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L’Eurallumina verso la chiusura

25 Febbraio 2009

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NEWS

L’EURALLUMINA VERSO LA CHIUSURA

Brutte notizie per l’Eurallumina di Portovesme. Sembra proprio che si vada definitivamente verso la fermata dello stabilimento. La riunione che si sarebbe dovuta svolgere ieri a Roma tra il Governo e i dirigenti della Rusal, la multinazionale russa proprietaria dello stabilimento, nella quale doveva essere definito un accordo di programma che avrebbe evitato il blocco degli impianti non ha avuto luogo. Di contro, l’azienda ha invece comunicato ai sindacati una convocazione alla Confindustria per annunciare la cassa integrazione degli operai dello stabilimento. I russi annunciano la chiusura per un anno, ma gli operai non ci credono: la paura è che questo stop annunciato sia solo il preludio alla dismissione totale dello stabilimento. Cgil, Cisl e Uil hanno risposto decidendo di indire uno sciopero generale del Sulcis Iglesiente. Sembra dunque che i vertici della società abbiano deciso di chiudere definitivamente lo stabilimento del polo industriale sulcitano. Niente e nessuno pare potrà far cambiare idea alla Rusal, nemmeno i sindaci che torneranno lo stesso a Roma per cercare di incontrare il Governo. Nel frattempo c’è anche stato il sabotaggio al nastro trasportatore della Alcoa, da parte di ignoti, che non rende certo le cose più facili. La tensione infatti continua a salire. Sono infatti migliaia di posti di lavorio a rischio nel polo industriale di Portovesme, che continua a subire duri colpi. Adesso anche la multinazionale svizzera Cam ha deciso di congelare le trattative per prendere in gestione, con la prospettiva dell’acquisto in futuro, lo stabilimento della ex Ila. Un’altra brutta notizia insomma. A poco sono dunque valse le promesse fatte da tanti in campagna elettorale (ricordate la "presunta" telefonata di Berlusconi a Putin annunciata una settimana prima delle elezioni regionali?) agli operai e alle loro famiglie, 450 operai e 200 dipendenti degli appalti.: l’Eurallumina va inesorabilmente verso la chiusura.

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  1. Carlo
    25 Febbraio 2009 a 19:50 | #1

    Hanno voluto credere alle ennesime falsità di Berlusconi,ecco il risultato!

  2. Maria Rita
    26 Febbraio 2009 a 14:18 | #2

    Vabbè quando si è disperati si tende a credere al primo che ti promette qualcosa,anche se è Berlusconi che non brilla certo per trasparenza e onestà.A me spiace per tutte queste famiglie che si troveranno in difficoltà adesso dopo aver creduto alle promesse del nuovo presidente della regione e invece si ritrovano con un pugno di mosche.Però caspita ce ne vuole a credere a Berlusconi visto come sta riducendo l’Italia.Probabilmente la storia della telefonata a Putin era l’ennesima barzeletta che molti a Portovesme non hanno capito.

  3. da Altravoce.net
    26 Febbraio 2009 a 18:36 | #3

    Finite le gite ministeriali all’Eurallumina

    le promesse elettorali sono naufragate

    Per gli operai solo viaggi della speranza

    Ora che la commedia della propaganda è finita, per l’Eurallumina inizia la tragedia vera. Perché l’estenuante telenovela delle trattative, che si preannuncia, non è fiction. La disponibilità ministeriale sfuma nel ricordo di quella pre-elettorale. L’intraprendenza del Governo, sbandierata dal Primo ministro delle promesse, sembra naufragare nella crisi internazionale. Le gite isolane sono finite. Ora, iniziano le traversate della speranze: quelle dei sindaci “accampati” a Roma in attesa di udienza da parte di un rappresentante della presidenza del Consiglio. Gli stessi che, finora, hanno potuto incontrare solo i funzionari ministeriali.

    Non vanno meglio le trattative in loco: il tavolo tra sindacati e vertici di Eurallumina, convocato ieri mattina nella sede di Confindustria per discutere sul futuro dello stabilimento, è saltato. Per la cronaca: l’amministratore delegato di Eurallumina, Vincenzo Rosino, ha proposto la cassa integrazione per tutti i 420 lavoratori dello stabilimento, ma i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil si sono rifiutati di firmare l’accordo e hanno confermato lo sciopero generale di tutte le aziende del Sulcis-Iglesiente in programma il prossimo 13 marzo.

    In mattinata, fonti sindacali, annunciavano lo slittamento della chiusura: dal 1 marzo al 1 aprile. E ribadivano la necessità di una interlocuzione in sede nazionale: «Abbiamo chiesto di spostare la sede del confronto a Roma», ha detto Francesco Carta il segretario della Filcem Cgil per la provincia di Carbonia-Iglesias, «perché vogliamo discutere della vertenza nella sede del ministero per lo sviluppo economico, alla presenza dei rappresentanti del Consiglio dei ministri e della prossima Giunta regionale».

    Intanto nel pomeriggio, i 23 sindaci della provincia di Carbonia-Iglesias iniziavano una manifestazione in trasferta nella Capitale, davanti a Palazzo Chigi. E qui la chiusura fissata per il primo di marzo non ha avuto smentite: «I funzionari del ministero dello Sviluppo economico hanno confermato la fermata degli impianti di Eurallumina prevista per i primi giorni della prossima settimana – ha fatto sapere il sindaco di Carbonia Tore Cherchi – e hanno ipotizzato il varo di un accordo di programma per effettuare degli investimenti sullo stabilimento di Portovesme, a cominciare dall’adattamento degli impianti per l’utilizzo di bauxite proveniente dall’Africa, operazione che permetterebbe un calo dei costi di produzione del venti per cento».

    E alla fine dell’incontro con i rappresentanti del ministero ha precisato: «I finanziamenti dovrebbero arrivare dal ministero dello Sviluppo economico e, in parte, dalla Rusal, proprietaria degli impianti, ma occorre verificare se la multinazionale deciderà di aderire o meno all’ipotesi di accordo. Secondo quanto riferito dai funzionari del ministero l’azienda avrebbe confermato l’intenzione di fermare gli impianti, pagare lo stipendio di marzo e mettere i 420 dipendenti in cassa integrazione dal primo aprile».

    «Siamo ora in attesa di un incontro con un esponente della presidenza del Consiglio – ha annunciato il sindaco di Carbonia – e non andremo via da Roma fino a quando non sarà fissato il faccia a faccia. In merito, abbiamo incontrato diversi parlamentari sardi, come Giorgio Oppi, Paolo Fadda, Salvatore Cicu e Giulio Calvisi e gli ex ministri Pierluigi Bersani e Enrico Letta, che hanno assicurato il massimo impegno per sollecitare la convocazione di una riunione a palazzo Chigi, probabilmente con il sottosegretario Gianni Letta».

    Dal Senato arriva invece l’interrogazione dei parlamentari sardi del Pd, compreso il commissario Achille Passoni: «Quali sono i risultati che il governo ha ottenuto, per bloccare le decisioni della società Rusal per la chiusura dello stabilimento di Portovesme e per impedire la fermata della produzione della filiera dell’alluminio, dopo gli annunci fatti durante la campagna elettorale in Sardegna?».

    La domanda, sottoscritta dai senatori Francesco Sanna, Antonello Cabras, Achille Passoni, Luciana Sbarbati e Giampiero Scanu è un’interrogazione urgente rivolta al presidente del Consiglio e al Ministro dello sviluppo economico. E non è retorica: nel documento i senatori illustrano le tappe che stanno portando alla chiusura degli impianti di Portovesme, unico stabilimento italiano per la produzione dell’allumina. La chiusura comporterebbe una drastica riduzione del personale diretto ed indiretto impiegato, circa 1000 persone, e porrebbe a rischio la continuità produttiva dello stabilimento Alcoa e di conseguenza le centrali di generazione elettrica di Enel situate nel sito industriale.

    Nell’interrogazione, tuttavia, i senatori del Partito democratico non trattengono una sottile ironia: «Le telefonate a Putin hanno condito la campagna sarda di Berlusconi, ma non allungano la vita agli stabilimenti industriali». Sempre di spot si trattava, ma la realtà è diversa dalla famosa reclame di una compagnia telefonica, interpretata da Massimo Lopez: la telefonata, vera o presunta che fosse, si è trasformata in un bluff.

    «Oggi i sindacati hanno rifiutato di sottoscrivere la richiesta di cassa integrazione straordinaria per 400 lavoratori di Eurallumina – scrivono i senatori – proclamando lo sciopero generale del Sulcis Iglesiente per il giorno 13 marzo 2009, con richiesta ai sindaci della provincia di Carbonia Iglesias di adozione di ordinanze di blocco della circolazione stradale. Spenti gli spot elettorali il governo deve ora rispondere concretamente alle richieste che giungono dai lavoratori che rischiano il posto di lavoro e deve comunicare al più presto quali misure intende adottare per fronteggiare le decisioni di Rusal ed impedire la fermata della produzione della filiera dell’alluminio in Sardegna».

  4. Una famiglia sulla strada
    27 Febbraio 2009 a 11:46 | #4

    E’ definitivo: l’Eurallumina chiude!
    Grazie Berlusconi e grazie a tutti i miei colleghi che gli han creduto

  5. per rimpianti
    27 Febbraio 2009 a 18:10 | #5

    é troppo tardi avere dei rimpianti,avete creduto alle promesse di un bugiardo mi dispiace per tutti quelli che non avranno più lavoro……prima di andare a votare la prossima volta pensateci e votate un VERO SARDO.

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