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Rassegna stampa

3 Giugno 2009

Adotta a distanza un bambino
 

RASSEGNA STAMPA

LE NOTIZIE PIU’ IMPORTANTI DAL SULCIS IGLESIENTE

SANT’ANTIOCO. PER I PRIMI TURISTI SPIAGGE SPORCHE E PRIVE DI SERVIZI

Bottiglie e secchi di plastica, pezzi di fune relitti di imbarcazioni, lattine, frammenti di vetro, cartaccia: questa è la situazione delle spiagge di Sant’Antioco all’inizio del’estate.
Incominciamo dalla spiaggia di Coe Guaddus: l’arenile è tagliato in due dall’acqua che ha creato un piccolo fiume, in riva cumuli di alghe e detriti di ogni genere. In mezzo alla spiaggia, poi, il mare ha trasportato il relitto di una piccola imbarcazione. A Calasapone stesso scenario, con la differenza che lungo tutto il litorale sono ancora evidenti gli avvallamenti provocati dalle piogge invernali, che qualcuno ha pensato di colmare scaricando della sabbia con un trattore.
Cala Lunga è sicuramente la spiaggia che ha subito i maggiori danni a causa delle mareggiate dell’inverno: l’arenile è scomparso sotto una colte di alghe. L’arenile è stato poi in parte eroso dal mare. La spiaggia in condizioni migliori è quella di Maladroxia. Anche lì vi sono cumuli di alghe, ma non ci sono detriti e rifiuti in quanto è probabile che sia stata in parte ripulita da qualcuno degli operatori addetti ai servizi di noleggio.
Intanto, però, i primi turisti e moltissimi bagnanti hanno incominciato a frequentare gli arenili e si sono trovati alle prese con problemi di ogni genere.
Alle loro lamentele si sono uniti anche molti cittadini che segnalano le erbacce presenti dietro le spiagge e nei parcheggi che diventano covo di insetti di ogni tipo, zecche comprese.
L’assessore al Turismo Daniela Ibba e l’assessore al Territorio e all’Ambiente Massimo Melis giustificano i ritardi nell’intervento del Comune attribuendoli a problemi tecnici, il maggiore dei quali è nato dalla selezione per addetti ai servizi sociali. «Il bando prevedeva l’assunzione di 105 operai – spiegano i due assessori – ma a presentarsi alla selezione sono stati solo in 65 per cui abbiamo dovuto prorogare il bando di 15 giorni». Un’altra selezione è stata inoltre indetta dal Comune per individuare le cooperative che dovranno occuparsi dei servizi, il che ha fatto slittare ulteriormente i tempi.
Il Comune ha così deciso di accelerare i tempi. «Le spiagge saranno pulite entrò metà giugno e dotate dei servizi quali parcheggi, docce e pulizia delle aree circostanti», assicura l’assessore Melis. I due rappresentanti della Giunta tengono, comunque, a rimarcare che a fine aprile le spiagge di Sant’Antioco erano pulite ma che sono state compromesse dall’alluvione che ha colpito l’isola il giorno di Pasqua.
(GIORGIA FARCI da L’UNIONE SARDA)

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CARBONIA. UN TIRANNOSAURO IN MINIERA

Un tirannosauro alti otto metri troneggia nella sala principale del museo paleontologico che verrà inaugurato oggi nella Grande miniera di Serbariu. Nelle vetrine delle grandi sale reperti preziosi il più vecchio dei quali risale a un miliardo di anni fa.
Vedi le foto C on i suoi 300 milioni di anni di età il ragno fossile è il più antico d’Italia. A pochi passi ci sono rocce che si sono formate da più di un miliardo d’anni, quando le terre emerse, a parte il Sulcis, erano davvero poche. Qualche vetrina, più in la, accanto ad un frammento del fondo del mare che si estendeva dove ora sorge Perdaxius, ci sono spugne nate e vissute nelle scogliere del Sulcis di 530 milioni di anni fa. Mentre il calco del fossile di un Tirannosauro in grandezza naturale domina una delle grandi sale dove un tempo lavoravano gli operai della miniera.
GRANDE MINIERA Benvenuti nella Grande miniera di Serbariu, all’ingresso di Carbonia, È lì tra i capannoni industriali sapientemente restaurati che nasce (oggi l’inaugurazione ufficiale) il museo "Paleoambienti sulcitani Martel". È uno scrigno che raccoglie tutti pezzi rari e preziosissimi dal punto di vista scientifico, allineati nelle vetrine allestite nelle sale ricavate ristrutturando, con una spesa di poco meno di 2 milioni e 800 mila euro, l’edificio che ospitava le forge quando la miniera di Serbariu era in piena attività. È un museo unico. La raccolta di fossili, più di 400 solo quelli esposti, racconta la storia della Terra a incominciare dal Cambriano (con la comparsa dei primi vertebrati), per finire con il Quarternario, nell’era Olocene, quella attuale.
LE SEZIONI I reperti esposti sono divisi in tre sezioni. Al piano terra dominato dal calco dello scheletro del Tirannasosauro rex alto 8 metri, si trovano le testimonianze dei "bio eventi" e "geo eventi" registrati dai fossili imprigionati nelle rocce locali e quella delle estinzioni di massa e dei dinosauri. La vasta area espositiva sul soppalco, invece, ospita la collezione del "Gruppo ricerche speleologiche Martel", colonna portante del vecchio museo paleontologico. I turisti che visiteranno il museo saranno accompagnati da guide in grado di parlare anche in francese, tedesco ed inglese. Il percorso espositivo è dotato di pannelli e targhette esplicative.
L’UNICITÀ Non si tratta di un museo qualunque. «Dal punto di vista scientifico è uno dei più completi e importanti a livello nazionale, un unicum in grado di raccontare l’evoluzione della vita dalla sua comparsa fino ai giorni nostri», ha spiegato Gian Luigi Pillola, professore di Geologia del Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Cagliari.
Oggi verrà aperta solo la parte espositiva del museo (poco più di mille metri quadrati), ma presto saranno arredati e completati anche gli altri spazi (altri settecento metri circa), destinati ai laboratori, alle biblioteche alle sale convegni. «Il centro che si inaugura stasera rappresenta un punto d’arrivo importante nel progetto di recupero del complesso della Grande miniera», ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Giacomo Guadagnini. «Con il Paleoambienti sulcitani Martel la città compie un’altra operazione culturale importante», ha sottolineato il sindaco Salvatore Cherchi.
IL PROGETTO È il progetto Grande miniera che va avanti. Un mix di cultura e ricerca, tradizione e innovazione importante, lo ha rimarcato l’assessore alla Cultura Maura Saddi «anche e soprattutto per le iniziative didattiche e di studio che si svolgeranno al suo interno».
(MARCO VENTURI da L’UNIONE SARDA) 

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PRONTO SOCCORSO VOLANTE DA SPIAGGIA

Un servizio di pronto soccorso per i bagnanti delle spiagge più periferiche. Lo organizzerà la Provincia a Buggerru e Porto Pino.
Per le spiagge troppo distanti dagli ospedali arrivano le Unità di pronto intervento. È l’iniziativa della Provincia, assessorato all’Ambiente, per la stagione turistica che sta per iniziare. Si tratta di due strutture prefabbricate che funzioneranno come base del servizio di pronto soccorso del "118" dell’Asl e verranno sistemate a Porto Pino e Buggerru. «Una scelta dettata dal fatto che si tratta delle due località maggiormente distanti dagli ospedali – spiega Bruno Pissard, assessore all’Ambiente – entrambe, inoltre, durante l’estate vedono incrementare in maniera notevole il numero di presenze e dunque si è reso indispensabile mettere a disposizione dei soccorritori due locali idonei a prestare l’assistenza alle persone che avessero necessità».
PRONTO SOCCORSO Un servizio importante, che verrà garantito in stretta collaborazione con il personale del "118" e con le associazioni di volontariato impegnate sul campo per garantire maggiore rapidità nei soccorsi. «Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo, da Napoli, dei due prefabbricati – aggiunge Pissard – successivamente sarà siglata l’intesa con l’Asl e i Comuni interessati, quindi si potrà partire. Entro giugno contiamo di rendere il servizio operativo. L’azione della Protezione civile si colloca anche a servizio della sicurezza delle popolazioni del territorio e dei turisti che apprezzano il nostro paesaggio balneare, volano turistico che la Provincia valorizza in stretta sintonia con i Comuni e le associazioni».
NELLE SPIAGGE Imminente anche l’avvio del servizio di salvamento a mare per garantire la sicurezza nei litorali del territorio. «La Provincia fornirà le attrezzature necessarie, ma anche in questo caso sarà fondamentale il ruolo delle associazioni di volontariato che, con il loro impegno e la loro preparazione, faranno in modo che i bagnanti abbiano maggiore sicurezza». Ma le tragedie si evitano soprattutto con un’operazione di prevenzione e educazione. In quest’ottica si inserisce il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado.
LA PREVENZIONE «L’approccio culturale è indispensabile – prosegue Bruno Pissard – per questo stiamo organizzando iniziative di coinvolgimento dei giovani, partendo dalle scuole elementari fino ad arrivare alle superiori». Tra le iniziative programmate, la distribuzione di opuscoli informativi che contengono le regole per affrontare la stagione estiva in sicurezza. "Tutti al mare" è il titolo che campeggia nella copertina dei tre diversi tipi di volantini, uno per le elementari, uno per le medie e infine per le superiori. Contengono tutti le stesse informazioni, ma sono presentati in maniera diversa per adattarsi all’età degli studenti e attirare meglio la loro attenzione.
Altro progetto in cantiere è quello relativo ai Centri di Educazione ambientale, che saranno attivati a settembre, per garantire un approccio culturale alla tutela e alla valorizzazione del territorio.
(CINZIA SIMBULA da L’UNIONE SARDA)


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