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NEWS – Università di Monteponi a rischio chiusura

2 Dicembre 2008

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NEWS

UNIVERSITA’ DI MONTEPONI A RISCHIO CHIUSURA

È crisi per la sede universitaria di Monteponi ad Iglesias. Regna l’incertezza sul futuro dei corsi di laurea la stessa esistenza del Polo universitario del Sulcis Iglesiente (nella foto il Palazzo Bellavista, sede dell’università) è ormai ha rischio a causa di problemi che da tempo attanagliano l’ateneo: fondi insufficienti, ritardi nella loro erogazione, Cda che da tantissimo tempo non riesce più a deliberare per mancanza del numero legale. Tutti problemi che sono stati sottolineati a più riprese dal Consiglio del corso di laurea in Scienze dei Materiali, la cui sede è appunto a Iglesias, ma che i docenti vorrebbero presto riportare a Cagliari, proprio per questa incertezza che da troppo tempo regna nel Polo di Monteponi. A tutto questo si è naturalmente aggiunta la recente legge del ministro Gelmini che prevede tagli piuttosto consistenti proprio a danno delle sedi universitarie decentrate. L’ultimo appuntamento della discussione sul futuro di Monteponi si è avuto durante un dibattito tenutosi venerdì scorso presso l’Archivio storico di Iglesias, organizzato dall’associazione Argentaria e dal circolo del PD intitolato ad Angelo Corsi, per confrontare le posizioni di studenti, docenti e istituzioni. Erano presenti anche gli studenti del Collettivo interfacoltà di Cagliari, che hanno portato la solidarietà a quelli iglesienti.

Si è partito naturalmente dagli aspetti più controversi della nuova legge varata dal governo Berlusconi. La relazione iniziale del portavoce del circolo Corsi, Fabio Usai, ha preceduto gli interventi dell’assessore provinciale alle Politiche per l’istruzione, Tiziana Frongia, e del docente universitario di Diritto all’università di Cagliari, Fabio Botta, che hanno particolarmente evidenziato le conseguenze dei tagli previsti dalla legge Gelmini sulle università e, in questo caso, per il territorio e la sua Università. Proprio professor Botta ha evidenziato l’inefficacia delle misure adottate dal governo definite "provvedimenti spot", che di certo non elimineranno i problemi storici di un sistema, quello universitario, che comunque avrebbe bisogno di una radicale riforma. Per gli studenti di Monteponi ha parlato Sandro Palmieri, presidente dell’associazione che li riunisce, evidenziato la profonda delusione e marezza per le scelte che stanno portando alla chiusura dell’Università del nostro territorio. Erano presenti anche il presidente della Provincia, Pierfranco Gaviano, e il commissario del Parco Geominerario, Giampiero Pinna, che hanno auspicato una presa di posizione per scongiurare la chiusura del Polo universitario di Monteponi.

Nel frattempo gli studenti hanno iniziato la raccolta di firme per le vie di Iglesias per opporsi allo smantellamento dei corsi di laurea. Le firme che verranno raccolte saranno inviate a tutte le istituzioni competenti, Regione in primis, per dimostrare l’importanza di tenere aperte la sede universitaria del Sulcis Iglesiente. Naturalmente sono previste altre forme di protesta. Insomma la mobilitazione degli iscritti alle facoltà del Polo (Scienza dei materiali, Ingegneria ambientale e Informatica) non ha intenzione di cessare, anzi intende crescere nei prossimi giorni. Come detto, l’incertezza è tanta e l’Università rischia fortemente la chiusura, lo testimonia soprattutto il continuo slittamento della riunione del consiglio di amministrazione del Consorzio AUSI (formato da comuni, Provincia e aziende) per mancanza del numero legale.

La situazione è drastica ma le speranze, almeno per il momento, restano.

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  1. Mauro da Iglesias…studente
    2 Dicembre 2008 a 19:22 | #1

    E il “signor” sindaco dov’era durante la riunione di venerdì? Sicuramente avrà avuto cose più importanti da fare

  2. A Carbonia non siam messi meglio…
    3 Dicembre 2008 a 12:33 | #2

    Carbonia: raddoppia il gettone dei consiglieri comunali

    Il gettone di presenza per i consiglieri comunali di Carbonia sale a settanta euro a seduta. Lo ha deliberato avant’ieri (27/11/2008) il Consiglio comunale sulla base di un partere dell’Anci, l’associazione dei Comuni. All’inizio dell’anno il gettone era stato ridotto a 36 euro nel quadro dei tagli alla spese della politica. Ebbene, due giorni fa è stato riportato a settanta euro con effetto retroattivo per cui il Comune dovrà sborsare duecentomila euro di arretrati per corrispondere la differenza ai consiglieri.

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