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Centrali nucleari nel Sulcis Iglesiente ?

9 Marzo 2009

CENTRALI NUCLEARI NEL SULCIS IGLESIENTE ?

Dopo l’accordo ufficiale tra Italia e Francia sul nucleare l’ipotesi delle centrali nucleari in Sardegna non appare più così remota. E remota non appare nemmeno l’idea che il Sulcis Iglesiente possa realmente divenire sede di una di queste centrali che sorgeranno nella nostra Regione.
Così, dopo che i due leader nazionali dell’energia (Enel in Italia e Edf in Francia) hanno siglato l’intesa che sancisce la ripresa della produzione di elettricità con l’atomo anche in Italia, in particolare con la costruzione di quattro centrali nucleari entro i prossimi dieci anni, la Sardegna ritorna al centro della polemica sul nucleare.
Eppure, al vertice di Roma tra il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, insieme a quindici ministri di entrambi i governi, gli accordi sono stati presi e tutto oramai è deciso. L’accordo preso infatti riguarda tutti gli aspetti del nucleare: dalla collaborazione ai temi sulla sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale. Ciò avverrà anche con l’imminente istituzione di una Agenzia per la sicurezza nucleare che si occuperà di regolare il settore e di riportare l’Italia a produrre in proprio energia elettrica grazie all’atomo, dopo che nel 1987 gli italiani avevano deciso con un referendum di rinunciare a questo tipo di energia. Adesso invece si è deciso di andare contro questa decisione (e il volere degli italiani). Ma del resto questo Governo è da sempre stato favorevole al nucleare: "In Italia si stavano costruendo due centrali nucleari – ha ricordato Berlusconi durante il vertice a Roma – ma il fanatismo ecologico ci ha impedito di completarle. Il futuro dell’Unione Europea è nelle rinnovabili e nel nucleare".
Cosa succederà adesso? Quali saranno le ripercussioni per la Sardegna?
Per cominciare il Governo italiano dovrà individuare il luogo dove queste centrali nucleari sorgeranno. E qui entra in gioco la Sardegna, che già in passato era stata individuata come ipotetica sede di scorie nucleari e, udite udite, indovinate dove? Proprio nelle miniere dell’Iglesiente, che sarebbero a quanto pare il sito ideale (anche per l’assenza di attività sismica) per "custodire" questo tipo di scorie.
Naturalmente non c’è ancora niente di certo. Lo stesso ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha affermato che "per la scelta dei siti delle quattro centrali nucleari nel disegno di legge noi stabiliremo i criteri, poi le imprese e i territori decideranno". Ne consegue che saranno i territori interessati a decidere: ma siamo certi che la Sardegna (e il suo nuovo governatore in particolare) saprà dire di no a una richiesta del Governo Berlusconi sulla nascita delle centrali nucleari in Sardegna?
Ad onore del vero il neo presidente della Regione, Ugo Cappellacci, si è detto pronto a sdraiarsi davanti a Villa Certosa pur di impedire che in Sardegna vengano costruite delle centrali nucleari: "Comprendo bene la valenza strategica che ha il rilancio del nucleare a livello nazionale e credo che Berlusconi faccia benissimo a spingere in questa direzione – ha detto il nuovo governatore sardo – Però penso che nell’ambito di un corretto mix delle energie di approvvigionamento la Sardegna abbia già un suo profilo definito. È da tempo che ci stiamo concentrando sulle energie alternative visto che qui vento e sole non mancano. E aggiungo: è stato il governo a dire che la scelta dei siti sarà fatta d’intesa con i territori. Ecco, i sardi non sono d’accordo. E questo mi pare abbastanza".
Sembra quindi che il pericolo nucleare, almeno a parole, possa essere scongiurato per la Sardegna e per il Sulcis Iglesiente. Ma non tutti ne sono convinti e, volenti o nolenti, le polemiche continuano. Polemiche che vanno anche nella direzione di critica verso la scelta del Governo di riproporre in Italia la scelta del nucleare come fonte energetica nazionale.
Insomma, i critici più feroci affermano che proprio nel momento in cui nel mondo si tende a spostare l’attenzione verso fonti di energie più pulite e rinnovabili (è questo uno dei punti forti anche del neo presidente U.S.A. Obama), in Italia invece ci si butta di nuovo a capofitto proprio nell’uso rischiosissimo di un nucleare che pare sia già obsoleto e che può portare forse più danni che altro (scorie nucleari, territori inevitabilmente compromessi, rischio malattie come cancro e leucemie).
Le incognite sono tantissime. Vedremo cosa succederà, ma rimane il fatto che l’Italia si sta impegnando ad investire 20 miliardi di euro per la "speranza" di avere tra 10 anni quattro centrali nucleari non si sa dove, senza sapere minimamente quanto costerà a quel tempo l’uranio e dove metteremo le pericolose scorie.
La speranza è che la Sardegna, e le miniere del Sulcis Iglesiente, vengano tenute fuori da tutto questo. Ma siamo certi che, al di là di tutto e a prescindere da dove saranno costruite queste centrali (che gli italiani non vogliono!), forse sarebbe meglio puntare su altri tipi di energia, più pulita e meno pericolosa per l’ambiente e per i cittadini.


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  1. winklers
    9 Marzo 2009 a 19:17 | #1

    io ho scritto un cazzata da primo di aprile e’ stanno gia lavorando sulla buffala di winklers ceee pitticusu gli ignoranti..

  2. Gianni (Carbonia)
    9 Marzo 2009 a 20:36 | #2

    Ma bufale de che?Mi sa che qui l’unico ignorante sei tu.
    E’ forse una bufala che nelle centrali in disuso ci sono ancora le scorie radioattive?E’ forse bugia che nei luoghi in cui ci sono le centrali i tassi di malattie sono altissimi?E’ forse bugia che sono altamente inquinanti?
    Informati che è meglio,poi parla se hai ancora qualcosa da dire.

  3. claudio
    10 Marzo 2009 a 21:07 | #3

    Di cosa ci lamentiamo? il Sulcis è sempre stato un “laboratorio” per sperimentare la chimica sulle persone, le miniere usavano ritrovati chimici che nessuno conosceva, (forse), l’eternit è stata usata persino per le cisterne d’acqua potabile, sia da gente comune che istituzioni, la povera ma amata eurallumina ha centuplicato i casi di tumore nell’arco di 500 chilometri, e ora che si prevede la sua morte, si pensa subito al rimpiazzo con una centrale nucleare, e qualche migliaio di tonnellate di uranio (usato) da infilare in culo alle miniere.
    Per coloro che hanno votato silvio:
    Non vi sembra un tantino fascista uno che impone alla gente quello che la gente ha rifiutato con un referendum???
    meditate gente – meditatee

  4. Fila
    11 Marzo 2009 a 12:33 | #4

    Bè ma per quelli come winkler tutto quello che dice il nanetto di Arcore è sacro,anche se prima erano contro il nucleare!

  5. Eolo
    16 Marzo 2009 a 17:22 | #5

    Sono ambientalista convinta e se anche mi rendo conto che al momento non tutti i problemi di produzione energetica possono essere risolti con le energie alternative (ma solo perchè non si è mai dimostrata una vera volontà di potenziarle) continuo a credere che il nucleare non sia una soluzione.

    Sicuramente una volta costruite le centrali saranno in grado di fornire tanta energia, ma non pulita, non si sà a che costi, nè per quanto (l’uranio è, come il petrolio, destinato ad esaurirsi), con che ricaduta ambientale.

    Vero è che Cernobyl è roba vecchia, ma noi ancora non possiamo mangiare il fegato di cavallo per quell’incidente di allora.

    E poi come fidarsi dei nostri politici ma anche delle aziende costruttrici? Chi ci assicura che non si farà la cresta anche sullo spessore delle pareti o sulla qualità e quantità del materiale isolante?

    Non è neanche una questione di in Sardegna no in Lombardia si. Certo che non voglio le scorie nelle miniere ( bastano i veleni di Portoscuso ed il random a fare del Sulcis-Iglesiente una zona ad alto rischio tumori e leucemie) ma non le voglio nemmeno Italia, nè in Europa. E così pure per le centrali: la capacità di contaminazione è tale che sono comunque troppo vicine!

    Sviluppiamo l’eolico. Disturberà il paesaggio sempre meno di un deposito sotterraneo di scorie o un centralone nucleare.

    Ridiamo i contributi per i pannelli solari, per l’autoproduzione di energia, con parziale rivendita all’ente fornitore.

    Chissà che così non potremmo riuscire a firmare il protocollo di Kioto, anzichè avere una Ministro all’Ambiente che dice che no, l’Italia non aderisce perchè proprio non ce la fà a rientrare nei limiti di emissioni.

    Quella stessa Italia che è la nazione con il più alto numero di siti Unesco al mondo, il bel paese, quello che punta sul turismo . . .

    P.S. In quanto a Cappellacci, belle parole, ma siamo sicuri che non voglia sdraiarsi ad Arcore solo per fare da zerbino?

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