assolutamente inapplicabili ( ad esempio l’insegnamento di 50 ore di bisso in un corso professionale  per un numero di 15 allievi), mi pare ovvio che finchè i termini sono questi chi li propone non conosce la mia materia e non sa esattamente di cosa parla. E mi pare altrettanto ovvio il mio diniego.

Il bisso non è solo un materiale diverso, ma presuppone una conoscenza dei fondali, una conoscenza scientifica diretta e una conoscenza storica e antropologica dei riti di trasmissione che nulla hanno a che fare con applicazioni moderne e tipologie di trasmissione inadatte al mio utilizzo  come maestro di bisso.

Tra i suoi insegnamenti immagino troverebbe spazio anche il rispetto della natura e l’utilizzo consapevole delle sue risorse a giudicare dall’attenzione estrema con cui lei raccomanda la pesca della pinna nobilis senza danneggiarla. Secondo lei i ragazzi riconoscono il valore del rispetto della natura?

La natura va rispettata e protetta con l’applicazione delle leggi internazionali, cosa che pare sia di difficile applicazione, ne è un esempio il progetto del metanodotto che dovrebbe passare su aree marine dove insistono banchi di poseidonia e banchi di pinne e aree marine archeologiche inesplorate o trascurate. 

Grazie alla scuola e ai mezzi di comunicazione, i ragazzi hanno l’opportunità di avere tantissime informazioni, condividere le stesse passioni, la stessa musica e gli stessi passatempi in tutto il mondo, poi però è molto probabile che non conoscano le risorse del proprio territorio e le loro radici.
Secondo lei la scuola dovrebbe diffondere tra i ragazzi la conoscenza delle ricchezze della propria terra? Cosa ne pensa?
 

Penso che sia indispensabile e inderogabile che is maistusu  possano dire la loro in fatto di utilizzo delle conoscenze. Da parte loro le istituzioni dovrebbero vigilare e tutelare il patrimonio antropologico senza perdersi in progetti che funzionano solo sulla carta, ma inapplicabili se si vogliono ottenere risultati certi.

(di Sara Palmas – tratto da www.mediterraneaonline.eu)

 

 

NEWS – Università di Monteponi a rischio chiusura

2 Dicembre 2008 2 commenti

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NEWS

UNIVERSITA’ DI MONTEPONI A RISCHIO CHIUSURA

È crisi per la sede universitaria di Monteponi ad Iglesias. Regna l’incertezza sul futuro dei corsi di laurea la stessa esistenza del Polo universitario del Sulcis Iglesiente (nella foto il Palazzo Bellavista, sede dell’università) è ormai ha rischio a causa di problemi che da tempo attanagliano l’ateneo: fondi insufficienti, ritardi nella loro erogazione, Cda che da tantissimo tempo non riesce più a deliberare per mancanza del numero legale. Tutti problemi che sono stati sottolineati a più riprese dal Consiglio del corso di laurea in Scienze dei Materiali, la cui sede è appunto a Iglesias, ma che i docenti vorrebbero presto riportare a Cagliari, proprio per questa incertezza che da troppo tempo regna nel Polo di Monteponi. A tutto questo si è naturalmente aggiunta la recente legge del ministro Gelmini che prevede tagli piuttosto consistenti proprio a danno delle sedi universitarie decentrate. L’ultimo appuntamento della discussione sul futuro di Monteponi si è avuto durante un dibattito tenutosi venerdì scorso presso l’Archivio storico di Iglesias, organizzato dall’associazione Argentaria e dal circolo del PD intitolato ad Angelo Corsi, per confrontare le posizioni di studenti, docenti e istituzioni. Erano presenti anche gli studenti del Collettivo interfacoltà di Cagliari, che hanno portato la solidarietà a quelli iglesienti.

Si è partito naturalmente dagli aspetti più controversi della nuova legge varata dal governo Berlusconi. La relazione iniziale del portavoce del circolo Corsi, Fabio Usai, ha preceduto gli interventi dell’assessore provinciale alle Politiche per l’istruzione, Tiziana Frongia, e del docente universitario di Diritto all’università di Cagliari, Fabio Botta, che hanno particolarmente evidenziato le conseguenze dei tagli previsti dalla legge Gelmini sulle università e, in questo caso, per il territorio e la sua Università. Proprio professor Botta ha evidenziato l’inefficacia delle misure adottate dal governo definite "provvedimenti spot", che di certo non elimineranno i problemi storici di un sistema, quello universitario, che comunque avrebbe bisogno di una radicale riforma. Per gli studenti di Monteponi ha parlato Sandro Palmieri, presidente dell’associazione che li riunisce, evidenziato la profonda delusione e marezza per le scelte che stanno portando alla chiusura dell’Università del nostro territorio. Erano presenti anche il presidente della Provincia, Pierfranco Gaviano, e il commissario del Parco Geominerario, Giampiero Pinna, che hanno auspicato una presa di posizione per scongiurare la chiusura del Polo universitario di Monteponi.

Nel frattempo gli studenti hanno iniziato la raccolta di firme per le vie di Iglesias per opporsi allo smantellamento dei corsi di laurea. Le firme che verranno raccolte saranno inviate a tutte le istituzioni competenti, Regione in primis, per dimostrare l’importanza di tenere aperte la sede universitaria del Sulcis Iglesiente. Naturalmente sono previste altre forme di protesta. Insomma la mobilitazione degli iscritti alle facoltà del Polo (Scienza dei materiali, Ingegneria ambientale e Informatica) non ha intenzione di cessare, anzi intende crescere nei prossimi giorni. Come detto, l’incertezza è tanta e l’Università rischia fortemente la chiusura, lo testimonia soprattutto il continuo slittamento della riunione del consiglio di amministrazione del Consorzio AUSI (formato da comuni, Provincia e aziende) per mancanza del numero legale.

La situazione è drastica ma le speranze, almeno per il momento, restano.

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