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Archivio Marzo 2009

Proposta di legge per le isole minori. Coinvolte Sant’Antioco e Carloforte.

24 Marzo 2009 Commenti chiusi

 

 

 

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PROPOSTA DI LEGGE PER LE ISOLE MINORI. COINVOLTE SANT’ANTIOCO E CARLOFORTE

Trascriviamo la proposta di legge d’iniziativa dei deputati GIANFRANCO CONTE, LEONE relativa alle "Norme per la tutela e lo sviluppo delle isole minori" Presentata il 18 maggio 2006 ed assegnata alla Commissione Bilancio.

"Onorevoli Colleghi! – Le isole minori costituiscono una realtà in cui si combinano tradizioni popolari, valori storici, ambientali e turistici che sarebbe opportuno tutelare e, ove sia possibile, sviluppare. Dopo aver assistito a un veloce spopolamento, da anni le isole sono diventate meta di un turismo passato dalla fase «d’élite» a quella «di massa». Se da un lato il turismo, anche se in modo disordinato, riesce a sviluppare l’economia locale trattenendo gli isolani, anzi attirando investitori, dall’altro ha creato molti problemi legati a un equilibrato assetto territoriale e al contrarsi di altre attività, quali l’agricoltura, la pesca, l’artigianato, che costituiscono l’identità culturale stessa delle isole, da sempre caratterizzata da un rapporto privilegiato mare-terra. La presente proposta di legge intende proporre una strategia per evitare che il problema del degrado delle isole venga semplicisticamente ricondotto alla «manomissione» paesaggistica, prevedendo parchi e riserve naturali. Quella che si propone è una politica attiva che salvaguardi le isole minori attraverso iniziative delle collettività locali, coordinate dalle regioni, dalle province e dallo Stato. Una prima programmazione di carattere nazionale, finalizzata alla tutela dell’ambiente marino, allo sviluppo culturale ed economico degli isolani, attraverso una definizione degli interventi per i collegamenti e i servizi pubblici (rifiuti, energia, eccetera) è affidata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, e a tale fine viene istituito un apposito fondo dal quale vengono attinte le risorse per gli interventi così come definiti dal programma triennale, in accordo con le regioni e le province. Ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, si ricorre allo strumento dell’«accordo di programma» che coinvolge le amministrazioni statali, regionali, provinciali e comunali interessate. In considerazione della specificità dei problemi afferenti le aree in oggetto si prevede l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una apposita commissione permanente per le isole minori."

PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1. (Finalità).
1. La presente legge ha lo scopo di garantire la salvaguardia ambientale e di promuovere lo sviluppo socio-economico delle isole minori. 2. Le finalità di cui al comma 1 sono realizzate negli ambiti territoriali individuati nell’allegato A annesso alla presente legge.
Art. 2. (Programma di interventi). 1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta della commissione permanente per le isole minori di cui all’articolo 3, predispone, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un programma triennale di interventi per le isole minori diretto a realizzare: a) lo sviluppo dell’agricoltura, della maricoltura, delle attività di conservazione e di trasformazione dei prodotti ittici e agricoli, della pesca, della cantieristica, del turismo e della ricerca scientifica; b) la riorganizzazione delle strutture scolastiche, privilegiando indirizzi atti a sviluppare le risorse economiche e culturali delle isole; c) la ridefinizione degli strumenti urbanistici; d) il recupero dei beni culturali e ambientali; e) la regolamentazione dell’afflusso veicolare e l’adeguamento delle strutture viarie; f) la ristrutturazione dei porti e dei collegamenti aerei e marittimi con la terraferma; g) l’approvvigionamento idrico; h) l’adeguamento degli impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e di depurazione delle acque; i) la salvaguardia della flora e della fauna locali; l) l’adeguamento dei servizi sanitari e assistenziali, con particolare attenzione all’organizzazione dei servizi di primo soccorso; m) la dismissione e la nuova destinazione delle strutture di edilizia carceraria; n) la rideterminazione delle servitù militari. 2. Il programma triennale di cui al comma 1 è aggiornato annualmente e rinnovato ad ogni scadenza triennale.
Art. 3. (Commissione permanente per le isole minori). 1. È istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri la commissione permanente per le isole minori, presieduta da un sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e composta da: a) un rappresentante per ciascuna regione di appartenenza delle isole minori; b) un funzionario con qualifica non inferiore a quella di dirigente generale in rappresentanza dei Ministeri delle politiche agricole, alimentari e forestali, dell’ambiente e della tutela del territorio, dei beni e delle attività culturali, dell’istruzione, dell’università e della ricerca, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti. 2. Della commissione fanno parte altresì, in ragione degli affari trattati, i rappresentanti delle amministrazioni dello Stato non comprese tra quelle di cui al comma 1. 3. La commissione elabora la proposta di programma triennale di interventi di cui all’articolo 2. 4. La commissione può sentire, ove lo ritenga opportuno, al fine dell’attuazione del programma di intervento, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, nonché esperti e ricercatori nelle varie discipline scientifiche.
Art. 4. (Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori). 1. È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Fondo per la tutela e lo sviluppo economico-sociale delle isole minori con dotazione annua di 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007. 2. Il Fondo di cui al comma 1 finanzia le iniziative promosse nell’ambito del programma triennale di cui all’articolo 2.
Art. 5. (Accordo di programma). 1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 34 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, promuove la conclusione, in ciascuno degli ambiti territoriali individuati nell’allegato A annesso alla presente legge, di un accordo di programma per l’attuazione del programma triennale di sviluppo socio-economico tra le amministrazioni statali, regionali, provinciali e comunali interessate.
Art. 6. (Copertura finanziaria). 1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, valutato in 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007, si provvede, per gli anni 2007 e 2008, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Allegato A (articolo 1, comma 2). AMBITI DI INTERVENTO Isole Tremiti 1. San Nicola: San Nicola, San Domino, Capraia, Pianosa. Mare: da 1 miglio dalla costa continentale fino al limite delle acque territoriali. Pantelleria 2. Pantelleria. Mare: per un raggio di 20 miglia intorno all’isola. Isole Pelagie 3. Lampedusa: Lampedusa, Lampione, Linosa. Mare: per un raggio di 40 miglia intorno a ciascuna isola. Isole Egadi 4. Favignana: Favignana, Levanzo, Marettimo, Formica. Mare: fino a 1 miglio dalla costa siciliana e per un raggio di 20 miglia nelle altre direzioni. 5. Ustica: Ustica. Mare: fino a 1 miglio dalla costa siciliana e per un raggio di 20 miglia nelle altre direzioni. Isole Eolie 6. Lipari: Lipari, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Stromboli, Panarea. Mare: fino a 1 miglio dalla costa siciliana e per un raggio di 20 miglia nelle altre direzioni, ma non oltre la metà della distanza tra Lipari e Salina. 7. Salina: Salina. Mare: fino alla metà della distanza da Lipari e per un raggio di 20 miglia nelle altre direzioni. Isole Sulcitane 8. San Pietro: Sant’Antioco, San Pietro. Mare: fino alla costa sarda da Capo Pecora a Capo Teulada e per un raggio di 20 miglia nelle altre direzioni. Isole del Nord Sardegna 9. La Maddalena: La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Santa Maria, Budelli, Razzoli, Mortorio, Tavolara, Molara, Asinara. Mare: fino al confine delle acque territoriali con la Corsica, fino alla costa sarda e per un raggio di 20 miglia nelle altre direzioni. Isole Partenopee 10. Procida: Capri, Ischia, Procida, Nisida, Vivara. Mare: l’intero golfo di Napoli. Isole Ponziane 11. Ponza, Palmarola, Zannone. Mare: fino a 1 miglio dalla costa laziale e per un raggio di 20 miglia nelle altre direzioni: 12. Ventotene: Ventotene, Santo Stefano. Mare: per un raggio di 20 miglia intorno a ciascuna isola. Isole Toscane 13. Elba: Elba, Pianosa, Montecristo. Mare: fino alla costa toscana da Piombino a Punta Ala e fino al confine delle acque territoriali con la Corsica. 14. Giglio: Isola del Giglio, Giannutri, Formiche di Grosseto. Mare: fino alla costa da Punta Ala all’Argentario e per un raggio di 15 miglia nelle altre direzioni. 15. Capraia: Capraia, Gorgona, Secche della Meloria. Mare: fino al confine delle acque territoriali con la Corsica e fino alla costa toscana da Piombino a Livorno. 


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IGLESIAS. Consegnato alla città il Museo del lavoro minerario

24 Marzo 2009 Commenti chiusi

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IGLESIAS

CONSEGNATO ALLA CITTA’ IL MUSEO DEL LAVORO MINERARIO

Con una cerimonia sobria ma molto partecipata, sabato scorso il Comune di Iglesias ha consegnato nuovamente alla cittadinanza il museo del lavoro minerario di Genna Luas. Un altro importante pezzo della storia mineraria sulcitana tornerà a rivivere, grazie al lavoro dell’associazione per il Parco geominerario, alla quale l’amministrazione ha affidato la struttura accanto al castelletto del Pozzo Morra, dove è stato sviluppato un percorso didattico culturale (curato dal geologo Felice Di Gregorio e dall’architetto Alfredo Ingegno) che racconta oltre un secolo di storia e di lavoro minerario. Fino ad oggi però, la struttura è stata aperta al pubblico solo di rado, mentre ora potrà finalmente essere resa fruibile dall’associazione, che intende – come ha spiegato Enrico Pintus, vicepresidente del sodalizio – utilizzarla per «proseguire nel lavoro di studio e divulgazione del patrimonio scientifico e culturale legato alla storia mineraria sarda». I progetti in cantiere sono diversi: dalle periodiche conferenze, incentrate in particolare sulle biografie dei «pionieri delle miniere», ai corsi di formazione per le guide del Parco, oltre a una mostra litologica a cui stanno già lavorando i ricercatori dell’Università di Cagliari. Un’anteprima degli appuntamenti che animeranno le sale di Genna Luas si è avuta sabato stesso, giorno in cui, al termine della cerimonia con la firma della convenzione (sottoscritta dal sindaco di Iglesias Pierluigi Carta e dal presidente dell’associazione Alberto Marini, docente di geomorfologia all’università del Sulcis Iglesiente e direttore del Consorzio Ausi), si sono svolti alcuni incontri e seminari dedicati alle scienze della Terra e alla paleontologia. Con l’avvio delle attività nella nuova e prestigiosa sede, la speranza espressa da Pintus è «di poter contare su un numero crescente di soci, con i quali portare avanti iniziative sempre più ambiziose per la crescita del territorio».

(PAOLO MOCCI – tratta da L’UNIONE SARDA)

 

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CULTURA. IGLESIAS. La biblioteca comunale sbarca su internet

24 Marzo 2009 Commenti chiusi


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CULTURA

IGLESIAS. LA BIBLIOTECA SBARCA SU INTERNET

Un libro da leggere? Si può prenotare anche su internet e poi, dopo l’opportuna registrazione e le formalità di rito, si può prendere, leggere e poi restituire. La biblioteca comunale di Iglesias sbarca anche sul web. L’archivio di volumi di via Gramsci si sposta adesso anche in rete. Basta andare sul sito internet del Comune di Iglesias, all’indirizzo www.comune.iglesias.ca.it, per trovare il link che riporta al sito della biblioteca. E qui, nel portale si possono trovare tutti i libri a disposizione dei lettori. Dai nuovi volumi a disposizione, attualmente i nuovi titoli disponibili sono 39, a quelli più vecchi, continuando poi con i classici. Se poi si ha necessità di trovare un testo particolare basta inserire nel modulo di ricerca, titolo, autore o casa editrice. Nelle pagine della biblioteca virtuale ci sono anche le indicazioni per poter effettuare la registrazione, consultare un libro nella sala di lettura di via Gramsci oppure prenderlo in prestito. Ai volumi custoditi e resi a disposizione per i lettori nella struttura di via Gramcsi si aggiungeranno entro breve tempo i testi in lingua rumena per favorire lo scambio culturale con i numerosi rappresentanti della comunità che risiede in città.
(d. m. – tratta da L’UNIONE SARDA) 

 

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Sciopero: in 20 mila per il Sulcis Iglesiente

16 Marzo 2009 Commenti chiusi

 

 

CARBONIA

SCIOPERO: IN 20 MILA PER IL SULCIS IGLESIENTE

Un territorio, una Provincia "chiusa per sciopero". Erano in 20 mila (15 mila per la Questura) le persone che sabato hanno sfilato lungo le vie di Carbonia per esprimere la loro solidarietà ai lavoratori dell’Eurallumina che sono rimasti senza lavoro. Lo sciopero generale di 24 ore di tutto il Sulcis Iglesiente, indetto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, ha manifestato un forte malessere diffuso per un territorio che lentamente sta morendo, soffocato da una crisi che non conosce soste. E da piazza Roma, dove si è chiusa la manifestazione, questo segnale è emerso forte, sia da parte degli operai delle fabbriche in crisi (Eurallumina, Portovesme Srl, Alcoa e Rockwool) che dai lavoratori della Carbosulcis, delle imprese d’appalto, comprendendo anche la solidarietà di tutti quei commercianti che hanno chiuso i loro negozi, degli agricoltori con trattori e bandiere della Coldiretti e di semplici cittadini: tutti a manifestare per chiedere un nuovo modello di sviluppo per il nostro territorio.
I sindacati hanno promesso che faranno pressione sulla Giunta regionale perché intervenga con misure straordinarie a sostegno del lavoro e dei lavoratori, attraverso maggiori tutele sociali da inserire nella Finanziaria 2009. Mentre i sindaci dei comuni di tutta la provincia, per bocca di Salvatore Cherchi, sindaco di Carbonia, chiedono alla Regione e al Governo di intervenire e fare ciascuno la propria parte, insieme ad un appello ai manifestanti e tutto il territorio a non arrendersi e a non rassegnarsi.
Cosa succederà ora ?
 

SCIOPERO GENERALE DEL SULCIS IGLESIENTE

13 Marzo 2009 Commenti chiusi
 
 
 
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PORTOVESME. Eurallumina, è l’ora dello stop

11 Marzo 2009 1 commento

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PORTOVESME

EURALLUMINA, E’ L’ORA DELLO STOP

E’ oggi, giovedì 5 Marzo, il giorno fatidico della chiusura dell’Eurallumina. Se momentanea o definitiva questo nessuno lo sa con certezza. Quello che invece si sa è che 350 persone sono in cassa integrazione per un anno. La produzione di allumina è stata interrotta da giorni ormai e nello stabilimento di Portovesme gli operai e i tecnici hanno lavorato per preparare la grande fermata odierna degli impianti. Ormai le materie prime sono finite e la fabbrica si è fermata, le promesse si sono rivelate inutili e il miracolo previsto non c’è stato. I proprietari russi della Rusal non hanno fatto marcia indietro, nè mai hanno avuto intenzione di farla.
moda 128x296La cassa integrazione per i lavoratori dovrebbe partire dal primo aprile, ma la beffa è che l’azienda ha comunicato ai sindacati e a Confindustria che la cassa integrazione riguarderà un massimo di 350 operai (su 400). Non solo. E’ completamente assente il piano di mantenimento che specifica i lavori da fare e quanti lavoratori serviranno nello stabilimento in questi 12 mesi di chiusura. Insomma, tante cose sono ancora in alto mare.
Nel frattempo il presidio davanti ai cancelli dell’Eurallumina continua e la tensione non cala. La paura, inutile negarlo, è che la chiusura sia definitiva. non c’è infatti nessuna certezza sul fatto che la fabbrica riaprirà davvero fra un anno. Anzi, viste le premesse, le previsioni sono decisamente pessimistiche.
E venerdì ci sarà il grande sciopero generale del Sulcis Iglesiente, a sostegno dei lavoratori dell’Eurallumina e per un territorio che sempre più sprofonda nella crisi.


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TRATALIAS. Un bando per affidare in gestione l’antico borgo medievale

11 Marzo 2009 Commenti chiusi

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TRATALIAS

UN BANDO PER AFFIDARE IN GESTIONE L’ANTICO BORGO MEDIEVALE

Antico borgo medievale offresi "chiavi in mano". Il Comune di Tratalias è pronto ad affidare la gestione del servizio di visite guidate, custodia e manutenzione dell’antico abitato di Tratalias su cui domina la cattedrale romanico pisana di Santa Maria di Monserrat.
Dopo la gestione dei laboratori didattico artigianali e la mostra permanente sul territorio, affidata alcuni mesi fa alla cooperativa Sémata e, soprattutto, dopo vent’anni di lavori (e milioni di euro) spesi per riportare all’antico splendore il vecchio centro storico, a Tratalias è giunto il momento di accelerare i tempi per la definitiva apertura al pubblico del vecchio centro storico. Ormai completamente recuperato (sono in corso alcuni interventi di completamento), il borgo medievale è dunque pronto al debutto. Non prima però di averne affidato la gestione a una società specializzata che, oltre alla conservazione di edifici storici e monumentali, dovrà anche garantire una cura particolare al verde pubblico e agli arredi urbani e assicurare il servizio di custodia e vigilanza, l’apertura al pubblico, il servizio di guida turistica, la biglietteria e lo sportello di informazioni turistiche. In più, dovrà assicurare un supporto e l’assistenza necessaria in caso di iniziative e manifestazioni culturali, didattiche e di promozione turistica e collaborare con il Sistema integrato per la gestione del beni culturali del Sulcis di recente costituzione.
Da qui, appunto, il bando di gara che, forte di una somma disponibile di quasi 200 mila euro, assicurerà il controllo e la gestione dell’intero complesso monumentale per 39 mesi, in pratica dal prossimo mese di aprile al giugno del 2012.

Definiti dall’amministrazione anche alcune condizioni che la società aggiudicatrice dovrà rispettare per favorire la valorizzazione e la tutela del borgo. In particolare, chi vincerà l’appalto dovrà rispettare le tabelle sui biglietti d’ingresso (per i quali sono previsti però anche degli incentivi sul numero di ingressi), gli orari di apertura e chiusura stabiliti dal Comune che, però, saranno diversificati nel corso dell’anno, tenendo conto dei flussi turistici e assicurando la fruizione del sito in occasione di feste e manifestazioni locali.
(Maurizio Locci – da L’UNIONE SARDA)


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Centrali nucleari nel Sulcis Iglesiente ?

9 Marzo 2009 5 commenti

CENTRALI NUCLEARI NEL SULCIS IGLESIENTE ?

Dopo l’accordo ufficiale tra Italia e Francia sul nucleare l’ipotesi delle centrali nucleari in Sardegna non appare più così remota. E remota non appare nemmeno l’idea che il Sulcis Iglesiente possa realmente divenire sede di una di queste centrali che sorgeranno nella nostra Regione.
Così, dopo che i due leader nazionali dell’energia (Enel in Italia e Edf in Francia) hanno siglato l’intesa che sancisce la ripresa della produzione di elettricità con l’atomo anche in Italia, in particolare con la costruzione di quattro centrali nucleari entro i prossimi dieci anni, la Sardegna ritorna al centro della polemica sul nucleare.
Eppure, al vertice di Roma tra il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, insieme a quindici ministri di entrambi i governi, gli accordi sono stati presi e tutto oramai è deciso. L’accordo preso infatti riguarda tutti gli aspetti del nucleare: dalla collaborazione ai temi sulla sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale. Ciò avverrà anche con l’imminente istituzione di una Agenzia per la sicurezza nucleare che si occuperà di regolare il settore e di riportare l’Italia a produrre in proprio energia elettrica grazie all’atomo, dopo che nel 1987 gli italiani avevano deciso con un referendum di rinunciare a questo tipo di energia. Adesso invece si è deciso di andare contro questa decisione (e il volere degli italiani). Ma del resto questo Governo è da sempre stato favorevole al nucleare: "In Italia si stavano costruendo due centrali nucleari – ha ricordato Berlusconi durante il vertice a Roma – ma il fanatismo ecologico ci ha impedito di completarle. Il futuro dell’Unione Europea è nelle rinnovabili e nel nucleare".
Cosa succederà adesso? Quali saranno le ripercussioni per la Sardegna?
Per cominciare il Governo italiano dovrà individuare il luogo dove queste centrali nucleari sorgeranno. E qui entra in gioco la Sardegna, che già in passato era stata individuata come ipotetica sede di scorie nucleari e, udite udite, indovinate dove? Proprio nelle miniere dell’Iglesiente, che sarebbero a quanto pare il sito ideale (anche per l’assenza di attività sismica) per "custodire" questo tipo di scorie.
Naturalmente non c’è ancora niente di certo. Lo stesso ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha affermato che "per la scelta dei siti delle quattro centrali nucleari nel disegno di legge noi stabiliremo i criteri, poi le imprese e i territori decideranno". Ne consegue che saranno i territori interessati a decidere: ma siamo certi che la Sardegna (e il suo nuovo governatore in particolare) saprà dire di no a una richiesta del Governo Berlusconi sulla nascita delle centrali nucleari in Sardegna?
Ad onore del vero il neo presidente della Regione, Ugo Cappellacci, si è detto pronto a sdraiarsi davanti a Villa Certosa pur di impedire che in Sardegna vengano costruite delle centrali nucleari: "Comprendo bene la valenza strategica che ha il rilancio del nucleare a livello nazionale e credo che Berlusconi faccia benissimo a spingere in questa direzione – ha detto il nuovo governatore sardo – Però penso che nell’ambito di un corretto mix delle energie di approvvigionamento la Sardegna abbia già un suo profilo definito. È da tempo che ci stiamo concentrando sulle energie alternative visto che qui vento e sole non mancano. E aggiungo: è stato il governo a dire che la scelta dei siti sarà fatta d’intesa con i territori. Ecco, i sardi non sono d’accordo. E questo mi pare abbastanza".
Sembra quindi che il pericolo nucleare, almeno a parole, possa essere scongiurato per la Sardegna e per il Sulcis Iglesiente. Ma non tutti ne sono convinti e, volenti o nolenti, le polemiche continuano. Polemiche che vanno anche nella direzione di critica verso la scelta del Governo di riproporre in Italia la scelta del nucleare come fonte energetica nazionale.
Insomma, i critici più feroci affermano che proprio nel momento in cui nel mondo si tende a spostare l’attenzione verso fonti di energie più pulite e rinnovabili (è questo uno dei punti forti anche del neo presidente U.S.A. Obama), in Italia invece ci si butta di nuovo a capofitto proprio nell’uso rischiosissimo di un nucleare che pare sia già obsoleto e che può portare forse più danni che altro (scorie nucleari, territori inevitabilmente compromessi, rischio malattie come cancro e leucemie).
Le incognite sono tantissime. Vedremo cosa succederà, ma rimane il fatto che l’Italia si sta impegnando ad investire 20 miliardi di euro per la "speranza" di avere tra 10 anni quattro centrali nucleari non si sa dove, senza sapere minimamente quanto costerà a quel tempo l’uranio e dove metteremo le pericolose scorie.
La speranza è che la Sardegna, e le miniere del Sulcis Iglesiente, vengano tenute fuori da tutto questo. Ma siamo certi che, al di là di tutto e a prescindere da dove saranno costruite queste centrali (che gli italiani non vogliono!), forse sarebbe meglio puntare su altri tipi di energia, più pulita e meno pericolosa per l’ambiente e per i cittadini.


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Nell’Università del Sulcis un master in risanamento ambientale

5 Marzo 2009 Commenti chiusi

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NEWS

NELL’UNIVERSITA’ DEL SULCIS UN MASTER IN RISANAMENTO AMBIENTALE

Un nuovo corso internazionale di avanzata specializzazione è stato inaugurato ieri presso la sede dell’Università del Sulcis a Monteponi. Con il futuro dell’ateneo della provincia di Carbonia Iglesias ancora in bilico, il master in Tecniche di bio- e fito-risanamento per la bonifica di siti minerari inquinati, organizzato dal Consorzio Forgea, sembra voler rimarcare, a chi di dovere, che la sede universitaria decentrata di Iglesias è più che mai una realtà in crescita, in grado di rivestire un’importante valenza strategica, non solo per il territorio del Sulcis Iglesiente, ma anche per l’offerta formativa dell’Università di Cagliari.
Fondato in concomitanza con la nascita del Parco geominerario, il consorzio Forgea è diventato negli anni un punto di riferimento, su scala internazionale, nel campo delle scienze geominerarie e ambientali. Il successo dei numerosi corsi organizzati dal Forgea in collaborazione con l’Università di Monteponi, che hanno formato decine di tecnici di tutti i Paesi dell’area euromediterranea, lo si deve anche e soprattutto alle peculiari risorse che il territorio del Sulcis Iglesiente offre per la sperimentazione e l’applicazione sul campo delle nuove acquisizioni scientifiche nel settore del risanamento ambientale.
Particolarmente importante è il tema del master internazionale incentrato sulle tecniche naturali di risanamento ambientale, che potrebbero trovare una utile applicazione nei tanti siti minerari dismessi per bonificare le aree e le discariche inquinate eredità dello sfruttamento selvaggio del sottosuolo.
Senza tralasciare il vasto patrimonio di conoscenze ed esperienze che questa terra, un tempo perla dell’industria estrattiva, può ancora offrire al mondo della ricerca. Da domani altri venti studiosi, provenienti da ogni sponda del Mediterraneo, se ne gioveranno, e l’auspicio di tutti è che nei prossimi anni il Forgea e l’Università del Sulcis Iglesiente possano continuare.
(PAOLO MOCCI – da L’UNIONE SARDA)

 

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Eurallumina, sindaci Sulcis: il Governo ci ascolti

4 Marzo 2009 Commenti chiusi

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NEWS

EURALLUMINA, SINDACI SULCIS: IL GOVERNO CI ASCOLTI

Cagliari, 3 mar. (Apcom) - "Il Governo ci ascolti, da oltre una settimana chiediamo di essere ricevuti ma non abbiamo avuto risposte". Lo ha detto Pierluigi Carta, sindaco di Iglesias che insieme ai suoi colleghi del Sulcis prosegue nel sit-in davanti a Palazzo Chigi dopo l’incontro di ieri col presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per protestare contro la chiusura dell’Eurallumina, la fabbrica di proprietà della multinazionale russa Rusal che fermerà gli impianti all’inizio di aprile. Oltre 400 gli operai che finiranno in cassa integrazione ma i lavoratori delle imprese d’appalto (circa 500) non potranno beneficiare nemmeno degli ammortizzatori sociali. Finora per i sindaci solo un abboccamento con un consigliere d’ambasciata russo.
"Non vorremmo – ha spiegato il primo cittadino di Iglesias – che diventassimo merce di scambio con altre realtà più ricche o più convenienti". In Irlanda la Rusal mantiene in funzione uno stabilimento nonostante la crisi. Per la vicenda Eurallumina aveva assicurato il proprio impegno, durante la campagna elettorale per le regionali sarde, il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi che aveva promesso di interessare della vicenda il premier russo Putin. 


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